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Il Movimento per la Giustizia e l'attuazione della temporaneità degli incarichi

La nuova disciplina della temporaneità degli incarichi direttivi e semidirettivi, con il suo ravvicinato termine di entrata in vigore, costituisce un ineludibile banco di prova della capacità del governo autonomo della Magistratura di rispondere efficacemente ed in modo adeguato alle aspettative dei cittadini ed alle ragioni che indussero i Costituenti a prevedere questo sistema strumentale alle esigenze di indipendenza ed autonomia dei magistrati.

I Consigli giudiziari e il CSM sono chiamati a confermare una scelta di fondo: privilegiare le esigenze pubbliche di efficienza e capacità professionale specifica, sulle attese e le aspettative dei singoli. Il numero di incarichi da conferire, infatti, condizionerà fortemente i prossimi 4 – 8 anni della vita di numerosissimi uffici giudiziari, e non deve essere persa l’occasione di agire per dare a tutti questi uffici, ai magistrati che vi lavorano ed ai cittadini che usufruiscono in essi del servizio giustizia, un ‘buon governo’ piuttosto che un ‘non governo’ o addirittura un ‘cattivo governo’.

Ricircola invece la locuzione “perdenti posto”, che tradisce appunto l’incomprensione per la nuova realtà che l’Ordinamento propone e che, va evidenziato con la necessaria chiarezza, riguarda da oggi il futuro di tutti i magistrati; non è quindi questione di mera forma terminologica, è bensì aspetto di sostanza, parlare di “ultraottennali” piuttosto che di “perdenti posto”.

Spetta ai Consigli giudiziari ed al CSM assicurare che le pur comprensibili ragioni di urgenza non prevalgano sulla necessità di una valutazione puntuale dell’operato dei capi di ufficio, e dei semidirettivi, che cessano l’incarico e delle comprovate attitudini specifici di chi aspira ad un nuovo o al primo incarico. Per questo denunciamo con fermezza che sarebbero contrarie ai doveri del governo autonomo prassi di “regionalizzazione” delle scelte per i nuovi incarichi e tanto più “pacchetti di nomine” contestuali, solo anticamera del rischio grave di cadute non tollerabili alle regole dell’appartenenza di corrente.

Noi crediamo che il nuovo sistema di valutazione delle diverse professionalità possa costituire un deciso passo avanti per il miglioramento della Magistratura nel suo complesso. Spetta solo ai magistrati, e soprattutto agli organi del governo autonomo, far sì che tutto non si risolva invece in un diverso e più vorticoso movimento di carte, in una sorta di “partita di giro” che lasci ogni cosa come prima.

Il sistema consente da subito l’utilizzazione di parametri del tutto oggettivi che assicurino parità di trattamento tra i diversi aspiranti. Sarebbe così molto grave ignorare la valutazione della sorte delle precedenti scelte tabellari di chi aspiri ad un nuovo incarico, l’osservanza delle regole tabellari, l’effettuazione di efficaci riunioni periodiche per i semidirettivi; o la verifica documentale ed istruttoria dei dati inseriti nelle autorelazioni quando questi divengano elementi determinanti per le decisioni; o l’adozione di specifici provvedimenti per risolvere le criticità dell’ufficio; così la presentazione di progetti di gestione scritti e l’eventuale audizione degli aspiranti.

Il Movimento per la Giustizia chiede dunque ai componenti dei Consigli giudiziari ed a quelli del CSM, anche di nomina parlamentare, uno sforzo particolare ed un impegno convinto per contemperare la massima celerità con la necessaria istruttoria unica idonea a garantire la qualità della decisione. E si augura che tutta la magistratura associata faccia propria questa richiesta.
Sollecitiamo anche gli organismi forensi a fornire, con costanza e lealtà, quell’apporto di conoscenze su fatti specifici che il nuovo Ordinamento anche a loro chiede.

La perdita di questa occasione storica produrrebbe ulteriori danni irreparabili per l’affidamento dei cittadini nelle capacità della Magistratura di gestirsi con il sistema del governo autonomo: perché un altro fallimento porrebbe in crisi l’adeguatezza stessa delle scelte del Costituente.

Il Consiglio Direttivo del Movimento per la Giustizia
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