Get Adobe Flash player
Nuova pagina 2

SOMMARIO

1. I PARERI DEL CONSIGLIO SU EUROJUST
2. IL PLENUM SUL RIENTRO DEL P.M. IN D.D.A.
3. LA FORMAZIONE DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
4. APPLICAZIONI EXTRADISTRETTUALI: ALLA RICERCA DI UN CRITERIO OGGETTIVO
5. INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI (ANCORA UN'OCCASIONE PERDUTA)
6. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
7. AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO COMUNITARI
8. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
DALLE COMMISSIONI

Nuova pagina 1



1. I PARERI DEL CONSIGLIO SU EUROJUST
Dopo mesi di approfondite e contrastanti valutazioni in Sesta Commissione è approdata al plenum la pratica relativa al parere richiesto dal Ministro della Giustizia in merito al d.d.l.. relativo ad Eurojust e, cioè, a quella struttura operativa composta di magistrati del pubblico ministero, giudici o funzionari di polizia con pari prerogative, che il Consiglio europeo di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999 ha deciso di istituire al fine di rafforzare la lotta contro le forme gravi di criminalità organizzata.
La Sesta Commissione ha licenziato tre pareri, ai quali, ad inizio di plenum, se ne è aggiunto un quarto a firma del cons. Di Federico.
Se si prescinde da quest'ultimo pseudo parere (mezza paginetta di immotivate lodi al progetto governativo) gli altri tre pareri (già trasmessi in lista) sono tutti espressamente critici rispetto al progetto di legge governativo, che da qualche giorno è stato approvato dalla Camera dei Deputati.
Come già riferito, ha ottenuto la maggioranza (12 voti : Unicost, Marvulli, Favara, Berlinguer, Schietroma, Marotta e Spangher) il parere De Nunzio, otto voti (MD e Mov.) il parere Fici, 3 voti (Di Federico, Ventura Sarno e Buccico) il parere Di Federico; due voti il parere Lo Voi (Lo Voi e Mammone).
Nel parere di maggioranza viene riconosciuta ed affermata, pur in presenza di concorrenti poteri amministrativi, la natura giudiziaria dei poteri attribuiti ad Eurojust; e, proprio in ragione di ciò, si contesta il progetto di legge che attribuisce il potere di nomina del nostro membro nazionale al Ministro della Giustizia, sia pure previo concerto (obbligatorio ma non vincolante) del C.S.M.. Nel parere De Nunzio si auspica, quindi, che, pur mantenendosi ferma la competenza ministeriale, il ruolo del Consiglio venga rivalutato, prevedendosi un accrescimento dei suoi poteri nella fase del concerto, che dovrebbe essere oltre che obbligatorio anche vincolante.
Nel parere votato dai consiglieri del Movimento e di MD è stata messa in risalto - in modo più netto - la evidente natura giudiziaria dei poteri dell'Eurojust e, coerentemente, è stata rivendicata la competenza consiliare riguardo alla nomina del nostro membro nazionale, in ossequio al nostro assetto costituzionale ed, in particolare, ai principi di autonomia ed indipendenza a difesa dei quali è stato istituto ed opera il Consiglio Superiore della Magistratura.
Il parere Lo Voi è rimasto imperniato sulla natura amministrativa dei poteri di Eurojust, per quanto poi, incoerentemente, è stato rivendicato un ruolo più attivo al Consiglio, in particolare, prevedendo la vincolatività del parere espresso nella fase del concerto invertito.
I tre pareri (quello del consigliere Di Federico fa storia a sé) concordano, poi, su alcuni aspetti ancora più inaccettabili del d.d.l. governativo e, cioè, sul potere di direttiva riconosciuto al Ministro e sulla possibilità di nomina, come assistente del membro nazionale (che può sostituirlo nell'esercizio delle funzioni), anche di un funzionario amministrativo. Previsioni che dimostrano, in modo evidente, la reale filosofia del progetto governativo, che è quello di realizzare, a livello europeo, quella soggezione al potere esecutivo del pubblico ministero, che la nostra Costituzione allo stato impedisce a livello nazionale.
In un tale contesto abbiamo ritenuto di non poter assecondare ogni soluzione di mediazione (peraltro finalisticamente poco produttiva, visto il veloce percorso dell'iter parlamentare), posto che la tutela del ruolo e delle prerogative del Consiglio non è secondo noi materia disponibile.
Il parere De Nunzio, in particolare, ci è parso contraddittorio e rinunciatario posto che, una volta riconosciuta la preponderanza delle funzioni giudiziarie attribuite al nostro membro nazionale, avrebbe dovuto discendere l'ovvia attribuzione della competenza in materia di nomina al Consiglio Superiore della Magistratura. Il testo predisposto dal collega Lo Voi è, per ragioni opposte, anch'esso contraddittorio, posto che la teorizzazione della natura amministrativa dei poteri di Eurojust (leggere per credere !!) avrebbe dovuto impedire ogni blanda rivendicazione di un maggior ruolo del Consiglio.
Non possiamo sintetizzare in poche righe l'imponente massa di argomentazioni che avrebbero dovuto indurre, invece, la maggioranza del Consiglio a rivendicare, con forza e senza tentennamenti, il proprio ruolo. Rimandiamo, dunque, al testo dei tre pareri in questione, rinnovando la nostra profonda amarezza per un pezzo di prerogative e competenze consiliari che, in questi anni difficili, viene meno, purtroppo con il concorso attivo dello stesso Consiglio.

