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SOMMARIO
1. IL NOSTRO NOTIZIARIO
2. SALUTO A VLADIMIRO ZAGREBELSKY
3. FUORI RUOLO: RIENTRI DIFFICILI…
4. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5. UDITORI E ASPIRANTI UDITORI GIUDIZIARI
6. LA VALUTAZIONE DEGLI INCONTRI DI FORMAZIONE
7. PUÃ’ IL CONSIGLIO EMETTERE CONSAPEVOLMENTE UNA DELIBERA ANNULLABILE ?
8. LA STORIA (IN)FINITA DEL "CASO CORDOVA"
9. MAGISTRATI E MASS MEDIA
10. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
11. MAGISTRATI E DIBATTITO SULLA GIUSTIZIA
DALLE COMMISSIONI

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1. IL NOSTRO NOTIZIARIO
Abbiamo avuto modo di riscontrare, in queste ultime settimane, il crescente interesse del nostro notiziario settimanale (che puntualmente "pubblichiamo" dall'inizio della consiliatura), consultabile sul sito del Movimento (dove la media è di circa 500 accessi settimanali) e spesso utilizzato come fonte informativa da giornalisti e riviste telematiche. Ce ne accorgiamo dalla citazione, a volte pressoché testuale, di alcune nostre considerazioni; la circostanza ovviamente ci gratifica ed, al contempo, ci impegna a mantenere sempre alto il livello di attenzione e di obiettività dei nostri resoconti.
Viviamo tempi difficili, in cui una (contro)riforma dell'Ordinamento Giudiziario è (anche) diretta a comprimere prerogative e competenze dell'organo di autogoverno, per cui siamo consapevoli del pericolo di offrire spazio a strumentali denigrazioni dell'attività del Consiglio.
Restiamo, tuttavia, consapevoli che non possiamo in alcun modo abdicare alla funzione critica e di stimolo, con riferimento alle dinamiche ed alle determinazioni dell'organo dell'autogoverno (anche e soprattutto nelle attuali contingenze), che pure resta uno degli obiettivi del nostro sforzo per rendere effettivo il principio - da tutti condiviso - della pubblicità dei lavori consiliari.
Fra i nostri lettori abbiamo anche non pochi aspiranti uditori, che dibattono - telematicamente - dei temi ordinamentali che li riguardano e che si interrogano, con speranza ed inquietudine, sulle possibili prospettive di ingresso in carriera, di prima destinazione, di percorso giudicante ovvero requirente. L'approccio ci sembra quello giusto, convinti come siamo che l'autogoverno è qualcosa che deve appartenere a ciascun magistrato, che autonomia ed indipendenza sono valori che devono vivere nella coscienza, che spirito di servizio ed efficienza degli uffici sono responsabilità che vanno condivise da tutti i magistrati anche (perché no..?) da chi è impegnato nel difficile percorso concorsuale.
Agli attuali aspiranti uditori - 700 dei quali saranno presto (??!!) nostri colleghi - va il nostro incoraggiamento e la nostra simpatia.

