Get Adobe Flash player
Nuova pagina 2

SOMMARIO
1.LE NUOVE COMMISSIONI DEL CONSIGLIO 2004/2005
2.ATTIVITA' GIUDIZIARIA E FUNZIONI POLITICHE
3.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
4.FUORI RUOLO
5.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
6.UN POSTO RESIDUO DI MAGISTRATO D'APPELLO AL MASSIMARIO DELLA CASSAZIONE
7.DELIBERE A TUTELA: PROCESSO ENICHEM, ROGATORIE E THEMIS
8.MAGISTRATI E MASSONERIA
9. TRASFERIMENTI IN CORTE DI APPELLO EX LEGE 133/98
DALLE COMMISSIONI

Nuova pagina 1



1. LE NUOVE COMMISSIONI DEL CONSIGLIO 2004/2005
Si riporta la composizione delle nuove commissioni del Consiglio Superiore:
Prima
Riello (pres.); Di Federico (v.pres.), Spangher, Salvi, Marini, Aghina.
Seconda
Salmè (pres.); Di Federico (v.pres.), Arbasino, Spangher, Mammone, Tenaglia.
Terza
Lo Voi (pres.); Marotta (v. pres.), Schietroma, Primicerio, Civinini, Tenaglia.
Quarta
Salvi (pres.); Ventura Sarno (v.pres.), Salmè, Stabile, Marotta, Primicerio.
Quinta
Menditto (pres.), Berlinguer (v.pres.), Buccico, De Nunzio, Mammone, Fici.
Sesta
Spangher (pres.); Mammone (v.pres.), Berlinguer, De Nunzio, Marini, Fici.
Settima
Arbasino (pres.); Di Federico (v. pres.), Schietroma, Menditto, Meliadò, Tenaglia.
Ottava
Ventura Sarno (pres.); Aghina (v.pres.), Marotta, Marini, Riello, Lo Voi.
Nona
Meliadò (pres.); Schietroma (v.pres.), Buccico, Stabile, Civinini, Aghina.
Decima
Ventura Sarno (pres.); Stabile, Civinini.

La nuova composizione delle commissioni consegue ad una precisa indicazione del regolamento interno che prescrive la variazione, ogni anno, di almeno un terzo dei componenti (ma non oltre i due terzi). Evidenti equilibri ed esigenze di alternanza impongono al Comitato di Presidenza difficili bilanciamenti e non sempre tutte le aspettative sono conciliabili
La consueta rotazione nelle commissioni (ed il nostro numero) comporta l'impossibilità di comporre ogni commissione ma è scontato che, come di consueto, garantiremo comunque la presenza in quelle che non ci vedono "titolari" e sono di particolare rilievo (come ad esempio la terza e la quarta commissione).

2. ATTIVITA' GIUDIZIARIA E FUNZIONI POLITICHE
Nell'escludere una situazione di incompatibilità di alcuni magistrati eletti o nominati ad incarichi politici (sindaco e assessore comunale) in Calabria, il Consiglio ha rilevato come sia consentito dalle vigenti norme il contemporaneo esercizio dell'attività giurisdizionale e l'espletamento di un mandato politico presso l'ente locale (naturalmente in diverso ambito territoriale).
Registrando il dato normativo, sicuramente più che discutibile, la delibera consiliare approvata dal plenum ha peraltro avanzato la richiesta di apertura di una pratica specificamente destinata ad un'analisi del problema, plausibilmente diretta a segnalare l'attuale incongruenza normativa, che affida alla "sensibilità " del singolo magistrato la scelta di richiedere o meno di essere posto fuori ruolo nel corso del mandato politico in sede locale.
Sempre con riferimento al rapporto intercorrente tra status di magistrato e mandato amministrativo elettivo comunale, va segnalata la delibera con cui il plenum ha rigettato la richiesta del dott. NICOLA GRAZIANO (uditore giudiziario con funzioni, collocato fuori del ruolo organico della magistratura a seguito di aspettativa per mandato amministrativo elettivo comunale) di essere sottoposto a scrutinio per la nomina a magistrato di tribunale, per non avere maturato il periodo di esercizio di un anno di funzioni giudiziarie dall'immissione in servizio prima della sua aspettativa..
Si è rilevato che il disposto dell'art. 81 del D.lgs. n. 267 /2000 (T.U. sull'ordinamento degli enti locali), ove prevede che il periodo di aspettativa non retribuita di cui possono fruire gli amministratori locali che siano lavoratori dipendenti, "è considerato come servizio effettivamente prestato, nonché come legittimo impedimento per il compimento del periodo di prova ", non comporti deroga al disposto dell'art. 1 comma 2, della legge n. 97/1979, laddove è previsto che "in ogni caso, per la nomina a magistrato di tribunale è necessario che l'uditore abbia effettivamente esercitato le funzioni giurisdizionali per non meno di un anno"
Poiché è previsto che al compimento dell'anno di effettivo esercizio delle funzioni "la nomina ha comunque decorrenza, ad ogni effetto, dal compimento di due anni dalla nomina ad uditore" si è ritenuto che il predetto raccordo normativo, con la retrodatazione ad ogni effetto della nomina a magistrato di tribunale, attua un adeguato contemperamento fra le distinte esigenze di accurata verifica iniziale dell'idoneità professionale del magistrato e di favor e non penalizzazione dell'espletamento delle pubbliche funzioni elettive.
Nonostante il conforto di quello che ci è parso un inequivoco dettato normativo (ed un conforme parere dell'ufficio studi), si è sviluppato in plenum un ampio dibattito, ed è stata respinta una richiesta di ritorno in commissione (sostenuta dai cons. Civinini, Berlinguer, Marini e Menditto, successivamente astenutisi in sede di votazione finale della delibera) per una più attenta verifica su una possibile disparità di trattamento derivante dalla diversa disciplina vigente per il computo del periodo di aspettativa in sede di successiva progressione in carriera.

3. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Conferito all'unanimità l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Genova al dott. GABRIO BARONE (Appello Genova).

4. FUORI RUOLO
Prorogata sino al 31.12.2004 la destinazione fuori ruolo, per completare l'attività della Commissione Telekom-Serbia, dei colleghi VITTORIA CAPRARA, ANTONIO D'AMATO e SALVATORE SBRIZZI.
Rientrano in ruolo la dott.ssa ELENA RAGANELLI (magistrato di collegamento presso il regno di Spagna) destinata alla corte d'Appello di Roma, e la dott.ssa ELENA BOGHETICH (al Ministero della Giustizia), destinata al Tribunale di Roma, sezione lavoro.
Prosegue l'attività fuori ruolo, se pure con diversa collocazione, il dott. MAURIZIO SALUSTRO che passa dalla collaborazione con la Commissione d'inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi alla funzione di co-locator in seno all'European Rule of Law Mission, di sostegno allo stato di diritto in Georgia.

5. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate per il biennio 2004/2005 le tabelle dei seguenti uffici giudiziari: Procura Vicenza, Procura minori Torino, Procura Vibo Valentia, Procura minori Napoli, Tribunale sorveglianza Roma, Tribunale minori Roma e, con l'indicazione di prescrizioni cui attenersi, quelle di Tribunale di Novara, Corte d'Appello di Trento, Procura Generale presso la Corte d'Appello di Roma, Procura di Rieti.
Non approvate le tabelle della Procura di Nuoro.

6. UN POSTO RESIDUO DI MAGISTRATO D'APPELLO AL MASSIMARIO DELLA CASSAZIONE
Sulla base della classifica degli aspiranti derivata dalla precedente delibera che aveva disposto il trasferimento di sette magistrati d'appello al Massimario della Cassazione, a seguito dell'opzione del dott. Ignazio Patrone per la destinazione di magistrato d'appello applicato alla Procura Generale presso la Corte di Cassazione, è stato disposto il trasferimento al Massimario del dott. VITTORIO NOBILE (Appello Napoli sez. lavoro), primo dei non trasferiti.

7.DELIBERE A TUTELA: PROCESSO ENICHEM, ROGATORIE E THEMIS
Approvate nel primo plenum di settembre tre delibere "a tutela" riferite alle vicende connesse: 1) alle polemiche successive all'esito in primo grado del processo veneziano sul petrolchimico di Porto Marghera; 2) alle polemiche susseguenti la ratifica dell'accordo italo-svizzero sulle rogatorie, che hanno riguardato magistrati in servizio presso la Procura di Milano; 3) gli attacchi subiti dal p.m. napoletano dott. Raffaele Cantone in ordine alle indagini svolte sulla THEMIS s.p.a.
In tutti i casi menzionati, relativi a vicende remote, l'intervento consiliare non ha certo il pregio della tempestività , ma si è inteso comunque ribadire con le delibere (trasmesse in lista) i principi fondamentali a garanzia dei magistrati oggetto di denigrazione e che costituiscono ormai patrimonio costante della "giurisprudenza" del C.S.M.

8. MAGISTRATI E MASSONERIA
Ritorna ciclicamente in discussione il tema dei rapporti tra l'attività di magistrato e l'iscrizione alla massoneria su cui peraltro è intervenuta in tempi recenti la Corte Europea.
In sede di valutazione di professionalità ai fini della progressione in carriera, per il conferimento delle funzioni direttive superiori, è stata oggetto di esame la proposta di "promozione" del dott. ALFREDO ARIOTI (Appello Ancona), già in passato valutato negativamente per la sua appartenenza alla massoneria.
La peculiarità della fattispecie (durata del sodalizio massonico, funzioni esercitate, ecc.) ha determinato un ampio dibattito, all'esito del quale è stata accolta la richiesta di ritorno in commissione della pratica, per un ulteriore valutazione, con un risicata maggioranza di 10 voti (MD, Movimento, Favara, Berlinguer) rispetto ai 9 che vi si opponevano (Unicost, Spangher, Marotta, Ventura Sarno) ; astenuti: Buccico, Lo Voi e Di Federico.

