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SOMMARIO

1 PRATICA A TUTELA E INVITO AL CONFRONTO
2. RAFFINATE METAFORE
3. L'ELEZIONE DI DUE COMPONENTI SUPPLENTI DELLA SEZIONE DISCIPLINARE
4. FUORI RUOLO
5. ACROBAZIE VALUTATIVE: IL CASO SCARAMUZZI
6. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
7. LA VARIAZIONE TABELLARE DEL TRIBUNALE DI MILANO
8. LE SEDI AGLI UDITORI GIUDIZIARI
9 NOMINE E BANDI PER FORMATORI DECENTRATI
DALLE COMMISSIONI

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1. PRATICA A TUTELA E INVITO AL CONFRONTO
A seguito delle ennesime dichiarazioni denigratorie del Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi (ci si riferisce, in particolare, a quelle mutuate dal sacerdote Baget Bozzo e pronunciate alla convention del decennale di Forza Italia e) tutti i consiglieri togati ed i laici Schietroma e Berlinguer, avevano immediatamente richiesto l'apertura di una c.d. "pratica a tutela", che era stata poi approvata, in pochi giorni ed a larghissima maggioranza, dalla Prima Commissione.
Detta pratica, dopo alcuni rinvii di seduta plenaria, è stata rielaborata, in relazione al mutato clima politico sui temi della giustizia (se apparente o reale andrà verificato nelle prossime settimane) ed è stata approvata all'unanimità , con la sola eccezione del cons. Di Federico (che si è allontanato al momento del voto) e, quindi, con il voto favorevole, fra gli altri, anche dei consiglieri Spangher, Buccico, Marotta e Ventura Sarno (e, cioè da parte dei quattro quinti della componente della c.d. casa delle libertà ).
Con questo documento - che, si ribadisce, è stato votato all'unanimità - il Consiglio Superiore della Magistratura ha non soltanto inteso reagire agli attacchi rivolti ai magistrati ed alla magistratura, a tutela dei principi di autonomia ed indipendenza (come negli ultimi tempi è purtroppo accaduto sempre più frequentemente), ma ha anche colto l'occasione, nella sostanza, per indicare la strada del confronto tra tutte le componenti interessate alla riforma del sistema giudiziario.
Una delibera quindi non soltanto "difensiva" ma anche propulsiva, con cui l'organo di autogoverno, facendosi carico del mutamento del clima politico sul tema della giustizia, ha inteso fornire il proprio contributo per un recupero di un metodo di dialogo che costituisce l'unico strumento per la realizzazione di proposte riformatrici condivise.
In sede di dibattito è stata analizzata la "novità " dell'intervento consiliare, ma abbiamo anche rilevato come se "qualcosa è cambiato" nel dibattito politico in materia di giustizia, non può certo sottacersi che anche "qualcosa sia accaduto", con riferimento agli attacchi del Presidente del Consiglio, che la delibera non può non tenere nel debito conto.
Questo il testo del documento approvato dal Consiglio:
"La riforma dell'ordinamento giudiziario, e più in generale i temi relativi alla giustizia, appartengono alla centralità e alle priorità del dibattito politico, culturale ed istituzionale: il confronto, già segnato da contrasti e conflittualità , pare, ora, assumere itinerari aperti al dialogo, nella comprensione delle fondamentali esigenze espresse dal mondo dell'amministrazione della giustizia.
Purtroppo i rapporti tra magistratura e politica non sono sempre stati improntati, come era ed è auspicabile, ai principi ineludibili del reciproco rispetto e della leale collaborazione.
Il CSM, costituzionalmente chiamato ad intervenire, a tutela della dignità ed indipendenza della magistratura, ha più volte espresso il principio che gli atti ed i provvedimenti dei magistrati possono essere discussi e criticati ma che non possono essere pretesto per dichiarazioni che delegittimino il singolo magistrato o l'intero ordine giudiziario: in tale contesto è indispensabile che non si ripetano episodi di denigrazione della magistratura e di singoli magistrati, del tutto inaccettabili, perché fortemente lesivi della stessa funzione giudiziaria.
Il CSM ribadisce con forza questo principio nella convinzione, espressa dal Presidente della Repubblica (comunicato del 4 settembre 2003 "che i cittadini italiani guardano alla magistratura con piena fiducia, come alla istituzione che, pur tra non poche difficoltà , si adopera con impegno e dedizione, in piena autonomia ed indipendenza, secondo il dettato costituzionale ad amministrare la giustizia per la tutela dei loro diritti ed il rispetto della legalità ").
In particolare il CSM riafferma:
- la esigenza doverosa di rispetto del ruolo e delle funzioni della magistratura nella consapevolezza di preservare attraverso l'autonomia, l'indipendenza e l'imparzialità , la legalità e la tutela dei diritti dei cittadini uguali, secondo i principi sanciti dagli artt. 3 e 112 della Costituzione, di fronte alla legge, e la conseguente necessità di conformarsi a tali regole da parte dei rappresentanti a qualsiasi livello, del potere esecutivo e legislativo e della classe politica in generale;
- la pari necessità del riconoscimento, pur attraverso le mediazioni dell'ascolto e delle consultazioni, del primato del potere legislativo nelle scelte che costituzionalmente ad esso competono;
- il richiamo doveroso perché in una democrazia parlamentare, come quella italiana, la libertà di espressione e di critica - necessaria, legittima e fisiologica - non tracimi nell'invettiva o nello stravolgimento delle varie posizioni che si propongono nel dibattito politico istituzionale.
In un momento così delicato e, tuttavia, così potenzialmente fruttuoso per un incremento del dialogo e per l'affermazione dei principi ispiratori della giustizia, il CSM rivolge un forte appello al senso di responsabilità delle forze politiche - di governo e di opposizione - e della magistratura, perché nel superiore ed unitario interesse dei cittadini, sui temi della giustizia si affermi definitivamente il metodo del confronto."
