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Proc. n. 66/2006 R.G. – Sentenza del 16.11.2007 n. 97/2007 Reg. dep. – Presidente Mancino – Estensore Fresa.

Doveri del magistrato – Correttezza - Svolgimento di attività sportiva di particolare impegno fisico durante e subito dopo il periodo di aspettativa per motivi di salute – Illecito disciplinare - Sussistenza.

Costituisce illecito disciplinare la condotta del magistrato che, fruendo di un prolungato periodo di aspettativa per motivi di salute per patologie dedotte come incompatibili con l’attività giurisdizionale, partecipi nel contempo prima all’addestramento e poi ad una regata transoceanica, attività incompatibile con le finalità anche riabilitative dei periodi di aspettativa chiesti ed ottenuti, violando così i doveri di correttezza verso l’organo di autogoverno ed i colleghi del proprio ufficio, rendendosi immeritevole della fiducia e della considerazione di cui il magistrato deve godere e determinando una compromissione del prestigio dell’ Ordine Giudiziario.

i n c o l p a t a

della violazione dell’art. 2 comma 1 lett. q) ed r) D.L.vo. 23.02.06 n. 109 – vecchia norma art. 18 R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511, - per aver gravemente mancato ai propri doveri di correttezza, rendendosi immeritevole della fiducia e della considerazione di cui deve godere il magistrato con conseguente compromissione del prestigio dell’Ordine Giudiziario.
In particolare, nella sua qualità di giudice del Tribunale di ……. – dopo aver fruito nel corso del 2004 di reiterati periodi di congedo straordinario e aspettativa per malattia per complessivi giorni 98, richiedeva ed otteneva nel 2005, dapprima, giorni 45 di congedo straordinario per malattia e quindi ulteriori sei mesi di aspettativa per malattia dal 26.2.2005 al 26.8.2005 in ragione delle rappresentate gravi patologie lombo-sacrali determinanti una grave rigidità del rachide cervico-dorso-lombare con cefalea muscolo tensiva ormai cronica, condizioni queste che, a suo dire, non consentivano una prolungata posizione eretta né la posizione seduta – partecipava durante tale ultimo periodo di aspettativa, fra il luglio e l’agosto 2005, nell’ambito della gara denominata Rolex Fastnet Race svoltasi nei mari fra Francia, Inghilterra e Irlanda, a bordo del battello ******, a varie giornate di addestramento in vista della regata transoceanica denominata Transat Jacques Vabre e poi a quest’ultima che si svolgeva, con partenza nella prima decade del mese di novembre 2005 in coincidenza con il periodo di congedo ordinario richiesto e concessole immediatamente dopo aver fruito di ulteriore periodo di giorni 60 di aspettativa per motivi di salute dal 30 agosto al 28 ottobre 2005.
Le notizie relative a tale regata transoceanica diffuse, da siti internet e riportate dalla stampa nazionale e locale, davano luogo a commenti particolarmente critici sia negli ambienti giudiziari che cittadini in considerazione della situazione di eclatante contrasto fra l’attività sportiva svolta a livelli anche estremi con le proclamate difficili condizioni di salute pretestuosamente ipervalorizzate dal magistrato.


