Get Adobe Flash player

IL CSM CHE VERRA'

di Valerio FRACASSI

 

 

 

 

 

Tra qualche giorno dovrebbe insediarsi il nuovo CSM.

Lo attende un compito difficile e tutti auspichiamo che, anche nelle diverse sensibilità, ci sia un impegno dei suoi componenti per realizzare quell'autogoverno di cui non solo la magistratura ma la società ha bisogno.

L'insediamento del nuovo CSM, com'è noto, sarà possibile quando il Parlamento designerà i suoi componenti, decisione che giustamente il Presidente Napolitano ha sollecitato.

Abbiamo rispetto del Parlamento e, dunque, attendiamo che compia, nel più breve tempo possibile, le sue scelte per consentire il funzionamento dell'organo di autogoverno.

Siamo fiduciosi che i consiglieri eletti, in particolare quelli di "Area", sapranno, nell'autonomia che loro compete, esprimere il loro voto per la prima importante decisione, l'elezione del vice presidente, valutando le persone, la loro storia e quello che propongono.

In questi giorni la lettura del giornali ci consegna, tra le altre notizie, anche varie ipotesi sui componenti del CSM di designazione parlamentare e sul futuro vice-presidente. Leggiamo anche di opinioni accreditate a questo o quel gruppo della magistratura associata.

Come componenti dell'"Area", sentiamo allora il bisogno di esprimere una posizione chiara, la posizione di chi non voterà, ma intende offrire il proprio contributo di valutazione rappresentando una parte dell'area, convinto che questo luogo di discussione debba essere vitale e consentire di conoscere le scelte di valore di ciascuno.

Quella del Vice-presidente sarà il primo importante segnale per il CSM che vorremo. Un segnale di metodo e contenuti.

Vorremmo intanto che il Parlamento designasse persone autorevoli consentendo al CSM di decidere poi, tra alternative reali, chi dovrà essere il nuovo Vice-presidente. I componenti autorevoli sono la premessa per un organo di autogoverno autorevole. La pluralità di alternative non espropria il CSM della reale possibilità di scegliere, di decidere. Sarà proprio questa attività a distinguere i fatti dai proclami, fugando anche ogni possibile ombra su ipotesi di designazioni precostituite.

Quale vice presidente vorremmo? In questo momento, con la questione morale che deve costituire l'assoluta priorità per la magistratura, vorremmo un vice-presidente di indiscussa autorevolezza, fuori della politica in senso stretto, ma con una storia personale di attenzione ai valori dell'indipendenza della magistratura, del suo ruolo di garanzia nella società, della professionalità e dell'esigenza del funzionamento al servizio dei cittadini. Di tutti i cittadini.

Una figura di questo tipo potrà realmente apparire super partes e rappresentare una scelta qualificante a cui subordinare la ricerca dell'unanimità.

Pur auspicando, infatti, la più ampia convergenza, non riteniamo che una scelta unificante possa prescindere dai contenuti e, dunque, dal tipo di vice-presidente che si vorrà.

Speriamo che la "politica" offra al nuovo CSM l'opportunità di scegliere questa alternativa e mostrare, ai colleghi ed alla società, quale direzione vuole prendere per l'autogoverno

 

Valerio Fracassi

segretario generale Movimento-art- 3

Share