Nel plenum di giovedì 4 marzo, i consiglieri laici del Polo, che avevano ottenuto l'inserimento all'ordine del giorno di una discussione sulla condotta del segretario dell'ANM Fucci al congresso di Venezia, hanno ritirato la richiesta.
Per concludere su tale argomento, riteniamo che l'approvazione all'unanimità del documento in questione viene a rappresentare, oltreché una conferma della legittimità delle c.d. pratiche a tutela, anche un momento di consolidamento, nelle materie di sua competenza, del sistema del governo autonomo della magistratura

2. RAFFINATE METAFORE
La lettura delle dichiarazioni rese dal cons. Di Federico in un'intervista giornalistica hanno innescato, per la loro portata offensiva nei confronti della magistratura, una serie di reazioni a catena, concretatesi con la redazione di una comunicazione, a firma di tutti i membri togati (ad eccezione dei componenti della Commissione verifica dei poteri), che è stata trasmessa al presidente Ciampi ed al vicepresidente Rognoni che si riporta di seguito:.
"Sul quotidiano La Stampa del 29 febbraio u.s. vengono riportate dichiarazioni sui magistrati italiani, "..sono come i maiali: tra di loro si mordono ma, se ne tocchi uno, strillano tutti.", attribuite al cons. Di Federico che riteniamo, se pure nel loro riferimento metaforico, del tutto inaccettabilmente offensive dell'intero ordine dei magistrati.
Esprimiamo il nostro fermo dissenso per un intervento che, a nostro avviso, è andato ben oltre l'espressione di una critica nei riguardi dei magistrati italiani, alla quale egli peraltro ci ha abituati da tempo.
Riteniamo che soprattutto chi opera all'interno del Consiglio Superiore della Magistratura, ed anche in ragione dell'attuale difficile dibattito in tema di giustizia, debba adeguare i suoi comportamenti a moduli di correttezza che, in questa occasione, ci sembrano ampiamente disattesi.
Con deferente ossequio."
Nel successivo plenum vi è stato un intervento personale del cons. Di Federico che, facendo riferimento ad una "precisazione" (non certo una smentita…) trasmessa al quotidiano La Stampa, si è doluto del fatto che alcuno abbia potuto interpretare il suo pensiero come denigratorio nei confronti della magistratura.
Nel conseguente dibattito sono state da tutti gli intervenuti fermamente stigmatizzate le dichiarazioni del cons. Di Federico.
Nel suo intervento Aghina ha rilevato come le convinzioni psicologiche del cons. Di Federico debbano evidentemente essere posposte agli effetti che le sue dichiarazioni hanno determinato, in una magistratura che, già identificata come "antropologicamente diversa", non si attendeva certo di vedersi comparata ai suini….. Fici ha, inoltre, rimarcato quanto l'affermazione contestata, sia pure metaforica, fosse stata infelice e volgare, ed ha evidenziato come non vi fosse stata alcuna smentita da parte dell'interessato, perché purtroppo smentita non poteva esservi, e, quel che è più grave, come il cons. Di Federico non aveva avvertito l'esigenza di manifestare espressioni di scuse per i magistrati e per l'intera magistratura.
All'esito del plenum è stato diffuso dal vicepresidente Rognoni il seguente comunicato alle agenzie di stampa:
"Nella seduta odierna del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, i Componenti di tutte le aree culturali ed ideali hanno evidenziato che le espressioni usate dal prof. Giuseppe Di Federico, quali riportate in un articolo di stampa, potevano avere portata offensiva, essendo in grado di provocare indignazione nella magistratura, sconcerto nella pubblica opinione e pregiudizio all'immagine ed alla credibilità dell'Istituzione. Il prof. Giuseppe Di Federico ha dichiarato di essere addolorato per i possibili effetti provocati da dichiarazioni che, pur riproducendo, in modo avulso dal contesto, un detto popolare, non potevano tuttavia, a suo avviso, avere alcuno intento offensivo dell'onorabilità della magistratura italiana.
All'esito del dibattito il Vice Presidente ha ricordato che in un incontro personale avuto con il prof. Di Federico, immediatamente dopo la diffusione delle sue dichiarazioni, ha subito stigmatizzato le sue parole, che avevano provocato amaro sconcerto. Amarezza da lui stesso condivisa."

3.L'ELEZIONE DI DUE COMPONENTI SUPPLENTI DELLA SEZIONE DISCIPLINARE
A seguito della modifica regolamentare che, in attuazione dei principi enunciati dalla sentenza della Corte Costituzionale n.262 del 22 luglio 2003, aveva aumentato di due unità il numero dei componenti supplenti della sezione disciplinare, si è proceduto alla nomina del nuovo componente supplente laico e del nuovo componente supplente giudice di merito.
Il Plenum (25 votanti, voti validi 24, schede bianche 1 ) ha eletto il componente laico Antonio Marotta ed il componente togato Paolo Arbasino ciascuno con 24 voti.

4. FUORI RUOLO
Chiamati a far parte della Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause di occultamento dei fascicoli relativi ai crimini nazifascismi, escono dal ruolo della magistratura i colleghi: CARLA CANAIA (p.m. Bergamo), CLAUDIO DI RUZZA (Trib. Cassino) e FRANCESCA GIAQUINTO (Trib. Civitavecchia).
Rientra invece in ruolo quale consigliere della corte d'Appello di Roma (ed a lui vanno i nostri auguri) il dott. RENATO POLICHETTI, magistrato segretario del C.S.M.

