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SOMMARIO
1. SULLA RILEVANZA DEI MOTIVI DI SALUTE IN SEDE DI TRAMUTAMENTO
2. FUORI RUOLO (15 ESCONO, 1 RIENTRA)
3. RIUSCIRÀ IL CSM AD APPLICARE LA NUOVA CIRCOLARE SULLE INCOMPATIBILITÀ PARENTALI ?
4. L'UTILIZZAZIONE DEI GOT NELLE PROCEDURE DI CONVALIDA DEGLI STRANIERI
5. QUESTIONARIO SULLE "PARI OPPORTUNITA' IN MAGISTRATURA"
6. AMMISSIONI AI CORSI INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI

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1. SULLA RILEVANZA DEI MOTIVI DI SALUTE IN SEDE DI TRAMUTAMENTO
Dopo un lungo esame in Terza Commissione è approdata in plenum ed è stata approvata (con il voto contrario dei colleghi di MD e del cons.Berlinguer, per le ragioni che chiariremo più avanti) una proposta di modifica della circolare sui trasferimenti, nella parte relativa ai benefici che possono essere riconosciuti per ragioni di salute del magistrato o di un suo prossimo congiunto.
L'esigenza cui si è cercato di ovviare - a distanza di oltre un decennio dall'entrata un vigore della legge n. 104 del 1992 in materia di tutela delle persone portatrici di handicap - è stata quella di evitare oscillazioni applicative, che in questi anni sono state determinate, in gran parte, da una carente regolamentazione della vigente circolare, da fonti normative primarie di non facile interpretazione e dai riflessi di una giurisprudenza (costituzionale, amministrativa, ordinaria di merito e di legittimità ) che soltanto negli ultimi anni si è definitivamente stabilizzata.
Si è così proceduto, preliminarmente, ad un'analisi di tutte le delibere degli ultimi anni e si è, quindi, predisposto un nuovo articolato (paragrafi VIII, IX, IX bis e IX ter della circolare), con una analitica descrizione delle diverse situazioni legittimanti i benefici - e, cioè, a) grave patologia, b) patologia integrante una situazione di handicap, c) patologia integrante una situazione di handicap - con distinzione, per ciascuna di queste situazione, dei benefici concedibili a seconda che si tratti di patologia del magistrato, ovvero del coniuge o dei figli, ovvero dei genitori o dei fratelli (purché stabilmente conviventi), ovvero ancora di altri congiunti (parenti o affini fino al terzo grado, ma soltanto, per questa categoria, in particolarissime ed eccezionali condizioni).
La linea guida è stata quella di limitare al massimo - conformemente a quanto previsto dalla legge 104/92, per come uniformemente interpretata - il diritto al trasferimento con precedenza assoluta, che è rimasto circoscritto ai casi in cui la situazione di handicap grave riconosciuto riguarda il magistrato, il coniuge, ovvero i figli, ovvero ancora i genitori o i fratelli (purché stabilmente conviventi questi ultimi da almeno un biennio); se, invece, la situazione di portatore di handicap riguarda altro parente o affine fino al terzo grado è stato previsto che, per il riconoscimento del diritto al trasferimento, bisogna verificare gli altri presupposti previsti dalla legge e, cioè, una situazione di assistenza in atto (e non anche una situazione di assistenza da realizzare con il trasferimento) e la mancanza di altri familiari in grado di sopperire.
E' stato così escluso, espressamente ed in modo inequivoco, il diritto al trasferimento per la maggior parte delle fattispecie che in questi anni sono stati sottoposti all'attenzione del Consiglio. Deve infatti considerarsi che normalmente le richieste vengono avanzate con riferimento a patologie che riguardino genitori non conviventi (e, comunque, già assistiti da altri familiari), ovvero nonni e zii. La nuova circolare considera, tuttavia, anche alcune di tali situazioni, che sono comunque (ricorrendo i presupposti) meritevoli di considerazioni; ed è stato così previsto il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo da far valere in sede di concorso ordinario, ovvero, nei casi di urgenza, anche con procedura di trasferimento extra ordinem.
La nuova disciplina (la circolare è stata trasmessa in lista) dovrebbe ridurre considerevolmente il numero dei trasferimenti con precedenza assoluta. Sarà possibile, al contempo, venire incontro a situazioni comunque meritevoli di considerazioni, attraverso l'attribuzione di punteggi aggiuntivi e la connessa possibilità , attraverso la procedura del concorso virtuale, di essere trasferiti, se non proprio alla sede più ambita, quanto meno in una sede vicina per ottenere la quale è richiesto un punteggio minore.
Tutela massima, dunque, quando una gravissima patologia (che comporti il riconoscimento di una situazione di handicap grave) colpisca il magistrato, il coniuge, un figlio (ovvero i genitori o un fratello in caso di stabile convivenza da almeno un biennio); tutela meno efficace quando la patologia non raggiunge i livelli dell'handicap grave, ovvero quando i congiunti coinvolti possano essere assistiti da altri.
I colleghi di MD hanno votato contro la proposta di maggioranza (rel. Fici), non condividendone un solo aspetto, con riferimento alla quale hanno presentato una proposta alternativa (rel. Civinini): si tratta dei casi di handicap grave di coniuge e figli, per i quali nella proposta alternativa (rimasta soccombente) si prevedeva che il trasferimento con precedenza assoluta venisse riconosciuto - quando ricorreva una situazione di handicap grave di coniuge o figlio - soltanto in caso di stabile convivenza del nucleo familiare e non anche quando la situazione di convivenza (e, quindi, di assistenza) doveva essere realizzata attraverso il trasferimento.
Con la proposta di maggioranza si è, invece, ritenuto che nei casi in cui una grave patologia (comportante il riconoscimento dell'handicap grave) colpisca il coniuge o il figlio del magistrato, richiedere anche la stabile convivenza per riconoscere il beneficio del trasferimento, avrebbe significato penalizzare ulteriormente quei nuclei familiari che vivono separati per ragioni di lavoro e che, pertanto, sono ancora più svantaggiati in caso di grave patologia di uno dei componenti. E' bene, tuttavia, evidenziare che nella proposta di minoranza (sicuramente più severa e che nulla in più concede rispetto a quanto previsto dalla legge 104/92) ci si faceva carico di tali situazioni, prevedendo un sostanzioso punteggio aggiuntivo, che tuttavia avrebbe potuto essere insufficiente per alcune particolari situazioni che nella proposta di maggioranza vengono più adeguatamente tutelate.

