Comunicato

Movimento per la Giustizia - Articolo 3

Sulle dichiarazioni del Presidente del Consiglio in merito alla decizione della   Corte Costituzionale sul "lodo Alfano"

 

 

 

 

 

 

l presidente del Consiglio, in ripetuti interventi televisivi, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo "Alfano", sentenza di cui non si conoscono le motivazioni, ha attaccato anche la Corte Costituzionale, accusata di essere composta da giudici di parte, così come la magistratura ordinaria.
Nel corso della trasmissione Porta a Porta, si è anche lamentato del fatto che il presidente della Repubblica non sia intervenuto su alcuni giudici costituzionali per ottenere una decisione diversa da quella che la Corte costituzionale ha adottato sulla questione di costituzionalità del Lodo Alfano.
Se gli attacchi agli organi di garanzia, per decisioni sgradite, qualunque esse siano, ne delegittimano l'autorità ed il ruolo, lamentarsi di un mancato intervento di chi rappresenta l'unità della nazione sull'organo deputato a garantire l'osservanza della Costituzione si pone oggettivamente in contrasto con l’ordine costituzionale di ripartizione dei poteri dello Stato.
E manifesta una concezione di tutta la giurisdizione per cui ciò che conta non è il rispetto dei ruoli e delle regole, ma l'ossequio alla volontà di chi esercita uno dei poteri dello Stato.
Come dire: <<Non mi interessa quali siano le regole: devi decidere come io desidero, altrimenti sei contro di me e contro chi mi ha eletto >>
E' lo stravolgimento dei principi essenziali della Costituzione.
E spiega le reazioni di intolleranza ad ogni decisione giurisdizionale che non sia favorevole ai propri interessi contingenti.
Non è inopportuno ricordare che secondo l'art. 1 della Costituzione la sovranità appartiene al popolo che però la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione stessa. e che i poteri di garanzia sono essenziali in ogni democrazia al pari di quelli elettivi.
Siamo sbigottiti.
Ma noi ricordiamo il giuramento di fedeltà alla Costituzione che abbiamo prestato.
E siamo certi che tanti condividano il nostro turbamento.
Patrizia Morabito, presidente
Valerio Fracassi, segretario
Movimento per la giustizia-art.3