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SOMMARIO
1.ISTITUZIONE DI UNA NUOVA COMMISSIONE CONSILIARE PER IL CONFERIMENTO DI FUNZIONI DI LEGITTIMITÀ
2. FUORI RUOLO: MENO SETTE…..
3.PUBBLICAZIONE POSTI VACANTI: CASSAZIONE, MASSIMARIO E D.N.A.
4. DELIBERE A TUTELA SU VICENDE NAPOLETANE
5. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
6.L'ARCHIVIAZIONE DEGLI ATTI RELATIVI AL DOTT. PAOLO MANCUSO
7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
8. AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO COMUNITARI
9. SULLA REITERAZIONE DEI CONCORSI PER I G.O.A.
DALLE COMMISSIONI

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1.ISTITUZIONE DI UNA NUOVA COMMISSIONE CONSILIARE PER IL CONFERIMENTO DI FUNZIONI DI LEGITTIMITÀ
All'inizio di questa consiliatura (settembre 2002), abbiamo chiesto. unitamente ai colleghi di MD, l'apertura di una pratica per l'istituzione di una apposita Commissione consiliare per il conferimento delle funzioni di legittimità e, cioè, per l'assegnazione dei posti di consigliere di Cassazione, di sostituto procuratore generale e del Massimario. Avevamo ritenuto e riteniamo che la creazione di una Commissione consiliare, esclusivamente adibita a tale compito (anche mediante un'opportuna rivisitazione della circolare in materia) avrebbe favorito una più rigorosa selezione ed, in prospettiva, affinato i metodi di valutazione.
Già lo scorso anno la Seconda Commissione aveva approvato a maggioranza (favorevoli: Salmè, Arbasino e Mammone; contrario Tenaglia, astenuti Di Federico e Spangher) una relazione favorevole alla istituzione di questa Speciale Commissione e, tuttavia, il Comitato di Presidenza aveva ritenuto di non sottoporre alle valutazioni del plenum detta relazione conclusiva.
In quegli stessi mesi (primavera 2003) si è discusso, altresì, dello spostamento delle competenze in materia di incarichi semidirettivi dalla Terza alla Quinta Commissione e, dopo, l'approvazione (anche in quel caso a maggioranza) di una proposta favorevole da parte della Seconda Commissione, il dibattito di plenum sollecitato dal Comitato di presidenza (e che in tale materia, per espressa previsione regolamentare, non si conclude con una votazione) aveva indotto il Presidente della Repubblica a determinare le competenze della Terza e della Quinta nel senso da noi auspicato. Ciò è stato un bene, atteso che - grazie a questa elementare innovazione nella distribuzione delle competenze (addirittura banale nella sua evidenza se si considerano i carichi di lavoro) - la Terza Commissione ha potuto operare al meglio nella definizione dei bandi di trasferimento già avviati e nella individuazione delle sedi agli uditori e la Quinta Commissione si è potuta dedicare, oltre che all'esame delle pratiche relative alla copertura dei pochi incarichi direttivi resisi vacanti, anche all'esame (con un approfondimento nei criteri valutativi sicuramente meritorio) dei 104 posti semidirettivi pubblicati il giugno scorso, definendone allo stato poco più di metà . Ciò che sgomenta è che, a distanza di un anno da tale benefica innovazione, alcuni consiglieri, che già avevano osteggiato l'iniziativa, continuano a non accorgersi dei benefici ottenuti ed a sostenere che i tempi lenti nella definizione dei predetti 104 semidirettivi, da parte della Quinta Commissione, dimostrano che si è trattato di una iniziativa sbagliata, senza valutare che la Terza Commissione non avrebbe certamente potuto dedicare neppure una minima parte del tempo che, invece, la Quinta Commissione ha avuto a disposizione.
Tornando alla possibile istituzione di una commissione consiliare per il conferimento di funzioni di legittimità , diretta a rinnovare anche i criteri di selezione, riducendo la valorizzazione della produzione scientifica a vantaggio di quella giurisdizionale.
Anche in questo caso abbiamo registrato una posizione tenacemente contraria dei colleghi di Unicost, cui nulla è valso far notare che si trattava di un'idea fortemente condivisa nel loro programma elettorale (ci è stato replicato che si trattava del programma elettorale per il rinnovo del CDC e non anche di quello del Consiglio (!!!!). In particolare ci è sembrato come la discussione in plenum abbia assunto toni "millenaristici", al punto che si è paventata una cesura tra la legittimità ed il merito, o addirittura parlato di "iniziativa suicida".
Hanno condiviso le nostre posizioni, oltre che i colleghi di MD, anche il cons. Mammone, il Procuratore Generale ed il Presidente Marvulli, che ha rimarcato i tempi troppo lunghi nell'espletamento dei bandi per la attribuzione delle funzioni di legittimità e l'esigenza di un miglioramento nella selezione dei magistrati di Cassazione, non in ragione della loro "superiorità ", quanto della "diversità " delle funzioni di legittimità .
Hanno espresso valutazioni contrarie, unitamente ai colleghi di Unicost, il cons. Lo Voi ed i laici che sono intervenuti.
Siamo convinti che l'istituzione di questa nuova Commissione, che dovrebbe occuparsi esclusivamente del conferimento dei posti di legittimità , offrirebbe maggiori garanzie di approfondimento nella selezione degli aspiranti e potrebbe essere un luogo di riflessione per la individuazione di criteri più adeguati. Tutto ciò mentre la riforma ordinamentale avanza nei lavori parlamentari e rende ancora più incomprensibile la difesa ad oltranza dell'esistente, anche per ciò che riguarda le competenze interne delle singole commissioni consiliari.
E' pur vero che gli stessi colleghi di Unicost hanno recentissimamente presentato una proposta di modifica di circolare in merito ai criteri per il conferimento dei posti di legittimità , con il deposito in Terza commissione di un breve articolato e di una relazione illustrativa. Ora, a prescindere dall'esigenza di una nostra immediata (atteso che i colleghi hanno pubblicizzato detta iniziativa) presa di distanza dalla proposta nella parte in cui prevede la possibilità di un punto in più (per attitudini) in favore dei consiglieri uscenti (e cioè di noi stessi), riteniamo che tale proposta non possa essere discussa in pochi giorni e poiché è stata pressante l'esigenza di procedere alla pubblicazione dei posti vacanti in Cassazione, le possibili modifiche non potranno che applicarsi ai futuri bandi e non anche a questo. Ciò significa che anche l'elaborazione di criteri più adeguati possa essere affidata alla nuova Commissione consiliare, che ci auguriamo davvero venga davvero istituita il prossimo anno. Pur nella consapevolezza che i tantissimi problemi non saranno certamente risolti del tutto con la previsione di una nuova Commissione, poichè sono forse più importanti i criteri di selezione (purché ben fatti e purché, soprattutto, in concreto applicabili e applicati) e che, dunque, il vero problema è quello delle risorse. Da questo punto di vista la riduzione del numero dei Consiglieri è un fattore negativo che ci possiamo limitare a denunciare ancora una volta, mentre si può e si deve operare per un rafforzamento delle strutture di supporto, anche ricorrendo alla collaborazione di personale esterno.
La decisione spetta ora al Presidente del CSM.

