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COME FAVORIRE LA RIFORMA PER LA SCELTA DEI DIRETTIVI: IL "CASO GERUNDA" Nuova pagina 1

Ai casi (non isolati) di scelte "incomprensibili" (o forse: fin troppo comprese…) da parte del C.S.M. per la nomina ad incarichi direttivi, un posto di indubbio rilievo deve essere riservato alla procedura per il conferimento dell'incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone.
L'incarico è stato attribuito a maggioranza dal plenum alla dott.ssa MARGHERITA GERUNDA (sost. Proc. Gen. presso la Corte d'Appello di Roma), cui sono andati 13 voti (MI, Unicost, laici del Polo, Schietroma e Berlinguer), rispetto agli 8 voti (Movimento e MD) andati al dott. ALFREDO ROSSINI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rieti).
Nonostante la netta prevalenza del dott. ROSSINI rispetto alla quasi totalità dei parametri valutativi previsti dalla circolare, al termine di un'ampia discussione, in cui (con eccezione del cons. Mammone) nessuno dei consiglieri togati ha replicato alle osservazioni del relatore della proposta di minoranza (Aghina), la decisione finale ha proposto un'aspirante che poteva vantare quale titolo preferenziale unicamente una maggiore anzianità di carriera, peraltro limitata a soli quarantadue giorni.
Inutilmente sono state evidenziate le specifiche attitudini organizzative del dott. Rossini (titolare di un ufficio direttivo da sei anni), il positivo esercizio di funzioni del tutto analoghe a quelle richieste, e soprattutto il prevalente profilo professionale del dott. Rossini, anche in virtù di una serie di valutazioni negative riportate in epoca non remota dalla dott.ssa Gerunda (anni fa alla ribalta delle cronache per un'indagine operata sul C.S.M.).
Senza risultato si è presentata l'illustrazione delle motivazioni dedotte in una pronunzia (se pure assolutoria) disciplinare, in cui si dava atto di "..un esercizio non equilibrato dei poteri discrezionali.." della dott.ssa Gerunda.
Evidentemente a nulla sono valsi i rilievi contenuti nel parere del Consiglio Giudiziario sulla dott.ssa Gerunda ai fini dell'idoneità a magistrato di Cassazione, dove è stata segnalata una preparazione giuridica ed una ponderatezza "..rientranti, con qualche riserva, nella media..", anche a seguito di un'analisi di un campione di provvedimenti giudiziari in cui venivano evidenziate lacune e inesattezze, per cui si suggeriva all'esito "il più confacente impiego del magistrato ..mediante la sia destinazione in attività di tipo collegiale".
Del tutto vano si è rivelato il rilievo del diniego da parte del Ministro del concerto per la nomina della dott.ssa Gerunda per altro incarico direttivo, in quanto la stessa, recatasi nella nuova sede prima della nomina, "anticipando" in qualche modo la decisione del Consiglio, aveva posto in essere, riunendo le autorità del posto presso l'ufficio giudiziario, un comportamento "..sintomatico di una concezione impropria del ruolo e rivelatore di un esercizio non sempre equilibrato dei poteri a leri spettanti..".
La prevalenza della dott.ssa Gerunda sul dott.Rossini è stata operata sulla scorta di una valutazione comparativa che ne ha esaltato il curriculum professionale (??), evidenziando con mera formula di stile le "attitudini organizzative e direttive esclusivamente dalle conoscenze acquisite negli uffici requirenti di primo e secondo grado".
In sostanza, come anticipato, l'unico dato oggettivo di prevalenza si riduce alla maggiore anzianità di quarantadue giorni sul dott. Rossini (parametro notoriamente ininfluente tra aspiranti collocati nella medesima "fascia" di anzianità per gli incarichi direttivi).
Ore di dibattito, discussioni, analisi approfondite della circolare in materia di scelta dei direttivi (la più "elastica" tra tutte le disposizioni consiliari) alla "disperata" ricerca di un criterio coerente, trasparente e soprattutto leggibile all'esterno, vengono di fatto vanificate da decisioni incoerenti in cui si succedono motivazioni comparative di prevalenza estremamente variegate e contradditorie, in cui si aggrovigliano le espressioni di principi del tutto difformi tra loro, pericolosamente sospette di essere costruite "sartorialmente" sulla persona del candidato destinato a prevalere.
Nel caso in esame tutto questo non è potuto accadere, perché in alcun parametro di circolare la dott.ssa Gerunda poteva vantare una prevalenza sul dott. Rossini, eppure il risultato finale della votazione corrisponde a quello indicato in premessa.
A volte le decisioni del Consiglio in materia di direttivi possono essere improvvide, e dobbiamo riflettere sui dati di conoscenza portati all'attenzione del Consiglio, con specifico riferimento ai pareri dei Consigli Giudiziari, sostanzialmente il principale elemento valutativo, in uno con l'audizione degli aspiranti (per quanto utile, sicuramente non enfatizzabile) cui pure si fa sovente ricorso.
Ma quando gli elementi di conoscenza portano ad univoche conclusioni e ci si determina in modo opposto, allora alcun alibi è consentito.
Nei nostri notiziari dal Consiglio affrontiamo con monotona costanza il tema dei direttivi, e sono ormai purtroppo numerosi gli episodi in cui abbiamo denunziato quelle che riteniamo violazioni della circolare (il "caso Gerunda" putroppo temiamo che non sarà certo l'ultimo....), esponendoci a "riconvenzionali" sino ad ora significativamente mai pervenute.....
Prevale allora il pessimismo della ragione perché, approssimandosi la riforma nella scelta dei direttivi improntata ad un sistema che di fatto esautora il C.S.M. - in virtù delle metodiche seguite dalla "consolidata" maggioranza consiliare - la difesa dell'esistente può essere operata con sempre minore convinzione......
E' il caso di ricordare, come ad una sola settimana di distanza dalla decisione per la Procura di Frosinone, il plenum sia stato investito per il conferimento dell'incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina.
Si è celebrata la seconda "puntata" della vicenda sin qui descritta, che ha visto prevalere sul dott. Rossini (con la medesima, tetragona maggioranza precedente) il dott. Mancini (sostituto procuratore generale a Roma).
E questo nonostante la più giovane anzianità di carriera (di due anni), l'inferiore attitudine organizzativa per carenza di esperienze direttive in uffici di Procura (il dott. Mancini poteva vantare solo la pregressa esperienza di direzione della procura circondariale di Siena per cinque anni).
Quando si parla di "sfida della professionalità " bisognerebbe, oltre che enfaticamente lanciarla, anche raccoglierla…….

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