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CSM NEWS Notiziario n.30 del 24 ottobre 2003 Nuova pagina 1

SOMMARIO

1. SUL TRASFERIMENTO INFRACIRCONDARIALE DA P.M. A GIUDICE
2. VISITA DEL C.S.M. ALBANESE
3. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
4. BANDO DEI REFERENTI PER L'INFORMATICA


1. SUL TRASFERIMENTO INFRACIRCONDARIALE DA P.M. A GIUDICE

In settimana il plenum procederà all’esame della delibera predisposta dalla settima commissione e relativa alla rivisitazione dei meccanismi di trasferimento infracircondariale del p.m. al Tribunale.Si tratta di una materia di cui è ben presente la delicatezza, per l’ampiezza dei problemi ad essa collegati ed anche per le sempre possibili strumentalizzazioni connesse ad una argomento su cui esiste una ben precisa (e “radicale”) volontà politica di riforma.Il dibattito in plenum potrà offrire adeguati spunti di riflessione e di confronto.Va sin da ora precisato però che il tema in discussione (e gli obiettivi prefissi) è esclusivamente ricollegate ad esigenze di funzionalità del servizio, e cioè a rendere praticabile nei piccoli uffici quella “efficienza” che non può restare una mera declamazione di principio.Ricondotto ad un ambito organizzativo l’esame della delibera, necessariamente calibrata su di una estrema flessibilità operativa, potrà contribuire alla risoluzione di una serie di problemi esistenti, depotenziando gli allarmi che involgono tematiche (quale l’unicità delle carriere) che costituiscono presidi irrinunciabili di tutti i componenti togati al C.S.M. Questo il testo della proposta approvata dalla commissione: "La Commissione, all'unanimità, propone l'adozione della seguente delibera:premesso che l'organizzazione del lavoro giudiziario deve ispirarsi all'esigenza, comune ad ogni ramo della pubblica amministrazione e discendente dai principi stabiliti dall'art. 97 della Costituzione, di garantire il buon funzionamento e l'imparzialità del servizio, rilevato che dal dibattito consiliare sviluppatosi, in particolare, nelle sedute di plenum tenute in data 8 e 9 ottobre 2003 è emersa la necessità di fornire direttive operative ai lavori di studio ed elaborazione relativi alla nuova circolare sulle formazione delle tabelle attualmente in corso presso la Settima Commissione con riferimento, in ispecie, alle problematiche sull'assegnazione tabellare
dei magistrati trasferiti presso il Tribunale e provenienti dalla corrispondente Procura della Repubblica, ritenuto che, alla luce dei principi di terzietà del giudice e dell'indipendenza della magistratura, nonché di buon funzionamento e imparzialità in funzione di una moderna ed efficiente amministrazione della giustizia, l'esigenza relativa alla destinazione dei magistrati provenienti dalla locale Procura della repubblica all'esercizio di funzioni giudicanti penali presso il corrispondente Tribunale va valutata in rapporto alle necessità organizzative e di funzionalità degli uffici giudiziari, tenuto conto delle dimensioni degli uffici stessi e della varietà delle funzioni e dei ruoli svolti, che, del resto, in tale prospettiva, già la circolare sulla formazione delle tabelle per il biennio 1996-1997 aveva previsto al paragrafo G, punto 18 che "I magistrati provenienti dalla corrispondente procura della repubblica non dovranno essere immediatamente destinati alle funzioni di GIP, salvo il caso di oggettiva impossibilità", previsione, frutto di un processo culturale in corso di evoluzione e che mirava a contemperare le esigenze primarie operanti all'interno del sistema giudiziario,che, detta disposizione - per soddisfare le nuove ed impellenti necessità organizzative connesse all'entrata in vigore della riforma del giudice unico e in considerazione delle nuove dimensioni degli uffici giudiziari - non era stata riprodotta nelle successive circolari per consentire una veloce e pronta riorganizzazione degli uffici di primo grado,considerato che, oggi, con riguardo agli uffici unificati di primo grado, la tendenziale esclusione della destinazione alle funzioni penali deve essere apprezzata e valorizzata in relazione alle dimensioni degli uffici giudiziari di destinazione dei magistrati trasferiti (ponendosi il problema di un non positivo impatto organizzativo), nonché all'esercizio di funzioni che presuppongono, in misura maggiore, l'esame di attività pertinenti alla fase delle indagini preliminari (in ispecie l'esercizio di funzioni di giudice delle indagini preliminari, di giudice dell'udienza preliminare e di giudice componente del tribunale del riesame) ovvero, in via gradata, all'esercizio di funzioni monocratiche o collegiali,considerato, invece, che - con riguardo ai trasferimenti dalla Procura Generale della Corte d'Appello - va valutato in quale misura e con quali modalità i principi su esposti siano estensibili, atteso che lo svolgimento di funzioni penali presso la Corte d'Appello è sempre collegiale e tenuto conto del differente contenuto dell'intervento giurisdizionale ad opera dei magistrati della Procura Generale e alla dimensione, anche territoriale, degli uffici coinvolti, considerato, infine, che la nuova disciplina richiederà altresì un adeguato e tempestivo intervento nel campo della formazione e riconversione professionale, propone che la nuova disciplina sulla mobilità interna dei magistrati da inserire nella circolare sulla formazione delle tabelle si attenga ai seguenti principi direttivi:1. prevedere e regolamentare le ipotesi di esclusione dalla destinazione alle funzioni penali dei magistrati trasferiti presso il Tribunale e provenienti dalla corrispondente Procura, avuto riguardo alle dimensioni degli uffici giudiziari di destinazione dei magistrati trasferiti e alle funzioni penali da esercitare quando queste comportino l'esame di attività pertinenti alla fase delle indagini preliminari, ovvero, in via gradata, all'esercizio di funzioni monocratiche o collegiali,
2. prevedere le modalità e la misura dell'estensione del divieto di assegnare alle funzioni penali i magistrati trasferiti dalla Procura Generale al corrispondente ufficio giudicante in relazione alle particolarità degli uffici interessati;3. adottare le soluzioni organizzative conseguenti alla destinazione tabellare dei magistrati trasferiti;
4. di deferire altresì alla Nona Commissione l'elaborazione di proposte in tema di formazione e riconversione professionale."

