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SOMMARIO.
1. PRATICA A TUTELA DOPO LE DICHIARAZIONI DELL'ON. BERLUSCONI
2. INCARICHI DIRETTIVI: IL PRESIDENTE DELLA CORTE D'APPELLO DI POTENZA
3. INCARICHI DIRETTIVI: IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LATINA
4. INCARICHI DIRETTIVI: IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MACERATA ( IL CASO "GRANDE FRATELLO")
5. FUORI RUOLO
6. TRASFERIMENTI OPACHI: IL CASO SCARAMUZZI
7. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
8. IL RINNOVO DEGLI ESPERTI DEI TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA
9. SUI RAPPORTI TRA PROCURATORE DELLA REPUBBLICA E SOSTITUTO
10. INCARICHI DIFFICILI
DALLE COMMISSIONI

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1. PRATICA A TUTELA DOPO LE DICHIARAZIONI DELL'ON. BERLUSCONI
Rinviata al plenum del 3 marzo la trattazione della delibera proposta dalla prima commissione a tutela dei colleghi menzionati in toni tutt'altro che di compiacimento dal Presidente del Consiglio in una sua recente dichiarazione pubblica.
Il vice Presidente Rognoni ha disposto il rinvio della pratica ritenuta l'opportunità di non determinare alcuna influenza sull'azione parlamentare impegnata in questi giorni in un confronto con l' A.N.M. sul disegno di legge delega di riforma dell'Ordinamento Giudiziario.

2. INCARICHI DIRETTIVI: IL PRESIDENTE DELLA CORTE D'APPELLO DI POTENZA
Tre conferimenti di incarichi direttivi hanno caratterizzato una settimana in cui, ancora una volta, il problema del criterio di attribuzione di incarichi apicali è emerso in tutta la sua complessità .
La prima travagliata delibera ha riguardato il conferimento dell'incarico di Presidente della Corte d'Appello di Potenza, per cui il cons. Buccico (ratione loci) ha manifestato un particolare interesse.
La decisione del plenum ha premiato il dott. ANGELO VACCARO (Presidente del Tribunale per i minori di Potenza) che ha prevalso con 15 voti (laici del Polo, MD, MI, Favara, Berlinguer, Schietroma) sul dott. LUIGI MARTONE (Presidente di sezione di Corte d'Appello di Napoli) cui sono andati 9 voti (Unicost e Movimento), astenuto Rognoni.
Non abbiamo condiviso la decisione della maggioranza, che ha portato al più importate incarico nel distretto della Basilicata un magistrato impegnato sia pur con elevato profitto ma da ben 31 anni presso l'ufficio minorile di Potenza.
Pur fornendo buona prova delle proprie capacità organizzative, ci è sembrato palese che il "test" costituito da un ufficio di modestissime dimensioni e contenzioso non potesse essere ritenuto particolarmente probante, in particolar modo nella verifica comparativa delle esperienze professionali del dott. Martone (anche più anziano nel ruolo), da tempo vicario del Presidente della Corte d'Appello di un grande distretto come quello di Napoli, con esperienza di positivo esercizio di fatto di funzioni omologhe a quelle a concorso.
Del tutto singolare, e a nostro parere in contrasto con la circolare, l'attribuzione di un incarico di Presidente di Corte d'Appello ad un magistrato senza alcuna esperienza di uffici di secondo grado.
A differenza di molte altre componenti del Consiglio, coerenti al principio tenacemente seguito (anche nelle successive scelte di cui si darà conto a seguire) di valorizzazione delle specifiche e positive attitudini organizzative espletate in uffici omologhi, abbiamo votato il dott. Martone, senza alcun preteso "pregiudizio antiminorile" come sostenuto un po' arditamente dal cons. Civinini in sede di discussione.
E' indubbio difatti che la materia minorile (e quella della sorveglianza), come del resto opportunamente previsto dalla circolare in tema di direttivi, consenta (ed anzi imponga) un'adeguata valorizzazione della specializzazione per il conferimento di incarichi nella specifica materia.
