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Proc. n. 25/2002 R.G. - Sentenza 10.10.2003/11.12.2003 n. 101/2003 Reg. dep. - Presidente Rognoni - Estensore Mammone.

Doveri del magistrato: correttezza. Condotta privata. Commistione con ambienti non estranei alla malavita locale e con imprenditori del luogo. Illecito disciplinare. Sussistenza.

Commette illecito disciplinare, da sanzionare con la perdita di anzianità di un anno, il magistrato che risulti aver comprato due autovetture marca Jaguar senza pagarne, all'atto della consegna, il prezzo, corrisposto da un soggetto non estraneo agli ambienti malavitosi del posto in cui l'incolpato svolgeva le funzioni, e che risulti altresì aver utilizzato per alcuni anni l'utenza telefonica intestata ad una società del luogo, che sostenne il costo delle utenze, solo in parte rimborsato dall'incolpato.
In considerazione della sua conoscenza della non estraneità agli ambienti malavitosi del soggetto che provvide al pagamento del prezzo delle autovetture, l'incolpato avrebbe dovuto evitare ogni commistione di interessi con detto personaggio, sia per una elementare regola di prudenza, sia per evitare ogni illazione circa la terzietà propria e dell'ufficio in relazione alle attività di indagini contro la malavita locale. Del pari l'uso della utenza telefonica concretizza comportamento non consono al rigore dei rapporti che il magistrato deve intrattenere con gli imprenditori del luogo in cui esercita le sue funzioni per mantenere intatta la sua immagine di terzietà e di indipendenza.


i n c o l p a t o

della violazione dell'art. 18 R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511, per aver violato il dovere di correttezza e trasparenza comportamentale rendendosi immeritevole della fiducia e della considerazione di cui il magistrato deve godere e così compromettendo il prestigio delle funzioni giudiziarie esercitate.
In particolare il dott. *******, all'epoca dei fatti Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di +++++, nel periodo di tempo intercorrente tra il maggio 1989 e il settembre 1996 è risultato intestatario o, comunque, proprietario non intestatario di n. 4 autovetture marca Jaguar acquistate con modalità e procedure non completamente trasparenti, nonché di altre autovetture. Due delle dette autovetture marca Jaguar e, precisamente, quella targata ….. e quella targata …………., risultano pagate mediante la corresponsione di parte del prezzo a mezzo di assegni circolari richiesti da tale ---- - - titolare di un distributore di carburanti ERG e fortemente sospettato di essere uomo di fiducia di xxxxx, capo di una consorteria criminosa operante nella zona - alla Banca Popolare di +++++, con importo addebitato sul c/c intestato a "---- - e ----." aperto presso il medesimo istituto di credito.
Il dott. *******, inoltre, dall'inizio dell'anno 1993 e fino al marzo 1998, ha detenuto in uso il telefono cellulare con utenza ……….. intestata alla s.r.l. "°°°°°° & C." con sede in +++++, (azienda di notevole dimensione operante nel settore degli spurghi civili ed industriali) graziosamente affidatogli dal titolare, \\\\\ che gli era stato presentato dal ---- dianzi citato. Il costo delle fatture Tim, pari ad oltre 25.000.000 complessivi, veniva corrisposto dalla s.r.l. suddetta.