2. VISITA DEL C.S.M. ALBANESE

Visita in settimana del C.S.M. albanese, per confrontare le rispettive esperienze degli organi di autogoverno. I colleghi albanesi hanno dimostrato particolare interesse per l'attività di tutte le commissioni consiliari, con particolare riguardo alla formazione professionale (a Tirana c'è una sciola della magistratura) ed ai trasferimenti. Si è potuto verificare una sostanziale omogeneità della struttura ordinamentale dei due organi di governo autonomo della magistratura: anche in Albania una quota dei consiglieri è eletta dai magistrati ed una quota dal parlamento.C'è però una significativa differenza, poichè in Albania il ministro della Giustizia è membro del C.S.M. .....

3. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI

Approvate in settimana dal plenum, se pure con riserva di successive integrazioni nelle successive tabelle per il 2004/2005, le tabelle dei seguenti uffici giudiziari: Procura Generale della Corte d'Appello di Taranto, Procura di Brindisi, Procura di Taranto.
Approvate, se pure con numerosissime osservazioni, le tabelle del Tribunale di Messina, dove è stato stigmatizzata l'ampia delega di poteri organizzativi e di coordinamento conferita ad alcuni presidenti di sezione dal presidente del tribunale, che risulta così sostanzialmente deresponsabilizzato.Il rilievo di una serie di gravi e recidive violazioni della circolare in materia tabellare, tra cui l'assegnazione di g.o.t. al collegio penale (anche al riesame), l'inedita coassegnazione di affari di particolare difficoltà a più gip/gup e più in generale una serie di gravi violazioni del principio di predeterminazione del giudice naturale, ha indotto il plenum a trasmettere gli atti alla prima commissione consiliare, per la verifica di un'ipotesi di incompatibilità funzionale del presidente del tribunale (attestando così implicitamente l'utilità del "vituperato" art.2).

4. BANDO DEI REFERENTI PER L'INFORMATICA

E' stato approvato il bando (con le consuete modalità) destinato al rinnovo dei ranghi dei referenti distrettuali per l'informatica. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 15 novembre 2003.