5. ACROBAZIE VALUTATIVE: IL CASO SCARAMUZZI
Si è conclusa - male - la vicenda relativa al conferimento dell'ultimo posto di consigliere della Corte di Appello di Roma, dei cinque complessivamente messi a concorso con bando del 18 aprile 2003.
Il plenum ha, infatti, approvato a maggioranza (Unicost, MI, Marvulli, Ventura Sarno, Marotta, Schietroma, Di Federico e Marotta) la proposta relativa alla dottoressa Pucci; per il dottor Scaramuzzi hanno, invece, votato i consiglieri di MD, Movimenti e Berlinguer; si sono astenuti Rognoni, Favara e Buccico, il quale ultimo aveva chiesto un rinvio per potere meglio esaminare i fascicoli.
L'esito della votazione ci amareggia, essendo stato - a nostro giudizio - penalizzato del tutto ingiustificatamente il collega Scaramuzzi, al quale, rispetto ad una precedente valutazione effettuata qualche mese prima (si trattava della copertura di altri posti della stessa Corte di Appello, pubblicati con bando del 6 dicembre 2002), è stato abbassato il punteggio per merito da 4 a 3; contestualmente, il punteggio della dottoressa Pucci è stato innalzato, nella proposta di maggioranza da 2 a 4, benché la stessa avesse prodotto soltanto i prospetti statistici relativi al solo anno 2002.
A commento di tale pratica, leggiamo dal notiziario di Unicost che la proposta di maggioranza in favore della dottoressa Pucci è stata approvata "dopo un dibattito nel corso del quale da parte dei consiglieri di MD e Movimenti sono state lanciate le solite accuse, peraltro già anticipate via e-mail, di presunte violazione di regole, improbabili sperequazioni strumentali e non ben definiti favoritismi."
Il riferimento è anche al nostro ultimo Notiziario che invitiamo a rileggere, perché ciascuno possa - con serena coscienza - verificare se siano state usate espressioni inaccettabili o lanciate accuse gratuite, ovvero ci si è limitati ad esporre fatti e circostanze (evidentemente così evidenti da ritenersi inaccettabili).
I colleghi di unicost hanno, poi, aggiunto che "si tratta dunque di una valutazione dalla quale, è ovvio, si può dissentire, che è lecito criticare spiegando e sostenendo le ragioni che militato per una diversa conclusione, ma che certo non legittima l'accusa di violazione delle regole e strumentali favoritismi, oltrepassando i limiti della "dissenting opinion" per sconfinare nella vera e propria offesa nei confronti di chi non la pensa allo stesso modo"; ed arrivano anche a sostenere che "è singolare dover rilevare come chi sottoscrive, peraltro doverosamente, proposte di risoluzione a tutela di magistrati oggetto di pesanti ed infamanti accuse da parte di esponenti dell'esecutivo, poi adotti lo stesso stile nei confronti di coloro la cui unica "colpa" è quella di pensarla in maniera diversa."
In buona sostanza, l'avere sottoscritto (doverosamente) proposte di risoluzione a tutela di magistrati oggetto di pesanti ed infamanti accuse da parte di esponenti dell'esecutivo, ci dovrebbe indurre ad una sorta di moderazione narrativa in merito a delibere che riteniamo inaccettabili.
Ci limitiamo in questa sede a riproporre quanto avevamo già scritto nel precedente Notiziario, riservandoci tuttavia ulteriori valutazioni a consuntivo di una vicenda che merita sicuramente un pacato, ma non anche elusivo, approfondimento:
"Merita di essere raccontata, con qualche noioso particolare in eccesso, una vicenda ordinaria, che già da qualche settimana rimbalza, fra le polemiche, da un plenum all'altro. La lettura merita una più impegnativa attenzione e, tuttavia, benché questo paragrafo non è propriamente sintetico, consigliamo di non saltarlo. Peraltro, la vicenda non si è conclusa e, pertanto, è pure assicurato il gusto dell'attesa dell'ulteriore puntata, nell'auspicio che questo gusto non si trasformi in qualcos'altro.
Si tratta della proposta relativa al conferimento degli ultimi due dei cinque posti di consigliere della Corte di Appello di Roma pubblicati con bando del 18 aprile 2003.
La Terza Commissione aveva formulato, in gennaio, una proposta in favore delle dottoresse Mazzei (giudice di sorveglianza a Roma) e Pucci (giudice del Tribunale di Roma). Era una proposta di maggioranza (Ventura Sarno, Marotta, Lo Voi e Riello), avendo votato contro gli altri due componenti la Terza Commissione (Fici e Civinini), che non avevano condiviso l'attribuzione del punteggio per merito nel suo valore massimo (4 punti) alle due colleghe proposte.
Nei giorni precedenti il plenum del 4 febbraio 2004, altro aspirante - il dottor Scaramuzzi, anch'esso giudice del Tribunale di Roma - reso edotto della proposta (presumibilmente attraverso Cosmag), faceva pervenire osservazioni, lamentandosi, in particolare che, nella precedente valutazione effettuata qualche mese prima dalla stessa Terza Commissione, per lo stesso ufficio di destinazione (la Corte di Appello di Roma), in occasione del precedente bando di trasferimento del 6 dicembre 2002, gli era stato attribuito per merito il punteggio massimo di quattro. Chiedeva cosa avesse fatto di così negativo, in pochi mesi, per meritare la riduzione del punteggio di merito a tre e chiedeva lumi, altresì, anche in merito all'attribuzione alla altre aspiranti proposte di punteggi più alti rispetto alla precedente valutazione.
Si decideva, così, il ritorno della pratica in Commissione, con un corale e condiviso impegno a fare presto, per consentire la liberazione di ulteriori due posti di primo grado nella città di Roma, in tempo utile in previsione dell'imminente bando di trasferimento.