2. IL PLENUM SUL RIENTRO DEL P.M. IN D.D.A.
La rinnovata disciplina della DDA, introdotta con la nuova circolare sulle tabelle, è stata oggetto di un quesito posto dal Procuratore di Palermo relativamente alla possibilità di rientro del collega Ingoia, dopo il compimento del periodo massimo di otto anni. Come è nota si è prevista la possibilità di rientro in DDA dopo tre anni di attività dedicata a reati diversi da quelli ex art. 51 c. 3 bis cpp. Nel caso di coassegnazioni per reati di competenza della DDA il termine è interrotto ove vi sia stata "dichiarata disponibilità " mentre decorre ugualmente se il procuratore abbia disposto coassegnazione "in via eccezionale e per irrinunciabili esigenze di ufficio". Il quesito riguardava il regime transitorio ed in particolare la posizione di quei sostituti (quale il dott. Ingoia) che, usciti dalla DDA, avevano ricevuto coassegnazioni da parte del Procuratore. Posto che alcun dubbio sussiste sul fatto che possono rientrare in DDA quei sostituti che sono usciti dalla stessa anteriormente al gennaio 2001 ed hanno operato in altro settore senza trattare reati ex art. 51 n. 3 bis cpp, va rilevato che il punto 76.7 della circolare dispone che il termine dei tre anni decorre dal primo gennaio 2004 "per i magistrati che a tale data siano coassegnatari di procedimenti a seguito di loro dichiarata disponibilità ". La previsione riguarda quindi solo quei sostituti che avevano dato la loro "dichiarata disponibilità " in un momento in cui ciò non aveva rilevanza e che si vedevano esposti al rischio di vedere iniziare il decorso del termine con la cessazione dell'attività connessa alla codelega in atto. Per i sostituti che avevano avuto codelega per volontà del Procuratore, senza una loro espressa disponibilità , il regime derivante dai principi generali affermati in materia doveva essere quello della irrilevanza della situazione come confermato dal fatto che la norma transitoria citata prevede esclusivamente il caso della "dichiarata disponibilità ".
In un delicato tema quale quello della migliore organizzazione possibile degli uffici di procura per contrastare gravi fenomeni di criminalità organizzata, la discussione del plenum si è incentrata sulla necessità di prevedere un adeguato periodo di "decantazione" o "purgatorio" (originali terminologie giuridiche di recentissima previsione....), per il p.m. che abbia concluso il suo apporto presso la DDA.
In plenum ha prevalso la impostazione del relatore di maggioranza Primicerio secondo la quale il termine di decorrenza 1 gennaio 2004 riguarda indifferentemente tutte le situazioni nelle quali, nel passato, vi è stata codelega sia per dichiarata disponibilità che d'ufficio. La maggioranza creatasi (Unicost., MI, laici del Polo, per un totale di 13 voti contro 9) è la stessa che si è formata sulle delibere relative alla Procura di Palermo e, ancora una volta, si è sacrificata la corretta (e, per vero, chiara) interpretazione della circolare a "mirate" finalità soggettive.
Inevitabile conseguenza della scelta, a nostro avviso fortemente influenzata dalle contingenze della Procura di Palermo, sarà costituita dall'estensione del principio affermato dalla maggioranza del plenum a tutti quei p.m. che, pur impegnati (a volta per mero spirito di servizio) nella trattazione di sporadici procedimenti di D.D.A. a seguito del compimento del periodo massimo nella funzione specifica, dovranno attendere sino al 2007 per ritornare ad occuparsi di reati di criminalità organizzata, sacrificando un prezioso patrimonio di esperienza e specializzazione.