2. SALUTO A VLADIMIRO ZAGREBELSKY
Il burocratico elenco di "collocamenti a riposo per anzianità " dell'ordine del giorno del plenum della settimana, comprendeva un nome che non possiamo non ricordare: quello di VLADIMIRO ZAGREBELSKY (fuori del ruolo organico in quanto destinato alla Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo).
Le sue lucide analisi, la sua capacità di stimolare l'autocritica della magistratura, il livello della sua cultura giuridica rimarranno un punto di riferimento per i magistrati italiani, certamente per tutto il Movimento per la Giustizia, di cui fu uno dei fondatori e di cui è stato Presidente.
E' facile scivolare nella retorica, in certe occasioni, ma vogliamo egualmente ricordare che Vladimiro Zagrebelsky è stato uno dei primi (e, ancor'oggi, dei pochi) Procuratori a tentare con successo di rendere oggettive le scelte di priorità dell'azione dei suoi sostituti, senza con ciò mai venir meno - contrariamente a quanto qualche interessato commentatore ancora afferma - ai doveri imposti dall'obbligatorietà dell'azione penale: con ciò dimostrando che la strada da percorrere è quella della organizzazione e della efficienza degli uffici, non quella della depenalizzazione esasperata o delle scelte di priorità da affidare all'Esecutivo o al Parlamento.
E' stato anche Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia ed il suo modo di esercitare il ruolo, con distinguibili rigore e dignità , deve oggi essere ricordato in momenti più difficili del passato.
Crediamo sia stato l'unico caso di magistrato rieletto per due volte al Consiglio Superiore della Magistratura, eccezione dovuta (e meritata..) per un magistrato eccezionale……!!
Salutiamo pertanto Vladimiro, convinti che continuerà a non far mancare il suo apporto di conoscenze, analisi e stimolo per tutta la magistratura: il C.S.M. continuerà sin da subito a valersi del suo prezioso apporto nelle attività di formazione.

3. FUORI RUOLO: RIENTRI DIFFICILI…
Al plenum del 6.10 si è a lungo dibattuto in merito al rientro, da posizione di fuori ruolo al Ministero, di un collega che aspira - essendo a pieno organico l'ufficio di provenienza - ad un determinato posto oggi vacante (e piuttosto ambito).
In particolare, si è discusso sulla necessità , o meno, di verificare - attraverso la disciplina del concorso virtuale - la sussistenza in favore del collega di un punteggio sufficiente, in relazione all'esito dei precedenti concorsi effettivi per lo stesso posto; in alternativa aleggia l'ipotesi (che noi contrastiamo), che in casi di questo genere (magistrato che decide di rientrare in ruolo ed il cui ufficio di provenienza è a pieno organico), non sia necessario procedere al concorso virtuale, potendo l'interessato scegliere una qualunque sede disponibile di eguale livello dello stesso distretto, ovvero di distretto viciniore (si provi ad immagine le conseguenze sol che si consideri che i distretti viciniori a quelli di Roma, sono i distretti di Napoli, L'Aquila, Perugia, Firenze e Cagliari).
Si è deciso di rinviare la questione al plenum successivo ed è già emersa una terza ipotesi (che pare la più adeguata per la fattispecie in esame, relativa ad un magistrato che rientra da posizione di fuori ruolo dopo meno di un triennio) che è quella - alla stregua di una inequivocabile indicazione di circolare - di rientro obbligatorio e senza possibilità di eccezioni all'ufficio di provenienza, anche in posizione di sovrannumero.
Nel frattempo è, poi, opportuno che la Terza Commissione esamini con urgenza la proposta di modifica (rectius: di integrazione interpretativa) della circolare in materia di trasferimenti che, a richiesta dei tre consiglieri del Movimento, è stata aperta all'inizio del mese di settembre, ad evitare che presunti (e non condivisi) buchi di circolare costituiscono ragione di inammissibili rientri in ruolo in posti particolarmente ambiti.
Rientra in ruolo nella funzione precedentemente ricoperta (magistrato di appello presso la Procura Generale della Cassazione) il dott. ENRICO FERRI, terminato il mandato di parlamentare europeo.

4. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Attribuiti in settimana i seguenti incarichi all'unanimità :
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Firenze ai colleghi MICHELE RAVONE (Appello Firenze) e MARIO DE PASQUALE (Appello Firenze);
Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Genova al dott. FRANCESCO COZZI (sost. proc. gen. Genova);
Presidente di sezione del Tribunale di Pescara ai dott. CARMELO DE SANTIS (Trib. Pescara) e ANGELO ANGELINI (Trib. Pescara), quest'ultimo con una astensione.
Molto più "contrastata" la designazione del nuovo Avvocato Generale presso la Procura Generale della Corte d'Appello di Catanzaro, che ha visto prevalere con dodici voti (laici del Polo, Marvulli, M.I., Stabile, De Nunzio, Tenaglia. Aghina) il dott. DOLCINO FAVI (sost. proc. gen. Caltanissetta), sul dott. CARLO MACRI' (sost. proc. gen. Catanzaro), cui sono andati 9 voti (M.D., Meliadò, Riello, Primicerio, Berlinguer), tre gli astenuti (Rognoni, Arbasino, Fici).
Da menzionare il secondo ritorno in commissione per l'attribuzione dell'incarico semidirettivo di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Torino, in "ballottaggio" tra i dott. GIANGIULIO AMBROSINI (cons. Cassazione) e ANTONIO BAGLIVO (Pres. Trib. Casale Monferrato) in cui si è evidenziata ancora una volta un difetto di motivazione della proposta in favore del dott. Baglivo, relativamente al "peso" da conferire quanto alle attitudini - per un incarico semidirettivo di merito - all'esercizio di funzioni di legittimità .
Nonostante la nostra opposizione con i colleghi di M.D. ad ulteriori dilazioni (il posto è vacante da più di un anno..), la maggioranza del plenum (comprensiva degli autori della proposta…(!!) ha deliberato il ritorno in commissione della pratica per la riformulazione della motivazione.

