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SOMMARIO
1. IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DEL C.S.M. (MAGISTRATO SEGRETARIO ED UFFICIO STUDI)
2. IL PARERE SUL D.L. DI MODIFICA DELLA BOSSI-FINI
3. L'ESORDIO DELLE COMMISSIONI DISTRETTUALI PER LA FORMAZIONE DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
4. FUORI RUOLO
5. INCONTRO CON IL RELATORE O.N.U. SULLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE
6. AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
7. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
DALLE COMMISSIONI

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1. IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DEL C.S.M. (MAGISTRATO SEGRETARIO ED UFFICIO STUDI)
In data 21 ottobre il plenum ha nominato Segretario Generale del CSM, con 13 voti favorevoli e
12 astensioni, la collega Donatella Ferranti.
Si è chiusa in questo modo la crisi organizzativa aperta dalle dimissioni di Luigi Salvato, dopo solo sei mesi di funzioni nel delicato incarico.
Il Comitato di Presidenza, dopo avere acquisito le disponibilità ed avere consultato tutti i consiglieri su varie soluzioni, ha proposto al plenum Donatella Ferranti per le doti di esperienza, professionalità ed assoluta imparzialità , già dimostrate come Vice Segretario Generale e Segretario
Generale reggente.
I consiglieri di Unità per la Costituzione hanno presentato un duro documento contro il Comitato di Presidenza, appoggiati (come invero non capita di rado…) dai laici del Polo e dai togati di MI, chiedendo il ritorno della pratica al Comitato di presidenza: si è sostenuto che la proposta fosse stata formulata in violazione del punto 7 della delibera 16 aprile 2003 (che disciplina la procedura di nomina del segretario e del vicesegretario generale) nella parte in cui si prevede che la formulazione della proposta sia preceduta dalla formazione di una rosa di nomi sulla quale debbono
essere raccolte le valutazioni dei componenti del Consiglio.
Nel corso della discussione in plenum abbiamo invece sostenuto che in punto di fatto quella violazione non vi fosse stata e che la questione procedurale fosse strumentalmente avanzata per coprire un evento evidentemente inaccettabile per Unicost: una proposta del Comitato basata sulle qualità umane e professionali del candidato e sulla sua esperienza quale vice e quale reggente e non su logiche di appartenenza.
Deve infatti essere chiaro che la proposta di Donatella Ferranti è venuta da un'autonoma decisione del Comitato e non su designazione di alcun gruppo: in particolare la componente consiliare del Movimento, attesa la situazione di difficoltà gestionale dell'organo di autogoverno, si è responsabilmente rimessa alle valutazioni del vicepresidente Rognoni e del Comitato di presidenza.
Per ciò che concerne l'iter procedurale seguito dal Comitato, riteniamo che esso sia stato corretto e pienamente rispondente alle previsioni della delibera, anche se per ragioni in parte diverse da quelle ritenute dal Comitato.
Mentre il punto 6 della delibera prevede come facoltativi l'audizione di coloro che hanno dichiarato la propria disponibilità e la richiesta di collaborazione a fini istruttori della terza commissione, il punto 7 recita: "all'esito forma una rosa di nome, raccoglie le valutazioni dei componenti
del Consiglio e quindi formula una motivata proposta".
La tesi interpretativa sostenuta nella proposta del Comitato è che, dovendo la "rosa" e la raccolta di valutazioni avvenire "all'esito" delle audizioni e dell'istruttoria delegata alla terza commissione, e non avendo ritenuto opportuno procedere ad audizioni e istruttoria, non era neppure necessario
formare "rose" e richiedere valutazioni".
Ma questa tesi, che enfatizza l'elemento letterale, non può essere condivisa, così come abbiamo sostenuto in plenum, perché urta contro la ratio della previsione "normativa", diretta a coinvolgere i componenti del Consiglio fin dalla fase di formulazione della proposta, raccogliendone le valutazioni preventive su un numero ristretto di nomi ("la rosa"), allo scopo di evitare attività dispersive e quindi inutili.