Svolgimento del procedimento

Con nota del 23 dicembre 2005 il Consiglio superiore della magistratura trasmetteva ai titolari dell'azione disciplinare copia del rapporto e dei relativi allegati del Presidente della Corte di Appello di ---, datato 29 novembre, dal quale si evinceva che la dott.ssa XXXXXXXXX, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di ........, si era assentata dall'ufficio a più riprese e per periodi molto lunghi, che su ogni richiesta autorizzata si era sempre innestato un periodo di assenza successivo per motivi di salute e che tutto ciò non aveva impedito alla interessata di svolgere attività fisica "altamente impegnativa".
In particolare, veniva rappresentato il disagio dei magistrati del tribunale, espresso nel corso di un'assemblea della sottosezione della ANM di ........ dell'8 novembre 2005, nell'avere appreso che la dott.ssa XXXXXXXXX stava partecipando ad una regata transoceanica; disagio derivante dal fatto che la medesima era stata in aspettativa per vari mesi per ragioni di salute, per "grave patologia lombo-sacrale con discopatia multipla da iperlordosi". A sua volta, il Presidente del Tribunale di ........ rappresentava che la dott.ssa XXXXXXXXX aveva chiesto un periodo di congedo straordinario per malattia per 45 giorni dal 12 gennaio al 25 febbraio 2005 e, "dovendo eseguire un periodo non breve di cure e riabilitazione", aveva chiesto e ottenuto "un periodo di aspettativa per infermità di mesi sei dal 26 febbraio 2005 al 26 agosto 2005". Era poi emerso - anche attraverso un sito internet - che nel mese di agosto 2005 l'interessata aveva partecipato ad una regata preparatoria di quella transoceanica poi effettuata in autunno.
Con nota del 28 febbraio 2006 il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione iniziava l'azione disciplinare e, conseguentemente, formulava il capo di incolpazione, poi specificato come in epigrafe.
Ricevuta la contestazione, l'incolpata non rendeva l'interrogatorio ma trasmetteva al rappresentante della Procura Generale presso la Corte di Cassazione due memorie difensive (e copiosa documentazione), datate 22 maggio e 30 giugno 2006, nelle quali contestava l'addebito, eccependo che: a) le aspettative e i congedi in discussione erano stati richiesti per motivi di salute provocati da gravi ragioni familiari; b) dal dicembre 2003 era iniziato un lungo ricovero della madre, in esito al quale era stata diagnosticata (omissis) e) contemporaneamente, alla fine del 2003, era iniziata la patologia alla schiena, "molto dolorosa nella posizione seduta in ufficio e in automobile", che riusciva ad alleviare solo camminando o svolgendo attività fisica; d) la stressante situazione familiare le aveva provocato anche una "cefalea muscolo tensiva" ed uno stato depressivo importante, con attacchi di ansia provocati da locali chiusi; e) le visite fiscali avevano sempre confermato le patologie descritte; f) l'attività fisica, comprendente attività sportive di una certa difficoltà e di livello elevato, sia nell'alpinismo, sia nella navigazione d'altura, le erano state caldamente prescritte; g) l'esperienza sportiva dell'autunno 2005 si era svolta durante un periodo di ferie arretrate del 2004/2005 ed aveva determinato un miglioramento delle sue condizioni fisiche.
Con nota della Procura della Repubblica di -----, datata 30 giugno 2005, venivano informati il Consiglio superiore della magistratura ed i titolari dell'azione disciplinare della iscrizione della dott.ssa XXXXXXXXX nel registro degli indagati per i delitti p.p. dagli artt. 640 cpv e 481 c.p.. Con successiva nota del 7 luglio 2006 il medesimo P.M. informava che nel procedimento penale in questione (n.2263/06 r.g.n.r.) era stato affidato incarico di consulenza medico-legale e che il termine per la scadenza delle indagini preliminari era fissato al 20 novembre 2006.
Richiesta dal Procuratore Generale la fissazione del dibattimento con nota del 2 agosto 2006, la dott.ssa XXXXXXXXX veniva tratta a giudizio con decreto comunicato in data 14 agosto 2006. L'incolpata trasmetteva quindi una prima memoria integrativa del 16 ottobre 2006 contestando in buona sostanza il contenuto e le modalità di trasmissione degli atti posti a base dell'inizio dell'azione disciplinare nei suoi confronti. Seguivano altre note, pervenute al CSM il 7 novembre 2006 ed il 27 dicembre 2006, dirette a dimostrare, ancora, la sussistenza delle patologie descritte e la insussistenza di qualsiasi disservizio nell'ufficio del Tribunale di ........ in ipotesi determinato dalla sua aspettativa.
Dopo due rinvii disposti su richiesta della difesa dell’incolpata, valutata l’opportunità di attendere l’esito delle indagini preliminari in sede penale a carico della medesima, veniva acquisita la richiesta di archiviazione del 17 luglio 2007, nonché il relativo decreto di archiviazione del GIP del 30 agosto 2007.
Quindi la dott.ssa XXXXXXXXX depositava il 30 ottobre ed il 7 novembre 2007 ulteriori memorie difensive, secondo le quali le condizioni di salute non potevano ritenersi incompatibili con l’attività sportiva. Depositava, infine, il 12 novembre 2007, nota con allegata ulteriore documentazione, tendente a dimostrare di non aver provocato alcun disservizio per la sezione civile del suo ufficio, a causa della sua lunga assenza dal lavoro.
Anche il difensore depositava, in data 12 novembre 2007, memoria difensiva, contestando il contenuto delle incolpazioni.
All’udienza ultima del 16 novembre 2007 l’incolpata rendeva spontanee dichiarazioni. Quindi, acquisita ulteriore documentazione consistente in estratti da siti internet riguardanti le regate compiute dalla dott.ssa XXXXXXXXX, dopo ampia discussione, il rappresentante della Procura Generale concludeva per la condanna dell’incolpata alla sanzione della perdita di anzianità di un anno con trasferimento d’ufficio, mentre il difensore ne chiedeva la assoluzione.
La sezione disciplinare ha deciso quindi dando lettura del dispositivo.