2. FUORI RUOLO: MENO SETTE..…
Continua incessante l'esodo di magistrati dalla giurisdizione, collocati "fuori ruolo" per svolgere incarichi di varia natura.
In settimana sono state deliberate delle diverse collocazioni fuori ruolo, inerenti a modifiche delle attività svolte (la nostra circolare prevede a tale proposito un limite massimo di cinque anni):
il dott. SAVERIO FRANCESCO MUSOLINO (f.r. all'Ufficio legislativo del Min. Affari Regionali) è stato destinato quale Esperto del dipartimento affari regionali presso la Presidenza del Consiglio);
il dott. UGO RICCIARDI (Ispettorato presso il Ministero della Giustizia) è stato destinato al contingente consulenti e esperti presso la Presidenza del Consiglio;
il dott. ROBERTO RUSTICHELLI è stato confermato per un altro anno f.r. quale esperto presso l'Ufficio per la semplificazione delle norme e delle procedure del Dipartimento della Funzione Pubblica;
il dott. FRANCESCO FLORIT è stato confermato f.r. fino al 31 maggio 2005 quale giudice alle dipendenze dell'ONU nell'ambito dell'amministrazione UNMISET di supporto alla Repubblica di Timor Est.
Diversa invece la posizione di chi è stato destinato fuori ruolo provenendo dalla giurisdizione ordinaria: la dott.ssa ANNUNZIATA CIARAVOLO (p.m. Milano) è stata confermata per ulteriori 6 mesi quale giudice internazionale del Dipartimento di giustizia dell'ONU in Kosovo;
il dott. ALFREDO MAISTO (Appello Roma) è stato destinato f.r. quale consulente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin;
il dott. LORETO D'AMBROSIO (mag. d'appello presso la Procura Generale della Cassazione) è stato destinato f.r. all'Ufficio per gli affari giuridici e le relazioni costituzionali della Presidenza della Repubblica.
Con i tre colleghi summenzionati si è incrementato a complessivi 223 il numero dei magistrati destinati fuori del ruolo organico della magistratura, e si avvicina ormai il tetto massimo di 230, che costituisce il limite massimo previsto dalle norme in materia, che sarà ineludibilmente raggiunto, poiché quasi sempre verifichiamo il sussistere di percorsi di "sola andata", con sporadici "ritorni" nell'ambito della giurisdizione.
Da mesi segnaliamo in plenum il problema, di prossima ed impellente attualità (atteso che soltanto sette saranno ancora i colleghi disponibili per il "fuori ruolo"), per evitare che si proceda in modo casuale alla loro destinazione, sulla base di un mero criterio cronologico e non piuttosto attraverso un più opportuno vaglio delle effettive necessità e richieste.