La Terza Commissione riesaminava, quindi, le posizioni degli aspiranti, acquisendo e studiando i relativi fascicoli. Il più approfondito esame, anche comparativo, degli atti e di tutti gli elementi a disposizione non consentiva (incredibilmente) di pervenire ad una soluzione condivisa: la maggioranza confermava il voto in favore delle dottoresse Mazzei e Pucci; la minoranza formulava, invece, una proposta alternativa in favore della dottoressa Mazzei (comunque più anziana nel ruolo) e del dottor Scaramuzzi.
Si tratta di magistrati entrambi nominati con D.M. del 13 maggio 1980 e, tuttavia, il dottor Riccardo Scaramuzzi precede in graduatoria la dottoressa Rosanna Pucci.
Nella precedente valutazione, effettuata in occasione del bando del 6 dicembre 2002 (relativo a 12 posti della Corte di Appello di Roma), al dottor Scaramuzzi erano stati complessivamente attribuiti 19 punti (3 per attitudini, 2 per omologhe, 4 per il merito e 10 per anzianità ) ed alla dottoressa Pucci 17 punti complessivamente (3 per attitudini, 2 per omologhe, 2 per il merito e 10 per anzianità ). In altri termini, il dottor Scaramuzzi (più anziano nel ruolo) aveva avuto attribuiti due punti in più rispetto alla dottoressa Pucci.
La nuova proposta di maggioranza, per come presentata al plenum del 12 febbraio 2004 (poi rinviato a quello del 18 febbraio) ha così motivato l'abbassamento da 4 a 3 del punteggio di merito per il dottor Scaramuzzi "al dottor Scaramuzzi possono essere attribuiti …. 3 punti per il merito poiché dalle analisi delle statistiche comparate dell'ufficio, pur aggiornate, emerge una produttività non particolarmente elevata, ma nella media della Sezione" (nella prima proposta di maggioranza, quella presentata al plenum del 4 febbraio 2004, la riduzione del punteggio veniva giustificata, però, dalla mancata produzione di statistiche aggiornate); e così ha motivato l'innalzamento da 2 a 4 del punteggio di merito in favore della dottoressa Pucci: "la dottoressa Pucci risulta meritevole del massimo punteggio per attitudini (3 punti) e merito (4 punti); è ben vero che nella precedente procedura concorsuale per il medesimo posto di Consigliere di Corte di Appello di Roma alla dottoressa Pucci sono stati riconosciuti punti 2 per merito, ma ciò fu determinato dal mancato deposito delle statistiche comparate e, conseguentemente, dall'impossibilità per il Consiglio di valutare compiutamente la produttività del magistrato. L'analisi delle risultanze statistiche prodotte nella presente procedura concorsuale consente di attribuire alla dottoressa Pucci, che risulta essere uno dei magistrati della Sezione di appartenenza col più alto indice di produttività , il massimo dei punteggi di merito".
La proposta di minoranza è, invece, così motivata: a) il massimo dei punteggi per le attitudini e per il merito in favore del dottor SCARAMUZZI, già allo stesso attribuiti in occasione della valutazione effettuata per l'assegnazione dei posti della Corte di Appello di Roma pubblicati con il bando del 6 dicembre 2002, trova giustificazione e ragione di conferma nelle seguenti circostanze: a1) il dottor SCARAMUZZI ha prodotto prospetti statistici comparativi relativi agli anni dal 1996 al febbraio 2003, da cui risulta una produttività nella media dell'ufficio; a2) dal parere del Consiglio Giudiziario di Roma dell'11 ottobre 2000, relativo alla nomina a magistrato di Cassazione del dottor SCARAMUZZI, risulta che "le statistiche danno atto di una produttività che, tenuto conto dei periodi di applicazione al settore penale e dello svolgimento delle ulteriori funzioni sopra indicate, deve indicarsi come sicuramente superiore alla media"; a3) il dottor SCARAMUZZI è stato, dal 24 settembre 1998 al 2 giugno 1999 componente del Collegio per le controversie relative al trattamento dei dati personali e componente, dal 21 maggio 1999 al 12 dicembre 2001 componente del Collegio di accusa per i reati ministeriali; lo stesso è stato, altresì, componente della Commissione di esame per procuratore legale, componente della Commissione di esame per l'idoneità all'esercizio della professione di giornalista, responsabile sezionale per l'informatica della V, I e II sezione civile del Tribunale di Roma; a4) alcune sue decisioni sono state pubblicate su riviste giuridiche; a5) lo stesso ha documentato la partecipazione a otto corsi di formazione organizzati dal CSM;
b) per quanto alla dottoressa PUCCI, nella precedente valutazione, effettuata nella primavera del decorso anno, erano stati attribuiti per merito 2 punti, è possibile aumentarle tale punteggio a 3 (tenuto conto, peraltro, che l'attribuzione del punteggio massimo di 4, consentirebbe alla dottoressa PUCCI di raggiungere lo stesso punteggio complessivo del dottor SCARAMUZZI, che la precede in graduatoria) tenuto conto delle seguenti circostanze: b1) i prospetti statistici prodotti dalla dottoressa PUCCI, che si riferiscono soltanto all'anno 2002, documentano la definizione con sentenza di 283 procedimenti con rito monocratico (di poco inferiore alla media di quell'anno dei componenti della IX sezione) e 38 sentenze di rito collegiale (valore al secondo posto della sezione); b2) mentre per l'anno 2001 manca ogni elemento di valutazione, è possibile far riferimento, per i periodi precedenti, a quanto dedotto nel parere del Consiglio Giudiziario di Roma del 6 dicembre 2000, da cui si desume che "i dati statistici e le note informative evidenziano un costante, elevato indice di laboriosità della dottoressa Pucci" e che la stessa per rilevanti periodi di tempo ha contemporaneamente svolto funzioni civili e penali, è stata componente di commissioni di esami, magistrato affidatario di numerosi uditori e magistrato collaboratore per il tirocinio degli uditori giudiziari".
c) le dedotte circostanze evidenziano, sotto un profilo comparativo, una prevalenza del dottor SCARAMUZZI, che comunque precede in graduatoria la dottoressa PUCCI; e se giustificano un aumento del punteggio a quest'ultima rispetto alla valutazione effettuata nell'aprile del 2003, non consentono in alcun modo di abbassare il punteggio già attribuito al dottor SCARAMUZZI".
