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SOMMARIO.
1. PRATICA A TUTELA DOPO LE DICHIARAZIONI DELL'ON. BERLUSCONI
2. UNA FORMAZIONE "LIMITATA"?
3. LA RISOLUZIONE IN MATERIA DI INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI
4. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5. NOMINA DEI REFERENTI PER L'INFORMATICA PER IL BIENNIO 20004/2005
6. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
7. AMMISSIONE A CORSI INTERNAZIONALI
8. PROCURA DI NAPOLI: UN "CASO" MANCUSO?
9. LA FORMAZIONE DEI VICE PROCURATORI ONORARI
DALLE COMMISSIONI

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1. PRATICA A TUTELA DOPO LE DICHIARAZIONI DELL'ON. BERLUSCONI
Subito dopo le pubbliche dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei ministri on. Berlusconi sulla magistratura ed alcuni colleghi in particolare, tutti i consiglieri togati, in uno con i cons. Berlinguer e Schietroma, hanno richiesto ed ottenuto dal Comitato di presidenza l'apertura di una "pratica a tutela" presso la prima commissione sulla base della seguente richiesta:
"Nel corso di una manifestazione pubblica tenutasi a Roma il 24 gennaio scorso l'on. Silvio Berlusconi ha dichiarato di condividere le parole di uno scritto di Gianni Baget Bozzo e tra di esse le seguenti proposizioni: "Ho sempre notato che l'unica figura definita dal vangelo "iniqua" è quella di un giudice: e mi pareva una definizione azzeccata. Il fascismo era stato meno odioso di questa burocrazia togata che usava la violenza in nome della giustizia. Nella storia d'Italia, se la libertà avesse prevalso, come ormai mi sembra certo, i nomi dei magistrati di Milano, i Di Pietro, i Borrelli, i Davigo, le Boccassini sarebbero per sempre stati "signati nigro lapillo" come figure da ricordare con orrore, quelle del giudice iniquo". L'on. Berlusconi, inoltre, ha parlato di "infiltrazioni di uomini della sinistra in tutte le istituzioni a partire dalla magistratura", di "magistratura strumento di lotta politica di una parte" di "eliminazione per via giudiziaria degli avversari". Chiediamo pertanto l'apertura urgente di una pratica a tutela."
Dopo un rinvio disposto in data 28 gennaio, la richiesta sarà esaminata dalla prima commissione nel corso della prima settimana di febbraio.