La delibera, infatti, come risulta anche dai lavori preparatori, si regge su un delicato equilibrio tra esigenze di salvaguardare il rapporto fiduciario tra segretario e vicesegretario generale e il Comitato (art 2, 7° comma legge n. 74 del 1990, 6, 3° comma e 9, 2° comma del regolamento interno) e le esigenze di rispettare analogo rapporto fiduciario che deve esistere con tutti i consiglieri, di trasparenza e di scelta del magistrato più adatto al peculiare ruolo amministrativo.
Nell'approvare tale delibere si è ritenuto che il predetto equilibrio non sarebbe assicurato dalla ovvia possibilità che il plenum, al quale spetta il potere di nomina, possa respingere la proposta del comitato, sia perché il rapporto fiduciario con tutti i componenti è garantito solo dal pieno
coinvolgimento degli stessi in tutta la procedura di scelta, sia perché il rigetto della proposta, evidentemente, costituisce evento traumatico nei rapporti tra plenum e Comitato, in ordine a una nomina di fondamentale importanza per la vita consiliare.
La procedura delineata, infine, garantisce anche un equilibrato rapporto tra i poteri decisori del plenum e i poteri di impulso e di esecuzione dell' attività del Consiglio
Un monopolio del potere di proposta da parte del Comitato, che fosse tale da condizionare il potere deliberante del plenum, farebbe infatti sorgere dubbi di legittimità costituzionale perché la
Costituzione attribuisce i poteri di autogoverno a un organo elettivo, che ne garantisce l'autonomia.
Sulla base di queste premesse, va affermata la piena legittimità della procedura di nomina adottata per tre ragioni fondamentali:
a) la delibera non prevede alcuna forma vincolata per l'apprestamento della rosa, in coerenza con la volontà della delibera di escludere ogni elemento di concorsualità (gli aspiranti dichiarando la loro disponibilità ), che deriverebbe dalla necessità di effettuare una comparazione formalizzata
tra candidati;
b) in punto di fatto è stata richiesta ai consiglieri la loro valutazione su una pluralità di nomi, e quindi su una rosa di nomi, (ivi compreso quello del dott. Polichetti indicato da Unicost);
c) la "rosa" non deve essere formulata, come qualcuno ha erroneamente sostenuto nel dibattito in plenum, nella proposta al CSM, ma esclusivamente nella fase preliminare, mentre al plenum va proposto un solo nominativo (come del resto accaduto in precedenza), emergente dalle consultazioni e dalle valutazioni che il Comitato opera al termine di queste consultazioni.
In conclusione, c'è da chiedersi se, di fronte al rispetto delle regole procedurali, può il solo eventuale eccesso di sintesi della proposta formale giustificare la drammatizzazione della vicenda consiliare, che ha portato i consiglieri di Unicost ad astenersi anche dal dibattito nel merito della
proposta.
Del tutto ragionevolmente, in presenza di una situazione di oggettiva emergenza, derivata dalla necessità di provvedere per la seconda volta nell'ambito della medesima consiliatura, alla sostituzione del Segretario Generale (funzione di delicato impatto organizzativo), il Comitato di presidenza ha ritenuto di investire fiduciariamente l'attuale vice-segretario generale, in esercizio come "reggente", già apprezzato magistrato segretario per molti anni, e quindi titolare di una specifica esperienza nel settore, capace altresì di garantire continuità di esperienza e di rapporti tra Comitato e Consiglio e con il personale.
Non possiamo pertanto condividere la manifestata insofferenza per una scelta non spartitoria, atteso che (come ricordato in plenum), non esistono necessitati riferimenti di "appartenenza" per la nomina del Segretario Generale.
Formuliamo pertanto i nostri sinceri auguri di buon lavoro alla collega Ferranti, per il difficile compito che la attende, sottolineando che (nonostante le polemiche riferite alla dedotta assenza di una "rosa"..) la sua scelta colora sicuramente di "rosa" il Consiglio Superiore della Magistratura, poiché per la prima volta è stata designata una donna all'incarico di Segretario Generale.
Nella stessa seduta sono state anche approvate le proposte della terza commissione con cui è stata designata al posto di magistrato segretario del Consiglio la dott.ssa MILENA FALASCHI (Trib. Roma) ed all'Ufficio Studi il dott. CARMELO CELENTANO (attualmente magistrato segretario del C.S.M.).