Siamo così arrivati al plenum del 18 febbraio 2004, dove le polemiche sono subito esplose per la presentazione, da parte del relatore di maggioranza cons. Ventura Sarno, di due maxi-emendamenti, alla sua proposta, ulteriormente arricchita (si tratta della terza stesura) rispetto alla stesura originaria. Si è discusso a lungo, per oltre un'ora: il cons. Stabile si è dichiarato "stupito e meravigliato" per l'andamento della procedura; il cons. Fici ha replicato di "non essere ne stupito e neppure meravigliato, perché ormai non si stupisce e non si meraviglia più di nulla"; alcuni consiglieri intervenuti hanno fatto espresso riferimento al rischio che nella vicenda in esame il momento decisionale possa avere preceduto quello valutativo o almeno che così può apparire; sono stati letti e confrontati i dati statistici ed i parere coevi dei consigli giudiziari; sono stati dati i numeri ha ironizzato il cons. Lo Voi ed anche lui lo ha voluto fare altrettanto; è stato, altresì, fatto rilevare come nella valutazione effettuata dalla stessa Terza Commissione (relatore Marotta), proprio in questi giorni (ma alla stregua di sintesi valutative, scritte e depositate, effettuate un paio di mesi addietro e, quindi …. in epoca non sospetta) per il conferimento dei posti del Massimario il dottor Scaramuzzi è stato valutato per merito con il punteggio massimo, per cui ancora più incomprensibile appare la riduzione transitoria del suo punteggio di merito in coincidenza con il raddoppio del punteggio alla dottoressa Pucci.
Si è, dunque, rinviato al plenum del 3 marzo, su richiesta del consigliere Buccico che ha detto che vuole leggersi attentamente i due fascicoli. Siamo certi che lo farà e di ciò non possiamo che essere lieti".

6.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Deliberazioni unanimi questa settimana per il conferimento dei seguenti incarichi semidirettivi:
Presidente di sezione del Trib. di Sassari al dott. GIOVANNI PORQUEDDU (Cons. app.Milano);
Presidente di sezione lavoro del Trib. di Napoli ai dott. GIUSEPPE DEL BENE (App. Napoli) e UGO VITIELLO (App. lav. Napoli);
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Napoli ai dott. GAETANO ANNUNZIATA (Pres. sez. Trib. Napoli); MARIO LEPRE (Pres. sez. Trib. Napoli); OMERO AMBROGI (Pres. sez. Trib. Napoli); MAURIZIO GALLO (cons. app. Napoli); FRANCESCO D'ARIENZO (Pres. sez. Trib. Napoli); MASSIMO INGALA (cons. app. Napoli).
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Palermo al dott. ROSARIO MICHELE LUZIO (Pres. sez. App. Caltanissetta);
Presidente di sezione del Tribunale di Vercelli al dott. UGO DE CRESCENZIO (giudice Trib. Alba);
Presidente di sezione del Tribunale di Venezia al dott. GIUSEPPE MARIA BERTOLINO (Pres. sez. Trib. Rovigo).

7. LA VARIAZIONE TABELLARE DEL TRIBUNALE DI MILANO
Il plenum ha affrontato un singolare caso derivante da una richiesta di chiarimenti del Presidente del Tribunale di Milano. Con delibera del 17.12.03 il Consiglio non aveva approvato la variazione tabellare in esito ai concorsi interni banditi rispettivamente in data 6.12.2002, 26.2.2003 e 28.2.2003. In particolare la delibera aveva rilevato che col primo bando del 6.12.2002 era stata eseguita una pubblicazione parziale di posti disponibili e non si era tenuto conto delle esigenze dell'ufficio in quanto non era stata operata una valutazione complessiva sulla base dei dati sui flussi di lavoro privilegiando, di volta in volta, soltanto le esigenze dei singoli uffici con ripercussioni anche sulla successiva indicazione dei posti assegnabili agli uditori : tutto ciò in violazione del principio di concentrazione dei concorsi. Aveva quindi affermato: "conseguentemente tutti i provvedimenti in esame, compreso anche quello relativo al concorso del 6.12.02, non possono essere approvati e il Presidente del Tribunale deve essere pertanto invitato a ripetere la procedura concorsuale nella situazione di organico ( sia sotto il profilo numerico che dell'anzianità e/o legittimazione) esistente alla data del primo concorso e cioè alla data del 6.12.02";
Il Presidente del Tribunale ha posto una serie di quesiti relativi alle modalità di esplicazione del concorso segnalando che alcuni dei posti di risulta dell'ultimo concorso erano stati destinati agli uditori i quali in funzione di essi avevano svolto il tirocinio mirato.