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE

Le domande pervenute con riferimento ai 104 posti di magistrato distrettuale sono complessivamente 373 (il dato comunicato nel precedente notiziario era dunque incompleto). La maggior parte delle domande riguardano le sedi di Roma, Milano e Napoli. A giorni le graduatorie provvisorie saranno accessibili su Cosmag. I tempi di definizione si annunciano brevi per quelle sedi dove vi sono pochi aspiranti, estremamente più complessi per le altri sedi. Nessuna concreta previsione è possibile, anche perché non siamo in grado di prevedere con quale perniciosa incidenza si manifesterà il fenomeno delle revoche manifestate dopo (e soltanto dopo) la rituale comunicazione della proposta. Dei 160 posti di I grado pubblicati il 16 marzo 2003, all’esito dei plenum di questa settimana saranno state definite oltre 120 procedure; una decina sono definite e devono essere portate in plenum; mentre, per le altre si è in attesa di pareri ex articolo 190 o.g., dell’esito di attività istruttorie, di accantonamenti e di eventuali revoche; per la chiusura di questo bando, salvo qualche posto residuo di difficile soluzione, resta confermata la previsione di fine novembre;Dei 150 posti di II grado pubblicati il 14 aprile 2003 sono state definite circa 70 procedure; quest’ultima settimana abbiamo affrontato le graduatorie di Napoli e Bari e tenuto conto del lavoro di approfondimento già effettuato in merito a tutte le altre più importanti Corti di Appello, possiamo confermare la previsione di fine novembre, esclusi i casi più problematici e sempre che resti confermata la minore incidenza del fenomeno delle revoche dell’ultimo momento (legittime ma deleterie).E’ scaduto il termine per la presentazione delle domande dei beneficiari della legge 133 del 1998 ed. a breve, definiremo la relativa procedura con riferimento al primo contingente, verificando se il percorso procedurale individuato è congruo, ovvero se necessita di correzioni o rivisitazioni.

QUINTA COMMISSIONE

Unanime proposta per l'incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Locri in favore del dott. GIUSEPPE PIETRO CARBONI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Reggio Calabria).Finalmente inizia a decollare anche la nuova competenza delle proposte di nomina per gli incarichi semidirettivi, secondo una disciplina che si caratterizza per un minore spazioe discrezionale rispetto alla proposta per gli incarichi apicali, in quanto specificamente attribuiti nella circolare una "forbice" di punteggi in tema di svolgimento di funzioni omologhe, di attitudini e di merito.
Proposta unanime per Presidente di sezione del Tribunale di Tivoli per il dott.. FABRIZIO GENTILI (giudice del Tribunale di Roma), e per Presidente di sezione del Tribunale di Catanzaro per il dott. BRUNO ALFONSO PARCURI (consigliere d’appello d Catanzaro).