2. UNA FORMAZIONE "LIMITATA"?
Ben due plenum sono stati dedicati ad un'ampia discussione relativa all'approvazione di una proposta della nona commissione (approvata con i voti del consiglieri Di Federico e Buccico, con il voto contrario di Aghina e l'astensione degli altri tre componenti), relativa al programma di un incontro di studi del settore penale in cui uno dei docenti (professore universitario), era stato sostituito su proposta del cons. Buccico, rispetto all'originaria indicazione formulata (e reiterata) da parte del Comitato scientifico.
La motivazione adottata per la sostituzione del relatore (uno dei massimi esperti della materia), era fondata sulle precedenti indicazioni negative "subite" dal docente in sede di schede di valutazione da parte dei partecipanti ai corsi.
Insussistente qualsiasi divergenza di opinioni in ordine alla possibilità da parte della nona commissione e del plenum di procedere a "correzioni" dei programmi redatti da parte del comitato scientifico, in presenza però di motivazioni convincenti e trasparenti, deve rimarcarsi come nel caso in esame le ragioni poste a fondamento della sostituzione del relatore proposto dal comitato scientifico appaino del tutto irragionevoli.
Da sempre abbiamo sostenuto la necessità , nella scelta dei relatori, di dare ampio spazio alle schede di valutazione dei colleghi partecipanti ai corsi, che costituiscono un utilissimo parametro di riferimento che va tenuto in debito conto, posto che è d'uopo invitare costantemente i partecipanti ai corsi di compilare con attenzione e cura le schede valutative.
Nel caso di specie però la pretestuosità della valutazione insufficiente posta a fondamento per la sostituzione del docente universitario sono apparse in tutta evidenza, considerando che lo stesso aveva riportato solo 5 giudizi di "limitato" su un totale di 35 schede (all'esito di una relazione svolta nel 2002) e appena 2 su 48 (per una relazione del 2003).
In definitiva una valutazione ben lungi da poter essere giudicata come "negativa", come preteso da chi richiedeva la sostituzione del relatore, e comunque ben al di sopra di numerose altre cui non sempre si è posto adeguato rimedio.
Incomprensibile pertanto la volontà di sostituzione di un qualificato docente universitario con un altro, nominativamente indicato da parte di alcuni componenti della commissione, mai prima d'ora utilizzato in qualità di relatore in incontri di studio del C.S.M.
La gravità della decisione, inevitabilmente costitutiva di un grave precedente nei rapporti tra l'attività di formazione gestita dal Consiglio ed il mondo universitario, è stata (inutilmente) stigmatizzata da alcuni consiglieri intervenuti nel corso della discussione del plenum (Aghina, Civinini, Salvi), per cui veniva formulata richiesta di ritorno della pratica in commissione per una rivalutazione della scelta e meglio determinare il peso ponderale delle schede di valutazione nella scelta dei relatori.
La richiesta veniva respinta (e quindi successivamente approvato il programma dell'incontro di studi) riportando 9 voti a favore (Movimento, M.D. e Berlinguer) e 11 contrari (Unicost, M.I. e laici del Polo).
Non v'è dubbio che la decisione vada oltre l'isolata (e pur a nostro avviso grave) sostituzione di un relatore, cui la qualifica di docente, designato da un comitato scientifico in cui la componente universitaria non può essere certo tacciata di logiche correntizie, non è stata evidentemente sufficiente ad eludere un severo e immotivato vaglio di adeguatezza.
Vengono in discussione il ruolo ed i rapporti intercorrenti tra plenum, nona commissione e Comitato scientifico, la cui autonomia di indirizzo costituisce da sempre prezioso patrimonio della formazione dei magistrati gestita dal C.S.M., cui può sovrapporsi l'organo consiliare solo in presenza di situazioni particolari ed ampiamente motivate, salvo vanificare concretamente l'attività del Comitato scientifico medesimo.
La preannunciata apertura di una pratica in commissione diretta ad approfondire il valore degli indici di valutazione espressi dai partecipanti agli incontri di studio non può valere a ridurre la gravità di quello che riteniamo abbia costituito un ulteriore, grave "vulnus" dell'attività della formazione gestita dal Consiglio, già in tempi recenti segnata dalla nota "vicenda Pizzorusso".
Ancor più preoccupante che la sostituzione di un relatore, reclamata ed imposta da parte dei consiglieri del Polo, sia stata resa possibile solo in virtù dell'adesione dei consiglieri togati di Unicost e di M.I., nella fattispecie dimentichi delle esigenze di autonomia del Comitato Scientifico e di sottrarre la formazione da ogni velleità di lottizzazione.
Evidentemente si è trattato di un episodio ritenuto da alcuni del tutto marginale e privo di alcuna valenza (neppure sotto il profilo di pericolo precedente), posto che i consiglieri di Unicost, ad onta di un dibattito protrattosi a lungo, non hanno ritenuto di destinare nemmeno un rigo alla vicenda, per informarne i colleghi, all'interno del loro periodico notiziario dell'attività consiliare.

