L'ARTE UCCIDE LA MAFIA

(in memoria di Giangiacomo Ciaccio Montalto)

Su segnalazione di Alessandra Camassa, presidente di sezione del Tribunale di Trapani, riportiamo il report di una splendida, e significativa, iniziativa dei magistrati di Trapani e Marsala, in sinergia con la locale Avvocatura e con giovani artisti trapanesi dell'associazione culturale 'cinquantametri' (la traduzione in metri dei 'cento passi').

Iniziative e fatti come questi danno il senso di una giurisdizione aperta e in confronto con l'avvocatura e soprattutto la cittadinanza, che condividiamo con intensa convinzione

Il 25 gennaio 2013 dalle 17,00 alla 24,00 il Palazzo di Giustizia di Trapani si è aperto alla cittadinanza nel ricordo del collega ucciso dalla mafia il 25 gennaio 1983.

L'ANM, sottosezioni di Trapani e Marsala, ha voluto organizzare una manifestazione non autoreferenziale, magistrati che ricordano magistrati, ma aperta a tutti.

Il collega Ciaccio Montalto, come sanno tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, era un uomo di vasta cultura, amante delle arti e per questa ragione che, affidandoci ad un'associazione culturale giovanile denominata "cinquantametri" (la traduzione in metri dei "cento passi"), abbiamo voluto ricordarlo trasformando il Palazzo di Giustizia in un luogo d'arte.

C'era di tutto: performance teatrali, di danza, installazioni, dipinti, disegni, fotografie (una splendida mostra di foto di Letizia Battaglia), musica classica e jazz ed ancora molto altro.

Nel corso del dibattito si è avuta anche la graditissima partecipazione del Presidente e della Vicepresidente dell'ANM, che nonostante gli impegni per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, hanno voluto rendere omaggio al collega con la loro presenza.

Giacomo è stato ricordato dalle parole affettuose di colleghi ed avvocati amici ( il Presidente Mario D'Angelo, l' avv. Elio Esposito, i colleghi Mario Almerighi e Vito D'Ambrosio)

La reazione della cittadinanza è stata di vera sorpresa, nessuno aveva immaginato un Palazzo di Giustizia così trasformato.

Ovviamente il paragone è arditissimo e va letto con la dovuta ironia ma in molti hanno detto che sembrava di essere alla biennale di Venezia.

Le opere degli artisti erano comunque di una bellezza sorprendente.

Nel corso del dibattito sono stati letti brani di autori italiani e non, tra i quali un testo di Pasolini scritto nel 1976 dal contenuto assolutamente attuale.

Quanto al pubblico, all'ingresso sono state registrate circa 2.500 presenze. Il dato si riferisce esclusivamente a coloro che possono accedere al palazzo di giustizia solo esibendo i documenti e dunque non ricomprende gli avvocati, i magistrati, il personale amministrativo e le forze dell'ordine.

Per avere un'idea, anche se incompleta, dell'evento che si è svolto vi segnalo il sito: www.eventoferus.com 

Un altro dato importante: abbiamo avuto dei finanziamenti da parte di enti pubblici (assessorato ai beni culturali, provincia, comuni di Trapani, Marsala ed Erice) ma la maggior parte della spesa è stata sostenuta da una autotassazione tra i magistrati del Tribunale di Trapani e Marsala e dal contributo proveniente dai Consigli dell'Ordine di Trapani e Marsala con una sinergia tra avvocatura e magistratura che non è del tutto usuale. La manifestazione ha ricevuto anche il sostegno dell'ANM centrale e dell'ANM distrettuale.

Il giorno stesso e l'indomani i giornali titolavano a caratteri cubitali: "l'arte uccide la mafia". E tutto questo è avvenuto grazie ad un magico accordo con questa associazione di giovani artisti trapanesi dotati di fantasia e intelligenza.

Possiamo ritenere fondatamente che Gian Giacomo da qualche parte stia finalmente sorridendo.

I Magistrati delle sottosezioni ANM di Trapani e Marsala