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Le ultime iniziative della commissione Pari Opportunità dell' ANM...

Il verbale della Commissione Pari opportunità dell'ANM ( riunione del 9 gennaio 2009.)

 

 

 

 

 

 

Verbale della riunione tenuta in Roma dalla Commissione pari opportunità dell’ANM in data 9 gennaio 2009

 

Sono presenti: Caterina Interlandi, Evelina Canale, Fabrizio Amato, Ulrike Ceresara, Fernanda Cervetti, Paola Del Giudice, Anna Canepa, Elisabetta Pierazzi e Giuseppe Battista, che redige il verbale.

La discussione si sviluppa sulle materie indicate da Canale nella mail inviata il 5.1.2009

 

1) Modifica statutaria, con la previsione di “quote di risultato” per ciascun genere.

Amato propone un sondaggio preventivo, da svilupparsi per via telematica, onde verificare la rispondenza della base rispetto ad un’ipotesi di modifica “forte” dello statuto dell’ANM, che introduca delle quote di risultato (cioè di eletti) e non di candidature, posto che queste ultime si sono dimostrate insufficienti a garantire un’adeguata rappresentanza femminile, come dimostra la circostanza che nel C.D.C. attualmente in carica le donne sono soltanto 2 su 36 componenti.

Tutti concordano con tale prospettiva, oltre che sull’opportunità di una richiesta di parere (da intendersi quale “apprezzamento culturale”) ai CPO istituiti a livello distrettuale presso ciascun consiglio giudiziario. Amato si impegna a predisporre una bozza di tali richieste.

Nel merito, Interlandi evidenzia l’opportunità di proporre l’inserimento delle quote di risultato nella versione più “radicale” del 50% per ciascun genere, quale iniziativa “forte” e di significativo impatto.

Battista ipotizza di proporre – comunque – l’innalzamento al 50% delle quote di candidature, quale modifica tecnicamente propedeutica all’introduzione delle quote di risultato; tra le due ipotesi predisposte da Amato esprime la propria preferenza (comunque rimettendosi alla maggioranza della commissione) per quella più “moderata”, in quanto maggiormente accettabile dalla base e meno incidente sul profilo della rappresentatività. Comunque, suggerisce che le modifiche statutarie vengano proposte nella duplice versione e che, comunque, anche rispetto all’ipotesi più radicale il meccanismo per realizzare la parità di rappresentanza sia quello del c.d. “scavalco” e non quello delle “sottoliste” separate per genere.

Cervetti esprime la propria preferenza per l’ipotesi più radicale, paventando che la proposizione di quella più “soft” inneschi una sorta di “gioco al ribasso”, che porterebbe a ridurre la rappresentanza minima di genere anche al di sotto del terzo, indicato nella bozza.

Canepa manifesta analoga opinione, evidenziando – unitamente ad Amato – che già in un gruppo associativo vi è il meccanismo delle quote di risultato al 50%, realizzato attraverso le sottoliste, senza che ciò abbia creato problemi di rappresentatività. Ribadisce, inoltre, la necessità di “azioni positive”, atte a superare l’attuale condizione di sotto-rappresentanza del genere femminile nell’organismo associativo a livello nazionale.

Canale esprime la propria preferenza per l’ipotesi più radicale, evidenziando che anche il meccanismo delle quote di candidature, oggi generalmente accettato, incontrò inizialmente forti ostilità.

Alla luce di tanto, si concorda per l’opportunità di proporre l’ipotesi più avanzata delle quote di risultato al 50%, da realizzarsi con il meccanismo dello “scavalco”, previo (necessario) innalzamento al 50% delle quote di candidature.

 
            2) Modifiche delle circolare sui tramutamenti

Si concorda sulla bozza di documento predisposta da Battista in ordine alle questioni prospettate dalla collega Paola di Nicola, in ordine alla necessità di riconoscere sempre – e non discrezionalmente – il punteggio aggiuntivo per il ricongiungimento familiare ove il genitore intenda avvicinarsi alla dimora del figlio. Su indicazione di Canale si concorda che debba essere cancellata ogni differenziazione fra figli legittimi e naturali e, per evitare possibili strumentalizzazioni, si specifica che la dimora del figlio debba essere antecedente all’avvenuta cessazione del menage familiare.

Quanto alla possibilità di riconoscere punteggi aggiuntivi anche per figli minorenni, ma di età superiore ai 10 anni, si concorda con tale eventualità, fissando il limite per il riconoscimento del beneficio ai 16 anni del figlio, età corrispondente alla cessazione dell’obbligo scolastico.