5. UDITORI E ASPIRANTI UDITORI GIUDIZIARI
La "improvvisa" estensione dell'età pensionabile a 75 anni, ha vulnerato il normale avvicendamento (senza situazioni di particolare difficoltà ) dei magistrati in servizio.
La situazione successiva all'innalzamento dell'età pensionabile ha determinato, a cascata, una serie di problemi che il Consiglio affronta tentando di programmare nel prossimo futuro la difficile gestione della questione "personale di magistratura".
Attraverso una necessaria interlocuzione con i tecnici del Ministero, ci si è determinati all'approvazione della delibera (che si riporta qui di seguito) che, accogliendo la richiesta del Ministro di aumentare il numero degli ammessi al tirocinio per uditore giudiziario anche ai 35 "idonei" in esubero rispetto ai 350 previsti dal bando originario (D.M. 12.3.2002), affronta una serie di problemi, "tamponando" (se pure in modo non certamente significativo) altresì la prevedibile carenza di organici derivante dall'inevitabile ritardo nella definizione dei prossimi due concorsi (già banditi) per uditore giudiziario, di cui è in corso di conversione un D.L. modificativo dei criteri di ammissione e su cui la sesta commissione ha approvato in commissione il "parere" richiesto dal Ministro, la cui approvazione è rimessa al plenum della prossima settimana.
- Il Consiglio, letta la nota in data 7 settembre 2004 con la quale il Ministro della Giustizia, con riferimento al concorso a 350 posti di uditore giudiziario indetto con D.M. 12 marzo 2002, premessa l'avvenuta ultimazione, da parte della Commissione esaminatrice, delle relative prove orali che sono state superate da 386 candidati, ossia da 36 aspiranti oltre i posti messi a concorso, richiede a questo Consiglio Superiore l'applicazione dell'art. 127, 4° comma dell'ordinamento giudiziario, così come sostituito dall'art. 12 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398;
rilevato che la disposizione citata prevede testualmente:"Entro cinque giorni dall'ultima seduta delle prove orali del concorso per uditore giudiziario il Ministro della Giustizia richiede al Consiglio Superiore della Magistratura di assegnare ai concorrenti risultati idonei, secondo l' ordine della graduatoria, ulteriori posti disponibili o che si renderanno tali entro sei mesi dall'approvazione della graduatoria";
rilevato che, allo stato, risultano vacanti nell'organico della magistratura complessivamente 562 posti avuto riguardo ad ogni funzione (cassazione, uffici di merito, direttivi e semidirettivi), che, peraltro, con riguardo ai posti di primo grado attualmente non coperti, risultano vacanti - tolti i posti del circondario di Bolzano, assegnabile secondo procedure autonome previo separato concorso - complessivamente 263 posti (ivi compresi i posti attualmente pubblicati ed in fase ultimativa di copertura), rilevato, inoltre, che - con riguardo alle sedi assegnabili agli uditori - vanno sottratti i posti di magistrato distrettuale requirente e giudicante attualmente vacanti attesa il necessario possesso della qualifica di magistrato di tribunale per la loro attribuzione, per cui le sedi di primo grado a disposizione ammontano a complessivi 235 posti, che, infine, risultano pendenti pubblicazioni per ulteriori 30 posti di appello, la cui definizione è prossima, con conseguente, prevedibile, scopertura di altrettanti posti di primo grado;
considerato, inoltre, che attese le complessive vacanze nell' ordinamento e la ordinaria programmazione per la mobilità ordinaria per il prossimo semestre, appare prevedibile che, in relazione al futuro momento della assegnazione delle sedi agli uditori del concorso di cui all'istanza del Ministero, la dotazione di vacanze per posti di primo grado sarà adeguata e sufficiente a soddisfare integralmente le esigenze di attribuzione delle sedi, che, peraltro, attesa la evidenziata situazione di difficoltà , la Commissione ha ritenuto necessario - in relazione al disposto di all'art. 127, 4° comma della legge 48/2001 - disporre l'audizione del Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia, dott. Nebbioso, nonché del
dott. Gargani, Vice Capo del dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia, dott. Barbieri, Direttore generale della direzione generale magistrati, e del dott. De Santis, Direttore generale della direzione generale statistica, rilevato che in tale sede è stata rappresentata la disponibilità del Ministero a disporre la distribuzione di almeno 160-170 posti di organico in aumento da destinare prevalentemente agli uffici di primo grado, da effettuarsi con apposito decreto ministeriale (previo, comunque, il prescritto parere da parte del Consiglio Superiore della Magistratura) nei prossimi sei mesi in relazione alla previsione di cui all'art. 1 legge n.48/2001, e che, anzi, l'attività di raccolta ed esame dei dati è già avviata;
rilevato, sul punto, che il secondo (ed anche il terzo) dei concorsi previsti dall'art. 18 sono già stati banditi e che, pertanto, ricorrono i presupposti in diritto per l'attuazione ulteriore della previsione di cui all'art. 1, comma 3° della legge n.48/2001, con riguardo ai posti residui pari a 312 unità , ritenuto, pertanto, che, alla stregua dei dati in possesso del Consiglio Superiore della Magistratura e delle risultanze emerse in esito all'attività istruttoria disposta, si deve ritenere che sussistano i presupposti di cui all'art. 127, 4° comma dell'ordinamento giudiziario, così come sostituito dall'art. 12 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398;
rilevato, infine, che in sede di audizione il dott. Nebbioso ha precisato che gli idonei oltre i posti messi a concorso ammontano a 35 candidati, delibera di accogliere la richiesta del Ministro della Giustizia in data 7 settembre 2004, come precisata in sede di audizione del 27 settembre 2004 per complessivi 35 candidati, e conseguentemente assegnare ai concorrenti risultati idonei al concorso per uditore giudiziario indetto con D.M. 12 marzo 2002, secondo l'ordine della graduatoria, gli ulteriori posti disponibili.