In commissione si sono affrontate due diverse tesi. La prima, proposta dal relatore Schietroma e che ha avuto la maggioranza dei voti, affermava la necessità di integrale svolgimento di unico concorso, aperto a tutti i magistrati che fossero legittimati alla data del 6.12.2002 e con riferimento a tutti i posti con la sola eccezione dei posti assegnati agli uditori che erano "intangibili" ( così riconoscendosi comunque effetto ad uno dei concorsi annullati n.d.r.). La seconda, proposta da Arbasino, affermava che la legittima esigenza di mantenere fermi i posti assegnati agli uditori, i quali avevano conseguito una specifica formazione derivante dal tirocinio mirato, determinava una anomalia che alterava necessariamente la rinnovazione della completa procedura concorsuale ed imponeva quindi, anche per salvaguardare la stabilità dell'assetto organizzativo (i vincitori dei concorsi annullati sono da quasi un anno nelle nuove funzioni), di delimitare il concorso ai soli magistrati che, in occasione dei tre bandi, avevano manifestato la volontà di parteciparvi. Questa soluzione consentiva di trattare unitariamente i posti e di sanare quelle irregolarità dei precedenti concorsi che avevano leso legittime aspettative di chi aveva inteso parteciparvi.
In plenum la pratica ha avuto la seguente trattazione: il relatore di maggioranza Schietroma si è semplicemente riportato alla relazione scritta. Il relatore di minoranza Arbasino ha diffusamente cercato di spiegare che nel bilanciamento tra interessi astratti di potenziali concorrenti che non avevano a suo tempo presentato domanda (nessuno di questi aveva proposto osservazioni) e quello reale di chi avendo partecipato ai concorsi si trovava ora privo di posto (perché assegnato agli uditori) e comunque aveva avuto la assegnazione di un posto ambito ed era esposto al rischio di essere sopravanzato da un collega il cui interesse al trasferimento interno era maturato successivamente, non poteva che privilegiarsi questo secondo. Si è registrato l'intervento di un solo consigliere, Marini, adesivo alla proposta di maggioranza Schietroma.
La votazione è stata a favore della proposta di maggioranza con quattro astensione e tre voti a favore ( i consiglieri del Movimento) della proposta di minoranza.
Quanto agli altri uffici: approvato il progetto organizzativo della Procura Generale presso la Cassazione, e (con l'indicazione di correttivi da adottare nel prossimo biennio) quelle del Tribunale di Melfi. Respinte invece "al mittente" con una rilevante serie di rilievi le tabelle del Tribunale di Salerno.


8. LE SEDI AGLI UDITORI GIUDIZIARI
Al plenum del 4 marzo 2004, la proposta di Terza Commissione, relativa alla individuazione delle sedi da destinare agli uditori, che era stata portata alla valutazione del plenum con la procedura d'urgenza ex 45 del regolamento (come è peraltro è sempre avvenuto almeno negli ultimi nove anni), è stata purtroppo rinviata, su richiesta del cons. Buccico, al plenum successivo.
Ai sensi del regolamento ciascun consigliere ha infatti il diritto al rinvio delle pratiche sottoposte all'attenzione del plenum con procedura di urgenza. La ratio della prescrizione regolamentare, che viene a riconoscere un potere di veto all'immediata trattazione da parte di un singolo consigliere, è quella garantire eventuali esigenze di conoscenza, studio e valutazione soprattutto da parte dei consiglieri esterni alla competente commissione referente.
Attesa, tuttavia, la particolare urgenza della pratica è stato fissato un plenum straordinario per le ore 15,30 di lunedì 9 marzo.
Ci si augura che questo breve ritardo non comprima ulteriormente i successivi momenti di una procedura assai complessa, che richiede il coinvolgimento dei tantissimi uffici interessati alla concreta destinazione dei nuovi magistrati; e, soprattutto, che non renda ancora più difficoltosa la scelta da parte degli interessati che, a prescindere dallo spatium deliberandi, si preannuncia comunque disagevole.

9 NOMINE E BANDI PER FORMATORI DECENTRATI
Nominato il dott. SALVATORE DOVERE (Trib. Napoli) nuovo referente per la formazione per il distretto di Napoli (settore penale), che ha prevalso per 13 voti (MD. Movimenti, Favara, MI, Schietroma e Berlinguer) a 12 (Unicost, laici del Polo, Mavulli) sulla dott.ssa LAURA TRIASSI (Trib. Napoli).
Disposti nuovi interpelli per la copertura dei posti di referenti per la formazione decentrata (settore civile) per i distretti di Messina, Venezia e Potenza.


DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
L'intervenuta definizione della proposta contenente l'elenco delle sedi da destinare agli uditori (v. supra), consente di tracciare un bilancio dell'attività della commissione che, a brevissimo (salvo imprevisti l'impegno di tutti è quello di deliberare questa settimana), dovrà disporre la pubblicazione di un nuovo bando di trasferimenti.
E' quindi opportuno offrire ai colleghi che sono comunque interessati alla mobilità , un riepilogo dell'attività consiliare dell'ultimo anno in questa materia per documentare l'impegno profuso ed i risultati ottenuti. A metà marzo dello scorso anno le sedi vacanti e disponibili era pari a zero o poco più ed a quell'epoca vi era il rischio - remoto ma comunque possibile - di non riuscire a reperire, in tempo utile (e, cioè, entro la fine di novembre 2003), le 310 da destinare agli uditori che da qualche mese avevano avviato il tirocinio; vi era, altresì, il rischio - concreto, anzi concretissimo - che le sedi che si sarebbero reperite nei mesi successivi, attraverso l'espletamento e la definizione dei concorsi di trasferimento avviati e da avviare, avrebbero potuto raggiungere o, comunque, superare di poco il numero di sedi da destinare agli uditori, con la conseguenza che agli stessi sarebbero state assegnate tutte o quasi le sedi vacanti, ivi comprese quelle ambite o ambitissime, cui colleghi in servizio aspirano da anni. Questi rischi sono stati scongiurati. Non è stato, tuttavia, facile e non era neppure scontato.