SETTIMA COMMISSIONE

Dopo tre lunghe sedute la settima commissione ha deliberato di proporre al plenum la approvazione del progetto organizzativo 2002/2003 della Procura di Palermo. La decisione è stata assunta a seguito di un lungo ed intenso dibattito e noi crediamo che il risultato raggiunto sia importante non solo per la Procura di Palermo. Come ricorderete il plenum del Consiglio si era già pronunciato due volte sul piano organizzativo nell’aprile e nel luglio ed aveva indicato le linee direttive alle quali il Procuratore di Palermo avrebbe dovuto attenersi inserendo gli aggiunti in DDA e demandando allo stesso di dare contenuto alle relative funzioni.Noi alla delibera di luglio c’eravamo opposti in quanto ritenevamo che la normativa secondaria non contemplasse l’inserimento degli aggiunti in DDA e che quindi fosse necessaria una nuova, esauriente, regolamentazione della materia. Ci sembrava, infatti, non fosse possibile ricavare tale disciplina, in via “interpretativa", dalla circolare del 1993 che si riferiva, con ogni evidenza, alla sola figura dei sostituti e prevedeva un ruolo dell’aggiunto solo come “delegato” dal Procuratore alla Direzione della DDA: ben diverso era quindi il caso della Procura di Palermo nella quale il Procuratore non aveva delegato la direzione.
La maggioranza del plenum è stata di diverso avviso e quindi il Procuratore di Palermo ha impostato un programma organizzativo della DDA che prevede l’inserimento degli aggiunti in esito ad interpello esteso a tutti i magistrati dell’ufficio (anche sulla ritualità di questa procedura nel plenum di luglio avevamo dissentito) ed attribuendo loro compiti di “collaborazione” col Procuratore stesso nella attività di coordinamento delle investigazioni.Una prima proposta del relatore aveva previsto l'approvazione del piano organizzativo con una sola integrazione relativa alla “firma” da parte degli aggiunti su determinati atti “sensibili” nei procedimenti loro coassegnati. Questa proposta, a nostro avviso, si muoveva in una ottica che dava per assodato che l’attuale disciplina regolamentare consentisse di disciplinare in modo esaustivo e completo tutte le problematiche connesse all’inserimento degli aggiunti in DDA. A questa impostazione Arbasino si è opposto rilevando come se la decisione da assumere doveva necessariamente tener conto della delibera di luglio adottata dal plenum che aveva fissato, come si è detto, alcuni punti fermi, purtuttavia non poteva certo ritenersi che la disciplina ricavata in via “interpretativa” fosse realmente esaustiva su numerosi punti quali quello della attribuzione agli aggiunti di compiti conformi alla funzione semidirettiva, del periodo di permanenza, dei criteri di designazione.Una seconda stesura della proposta ha previsto l’importante affermazione della necessità di un intervento regolamentare, in occasione della prossimamente emananda circolare sulle tabelle, sui punti già sopra indicati, nonché su altri punti (quali quello della rilevanza, ai fini del computo del periodo di permanenza, di periodi di non esercizio delle relative funzioni in DDA ovvero della possibilità di rientro in DDA decorso un certo periodo dalla scadenza dei quattro bienni già svolti): in sostanza una rivisitazione ed adeguamento alle nuove esigenze della circolare del 1993 che era stata scritta senza tener conto dei problemi propri di Procure Distrettuali operanti in zone d’intensa proliferazione del fenomeno mafioso. Questo aspetto nuovo della proposta, unitamente ad altra parte che recepiva i documenti del Procuratore di Palermo sulla circolazione delle informazioni emanati a seguito di riunioni con i magistrati e che avevano anche raccolto indicazioni dagli stessi formulate, cambiava la prospettiva in quanto si riconosceva la non insensatezza di quanto da noi sostenuto a luglio ed anche la concretezza di alcune osservazioni formulate.
In una prospettiva concreta di convergenze unanimi sulla proposta abbiamo ritenuto di operare in questo senso e ci siamo adoperati affinché anche il testo rispecchiasse il serio e pacato approfondimento svolto in commissione (anche col contributo importante di alcuni consiglieri, in particolare siciliani, esterni alla commissione stessa).Alla fine sul tappeto erano rimasti i punti relativi ai poteri di visto degli aggiunti ed ai compiti amministrativi “esterni” alla DDA attribuiti all’aggiunto Pignatone. Non abbiamo aderito alla proposta del cons. Marini di prevedere, con riferimento a tutti gli atti di maggior rilevanza, un necessario visto formale del Procuratore giacché in tal modo (tenendo conto della situazione delineata dalla delibera di luglio) si sarebbe ulteriormente svuotata la funzione degli aggiunti e si sarebbe creato in capo al Procuratore una enorme concentrazione di incombenze che avrebbe reso difficile in concreto l’adempimento dei suoi compiti.Quanto ai compiti amministrativi attribuita al dott. Pignatone, Arbasino ha ritenuto di astenersi giacché, pur condividendo la necessità di una spiegazione, da parte del Procuratore, della scelta operata, il richiamo alla disposizione della circolare del 1993, la quale inibisce l’attribuzione ai magistrati alla stessa appartenenti di incarichi diversi da quelli propri della DDA, non appariva coerente con la posizione di chi, come noi, aveva sostenuto, sin da luglio, che tale normativa riguardava i soli sostituti e non poteva essere applicata agli aggiunti.In conclusione riteniamo che le convergenze verificatesi lascino intravedere la possibilità di intervenire finalmente sulla materia con una disciplina che non nasca dai contrasti interni alla Procura di Palermo ma dalla oggettiva considerazione dei problemi propri anche di altre Procure Distrettuali e dia quindi a tutti gli uffici strumenti organizzativi adeguati a fronteggiare la criminalità organizzata.

Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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