3. LA FORMAZIONE DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
Approvata all'unanimità dal plenum un'importante circolare (rel. Aghina) istitutiva di un progetto stabile su base distrettuale finalizzato alla formazione professionale della magistratura onoraria, fino ad ora destinataria di iniziative sporadiche di aggiornamento professionale.
Viene prevista presso ogni distretto l'istituzione di una Commissione per la formazione della magistratura onoraria composta da sette membri (due magistrati professionali, quattro onorari ed un avvocato), che dovrà raccordarsi con il Consiglio Giudiziario per le iniziative di formazione, finanziate dal C.S.M. e dagli enti locali.
Queste in estrema sintesi le caratteristiche principali della delibera:
1) Per la prima volta viene prevista una struttura stabile in sede decentrata preposta alla formazione professionale (iniziale e permanente) di tutte le categorie di magistrato onorario (gdp, goa, got, vpo), che ammontano a complessivamente ad oltre 9000 unità in servizio, fino ad oggi
assistite da interventi di aggiornamento professionale o formativi sporadici e disomogenei sul territorio, atteso che la struttura formativa consiliare in sede centrale ed anche in quella periferica è destinata unicamente ai magistrati professionali;
2) Viene offerta una risposta coerente all'equazione che prevede un incremento della qualificazione professionale dei magistrati onorari propedeutica al loro massivo impiego (come avviene da qualche tempo a questa parte) nei vari uffici giudiziari;
3) Si prevede la creazione di una struttura formativa a composizione "mista", che prevede cioè la partecipazione di un rappresentante per ciascuna delle funzioni onorarie, conseguentemente responsabilizzate anche come organizzatori e non solo destinatari della formazione;
4) Viene nominato (per la prima volta in strutture previste dal CSM) un rappresentante del ceto forense all'interno della commissione, sia per coinvolgere gli avvocati sulle iniziative di formazione di categorie composte per larga parte di avvocati, sia a rispondere alla richiesta di
maggiore qualificazione professionale dei magistrati onorari che proviene dalla stessa avvocatura;
5) Si attua il riconoscimento di un'effettiva equiparazione formativa della magistratura onoraria con quella togata, in una direttrice di pari dignità delle diverse forme di esercizio della giurisdizione, superando le suggestioni negative di carattere economicistico, dirette a marginalizzare l'investimento formativo dei magistrati onorari in quanto "ontologicamente" precari.
Nei prossimi giorni, presso ciascun ufficio giudiziario, verrà diffusa la circolare (già trasmessa in lista e sul sito www.movimentoperlagiustizia.it) con cui si richiede ai colleghi la disponibilità all'assunzione dell'incarico di componente della commissione (un magistrato per il settore civile ed uno per quello penale) che avrà durata biennale, eventualmente rinnovabile per una sola volta.
L'auspicio è che i magistrati sapranno cogliere questa importante occasione per mettersi a disposizione di un progetto di formazione di funzionale importanza per la giurisdizione, non facendo mancare le dichiarazioni di disponibilità , che saranno vagliate dai Consigli Giudiziari.