3.PUBBLICAZIONE POSTI VACANTI: CASSAZIONE, MASSIMARIO E D.N.A.
Come già anticipato, il plenum del 13 maggio u.s. ha approvato la proposta della Terza Commissione di pubblicazione di tutti i posti vacanti di consigliere di cassazione (22), di sostituto procuratore generale (6), di destinati al Massimario (appello 5 e tribunale 2), di destinati alla Procura Generale (2), oltre che il posto vacante della Direzione Nazionale Antimafia.
Con appositi emendamenti del cons. Fici sono stati pubblicati anche i posti (uno di consigliere ed uno di destinato alla Procura Generale) resisi vacanti a seguito dell'approvazione, nella stessa giornata di plenum, di proposte di trasferimento.
Il dibattito è stato alquanto vivace, essendo stata contestata (in particolare dal cons. Stabile) l'opportunità di pubblicare tutti i posti vacanti, senza lasciare alcuna "quota di riserva". Gli emendamenti sono stati, tuttavia, approvati sia pure a maggioranza; mentre la proposta finale è stata approvata con la sola astensione del cons. Stabile.
Riteniamo che l'avvenuta pubblicazione di tutti i posti vacanti in Cassazione - in effetti si tratta di un'iniziativa mai registrasi in passato - costituisca nulla di più che un atto dovuto: i posti vacanti in Cassazione si pubblicano tutti, perché le procedure concorsuali impegnano risorse e richiedono tempi lunghi, perché se davvero si vuole venire incontro alle esigenze operative della Corte bisogna fare il possibile per coprire gli organici, perché se davvero si vuole agevolare la c.d. mobilità verticale, per liberare posti di I grado (per le note ragioni) bisogna essere coerenti; ed anche perché, se davvero il concorso virtuale per i posti di Cassazione appartiene al passato, bisogna dimostrare, nei fatti, che una possibile restaurazione non è nei nostri desideri.
Del resto, nell'attuale situazione di compressione della mobilità (orizzontale e verticale) determinata dalla progressiva copertura degli organici, si è inteso applicare alla Cassazione lo stesso criterio di trasparenza adottato per i posti di merito, com'è noto oggetto di pubblicazione integrale in bollettino di trasferimento (con eccezione di una quota di riserva del 10% per gli uffici più grandi secondo una proposta su cui peraltro abbiamo espresso voto contrario).

