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Una nuova rubrica - da non perdere - con notizie incredibili dal Consiglio Superiore.....

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La volontà di contrastare le degenerazioni clientelari delle tradizionali correnti associative ha costituito uno dei presupposti fondativi del Movimento per la Giustizia, e non a caso, nel "reperto storico" inserito nel nostro sito, si legge chiare lettere come per i c.d. "verdi" sia identità imprescindibile e "... posizione di massima fermezza nel rigetto di metodi gestionali tendenzialmente ancorati a politiche lottizzatrici, clientelari, carrieristiche o a giochi di vertici".
Non sorprende purtroppo come, a distanza di anni dalla nascita del gruppo, metodiche gestionali tutt'altro che trasparenti siano ancora invalse all'interno della magistratura e principalmente nell'azione del suo organo di autogoverno.
Di questo sembrano rendersi ben conto i colleghi che, nella giornata inaugurale del recente congresso dell'ANM a Venezia, hanno tributato l'unico applauso a scena aperta (oltre a quello, doveroso, richiesto da Armando Spataro in segno di solidarietà con la Corte Costituzionale) al'intervento del segretario di M.I. Patrono, laddove ha denunziato con forza il vizio del "correntismo": ". ...un vizio dal quale dobbiamo liberarci, al fine di poter continuare - là dove occorre, e non è certo il caso del giudizio sulle attitudini a dirigere un ufficio giudiziario o a svolgere il compito di referente informatico - a usufruire dei benefici del pluralismo culturale del quale le correnti della magistratura sono opportuni portatori."
Non riteniamo che nelle contingenti temperie che si abbattono sull'ordinamento giudiziario, si possa attenuare l'azione di contrasto e di denunzia nei confronti delle violazioni di norme e circolari da parte del C.S.M., poichè l'attività di alta amministrazione dell'organo consiliare è materia in alcun modo secondaria rispetto a quella oggetto del programma di "controriforma" governativo. E' al contrario proprio nel momento in cui la magistratura insorge compatta rivendicando la tutela degli spazi di intervento del C.S.M. che maggiormente rigorosa deve essere la sua azione nell'agire quotidiano, per conferire credibilità all'esercizio di un autogoverno che possa essere realmente inteso come prerogativa a tutela di autonomia e indipendenza e non privilegio appannato da metodiche opache.
Le declamazioni di principio contenute nei programmi elettorali per le elezioni del C.S.M., improntate ad garantire il massimo rispetto delle regole e la trasparenza delle scelte, stridono con i comportamenti concreti.
Sin dall'inizio della consiliatura abbiamo costantemente informato su tutta l'attività consiliare, ma probabilmente proprio la volontà di offrire un'informazione "a tutto campo" può avere portato ad una ridotta amplificazone degli episodi (purtroppo non infrequenti) di grave "caduta" nell'applicazione delle regole, di cui ora più che mai avvertiamo l'esigenza di doveroso rispetto.
E' potuto così accadere che siano stati sostanzialmente ignorate decisioni quali quella di riconoscere l'equo indennizzo ad un collega che aveva dedotto di essere caduto nella sua abitazione (rilevandosi la sussistenza del nesso causale con l'attività lavorativa derivata dall'urto su fascicoli depositati sul pavimento), l'attribuzione di incarichi extragiudiziari di così ampia e remunerata portata da marginalizzare l'attività professionale al rango di hobby, ovvero la variegata affermazione di pricipi di prevalenza nell'attribuzione diincarichi direttivi o semidiettivi, ritagliata "sartorialmente" sul "fortunato" di turno.
Da qualche tempo, evidentemente fidando sulla "distrazione" di una magistratura concentrata sul fronte ordinamentale, abbiamo rilevato un pericoloso intensificarsi di quelle che giudichiamo patenti violazioni del sistema di normazione secondaria, consumate da una maggioranza ormai consolidata nella sua composizione.
Abbiamo pertanto deciso, pur mantenendo la trasmissione settimanale in lista del nostro notiziario dal C.S.M., di diffondere una "rubrica" (da inserire anche nel sito web) dedicata alla massima amplificazione dei più gravi episodi di travalicamento delle regole da parte del plenum (che si traducono, inutile sottolinearlo, quasi sempre in ingiustificate "penalizzazioni" di qualche magistrato), denominandola "NON CI POSSO CREDERE..!"(ovvero: quando la realtà supera l'immaginazione) sicuri che la levità del riferimento non possa menomare la gravità delle fattispecie che ci impegnamo a riferire in tutta la loro sconcertante dinamica.
E' superfluo sottolineare però che la doverosa attività di stigmatizzazione, non certo fine a se' stessa, resterà di ridotta efficacia se non accompagnata dalla più ampia diffusione possibile, nelle sedi locali, delle vicende in oggetto.
Siamo convinti che si tratti di un'azione doverosa e che si sottragga alle potenziali critiche di scandalismo o di delegittimazione dell'organo di autogoverno che al contrario, proprio per essere difeso con convinzione in tutte le sue prerogative, deve sempre ispirare la sua azione al massimo della correttezza e legittimazione.
La periodicità della rubrica, che ci auguriamo confinata nell'episodicità , resta consegnata all'incertezza del futuro...

ERNESTO AGHINA - PAOLO ARBASINO - GIUSEPPE FICI

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