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SOMMARIO
1.APPROVATO IL PARERE SUL PROGETTO DI RIFORMA DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
2.LA CONCLUSIONE DI DUE PROCEDURE DI INCOMPATIBILITA' AMBIENTALE
3.IL RITORNO IN RUOLO DEL SEGRETARIO GENERALE DEL C.S.M.
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
6.IL C.S.M. E IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI MILANO
7. UN GRUPPO DI LAVORO PER IL PARERE SULLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE
8. FUORI RUOLO
9. AMMISSIONI AI CORSI INTERNAZIONALI
10. AUMENTO DEGLI ORGANICI: ADEMPIMENTI DEL MINISTRO ED ESIGENZE DEL CSM.
11.ANCORA NOMINE DELLE COMMISSIONI PER LA FORMAZIONE DELLA M.O.
DALLE COMMISSIONI

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1. APPROVATO IL PARERE SUL PROGETTO DI RIFORMA DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
Con il voto di tutti i componenti togati, quello del Vice Presidente Rognoni, dei due membri di diritto e dei cons. Berlinguer e Schietroma, il plenum del C.S.M. ha approvato un parere sul D.D.L. di riforma del'Ordinamento giudiziario, nel testo varato (con voto di fiducia) al Senato a seguito della presentazione di un ulteriore maxiemendamento.
Come è noto, si tratta di un contributo che rischia di essere virtuale, in quanto la richiesta di interlocuzione è intervenuta solo dopo l'approvazione del testo da parte di un ramo del Parlamento.
Il parere è fortemente critico sull'intero impianto del D.D.L. delega, così come critici erano stati i precedenti due pareri espressi dal CSM sul progetto di riforma in esame.
Sono stati, in particolare, evidenziati numerosi profili di incostituzionalità e illustrate le ragioni per le quali la normativa prospettata è insuscettibile di applicazione positiva e provocherebbe
ritardi e farraginosità nell'esercizio delle funzioni giudiziarie.
Nel parere si sono illustrati i contorti meccanismi procedurali che potrebbero determinare una sostanziale ingestibilità del sistema dei trasferimenti e dei concorsi, nonché l'abnorme privilegio conferito ad una ristretta categoria di magistrati operanti presso il Ministero.
La configurata gerarchizzazione degli uffici giudiziari, dalle Procure alla Corte di Cassazione, determinerebbe un significativo azzeramento delle garanzie dei cittadini.
Rispetto al testo proposto dalla commissione, l'approvazione di una serie di emendamenti (cons. Aghina) ha consentito di evidenziare ancor più le discrasie operative del sistema dell'opzione irrevocabile verso una specifica funzione, la dilatazione dei tempi dei meccanismi concorsuali e l'incongrua previsione della temporaneità degli incarichi semidirettivi requirenti.
Accolta anche la soppressione di una precedente valutazione critica in ordine all'abolizione di periodi di stage dell'uditore in tirocinio preso gli studi di avvocato (per cui si sarebbero inevitabilmente prospettati meccanismi valutativi), non è stato invece accolto un emendamento diretto a sottolineare l'utilità della prospettata pubblicazione dei posti semidirettivi con indicazione preventiva della sede di destinazione, ritenuta dalla maggioranza elemento di rigidità nella gestione degli uffici giudiziari.
Il parere di minoranza predisposto dal prof. Spangher, anch'esso peraltro significativamente critico per taluni aspetti, sul D.D.L.. in discussione, è stato votato dai 5 consiglieri eletti su indicazione della C.d.l.
Il testo completo del parere, comprensivo di tutte le modifiche apportate in plenum (già divulgato nella mailing-list) è consultabile sul sito www.movimentoperlagiustizia.it.

2. LA CONCLUSIONE DI DUE PROCEDURE DI INCOMPATIBILITA' AMBIENTALE
Si sono concluse con l'archiviazione due procedure di trasferimento per incompatibilità ambientale delle quali avevamo dato conto nel notiziario scorso. In realtà non vi è stata discussione in plenum in quanto i due magistrati hanno scelto, come previsto dalle disposizioni in materia, di far venir meno spontaneamente la loro permanenza nella sede.
L'uno, il dott. LOFFREDO (Procuratore presso il Tribunale dei Minori di Genova), ha chiesto il pensionamento e la sua domanda è stata accolta nella stessa seduta mentre l'altro, il dott. PURPURA (Trib. Crema), ha ottenuto il trasferimento al Tribunale di San Remo.

