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Il Movimento per la Giustizia su finanziaria e retribuzione dei magistrati
nota 4-11-2007 del Segretario Generale


Apprendiamo che emendamenti recentissimi reiterano il trattamento deteriore del sistema di adeguamento periodico previsto dalla legge per la retribuzione dei magistrati ordinari.

Deve essere evidente a tutti, in particolare al Governo ed al Parlamento, che non è accettabile l'utilizzo dello strumento della legge finanziaria per intervenire occasionalmente - e al di fuori di qualunque confronto con l'Associazione rappresentativa della magistratura - sul meccanismo che determina la retribuzione dei magistrati, introducendo trattamenti peggiorativi che nessuna giustificazione possono più ora trovare anche solo in indilazionabili emergenze finanziarie dello Stato, in totale controtendenza rispetto all'esigenza di giungere ad una tendenziale perequazione del trattamento retributivo delle varie magistrature e, comunque, di assicurare specialmente ai giovani magistrati retribuzioni adeguate alle necessità connesse ai trasferimenti, all'aggiornamento e alla dotazione di mezzi e strumenti informatici indispensabili per il lavoro, cui lo Stato provvede tardi o mai.

Nessuno deve dimenticare che:

a) l'abusato e strumentale sistematico accostamento tra le retribuzioni dei parlamentari e quelle dei magistrati poggia su un dato particolare che viene sapientemente e in mala fede sempre taciuto: l'aggancio delle retribuzioni dei parlamentari è ai livelli più alti della retribuzione prevista per l'intera carriera in magistratura.

b) il sistema dell'adeguamento automatico postumo, lungi dal costituire un privilegio, rappresenta un tentativo equilibrato di mantenere il potere d'acquisto della retribuzione ordinaria in linea con quanto già in precedenza ottenuto da altre categorie del pubblico impiego, e risponde a due evidenti esigenze di rango costituzionale: concorrere ad una retribuzione idonea ad assicurare uno dei presupposti dell'autonomia ed evitare conflitti altrimenti sistematici di natura sindacale tra la Magistratura e l'Esecutivo per l'adeguamento delle retribuzioni quantomeno all'aumento del costo della vita.
Ciò specialmente a fronte di una retribuzione del tutto onnicomprensiva.

c) stupisce ma ormai non sorprende che aspetti di tale delicatezza e rilievo costituzionale sfuggano agli uffici del ministero dell'Economia, a parte dell'Esecutivo ed a qualche parlamentare: deve però essere chiara la consapevolezza che la Magistratura non potrà accettare in silenzio un reiterato colpo di mano.

Siamo certi che l'ANM farà subito la sua parte.

Ai magistrati la consapevolezza che un'ANM indebolita porterà solo a rafforzare le intenzioni e le azioni di interlocutori 'disattenti' o 'interessati'. E questo attiene alla responsabilità dei singoli.

carlo citterio
segr. gen. Movimento per la Giustizia

4.11.2007
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