Motivi della decisione

1. Va preliminarmente affermato che, conformemente a quanto pacificamente statuito dalle Sezioni Unite Civili della Corte Suprema (Cass. n. 27172 del 20 dicembre 2006; n. 17 del 4 gennaio 2007; n. 2685 del 7 febbraio 2007; n. 16628 del 27 luglio 2007), al caso di specie non si applica la nuova normativa, prevista dal decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, poiché il procedimento disciplinare in esame è stato promosso in epoca precedente l’entrata in vigore del decreto stesso e resta sottratto anche alla disciplina transitoria di cui all’art. 32 bis, introdotto con legge 24 ottobre 2006, n. 269 la quale, per i fatti commessi anteriormente alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni, ha disposto, con riguardo ai soli procedimenti disciplinari promossi a decorrere dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto, l’applicazione della normativa previgente se più favorevole.
La norma applicabile rimane, pertanto, quella di cui all’art. 18 del r.d.lgs. 31 maggio 1946, n. 511, secondo l’orientamento, di carattere generale, affermato dal Supremo Collegio, per cui le sanzioni disciplinari, sebbene applicate da un organo titolare di poteri giurisdizionali, costituiscono pur sempre sanzioni amministrative, alle quali non sono automaticamente riferibili i principi propri delle sanzioni penali, e restano invece soggette al principio di legalità e di irretroattività, che comporta l’assoggettamento della condotta considerata alla legge del tempo del suo verificarsi, con conseguente inapplicabilità della disciplina successiva più favorevole (cfr, ex multis, Cass. n. 14771 del 13 luglio 2005; n. 9889 dell’11 maggio 2005; n. 11459 del 19 giugno 2004; n. 6769 del 6 aprile 2004).
Deve quindi sgombrarsi il campo da ogni possibile equivoco derivante dalla lettura sia del capo di incolpazione, sia delle memorie difensive e, in particolare, di quella del 12 novembre 2007. Il riferimento anche all’art. 2, primo comma, lett. q) ed r) del d.lgs. 23 febbraio 2006, n. 109 è ultroneo rispetto alla contestazione ritualmente effettuata ai sensi dell’art. 18 del r.d.lgs. 31 maggio 1946, n. 511.
I procedimenti disciplinari promossi - come nella specie - prima della data di entrata in vigore del d.lgs. n. 109/2006 (19 giugno 2006) restano regolati dalle precedenti disposizioni senza applicazione della norma più favorevole.
Quel che rileva in questa sede non è quindi tanto l’analisi puntuale dei disservizi prodotti nell’organizzazione dell’ufficio - che non sono neppure specificamente contestati e che comunque si possono immaginare, come dimostrato dalla stessa documentazione allegata alla nota del 12 novembre 2007 della stessa dott.ssa XXXXXXXXX, dalla quale si evince (missiva del 7 ottobre 2004 indirizzata al Presidente del Tribunale) che proprio la stessa interessata aveva richiesto di ripartire i propri fascicoli di archiviazione inevasi tra gli altri colleghi - quanto invece il comportamento tenuto e la compromissione del prestigio e dell’immagine del magistrato.

2. I fatti oggetto del presente processo disciplinare sono pacifici e documentati, anche in quanto richiamati nelle numerose memorie dell’interessata.
La dott.ssa XXXXXXXXX ha chiesto ed ottenuto un congedo straordinario per malattia per 45 giorni dal 12 gennaio al 25 febbraio 2005.
Quindi, ha chiesto ed ottenuto un periodo di aspettativa per infermità di sei mesi dal 26 febbraio al 26 agosto 2005.
Durante questo periodo ha svolto una importante regata velica della quale si sono acquisite dettagliate notizie a mezzo stampa e internet.
Dal 27 al 29 agosto 2005 ha fruito di un congedo ordinario residuo per l’anno 2004.
Dal 30 agosto 2005 al 28 ottobre 2005 ha fruito di una ulteriore aspettativa di 60 giorni per motivi di salute, al termine della quale ha fruito di 20 giorni di congedo ordinario residuo per l’anno 2004 e di 32 giorni di congedo ordinario per l’anno 2005, rimanendo dunque assente dall’ufficio sino al 31 dicembre 2005.
Durante questi ultimi congedi ordinari ha effettuato la regata velica transoceanica.

Le condizioni di salute che hanno determinato il congedo straordinario per malattia sono state espresse nella domanda della interessata dell’11 gennaio 2005 e negli allegati certificati medici del 16 gennaio 2004, 10 agosto 2004, 25 agosto 2004, 26 luglio 2004, 22 dicembre 2004, 23 dicembre 2004 e 27 dicembre 2004.
Il quadro emergente ha evidenziato una “grave patologia lombo-sacrale con discopatie multiple da iperlordosi” che, in posizione, eretta, determina “la rigidità del rachide cervico-dorso-lombare con contrattura della muscolatura paravertebrale”. A fronte del peggioramento di queste condizioni, la stessa interessata nella suindicata domanda ha dichiarato:
a) di essere in cura presso il reparto di terapia antalgica dell’ospedale civile di ........ dove ha iniziato un ciclo di infiltrazioni, con successiva sottoposizione ad esami;
b) di essere in trattamento farmacologico, “con prescrizione di terapie riabilitative”;
c) di aver necessità pertanto “di una sospensione dal lavoro non breve per evitare l’aggravarsi ulteriore della patologia” e per consentirle di “svolgere le cure necessarie”.
L’istante ha poi contestualmente rappresentato di vivere una difficile situazione personale e familiare per …..(omissis).