Di questa tesi, in uno con i colleghi di MD, ci siamo fatti portatori (invano) in sede di discussione del concorso per il posto di Presidente del tribunale per i minori di Caltanissetta, dove abbiamo sostenuto il dott. Ferreri (da oltre venti anni magistrato minorile ed al quale è stato preferito il dottor Novara che mai aveva svolto le funzioni in un Tribunale per i minorenni), ma ben diverso era il caso esaminato dal plenum con riferimento ad un posto di Presidente di Corte d'Appello, dove la valorizzazione di competenze specifiche, per un candidato di alto profilo professionale, imponeva a nostro avviso una scelta diversa rispetto a quella operata dai colleghi di M.D.
Al riguardo comunque, siamo nel campo dell'opinabile, per quanto la nostra scelta a noi sembra la più coerente.
Ben diverso è il caso che segue, dove di opinabile - a nostro avviso - vi è ben poco.

3. INCARICHI DIRETTIVI: IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI LATINA
Il caso, che governa i destini degli uomini, si è rivelato particolarmente beffardo nei confronti del dott. ROSSINI (da sei anni Procuratore della Repubblica a Rieti), di nuovo, a distanza di pochi giorni, ulteriormente all'attenzione del plenum dopo lo "sfortunato" epilogo del concorso per il conferimento dell'incarico di Procuratore della Repubblica di Latina (dove era stato posposto alla dott.ssa Gerunda), al cui resoconto rinviamo per quanti vogliano rattristarsi….
Dopo una sola settimana da una decisione che lo aveva visto soccombere in comparazione con una collega (priva di qualsiasi esperienza direttiva e con note di merito non certo positive) unicamente per la maggiore anzianità di quest'ultima (di 42 giorni..!!), la maggioranza del plenum ha conferito l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina al dott. GIUSEPPE MANCINI (sost. proc. gen. a Roma) pur se (a nostro avviso) soccombente sotto tutti i parametri previsti dalla circolare.
Nonostante la più giovane anzianità di carriera (di due anni), l'inferiore attitudine organizzativa per carenza di esperienze direttive in uffici di Procura (il dott. Mancini poteva vantare solo la pregressa esperienza di direzione della procura circondariale di Siena per cinque anni), la decisione finale ha premiato il dott. Mancini sui sono andati 15 voti (Unicost, laici del Polo, MI, Schietroma, Marvulli), a fronte dei 3 voti (Movimento) raccolti dal dott. Rossini ed ai 6 voti (MD, Berlinguer) in favore del dott. LUIGI MASTROMINICO (Proc. aggiunto a Napoli), che pure presentava buone esperienze organizzative, se pure non in funzioni "di identica o analoga natura di quelle dell'ufficio da ricoprire" come previsto dalla circolare.
Proseguiremo testardamente la ricerca (rivelatasi ormai improba) di univoci criteri orientativi di riferimento nella valutazione comparativa degli aspiranti ad incarichi direttivi registrando - all'esito della vicenda sin qui esposta - come nella relazione di maggioranza a favore del dott. Mancini, l'indicazione di prevalenza rispetto al profilo del dott. Rossini, nell'impossibilità di ricorrere ad argomentazioni particolarmente convincenti, si sia fondata sul suo "difetto, professionalmente qualificante, dell'esercizio delle funzioni in grado d'appello".
Trattasi di indicazione il cui assoluto valore preferenziale è per lo meno opinabile, specie per il conferimento di un incarico in ufficio di primo grado, ma connotata da un vago sapore di paradosso ove - come nel caso in esame - successiva ad una delibera (v. supra) in cui il conferimento delle funzioni di Presidente di Corte d'Appello è stato operato dal medesimo organo deliberante a chi dette funzioni non le ha mai espletate….