2. FUORI RUOLO (15 ESCONO, 1 RIENTRA)
Deliberata la collocazione fuori ruolo di 15 magistrati, di cui però ben 14 (già esterni alla giurisdizione), hanno unicamente mutato (o prorogato) la loro precedente destinazione, e pertanto non modificano il numero complessivo dei magistrati collocati fuori ruolo, che resta computato in 223.
BERNADETTE NICOTRA (Commissione Telekom-Serbia) > all'Ufficio per il contrasto sulle discriminazioni del Dipartimento delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
MARIA ANTONIA GARZIA (Magistrato segretario del C.S.M.) > all'Ufficio per il contrasto sulle discriminazioni del Dipartimento delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
MARIANNA LI CALZI > prorogata per altri 3 anni quale esperto tributario del SECIT;
STEFANO APRILE, CRISTINA BIANCONI, GIUSEPPE CAPOCCIA, SILVIO CINQUE, GIOVANNA CARLA DE VIRGILIIS, MARIA LUCIA FRATE, VITTORIO MISITI, ANTONIO SANGERMANO, SILVIA SANTUCCI , SILVIA SERENI, MARIA VIGNA (magistrati fuori ruolo destinati al Ministero della Giustizia per il semestre europeo) > continuano la loro attività f.r. con funzioni amministrative presso il Ministero della Giustizia;
STEFANO PEPE (Tribunale di Locri) > alla Corte Costituzionale quale assistente di studio del giudice costituzionale Annibale Marini.
In controtendenza rispetto al "trend" che dirige i magistrati fuori ruolo, va sottolineato il "rientro" in ruolo (al Tribunale di Napoli) del dott. ALFONSO BARBARANO, dall'Ispettorato presso il Ministero della Giustizia.