6. LA VALUTAZIONE DEGLI INCONTRI DI FORMAZIONE
Tradizionale oggetto di attenzione e "osservazione" da parte di molti, il problema della valutazione dei corsi di formazione organizzati dal C.S.M. è tornato di attualità nel corso dell'ultimo plenum, dove si è introdotto (con riferimento ad un caso specifico ma ampliando il tema su questioni di portata generale) il tema dei criteri di selezione dei relatori.
Il dibattito consiliare è derivato dalla nostra proposta di valorizzare adeguatamente le segnalazioni nelle "schede di valutazione" (nella fattispecie: prevalentemente negative…) dei partecipanti ad un precedente corso quale criterio discretivo per l'eventuale riproposizione dei relatori.
Ci sembrava per la verità valutazione di ordinario buon senso quella di tenere in debito conto le osservazioni dei colleghi "utenti" della formazione, dirette anche a valorizzare la capacità comunicativa dei relatori, ma il dibattito ha deluso le nostre aspettative.
Argomentando con riferimento alla scarsa incidenza percentuale delle schede di valutazione (ordinariamente aggiratesi intorno al 45% dei partecipanti ai corsi), all'eccessiva severità dei colleghi e, in definitiva, alla concreta utilità delle schede di valutazione, la maggioranza del plenum ha marginalizzato la nostra posizione (condivisa solo da un numero ristretto di consiglieri), sostanzialmente tradendo le risultanze dell'analisi valutativa che pure impegna i partecipanti ai corsi, richiamati alla doverosa necessità di redigere con scrupolo ed attenzione le schede di valutazione del corso.
Ferma restando l'opportunità di una rivisitazione delle schede in questione (è in programma una loro riformulazione) e la possibile obbligatorietà della loro consegna, ci sembra che nell'occasione si siano manifestamente disattesi principi più volte declamati, con cui si è richiamata l'opportunità di una "partecipazione" dei magistrati all'attività di formazione, sovente invitati a collaborare con il Consiglio mediante la consegna di schede indicative e valutative dei corsi.
L'ascolto sul sito www.radioradicale.it della seduta consiliare del 7 ottobre potrà chiarire ogni ulteriore dubbio.

7. PUÃ’ IL CONSIGLIO EMETTERE CONSAPEVOLMENTE UNA DELIBERA ANNULLABILE ?
Il Consiglio ha esaminato una proposta unanime della Quarta Commissione riguardante l'affermata idoneità di un magistrato ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione. Poiché nella storia professionale del magistrato vi erano stati alcuni (gravi) episodi che lo avevano indotto a richiedere un trasferimento "in prevenzione" onde evitare il trasferimento di ufficio si è acceso un dibattito sulla sua idoneità a svolgere le funzioni superiori e si è giunti ad una votazione che, a maggioranza, ha affermato la sua non idoneità . A questo punto peraltro si è constatato che la delibera di non approvazione della proposta della commissione era priva di motivazione. Infatti, normalmente (e secondo il regolamento), le delibere del consiglio avvengono su proposte motivate della commissione e queste, in caso di approvazione, costituiscono la motivazione della delibera.
Nel caso di specie la commissione aveva formulato una proposta unanime e vi era una sola proposta motivata.
Per vero il regolamento prevede che in plenum qualunque consigliere possa presentare una "proposta alternativa" rispetto a quella proveniente dalla commissione ma ciò, nel caso di specie, non era avvenuto. E' evidente che in caso di ricorso amministrativo dell'interessato la delibera sarebbe stata annullata per carenza di motivazione.
Vi è stato chi ha sostenuto che nulla si potesse fare e che quindi la delibera adottata dovesse rimanere priva di motivazione potendosi peraltro considerare tale il dibattito di plenum quale emergeva dal relativo verbale (la giurisprudenza amministrativa ha peraltro sempre affermato che il dibattito di plenum non può integrare la motivazione di una delibera). Ha prevalso la tesi da noi sostenuta della motivazione differita e quindi si è deciso, a maggioranza, che il plenum designasse un relatore tra i consiglieri che avevano votato contro la proposta della commissione col compito di stendere una motivazione che tenesse conto delle argomentazioni a fondamento della delibera e che in un successivo plenum coloro che si erano espressi in tal senso procedessero all'approvazione della sola motivazione.
La questione di cui si è detto è peraltro oggetto di una proposta di modifica regolamentare attualmente in fase di definizione presso la seconda commissione.

