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Intervista di Armando SPATARO - Segretario Nazionale Movimento per la Giustizia

Unità del 26.9.03

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(Susanna Ripamonti)
Non potranno più parlare, esprimere liberamente opinioni, aderire a partiti politici o partecipare a dibattiti. In altri termini, se il parlamento approverà il testo di riforma dell' ordinamento giudiziario già passato in commissione al Senato, i magistrati saranno una categoria di cittadini privati dei diritti civili. Armando Spataro segretario del Movimento per la giustizia è stupito, indignato.
D. Si rende conto dottor Spataro, questa potrebbe essere una delle sue ultime interviste ?
R. «E non so neppure se potrei continuare a parlare come segretario del "Movimento per la giustizia", visto che anche associazioni come l'Anm potrebbero essere inquadrate tra quelle che"perseguono finalità politiche" come più volte ha detto il ministro»


D.Lei ha parlato di scenario allucinante: in effetti questa legge è incostituzionale, è impensabile che il presidente della Repubblica la firmi.
R.«È vero, è una legge sicuramente incostituzionale, ma anche il Lodo Schifani-Maccanico lo è, eppure, con la forza dei numeri è diventato legge».


D.Però la partita è ancora aperta dato che c'è stato un ricorso alla Corte Costituzionale.
R. «Probabilmente anche questo testo, qualora venisse approvato, sarebbe sottoposto al vaglio della Suprema Corte, ma siamo di fronte alla precisa scelta di un inasprimento dello scontro, che ignora anche gli appelli del presidente Ciampi».


D.La magistratura ha avuto finora una reazione molto composta, anche dopo gli insulti di Berlusconi. Adesso ci sarà una risposta più incisiva?
R. «Io ritengo che la magistratura non possa rimanere inerte e che si debba prevedere una lunga serie di iniziative rivolte ai cittadini, per la difesa della democrazia».


D. Manifestazioni, assemblee pubbliche, scioperi? A cosa pensa?
R. «Evidentemente si dovrà prendere in considerazione al momento giusto uno sciopero lungo e articolato, che assicuri i servizi essenziali. Oggi penso a una grande manifestazione pubblica, con la presenza di giuristi di tutta Europa che vengano in Italia a parlare della drammaticità della nostra
situazione; e penso a migliaia di cittadini a discutere con noi».


D. Forse questa è un'iniziativa che dovrebbero organizzare le forze politiche di opposizione. Sembra quasi sfiduciato nella possibilità di una battaglia parlamentare...
R. «In effetti sono deluso per l'andamento del dibattito in commissione giustizia del Senato: leggendo i resoconti si può concludere che qualcuno non ha compreso l'importanza della posta in gioco. Mi auguro ora che non ci si disperda in mille distinguo e che si sappia affrontare il dibattito
parlamentare con quella preparazione tecnica che sembra essere mancata in questa prima fase».


D.Non crede che questa sparata serva solo ad alzare il livello dello scontro per far passare comunque una riforma dell'ordinamento giudiziario che trasforma la magistratura in un corpo gerarchizzato?
D. «In effetti questa riforma mira a trasformare i magistrati in funzionari burocratizzati, sottoposti al potere gerarchico dei dirigenti e agli orientamenti della Cassazione, li costringe ad una serie infinita di concorsi e realizza di fatto la separazione delle carriere, mentre svuota di contenuti i compiti del Csm. Ma adesso siamo di fronte ad una vera e propria aggressione all'indipendenza della Magistratura e alle sue prerogative costituzionali».


D.Si riferisce al bavaglio?
R. «Qui si prevedono divieti che vanno dalla limitazione delle libertà civili alla stessa intromissione nell'attività di interpretazione della legge che è propria dei giudici e compete esclusivamente a loro. Viene attuato così il "Castelli-pensiero". Secondo il ministro conta solo la volontà degli eletti
dal popolo, ma ignora che il giudice applica la legge adattandola al caso concreto, alle ipotesi non previste dal legislatore e al mutare dei tempi».


D. Dottor Spataro, per lei comunque i guai sono già iniziati. L'onorevole Sergio Cola (an) ha appena chiesto provvedimenti nei suoi confronti per un suo articolo, nel quale parlava di iniziative contro il premier “anche con forme ritenute fino a questo momento impensabili”.
R. L'onorevole Cola dovrebbe sapere che si tratta di un'articolo pubblicato su "Avvenimenti" che si concludeva con l'auspicio che "gli organi istituzionali e le associazioni che ne hanno la possibilità intervengano, non a difesa di singoli magistrati ma dell'assetto costituzionale di questo paese". E seguiva una constatazione: "ed è giunto il momento di farlo in forme ritenute fino a questo momento impensabili". L'onorevole Cola ha dunque dato un'interpretazione creativa delle mie affermazioni».

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