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Testo dell'intervento di Paola DI NICOLA Nuova pagina 1


In una splendida canzone Francesco Guccini diceva: tornate a casa nani, toglietevi da davanti, per la mia rabbia enorme ci vogliono giganti.

I nani non si sono tolti da davanti ma restano saldi per consegnarci questa riforma.

A noi resta la rabbia che va urlata, espressa, dichiarata, per svelarne tutte le falsità, la vuotezza, la doppiezza.

Senza rassegnazione.

La rabbia di vivere in un Paese in cui i magistrati che applicano le regole, senza guardare in faccia a nessuno, sono considerati dei sovvertitori del sistema;

i magistrati che lavorano duramente per rendere un servizio dignitoso, contro facili burocratismi, sono ritenuti dei disturbati mentali;

i magistrati che pretendono di avere risorse, per non vergognarsi di indossare una toga nera, sono accusati di falso efficientismo;

i magistrati che smascherano le responsabilità dello sfascio sono tacciati di sovraesposizione.

Nel nostro sano, moralista, ricco e rigoroso Paese, in cui, curiosamente, la giustizia va a rotoli perché non ci sono risorse, se i Parlamentari chiedessero ai tanti cittadini che affollano scoraggiati le nostre aule, "cosa fareste per rendere migliore la giustizia", secondo voi, secondo noi, quale sarebbe la risposta ?

Ad avviso delle acute menti che hanno elaborato la riforma le risposte sarebbero:
1) fate fare ai giudici e ai PM continui ed estenuanti esami e sottraeteli così alle udienze, per rinchiuderli a studiare elaborata ed astratta dottrina;
2) evitate che scrivano rapidamente sentenze, fondate su approfondite istruttorie e serie ricerche, perché devono comporre impegnative commissioni di concorso

Ma qualcuno di questi signori e di queste signore è mai entrato in un'aula di giustizia ?
Ha mai studiato processi con (30) faldoni di intercettazioni telefoniche o con complesse consulenze in materia fiscale o societaria ?
Ha mai incrociato lo sguardo della madre di una giovane vittima di un infortunio sul lavoro ?
Ha mai provato a spiegare ai testimoni, che per giornate intere assediano i Tribunali, che devono tornare a ripetere la loro dichiarazione ogni volta che cambia il giudice perchè il difensore non ha prestato il consenso alla lettura, o perché una notifica non è stata fatta bene o chissà per cos'altro ?
Si è mai sentito investire dalle legittime rimostranze di chi vorrebbe una decisione rapida, ma è costretto a subire rinvii vergognosi per il sovraccarico dei ruoli ?

Se la risposta fosse NO mi sentirei più tranquilla, almeno augurandomi la buona fede di chi promuove questa riforma.
Ma la risposta, invece, è SI, molti sono ex colleghi, molti avvocati, che tutte queste cose le sanno e le hanno vissute e allora la buona fede non è più invocabile.

Ecco perché sono arrabbiata.

Andate Voi, Signori del Parlamento e del Governo, a dire ai familiari delle vittime degli omicidi, degli stupri e delle stragi, di cui vi riempite ipocritamente la bocca durante gli anniversari, che il Giudice è assente perché deve sostenere un dotto esame per diventare più bravo.

Io non me la sentirò e così, dopo avere fatto il possibile per arrestare questo ignobile disegno, anche con un altro e auspicabile sciopero, resterò probabilmente nel mio ufficio di Latina, fino al giorno della mia pensione, perchè lì, come in ogni parte d'Italia, le vittime, gli imputati, i testimoni, le persone che si rivolgono alla giustizia, le loro speranze e il loro dolore non si spostano.
Pretendono di avere una pronta, efficiente, giusta risposta ed io, noi, proveremo ancora a darla, forse perche' siamo "antropologicamente diversi" e dobbiamo essere sottoposti a test psico-attitudinali o forse, semplicemente, perche' vogliamo essere ancora e sempre magistrati autonomi, indipendenti e soggetti ai soli principi costituzionali.

Noi abbiamo la schiena dritta e non ci piegheremo

Roma 25/6/2005

Paola Di Nicola

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