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CSM NEWS n. 39 del 19 gennaio 2004

SOMMARIO

1. L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO A MILANO
2. INCARICHI SEMIDIRETTIVI: UNA DISCUSSIONE KAFKIANA?
3. NUOVO MAGISTRATO DELL'UFFICIO STUDI DEL CONSIGLIO
4. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
DALLE COMMISSIONI

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1. L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO A MILANO
Gran parte della seduta di plenum del CSM del 15 gennaio è stata occupata dalla discussione successiva ad una pratica (su richiesta dal consigliere Primicerio di Unicost, delegato dal CSM per la cerimonia inaugurale di Milano) concernente l'esame della situazione conseguente alla situazione di disagio derivante dal precario stato manutentivo del Palazzo di Giustizia di Milano, in vista della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario prevista per il 17 gennaio.
Alcuna valutazione si è indirizzata sulla precaria condizione dell'edilizia giudiziaria (l'inaugurazione dell'anno giudiziario costituisce un test per monitorare situazioni di disagio diffuse sul territorio), preferendosi dalla maggioranza del Consiglio concentrare il dibattito sulla necessità di invitare i dirigenti degli uffici giudiziari del distretto di Milano a dar corso alla cerimonia inaugurale.
Inutilmente abbiamo dedotto come i colleghi milanesi non abbiano rappresentato valutazioni di pportunità sulla celebrazione della cerimonia di inaugurazione, quanto sostanziali ragioni di impossibilità certificate della commissione preposta alla verifica dell'agibilità del Palazzo di
Giustizia.
E' stato quindi approvato un ordine del giorno (con i voti contrari dei consiglieri del Movimento per la Giustizia e di M.D.), peraltro senza una completa possibilità di conoscenza di tutti i contingenti elementi locali di valutazione, in cui non viene fatta menzione della riscontrata situazione di pericolo posta a fondamento della decisione intervenuta a Milano.
Qui di seguito il documento comune successivamente redatto dai consiglieri del Movimento e di Md: "A seguito della decisione del Presidente della Corte d'appello di Milano di svolgere la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in forma non pubblica e senza la relazione del P.G. a causa della sostanziale inagibilità , per ragioni di sicurezza, del palazzo di giustizia, la maggioranza del Consiglio ha deliberato oggi, con il nostro voto contrario, di "invitare il Presidente della Corte d'appello di Milano ad assicurare lo svolgimento della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario con la relazione del Procuratore Generale e l'intervento degli altri soggetti istituzionali secondo il dettato dell'art. 89 dell'ord giud. nelle forme pubbliche e secondo i tempi ritenuti opportuni".
Al di là delle motivazioni offerte da chi ha votato la delibera, la decisione può apparire come una censura di una consapevole scelta conseguente alla grave situazione logistica esistente.
La maggioranza del Consiglio si è limitata a richiedere lo svolgimento della Cerimonia in forma pubblica e rituale non prestando adeguata considerazione alla grave situazione di fatto rappresentata dagli organi tecnici.
Le ragioni essenziali del nostro voto contrario vanno cercate nel significato di aprioristica stigmatizzazione della scelta adottata a Milano contenuta negli interventi di alcuni consiglieri, fino a prospettare possibile rilievo disciplinare delle determinazioni assunte dai dirigenti dell'ufficio, nonché nel rifiuto di accogliere alcune nostre proposte di modifica della delibera, che avrebbero fornite più precise indicazioni. Vi è il concreto rischio che in assenza di dignitose soluzioni logistiche ritenute adeguate in sede locale si verifichi una situazione di stallo e di incertezza particolarmente preoccupante a pochi giorni dalla data fissata per l'apertura dell'anno giudiziario".
Come avevamo ampiamente previsto nei nostri interventi, alla decisione consiliare di "invito" a celebrare comunque in forma pubblica la cerimonia inaugurale approvata dalla maggioranza del plenum, è stata data dagli organi di stampa l'incongrua lettura di una "bocciatura" della scelta compiuta dai vertici giudiziari di Milano.
Si è così accreditata una scelta (evidentemente "obbligata") da parte dei capi del distretto di Corte d'Appello di Milano ricollegandola a motivazioni di natura politica, piuttosto che a documentate ragioni di forza maggiore su cui si è ritenuto comunque di intervenire (con rischio di sovrapposizioni decisionali), pur in assenza di tutti i necessari strumenti conoscitivi.
Successive valutazioni di inopportunità dell'intervento consiliare espresse dal segretario nazionale (milanese) di Unicost (a fronte dell'apprezzamento rivolto al CSM dal ministro Castelli) offrono ulteriori elementi di lettura di una decisione consiliare rivelatasi successivamente priva di efficacia, per la conferma operata dai capi di Corte milanesi della decisione adottata precedentemente circa le modalità di svolgimento della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario (tenutasi a Milano con il mero deposito della relazione da parte del P.G. Blandini), per l'impossibilità di dare attuazione alla cerimonia nelle forme indicate dal Consiglio