4. INCARICHI DIRETTIVI: IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI MACERATA ( IL CASO "GRANDE FRATELLO")
"Tempi supplementari" in plenum per la nomina a Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata dove, all'esito di una prolungata e vivace discussione, i candidati MARIO PACIARONI (Procuratore della Rep. di Camerino) e GUGLIELMO PASSACANTANDO (mag. d'appello applicato alla Proc. Gen. della Cassazione), hanno riportato, dopo due successive votazioni, lo stesso numero di voti.
Ai 12 voti al dott. Paciaroni (MI, MD, Movimento, Buccico, Schietroma) si sono contrapposti i 12 voti al dott. Passacantando (Unicost, Spangher, Di Federico, Ventura-Sarno, Marotta, Favara, Marvulli), per cui l'incarico è stato conferito al dott. Paciaroni in virtù del residuale criterio della maggiore anzianità (di oltre due anni) che ha sciolto l'ex aequo.
Anche in questa occasione la nostra determinazione di preferenza si è uniformata al criterio della positiva pregressa esperienza del dott. Paciaroni in un omologo incarico direttivo, a nulla rilevando (secondo il nostro parere) che nel 1999 per il concorso di Procuratore di Camerino il dott. Passacantando (poi rinunciante) abbia prevalso sul dott. Paciaroni, poiché in tutta evidenza la nuova valutazione comparativa doveva tenere conto delle ulteriori acquisizioni professionali dei candidati.
Nessuna "separatezza" tra funzioni di legittimità e di merito, come denunziato in alcuni interventi dei consiglieri di Unicost, che hanno valorizzato le funzioni svolte dal dott. Passacantando all'interno della Cassazione, poiché ci sembra del tutto condivisibile sostenere il principio che le esperienze di legittimità debbano essere valorizzate principalmente in funzione di incarichi all'interno della Cassazione, ma senza garantire una sorta di "primazia" omnibus ai magistrati di legittimità anche per incarichi di merito, che determinerebbe una impropria gerarchia all'interno della magistratura.
La peculiarità della discussione sull'incarico in esame risiede tuttavia su un episodio che non possiamo sottovalutare, inerente all'intervento del cons. Tenaglia che, per "ridimensionare" il profilo attitudinale del dott. Paciaroni, ha dato lettura di alcune dichiarazioni rese da quest'ultimo in sede di incontro sulla nuova circolare sulle tabelle organizzato dalla settima commissione.
In tale occasione il dott. Paciaroni intervenendo in chiave critica nei confronti della previsione della circolare per gli uffici di Procura, sostenne la necessità , nell'assegnazione degli affari, di tenere conto delle specifiche professionalità dei sostituti, nonché di riconoscere più ampi spazi operativi al Procuratore della Repubblica.
Dette argomentazioni, espressioni di una libera manifestazione del pensiero del magistrato, sono state ricavate dalle bobine di registrazione dell'incontro, e lette in plenum per dimostrare l'incultura tabellare del dott. Paciaroni.
Nonostante la fin quasi ovvia considerazione che la valutazione dei magistrati va fatta sulle condotte (ed il dott. Paciaroni si è uniformato alla circolare del Consiglio che aveva rilevato l'irregolare, precedente previsione nelle tabelle della Procura di Camerino della riserva di assegnazione al Procuratore della Repubblica dei procedimenti di maggior allarme sociale), ci è sembrato doveroso di intervenire in plenum stigmatizzando il pericolo di imbarbarimento del dibattito.
In particolare Aghina ha segnalato l'abnormità della dedotta valutazione negativa ai fini della carriera di un magistrato delle espressioni da questi operate in un incontro organizzato dal Consiglio proprio per sollecitare un dibattito sui criteri di organizzazione degli uffici (che non può non nutrirsi anche di espressioni critiche).