3. LA RISOLUZIONE IN MATERIA DI INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI
Con la sola astensione dei consiglieri laici del Polo e del Vice presidente Rognoni, il plenum ha approvato la seguente risoluzione in materia di incarichi extragiudiziari predisposta successivamente alle polemiche di stampa successive ad un convegno dell' AIGA sul tema degli incarichi extragiudiziari conferiti ai magistrati:
"La disciplina degli incarichi extragiudiziari, oggetto di apposita circolare sin dall' 87, prevede che, ferma restando la piena libertà di ogni comportamento che costituisca espressione di diritti fondamentali della persona (quali la libertà d'associazione, di manifestazione del pensiero, di
attività ricreative e sportive), tutte attività destinate a svolgersi nel contesto di un rapporto di collaborazione appositamente instaurato con soggetti conferenti debbano essere previamente autorizzate. L 'autorizzazione è sempre subordinata al positivo riscontro della compatibilità dell'incarico sia con l'esigenze di servizio - affinché l'efficienza e l'efficacia dell'amministrazione della giustizia non sia compromessa dalla sottrazione di energie lavorative all'ufficio - sia con le funzioni concretamente espletate dal magistrato interessato - evitando che i valori dell'indipendenza e dell'imparzialità possano essere compromessi ovvero possano apparire compromessi
ovvero ancora solo esposti a rischio per effetto di gratificazioni collegabili a incarichi concessi o controllati da soggetti estranei all'amministrazione della giustizia.
Nelle valutazioni necessarie per esaminare le richieste di autorizzazioni il Consiglio ha sempre coinvolto i Consigli giudiziari, così da realizzare il miglior raccordo con le realtà locali, e ha seguito il criterio di garantire la rotazione e la temporaneità . La disciplina vigente prevede anche le conseguenze negative che derivano dall'espletamento di incarichi senza autorizzazione.
Sulla questione cruciale degli incarichi arbitrali, il Consiglio ha da tempo seguito una linea estremamente restrittiva e, a partire dagli anni novanta ha negato l'autorizzazione, cosi affrontando un cospicuo contenzioso innanzi alla magistratura amministrativa, a! tempo stesso anticipando il divieto legislativo di conferimento di tali incarichi ai magistrati ordinari. Fermi restando gli incarichi imposti per legge, attualmente la quasi totalità degli incarichi extragiudiziari autorizzati riguarda attività d'insegnamento, la gran parte delle quali previste dalla legge perché espletate presso le Scuole di specializzazioni legali, e le rimanenti sono relative a docenze presso Istituti delle forze dell'ordine, Scuole superiori, Università , etc. Si tratta, pertanto, di attività d'insegnamento che costituisce un'apertura del magistrato al dato culturale ed al necessario rapporto con !e a!tre istituzioni, con innegabili ricadute positive sull'intera formazione della magistratura, consentendo che questa partecipi attivamente al dibattito sui temi giuridici di maggior rilievo e lo diffonda all'interno dello stesso ordine giudiziario.
II Consiglio intende pertanto ribadire le linee fondamentali della disciplina ora riassunte, contemperando, nel rispetto delle libertà fondamentali del singolo magistrato, le esigenze di indipendenza della magistratura e di efficienza del servizio giudiziario."
Nel corso della discussione si è inteso stigmatizzare la diffusione di dati disaggregati e fuorvianti, da cui è derivato discredito per la magistratura, con l'inevitabile amplificazione semplificatrice delle suggestioni scandalistiche della materia, secondo schemi comunicativi sottratti alla disponibilità non solo del C.S.M. ma della stessa magistratura.
Incomprensibili pertanto i "ringraziamenti" al cons. Di Federico per lo "stimolo" in argomento offerti nel corso del dibattito da alcuni consiglieri di Unicost,
Nel suo intervento Aghina ha precisato come su alcuni (episodici) incarichi extragiudiziari di discutibile autorizzabilità sia intervenuto il solo voto favorevole dei consiglieri laici e dei colleghi di Unicost e di MI (si pensi ad esempio alla presidenza della commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali), anticipando la prossima richiesta di apertura di una pratica intesa a rivisitare il tema (quantitativamente imponente) dell'impegno dei magistrati nell'ambito della giustizia tributaria, sin qui sottratto non solo al regime autorizzatorio del Consiglio, ma anche alla sua mera conoscenza.

4. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
All'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Messina è stato destinato il dott. SALVATORE MASTROENI (Presidente di sez. del Trib. di Palmi) con 13 voti (Unicost, Di Federico, Ventura-Sarno, Spangher, Marotta, Fici, Schietroma, Marvulli), mentre 9 voti (M.D., M.I., Aghina, Buccico) sono andati alla dott.ssa MARINA MOLETI (cons. appello Messina), astenuti Rognoni e Arbasino.
Si è trattato di una decisione difficile, a fronte di due aspiranti ampiamente meritevoli, definita in virtù di una "penalizzazione" (forse nell'eccessiva misura di due punti) della dott.ssa Moleti in ordine al parametro del merito per la produzione di statistiche non comparate dell'ultimo biennio.
Non si può però non rimarcare come i colleghi di Unicost abbiano nel caso in esame valorizzato il pregresso esercizio di funzioni semidirettive positivamente esercitate dal dott. Mastroeni (a fronte dell'assenza di esperienze semidirettive della dott.ssa Moleti) attribuendo di conseguenza 4 punti al primo e 3 punti alla seconda quanto alle attitudini.
Si tratta di un quadro valutativo ineccepibile (e che abbiamo di conseguenza condiviso), ma che induce ad accentuare le perplessità già espresse in precedenza per l'attribuzione dell'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Bergamo, dove in commissione i colleghi di Unicost valutarono in maniera equivalente le attitudini di un collega da 23 anni nelle medesime funzioni di giudice di Tribunale e quelle (più che positive) di altro aspirante da nove anni nell'incarico direttivo di Presidente di Tribunale.
Non riusciamo ad abituarci a quella che si evidenzia come una pericolosa assenza di criteri di riferimento riconoscibili e motivati, capaci di valutare in modo equivalente situazioni analoghe, per cui continuiamo a segnalare quella che riteniamo una patologica "imprevedibilità delle decisioni consiliari" in materia di incarichi direttivi e semidirettivi, certamente non foriera di incrementare la credibilità di esercizio dell'autogoverno, in un momento dove invece dovrebbe accentuarsi ogni sforzo per eludere qualsiasi occasione di censura.