Svolgimento del procedimento


A seguito di delibera del Comitato di Presidenza il Vice Presidente del CSM inviava al Procuratore generale presso la Corte di cassazione la nota in data 21.1.98, con cui il Procuratore generale di Milano trasmetteva allo stesso CSM una relazione del Procuratore della Repubblica di +++++ circa i rapporti intrattenuti dal dott. *******, magistrato in servizio presso la Procura della Repubblica di ^^^^^, con pregiudicati del luogo, implicati in processi per reati di criminalità organizzata a carico del capo mafia Xxxxx.
I fatti oggetto della relazione erano già a conoscenza della Procura della Repubblica di <<<<< la quale aveva in precedenza aperto un procedimento penale che vedeva il dott. ******* indagato per il reato di cui all'art. 319 c.p. Nell'ambito di questo procedimento penale, quanto alla posizione del dott. *******, il pubblico ministero chiedeva ripetutamente l'archiviazione, ma il giudice delle indagini preliminari disponeva dapprima (ordinanza del 16.6.99) l'iscrizione, oltre al predetto, anche di altri soggetti quali presunti corruttori e (ordinanza del 16.12.99) lo svolgimento di ulteriori indagini e poi (decreto ed ordinanza del 12.2.01) l'archiviazione solo per un coindagato mentre, per altri imputati, tra cui il dott. ******* chiedeva ulteriori indagini, in particolare a proposito del possesso di automobili di grossa cilindrata da parte del medesimo dott. *******.
Richiesta nuovamente l'archiviazione del procedimento penale dalla Procura della Repubblica, in data 26.7.01 il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, prima della pronunzia del G.i.p. promuoveva l'azione disciplinare nei confronti del dott. ******* perché, nell'epoca in cui era stato sostituto Procuratore della Repubblica a +++++, nel periodo intercorrente tra il maggio 1989 e il settembre 1996, risultava proprietario di n. quattro autovetture di marca Jaguar e di altre vetture, acquistate con modalità non trasparenti. In particolare due di dette autovetture risultavano pagate mediante assegni circolari richiesti da tale ---- -, soggetto facente parte di una associazione mafiosa, quale persona di fiducia del capo mafia Xxxxx.
Al predetto veniva, inoltre, mossa l'incolpazione di aver detenuto in uso un telefono cellulare intestato ad una società commerciale avente sede in +++++, il cui titolare, tale \\\\, conosciuto tramite il suddetto ----, aveva provveduto al pagamento dell'utenza, pari a circa 25.000.000 di lire, ponendone il costo a carico della detta società .
Intanto con decreto del 3.7.01 il G.i.p. di ….., ritenuta non infondata la notitia criminis, fissava l'udienza ex art. 409 c.p.p. per una serie di indagati, tra cui il dott. *******, in relazione al reato di cui all'art. 319 c.p. All'esito dell'udienza il G.i.p. disponeva ulteriori indagini ed, in particolare, l'escussione di alcuni testi. A seguito di questo ulteriore rigetto della richiesta di archiviazione il Procuratore generale di …… in data 10.7.01 avocava il procedimento.
Sentito nell'ambito del procedimento disciplinare in data 15.2.02, il dott. ******* negava gli addebiti precisando che il ---- ed il \\\ erano suoi amici ed erano senza precedenti penali. Affermava di aver provveduto personalmente al pagamento delle autovetture, rimborsando il ---- dell'anticipazione del prezzo, per un'auto mediante la restituzione della somma contante, per l'altra mediante il pagamento da parte del \\\\, il quale aveva acquistato un'altra auto di proprietà dello stesso dott. ******* e ne aveva poi pagato il prezzo direttamente al ----. Quanto al cellulare, l'incolpato affermava di aver rimborsato il \\\\ della somma pagata per il prezzo delle utenze. A corredo della sua tesi difensiva il dott. ******* produceva una memoria corredata da una corposa documentazione, riproducente atti formati nel procedimento penale, nonché ulteriori memorie da lui prodotte nell'ambito dello stesso.
Il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, acquisiti anche copia degli atti della pratica di incompatibilità , riguardante tra gli altri il dott. *******, archiviata dal C.S.M. (n. 782/96), all'esito dell'istruttoria sommaria, riteneva non esclusi gli addebiti e chiedeva la fissazione della discussione orale.
Intanto, in data 10.4.02, la Procura generale di +++++, all'esito delle indagini disposte dal G.i.p., chiedeva l'archiviazione parziale del procedimento penale aperto contro il dott. ******* ed altri ed il rinvio a giudizio dello stesso dott. ******* per il reato di cui agli artt. 319 e 319 ter c.p. (corruzione in atti giudiziari) perché, nella sua qualità di sostituto Procuratore di +++++, al fine di favorire tale ####, imputato in un procedimento penale in corso dinanzi al suo ufficio, emetteva numerosi decreti di dissequestro di assegni per l'importo di lire 61 milioni e di somme in contanti per l'importo complessivo di lire cento milioni, nel contempo ricevendo da ---- - - che agiva per conto di Xxxxx , cui il ##### si era rivolto - assegni circolari per complessive lire 68.410.000 e la somma in contanti di lire 4.500.000, utilizzati per il pagamento di due autovetture targate ….. e ……, acquistate rispettivamente in date 20.2.02 e 12.11.93.
Il G.i.p. di ++++ con sentenza in data 11.11.02 emanata con il rito del giudizio abbreviato assolveva il dott. ******* dalla detta imputazione e con decreto in pari data disponeva l'archiviazione per gli altri fatti oggetto del procedimento penale.
Nel procedimento disciplinare, nell'imminenza dell'odierna udienza dibattimentale il dott. ******* produceva una ulteriore memoria difensiva.