8. LA STORIA (IN)FINITA DEL "CASO CORDOVA"
In data 7 ottobre il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello proposto dal dott. AGOSTINO CORDOVA nei confronti della sentenza del TAR Lazio che ha respinto i ricorsi del predetto relativi al suo trasferimento d'ufficio ex art.2 L.G. dalla funzione di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, disposto dal C.S.M. in data 24.9.2003 per incompatibilità ambientale.
Si conclude così una lunghissima vicenda consiliare prima e giudiziaria poi, che ha determinato non poche difficoltà operative in ufficio di forte esposizione sul fronte della criminalità organizzata che auspicabilmente, dal giorno dell'insediamento del nuovo Procuratore (mercoledì 13 prenderà possesso dell'incarico il dott. Giovandomenico Lepore), potrà ritrovare serenità interna e rinnovata efficienza operativa.
Va segnalato, in coda all'iter processuale in sede amministrativa, come il Ministro della Giustizia, solo a pochissimi giorni dall'udienza del Consiglio di Stato, abbia comunicato al C.S.M. "di non ravvisare validi motivi perché la sua amministrazione resista in giudizio", costringendo la prima commissione ad una riunione straordinaria per la predisposizione di un proposta (approvata in via d'urgenza dal plenum del 6 ottobre) per dare mandato all' Avvocatura dello Stato di costituirsi in giudizio rappresentando l'autonoma posizione del Consiglio Superiore della Magistratura dinanzi al Consiglio di Stato.

9. MAGISTRATI E MASS MEDIA
Va segnalata per la sua rilevanza l'interessante e innovativo corso di formazione interdisciplinare il cui interpello è stato approvato dal plenum, dedicato al rapporto tra "Magistrati e mass-media", organizzato a Roma in data 9-11 dicembre.
Si tratta di un'esperienza a carattere sperimentale, che si propone di esaminare da un lato il problema di una formazione di natura prettamente tecnica che permetta la magistrato di affrontare senza incertezze deontologiche e istituzionali il rapporto con i mass media e dall'altro le influenze che il mezzo di comunicazione può esercitare sull'attività giurisdizionale.
L'iniziativa, del tutto originale nel panorama formativo italiano, ha invece precedenti positivi ad esempio in Francia.
Il corso vedrà la partecipazione di giornalisti, sociologi, magistrati, esperti di psicologia giuridica, ecc, secondo un programma in corso di definizione.
La rilevanza "sperimentale" dell'iniziativa ha indotto a limitare a 50 il numero dei magistrati ammessi al corso (scadenza per la presentazione delle domande di ammissione il 15 novembre).

10. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Non approvate in settimana le tabelle 2002/2003 del Tribunale di Savona, mentre passano il "vaglio" consiliare quelle (per il 2004/2005) del Tribunale di Campobasso.

11. MAGISTRATI E DIBATTITO SULLA GIUSTIZIA
Rispondendo ad un quesito posto dai vertici degli uffici giudiziari minorili di Ancona, inteso a conoscere la possibilità - in termini di legittimità e/o opportunità - per i dirigenti di Uffici giudiziari di formulare ufficialmente osservazioni, suggerimenti e critiche utili all'eventuale miglioramento di un disegno di legge elaborato da un Gruppo parlamentare il plenum ha approvato una delibera (già trasmessa in lista), in cui si è affermato come la partecipazione del magistrato al dibattito pubblico rappresenti non solo l'esercizio di libertà fondamentali del magistrato stesso, ma anche l' espressione del contributo essenziale del cittadino allo sviluppo della vita democratica del Paese.
Ricordando le esperienze maturate alla vigilia del varo del nuovo codice di procedura penale, si è ricavata la conclusione che la partecipazione della magistratura al dibattito sui temi della giustizia - eventualmente anche attraverso riflessioni su disegni di legge - non incontra, in via astratta, ostacoli normativi.

