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Civile

 Diritti del nascituro

La terza sezione civile, con recente sentenza pronunciata all’udienza del 21-1-2009 (Pres. M. Varrone- est. B. Spagna Musso), “innovando” il precedente indirizzo (tra le altre, 11503/93 e 14488/2004), in relazione ad una controversia avente ad oggetto  domanda di risarcimento danni, a vario titolo, da parte dei genitori di un bimbo nato malformato a seguito di terapie mediche tendenti a facilitare la gravidanza,  sulla premessa dell’esigenza di  privilegiare  nell’attività interpretativa del giudice nell’ordinamento italiano, quale sistema semi-aperto costituito da una pluralità di fonti normative, il modello della interessenjurisprudenz, ha statuito che:

a) il nascituro (o concepito), quale titolare di  alcuni interessi di natura personale (tra cui il diritto a nascere sano), protetti dall’ordinamento, è soggetto giuridico (limitatamente a tali interessi);
b) la condicio iuris della nascita, di cui al secondo comma dell’art.1 c.c.,  imprescindibile per il solo acquisto di diritti di natura patrimoniale, costituisce dunque presupposto per la sola azione risarcitoria conseguente alla lesione del diritto a nascere sano;  
c) le nozioni di soggettività, capacità e personalità sono tra loro distinte;
d) i danni nei confronti del nascituro da trattamento medico-sanitario  possono derivare, in modo “riflesso”  sia dalla violazione del principio del consenso informato (in relazione alla clausola generale di buona fede, riguardante la corretta informazione sulle terapie e i farmaci somministrati), sia dalla prescrizione di farmaci dannosi, e ciò in base alla configurazione del rapporto contrattuale ( o da “contatto sociale”) della madre-gestante quale “ad effetti protettivi” nei confronti di terzo ( il nascituro e anche l’altro genitore)  ed in virtù del principio di causalità quale di recente delineato dalle S.U.;
e) non sono configurabili nel nostro ordinamento  l’aborto eugenetico e il diritto a non nascere se non sano.   

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