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Sull'astensione degli avvocati



MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA
Ieri, oggi e domani vi è l'astensione dalle udienze deliberata dall'Unione delle Camere penali
E' del giorno 3 la notizia di altra deliberazione di nuova astensione, dal 16 al 21 luglio.
Possiamo immaginare che ce ne sarà un'altra nella prima settimana di settembre in cui riprende l'attività giurisdizionale, come già accaduto in passato.
Il Movimento per la giustizia ritiene di avere le carte in regola, nei rapporti con l'Avvocatura, per esprimere con serena fermezza il proprio radicale dissenso da queste modalità di protesta, che hanno come principale, se non unica conseguenza il consapevole contributo alla devastazione di ciò che rimane di ogni tentativo di mantenere un minimo di efficienza nell'organizzazione del lavoro dell'attività giurisdizionale penale.
Infatti, anche sul nostro sito www.movimentoperlagiustizia.it sono inseriti gli avvisi e poi gli atti di incontri promossi dal Movimento con l'Avvocatura per confrontarsi insieme, con libertà e trasparenza, ad esempio proprio sul problema del concorso dell'Avvocatura nella valutazione dei magistrati.
Siamo sempre stati consapevoli e convinti che l'apporto dell'Avvocatura alla realizzazione di un efficace servizio giustizia che risponda alle attese dei cittadini nel rispetto dei principi costituzionali sia essenziale.
Siamo stati e siamo sempre disponibili a confronti su tutte le tematiche che riguardano la giustizia, con un approccio senza pre-giudizi, dove l'ascolto delle ragioni dell'altro ed il riconoscimento delle proprie inadeguatezze non comporta affatto la rinuncia a proporre le proprie ragioni ed a segnalare le altrui inadeguatezze.
Modalità di protesta quali quelle in atto contribuiscono però ad allontanare ed a rendere obiettivamente più difficoltoso il dialogo ed il confronto, e ad esasperare i problemi e le difficoltà che quotidianamente tutti incontriamo - magistrati, avvocati, personale amministrativo - in quel lavoro nel quale, come è stato felicemente commentato, siamo 'condannati a stare insieme', con il rischio dei successivi irrigidimenti reciproci, inevitabili quando la gestione dei ruoli diviene obiettivamente faticosissima.
Con trasparenza evidenziamo la necessità che l'autoregolamentazione dell'astensione dell'avvocatura dalle udienze venga rivisitata, perchè considerare legittime astensioni di trenta giorni sul trimestre è costo che il sistema non può oggi più sopportare. Nello stesso tempo crediamo doveroso sollecitare le altre componenti dell'Avvocatura ad esprimersi pubblicamente sulla condivisione o meno di siffatte modalità di protesta, perchè anche all'interno dell'intera Avvocatura venga colta l'importanza di un confronto 'forte' sul suo ruolo e sul suo contributo al funzionamento o allo sfascio del sistema.
Rilanciamo, e rinnoviamo, l'invito all'Avvocatura nelle sue diverse componenti per un confronto aperto, pubblico e trasparente sui vari aspetti e problemi di questo mondo della giustizia. Lo stesso invito lo abbiamo sempre rivolto all'ANM, nelle sue articolazioni nazionali e territoriali.
Ma proprio perchè sappiamo di avere per primi bisogno di un'Avvocatura autorevole e forte, sentiamo la necessità di evidenziare una situazione non più sostenibile.
Un'ultima riflessione. Abbiamo purtroppo sperimentato, in più sedi giudiziarie, che ormai le astensioni coinvolgono anche i processi con imputati detenuti. C'è sempre il 'consenso' dell'imputato detenuto, per il rinvio. E la lettera dell'autoregolamentazione è rispettata. Ma non possiamo non chiederci, e chiedere all'Avvocatura, quanto 'libero' sia il 'consenso' di chi è detenuto e si è affidato ad un avvocato che intenda astenersi, e al quale, detenuto, si presenti come alternativa una rinuncia al mandato con nomina di difensore d'ufficio o un'assistenza 'controvoglia'. E' l'Avvocatura che ci ha insegnato, quotidianamente, ad essere 'sensibili' a questi aspetti: le chiediamo di non ignorarli ora.
Venezia -Roma 5.7.2007
carlo citterio
segretario generale del movimento per la giustizia
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