3. RIUSCIRÀ IL CSM AD APPLICARE LA NUOVA CIRCOLARE SULLE INCOMPATIBILITÀ PARENTALI ?
La prima procedura di trasferimento di ufficio ex art. 18 O.G. approdata in plenum ha rivelato le difficoltà che incontrerà la nuovo disciplina in materia di incompatibilità parentali nella sua pratica attuazione.
La Prima Commissione ha proposto al plenum con cinque voti a favore ed uno contrario ( il relatore Tenaglia che è stato sostituito come relatore da Arbasino) il trasferimento di ufficio del presidente di una sezione civile del tribunale di Lecce (il dott. PASQUALE MARCO ESPOSITO) il cui figlio, iscritto all'albo di Lecce (ed in extremis iscrittosi all'albo di Brindisi), esercitava attività professionale nel settore civile in Lecce dal 2000, oltre ad aver ricevuto numerosi incarichi quale "ausiliario" in procedure esecutive di competenza della sezione presieduta dal padre.
La procedura aveva avuto un lungo iter, in quanto iniziata nel 2000, e si era arrestata a fronte dell'impegno assunto dal magistrato di far trasferire l'attività del figlio a Roma, circostanza poi non verificatasi ed essendosi anzi registrato un incremento della attività professionale del figlio in Lecce. Ciò aveva determinato il Consiglio Giudiziario di Lecce ad esprimere per due volte, a distanza di quasi due anni, parere sulla sussistenza della incompatibilità anche alla luce della posizione assunta (e degli elementi forniti) dal locale consiglio dell' ordine forense.
La vicenda si collocava nell'ambito delle forti polemiche avanzate dal consiglio dell'ordine riguardanti i numerosi rapporti parentali tra magistrati ed avvocati nel distretto di Lecce, ed il tema del conferimento di incarichi a figli di magistrati era stato affrontato anche dalla stampa locale.
Dopo la delibera della commissione e prima della riunione del plenum, il dott. Esposito ha comunicato che il figlio aveva dimesso i mandati defensionali a Lecce (con lettere spedite ai clienti il giorno successivo alla ricezione della comunicazione della delibera di commissione), ed ha chiesto quindi la sospensione della procedura ai sensi dell'art. 54 della circolare per l'avvenuta iscrizione all'albo degli avvocati di Brindisi.
Il relatore si è opposto evidenziando non solo la sintomaticità di una tempistica di gestione della situazione professionale del figlio del magistrato, ma anche la stessa insussistenza dei presupposti indicati dall'art. 54 che richiede, per un verso, la cessazione della attività professionale presso la sede ove opera come magistrato il congiunto e, per altro verso, una espressa dichiarazione dell'avvocato di trasferimento del complesso della propria attività professionale che è costituita anche dall'"avviamento" dello studio.
Su proposta del presidente della commissione Salvi il plenum a stragrande maggioranza ha deliberato il ritorno della pratica in commissione per valutare il problema della sospensione della procedura anche al fine di acquisire l'omessa dichiarazione dell'avvocato.
Gli aspetti che destano preoccupazione riguardano l'evidente tendenza del Consiglio a favorire soluzioni non traumatiche forzando le norme regolamentari che lo stesso consiglio si è dato, con "improprie" sanatorie anche in situazioni nelle quali il magistrato ha manifestato di gestire la condizione professionale del figlio con apparente, spregiudicatezza modulandola nel tempo in funzione dell'andamento della procedura nonché la concezione, sottesa, secondo la quale la lesione dell'immagine della funzione dipende dalle concrete e "strategiche" scelte operate dal magistrato o dal congiunto avvocato.

4. L'UTILIZZAZIONE DEI GOT NELLE PROCEDURE DI CONVALIDA DEGLI STRANIERI
Rispondendo ad un quesito formulato dal Presidente di una sezione del Tribunale di Roma, riepilogando l'ambito delle competenze attribuibili ai GOT in sede tabellare, il plenum ha puntualizzato che, nei procedimenti relativi alle convalide per gli stranieri, restino escluse le convalide ex art.14, co.4 d.lgs. n.286/98 (per il trattenimento della persona presso le strutture di permanenza temporanea), così come previsto dall'art.58 della circolare sulle tabelle (la delibera è stata trasmessa in lista).
La prospettazione formulata dal Tribunale di Roma era diretta alla possibilità di ampliare gli spazi di ricorso ai GOT, per cui è stato ribadito che non si può fare ricorso ai GOT per i provvedimenti di convalida previsti dall'art.14 e che i GOT possono essere destinati ai procedimenti di convalida ex art.13 co.5/bis (su cui è intervenuta di recente la Corte Costituzionale) solo in ipotesi di supplenza e non con assegnazioni esclusive o prioritarie.

