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NON SPERI IL NOTABILE DI SCEGLIERSI IL PROCURATORE

di CARLO CITTERIO
Segretario generale del Movimento per la Giustizia

Il sen. Cossiga ha presentato un’interpellanza sulla nomina del nuovo Procuratore della Repubblica di Sassari.

Ignaro degli oneri propri della funzione istituzionale che per sorte ha in passato esercitato, facendo riferimento ad una loro presunta sconveniente relazione interpersonale e con espressioni grevi e triviali attacca pesantemente il collega già proposto all’unanimità dalla competente commissione del CSM a quella sede ed una collega recentemente trasferita nel medesimo ufficio, formulando pure l’accusa di una manipolazione del trasferimento, la cui falsità è comprovata anche dalla semplice constatazione delle date delle relative domande e delle nuove norme sulla temporaneità degli incarichi direttivi.

La realtà è che non si accetta la possibilità che quella Procura venga diretta da persona non gradita al sen. Cossiga ed agli altri notabili che egli rappresenta. E la vera questione è perché un magistrato che sa fare bene e con indipendenza il proprio lavoro non sia loro gradito. Per questo l’iniziativa costituisce esempio di quella tenace insofferenza verso l’effettiva indipendenza dei singoli magistrati e delle istituzioni della Magistratura che anima alcuni ‘potenti’.

E’ anche triste, per i cittadini ‘normali’, che nella sua interpellanza il senatore a vita invochi anticipatamente l’insindacabilità del parlamentare come garanzia di impunità civile e penale per la consapevole denigrazione di magistrati noti per la professionalità e serietà con cui esercitano l’attività giudiziaria; denigrazione che evidentemente sa essere gratuita, ingiusta, calunniosa, eccedente ogni diritto di critica e quindi abbisognevole di quello scudo privilegiato che la Costituzione ha previsto per tutt’altro.

Ogni magistrato ‘normale’ ha un solo bene prezioso: la serietà del suo lavoro, la propria onorabilità in relazione alla correttezza ed alla professionalità con cui esercita la funzione.

L’aggressione gratuita e calunniosa non deve pagare: mentre esprimiamo ai colleghi totale affettuosa solidarietà e confermiamo loro la stima professionale indiscussa, per le costanti e conosciute modalità di lavoro che costituiscono prova del loro valore, chiediamo che il CSM non solo sappia espletare le proprie valutazioni senza dar seguito alcuno a questo grave intervento strumentale, ma anche intervenga tempestivamente a tutela della libertà e dell’indipendenza dei singoli, esposti all’aggressione del ‘potente’ di turno.

16.6.08

CARLO CITTERIO
Segretario generale del Movimento per la Giustizia
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