5. NOMINA DEI REFERENTI PER L'INFORMATICA PER IL BIENNIO 20004/2005
In esito ad apposito interpello, il plenum ha deliberato la nomina di molti referenti per l'informatica per il nuovo biennio 2004/2005.
Va rilevato come le domande per molti distretti siano state limitate, costringendo al rinnovo dei referenti uscenti (previa acquisizione di positivo parere dei Consigli Giudiziari), per la Corte di Cassazione, la D.N.A., e per le Corti d'Appello di Ancona, Brescia, Cagliari, Lecce, Trento e Trieste; al tempo stesso sono stati disposti nuovi interpelli laddove non vi sono state domande di aspiranti, in una situazione che ha evidenziato ancora una "crisi di vocazioni" nonostante il previsto esonero parziale dal lavoro giudiziario.
Queste le nomine approvate dal plenum (riservandosi ad una successiva delibera il completamento di quelle residue per gli altri distretti, anche per la mancata ricezione dei pareri degli aspiranti da parte dei Consigli Giudiziari):
Corte di Cassazione: dott. MARIO FANTACCHIOTTI (consigliere di Cassazione) e dott. MARIO FRESA (magistrato di Tribunale destinato alla Corte di Cassazione);
Procura Generale presso la Cassazione: dott. ANTONIO MURA (magistrato di appello applicato alla Procura Generale);
Direzione Nazionale Antimafia: dott. CARLO VISCONTI;
Distretto di Ancona: dott. SERGIO CUTRONA (Trib. Ancona) per il settore penale, con ripubblicazione del bando per il settore civile, con termine 16.2.2004;
Distretto di Brescia: dott. PIERPAOLO BELUZZI (Trib. Cremona) per il settore penale, con ripubblicazione del bando per il settore civile, con termine 16.2.2004;
Distretto di Cagliari: dott. GIORGIO CANNAS (Trib. Cagliari) per il settore penale, con ripubblicazione del bando per il settore civile, con termine 16.2.2004;
Distretto di Caltanissetta: dott. FABRIZIO NICOLETTI (Trib. Caltanissetta) per il settore penale e dott. ROBERTO PATSCOT (Trib. Enna) per il settore civile;
Distretto di Campobasso: dott. GIOVANNI FALCIONE (Trib. Campobasso) per il settore penale e dott. LUIGI CUOMO (Trib. Isernia) per il settore civile;
Distretto de L'Aquila: dott. GEREMIA SPINIELLO (Trib. Chieti) per il settore penale e dott. CIRO RIVIEZZO (Trib. Lanciano) per il settore civile;
Distretto di Lecce: dott. VALERIO FRACASSI (Appello Lecce) per il settore penale, con ripubblicazione del bando per il settore civile, con termine 16.2.2004;
Distretto di Palermo: dott. GIOVANNI ILARDA (sost. p.g. Palermo) per il settore penale e dott. ALDO DE NEGRI (Trib. Palermo) per il settore civile;
Distretto di Taranto: dott. CIRO FIORE (Trib. Taranto);
Distretto di Torino: dott. BRUNO TINTI (Procura Torino) per il settore penale e dott. ALBERTO BENSO (Trib. Torino) per il settore civile;
Distretto di Trento: dott. MICHELE CUCCARO (Trib. Rovereto) per il settore penale e dott. VINCENZO RIZZO (Appello Trento) per il settore civile;
Distretto di Trieste: dott. DARIO GROHMANN (sost. p.g. Trieste) per il settore penale, con ripubblicazione del bando per il settore civile, con termine 16.2.2004;
Distretto di Venezia: dott. GIAN MARIA PIETROGRANDE (Appello Venezia) per il settore penale e dott. GIUSEPPE DE ROSA (Trib. Padova) per il settore civile;
Distretti di Reggio Calabria e Bolzano: ripubblicazione del bando per referente informatico, con termine 16.2.2004.

6. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Queste le tabelle (sempre 2002/2003) degli uffici esaminate in settimana dal plenum: Procura di Catania, Procura di Verona, Tribunale di Brindisi (approvate con indicazioni correttive per il prossimo biennio); Tribunale di Lecce e Tribunale di Avellino (approvate parzialmente); Tribunale di Lucca (non approvate).

7. AMMISSIONE A CORSI INTERNAZIONALI
Per la partecipazione al primo del ricco "carnet" di corsi internazionali: "La convenzione europea dei diritti dell'uomo" che si terrà a Parigi dal 2 al 6 febbraio p.v., sono stati selezionati i dott. FEDERICO BISCEGLIA (p.m. Nola) e IVO GIUDICE (Appello Bari), unici tra gli aspiranti in possesso dei requisiti privilegiati previsti (conoscenza della lingua francese e partecipazione al programma comunitario decentrato Schumann.

8. PROCURA DI NAPOLI: UN "CASO" MANCUSO?
Accogliendo la proposta del cons. Spangher, l'unico che in precedenza non aveva aderito alla proposta di archiviazione formulata dalla prima commissione in ordine ad una pratica aperta a seguito della denunzia del dott. Cordova, che aveva trasmesso al Consiglio un articolo di stampa in cui il dott. Paolo Mancuso (Proc. aggiunto presso la Procura di Napoli) denunziava una serie di disfunzioni interne all'ufficio, è stato disposto il ritorno in commissione della pratica.
La motivazione dedotta concerneva l'intervenuta apertura su richiesta dei consiglieri del Polo di una nuova pratica, relativa a fatti diversi e successivi nel tempo, abbisognevoli secondo il cons. Spangher di una "valutazione complessiva", che ha portato con 11 voti (Unicost ed i laici del Polo), contro 8 (MD e Movimenti) astenuti M.I. e Rognoni, al regresso della proposta di archiviazione in commissione.

9. LA FORMAZIONE DEI VICE PROCURATORI ONORARI
Proseguendo un cammino intrapreso già lo scorso anno, in cui l'ottava commissione organizzò per la prima volta un incontro di studi a livello centrale destinato esclusivamente ai giudici di pace (sulla nuova competenza penale), è stata varata analoga iniziativa destinata ai vice procuratori onorari.
In un incontro di due giorni, distinto in due tranches di contenuto analogo per i giorni 15-16 e 22-23 marzo p.v., aperto alla partecipazione di un rappresentante per ciascun circondario della categoria dei v.p.o., verranno esaminati gli aspetti organizzativi conseguenti all'innovativo ruolo in sede di indagini derivato dalla nuova competenza penale del giudice di pace, nonché i profili processuali dell'udienza davanti al giudice di pace ed al Tribunale monocratico.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Queste le proposte per incarichi semidirettivi formulate nel corso dell'ultima settimana:
per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Vercelli proposto con 5 voti il dott. SALVATORE CAPPELLERI (giudice del Trib. di Crema);
per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Pordenone (a seguito della revoca della dott.ssa Job), proposta unanime per il dott. GAETANO APPIERTO (giudice del Tri. di Pordenone);
per l'incarico di Presidente di sezione lavoro della Corte d'Appello di Napoli, proposti con 4 voti il dott. UGO VITIELLO (cons. sez. lavoro Napoli) e il dott. UMBERTO MARCONI (Pres. sez. lavoro Trib. Napoli) e successivamente, a seguito della revoca del dott. Marconi - all'unanimità - il dott. CARLO MARIA STALLONE (Pres. sez. appello Salerno);
per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Sassari proposto all'unanimità il dott. GIOVANNI PORQUEDDU (cons. appello Milano).
Ancora "fumata nera" per la designazione del nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma a seguito di richiesta di rinvio avanzata dal cons. Buccico accolta dalla maggioranza della commissione: la decisione è stata calendarizzata comunque per la prossima settimana, non potendosi ulteriormente procrastinare la copertura di un posto di simile importanza.