Queste stesse ragioni di salute hanno determinato anche la concessione, senza soluzione di continuità col congedo straordinario, del periodo di aspettativa per infermità di sei mesi sino al 26 agosto 2005. Specificamente, la dott.ssa XXXXXXXXX ha giustificato l’istanza “dovendo eseguire un periodo non breve di cure e riabilitazione”.
Le stesse ragioni hanno infine determinato anche la successiva istanza di aspettativa per motivi di salute, concessa dal 30 agosto al 28 ottobre 2005.
In particolare, detta istanza, alla quale sono stati allegati gli stessi certificati medici del 2004, ed ulteriori certificati dell’anno 2005 (17 gennaio, 12 aprile, 14 aprile, 27 maggio, 31 maggio, 10 agosto, 24 agosto, 30 agosto, 31 agosto), è stata così motivata:
(omissis)

3. Questo preoccupante quadro clinico non è stato posto in discussione in questa sede, e neanche dal Giudice penale, che ha archiviato in data 30 agosto 2007 il procedimento iscritto a carico della dott.ssa XXXXXXXXX per i delitti p.p. dagli artt. 640 cpv e 481 c.p..
Rimane proprio per questo grave stupore per i faticosissimi eventi sportivi ai quali la dott.ssa XXXXXXXXX ha partecipato anche durante il periodo di aspettativa per infermità, concesso “per cure e riabilitazione”.
Le fatiche sportive, sicuramente, non sono state oggetto di prescrizioni mediche. Invero, nei certificati prodotti si prescrive, in relazione alla lombalgia, “ginnastica dolce e streching” (25 agosto 2004), “necessità di astenersi da stazione eretta ed assisa protratta” (23 dicembre 2004), “programma di attività fisica progressiva” (17 gennaio 2005), “ginnastica vertebrale” (31 agosto 2005).
Esse, dunque, se in via astratta possono essere oggetto di consigli da parte di uno psicoterapeuta (comunque non documentati e non espressi nelle istanze poste a base dei congedi e delle aspettative concessi dal Consiglio superiore della magistratura), non possono essere state certo attività consigliate da un ortopedico, attese le infinite sollecitazioni che - notoriamente - una regata velica di livello agonistico elevato, quale quelle cui ha partecipato la dott.ssa XXXXXXXXX, inevitabilmente, determinano nell’apparato muscolare para-vertebrale in soggetto che soffre di grave forma di lombalgia cronica, peraltro in ambiente connotato da un elevatissimo tasso di umidità.
Del resto, i dettagli emergenti dagli atti processuali e, in particolare, dai documenti “scaricati” dal sito internet “Wikipedia” e dal diario di bordo “scaricato” da un sito francese di internet, circa la regata velica tenuta nel periodo di aspettativa per infermità, sono inequivocabili.
Secondo l’enciclopedia libera “Wikipedia”, “La Fastnet race è una gara fra imbarcazioni d’altura che si disputa al largo delle coste della Gran Bretagna. E’ considerata una delle classiche offshore. Viene disputata ogni due anni ed è lunga 608 miglia nautiche. Il percorso è inusuale, inizia al largo del porto di Cowes sull’isola di Wight, raggiunge lo scoglio di Fastnet vicino alla costa di sud-ovest dell’Irlanda e girato attorno ad esso si dirige verso Plymouth passando a sud dell’isola di Scilly. Il trofeo assegnato al vincitore è la Fastnet Challenge Cup”… “La gara si svolge sempre lungo un percorso oceanico con acque agitate e venti molto forti. Nell’edizione del 1979 si verificarono diversi naufragi di imbarcazioni che determinarono la morte di quindici uomini degli equipaggi coinvolti”.
Nel diario di bordo, il 21 luglio 2005 viene annunciata la partecipazione di XXXXXXXXX, definita “l’aventurière ……”, alla regata britannica con partenza il 7 agosto da Cowes, nell’isola di Wight, regata alla quale parteciperanno circa 500 concorrenti.
Il 6 agosto si parla della partenza imminente e delle caratteristiche della regata e viene indicata e fotografata la composizione dell’equipaggio di “ ********”, tra cui figura, appunto, XXXXXXXXX. Si fa cenno, tra l’altro, alla circostanza che i concorrenti dovranno lottare contro i forti venti dell’Ovest che possono rapidamente variare di intensità.
Il 9 agosto viene riportato, virgolettato, un pensiero della dott.ssa XXXXXXXXX, la quale tra l’altro afferma che c’è vento e molta umidità.
Il 10 agosto si parla ancora di XXXXXXXXX, definita “notre montagnarde”.
Il 12 agosto viene specificato che questa regata è la prima tappa dell’associazione “********” per la qualificazione alla regata Transoceanica autunnale (Transat) e che ci sarà ulteriore preparazione.

Dunque, anche nel successivo periodo di aspettativa per motivi di salute, concesso sino al 28 ottobre “per svolgere le cure necessarie” e per “le terapie riabilitative”, è provato che la dott.ssa XXXXXXXXX ha svolto preparazione agonistica a bordo di “ ********”, come si evince anche dal diario di bordo del 24 ottobre 2005, ove si parla della partenza imminente della Transat e dell’equipaggio franco italiano XXXXXXXXX che sta ultimando la sua preparazione a Dunkerque, porto d’attracco di ********. In questa occasione XXXXXXXXX è definita “notre Italienne” e, anzitutto, “une aventurière amoureuse de la vie”, prima donna italiana a navigare su un “60 piedi”. Viene ricordata inoltre la sua pregressa esperienza nell’alpinismo e nella scalata delle vette dell’Himalaia, nonché altre esperienze nel campo velico.