Con l'attività di plenum del 3 e 4 marzo è stato raggiunto il numero complessivo di 465 vacanze, 308 delle quali saranno destinate agli uditori e tutte le restanti ad una nuova pubblicazione, salvo pochissime eccezioni per specifiche e prevalenti esigenze di cui daremo puntualmente atto.
Nel prossimo notiziario faremo un riepilogo completo dei due elenchi. Allo stato possiamo anticipare la distribuzione per distretto: AN 4, BA 14, BO 12, BS 8, CA-SS 16, CL 13, CB 5, CT 24, CZ 28, FI 13, GE 10, AQ 5, LE 7, ME 18, MI 38, NA 58, PA 54, PG 3, PZ 8, RC 24, Roma 32, SA 7, TO 32, TN 4, TS 12, VE 16.
Quanto alle funzioni vi è la disponibilità di 257 posti di giudice, 29 di giudice del lavoro, 5 di giudice dei minori, 15 di magistrato di sorveglianza, 149 di sostituto e 10 di sostituto minori (si tratta di dati, questi ultimi, elaborato la scorsa e, quindi, suscettibili di leggere modifiche).
Il risultato è stato raggiunto grazie ad una serie di interventi di carattere strutturale e programmatico, che hanno posto al centro l' imprescindibile esigenza che al momento della scelta delle sedi per gli uditori vi fosse un numero di sedi a disposizione il più alto possibile, per non sacrificare in modo inaccettabile le esigenze della ordinaria mobilità . Ci si è così adoperati, innanzi tutto, per una migliore utilizzazione delle risorse, umane e materiali, attraverso lo spostamento della materia degli incarichi semidirettivi dalla Terza alla Quinta Commissione, atteso il ridotto carico di lavoro della Quinta in materia di incarichi direttivi (tutti prorogati per legge fino al compimento del 75° anno di età ).
Si è poi, cercato di affrontare - con realismo e fiduciosi di essere compresi dai colleghi - la problematica del riconoscimento del beneficio della legge 133/98 ed abbiamo così individuato un percorso procedimentale assai agile, che garantisce non già i titolari del diritto di prescelta (cui
comunque il beneficio è riconosciuto dalla legge), quanto piuttosto tutti gli altri aspiranti. Sono, invero, questi coloro che più di altri possono ricavare giovamento dalle capacità operative del Consiglio, in particolar modo se questo evita di sprecare le sue risorse, bandendo ed espletando
complesse procedure concorsuali, cui tutti vengono invitati a partecipare, pur potendosi conoscere in anticipo le sedi ambite da coloro i quali saranno i sicuri vincitori in quanto titolari di un diritto di prelazione assoluta. Contestualmente la commissione ha avviato, in rapida successione, bandi di
trasferimento per circa 160 posti di I grado (14 marzo 2003), 120 posti di II grado (18 aprile 2003), 104 posti semidirettivi (giugno 2003) e108 posti di magistrato distrettuale (luglio 2003).
Da settembre, in poi, la Terza Commissione ha concentrato ogni energia per
la definizione dei predetti bandi, lasciando da ultimi quelli relativi a 12 posti di consigliere di cassazione e ad 1 posto di sostituto procuratore generale in Cassazione, 2 posti alla DNA, 7 posti di magistrato di appello ed uno di Tribunale applicato in Cassazione.
Consapevoli che l'obiettivo era quello di completare i bandi in questione prima della individuazione delle sedi per gli uditori, fin dal mese di settembre si è chiesto ed ottenuto il prolungamento del tirocinio degli uditori di tre mesi.
Grazie al contributo della struttura di segreteria, si è riusciti a definire sia pure in extremis (e salvo pochissime eccezioni) i tre bandi principali. L'attività di studio dei fascicoli e di valutazione da parte della Commissione, è stata affiancata da una quotidiana analisi delle situazioni frenanti (accantonamenti, ritardi nella comunicazione delle proposte, redazione ed invio dei pareri ex art. 190 ord, giud.) e da un impegno supplementare per superare incrostazioni, inerzie e disguidi, degli interessati, di capi degli uffici, dei consigli giudiziari, della stessa Terza Commissione, ovvero di altre Commissioni.
Sono state effettuate decine di telefonate a singoli colleghi per spiegare e sollecitare e non sempre abbiamo avvertito una grande disponibilità a valutare le ragioni del Consiglio, che erano e sono poi le ragioni di centinaia di colleghi interessati. Sono stati individuati ulteriori momenti della vigente circolare che richiedono un ripensamento e, prima del nuovo bando, ci auguriamo che il plenum valuti alcune proposte di modifica.
In questi ultimi cinque mesi abbiamo così definito 240 ulteriori procedure di trasferimento (fra I grado, appello e distrettuali), così raggiungendo (grazie anche ad una dozzina di collocamenti fuori ruolo, ad una decina di cessazioni e decadenze e grazie anche al lavoro della Quinta Commissione che, con il conferimento di incarichi semidirettivi, ha liberato una decina di posti di primo grado) il predetto totale di 465 vacanze.
Senza eccessive difficoltà , abbiamo anche trasferito 63 colleghi ai sensi della legge 133/98 (su 108 beneficiari), così liberando altrettante sedi già dichiarate disagiate, cui potranno essere destinati i nuovi uditori e che, invece, sarebbero rimaste scoperte per almeno un biennio se il Consiglio non fosse riuscito ad organizzare al meglio la tempistica.
Quanto agli impegni futuri ed alla conseguente e doverosa attività di programmazione delle attività consiliari in materia di mobilità , deve considerasi che la prossima scadenza dell'ulteriore individuazione di sedi per uditori, tenuto conto che le prove orali dell'ultimo concorso dovrebbero concludersi a maggio, è collocabile nel tempo alla fine del 2005, con immissione in possesso nella prima sede a meta del 2006.