3. IL RITORNO IN RUOLO DEL SEGRETARIO GENERALE DEL C.S.M.
Su sua specifica richiesta il plenum ha deliberato il ritorno in ruolo alle originarie funzioni di magistrato d'Appello del Massimario presso la Cassazione del dott. LUIGI SALVATO, segretario generale del C.S.M.
Al rispetto per una scelta personale deve accompagnarsi anche il rammarico per l'improvvisa interruzione dell'attività prestata dal dott. Salvato presso il Consiglio, dove è emersa la sua intensa dedizione al lavoro, il rigore comportamentale e il profondo senso istituzionale.
Dopo solo sei mesi dalla designazione, intervenuta per la prima volta in modo non unanime (v. il Notiziario dal CSM del 12 dicembre 2003), il Consiglio si viene a così a trovare nella necessità di provvedere ad un'ulteriore sostituzione nel delicato ruolo di segretario generale, per cui è lecito auspicare tempi rapidi ed una soluzione ampiamente condivisa.

4. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Decisioni unanimi del plenum per il conferimento dei seguenti incarichi semidirettivi:
dott. TOMMASO MARRESE (Appello Lecce) per Presidente di sezione del Tribunale di Potenza;
dott. CLAUDIO PRATILLO HELLMANN (Appello Perugia) per Presidente di sezione lavoro Tribunale di Perugia;
dott. BRUNELLA ROSSO (Appello Torino), PIER GIORGIO ALGOSTINO (Appello Torino) e GIAMPAOLO PEYRON (Tribunale Torino) per Presidenti di sezione del Tribunale di Torino;
GABRIELE PERNA (Pres. sez. Tribunale Taranto) per Presidente di sezione del Tribunale di Brindisi.
"Quasi unanimità " per le seguenti decisioni:
STEFANO JACOVACCI (Presidente di sezione del Tribunale di Fermo) per Presidente di sezione lavoro del Tribunale de L'Aquila (con il voto contrario del solo cons. Mammone);
ALESSANDRO DI BENEDETTO (Appello Catania) per Presidente di sezione della Corte d'Appello di Caltanissetta (con le astensioni dei cons. Lo Voi e Mammone).
Conferito invece "ai supplementari" e dopo una seconda votazione, l'incarico di Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna al dott. SILVERIO PIRO (p.m a Roma), per cui hanno espresso l'indicazione di voto dodici consiglieri (Movimenti, MD, MI, Favara, Berlinguer), così come dodici (Unicost, laici del Polo, Schietroma) sono stati i voti riportati dal dott. RICCARDO LUIGI ROSSI (Trib. sorveglianza Bologna); in situazione di "parità ", ha prevalso il dott. Piro in ragione della maggiore anzianità .
Ampia discussione ha riguardato infine il conferimento del quarto posto di Presidente di sezione del Tribunale di Torino, per cui ha prevalso il dott. FRANCESCO GENNARO DONATO (Pres. di sezione del Tribunale di Biella) con 15 voti (Unicost, MI, laici del Polo, Favara; Marvulli) rispetto agli 8 voti (MD, Movimento, Berlinguer) andati al dott. GIORGIO SEMERARO (Trib. Torino), in virtù di un'interpretazione regolamentare dei requisiti concorsuali (quanto all'allegazione di dati statistici aggiornati e comparati) che ha dato adito a prolungate discussioni e su cui, per la peculiarità della fattispecie, si ritiene utile uno specifico approfondimento a cui si rinvia quanto prima.

5. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate dal plenum in settimana le tabelle per il 2004/2005 del Tribunale di Lucera e della Procura di Bari (con la precisazione del necessario rispetto della circolare quanto ai casi di deroga ai criteri di assegnazione degli affari).
Non approvate, con molteplici osservazioni, le tabelle per il 2002/2003 del Tribunale di Lucca.