Motivi della decisione

Sussiste la responsabilità disciplinare dell'incolpato per entrambi gli addebiti ascritti, nel limiti di seguito indicati.
a. Determinazione dell'addebito - I fatti oggetto delle incolpazioni oggi in esame hanno avuto una lunga e meticolosa trattazione nell'ambito del procedimento penale in cui è stato indagato il dott. ******* dinanzi alla Autorità giudiziaria di ++++. In tale processo (recante il n. 1396/94 reg. P.m.), all'esito della lunga vicenda investigativa ricostruita in narrativa, in data 10.4.02 il P.g. di +++++ ha chiesto l'archiviazione per alcuni dei fatti ascritti al ******* (tra cui quello di aver detenuto in uso l'utenza cellulare intestata alla ditta \\\\ & c.) e il rinvio a giudizio per alcuni comportamenti in cui era ravvisata la violazione degli artt. 81-110-319 e 319 ter del codice penale. In particolare il rinvio a giudizio del dott. ******* era chiesto per avere egli proceduto in più riprese al dissequestro di assegni bancari e di somme in contanti per importo complessivo di circa 161 milioni di lire al fine di favorire tale ##### (imputato in un processo penale pendente dinanzi alla Procura della Repubblica di +++++), ricevendo da Xxxxx (esponente di una associazione criminale) per il tramite di ---- - varie somme che destinava all'acquisto di due delle automobili indicate nel capo di incolpazione di cui all'odierno procedimento disciplinare.
Essendo entrata in vigore la legge 1.3.01 n. 63, il G.u.p. su eccezione della difesa, con ordinanza del 7.10.02 dichiarava inutilizzabili le dichiarazioni accusatorie precedentemente rese dallo stesso ##### e da tale """"""", di modo che il dott. ******* chiedeva che il processo fosse definito allo stato degli atti con giudizio abbreviato. Il G.u.p. con sentenza emessa ai sensi dell'art. 442 c.p.p. ha, conseguentemente, assolto l'imputato dal reato ascritto perché il fatto non sussite. Sul piano processuale penale, pertanto, alcuni dei comportamenti oggetto del presente procedimento disciplinare sono stati oggetto di archiviazione (utilizzazione dell'utenza di telefonia mobile, ordinanza 11.11.02) e di assoluzione perché il fatto non sussiste (acquisto di due automobili, sentenza 11.11.02).
Tanto premesso, deve circoscriversi l'incolpazione per la parte relativa al possesso delle automobili. Al magistrato è ascritto di essere risultato intestatario o, comunque, proprietario non intestatario, nel periodo di tempo intercorrente tra il maggio 1989 ed il settembre 1996, "di n. 4 autovetture marca Jaguar acquistate con modalità e procedure non completamente trasparenti, nonché di altre autovetture". L'incolpazione prosegue precisando quale è il comportamento disciplinarmente rilevante solo per due delle automobili marca Jaguar (quelle recanti la targa …… e …….), senza nulla precisare per le altre due della stessa marca e le non meglio precisate altre autovetture.
Rileva il Collegio che, ad esclusione che per le autovetture sopra indicate, il capo di incolpazione è formulato in termini generici e, comunque, privi di dati fattuali concreti, tali da poter dar corpo ad un comportamento deontologicamente riprovevole. Conseguentemente, l'addebito disciplinare da prendere al riguardo in considerazione è limitato all'acquisto in proprietà delle due automobili in questione, collocando temporalmente i fatti nell'epoca in cui gli automezzi furono acquistati e, quindi, negli anni 1992 e 1993, atteso che le automobili, per quanto successivamente detto, furono acquistate nel febbraio 1992 e nel novembre 1993.