Ha paventato altresì la possibile, inutile celebrazione di rituali encomiastici nei prossimi incontri, da parte di colleghi consapevoli della possibilità che opinioni dissenzienti possano essere utilizzate "contro" di loro, evidenziando la controtendenza consiliare di perseguire "reati di opinione" piuttosto che condotte palesemente contrastanti con il disposto della circolare (come reiteratamente avvenuto in passato in occasione del conferimento di altri incarichi direttivi).
Anche il cons. Fici è intervenuto per stigmatizzare una possibile deriva diretta a confondere la formazione con la valutazione (come si propone il progetto di riforma ordinamentale), mentre il cons. Marini ha elencato i casi di dirigenti di uffici contrappostisi al Consiglio nei confronti di scelte organizzative non condivise (come ad esempio il dott. Barbuto) ovvero anche per vie legali (come il dott. Maddalena), senza naturalmente patire alcuna inconcepibile conseguenza ai fini della carriera.
Si è quindi conclusa con il voto una pagina che giudichiamo negativa della vita consiliare, su cui torneremo in sede appropriata, con l'attribuzione al dott. Paciaroni dell'incarico direttivo richiesto (nonostante le "eresie" pronunciate), che fa giungere a ben quattro (!!) sul totale complessivo degli incarichi direttivi sin qui conferiti, il numero di quelli non votati dalla componente consiliare di Unicost (oltre al Presidente del Tribunale di Vasto, il Procuratore di Larino e il Procuratore di Trapani)….

5. FUORI RUOLO
Incessante l'emorragia per la giurisdizione derivante dalla destinazione fuori ruolo di magistrati, agevolata dalla recente conversione in legge del d.l. che ha ampliato di 65 unità il limite massimo di magistrati destinati al ministero, in palese contraddizione rispetto agli impegni declamati in campagna elettorale.
Questa settimana è stato deliberato il trasferimento al Ministero (Ispettorato generale) della dott.ssa MIRELLA AGLIASTRO (Trib. Palermo) ed alla Presidenza del Consiglio della dott.ssa CRISTINA CAPRANICA (già f.r. al Ministero della Giustizia).
Con riferimento a quest'ultima delibera, da registrare (altre al "consueto" voto contrario del cons. Di Federico) le astensioni dei cons. Marini, Aghina e Fici; per quanto ci riguarda abbiamo segnalato come nel caso di specie fosse già stato superato il limite quinquennale di permanenza fuori ruolo, evidenziandosi così ancora una volta l'insufficiente verifica da parte del Consiglio della durata della permanenza fuori ruolo, per cui abbiamo ottenuto l'apertura di una pratica.
Rigettata invece la richiesta di destinazione fuori ruolo quale garante dell'infanzia e dell'adolescenza per la Regione Lazio avanzata dalla dott.ssa SIMONETTA MATONE con 14 voti contrari e 6 astensioni (Rognoni, Lo Voi, Mammone, Marotta, Ventura-Sarno e Spangher), trattandosi di incarico conferito da una legge regionale per cui non è prevista la collocazione fuori ruolo di un magistrato.

6. TRASFERIMENTI OPACHI: IL CASO SCARAMUZZI
Merita di essere raccontata, con qualche noioso particolare in eccesso, una vicenda ordinaria, che già da qualche settimana rimbalza, fra le polemiche, da un plenum all'altro. La lettura merita una più impegnativa attenzione e, tuttavia, benché questo paragrafo non è propriamente sintetico, consigliamo di non saltarlo. Peraltro, la vicenda non si è conclusa e, pertanto, è pure assicurato il gusto dell'attesa dell'ulteriore puntata, pur in presenza di un retrogusto amaro che invece sarebbe meglio non avvertire.
Si tratta della proposta relativa al conferimento degli ultimi due dei cinque posti di consigliere della Corte di Appello di Roma pubblicati con bando del 18 aprile 2003.