6. IL C.S.M. E IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI MILANO
Il Consiglio non ha approvato un decreto del presidente del tribunale di Milano con il quale si modificava la decorrenza degli effetti di un concorso interno: la delibera si è conclusa con la segnalazione ai titolari della azione disciplinare e la trasmissione degli atti alla prima commissione competente per le incompatibilità ambientali.
La vicenda, che contrappone su questioni organizzative l'organo di autogoverno ed il dirigente dell'importane ufficio giudiziario lombardo, risale agli inizi del 2003, quando il presidente ebbe a bandire a breve distanza di tempo tre successivi concorsi per un limitato numero di posti (tale il dato fattuale, anche se gli aspetti sono molto più complessi perché il terzo dei concorsi era stato bandito per creare posti per gli uditori destinati alla sede).
A distanza di molti mesi dall'esito dei concorsi e quando già i vincitori avevano preso possesso dei posti il CSM, anche sulla base di osservazioni di magistrati che erano stati danneggiati, sotto il profilo della legittimazione, dal metodo usato, li ha annullati in quanto il presidente aveva violato la regola della concentrazione e periodicità dei concorsi frazionandoli.
Il presidente del tribunale ha allora formulato un quesito al CSM per sapere con quali modalità dovesse essere ripetuto il concorso, rilevando che alcuni di quei posti erano stati destinati agli uditori che erano in fase di tirocinio "mirato": il CSM, a maggioranza, indicava la necessità di procedere a nuovo bando ammettendo tutti i magistrati legittimati al momento dell'ultimo dei tre concorsi.
Veniva quindi respinta la proposta di minoranza del cons. Arbasino che tendeva a delimitare il concorso ai soli magistrati che avevano fatto domanda in occasione dei tre concorsi annullati. A fondamento di questa proposta vi era la esigenza di consentire una soluzione di delicate situazioni restringendo l'area degli interessati nella consapevolezza che la riapertura del concorso anche ad altri magistrati avrebbe creato gravi problemi.
L'esito del concorso ha comportato che alcuni magistrati che avevano partecipato ai primi bandi non hanno più presentato domanda (e quindi sono tornati, dopo un anno nelle nuove funzioni, al posto precedentemente occupato), altri degli originari concorrenti hanno ottenuto il posto richiesto, altri ancora, che non avevano in precedenza partecipato al bando, hanno proposto domanda di trasferimento.
Nel complesso, questo secondo concorso è stato approvato dal CSM anche se resta il fatto, decisamente contrario a criteri organizzativi improntati alla efficienza, di magistrati che per un anno hanno svolto funzioni sulla base di un concorso nullo. Che ne sarà di quel periodo ai fini della legittimazione a successivi concorsi?
Ma la vicenda non è finita perché il presidente del tribunale, dopo aver previsto nel nuovo decreto la decorrenza degli esiti del concorso alla fine di giugno 2004, con successivo provvedimento ha posticipato la decorrenza a fine settembre, motivandola con la esigenza di consentire ai magistrati trasferiti di completare i procedimenti che stavano trattando.
Rilevata un'esigenza limitata solo ad alcuni casi, il CSM con la delibera di approvazione del concorso ha confermato che la decorrenza era quella del giugno (ormai decorsa al momento della delibera), precisando che al soddisfacimento delle esigenze prospettate si poteva ricorrere alle applicazioni, disponendo in via ultimativa va che entro cinque giorni dalla comunicazione si dovesse dare esecuzione ai trasferimenti.
Nella fase di decorso di questo termine il presidente del tribunale ha emesso un nuovo provvedimento col quale si è ribadita la decorrenza da settembre, creando creato presso il Tribunale di Milano una paradossale situazione per i magistrati interessati ai trasferimenti, disorientati rispetto a due decisioni configgenti in ordine all'esecuzione dei trasferimenti, con conseguente, grave pregiudizio per la funzionalità dei servizi.
La delibera approvata in settimana dal plenum annulla anche quest'ultimo provvedimento del presidente del tribunale di Milano, la cui condotta verrà quindi valutata in sede disciplinare nonché sotto il profilo della incompatibilità ambientale.
Come già anticipato in un precedente notiziario, il presidente del tribunale di Milano ha proposto ricorso straordinario al Capo dello Stato avverso la delibera del CSM che aveva annullato i tre concorsi.
I consiglieri Arbasino, Marini e Tenaglia hanno congiuntamente chiesto la apertura di una pratica di settima commissione al fine di svolgere una rapida indagine sull'ormai caotico stato organizzativo del tribunale di Milano.