b. L'acquisto delle due automobili - Passando al merito della prima incolpazione nei limiti definitivi così delineati, deve osservarsi che la pronunzia assolutoria del giudice penale ha ad oggetto la fattispecie a contenuto corruttivo sopra enunziata, mentre lascia impregiudicato in via di fatto il comportamento ascritto in sede disciplinare, di cui conferma la materialità nei termini indicati nel capo di incolpazione (si veda la sentenza del G.u.p. in data 11.11.02).
E' acclarato che il dott. ******* ricevette due automobili di grossa cilindrata senza pagarne, all'atto della consegna, il prezzo. In particolare le indagini del Pubblico ministero hanno accertato che il predetto acquistò:
a) in data 20.2.92 un'auto Jaguar Sovereign targata originariamente …….. e successivamente ……. per un prezzo di £ 38 milioni, che fu pagato per £ 4,5 milioni in contanti e per £ 33,5 milioni a mezzo di un assegno circolare emesso dalla Banca Popolare di +++++ con addebito sul conto corrente bancario intestato a ---- - e ----- s.d.f. , aperto presso lo stesso istituto di credito;
b) in data 12.11.93 un'auto Jaguar Daimler targata ….. per un prezzo di £ 34,910 milioni, che fu interamente pagato a mezzo di due assegni circolari emessi dalla Banca Popolare di +++++ con addebito, anche per essi, sul conto corrente bancario intestato a ---- - e ------ s.d.f. , aperto presso lo stesso istituto di credito.
Tali circostanze possono essere ritenute pacifiche, atteso che delle stesse danno conto sia due diversi Pubblici ministeri (richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di +++++ del 12.7.00 e richiesta di rinvio a giudizio della Procura generale del 10.4.02), sia lo stesso G.u.p. nella sentenza di assoluzione. Lo stesso incolpato, del resto, ha dato per ammesse le circostanze e, anzi, ne ha dato concreta giustificazione.
Il dott. ******* ha spiegato tale modalità di pagamento del prezzo delle due autovetture, richiamando, a supporto ulteriore della sua difesa, la tesi sostenuta dal ---- nel processo penale (si veda la memoria a firma dello stesso, integralmente riportata alle pagg. 14 e 15 della memoria difensiva depositata prima di questo dibattimento dall'incolpato). Innanzitutto ha sostenuto che al momento degli acquisti egli aveva con il ---- una ormai duratura consuetudine personale, caratterizzata da reciproca fiducia, di modo che non gli era sembrato affatto disdicevole regolare in entrambi i casi il pagamento mediante una vera e propria triangolazione, in cui il ---- aveva la funzione di semplice anticipatore del prezzo. Inoltre, ha negato l'assunto - fatto proprio dalla Procura generale della Cassazione - che il ---- fosse persona legata agli ambienti malavitosi, rilevando come lo stesso, che pure era stato suo coindagato per il reato di cui all'art. 416 bis c.p., sia stato assolto da tale reato dallo stesso G.u.p. di +++++ con la formula perché il fatto non sussiste. La tesi difensiva è, in altre parole, che nei casi di specie, trattandosi di mere anticipazioni effettuate da persona insospettabile, l'incolpato ricorse ad una legittima operazione di mutuo, in cui l'anticipo del danaro contante era stato prontamente reintegrato, di modo che il comportamento sarebbe pienamente giustificabile anche sul piano deontologico.
Il Collegio ritiene non soddisfacente tale difesa.
Innanzitutto le indagini preliminari compiute dalla Procura di +++++ non confermano l'assunto difensivo. Il prezzo dell'auto sub a) (Jaguar Sovereign) secondo l'incolpato sarebbe stato solo anticipato dal ----, atteso che questi successivamente ricevette il prezzo di un'automobile Lancia Thema Ferrari da tale \\\\, che aveva acquistata l'auto in questione dal dott. ******* ed avrebbe compensato il prezzo nell'ambito di un conto corrente aperto intrattenuto con il ----. Tuttavia, le indagini svolte dalla p.g. - anche tramite l'esame delle scritture contabili del \\\\ - consentono di ritenere che costui non restituì somma alcuna al ----. La compensazione sarebbe, in ogni caso, intervenuta solo in un momento successivo in quanto mentre il ******* acquistò l'auto Jaguar nel febbraio 1992, lo stesso vendette l'auto Lancia al Ferrari il 9.6.92 (si veda la richiesta di rinvio a giudizio della Procura generale di +++++)!
Anche il prezzo dell'auto sub b) sarebbe stato solo anticipato dal ----, atteso che a costui lo stesso ******* avrebbe successivamente versato il prezzo - di importo pressoché pari a quello di acquisto della nuova auto - riscosso all'atto della vendita dell'auto sub a). Le indagini di p.g. hanno, tuttavia, dimostrato che la prima auto fu venduta per un prezzo molto inferiore a quello di acquisto della seconda (27 o 28 milioni di lire, contro 34,910 anticipati dal ----, si veda anche in questo caso la richiesta di rinvio a giudizio della Procura generale di +++++).