4. DELIBERE A TUTELA SU VICENDE NAPOLETANE
Il Plenum ha definito due pratiche a tutela di magistrati napoletani riguardanti episodi risalenti agli anni 2001/02 e concernenti le indagini sugli anti-global e gli arresti di appartenenti alla Polizia di Stato per presunti abusi commessi in occasione del "global forum" del marzo 2001.
Le delibere, che sono state approvate con il voto favorevole di tutti i presenti ed il voto contrario dei dei laici del polo, intervengono dopo molto tempo dai fatti e quindi l'efficacia dell'intervento è sicuramente attenuata ma il CSM ha ritenuto comunque necessaria una delibera per ristabilire la verità dei fatti e riconoscere la correttezza dei magistrati ingiustamente attaccati.
La prima vicenda riguarda il contenuto di una nota diffusa da alcuni GIP durante il periodo feriale 2001 indirizzata ai colleghi e consegnata anche al dirigente dell'ufficio con la quale si segnalavano alcune particolari situazioni verificatesi, nell'espletamento del turno feriale, nelle attività di autorizzazione e proroghe di intercettazioni telefoniche. Si segnalava che alcuni fascicoli erano incompleti e con rilevanti omissioni e che, in particolare, erano state formulate nuove richieste dopo provvedimenti di rigetto senza dare conto dell'esito di precedenti richieste. Veniva quindi allegata copia di provvedimenti adottati per consentire ai colleghi che svolgevano i successivi turni di orientarsi e si chiedeva una riunione dell'ufficio alla ripresa della attività .
Questo documento è stato presentato, in articolo di stampa comparso su "il Giornale", come una circolare redatta da "gip antagonisti" costituente un vademecum per orientare e uniformare le decisioni dei Gip riguardo alle richieste investigative sui no-global e che volevano fare una riunione "per discutere sui modi di ovviare…" allegando altresì atti coperti da segreto. Sull'argomento intervenivano anche i giornali "il Roma" ed "il Mattino", se ne parlava nella trasmissione "Porta a Porta" ed il conduttore poneva all'intervistato dott. Cordova domanda proponendo il fatto come un rifiuto di concessione di intercettazioni. Dal canto suo il procuratore Cordova (e questo fatto è stato oggetto di una delle incolpazioni che hanno portato alla delibera di trasferimento di ufficio) in sede di audizione avanti alla Commissione Parlamentare Antimafia, aveva indicato tale fatto come una delle "anomalie" riscontrate anche nella condotta di alcuni GIP.
Il Consiglio ha riconosciuto la piena legittimità della condotta dei magistrati Semeraro, Di Stefano, Ciampa, Campoli, Zeuli, in quanto diretta a segnalare incompletezze ed anomalie riscontrate negli atti di PG allegati alle richieste; ha dato atto che gli stessi avevano operato una scelta opportuna e diligente osservando la necessaria prudenza ed ha rilevato il carattere denigratorio degli articoli di stampa e di dichiarazioni di politici negli stessi riportate.
La seconda pratica, aperta su richiesta dell'allora cons. Spataro, riguardava i magistrati della Procura Paolo Mancuso, Marco Del Gaudio e Francesco Cascini ed il GIP Iaselli per gli attacchi subiti a seguito dell'esecuzione dell'ordinanza cautelare nei confronti di esponenti della Polizia di Stato in relazione ai fatti accaduti in occasione del "Global Forum del marzo 2001 e si fondava su dichiarazioni di esponenti politici, delle istituzioni e del mondo sindacale con le quali si esprimevano critiche alle indagini e si manifestava solidarietà agli indagati.
Il Consiglio ha richiamato principi già affermati in delibere relative a casi simili riguardanti i limiti del diritto di critica, i principi affermati dal Capo dello Stato in merito al corretto rapporto tra istituzioni e ha quindi ritenuto tale richiamo pertinente al caso specie, in particolare con riferimento alle dichiarazioni, ritenute lesive della dignità dei magistrati napoletani, di esponenti politici ed istituzionali, con le quali le determinazioni dei magistrati venivano descritte come espressione di complotti o pregiudizi politici.

5. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Conferiti in settimana con voto unanime i seguenti incarichi semidirettivi:
Pres. sez. appello Milano al dott. ERNESTO PERNA LA TORRE (cons. Cassazione);
Pres. sez. lavoro appello Catanzaro al dott. RENATO GRECO (Pres. sez. Trib. Cosenza);
Pres. sez. Trib. Reggio Calabria al dott. SALVATORE LAGANA' (p.m. Messina);
Pres. sez. Trib. Bologna al dott. BRUNO GILOTTA (Appello Bologna).
Divisione in plenum per l'attribuzione dell'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Livorno, per cui ha prevalso il dott. VINCENZO MARTORANO (Trib. Livorno) con 12 voti (Unicost, MI, laici del Polo) rispetto agli 8 voti (Movimento, MD) attribuiti al dott. CLAUDIO LO CURTO (Presidente del Tribunale di Lanusei). Difficile nel caso in questione comprendere come sia stata possibile nella proposta di maggioranza l'attribuzione di analogo punteggio per attitudini ad un collega privo di precedenti esperienze direttive o semidirettive e per di più da 19 anni presso lo stesso ufficio (mentre la circolare valorizza la pluralità di esperienze), a fronte di chi, come il dott. LO CURTO, si trova da oltre 9 anni a dirigere un Tribunale di frontiera in zona particolarmente disagiata. Il riferimento giustificativo operato in plenum a pregresse condotte del dott. LO CURTO (peraltro tutte oggetto di archiviazione) appare pretestuoso, specie se si consideri l'intermittente rigore con cui posizioni più gravi (anche vulnerate da sanzioni disciplinari) sono state valutate dalla medesima maggioranza.
Ulteriore divisione si è determinata per l'attribuzione dell'incarico di Presidente di sezione presso la Corte d'Appello di Napoli conferito al dott. GIUSEPPE DE FALCO GIANNONE (Appello Napoli) con 11 voti, rispetto agli 8 conseguiti dal dott. GIOVANNI FRAGOLA RABUANO (Pres. sez. Trib. Napoli), in cui si è parificato il parametro della attitudini tra chi non poteva vantare precedenti esperienze semidirettive ed un aspirante con ben 13 anni di positivo esercizio, in diversi tribunali, delle funzioni di presidente di sezione. Nella difformità delle situazioni in valutazione resta il dato costante dell'identità della maggioranza consiliare.

6.L'ARCHIVIAZIONE DEGLI ATTI RELATIVI AL DOTT. PAOLO MANCUSO
Il Consiglio ha approvato una proposta di archiviazione della prima commissione approvata coi voti a favore dei consiglieri Arbasino, Berlinguer, Meliadò, Salvi e Tenaglia mentre il cons.. Spangher aveva presentato (ed ha ribadito in plenum) una richiesta di apertura di procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale del dott. PAOLO MANCUSO (Procuratore aggiunto a Napoli).
Tre erano gli episodi all'esame. Il primo era stato originato da segnalazione del procuratore Cordova e riguardava un articolo del dott. Mancuso comparso sul quotidiano "La Repubblica", edizione locale, dal titolo "Cordova indipendente o prigioniero" ed aveva particolare riferimento, secondo la prospettazione dell'esponente, alla attribuzione di "non meglio specificate, ma concretamente e pregiudizialmente allusive, significazioni alla scelta dello scrivente di rilasciare….un'intervista a un quotidiano nazionale caratterizzato da una precisa collocazione…..nell'ambito delle forze politiche".
Il secondo, originato da segnalazione di alcuni avvocati napoletani, riguardava l'annunciata partecipazione (poi non avvenuta) dei dott. Mancuso, Del Gaudio e Cascini (p.m. incaricati delle indagini sui disordini conseguenti al Global-Forum partenopeo), al convegno "Le forme del dissenso tra riformismo e globalizzazione - Magistratura, associazionismo, movimenti ed innovazione tra dissenso e pensiero unico" tenutosi a Napoli il 10 e l'11 maggio 2002.
Il terzo, segnalato dal Procuratore Generale di Napoli, riguardava la valutazione del comportamento del dott..Mancuso di adesione, nell'agosto 2003, a richiesta di incontro di esponenti di una associazione di disoccupati poi revocata dal proc. aggiunto dott.D'Ajello con dichiarazioni alla stampa e col successivo assenso dello stesso dott. Mancuso nonché delle relative esternazioni sulla stampa del dott. D'Ajello.
La vicenda sia in commissione che in plenum è stata oggetto di particolare (e forse esagerato) interesse che si è tradotto in una proposta lungamente elaborata e calibrata nei vari passaggi mentre in plenum, trascendendosi da parte di alcuni dai limiti della valutazione propria della procedura, si sono richiamati personali modelli di figura di magistrato, si è denunciata la propensione del dott. Mancuso alla "esposizione", si sono affrontati i temi del diritto di partecipazione a convegni da parte dei magistrati, si è anche dibattuto della correttezza di iniziative di rappresentati di un ufficio di procura volte a contatti con soggetti esterni interessati, a vario titolo, a fenomeni criminoso ed al di fuori dalla regole che presidiano le attività investigative.
L'archiviazione è stata disposta con 17 voti a favore, 5 contrari (i laici del Polo) e 2 astensioni (Rognoni e Marvulli).