D’altra parte, l’importanza di una preparazione adeguata alla nota regata Transatlantica è connaturata proprio alle molte difficoltà di questa corsa velica attraverso l’oceano, che è evidenziata sia nel sito “Wikipedia”, ove viene descritto il percorso da Le Havre (Francia) a Salvador de Bahia (Brasile), sia nell’intervista, in atti, rilasciata nel sito internet “Bolina” dal noto skipper Giovanni Soldini, anch’egli concorrente (che risulterà poi costretto addirittura al ritiro):
“La prima difficoltà sarà uscire dalla Manica e poi dal Golfo di Biscaglia. La situazione tipica che potrebbe presentarsi è una depressione con fronte freddo da Sud Ovest con il problema in più di avere terra sottovento (…). Poi dovremo cercare di raggiungere velocemente ed attraversare il più a Ovest possibile l’equatore, e in seguito intercettare l’Aliseo. Superata l’isola di Sant’Elena, seguire la rotta verso il Brasile sarà come correre in autostrada…”.
Anche nel sito internet “Bolina” viene dato ampio risalto alla partecipazione di XXXXXXXXX “che, dopo anni di gavetta sui Mumm 36, affronta la sua prima esperienza oceanica, assieme al francese Joe Seeten”.

4. Come detto, il GIP del Tribunale di ….. ha archiviato il procedimento a carico della dott.ssa XXXXXXXXX per i reati di falsi certificati medici e truffa in danno dello Stato. Egli ha recepito la motivazione della richiesta del PM, che pure si è posto il problema del “se le importanti attività sportive riferite abbiano potuto comportare un aggravamento della patologia articolare tale da comportare anche una maggior durata dell’assenza dal servizio con conseguente danno per l’Amministrazione”.
Concludendo che “per quanto riguarda la prima regata (la Royal Fastnet Race effettuata dal 6 al 12 agosto 2005) non vi è alcuna prova che l’indubbiamente impegnativa attività sportiva abbia comportato un aggravamento delle patologie lamentate dalla dr.ssa XXXXXXXXX, né i consulenti, che pur scrivono della inopportunità di un tale impegno, affrontano tale problema. Per il secondo e più gravoso impegno (la regata Transatlantica effettuata dal 5 novembre al 23 dicembre 2005 in periodo di congedo ordinario) … non si è affrontato il problema di un aggravamento della patologia incidente sulla possibilità di prestare servizio, e del resto un tale argomento non sembra essere tra quelli di possibile valutazione di questo ufficio nella presente occasione.
E di qui la prospettata “insussistenza di aspetti di rilievo penale in relazione tanto ai periodi di assenza dal servizio della dott.ssa XXXXXXXXX quanto in relazione alla esistenza delle patologie lamentate e della durata delle prognosi certificate dai sanitari”.

Premesso che rispetto ad un decreto di archiviazione è in radice esclusa ogni autorità di cosa giudicata sul procedimento disciplinare, anche rispetto ai fatti accertati (Cass. Sez. Un., sent. n. 20888 del 27 settembre 2005, ord. n. 16777 del 10 agosto 2005; sent. n. 5259 del 27 maggio 1998), va ricordato che questa Sezione Disciplinare, in sede di rinvio in attesa della scadenza dei termini delle indagini preliminari, aveva “ritenuta l’insussistenza del presupposto della pregiudizialità penale”, pur dando atto della opportunità di attendere la decisione dell’Autorità penale, a tal fine rinviando due volte l’udienza dibattimentale.
Deve peraltro ribadirsi l’incontrastato principio della diversità dei piani dell’accertamento dell’illecito penale e dell’illecito disciplinare, a partire dai fatti addebitati che sono diversi poiché, mentre nel procedimento penale si ipotizzava la falsa certificazione medica, in questa sede l’incolpazione è in buona sostanza quella dell’aver approfittato di certificati veri, per attività non confacenti rispetto ai certificati stessi, con ripercussione sull’immagine del magistrato e sull’organizzazione del servizio.