9. TRASFERIMENTI IN CORTE DI APPELLO EX LEGE 133/98
Alcune Corte di Appello meridionali (ed, in particolare, quelle di Palermo, Caltanissetta e Catanzaro) soffrono da anni una forte carenza di vocazioni, in stridente contrasto rispetto a tanti altre Corti per le quali, ad ogni bando, vi sono decine se non anche un centinaio di aspiranti. I vuoti di organico, quando si protraggono per anni, determinano poi crescenti difficoltà per coloro i quali prestano servizio negli uffici non ambiti, così innescandosi spirali negative difficili da risolvere.
In questi ultimi due anni il Consiglio ha cercato di invertire questa tendenza negativa (che riguardava anche la Corte di Appello di Reggio Calabria), favorendo - oltreché le applicazioni extradistrettuali che offrono comunque un sollievo, per quanto limitato e temporaneo - anche i trasferimenti d'ufficio, ovvero a disponibilità . Si è cercato, in particolare, di percorrere ogni possibile soluzione normativa e procedurale per cogliere "al volo" (e, quindi, anche oltre i termini previsti dal bando) ogni disponibilità , nella convinzione che l'immediatezza della determinazione consiliare fosse indispensabile per assicurare il trasferimento. Così è stato in almeno sei occasioni per la Corte di Appello di Palermo, riuscendosi così a mantenere un livello di scopertura accettabile. D'altra parte, il Consiglio deve, ai sensi di legge, garantire comunque la copertura dei vuoti d'organico dei posti d'appello, anche attraverso il trasferimento d'ufficio di magistrati dello stesso distretto: di qui la doverosa intuizione di trasferire d'ufficio coloro che manifestano la disponibilità .
Per incentivare ulteriormente la copertura delle vacanze nelle predette tre corti di appello, il Consiglio ha poi deciso - d'intesa con il Ministero - di dichiarare per l'ano 2004 le predette sedi disagiate ai sensi della legge 133 del 1998 (così contestualmente diminuendo il numero degli uffici di I grado dichiarati disagiati, con tutto ciò che ne consegue alla scadenza del quinquennio).
Forse anche per questa determinazione - oltreché per la temuta riforma ordinamentale - l'ultimo bando ha consentito la copertura integrale dei posti della Corte di Appello di Palermo, finalmente dopo tantissimi anni. Per contro (e questo induce a ritenere che la temuta riforma è argomento insufficiente), sono rimasti vacanti quattro posti della Corte di Appello di Caltanissetta e 10 posti della Corte di Appello di Catanzaro.
In occasione dell'ultimo plenum è stato, tuttavia, trasferito d'ufficio - a seguito di dichiarata disponibilità - un collega da un ambito tribunale ligure alla Corte di Appello di Caltanissetta. La procedura è stata attivata e definita ai sensi della legge 133 del 1998 e, quindi, al collega trasferito saranno riconosciuti i benefici previsti dalla predetta legge (economici, di carriera e di trasferimento d'ufficio del coniuge). Ci auguriamo che altri magistrati vogliano "approfittare" degli incentivi in questione: sarebbe un grande beneficio per gli utenti dei menzionati distretti.

DALLE COMMISSIONI

PRIMA COMMISSIONE
Il programma annuale della prima commissione consiliare si incentra anche sull'esame dei risultati del "censimento" relativo alle potenziali situazioni di incompatibilità parentale derivato dalla circolare "Arbasino" approvata nel precedente anno.
I primi dati indicano che al monitoraggio hanno ottemperato circa il 93% dei magistrati, ma che c'è ancora una quota residua (circa 800 colleghi) che non hanno ancora effettuato la prescritta dichiarazione.
Molto alto il numero di magistrati che reso dichiarazioni "positive", indicando cioè la sussistenza di una potenziale ipotesi di incompatibilità per la presenza di un rapporto di parentela con colleghi (circa il 17%) o avvocati (intorno al 28%), in un rapporto triplo negli uffici giudicanti rispetto a quelli requirenti.
Si tratta di dati che hanno determinato in questi giorni la pubblicazione sulla stampa di articoli dal titolo allarmistico quale ad es. "A rischio (trasferimento) un giudice su tre", ma in realtà il numero delle situazioni che determineranno l'apertura di una procedura di trasferimento per incompatibilità sarà verosimilmente molto più contenuto, successivamente al vaglio delle singole posizioni, atteso che le indicazioni positive vanno valutate in concreto e sulla base dei criteri fissati dalla circolare.
Resta il dato "sociologico" che indica come particolarmente elevata la scelta plurale di indirizzo nel settore delle professioni legali all'interno del medesimo ambito parentale, anche se difettano elementi comparativi per valutare l'incidenza di questa tendenza in seno ad altri settori professionali.

Share