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Pubblichiamo la sentenza 5300 del 12 gennaio 2011 (ud.) - 11 febbraio 2011 (dep.) con cui la Sesta sezione penale della Corte di cassazione, affrontando il tema delicato dell'eventuale rilevanza penale delle cause palesemente strumentali nei confronti di pubblici ufficiali in relazione ad attività svolte nell'ambito delle loro funzioni, ha escluso che l'effettivo esercizio di un'azione civile (mediante notifica dell'atto di citazione o deposito del ricorso, secondo il rito) possa integrare il concetto penalistico di violenza o minaccia e, quindi, il delitto di cui all'art. 336 c.p..

La sentenza si preoccupa di segnalare tuttavia come proprio le ragioni che impongono di escludere la rilevanza penale di questa fattispecie particolare determinano contestualmente la necessità della massima attenzione comprensione e diligenza del giudice civile nell'attivazione dei poteri che la legge, ed in particolare l'ultimo comma dell'art. 96 c.p.c. , gli attribuiscono anche in relazione alle azioni in cui il diritto vantato, pur astrattamente configurabile, è strumentalmente invocato per finalità del tutto diverse dalla sua effettiva tutela

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