7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Non approvate dal plenum le tabelle "postume" per il 2002/2003 del Tribunale di Reggio Emilia mentre, nonostante una serie di rilievi, sono state approvate quelle del Tribunale di Matera per cui peraltro è stata disposta dalla settima commissione la trasmissione degli atti al Vice Presidente per l'inoltro ai titolari dell'azione disciplinare, in considerazione della reiterazione nell'utilizzazione di G.O.T. per la materia tutelare e della volontaria giurisdizione.
Approvate anche tabelle 2004/2005 per gli uffici della Procura di Rossano, Proc. Lametta Terme, Proc. Gen. Catanzaro, Trib. Isernia, Trib. Larino, Corte App. Campobasso, Trib. min. Campobasso, Trib. sorv. Campobasso, Trib. sorv. Bologna, Proc. min. Palermo, Proc. min. Bologna, Proc. Gen. Bologna, Proc. Gen. Palermo, Proc. Trapani, Proc. Marsala e Proc. min. Brescia.

8. AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO COMUNITARI
Per l'incontro di studio di Madrid su "Pluralismo religioso e stato di diritto" ammessi i colleghi PAOLO DE MARCHI (Trib. Mondovì) e PAOLA VACCA (Trib. Verona).

9. SULLA REITERAZIONE DEI CONCORSI PER I G.O.A.
Approvata dal plenum una significativa delibera che disciplina un argomento sinora non affrontato dal C.S.M., relativo alla possibilità del giudice onorario aggregato di presentare istanza di nomina ad analoga funzione presso un altro Tribunale rispetto a quello di nomina originaria, prima di avere esaurito l'attività di definizione della materia affidatagli nella c.d. "sezione stralcio".
Si tratta di un argomento particolarmente delicato, in quanto correlato anche al periodo massimo di esercizio di dette funzioni onorarie.
Il Consiglio ha ritenuto inammissibile la partecipazione di un g.o.a. ad un concorso per la nomina presso altro ufficio giudiziario perchè non compatibile con le ragioni ispiratrici dell'istituzione dei g.o.a., prevedendo quindi (sulla base del disposto normativo) che il g.o.a. possa presentare una nuova domanda di incarico solo in caso di soppressione del posto originario o di esaurimento del carico di lavoro, e comunque senza mai poter superare (complessivamente) il limite massimo di durata delle funzioni previsto dalla legge.