5. AMMISSIONI AI CORSI INTERNAZIONALI
Nel quadro dell'intensa attività di formazione internazionale, che quest'anno ha raggiunto un numero record di partecipazione di magistrati italiani, sono state deliberate le ammissioni per i seguenti corsi:
- Seminario sull'ambiente (Cordoba, 14-16 giugno): MASSIMILIANO SIDDI (p.m. Macerata) e ROBERTO RIGGIO (Trib. Termini Imprese);
- Prova penale e progresso scientifico (Parigi, 7-11 giugno): GIAN MARCO DE VINCENZI (Trib. Lecco), MARIA ROSARIA GIUGLIANO (Trib. Torre Annunziata), ANNA MAGELLI (Trib. Monza), ALESSANDRO MONETI (Trib. Prato), ANTONIO GIUTTARI (Trib. Catania).

6. QUESTIONARIO SULLE "PARI OPPORTUNITA' IN MAGISTRATURA"
Nell'ambito di un progetto, a finanziamento comunitario, concernente la "Partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini nel processo decisionale", sviluppato con la collaborazione di altri partners europei (Francia, Spagna e Romania), diretto ad una verifica delle dinamiche di accesso femminile agli incarichi dirigenziali e istituzionali della magistratura, è stata approvato dal plenum il testo di un articolato questionario, predisposto dal Comitato per le pari opportunità in magistratura, finalizzato all'acquisizione di dati di conoscenza relativo alle possibili cause della partecipazione minoritaria delle donne magistrato a funzioni direttive.
Il questionario (comprensivo di circa 90 domande) verrà distribuito nei prossimi giorni a tutti i magistrati.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Definite in settimana dal plenum le seguenti proposte per incarichi direttivi:
Per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza: proposto con cinque voti il dott. IVANO NELSON SALVARANI (Presidente di sezione del Tribunale di Venezia), mentre un voto (Schietroma) è andato al dott.MARIO MILANESE (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bassano del Grappa).
Per l'incarico di Presidente del Tribunale di Lucera proposto all'unanimità il dott.GIUSEPPE PELLEGRINO (Presidente del Tribunale di Melfi).
Dopo lunghissima "gestazione" terminata in commissione la procedura relativa alla nomina dei posti semidirettivi vacanti presso gli uffici giudiziari di Roma.
Per i due posti di Presidente di sezione lavoro presso la Corte d'Appello di Roma proposta unanime per la dott.ssa GRAZIA CATALDI (Cons. di Cassazione) e il dott. MAURIZIO PACIONI (Appello Roma).
Più numerose (cinque) le proposte per i due posti di Presidente di sezione presso la Corte d'Appello di Roma: il dott. EVANGELISTA POPOLIZIO (Appello Roma) con i voti dei cons. Aghina, Schietroma, Stabile e Buccico; il dott. ENZO COSTANZO (Cons. di Cassazione) con i voti dei cons. Primicerio, Schietroma, Stabile e Buccico; il dott. GIUSEPPE MARZIALE (Cons. di Cassazione) con i voti dei cons. Aghina e Menditto; il dott. COSTANTINO FUCCI (Presidente di sezione del Tribunale di Roma) con il voto del cons. Primicerio; il dott. MARIO LUCIO D'ANDRIA (Presidente di sezione del Tribunale di Roma) con il voto del cons.Menditto.
Anche per i sei posti a concorso di Presidente di sezione del Tribunale di Roma si è raggiunta l'unanimità della commissione soltanto sulle proposte in favore dei dott. ROBERTO GERARDI (Trib. di Roma) STEFANO MESCHINI (Trib. di Roma); cinque voti (astenuto Buccico) per le proposta in favore del dott. GUSTAVO BARBALINARDO (Trib. di Roma), cinque voti (astenuto Aghina) per la proposta in favore del dott. CIRO MONSURRO' (f.r. all'Ispettorato Min. Giustizia), cinque voti (astenuto Buccico) per la proposta in favore del dott dott. ENRICO DE SIMONE (Tribunale di Roma). Per il sesto posto sono stati proposti il dott. CARMELO RINAUDO (Trib. Roma) con i voti dei cons. Primicerio, Stabile, Buccico ed il dott. ANTONIO BEVERE (Trib. Roma) con i voti dei cons. Aghina e Menditto (astenuto Schietroma).
Per i due posti di Presidente di sezione del Tribunale di Modena proposta concorde per la dott.ssa ELEONORA FELICITA DE MARCO (Sost. Proc. Gen. Corte d'Appello di Bologna), cinque voti a favore (astenuto Buccico) per il dott. FRANCESCO MARIA CARUSO (Appello Caltanissetta).
Indicazione unanime del dott. ORAZIO PESCATORE (Trib. Bologna) per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Forlì.

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