Del resto, un conto è la condivisibile affermazione in sede penale secondo la quale non vi è prova di un aggravamento della patologia lamentata dalla dott.ssa XXXXXXXXX a seguito delle sue attività velico-agonistiche, un altro conto è la valutazione del disvalore deontologico di queste attività, poste in essere – per una parte apprezzabile – durante i periodi di aspettativa per infermità e per motivi di salute.
Gli eventi legati alla madre dell’incolpata (la malattia ed il successivo decesso), gli obblighi di assistenza e la sofferenza – pure dedotti dalla difesa – non sono in effetti in discussione, ma certamente non possono essere posti a fondamento della richiesta di congedo per malattia per lombalgia (potendo semmai essere posti a fondamento solo di una istanza di congedo per motivi familiari). In ogni caso, i comportamenti contestati (le regate oceaniche ed i relativi allenamenti) appaiono sotto più di un profilo in contraddizione con la necessità di accudire la propria madre.
La partecipazione a tali attività sportive, accompagnata dalle notizie diffuse pubblicamente dalla stampa e da siti internet (anche da quello personale “www. XXXXXXXXX.it”), appare in eclatante contrasto con le proclamate condizioni di salute, tali da comportare l’astensione dal lavoro per lunghi periodi.
Ed è proprio questo il fulcro dell’addebito: l’aver tenuto un comportamento scorretto per avere approfittato della patologia evidenziata (che si dà dunque per vera) per effettuare (più o meno imprudentemente) viaggi o imprese sportive anche di “livelli estremi” - come deve essere considerata una regata oceanica internazionale o addirittura transoceanica, svolte dalla incolpata in prima persona con solo un altro membro di equipaggio, in condizioni di mare e di vento spesso severe (come si ricava dal sito relativo, ma anche da nozioni di comune esperienza) – di per sé inconciliabili non solo con la patologia stessa (senza con ciò entrare nel profilo – personalissimo – di come ciascuno abbia più o meno cura delle proprie condizioni di salute) ma, soprattutto, con le richieste di congedo e aspettativa, in modo tale da fare apparire l’assenza dal servizio per infermità e malattia come “pretestuosi” e come tali lesivi dell’immagine e del prestigio del magistrato.
Peraltro, si deve per chiarezza sottolineare che la pretestuosità contestata (“pretestuosa ipervalorizzazione delle difficili condizioni di salute”) deriva da nozioni di comune esperienza, secondo le quali qualsiasi lavoratore dipendente che è in malattia (a maggior ragione un pubblico dipendente, specie se magistrato) non può svolgere attività sportive comportanti un impegno fisico per lunghi periodi (com’è quella relativa a regate internazionali) fuori dalla propria abitazione o da un centro di ricovero.
In ogni caso, la pretestuosità contestata deriva non da un apprezzamento medico (che non sarebbe consentito), ma per tabulas dalle stesse certificazioni in atti, ove si consigliava semplice ginnastica o fisioterapia per le vertebre, non già regate per giorni e giorni. Esula quindi da un giudizio tecnico (medico legale) la contestazione di un comportamento definito e addebitato come “pretestuosa ipervalorizzazione delle difficili condizioni di salute”, che è ciò che si desume dal semplice raffronto tra il comportamento della dott.ssa XXXXXXXXX e le indicazioni dei certificati medici allegati.
In sintesi, concludendo, le attività sportive “estreme” non possono certamente essere annoverate tra quelle di cura e riabilitazione poste a base delle relative delibere consiliari in forza delle prospettazioni della istante. Ben altre, com’è noto, sono le cure dirette a contenere gli effetti invalidanti di una “grave patologia lombo-sacrale con discopatie multiple da iperlordosi”. E ciò in questa sede può e deve essere affermato, anche a prescindere dalla prova che le attività velistiche abbiano prodotto un aggravamento delle suddette patologie.
Deve quindi essere affermato il principio di diritto secondo il quale, nei periodi di aspettativa per infermità e per motivi di salute, concessi dal Consiglio superiore della magistratura al fine di consentire all’interessato di svolgere le cure necessarie a contenere gli effetti invalidanti di una qualsivoglia patologia o di affrontare i possibili percorsi riabilitativi, non può il magistrato stesso svolgere attività del tutto incompatibili con le finalità dei periodi di aspettativa chiesti ed ottenuti.
Ne consegue che l’odierna incolpata, nel partecipare alle regate veliche ed ai relativi allenamenti in periodi di aspettativa concessi per infermità e per motivi di salute, ha violato i doveri di correttezza del magistrato verso l’organo di autogoverno ed i colleghi del proprio ufficio, rendendosi immeritevole della fiducia e della considerazione di cui il magistrato deve godere.