7. UN GRUPPO DI LAVORO PER IL PARERE SULLA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE
E'stata deliberata la costituzione di un gruppo di lavoro per coadiuvare l'attività della sesta commissione, impegnata nella predisposizione di un parere sul D.D.L. approvato dal Consiglio dei Ministri il 24.10.2003 "Delega al Governo per l'attuazione di modifiche al codice di procedura civile", nella composizione (mista) qui di seguito riportata:
AVVOCATI
1. Alessandro BONZO (foro di Torino)
2. Lelio DELLA PIETRA (n. il 5.11.1963) (foro di Napoli)
3. Pietro RUGGERI (foro di Bologna)
4. Carlo VERMIGLIO (foro di Messina)
DOCENTI UNIVERSITARI
1. Franco CIPRIANI (Università di Bari)
2. Francesco Paolo LUISO (Università di Pisa)
3. Andrea PROTO PISANI (Università di Firenze)
4. Michele TARUFFO (Università di Pavia)
MAGISTRATI
1. Sergio DEL CORE (Consigliere della Corte di Cassazione)
2. Antonio DIDONE (Consigliere della Corte di Appello L'Aquila)
3. Milena FALASCHI (giudice del Tribunale di Roma)
4. Gianfranco GILARDI (Consigliere della Corte di Cassazione)
5. Marco PIVETTI (sost. proc. gen. presso la Procura Generale della Corte Cassazione)
6. Tommaso VIRGA (Consigliere della Corte di Appello di Palermo).

8. FUORI RUOLO: SENZA LIMITI E SENZA STRATEGIE
L'ennesimo collocamento fuori ruolo di un collega per una destinazione amministrativa è stato vanamente contrastato dai consiglieri del Movimento (con noi hanno votato contro la proposta soltanto tre consiglieri di MD ed il consigliere Di Federico.
Se all'inizio della consiliatura i colleghi f.r. erano complessivamente 170 circa (non compreso in tale numero i colleghi investiti di cariche elettive), adesso sono quasi 230.
Continua, in sostanza, l'esodo di colleghi verso destinazioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie.
Si tratta di un esodo non compensato dall'esiguo numero dei rientri e, quel che è più grave, sostanzialmente indisturbato, posto che il nuovo C.S.M. ha sempre autorizzato le richieste di collocamento f.r., anche a fronte di argomentati pareri contrari dei capi degli uffici e dei Consigli Giudiziari (è stato pure affermato in plenum che questi pareri sono sempre negativi e che pertanto ….).
L'iter dell'ultima pratica, relativa al dott. ALBERTO CELESTE (Appello sez. lavoro L'Aquila) è stato, peraltro, assai singolare.
Si trattava di una proposta della Terza Commissione già portata all'attenzione del plenum del 30 giugno scorso: in detta occasione avevamo evidenziato (ciò che non risultava dalla proposta e cioè) che il Consiglio Giudiziario dell'Aquila aveva segnalato la gravissima situazione organizzativa dell'ufficio di provenienza del magistrato interessato al collocamento fuori. ruolo, che peraltro non aveva mai perso servizio nell'ufficio cui era stato di recente trasferito.
Avevamo rappresentato che la destinazione fuori ruolo riguardava un ufficio di nuova istituzione (Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le pari opportunità - Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni) cui erano già stati destinati, qualche settimana prima, altri due magistrati.
Avevamo sostenuto che il Consiglio Superiore della Magistratura - che ai sensi dell'art. 15 della legge 24 marzo 1958 n. 195 deve autorizzare ogni collocamento fuori ruolo (e se vi è un potere di autorizzazione vi è implicito un potere di diniego) - non può sempre autorizzare (abdicando al ruolo ed alla funzione) in considerazione del rilievo dell'autorità richiedente, dovendo per contro tutelare le ragioni della giurisdizione, garantendo ma al contempo pretendendo ogni leale collaborazione.
Eravamo stati convincenti, tant'è che il plenum - a larghissima maggioranza - aveva disposto il ritorno in commissione della pratica, perché venisse accertato preliminarmente se il nuovo ufficio di destinazione fosse già operativo e ciò al fine di cogliere ulteriori elementi per un'adeguata valutazione bilanciata delle esigenze dell'ufficio di provenienza (quello giudiziario) e di quello di destinazione (quello amministrativo
La Terza Commissione, riesaminata la pratica non ha disposto alcun accertamento ed immediatamente, con 5 voti a favore (contrario Fici), ha riproposto la stessa delibera, senza alcuna ulteriore motivazione.
In plenum è stato dedotto che era imminente la nomina di un nuovo presidente per la sezione lavoro della Corte di Appello dell'Aquila e tale circostanza, del tutto estranea all'accertamento che era stato omesso, è stata decisiva - nonostante i nostri rilievi - per la veloce approvazione di un ulteriore collocamento fuori ruolo.
Prolungata di un anno (sino al 30.9.95) la permanenza fuori ruolo del dott. SANDRO RICCI quale esperto nazionale presso la Direzione generale della ricerca presso la Rappresentanza Permanente dell'Italia presso l'Unione Europea.