La Terza Commissione aveva formulato, in gennaio, una proposta in favore delle dottoresse Mazzei (giudice di sorveglianza a Roma) e Pucci (giudice del Tribunale di Roma). Era una proposta di maggioranza (Ventura Sarno, Marotta, Lo Voi e Riello), avendo votato contro gli altri due componenti la Terza Commissione (Fici e Civinini), che non avevano condiviso l'attribuzione del punteggio per merito nel suo valore massimo (4 punti) alle due colleghe proposte.
Nei giorni precedenti il plenum del 4 febbraio 2004, altro aspirante - il dottor Scaramuzzi, anch'esso giudice del Tribunale di Roma - reso edotto della proposta (presumibilmente attraverso Cosmag), faceva pervenire osservazioni, lamentandosi, in particolare che, nella precedente valutazione effettuata qualche mese prima dalla stessa Terza Commissione, per lo stesso ufficio di destinazione (la Corte di Appello di Roma), in occasione del precedente bando di trasferimento del 6 dicembre 2002, gli era stato attribuito per merito il punteggio massimo di quattro. Chiedeva cosa avesse fatto di così negativo, in pochi mesi, per meritare la riduzione del punteggio di merito a tre e chiedeva lumi, altresì, anche in merito all'attribuzione alla altre aspiranti proposte di punteggi più alti rispetto alla precedente valutazione.
Si decideva, così, il ritorno della pratica in Commissione, con un corale e condiviso impegno a fare presto, per consentire la liberazione di ulteriori due posti di primo grado nella città di Roma, in tempo utile in previsione dell'imminente bando di trasferimento.
La Terza Commissione riesaminava, quindi, le posizioni degli aspiranti, acquisendo e studiando i relativi fascicoli. Il più approfondito esame, anche comparativo, degli atti e di tutti gli elementi a disposizione non consentiva (incredibilmente) di pervenire ad una soluzione condivisa: la maggioranza confermava il voto in favore delle dottoresse Mazzei e Pucci; la minoranza formulava, invece, una proposta alternativa in favore della dottoressa Mazzei (comunque più anziana nel ruolo) e del dottor Scaramuzzi.
Si tratta di magistrati entrambi nominati con D.M. del 13 maggio 1980 e, tuttavia, il dottor Riccardo Scaramuzzi precede in graduatoria la dottoressa Rosanna Pucci.
Nella precedente valutazione, effettuata in occasione del bando del 6 dicembre 2002 (relativo a 12 posti della Corte di Appello di Roma), al dottor Scaramuzzi erano stati complessivamente attribuiti 19 punti (3 per attitudini, 2 per omologhe, 4 per il merito e 10 per anzianità ) ed alla dottoressa Pucci 17 punti complessivamente (3 per attitudini, 2 per omologhe, 2 per il merito e 10 per anzianità ). In altri termini, il dottor Scaramuzzi (più anziano nel ruolo) aveva avuto attribuiti due punti in più rispetto alla dottoressa Pucci.
La nuova proposta di maggioranza, per come presentata al plenum del 12 febbraio 2004 (poi rinviato a quello del 18 febbraio) ha così motivato l'abbassamento da 4 a 3 del punteggio di merito per il dottor Scaramuzzi "al dottor Scaramuzzi possono essere attribuiti …. 3 punti per il merito poiché dalle analisi delle statistiche comparate dell'ufficio, pur aggiornate, emerge una produttività non particolarmente elevata, ma nella media della Sezione" (nella prima proposta di maggioranza, quella presentata al plenum del 4 febbraio 2004, la riduzione del punteggio veniva giustificata, però, dalla mancata produzione di statistiche aggiornate); e così ha motivato l'innalzamento da 2 a 4 del punteggio di merito in favore della dottoressa Pucci: "la dottoressa Pucci risulta meritevole del massimo punteggio per attitudini (3 punti) e merito (4 punti); è ben vero che nella precedente procedura concorsuale per il medesimo posto di Consigliere di Corte di Appello di Roma alla dottoressa Pucci sono stati riconosciuti punti 2 per merito, ma ciò fu determinato dal mancato deposito delle statistiche comparate e, conseguentemente, dall'impossibilità per il Consiglio di valutare compiutamente la produttività del magistrato. L'analisi delle risultanze statistiche prodotte nella presente procedura concorsuale consente di attribuire alla dottoressa Pucci, che risulta essere uno dei magistrati della Sezione di appartenenza col più alto indice di produttività , il massimo dei punteggi di merito".