A prescindere da queste incongruenze di fatto, sul piano strettamente deontologico, ritiene il Collegio lesivo per il prestigio del magistrato la circostanza che il dott. ******* abbia accettato dal ---- i "prestiti" in questione.
L'esame del cospicuo materiale acquisito agli atti del procedimento disciplinare evidenzia, infatti, che il ---- all'epoca in cui effettuò i prestiti non era personaggio estraneo alle vicende giudiziarie . Emerge, infatti, dalla richiesta di archiviazione del proc. 1396/94/21 predisposta dal Pubblico ministero di +++++ il 12.7.00 (pag. 23, peraltro non accolta dal G.i.p.), che la Procura della Repubblica di +++++ nell'anno 1994 sottopose ad intercettazione telefonica e ad altri accertamenti l'utenza telefonica del ----, nell'ambito di procedimento afferente l'attività dei gruppi malavitosi locali. Tali intercettazioni interessarono anche alcuni colloqui tra il ---- ed il dott. *******, i cui esiti sono presenti agli atti per quel che riguarda le intercettazioni avvenute tra il gennaio ed il marzo 1995 (proc. 278/94/21 Procura di +++++, successivamente confluiti nel procedimento +++++no, allegati al fascicolo 782/96 - pagg. 97 e seguenti - della Prima Commissione referente del C.S.M.).
La lettura di tali intercettazioni, ad avviso del Collegio, smentisce l'assunto difensivo (memoria del dott. ******* 20.6.03, pagg. 4 e seguenti), e cioè che il ----, persona del tutto estranea all'ambiente e legata da amicizia con il dott. *******, fu a bella posta menzionato durante le indagini da soggetti perseguiti penalmente dal magistrato, i quali per mero spirito di vendetta volevano far passare il ---- per intermediario tra personaggi malavitosi della zona e lo stesso magistrato. E' vero, infatti, che in sede penale è stato escluso ogni rapporto del suddetto ---- con gli ambienti malavitosi (con sentenza assolutoria originata, peraltro, dalla mancata conferma delle dichiarazioni accusatorie ex l. 63/01), tuttavia, dalla lettura delle intercettazioni in questione emerge che costui era soggetto particolarmente informato sulle vicende giudiziarie, era al corrente di molte iniziative processuali adottate dal dott. *******, era in grado di effettuare collegamenti tra fatti e persone, al punto da aggiornare nel corso delle telefonate lo stesso *******, ormai non più informato dopo il suo trasferimento a [[[[ (avvenuto alla fine del 1993). Non a caso agli atti del processo penale +++++no viene più volte sottolineata la particolarità di questo personaggio e la sua non estraneità agli ambienti malavitosi: il P.m. (richiesta di archiviazione 28.5.99, peraltro non accolta) parla di "personaggio inquietante", il G.u.p. (sentenza 11.11.02) parla di "imbarazzante figura".
Dato che tali qualità del ---- non potevano essere certo ignorate dal dott. *******, che era magistrato della locale Procura ed era stato titolare di indagini aventi ad oggetto l'attività di pericolosi clans criminali, lo stesso dott. ******* avrebbe dovuto evitare ogni commistione di interessi con detto personaggio, sia per una elementare regola di prudenza, sia per evitare ogni illazione circa la terzietà propria e dell'ufficio in relazione alle attività di indagine che si andavano compiendo contro la malavita locale.
La riprova della superficialità e della equivocità del comportamento tenuto dall'incolpato è, del resto, costituita dalla circostanza che molte delle accuse rivolte al dott. ******* e confluite nel menzionato procedimento n. 1396/94 mod. 21 (in cui detto magistrato risultava dapprima indagato per associazione mafiosa e successivamente è stato tratto a giudizio per il reato di corruzione, seppure con l'esito assolutorio sopra detto), successivamente all'acquisto delle due automobili, avrebbero trovato spunto proprio dalla frequentazione tra lo stesso ed il ---- e dalla notorietà nell'ambiente locale della accettazione dei suddetti "prestiti", fino a portare al sospetto a carico di entrambi di aver commesso i reati di corruzione ed associazione mafiosa.
In conclusione, dunque, nonostante il ---- fosse all'epoca incensurato ed ex post siano stati esclusi tanto il suo coinvolgimento mafioso che il suo comportamento corruttivo, nondimeno appare estremamente inopportuno e deontologicamente riprovevole che il dott. ******* abbia accettato che le due automobili in questione fossero pagate dal ---- con danaro proprio.

