"Il Milan porta sfiga" urla lo juventino al rivale rossonero: la Cassazione lo assolve

 

 

 

 

 

L'affermazione che “i milanisti portano sfiga” non può essere considerata una offesa ai fini penali. Per quanto "vivaci" e "grevi", dice la Cassazione, "nel commento di competizioni sportive l'ambito" delle espressioni volgari "non suscita riprovazione alcuna, poiché questo linguaggio è accettato come consueto veicolo del tifoso sportivo, ancorché costellato di frasi e gesti che apparirebbero oggettivamente offensivi". Ecco perché la quinta sezione penale (sentenza n.35048) ha respinto il ricorso di un tifoso milanista del Veneto, Renato B.B., che si era sentito ingiuriato da un tifoso della Juve Antonio B. il quale, toccandosi, lo aveva accusato di portare jella. Per questo ne chiedeva la condanna per ingiuria.
Teatro della vicenda finita in Cassazione, il 'bar dello sport' di Portogruaro, sede di un club milanista. Lo juventino, nell'ambito di uno scontro tra tifosi, invitando un cliente a non avvicinarsi al tifoso del Milan, disse che "i milanisti portano sfortuna". Ne era seguito l'invito a guardarsi da Renato B.B. perché "porta rogna", con tanto di toccatina apotropaica. Inutile ricorso in Cassazione del tifoso del Milan volto a chiedere la condanna per ingiuria dell'avversario. Piazza Cavour ha bocciato le proteste del tifoso e, uniformandosi alla decisione del giudice di pace di Portogruaro (emessa nel novembre 2007) ha evidenziato che "in disparati ambienti e situazioni" come, ad esempio al 'bar dello sport', "le consuetudini invalse hanno sovente elevato il livello di tolleranza dell'eloquio volgare e critico in modo tale che quello che per taluno in uno specifico contesto risulta lesivo della sua onorabilità, per altri, in differente ambito, si palesa al più manifestazione di volgarità, anche greve, ma non idonea a superare la soglia penalmente protetta dell'onore e decoro individuale".


(Adnkrons, 10.9.2009)