5. Resta da vedere se, e in che termini, la partecipazione della dott.ssa XXXXXXXXX, prima alla Rolex Fastnet Race, poi alle attività di preparazione alla Regata Transatlantica, abbiano compromesso il prestigio dell’Ordine Giudiziario e l’immagine del magistrato, tali da integrare la contestata violazione dell’art. 18 del R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511.
Sostiene l’incolpata che “nessun disservizio” sarebbe stato procurato presso il Tribunale di appartenenza a causa delle sue lunghe assenze, ma ciò è smentito, anzitutto, dalla semplice considerazione che a ........ sono previsti in pianta organica solo 22 giudici ordinari, di cui solo 3 GIP e, quindi, l’assenza prolungata dal lavoro anche di un solo giudice – peraltro avvenuta in un periodo assai critico del Tribunale, dovuto “alle carenze di organico e alle assenze di magistrati” - si riverbera negativamente e in proporzione assai incisiva sui carichi di lavoro degli altri giudici. In particolare, si evince dagli atti (verbale dell’assemblea dell’ANM locale e rapporto del Presidente del Tribunale f.f., dott. °°°°°°°°) che, per ovviare al protrarsi dell’aggravio di lavoro per le due colleghe della sezione, è stato destinato in sostituzione a quell’ufficio il dott. …., “magistrato distrettuale che doveva sostituire il dott. …… nel settore civile”. Conseguentemente, il settore …, caratterizzato da lunghi “rinvii di anni di cause” ha subito un ulteriore aggravamento, “cui ha contribuito, sebbene in piccola parte, anche la lunga assenza della collega in questione”.
Il disservizio, dunque, vi è stato, ma vi sono stati anche uno “strepitus fori” ed un disagio generale, conseguenti alle notizie sulle imprese sportive della dott.ssa XXXXXXXXX via via giunte ..….., distretto peraltro che, come noto, è caratterizzato da carichi di lavoro notevoli e da corrispondenti difficoltà di smaltimento degli arretrati, che hanno determinato irragionevoli durate dei processi, a volte evidenziate anche dalla stampa al verificarsi di clamorose proteste degli avvocati.
Si legge in particolare nel rapporto del dott. °°°:
“La partecipazione della dott.ssa XXXXXXXXX alla regata (quella Transatlantica) ha avuto una vasta eco giornalistica, a livello nazionale e, com’è facile immaginare, ancor più sulla stampa locale, facendo indubbiamente notizia il giudice skipper; peraltro, nell’ultimo articolo apparso su Il Giornale di ........ del 15.11.2005 si leggono le seguenti considerazioni virgolettate, prese dal sito internet della XXXXXXXXX: ‘Sono stata molto al timone e vi assicuro che sentire la poppa sollevarsi di decine di metri e vedere la prua inabissarsi verticalmente dentro il mare dopo una vorticosa e velocissima planata a 20 nodi è una delle esperienze più estreme della mia vita’ … ‘L’altro giorno sono stata molto al timone. E’ difficilissimo governare un 60 piedi che vola impazzito a fare surf sulle onde oceaniche gigantesche’ … ‘Sono sempre vestita con la cerata e gli stivali. Le pause di sonno sono brevi, al massimo due ore, si mangia solo quando si può e non esistono orari”.
Ed ancora:
“In occasione della presente vicenda è emerso, altresì, che la dott.ssa XXXXXXXXX, della quale molti conoscono il suo amore per l’alpinismo, ha anche scalato negli anni scorsi, una o due vette della Himalaia… E’ stato dal giornale ….. reso noto anche il sito internet XXXXXXXXX.it, che pare sia molto frequentato negli ultimi tempi, giacché più di qualcuno ha riferito la frase di apertura del sito “Una vita trascorsa a sognare i colori, nelle spedizioni in Himalaia, nelle traversate in barca a vela”, facendo facili ironie, stroncate non senza difficoltà … Sono pertanto intuibili i commenti degli avvocati che leggono sul Giornale di ........ o su altri quotidiani (pare che anche il giornale francese Liberation abbia dedicato un servizio al giudice che ha deciso di sfidare l’ignoto) i successi alpini e velistici della dott.ssa XXXXXXXXX…”.
Nel verbale della sottosezione ANM di ........ si attesta poi che: “I colleghi del tribunale esprimono disagio per la circostanza (la regata Transatlantica), atteso che la collega era stata per lungo tempo assente per malattia e che ora partecipa ad una gara di notevole impegno fisico, per le reazioni che il caso ha suscitato nella stampa (locale e tg sportivi nazionali) nel Foro degli Avvocati di ........ e perché sono stati concessi oltre due mesi di ferie in periodo di intenso lavoro e di carenza di organico. Anche gli altri colleghi presenti condividono il disagio creato dalla situazione, pubblicizzata dalla stampa. L’assemblea ritiene che non sia questa la sede ove intraprendere iniziative, pur avendo in tutti destato sorpresa il fatto che la Collega abbia ottenuto ed usufruito di circa nove mesi di congedo per malattia (come risulta dai provvedimenti di applicazione del dott. ….. al GIP, l’ultimo datato 25/10/05) e che pochi giorni dopo la cessazione di questo sia stata in grado di affrontare una prova così fisicamente impegnativa. Esprime disagio per la rilevanza pubblica della questione e per i numerosi commenti che ne sono seguiti; esprime disagio per la concessione di un lungo periodo di congedo ordinario in consecuzione col detto lunghissimo congedo per malattia, in mesi (ottobre, novembre e dicembre) di grande lavoro e con la assenza di molti altri colleghi dall’ufficio…”.
Anche nella nota di trasmissione al Consiglio superiore della magistratura del 29 novembre 2005, il Presidente della Corte di Appello di ….. sottolinea la “necessità di intervenire quanto meno per il rumore del caso”.
La dott.ssa XXXXXXXXX, nelle sue varie memorie difensive, stigmatizza fortemente l’operato sia dell’ANM locale, sia del Presidente del Tribunale f.f.. Nella memoria del 16 ottobre 2006 l’incolpata, tra l’altro, si duole che di tali vicende, “molto riservate e delicate”, si sia discusso in sua assenza, dando ingresso “a pettegolezzi e commenti del tutto estranei all’esercizio delle funzioni” e rileva “il tono ironico e irriguardoso, finalizzato al ridicolo” usato dal dott. °°°° nei suoi confronti.
Vero è che, a giudizio di questa Sezione Disciplinare, il verbale dell’ANM locale ed il rapporto del Presidente f.f. non evidenziano “pettegolezzi”, ma fatti e commenti conseguenti alle imprese sportive della dott.ssa XXXXXXXXX. Fatti e commenti che concorrono a determinare una fortissima compromissione del prestigio dell’Ordine Giudiziario a causa dei comportamenti del ….. che ha utilizzato una lunga aspettativa concessale per infermità e motivi di salute in difformità palese dalle ragioni di “cura e riabilitazione” poste a fondamento della stessa.
Il Presidente della Corte di Appello di ….., il Presidente del Tribunale di ........ f.f., i magistrati degli uffici giudiziari di ........ appartenenti alla sottosezione dell’ANM, gli Avvocati del Foro ……., la stampa e la televisione non solo locali, ma anche nazionali (i tg sportivi nazionali) ed internazionali (quotidiano francese), i siti internet, hanno tutti dato risalto alle imprese del giudice skipper effettuate durante il periodo di assenza dall’ufficio per malattia.
Ciò ha determinato indubbiamente un grave danno alla immagine del magistrato ed alla credibilità della istituzione giudiziaria, lesa in particolare da una figura di giudice che utilizza strumenti previsti dalle leggi (congedi e aspettative per infermità e motivi di salute) per finalità diverse da quelli tipici (cura e riabilitazione), peraltro in modo eclatante e tale da poter erroneamente ingenerare tra i diversi operatori del servizio giustizia ed anche nell’opinione pubblica in generale il convincimento che ciò possa liberamente accadere.

