Get Adobe Flash player

SUI CARICHI E LE CONDIZIONI DI LAVORO DEI MAGISTRATI

 

 

 

 

 

 

 

L’efficienza ed efficacia della giurisdizione si perseguono anche garantendo ai magistrati la possibilità di lavorare serenamente, attribuendo  la necessaria cura ad ogni questione da esaminare, in  tempi ragionevoli di esame e definizione, secondo le esigenze della specifica funzione svolta. Perché l’efficienza non può prescindere dalla qualità del lavoro prestato.

Ci sono indiscutibili ed obiettive difficoltà dovute, soprattutto, all’eccessivo  carico di lavoro, aggravato dalle carenze strutturali di molti uffici, ma non appare utile né risolutivo introdurre soglie di tranquillità che  prescindano  da ogni esame e valutazione ragionata  delle cause del carico.

In quest’ottica, ribadendo la sollecitazione di interventi di razionalizzazione delle circoscrizioni giudiziarie e di rivisitazione della pianta organica, occorre affermare che non è sempre vero che il carico eccessivo del singolo magistrato sia solo frutto di sottodimensionamento dell’organico.

L’esperienza insegna che spesso il carico eccessivo del singolo è dovuto a fattori sui quali si può efficacemente intervenire nell’ ufficio, e cioè a previsioni tabellari che prescindono dall’analisi dettagliata e dal recepimento ed elaborazione dei dati delle commissioni flussi,  che non sono “calibrate” sul tipo di movimenti che caratterizzano l’ufficio, che non considerano il contenzioso prevalente; che non rispettano il procedimento di formazione tabellare, che disattendono o riducono a mera formalità gli obblighi di tenere le assemblee  per dare  preventivamente voce alle esigenze  degli uffici, ed a coloro che vi lavorano quotidianamente.

Ancora ben sappiamo che le  tabelle ed i programmi organizzativi non sono sempre studiati per garantire la migliore funzionalità dell’ufficio e non  distribuiscono il lavoro con ottica di servizio; che non vi è sufficiente attenzione ad una distribuzione equa per qualità – oltre che per quantità- del lavoro sui singoli magistrati; che non considerano  maggiormente  gravose le  sezioni staccate, alle quali sono solitamente assegnati proprio i magistrati più giovani e meno esperti ed in numero inadeguato al carico; che non vengono riequilibrate situazioni diverse tra magistrati addetti ad un solo ruolo e addetti a funzioni diverse o ad applicazioni; che da queste sperequazioni scaturiscono tempi diversi nella trattazione delle cause, ed accumuli eccessivi di arretrato con pregiudizio anche delle condizioni di lavoro dei singoli, esposti a rivendicazioni risarcitorie; che infine, troppo spesso neppure sono rispettate le previsioni tabellari nella concreta distribuzione del lavoro; che sovente è prestata attenzione solo al numero di udienze tenute o dei procedimenti definiti, trascurando la dovuta attenzione alla qualità del lavoro e ai tempi necessari per la redazione dei provvedimenti o per lo svolgimento delle altre attività di ufficio; che infine nel caso in cui vi siano ritardi eccessivi, questi spesso seguono a protratte  situazioni di disinteresse dei capi degli uffici, che nulla hanno fatto per  intervenire ed aiutare tempestivamente  il magistrato in  difficoltà, evitando che l’arretrato ed i ritardi si cumulassero

Tale  consapevolezza ci induce a ritenere che, nell’attuale situazione di difficoltà e crisi della giustizia, non sembrano neppure praticabili le  proposte che oppongono ai carichi eccessivi l’esigenza di una sorta di “scudo” numerico astratto, del tutto avulso dal contesto dei singoli uffici, che rinunzia ad affrontare il problema, ed anzi  crea le condizioni perché questo, di fatto,  si aggravi, cristallizzandone ed oscurandone le cause.

Per questo affermiamo l’impegno del Movimento per la Giustizia- Articolo 3 per il miglioramento delle condizioni di lavoro, facendoci promotori e intervenendo fattivamente in tutte le sedi, anche ponendo a disposizione dei colleghi il nostro sportello sul sito www.movimentoperlagiustizia.it. perchè in ogni ufficio giudiziario:

  1. la previsione tabellare ed organizzativa scaturisca da una effettiva e dettagliata analisi dei carichi delle sezioni e dei gruppi di lavoro, comparativamente, dei vari settori  degli uffici giudiziari;  e sia  frutto di corretto recepimento dei dati elaborati dalle commissioni flussi;
  2. che i magistrati addette a queste commissioni siano adeguatamente professionalizzati per garantire il più efficace utilizzo dello strumento;
  3. che il procedimento di formazione tabellare sia frutto dell’ascolto delle esigenze dei magistrati, incentivati a rendersi protagonisti dell’attività del proprio ufficio, ad avanzare  proposte e rappresentare soluzioni, dopo essere stati messi in condizione di conoscere tutti i dati necessari, anche mediante una periodica distribuzione delle statistiche del lavoro svolto;
  4. che le tabelle siano calibrate secondo le esigenze di funzionalità dell’ufficio e con l’obiettivo di distribuire equamente i carichi fra le sezioni ed, all’interno di queste , fra i singoli magistrati,  per qualità oltre che per quantità
  5. che siano favoriti interventi - con adeguata motivazione da parte del  dirigente dell’ufficio- in deroga ai criteri generali,  finalizzati al contemperamento di situazioni contingenti o strutturali di sperequazione dei carichi, ovvero alla risoluzione di sacche di arretrato o per assicurare la priorità di trattazione di alcuni affari.
  6. che le dotazioni e gli organici previsti per le sezioni distaccate tengano conto del carico promiscuo di queste, già per questo più gravoso;
  7. che ad applicazioni, assegnazioni di più funzioni o servizi, corrisponda la verifica comparativa con i magistrati dello stesso ufficio del carico ed una rimodulazione delle  assegnazioni finalizzato a riequilibrarlo;
  8. che in caso di accumulo di ritardi,  sia prima di tutto evidenziata la responsabilità del capo dell’ufficio e dei semidirettivi, che dovranno dare conto di cosa abbiano fatto in concreto per evitare che si creasse la situazione di sovraccarico e per sostenere il magistrato in difficoltà esente da colpe;
  9. che sia possibile (ed anzi doveroso) un periodico intervento organizzativo inteso a modulare l’assetto degli uffici giudiziari (giudicanti e requirenti) in considerazione di verificati aggravi delle pendenze, per operare una più equa distribuzione dei carichi di lavoro che non si ponga tanto a tutela dell’interesse del singolo magistrato, quanto a garanzia del principio costituzionale della ragionevole durata del processo.

Riteniamo che, ove permangano le situazioni di sovraccarico, nonostante l’adozione di tutte queste verifiche, debba prendersi atto che la condizione riguarda l’intero ufficio, e sia frutto di un oggettivo ed effettivo sottodimensionamento rispetto alle esigenze,  che esclude la responsabilità del singolo,  come tutta la giurisprudenza disciplinare  insegna.

Riteniamo inoltre che l’informazione, completa e corretta - e non limitata a massime talora fuorvianti - sul contenuto delle pronunzie disciplinari di questi anni, costituisca  il migliore antidoto alle preoccupazioni dei magistrati oberati da carichi eccessivi, sulle quali fanno leva proposte poco responsabili, che burocratizzano la delicata funzione svolta dalla giurisdizione, formulando limiti numerici dalla dichiarata suggestione “protettiva”, ma in tutta evidenza di natura astratta e generalizzante.

Il Movimento-Art 3 stabilisce sin d’ora che i punti qualificanti della propria azione, in tutte le sedi, istituzionali ed associative, in cui avrà modo di affermare i principi che lo guidano,  siano i seguenti:

  • auspicio di interventi normativi volti alla diminuzione del contenzioso penale e civile (depenalizzazione ed introduzione di efficaci sistemi di deflazione del contenzioso civile)
  • richiesta di un intervento di revisione delle circoscrizioni e degli uffici giudiziari, nonché una attenta verifica della attualità della pianta organica e della distribuzione del numero dei  magistrati negli uffici;
  • creazione di un sistema di responsabilità, anche automatica,  dei direttivi e semidirettivi al verificarsi di gravi sperequazioni nella distribuzione dei  carichi all’interno degli uffici, ovvero in caso di accumulo di arretrato su singoli ruoli; tale parametro dovrà essere valorizzato anche in sede di conferma quadriennale;
  • elaborazione di criteri automatici e generali di verifica dell’equa distribuzione dei  carichi ad opera delle  tabelle, anche in assenza di rilievi ;
  • coinvolgimento di tutti i magistrati, anche i più giovani, nella gestione degli uffici, garantendo ai singoli la disponibilità dei dati necessari per poter formulare proposte ed effettuare verifiche;
  • piena conoscibilità dei precedenti disciplinari, attraverso l’accessibilità dell’apposita sezione dell’archivio informatico Italgiureweb, che attualmente non è a disposizione di tutti i magistrati;
  • elaborazione ad opera del CSM di “filtri” automatici che vincolino l’inizio del processo disciplinare al singolo, ad una preventiva verifica dell’attività di prevenzione dei ritardi , affidata ai  direttivi e semidirettivi
  • valorizzazione, in ogni caso, della qualità del lavoro, parametro principale di ogni valutazione.

Valerio Fracassi

Segretario Generale Movimento per la Giustizia –Art 3

Share