La proposta di minoranza è, invece, così motivata: a) il massimo dei punteggi per le attitudini e per il merito in favore del dottor SCARAMUZZI, già allo stesso attribuiti in occasione della valutazione effettuata per l'assegnazione dei posti della Corte di Appello di Roma pubblicati con il bando del 6 dicembre 2002, trova giustificazione e ragione di conferma nelle seguenti circostanze: a1) il dottor SCARAMUZZI ha prodotto prospetti statistici comparativi relativi agli anni dal 1996 al febbraio 2003, da cui risulta una produttività nella media dell'ufficio; a2) dal parere del Consiglio Giudiziario di Roma dell'11 ottobre 2000, relativo alla nomina a magistrato di Cassazione del dottor SCARAMUZZI, risulta che "le statistiche danno atto di una produttività che, tenuto conto dei periodi di applicazione al settore penale e dello svolgimento delle ulteriori funzioni sopra indicate, deve indicarsi come sicuramente superiore alla media"; a3) il dottor SCARAMUZZI è stato, dal 24 settembre 1998 al 2 giugno 1999 componente del Collegio per le controversie relative al trattamento dei dati personali e componente, dal 21 maggio 1999 al 12 dicembre 2001 componente del Collegio di accusa per i reati ministeriali; lo stesso è stato, altresì, componente della Commissione di esame per procuratore legale, componente della Commissione di esame per l'idoneità all'esercizio della professione di giornalista, responsabile sezionale per l'informatica della V, I e II sezione civile del Tribunale di Roma; a4) alcune sue decisioni sono state pubblicate su riviste giuridiche; a5) lo stesso ha documentato la partecipazione a otto corsi di formazione organizzati dal CSM;
b) per quanto alla dottoressa PUCCI, nella precedente valutazione, effettuata nella primavera del decorso anno, erano stati attribuiti per merito 2 punti, è possibile aumentarle tale punteggio a 3 (tenuto conto, peraltro, che l'attribuzione del punteggio massimo di 4, consentirebbe alla dottoressa PUCCI di raggiungere lo stesso punteggio complessivo del dottor SCARAMUZZI, che la precede in graduatoria) tenuto conto delle seguenti circostanze: b1) i prospetti statistici prodotti dalla dottoressa PUCCI, che si riferiscono soltanto all'anno 2002, documentano la definizione con sentenza di 283 procedimenti con rito monocratico (di poco inferiore alla media di quell'anno dei componenti della IX sezione) e 38 sentenze di rito collegiale (valore al secondo posto della sezione); b2) mentre per l'anno 2001 manca ogni elemento di valutazione, è possibile far riferimento, per i periodi precedenti, a quanto dedotto nel parere del Consiglio Giudiziario di Roma del 6 dicembre 2000, da cui si desume che "i dati statistici e le note informative evidenziano un costante, elevato indice di laboriosità della dottoressa Pucci" e che la stessa per rilevanti periodi di tempo ha contemporaneamente svolto funzioni civili e penali, è stata componente di commissioni di esami, magistrato affidatario di numerosi uditori e magistrato collaboratore per il tirocinio degli uditori giudiziari".
c) le dedotte circostanze evidenziano, sotto un profilo comparativo, una prevalenza del dottor SCARAMUZZI, che comunque precede in graduatoria la dottoressa PUCCI; e se giustificano un aumento del punteggio a quest'ultima rispetto alla valutazione effettuata nell'aprile del 2003, non consentono in alcun modo di abbassare il punteggio già attribuito al dottor SCARAMUZZI".