4. APPLICAZIONI EXTRADISTRETTUALI: ALLA RICERCA DI UN CRITERIO OGGETTIVO
Specie in un momento come quello attuale, caratterizzato da una progressiva riduzione della mobilità dei magistrati, un'adeguata attenzione dovrebbe meritare il tema delle applicazioni extradistrettuali, che possono determinare innegabili vantaggi per il magistrato destinato in applicazione, sia ove la sede richiesta sia ambita sia, ove si tratti di sede disagiate, per i vantaggi ricavabili dai derivati punteggi aggiuntivi.
Da quasi tutti gli interpelli per applicazioni extradistrettuali derivano una pluralità di disponibilità per cui, a norma di circolare, in assenza di elementi preclusivi, si pone il problema della valutazione comparativa degli aspiranti, secondo il principale criterio delle "esigenze dei rispettivi uffici di provenienza".
Si tratta in effetti di un parametro estremamente generico, foriero di interpretazioni difficilmente oggettivabili, ed anche nell'ultimo plenum si è avuta testimonianza di come possano determinarsi posizioni molto distanti tra loro.
In particolare, per un'applicazione al Tribunale di Perugia, è stato destinato con 12 voti (Unicost, Polo, Schietroma) il collega COMEZ del Tribunale di Gorizia, sul presupposto del minore disagio derivante per l'ufficio di provenienza, e perché si trattava di un magistrato con funzioni di g.i.p., come tale più adatto funzionalmente a comporre il Tribunale del riesame per cui era stata richiesta l'applicazione extradistrettuale.
Inutilmente abbiamo sostenuto che la più ridotta dimensione del Tribunale di Gorizia, la residuale presenza di un solo magistrato all'ufficio g.i.p./g.u.p. (con 1500 pendenze) ed i disagi derivanti dalle inevitabili incompatibilità avrebbero dovuto imporre ben diversa scelta (confortati in questo dalla segnalazione degli "effetti devastanti" dell'applicazione dedotti dal Presidente del Tribunale di Gorizia).
Solo 10 voti (Movimento, MD. M.I.) sono confluiti sulla proposta di applicare una collega (meno gravata di pendenze) del Tribunale di Sanremo (ufficio con un organico più ampio).
Veramente singolare il destino del secondo magistrato dell'ufficio g.i.p./g.u.p. del Tribunale di Gorizia che, dopo aver vista disattesa solo pochi mesi fa una sua richiesta di applicazione extradistrettuale al Tribunale di Nola per le particolari esigenze dell'ufficio di servizio, si troverà ora a reggere da solo, e per un periodo non breve, l'intero carico di lavoro della sezione.
Non minori contrasti ha determinato la decisione relativa alla proroga dell'applicazione alla Corte d'Appello di Potenza per sei mesi del dott. VIOLA dal Tribunale di Foggia, che ha prevalso "ai supplementari", rispetto alla proposta di limitarne l'applicazione per i soli giorni di udienza necessari alla definizione di un processo in fase di discussione.
Dopo un voto preliminare ex-aequo, ai 12 voti di Unicost, MI e 4 laici del Polo, si è aggiunto quello del sopravveniente cons. Di Federico, cha è stato determinante per il successo della proroga sull'altra proposta (sostenuta in plenum da MD, Movimenti, Marvulli, Favara, Berlinguer e Schietroma), segno che per determinate aree territoriali vi è una perdurante, particolare attenzione da parte della maggioranza del Consiglio.

5. INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI (ANCORA UN'OCCASIONE PERDUTA)
In fase di elaborazione la nuova circolare in materia di incarichi extragiudiziari, poteva auspicarsi che, anche sulla base delle recenti polemiche derivate dalle strumentalizzazioni discorsive sull'argomento operate in coincidenza di un convegno dell' A.I.G.A., il Consiglio potesse riempire di contenuto le affermazioni rese in quell'occasione, dirette a ridimensionare la portata del fenomeno, ed escludendo l'autorizzazione di incarichi particolarmente onerosi.
Purtroppo invece, nell'inveterata tradizione per cui è sempre difficile dire di no, il plenum ha autorizzato due incarichi di consulenza a colleghi conferiti dalla Presidenza del Consiglio di cui uno in particolare (quello richiesto dal dott. DE AUGUSTINIS, magistrato di Appello destinato alla Procura Generale della Repubblica presso la Cassazione), quale esperto per il Dipartimento per gli Affari giuridici e Legislativi, ancorché prorogato, per la durata di un anno, per un impegno di 20 ore settimanali ed un compenso di E. 35.0000,00 (lordi), appare porsi oltre i limiti della circolare vigente.
Difficile difatti rinvenire una linea di condotta comprensibile nell'autorizzazione ad assumere un incarico di tale remunerazione (indicata tra i parametri di valutazione) e che soprattutto si pone in palese contraddizione rispetto al limite di 35 ore previsto per l'insegnamento universitario, le 60 per le S.S.P.L. e le 80 ore per altre attività didattiche, quando si perviene (come nel caso in questione) ad autorizzare oltre 800 ore di attività extragiudiziaria.
Molto più difficile sarà quindi replicare alle prossime accuse di chi intenderà stigmatizzare l'eccessivo impegno al di fuori dell'attività giudiziaria dei magistrati, atteso che non si è in grado di stabilire un limite ragionevole e coerente.
13 i voti a favore dell'autorizzazione (5 di Unicost, MI, Buccico, Ventura-Sarno, Marotta, Spangher, Favara), 5 i voti contrari (Movimento, Marini e Di Federico), 5 gli astenuti (Stabile, Menditto, Salvi, Civinini e Berlinguer).

6. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Deliberata in settimana al copertura di due posti di Presidente di sezione del tribunale di Treviso, con la designazione dei dott. AURELIO GATTO (cons. appello Venezia) e GIOACCHINO MICHELE TERMINI (Pres. sez. Trib. Trieste); nuovo Presidente di sezione del Tribunale di Verona è il dott. DARIO BERTEZZOLO (Trib. Verona)

7. AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO COMUNITARI
Sono stati selezionati quali partecipanti al corso di Parigi del 3-5 maggio: "Perseguire e punire senza incarcerare; le alternative alla carcerazione" i colleghi BARBARA GRASSO (Trib. sorv. Potenza) e PAOLA DE FRANCESCHI (p.m. Padova).
Per il corso (sempre a Parigi) del 6-7 maggio: "Giustizia riparatrice e vittime", i colleghi MASSIMO LASTRUCCI (p.m. Nicosia) e ROSSANA GIANNACCARI (Trib. Brindisi).

8. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvato in settimana il programma organizzativo della Procura di Reggio Calabria.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Tre proposte per incarichi semidirettivi definite in modo unanime in settimana dalla commissione:
1) La dott.ssa ERSILIA CLARA BLANDALEONE (cons. Appello Messina) è stata proposta per l'incarico di Presidente di sezione lavoro della Corte d'Appello di Messina;
2) Il dott. BRUNO GILOTTA (cons. Appello Bologna) è stato proposto per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Bologna;
3) Il dott. PIETRO CAMPANILE (cons. Appello Bologna) è stato proposto per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Forlì.

OTTAVA COMMISSIONE
Quasi del tutto completate le procedure di valutazione per la conferma di un ultimo biennio di incarico di quasi 1500 giudici di pace, la commissione ha proceduto ad un'attività istruttoria sulle pratiche (aperte su richiesta dei cons. Aghina, Marini e Marotta) relative ad una verifica della situazione di estremo disagio (come segnalata anche da alcuni organi di stampa) dell'attività giurisdizionale di alcuni uffici del giudice di pace della Campania.
Si è evidenziata una situazione di particolare gravità , per cui si è deciso un intervento diretto in loco della commissione, di cui riferiremo in seguito.


Share