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Uffici giudiziari senza assistenza informatica, un fallimento del Ministero e un fallimento per la giustizia.

 

 

Dal 1° gennaio 2011 non vi è più assistenza applicativa negli uffici giudiziari. Questo vuol dire che ogni problema, modifica, correzione di errore che si porrà nei registri informatici (RE.GE., SICP, SICID etc), come nei vari programmi che utilizziamo quotidianamente negli uffici giudiziari non avrà né intervento, né soluzione, aumentando rischi di blocco del servizio che già si sono concretizzati in passato in alcuni uffici.

Ad ottobre avevamo segnalato e documentato le contraddizioni delle politiche ministeriali in tema di informatica, senza ottenere alcuna risposta.

Le spiegazioni che il Capo del Dipartimento dell’Organizzazione del Ministero ha finalmente fornito alla luce della gravità della situazione sono un primo segnale di trasparenza che apprezziamo, ma non modificano la realtà delle cose. Il fatto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze non autorizzi la stipula di contratti “a debito” ha finito per far emergere in modo drammatico come le politiche del Governo trascurino i bisogni della giustizia e lascino gli uffici giudiziari privi delle risorse minime essenziali.

E’ questo un fallimento dell’intero Governo: una politica fatta di annunci e di continue conferenze stampa dei Ministri Alfano e Brunetta, che pubblicizzano una piena informatizzazione degli uffici giudiziari che non esiste, si scontra adesso con la dura realtà, che vede i nuovi programmi informatici - tanto sbandierati - in uso soltanto in pochi circondari e attorno ad essi strumenti obsoleti e assenza di programmazione.

Siamo di fronte a un fallimento per la giustizia, che non si è dotata di un numero adeguato di professionalità informatiche proprie e che adesso sta perdendo molti degli esperti che per conto di società esterne da anni lavoravano negli uffici giudiziari, accumulando conoscenze e competenze difficilmente sostituibili, dirottati altrove o licenziati.

In questo modo si mette a rischio quanto già realizzato da avvocati, cancellieri, magistrati nelle sedi più avanzate: il decreto ingiuntivo telematico, le notifiche telematiche, la stessa prospettiva del Processo Civile Telematico. La tentazione di abbandonare ogni innovazione sarà fortissima ed il danno che si crea sul piano culturale e sull’affidabilità del canale telematico è enorme.

E’ un fallimento per il Paese, che reclama processi civili più veloci e ora dovrà, invece, fare i conti con nuove incertezze e nuovi ritardi che costeranno molto di più dei 10-15 milioni di euro che il Governo non trova.

E’ un fallimento anche per i pericoli di blocco e di ritardi nel settore penale, dove la confusione dovuta a programmi diversi e a diversi bisogni di assistenza rischia di mettere in crisi singoli processi e interi uffici.

Le spese di assistenza informatica sono essenziali per il funzionamento degli uffici giudiziari e come tali devono essere spese obbligatorie, comunque coperte. Non bastano le soluzione “ponte” a cui il Ministero sta lavorando: occorre una politica di sostegno degli uffici giudiziari, occorre una programmazione seria di lungo periodo.

I Magistrati di Area lanciano la proposta di una mobilitazione perché il colloquio che il Ministro ha forse avviato col Csm diventi una costante, perché il Ministero avvii tavoli di consultazione con la magistratura e con gli operatori e renda trasparenti i suoi conti e le sue scelte di spesa, perché cessino i continui cambi di rotta a cui abbiamo assistito, perché il Governo faccia la sua parte e sostenga l’impegno che i magistrati e il personale stanno profondendo al fine di sostenere l’innovazione e rendere il servizio giustizia moderno, efficace, rispettoso delle persone e dei loro diritti.

 

Gruppo organizzazione e informatica per  Area

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