Siamo così arrivati al plenum del 18 febbraio 2004, dove le polemiche sono subito esplose per la presentazione, da parte del relatore di maggioranza cons. Ventura Sarno, di due maxi-emendamenti, alla sua proposta, ulteriormente arricchita (si tratta della terza stesura) rispetto alla stesura originaria. Si è discusso a lungo, per oltre un'ora: il cons. Stabile si è dichiarato "stupito e meravigliato" per l'andamento della procedura; il cons. Fici ha replicato di "non essere ne stupito e neppure meravigliato, perché ormai non si stupisce e non si meraviglia più di nulla"; alcuni consiglieri intervenuti hanno fatto espresso riferimento al rischio che nella vicenda in esame il momento decisionale possa avere preceduto quello valutativo o almeno che così può apparire; sono stati letti e confrontati i dati statistici ed i parere coevi dei consigli giudiziari; sono stati dati i numeri ha ironizzato il cons. Lo Voi ed anche lui ha fatto altrettanto; è stato, altresì, fatto rilevare come nella valutazione effettuata dalla stessa Terza Commissione (relatore Marotta), proprio in questi giorni (ma alla stregua di sintesi valutative, scritte e depositate, effettuate un paio di mesi addietro e, quindi …. in epoca non sospetta) per il conferimento dei posti del Massimario il dottor Scaramuzzi è stato valutato per merito con il punteggio massimo, per cui ancora più incomprensibile appare la riduzione transitoria del suo punteggio di merito in coincidenza con il raddoppio del punteggio alla dottoressa Pucci.
Si è, dunque, rinviato al plenum del 3 marzo, su richiesta del consigliere Buccico che ha detto che vuole leggersi attentamente i due fascicoli. Siamo certi che lo farà e di ciò non possiamo che essere lieti.

7. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate definitivamente dal plenum, con integrazioni da recepire nei progetti organizzativi 2004/2005, le tabelle dei seguenti uffici giudiziari: Tribunale di Foggia, Trib. Locri, Trib. Rovereto, Trib. Busto Arsizio, Trib. Livorno, Trib. Roma, Procura di Lecce.
Approvato anche il progetto organizzativo del Tribunale di Torino, nonostante l'ampio numero di rilievi (ben 27), derivati in gran parte da un'abnorme utilizzazione dei g.o.t., adibiti a funzioni esorbitanti rispetto alle previsioni della circolare consiliare.

8. IL RINNOVO DEGLI ESPERTI DEI TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA
Approvata dal plenum la delibera dell'ottava commissione (rel. Aghina) che dispone il bando per la nomina e conferma degli esperti dei Tribunali di Sorveglianza per il triennio 2005-2007.
Si tratta di un organico di 551 magistrati onorari, in scadenza nel dicembre 2004, per cui sono state previste alcune novità , quali: a) l'incentivazione ad un rinnovo degli esperti, non rinnovabili oltre il quinto triennio in presenza di altre domande di aspiranti qualificati; b) un più adeguato sistema di pubblicizzazione del bando presso gli ordini dei medici, psicologi, psichiatri, assistenti sociali, ed istituti universitari di pedagogia e scienze criminologiche; c) una procedura garantita per i casi di decadenza o revoca dall'incarico.
Scadenza per la presentazione delle domande al C.S.M. da parte dei Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza il 30 luglio p.v.

9. SUI RAPPORTI TRA PROCURATORE DELLA REPUBBLICA E SOSTITUTO
In settimana il plenum ha approvato un'importante delibera che ricapitola -prima della riforma che (se) verrà … - lo stato dei rapporti intercorrenti tra Procuratore della Repubblica e sostituto procuratore. Si tratta di una risposta a quesiti sollevati dal dott. Piscitelli (Procura di Napoli) e Ramacci (Procura di Venezia) già trasmessa in lista ed a cui rinviamo.
