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"La toga"

Intervento alla Giornata per la Giustizia indetta dall'ANM - 22 novembre
2003 di Paola DE NICOLA

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Stamattina, venendo qui, ho deciso di portare la toga, quell'indumento che
ciascuno di noi indossa ogni giorno, per sentirmi più forte nel denunciare
la mia rabbia e, allo stesso tempo, per manifestare il mio orgoglio.

E' in suo nome che intervengo.

"Amo la toga, non per le mercerie dorate che l'adornano né per le larghe
maniche che danno solennità al gesto, ma per la sua uniformità stilizzata,
che simbolicamente corregge tutte le intemperanze personali e scolorisce le
disuguaglianze individuali dell'uomo sotto la divisa della funzione. La toga
uguale per tutti, riduce chi la indossa a difesa del diritto", così diceva
Calamandrei.

La porto sulle spalle sentendone tutto il peso. E' il peso della
responsabilità.

La porto sulle spalle sapendo quello che rappresenta per coloro che sono al
suo cospetto: la risposta dello Stato.

La porto sulle spalle vivendo quotidianamente i conflitti sociali e di
coscienza, perché solo così diventa umana, solo così è in grado di cogliere
la sostanza dei principi costituzionali, solo così trasforma il diritto da
pura forma a strumento di tutela e di bilanciamento degli interessi in gioco

La porto sulle spalle con il disagio e la vergogna dell'inefficienza perché
quando la indosso non posso recriminare contro qualcosa o qualcuno,
addebitare colpe, devo solo fare fronte e dare, non so come, credibilità
alle istituzioni democratiche che in quel momento rappresento

Oggi, invece, la porto perché, senza sbarazzarmi neanche per un attimo dell
enorme fardello che rappresenta, intendo denunciare, finalmente, con tutta
la rabbia che porto gelosamente e dolorosamente dentro, il vilipendio, l
oltraggio, l'attacco che è costretta quotidianamente a subire

Si intende in questo modo rendere le nostre coscienze di magistrati
acquiescenti e rassegnate ?

Si intende intorpidire la nostra ricerca critica ed autonoma per
trasformarci in burocrati del diritto ?

Si intende sgualcire, sporcare, strappare la toga che indossiamo ?

Ma davvero qualcuno puo' pensare che questo è un attacco a noi magistrati ?
ai singoli che fanno il loro lavoro ?

No, di questo non importa, mi sforzo, mi obbligo e mi illudo forse di
pensare che ciascuno di noi ha il coraggio delle proprie scelte, delle
proprie decisioni.

Questo, quotidiano ed inaccettabile, è un attacco diretto alla nostra
democrazia e alla civile convivenza, alla fiducia nell'istituzione che
rappresentiamo, ai cittadini che affollano con dolore e speranza le aule di
giustizia e che credono, nonostante tutto, che questa toga sia al loro
servizio.

Qui, a voi tutti, a noi tutti, chiedo più coraggio, più forza, più decisione
nell'affrontare lo scontro cui siamo nostro malgrado trascinati affinché
questa toga non resti abbandonata e senza voce su questo scranno


Paola Di Nicola
Magistrato a Latina

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