9. AMMISSIONI AI CORSI INTERNAZIONALI
Ammessi al corso internazionale di formazione giudiziaria "Il regolamento di Bruxelles I" (Parigi, 13-14 settembre) i colleghi:
GIACOMO OBERTO (Trib. Torino), SERGIO MATTEINI-CHIARI (Pres. sez. Corte d'Appello Perugina), RAIMONDO CARMELO MESIANO (Trib. Milano), FERDINANDO BUATIER DE MONGEOT (Trib. Aosta), CINZIA PARASPORO (Trib. Latina), ANNA BONFILIO (Trib. Milano), MAURO CRISCUOLO (Trib. Napoli), SABRINA CARBINI (Trib. Pesaro).

10. AUMENTO DEGLI ORGANICI: ADEMPIMENTI DEL MINISTRO ED ESIGENZE DEL CSM.
In occasione del plenum del 14 luglio 2004 è stata approvata all'unanimità una breve delibera, predisposta dalla Terza Commissione (rel. Fici), con la quale il CSM invita il Ministro della Giustizia a procedere all'ulteriore distribuzione degli aumenti degli organici previsti dall'art. 18 della legge 13 febbraio 2001 n. 48.
Nella delibera viene rappresentato che il concorso per la nomina di 350 uditori giudiziari, indetto, ai sensi della citata legge, con d.m. 12 marzo 2002, è ormai prossimo alla definizione e che, pertanto, il prossimo autunno saranno immessi in possesso ed inizieranno il prescritto periodo di tirocinio un corrispondente numero di nuovi magistrati.
Ciò significa che, a distanza di circa un anno e, quindi, nell'autunno del 2005, al fine del conferimento delle funzioni ai predetti uditori, dovranno essere individuate le sedi cui gli stessi prenderanno possesso, dopo la definizione della fase mirata del tirocinio.
Su tali premesse, in una situazione come quella attuale di tendenziale saturazione degli organici - al fine di reperire un numero adeguato di sedi disponibili di I grado da assegnare agli uditori ed al fine, al contempo, di assicurare, anche nel secondo semestre del 2005, un congruo numero di sedi da destinare alla mobilità ordinaria - è stata affermata la necessità di programmare con congruo anticipo i tempi delle successive pubblicazioni.
Al riguardo, è stato evidenziata l'estrema utilità (per ragioni di galateo istituzionale non è stata utilizzata espressione di assoluta necessità ) di un tempestivo intervento del Ministro della Giustizia per una ulteriore distribuzione degli aumenti degli organici previsti dalla citata legge 13 febbraio 2001 n. 48; è stato. al riguardo, considerato che sono già stati banditi il secondo ed il terzo concorso ex lege 48/2001 e che il termine previsto dalla stessa legge (inizio delle prove scritte) per la distribuzione degli aumenti di organico, è soltanto il termine ultimo per la definizione di tale adempimento.
Una tale richiesta al Ministro della Giustizia era già stata avanzata - ad avvio del secondo anno di consiliatura - con delibera di plenum sempre su proposta della Terza Commissione.
Allo stato una tale esigenza è rimasta purtroppo inascoltata e, tuttavia, è opportuno ogni determinazione nel sollecitarla ancora a partire da settembre.
Deve, invero, considerarsi che è assolutamente indispensabile che i posti di organico in aumento che, per legge, non possono essere destinati agli uditori (posti di II grado e di legittimità , ovvero posti di magistrato distrettuale), ovvero che, per evidenti ragioni di equità , è opportuno che non vengano assegnati agli uditori (sedi particolarmente ambite), siano prontamente pubblicati, al fine di avviare mobilità verso i posti in questione, da definire in epoca anteriore al momento in cui dovranno essere individuate le sedi da destinare agli uditori.
Allo stato, peraltro, i margini di manovra sono strettissimi: alla data del 19 marzo 2004 (data dell'ultimo bando) i posti vacanti di primo grado (esclusi quelli di magistrato distrettuale che non possono essere assegnati agli uditori) erano circa 200 e sono stati pubblicati pressoché tutti. All'esito della definizione dei trasferimenti saranno, pertanto, recuperati un corrispondente numero di posti I grado (quelli di provenienza di coloro che saranno trasferiti), cui potranno essere aggiunti i posti di I grado nel frattempo liberatisi a seguito di eventuali cessazioni, ovvero a seguito della mobilità verso l'alto relativa ai posti pubblicati di II grado, dei semidirettivi e dei direttivi. E' possibile, cautelativamente, ipotizzare (da qui ad un anno di anno) ulteriori cento posti, per un totale di 300 posti di I grado.
Questi posti vacanti di primo grado potranno essere pubblicati (tutti) per i trasferimenti alla fine del 2004 (è un'ipotesi di lavoro che verrà valutata dalla nuova Terza Commissione e, quindi, dal plenum).
All'esito della successiva tornata di trasferimento (estate-autunno 2005) si avranno ancora altri 300 posti vacanti di I grado (forse 350 per l'ulteriore movimento verso l'alto); e, però, il rischio potrebbe essere quello di non fare a tempo per la data in cui dovranno essere individuate le sedi per i nuovi 350 uditori.
In ogni caso, sarebbe opportuno disporre di un numero maggiore di sedi per potere operare una suddivisione (la meno penalizzante possibile per i colleghi con una certa anzianità che aspirano al trasferimento) fra sedi (più ambite) da destinare ai trasferimenti e sedi (meno ambite) da destinare agli uditori.
Da qui l'esigenza rappresentata al Ministro della Giustizia.