Analoga segnalazione va operata per una delibera ricognitiva dei rapporti intercorrenti tra Procuratore Generale presso la Corte d'Appello e Procuratore Distrettuale Antimafia.

10. INCARICHI DIFFICILI
L'attesa della ormai prossima circolare che rivisita il tema degli incarichi extragiudiziari ai magistrati (agitato da recenti polemiche) non può esimere nelle more il Consiglio da un rigoroso rispetto della vigente normativa.
Più di una perplessità ha pertanto suscitato in settimana la richiesta di conferimento di un incarico di insegnamento per 40 ore ad un collega (presidente di sezione di corte d'appello) che, nonostante il parere favorevole del Consiglio Giudiziario, presentava un quadro statistico di 10 sentenze redatte nell'arco degli ultimi due anni (oltre ad un numero rilevante di ordinanze), per cui è stato disposto per un approfondimento il ritorno della pratica in commissione.
Accolta invece (con astensioni e voti contrari) la richiesta di partecipazione quale consulente ad una commissione della Presidenza del Consiglio di un componente del Comitato Scientifico (già gratificato di un esonero del 25% dal lavoro), per cui era indicato un compenso di 12.000 Euro (lordi) per due ore di lavoro ogni venti giorni in un arco di sei mesi (e quindi la non disprezzabile somma di 666 Euro all'ora…).


DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Definito, con uno spreco minimo di risorse, il movimento dei beneficiari della legge 133/98, avviato per i tre scaglioni di luglio, ottobre e gennaio. Confermata la percentuale (circa un terzo) dei titolari del beneficio che non si sono avvalsi immediatamente del diritto, cui vanno aggiunti coloro i quali hanno chiesto il trasferimento senza attendere il quinquennio e, quindi, senza avvalersi del diritto di prescelta. Nel prossimo notiziario trasmetteremo i dati completi, posti a confronto e commentati, anche per valutare lo stato di operatività della legge 133/98, la sua incidenza nelle dinamiche dei trasferimenti, i risultati positivi conseguiti e quelli negativi da correggere, ovvero da eliminare.
Solo 3 posizioni da definire del bando relativo ai posti di I grado del marzo 2003; solo 3 posizioni anche del bando dei posti di appello dell'aprile del 2003; una dozzina i posti di magistrato distrettuale non ancora definiti. Anche per questi bandi svilupperemo, a consuntivo, qualche considerazione, per cercare di capire e spiegare perché, nonostante tanti sforzi, non siamo riusciti ad essere ancora più veloci; in cantiere qualche ulteriore modifica di circolare per correggere alcune storture.
L'obiettivo prefissato (e, cioè, quello di definire i bandi in questione ed i movimenti ex lege 133 prima della individuazione della sedi da desinare agli uditori) è stato, tuttavia, raggiunto e non possiamo che manifestare, al riguardo, grande soddisfazione. Allo stato sono vacanti e disponibili 450 circa posti di primo grado (oltre ai 15/20 posti di magistrato distrettuale rimasti privi di aspiranti e che saranno, quindi, ripubblicati), di cui 140 al nord, 60 al centro, 240 al sud e 15 in Sardegna: si tratta di circa 300 posti di giudice e 150 di sostituto. Per maggiori dettagli al prossimo notiziario, con l'avvertenza che si tratta di dati che devono essere aggiornati all'esito dei lavori di plenum dell'ultima settimana.

QUINTA COMMISSIONE
In settimana proposte unanimi per i seguenti incarichi semidirettivi:
il dott. EDUARDO MUZJ (sost. proc. gen. Roma) per Avvocato Generale presso la Corte d'Appello di Trieste;
il dott. PIO FERRONE (cons. app. Potenza) per Presidente di sezione lavoro Corte d'Appello di Potenza;
la dott.ssa ELISA CECCARELLI (Pres. Trib. min. Bologna) per Presidente sezione Trib. Milano.


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