DALLE COMMISSIONI

PRIMA COMMISSIONE
La commissione ha proposto al plenum un trasferimento di ufficio per incompatibilità per ragioni parentali, uno per incompatibilità ambientale e si accinge a deliberare su alcune procedure ex art. 2 L.G. la cui attività istruttoria è ormai ultimata.
In materia di incompatibilità parentali è stato risposto ad un quesito che riguardava l'obbligo di rendere la dichiarazione in occasione del censimento per quei magistrati che hanno in corso una procedura di trasferimento. Il Consiglio ha deliberato una sospensione del termine per coloro il cui trasferimento è stato già deliberato dal plenum: in questo caso la dichiarazione dovrà essere resa entro il trentesimo giorno dalla presa di possesso nella nuova sede.
Ricordiamo ai colleghi che il 31 maggio scade il termine per rendere la dichiarazione sulla incompatibilità e che tutti i magistrati (anche se in senso negativo) hanno l'onere di compilare i moduli che troveranno nella propria casella personale in Cosmag.

QUINTA COMMISSIONE
Proseguono le proposte per incarichi semidirettivi, dirette ad esaurire il novero dei posti a concorso.
Proposti in settimana:
- per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Bolzano (a seguito di revoca del dott. Meyer) proposto il dott. CLAUDIO GOTTARDI (Trib. Bolzano) con 3 voti (Aghina, Menditto e Primicerio), con 1 voto (Mammone) il dott. GUIDO RISPOLI (p.m. Bolzano);
- per 4 posti di Presidente di sezione del Tribunale di Torino proposti all'unanimità i dott.ri BRUNELLA ROSSO (Appello Torino), PIER GIORGIO ALGOSTINO (Trib. Torino) e GIAMPAOLO PEYRON (Trib. Torino), mentre per il quarto posto sono state operate due proposte: per il dott. FRANCESCO DONATO (Pres. sez. Trib. Biella) con 2 voti (Primicerio e Stabile), e per il dott. GIORGIO SEMERARO (Trib. Torino) con 2 voti (Aghina e Menditto), astenuto il cons. Buccico;
- per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Brindisi, proposto all'unanimità il dott. GABRIELE PERNA (Pres. sez. Trib. Taranto);
- per 2 posti (residui) di Presidente di sezione del Tribunale di Palermo la commissione è stata impegnata in una nuova votazione a seguito della revoca della domanda del dott. Lari, per cui i componenti della commissione Primicerio e Stabile che si erano espressi in precedenza in suo favore hanno indicato il dott. GUIDO LO FORTE (Proc. agg. Palermo), mentre il cons. Aghina ha proposto il dott. FABIO MARINO (Pres. sez. Termini Imprese). Ne consegue che per i due posti ancora da assegnare risultano operate ben cinque proposte: per il dott. NATOLI (3 voti), per il dott. LO FORTE (2 voti), per il dott. SCADUTO (2 voti), per il dott. VIRGA (1 voto) e per il dott. MARINO (1 voto).

SETTIMA COMMISSIONE
Mentre comincia ad affluire il lavoro relativo alla approvazione delle tabelle 2004/05 che hanno seguito la procedura semplificata (i primi giudizi che si possono formulare al riguardo sono certamente positivi), la Commissione è impegnata ad ultimare l'esame di tabelle del biennio precedente che sono pervenute con grande ritardo. Tra queste vi è quella relativa al Tribunale di Napoli che è stato oggetto di un primo esame preliminare e che richiede una approfondita disamina anche alla luce del parere del Consiglio Giudiziario contrario sull'assetto complessivo e favorevole solo sulla strutturazione tendente alla specializzazione delle sezioni civili.
Altra pratica delicata all'esame riguarda la variazione tabellare del Tribunale di Messina finalizzata a consentire il rinnovo della fase dibattimentale del procedimento "mare Nostrum", per cui sono state disposte specifiche audizioni.

OTTAVA COMMISSIONE
A seguito delle emergenze derivate dalle audizioni disposte dalla Commissione presso alcuni uffici del giudice di pace nell'area casertana, è stata disposta l'audizione del dott. Schiavon, direttore dell' Ispettorato presso il Ministero, che ha convenuto circa la necessità di un attento monitoraggio presso gli uffici del giudice di pace in alcune zone meridionali, garantendo la massima collaborazione con l'attività della Commissione.

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