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CSM: UN'OCCASIONE PERSA

 

 

La delibera del CSM sui fatti verificatisi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ci sembra un’occasione persa.
Avremmo voluto dal CSM una parola chiara sui modelli di gestione  dell’ufficio di Procura.
Avremmo voluto, di fronte a certi fatti che leggiamo nella relazione di minoranza del consigliere Paolo Carfì (votata anche dai consiglieri Vittorio Borraccetti, Roberto Rossi, Franco Cassano e Francesco Vigorito), sapere almeno -prescindendo dalle responsabilità personali -  se corrispondono ai principi ai quali dobbiamo ispirarci come magistrati nei rapporti con la politica e tra colleghi.
In caso contrario, avremmo voluto capire se vale ancora la regola della segnalazione obbligatoria ai fini disciplinari che si applica per ogni magistrato, lasciando agli organi competenti il giudizio finale.
E invece  nella delibera approvata a maggioranza, ma ormai espressione  del CSM,  questi interrogativi rimangono privi di risposta.
Una occasione persa.
Per dimostrare a ogni magistrato, che crede nella giurisdizione e nella parità di tutti i cittadini davanti alla legge, quali siano le priorità dal nostro autogoverno.
Per evitare che si diffonda l’equivoco che alcune “prassi” efficientiste  possano essere sganciate dal rispetto dei valori e delle norme; e che le uniche concrete censure riguardano il ritardo nel deposito dei provvedimenti o la “disobbedienza”.
Per evitare che le dichiarate preoccupazioni di tanti sui pericoli conseguenti alla gerarchizzazione delle procure  vengano dagli stessi dimenticate allorché si tratta di valutare le condotte specifiche di un collega.
Per evitare che alla concentrazione dei poteri di organizzazione e indirizzo sulla figura del procuratore si accompagni l’assenza di un effettivo controllo critico sul suo operato, unico strumento di equilibrio in un sistema che rischia di diventare meno trasparente e per questo più condizionabile.
Come Area diciamo grazie a Paolo Carfì per il rigoroso lavoro che ha fatto nell’interesse della chiarezza e a quei consiglieri di Area che hanno scelto di votare per darci una risposta.
Noi ci riconosciamo in queste scelte e per questo tipo di scelte ci impegneremo nell’Associazione nazionale magistrati.
Ci auguriamo che l’ANM prosegua nella stessa direzione. E’ l’unica nella quale siamo disposti a collaborare. Non sui proclami, ma sui fatti

Piergiorgio Morosini     Valerio Fracassi

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