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MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA

L'esito del voto di questa sera al Senato - che conferma la tenuta dell'attuale maggioranza parlamentare .....

MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA

L'esito del voto di questa sera al Senato - che conferma la tenuta dell'attuale maggioranza parlamentare - dà riprova del fatto che se questa maggioranza intende raggiungere un obiettivo politico che ritiene rilevante è nelle condizioni di farlo.

Il Presidente della Repubblica ha oggi sollecitato una pronta definizione dell'iter di modifiche alla Riforma dell'Ordinamento giudiziario, per dare stabilità alla delicata ed essenziale materia del ruolo e dell'organizzazione della magistratura.

Il 31 luglio scade il termine di sospensione della parte residua, e di maggior consistenza, della Riforma del Ministro Castelli.

Occorre agire perchè quella data non sia solo il momento di un ulteriore mero differimento della situazione di attuale incertezza, ma il momento in cui o si sarà già consolidato il cambiamento - come è pur ancora possibile e come la magistratura deve chiedere con forza - o saranno comunque certi i tempi e gli impegni per la pronta e ravvicinata definizione dell'iter parlamentare.

L'attuale maggioranza ha chiaramente espresso, da minoranza nella precedente legislatura, le ragioni delle censure vigorose e complete al sistema della Riforma Castelli. Non le deve dimenticare ora che è al governo. La credibilità di una linea e di una proposta politica si vedono dalla coerenza tra i comportamenti, e tra le parole ed i fatti.

Il voto di questa sera dimostra appunto che se c'è la volontà politica si ottiene il risultato. E' allora il momento per dare ulteriore e definitivo seguito agli impegni assunti dal Ministro Mastella e, prima, nel programma di governo conformemente alla posizione inequivoca nella precedente legislatura.

Ed i contenuti delle modifiche non possono non essere in linea adeguata alle critiche consapevolmente rivolte nel recente passato parlamentare. L'ulteriore arretramento del mutamento, come proposto da taluni emendamenti in materia di mutamento delle funzioni (con conseguenze anche di palese violazione dell'esigenza giuridica delle pari opportunità tra donne e uomini della magistratura), non può essere accettato e non avrebbe giustificazione sistematica alcuna, invece costituendo segno evidente di incoerenza ed infedeltà a quanto già sostenuto.

Il senso di responsabilità e la consapevolezza della magistratura associata sulle difficoltà della situazione politica non vanno da alcuno intese come remissività a qualunque esito. Non abbiamo lottato per quattro anni per difendere nostri privilegi, ma per tutelare i valori di indipendenza ed efficienza che la Costituzione assegna alla magistratura nell'interesse dei cittadini. Sono beni per noi indisponibili, e che difenderemo con rigore nei confronti di chiunque, se ancora necessario.

6.6.2007

carlo citterio
segretario generale del movimento per la giustizia

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