c. L'utilizzazione dell'utenza di telefonia mobile - Le indagini della Procura della Repubblica di +++++ (si veda la richiesta di archiviazione del 12.7.00, pag. 50 e seguenti) hanno acclarato che il dott. ******* utilizzò dal gennaio 1993 al marzo 1998 l'utenza telefonica mobile ….., intestata alla \\\\ & c. s.r.l. di +++++, esercente l'attività imprenditoriale di spurgo civile ed industriale. Il costo dell'utenza per tutto l'arco del periodo (all'incirca £ 18.000.000) fu sostenuto dalla detta società e solo in parte fu rimborsato dal dott. ******* a \\\\ (uno dei soci).
L'incolpato ritiene privo di rilievo disciplinare l'utilizzo del telefonino, atteso che il \\\\ gliene consentì l'uso per mera cortesia, nascente dal rapporto di amicizia tra di loro intercorrente (nato a seguito della presentazione dell'imprenditore effettuata dal ----), onde consentirgli di rimanere in contatto con la sua famiglia (ancora domiciliata a +++++), durante i periodi trascorsi a ---, dapprima per reperire un alloggio in vista del futuro trasferimento e poi per il trasferimento ormai intervenuto presso la locale Procura. L'utilizzo della utenza da parte dell'incolpato non fu limitato, tuttavia, all'esigenza di mitigare i disagi nascenti dal cambio di sede, ma si protrasse per circa altri quattro anni e mezzo, quando i disagi in questione avrebbero dovuto ormai essere esauriti da tempo (il trasferimento è del novembre 1993, mentre la restituzione del telefonino è del marzo 1998).
Inoltre, non esiste alcuna certezza che il dott. ******* abbia rimborsato integralmente il costo delle telefonate effettuate sulla detta utenza. Il \\\\, infatti, ha affermato che il magistrato corrispondeva solo la metà dell'importo delle fatture rilasciate dal gestore del servizio, atteso che la società avrebbe comunque recuperato fiscalmente il rimanente, considerando tra le spese d'impresa l'importo relativo. Lo stesso ******* ha sostenuto che rimborsava saltuariamente, in occasione dei suoi ritorni a +++++ e degli incontri (peraltro occasionali) con il \\\\, solo le cifre che gli venivano richieste, senza richiedere l'esibizione delle fatture. E' rimasta, del resto, indimostrata l'affermazione del ******* di aver corrisposto al \\\\ anche la differenza dell'importo complessivo degli importi delle fatture (pag. 38 della memoria 20.6.03).
Rileva il Collegio che tale comportamento non è consono al rigore dei rapporti che il magistrato deve intrattenere con gli imprenditori del luogo in cui esercita le sue funzioni per mantenere intatta la sua immagine di terzietà ed indipendenza. L'uso dell'utenza fu accettato all'inizio dell'anno 1993 quando il magistrato svolgeva le funzioni di sostituto Procuratore della Repubblica di +++++ e fu protratto ben oltre il periodo necessario a soddisfare l'esigenza dedotta, dando luogo ad un costo delle chiamate di importo veramente rilevante, sicuramente eccedente i limiti dell'utilizzo di cortesia. L'incertezza sopra rilevata circa l'effettività del rimborso dell'importo del costo non fa altro che aggravare deontologicamente la gravità del comportamento, in quanto adombra la possibilità del raggiungimento di una altrettanto inammissibile utilità economica.

d. Conclusione ed irrogazione della sanzione - In conclusione, la Sezione disciplinare ritiene sussistente l'incolpazione ascritta al dott. *******, essendo risultati provati (con le precisazioni in fatto indicate in parte motiva) i comportamenti ascritti. La esclusione della circostanza contestata che il ---- fosse persona collegata ad un clan mafioso, pur di fronte alla grave lesione dell'immagine di terzietà ed indipendenza della giurisdizione cui l'incolpato ha dato luogo con i suoi comportamenti, consente di mantenere la sanzione nei limiti della perdita dell'anzianità di anni uno.

P.Q.M.

La Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura;
Visto l'art. 35 del R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511,

dichiara

il dott. ******* responsabile della incolpazione ascrittagli e gli infligge la sanzione disciplinare della perdita di anzianità di un anno.
Roma, 10 ottobre 2003

L'ESTENSORE
(Giovanni Mammone)
IL PRESIDENTE
(Virginio Rognoni)

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