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COMUNICATO


E’ bene che sia chiaro che l’emendamento approvato dal Senato è un provvedimento irrazionale e che determinerà esiti opposti a quelli per i quali è stato giustificato.

La Giustizia, lo stiamo ripetendo con crescente insistenza ed attendiamo ancora un po’ per verificare se il Ministro Alfano ci abbia o meno preso in giro nel suo intervento al Congresso dell’ANM, ha bisogno di interventi di sistema per poter sperare di funzionare, nell’interesse dei cittadini onesti.

Questo provvedimento contrasta con queste esigenze ed è contraddittorio ed irrazionale perché:
- non ha senso interrompere processi in corso, con costi ed impegno già profusi, per poi farli riprendere dopo un anno, quando per tante ragioni sarà probabile che debbano ricominciare da capo e comunque l’impegno profuso sarà perso (trasferimenti di giudici, studio degli atti, notificazioni);
- non ha senso aver fissato la data del 30 giugno 2002, perché è significativa di niente ed è contraddittorio bloccare i processi più vecchi per poi farli riprendere quando avranno ancora meno speranze di arrivare ad una sentenza non di prescrizione;
- non ha senso presentare questo provvedimento come corsia preferenziale per i processi più seri, quando debbono comunque farsi tutti i processi numerosissimi per fatti successivi (2003, 2004, 2005, 2006) ma coperti dall’indulto e quando quelle esigenze, se esistenti, non possono essere limitate a quella data;
- il solo tempo ed impegno richiesto alla struttura giudiziaria per sospendere i processi interessati, toglierli dal ruolo e rifissarli su ruoli già fissati, senza che i ‘buchi’ ottenuti possano essere riempiti utilmente, vanifica ogni aspettativa del tipo di quelle annunciate e rappresenta l’ennesimo caso di ‘gioco’ con la struttura giudiziaria;
- salteranno molti processi delicati e nei quali è indefettibile l’esigenza che si arrivi ad una sentenza che decida nel merito, quale che sia, e non a celebrare le prescrizioni;
- imporre alle persone offese di iniziare un’azione davanti al giudice civile, quando potrebbero avere tempestiva soddisfazione dal giudice penale, è fare esattamente il contrario di quella tutela delle vittime che si afferma a parole;
- la sospensione dei processi è contraria ai principi europei, e della nostra Costituzione, sulla ragionevole durata dei processi ed espone tutti i processi rinviati alla concreta probabilità di un risarcimento per la cd Legge Pinto;
- non vi sarà mai la possibilità di dare un senso al lavoro giudiziario, con interventi cervellotici e irrazionali, contrari ad ogni esigenza di efficacia: abbiamo bisogno di interventi, che sono però quelli annunciati dal Ministro Alfano al Congresso ANM e non questi.

La Giustizia agonizza, non ha bisogno di eutanasia ma di serietà e vera competenza.

18.6.08

Carlo Citterio
Segretario generale del Movimento per la Giustizia
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