11.ANCORA NOMINE DELLE COMMISSIONI PER LA FORMAZIONE DELLA M.O.
Alle 14 già definite in precedenza, si sono aggiunte le nomine di altre sei commissioni per la formazione della magistratura onoraria, che qui di seguito si riportano:
Corte di Appello di SALERNO
Dott. Bruno DE FILIPPIS - Consigliere della Corte di Appello di Salerno (per il settore civile)
Dott. Francesco VERDOLIVA - P.m. minori Salerno (per il settore penale)
Avv. Alba DE FELICE - Avv.to del Foro di Nocera Inferiore
Avv. Katia GAMBERINI - giudice di pace nella sede di Nocera Inferiore
Avv. Paolo CHICA - giudice onorario aggregato del Tribunale di Nocera Inferiore
Dott.ssa Lucia FIORILLO - giudice onorario del Tribunale di Salerno
Dott.ssa Annalisa BUONADONNA - v.p.o. Salerno

Corte di Appello di TRENTO
Dott. Aldo GIULIANI - giudice del Tribunale di Trento (per il settore civile)
Dott. Michele CUCCARO - giudice del Tribunale di Rovereto (per il settore penale)
Avv. Hanns EGGER - avv.to del Foro di Bolzano
Avv. Sabino COZZA - giudice di pace nella sede di Mezzolombardo
Avv. Sofia MARTINO - giudice onorario aggregato del Tribunale di Bolzano
Dott. Luca BATTISTELLA - giudice onorario del Tribunale di Trento
Dott.ssa Elisa BELTRAME - v .p.o. Rovereto

Corte di Appello di CALTANISSETTA
Dott. Paolo Andrea Maria FIORE - giudice del Tribunale di Caltanissetta (per il settore civile)
dott. Sergio DE NICOLA - Consigliere della Corte di Appello di Caltanissetta (per il settore penale)
Avv. Giuseppe FERRARO - avv.to del Foro di Caltanissetta
Avv. Giuseppe GRECO - giudice di pace nella sede di Barrafranca
Avv. Umberto ALBANESE - giudice onorario aggregato del Tribunale di Caltanissetta
Avv. Germano PERNA - giudice onorario del Tribunale di Caltanissetta
Dott. Maria BRUNO - v.p.o. Caltanissetta

Corte di Appello di VENEZIA
Dott. Marzio VAGLIO - giudice di pace nella sede di Mestre
Avv. Andrea DI FRANCIA - giudice onorario aggregato del Tribunale di Verona
Dott.ssa Silvana SORACI - giudice onorario del Tribunale di Verona
Dott. Stefano CONTE - v.p.o. Vicenza
(in attesa di proposte per i nominativi dei due magistrati togati e del rappresentante dell'avvocatura).