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Deliberata in commissione la proposta che consente il trasferimento dei colleghi che hanno maturato un quinquennio di permanenza in sede disagiata (ai sensi della L. n.133/1998).
Si tratta in totale di 52 colleghi (dei concorsi D.M. 24.2.1997 e D.M. 23.12.1997) a cui vanno aggiunti altri 37 di precedenti concorsi che non hanno ancora usufruito del beneficio loro concesso.
Attesa la prelazione in sede di trasferimento garantita ai predetti magistrati, è stata proposta la pubblicazione destinata ai titolari del beneficio - secondo modalità già attuate nel precedente anno - dell'elenco di tutte le sedi attualmente vacanti, con eccezione di una ristretta aliquota di riserva pari al 10% dei posti vacanti negli uffici giudiziari delle città sedi di Corte d'Appello, nonché di pochi altri oggetto di procedure pendenti di trasferimento extra ordinem.
Allo stato si tratta di un elenco di 176 sedi, che comprende anche posti a Roma, Napoli, Milano e Torino, che sarà oggetto di discussione (in uno alla delibera) di un prossimo plenum del Consiglio.
All'esito dell'interpello riservato ai titolari del beneficio ex L. 133/1998, potrà procedersi alla pubblicazione del bollettino ordinario delle sedi vacanti (auspicabilmente entro l'anno).

QUINTA COMMISSIONE
Per l'incarico di Presidente del Tribunale Sala Consilina, la Commissione ha proposto con tre voti (Buccico, Mammone, De Nunzio) il dottor ANDREA PUTATURO, presidente di sezione del Tribunale di Napoli e con tre voti (Fici, Menditto e Berlinguer) il dottor LUCIANO SANTORO, procuratore aggiunto di Salerno.
Per l'incarico di Presidente della Corte di Appello di Caltanisetta la Commissione ha proposto con 5 voti (Berlinguer, Fici, De Nunzio, Buccico e Menditto) ed una astensione (Mammone) il dottor FRANCESCO INGARGIOLA, presidente di sezione della Corte di Appello di Palermo.

SETTIMA COMMISSIONE
Come è noto la settima commissione è direttamente impegnata nell'attività del c.d "gruppo misto" CSM - Ministero della Giustizia che si occupa della elaborazione di un progetto per lo sviluppo di un sistema di misurazione dell'attività e dell'efficienza degli uffici giudiziari. E' un progetto ambizioso al quale il CSM partecipa con i consiglieri Arbasino, Marini e Tenaglia e con gli esperti dott. Fantacchiotti, dott. Lambertucci e prof. Zan. Attualmente, dopo la definizione di una serie di "indicatori" idonei a fornire una corretta informazione sull'andamento dei diversi settori o segmenti dell'attività giudiziaria utili ai fini organizzativi ed alla valutazione della efficienza di un ufficio, è in corso di esecuzione una fase sperimentale presso gli uffici giudiziari di Roma. Una occasione per una verifica dello stato del progetto e per una riflessione sul tema della misurazione dell'attività giudiziaria è costituita dal convegno che si terrà a Roma presso la Corte di Cassazione i giorni 14 e 15 ottobre organizzato dalla Direzione Generale di Statistica del Dipartimento Organizzazione Giudiziaria del Ministero della Giustizia. In quella occasione saranno esposti da magistrati francesi e spagnoli i sistemi di misurazione in atto in quei Paesi e vi sarà una intera giornata dedicata ai problemi di casa nostra con gli interventi dei tre consiglieri del CSM facenti parte del gruppo misto.
In un prossimo notiziario daremo più approfonditi dettagli sul progetto in corso di sperimentazione.

OTTAVA COMMISSIONE
In settimana è stata operata dalla commissione un'audizione dei copresidenti della neocostituita Federazione Nazionale Unitaria Giudici di pace: avv. Francesco Mollo e Gabriele Longo.
Sono stati evidenziati dai rappresentanti sindacale dei magistrati onorari i principali problemi della categoria, inerenti: ad una maggiore comunicazione dei provvedimenti del CSM in periferia, ad una maggiore responsabilizzazione dei Presidenti dei Tribunali in funzione di vigilanza sull'attività dei g.d.p., alle modalità di organizzazione degli uffici, alle problematiche derivanti dal recente D.L. attributivo della nuova competenza in materia di immigrazione, ad una revisione degli organici, all'incentivazione dei trasferimenti.
Su tutti i temi affrontati la commissione ha fatto il punto della situazione, garantendo una sempre maggiore attenzione alle problematiche dei giudici di pace.

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