Ciò significa che il prossimo bollettino per trasferimenti ordinari (che potrebbe e dovrebbe essere bandito alla fine del 2004) dovrebbe riguardare tutte le sedi che si renderanno vacanti in relazione alla prossima tornata di trasferimenti; in tale futuro bando resterà così meno compressa quella mobilità ordinaria che in occasione delle ultime due pubblicazioni è rimasta influenzata dall'esigenza di reperire le nuove sedi per gli uditori.
Siamo, poi, consapevoli che sarebbe estremamente opportuno che il Ministro distribuisse il secondo scaglione di aumento di organico, previsto dalla legge 48 del 2001, anche anticipatamente rispetto al termine ultimo previsto dalla legge e, cioè, la data di inizio delle prove scritte del nuovo
concorso che deve ancora essere bandito. Il Consiglio si attiverà in questo senso, nella consapevolezza che i tempi di copertura non sono brevissimi e che per il reperimento indispensabile di nuovi posti di I grado in previsione della predetta scadenza (fine 2005) è necessario procedere quanto prima possibile, soprattutto con riferimento alla mobilità verticale, ma con riferimento, altresì, ai posti in aumento nelle sedi e nei distretti ambiti che sarebbe giusto mettere a concorso per i trasferimenti ordinari e non anche destinare ai futuri uditori.
Per concludere alcuni dati relativi ai beneficiari della legge 133 del 1998. Il numero dei colleghi che hanno già maturato il periodo minimo di cinque anni di permanenza in sede disagiata e che sono stati interpellati ammonta complessivamente a 108; di questi si sono avvalsi del beneficio soltanto 63 e, cioè, meno di due terzi.
Questo dato consente di affermare che la legge in questione ha centrato l'obiettivo di favorire la stabilizzazione (temporanea ovvero definitiva) in sede gravate negli ultimi anni da un alto tasso di avvicendamento. Per valutare l'incidenza complessiva dei beneficiari che, poi, si avvalgono effettivamente del diritto di prelazione assoluta va anche considerato che al numero di coloro che, allo stato, hanno preferito rimanere nella sede di prima destinazione, vanno aggiunti coloro i quali non hanno completato il quinquennio, ottenendo prima il trasferimento senza il beneficio della prescelta. Ciò consente di affermare che allo stato si sono avvalsi del beneficio circa la metà dei potenziali beneficiari.
Se poi si considera che la legge in questione ha previsto una progressiva riduzione del numero dei beneficiari (non più di 200 per il 1998, non più di 150 per il 1999, non più di 100 per il 2000 e non più di 50 per gli anni successivi) possiamo anche ritenere che progressivamente l'incidenza di beneficiari nei prossimi anni sarà sicuramente meno dirompente rispetto all' anno che si conclude, dove si è dovuto far fronte alle prime scadenze. Ciò non esclude che fin da quest'anno le mutate esigenze della mobilità impongono una riflessione interna al Consiglio sulle attuali potenzialità e ragioni dell'istituto.

QUINTA COMMISSIONE
A seguito della prematura scomparsa del dott. ABBATE, la commissione ha dovuto riformulare una nuova proposta per l'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Questa volta la commissione si è espressa in modo unanime in favore del dott. GIOVANNI FERRARA (Presidente dell'ufficio g.i.p/g.u.p. del Tribunale di Roma), cui nella precedente occasioni erano andati soltanto i voti dei cons. Aghina e Menditto.
Queste le altre proposte per incarichi semidirettivi definite in settimana dalla commissione:
a) per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Treviso (2 posti) sono stati proposti con voto unanime il dott. AURELIO GATTO (cons. app. Venezia) e il dott. GIOACCHINO TERMINI (Pres. sez. Trib. Trieste);
b) per l'incarico di Presidente di sezione lavoro del Tribunale di S. Maria Capua Vetere il dott. UMBERTO LAURO (Trib. Torre Annunziata), all'unanimità ;
c) per l'incarico di Presidente di sezione lavoro della Corte d'Appello di Ancona il dott. ALBERTO TAGLIENTI (Pres. sez. app. Ancona), all'unanimità , a seguito della revoca del dott. Tropeano;
d) per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Verona il dott. CORRADO PASCUCCI (Trib. Trieste), con l'astensione del cons. Buccico;
e) per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Palermo (2 posti) sono stati proposti con voto unanime il dott. RAIMONDO MARIA LOFORTI (Pres. sez. Trib. Caltanissetta) e la dott.ssa MARIA PATRIZIA SPINA (Pres. sez. Trib. Caltanissetta), con l'astensione del cons. Buccico.
Disposte per la prossima settimana le audizioni dei candidati in fascia aspiranti all'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

OTTAVA COMMISSIONE
Prosegue a ritmo intenso l'esame delle domande di conferma dei giudici di pace in scadenza a fine marzo: si tratta di circa 1600 posizioni da valutare, sulla base dei pareri espressi dai Consigli Giudiziari integrati, e non tutte ancora pervenute all'attenzione della commissione (non sono ancora trasmessi 425 fascicoli individuali).
Un consuntivo finale rivelerà la percentuale di mancate conferme, allo stato particolarmente modesto, nonostante l'esame operato a campione dei provvedimenti giudiziari redatti dai giudici di pace, secondo una normativa già vigente per detti magistrati onorari ed ancora in corso di elaborazione definitiva per quanto riguarda i magistrati togati.
In via di completamento anche il disposto monitoraggio della situazione disciplinare dei giudici di pace riferita all'ultimo quadriennio, i cui dati saranno particolarmente interessanti per valutare (in regime di comparazione con la magistratura professionale) la casistica delle infrazioni disciplinari dei magistrati onorari e l'eventuale riflesso deontologico derivante dal peculiare regime di retribuzione a cottimo.

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