6. Accertata la responsabilità disciplinare della dott.ssa XXXXXXXXX, la determinazione della sanzione che in concreto deve essere irrogata è conseguente alla valutazione che dei fatti contestati si è data, in termini di estrema gravità per il comportamento in sé e per la conseguente lesione del prestigio della magistratura e della immagine del magistrato medesimo.
Appare adeguata, pertanto, la sanzione della perdita di anzianità che, ai sensi dell’art. 21, quarto comma, del R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511, “può estendersi da due mesi a due anni”. In concreto, è equo irrogare la sanzione disciplinare della perdita di anzianità di un anno, tenuto conto della estrema gravità dei fatti descritti, pur sotto il profilo dell’elevato grado di compromissione dell’ordine giudiziario e dell’immagine del magistrato, ma anche della mancanza di precedenti sanzioni disciplinari a carico della interessata.
L’art. 21, sesto comma, del R.D.L. n. 511 del 1946 prevede in tal caso che la Sezione Disciplinare possa stabilire che il magistrato sia trasferito d’ufficio.
La Suprema Corte (Sez. Un., sent. n. 742 del 4 febbraio 1985) ha specificato che a tal fine “l’accertamento del presupposto di tale sanzione accessoria, consistente in una situazione in atto che non renda possibile per il magistrato medesimo di continuare ad esercitare le sue funzioni nella stessa sede, senza pregiudizio del prestigio dell’ordine giudiziario, integra un’indagine di fatto, riservata alla Sezione disciplinare del consiglio superiore della magistratura, e non sindacabile in sede di legittimità, in quanto congruamente e correttamente motivata”.
Ritiene il Collegio che, nel caso di specie, la sanzione accessoria del trasferimento d’ufficio si rende necessaria, anzitutto, alla luce dell’analisi della vicenda nel suo complesso descritta, che ha determinato, come si è detto, un alto grado di compromissione del prestigio dell’ordine giudiziario e dell’immagine del giudice soprattutto a ........, ove i magistrati e gli avvocati hanno particolarmente stigmatizzato il comportamento della dott.ssa XXXXXXXXX.
Il trasferimento d’ufficio si rende, peraltro, necessario anche alla luce:
a) di copia della missiva inviata dalla incolpata al Presidente del Tribunale di ........ in data 14 giugno 2007, depositata in atti il successivo 19 giugno, ove - insieme alla denuncia di specifici fatti a carico di altri magistrati dell’ufficio con allegazione di documenti, da valutarsi nelle competenti sedi - si legge tra l’altro:
a) “omissis”
b) Una serie di “violazioni e scorrettezze”, oltre che di “pettegolezzi”, lamentate e denunciate dalla dott.ssa XXXXXXXXX nei confronti dei suoi colleghi dell’ufficio nella memoria depositata in allegato il 7 novembre 2007.
c) La circostanza che la stessa dott.ssa XXXXXXXXX ha affermato in data 6 giugno 2007 con nota indirizzata al PM di …… e allegata alla istanza prodotta in questa sede il 12 novembre 2007 “l’impossibilità di lavorare serenamente…all’interno dello stesso ufficio dei colleghi che mi hanno ingiustamente denunciato” e “le ripetute iniziative persecutorie che subisco da anni in ufficio”.
Tutti questi elementi - che evidenziano la totale caduta di immagine e di prestigio della incolpata nella sede vicentina - impongono di irrogare alla dott.ssa XXXXXXXXX la sanzione accessoria del trasferimento d’ufficio, anche nell’auspicio che il magistrato medesimo, fortemente provato dalle vicende descritte, possa ritrovare altrove quell’equilibrio e quella serenità perduti, che sono necessari per il corretto esercizio delle funzioni giurisdizionali.

P. Q .M.

La Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura,
Visti gli artt. 18 e 19 del decreto legislativo 23 febbraio 2006 n. 109,

dichiara
la dott.ssa XXXXXXXXX responsabile della incolpazione ascrittale e le infligge la sanzione disciplinare della perdita di anzianità di un anno; le infligge altresì la sanzione accessoria del trasferimento d’ufficio.
Roma, 16 novembre 2007


Il Relatore ed Estensore Il Presidente
(Mario Fresa) (Nicola Mancino)






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