Si concorda, infine, di riconoscere il punteggio aggiuntivo al livello massimo, nell’ipotesi di affidamento preadottivo di un minore di qualunque età, purché la richiesta di trasferimento sia effettuata entro l’anno di effettivo inserimento del minore nella famiglia del magistrato richiedente.

Non si ravvisa, invece, l’opportunità di una modifica della circolare nell’ipotesi di figli gemelli, non apprezzandosi una particolare differenza tra tale ipotesi e quella di più figli di età diverse.

Il documento, che sarà modificato da Battista sui punti sopra indicati, verrà trasmesso a cura delle coordinatrici alla G.E.C. dell’ANM ed al C.P.O. del C.S.M.

 

3) Monitoraggio sulla rappresentanza di genere nel conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi

Data l’estrema “fluidità” delle procedure in corso, si decide di prendere in considerazione le assegnazioni relative agli ultimi due bandi, successivi alla riforma dell’Ordinamento giudiziario e, ove si tratti di procedure non complete, alle nomine effettuate entro il 31.12.2008.

 
4) Ricadute di genere della riforma dell’Ordinamento Giudiziario

Canepa illustra le gravi conseguenze che alcune disposizioni introdotte con la recente riforma dell’Ordinamento Giudiziario, in specie il divieto di conferire ai magistrati di prima nomina funzioni requirenti o monocratiche penali ed i forti limiti al passaggio da una funzione all’altra, certamente avranno sulla rappresentanza di genere all’interno della magistratura. In particolare, è ampiamente prevedibile che sempre meno donne (tra le “nuove leve”) svolgeranno funzioni requirenti, posto che per accedervi dovranno attendere la seconda valutazione di professionalità e trasferirsi quanto meno in altro circondario (ma ben più spesso in altro distretto), il tutto in un’età in cui usualmente sono assai pressanti gli impegni di carattere familiare. Rappresenta, infine, che non è stata registrata alcuna concreta apertura da parte degli interlocutori istituzionali sulle gravi problematiche sopra riassunte.  

Tutti i presenti concordano su tali valutazioni, evidenziando come molto difficilmente si potranno ottenere modifiche ordinamentali prima dell’indicazione delle sedi da destinare ai magistrati attualmente in tirocinio, sicché si ipotizza un monitoraggio della situazione in epoca successiva a tali assegnazioni ed al conseguente concorso per tramutamenti ordinari.

 

 5) Indennità di funzione durante il periodo di astensione obbligatoria per maternità

Pierazzi ipotizza la riproposizione della questione sotto il profilo della disparità di trattamento uomo – donna. Pur condividendosi l’istanza, si ritiene, tuttavia, che la stessa avrebbe ben poche possibilità di essere accolta, ove venisse proposto un ricorso amministrativo in tal senso, dopo l’ordinanza della Corte Costituzionale n. 346/2008. Si conviene, dunque, di non assumere ulteriori iniziative in merito.

 

            6) Monitoraggio CPO distrettuali

            Si conviene di monitorare la situazione di ciascun CPO distrettuale, verificando se esso sia stato costituito, si sia dato un regolamento e abbia assunto decisioni significative. A tal fine, le coordinatrici invieranno una richiesta di informazioni ai vari distretti e ciascun componente terrà contatti con il CPO della zona di sua competenza e di quelle limitrofe, secondo il seguente schema:

Fabrizio Amato: Toscana e Emilia Romagna

Caterina Interlandi: Milano

Simonetta Bellaviti: Brescia e Venezia

Evelina Canale e Irene Tricomi: Roma, Lazio e Umbria

Paola Del Giudice: Napoli, Salerno, Calabria

Elisabetta Pierazzi: Abruzzo, Marche, Molise

Fernanda Cervetti: Piemonte e Valle D’Aosta

Anna Canepa: Liguria, Sicilia, Sardegna

Giuseppe Battista: Puglia, Basilicata

Ulrike Ceresara: Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige

 
 
 

            7) Attivazione di un indirizzo di posta elettronica della C.P.O.

Si decide di attivare un indirizzo di posta pubblico della Commissione, ed immediatamente vengono presi contatti con la segreteria, individuando l’account Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Si fissa, infine, la prossima riunione della Commissione alla data del 3 aprile 2009, ore 11,30

Roma, 9 gennaio 2009
Le Coordinatrici
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