Corte di Appello di REGGIO CALABRIA
Dott. ssa Concettina EPIFANIO - giudice del Tribunale di Reggio Calabria (per il settore civile)
Dott. Giuseppe CREAZZO - Consigliere della Corte di Appello di Reggio Calabria (per il settore penale)
Avv. Maurizio CONDIPOTERO - avv.to del Foro di Reggio Calabria
Per quanto riguarda gli altri nominativi non risultata documentato il necessario interpello e, pertanto, si invita il Presidente della Corte di Appello a provvedere in tal senso.

Corte di Appello di POTENZA
Dott. Giuseppe LO SARDO - giudice del Tribunale di Potenza (per il settore civile)
Dott. Claudio Giovanni SCORZA - giudice del Tribunale di Lagonegro (per il settore penale)
Avv. Giuseppe D'ADDEZIO - avv.to del Foro di Melfi
Avv. Pietro SANTORO - giudice di pace della sede di Tricarico
Dott. Giuseppe DI GENIO - giudice onorario aggregato del Tribunale di Potenza
Dott. Massimo BEVILACQUA - giudice onorario del Tribunale di Matera
Dott. Attilio LO MURNO - v.p.o.Matera.

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Procede con speditezza l'esame delle singole graduatorie dell'ultimo bollettino dei tramutamenti.
In un mese e mezzo la Terza Commissione ha formulato 360 proposte circa e, con l'attività di plenum del 21 e 22 luglio, i posti complessivamente coperti raggiungeranno il numero di 130/135 e, cioè, la metà circa dei posti complessivamente pubblicati. Tenuto conto dei circa 20 posti rimasti senza aspiranti legittimati (delle Corti di Appello di Catanzaro, Caltanisetta, Sezione Lavoro Palermo e di magistrato distrettuale di dette ad altri sedi poco ambite di corte di appello), restano da definire, pertanto, meno della metà dei 277 posti messi a concorso.
Alle ragioni di maggiore efficienza già descritte in un precedente notiziario (grande disponibilità , competenza e spirito di sacrificio della struttura di segreteria, cui rinnoviamo il nostro ringraziamento, nonché felice innovazione di carattere organizzativo con riferimento ad una facile individuazione delle richieste ex lege 104/92) abbiamo avuto modo di registrare una minore influenza frenante del sistema delle revoche e degli accantonamenti.
La nuova disciplina in materia (onere per l'interessato di specificare, nel revocare una domanda, se intende mantenere ferma le domande relative a sedi indicate come meno gradite) ha determinato una più attenta valutazione di tutti i colleghi destinatari di singole proposte di trasferimento.
Il risultato è stato quello di una diffusissima percentuale di revoche non limitate ad una singola domanda, con drastica riduzione di quell'incredibile sequela di revoche (una per volta e soltanto a seguito della relativa proposta) che era causa di un iter defatigante e frustante.
Peraltro, la diffusa consapevolezza della tempestività dei lavori di commissione e dell'estremo rigore nel contrastare ogni pratica dilatoria, hanno incoraggiato manifestazioni di revoca anche anticipatamente alla proposta. Ed anche questo fattore ha agevolato i lavori della commissione.
La definizione completa del bando in questione può, dunque, concretamente essere prevista fra novembre e dicembre prossimi.

QUINTA COMMISSIONE
Prossimo alla definizione il bollettino dei posti semidirettivi pubblicato il 23.5.2003, in quanto residuano in commissione solo le proposte relative ai seguenti incarichi: Pres. sez. Appello Cagliari, Pres. sez. Trib. Chieti, Pres. sez. Trib. Pescara (2), Pres. sez. Trib. Sassari (salvo naturalmente ulteriori revoche).
In settimana queste le proposte:
- per 2 posti di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Brescia sono stati proposti i dott. MARIO SANNITE (Pres. sez. Trib. Verona) e GIOVANNI SCAGLIONI (Pres. Trib. Mantova);
- per l'incarico di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Caltanissetta il dott. ALESSANDRO DI BENEDETTO (Appello Catania) per la revoca del dott. Ventura;
- per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Benevento il dott. ANTONIO CASORIA (Appello Napoli) per la revoca della dott.ssa Venuta;
- per 2 posti di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Firenze i dott. MICHELE RAVONE (Appello Firenze) e MARIO DE PASQUALE (Appello Firenze).


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