2. INCARICHI SEMIDIRETTIVI: UNA DISCUSSIONE KAFKIANA?
Ampio dibattito ha determinato in plenum la nomina all'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Bergamo. Si è trattato difatti di un dibattito "singolare", non privo di connotazioni polemiche, nonostante che la quinta commissione avesse licenziato la proposta di un unico aspirante all'incarico (con 4 voti favorevoli e 2 astensioni), nella persona del dott. LUCIANO ALFANI (giudice del Tribunale di Bergamo).
Si è dato peraltro conto come fosse intervenuta la revoca della domanda da parte del dott. BATTISTA PALESTRA (Presidente del Tribunale di Trento), in precedente indicato da due componenti della commissione (Aghina e Menditto), con introspezioni psicologiche dirette a comprendere le ragioni della rinunzia all'incarico da parte del collega, in tutta evidenza ricollegate dalla prevalente valutazione della commissione in favore del dott.Alfani.
In effetti va segnalato come si sia applicata in commissione ancora una volta in modo difficilmente comprensibile la circolare in materia di incarichi semidirettivi, conferendo ad entrambi i colleghi, con parità di punteggio per anzianità di carriera, il medesimo (massimo) punteggio con riferimento ai residui parametri di esercizio di omologhe funzioni, impegno professionale e attitudini, determinando poi la prevalenza del dott. Alfani (in servizio presso il Tribunale di Bergamo sin dalle funzioni di uditore) solo per la maggiore anzianità di circa un anno di servizio.
L'analoga valutazione di situazioni diverse emerge in tutta la sua evidenza con specifico riguardo al parametro attitudinale, ove si consideri che il positivo espletamento (per nove anni) dell'incaricoo direttivo di presidente del Tribunale di Trento non ha determinato per il dott. Palestra non ha determinato per la maggioranza della commissione una valutazione diversa rispetto a quella operata (quattro punti) in favore del dott. Alfani, del tutto privo di qualsiasi esperienza direttiva (o semidirettiva).
Da parte di alcuni consiglieri intervenuti nel dibattito si è inteso rimarcare l'incongrua applicazione dei criteri dettata dalla circolare consiliare nel caso in esame, sempre alla ricerca di spazi di valutazione coerenti e agevolmente comprensibili all'esterno del Consiglio, pervenendo ad un voto di astensione finale nonostante l'assenza di proposte diverse dall'unica operata a favore del dott. Alfani, nominato dal plenum all'incarico semidirettivo indicato con 10 astensioni (Berlinguer, Rognoni, e consiglieri del Movimento e di MD).

3. NUOVO MAGISTRATO DELL'UFFICIO STUDI DEL CONSIGLIO
Il plenum ha designato a maggioranza la collega PAOLA FILIPPI (giudice del Tribunale di Avezzano) quale nuovo magistrato addetto all'ufficio studi del Consiglio. Alla collega i nostri migliori auguri di buon lavoro.

4. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Queste le ultime tabelle per il biennio 2002/2003 esaminate dal plenum (ormai successivamente alla data di efficacia del provvedimento organizzativo, ma comunque con utili indicazioni per il progetto per il prossimo biennio…): non approvate le tabelle della Procura di Catania (per applicazione dell'art.227 D.lgs. n.51/98 anche ai procedimenti intervenuti successivamente; per il "congelamento" dell'arretrato della Procura presso la Pretura; per la riserva al Procuratore di affari senza l'indicazione di criteri predeterminati); approvate le tabelle del Tribunale di sorveglianza de L'Aquila; Procura di Montepulciano; Procura di Cagliari; approvate con una serie di osservazioni da recepire nelle tabelle 2004/2005 le tabelle di: Procura di Livorno; Tribunale di Latina; Tribunale di Vallo della Lucania.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Proseguono sempre a rilento le proposte per incarichi semidirettivi; in settimana sono stati proposti dalla commissione:
- la dott.ssa MARINA IOB (Trib. Udine) per l'incarico di Presidente di sez. del Trib. di Pordenone (a seguito della revoca del dott. Bonivento);
- il dott. ROSARIO MICHELE LUZIO (Pres. sez. app. Caltanissetta) per l'incarico di Presidente di sez. appello Palermo (a seguito della revoca del dott. Battaglia);
- per sette posti di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Napoli:
il dott. GAETANO ANNUNZIATA (pres. sez. Trib. Napoli) con 5 voti;
il dott. DONATO FIGURELLI (cons. di Cassazione) con 6 voti;
il dott. OMERO AMBROGI (pres. sez. Trib. Napoli) con 5 voti,
il dott. CARLO MARIA STALLONE (pres. sez. corte d'appello di Salerno) con 5 voti;
il dott. MAURIZIO GALLO (cons. appello Napoli) con 5 voti;
il dott. FILIPPO INGALA (cons. appello Napoli) con 1 voto (Buccico);
il dott. CARLO MONTELLA (pres. sez. Trib. Napoli) con 5 voti;
il dott. MARIO LEPRE (pres. sez. Trib. Napoli) con 5 voti;
il dott. GIUSEPPE DE FALCO GIANNONE (cons. appello Napoli) con 1 voto (Buccico).
Per la prossima settimana è prevista la decisione finale sulla nomina del nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

OTTAVA COMMISSIONE
E' stata disposta su richiesta dei cons. Aghina, Marini e Marotta, l'apertura di una pratica avente ad oggetto l'accertamento della causa del disagio segnalato da alcuni organi di stampa nelle scorse settimane presso alcuni uffici del giudice di pace compresi nel distretto di Salerno (in particolare ad Eboli); analoga pratica (su richiesta dei cons. Aghina e Marini), concerne invece la verifica dell'operato degli uffici del giudice di pace del circondario di Caserta.




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