2. IL PARERE SUL D.L. DI MODIFICA DELLA BOSSI-FINI
Il Consiglio ha licenziato nel plenum del 21 ottobre (con il voto contrario dei tre consiglieri laici del Polo presenti e l'astensione di Marvulli e Rognoni) un parere sul D.L. modificativo della Legge Bossi-Fini (già trasmesso in lista) che giunge alla conclusione che non può essere condivisa la scelta del Governo di devolvere al giudice di pace la materia relativa ai provvedimenti di convalida del trattenimento e dell'accompagnamento alla frontiera nei confronti di stranieri.
Il testo trova un punto di accordo, che abbiamo (con i colleghi di MD) faticosamente "strappato" nel dibattito interno, nell'affermazione che nel controllo della libertà personale il giudice professionale è preferibile al giudice di pace.
Assai diversa e più netta la nostra posizione, di cui il parere dà ampia contezza, nel senso che il sistema costituzionale prevede una inscindibile correlazione fra diritti di libertà e status ordinamentale del giudice chiamato ad assicurarne l'effettività .
Purtroppo una parte degli stessi togati, dopo avere sostenuto che i provvedimenti di accompagnamento e trattenimento non sono minimamente paragonabili a forme detentive (e meritano quindi una tutela non privilegiata), in maniera per noi non condivisibile ha sentito il bisogno di mettere l'accento sulle difficoltà gestionali dei tribunali, argomento questo che indebolisce alquanto la posizione consiliare; si tratta, osserviamo noi, di difficoltà che interessano un po' tutti i settori (dalla materia tutelare al controllo sugli arresti ed i fermi, dalle materie lavoristiche ai c.d. maxi-processi) e che avrebbero dovuto più opportunamente giustificare sollecitazioni al Parlamento e al Ministro della giustizia affinché siano fornite le dotazioni necessarie.
La volontà di evitare divisioni, che avrebbero reso sostanzialmente vano il voto del Consiglio, dividendo la magistratura su temi che il CDC dell'Associazione solo un mese fa aveva valutato in modo unanime, e la volontà di evitare l'immagine esterna dell' esistenza una componente togata divisa fra coloro che valorizzano i gdp e coloro che li considerano inadeguati e privi di professionalità (cioè quelli come noi che più si sono spesi per il miglioramento di reclutamento, tabelle, disciplinare e soprattutto formazione), ci ha determinato al voto di un documento comune che dà conto delle differenti valutazioni ricordate.
Siamo ben consapevoli del rilievo e dell'importanza raggiunta dalla giurisdizione di pace, ma ci sembra che non si nobiliti una funzione incrementandone indiscriminatamente le competenze, quanto piuttosto rafforzandone le strutture, la professionalità e lo status ordinamentale.
In questo senso sono state raccolte nel parere le preoccupazioni della categoria dei giudici di pace sulla norma che attribuisce "impropriamente ad organi dell'amministrazione dell'interno, e non al Ministro della giustizia compiti di organizzazione dei servizi della giustizia ed appare idonea a condizionare l'esercizio della giurisdizione, pregiudicandone altresì l'immagine di imparzialità ".
Va in ogni caso ricordato, come fatto in sede di discussione in plenum, che la scelta attributiva della nuova competenza ai g.d.p. sia derivata da un improvviso cambiamento di rotta dello stesso Governo, e che comunque il Consiglio (ed in particolare l'ottava commissione) si è immediatamente adoperato in doveroso spirito collaborativo per fronteggiare uno stato di emergenza organizzativo e formativo, diffusamente denunciato dai giudici di pace, che certamente non può dirsi ancora superato

3. L'ESORDIO DELLE COMMISSIONI DISTRETTUALI PER LA FORMAZIONE DELLA MAGISTRATURA ONORARIA
In un proficuo incontro tenutosi a Roma in data 25 e 26 ottobre, organizzato dall'ottava commissione consiliare, cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le 26 commissioni distrettuali per la formazione professionale della magistratura onoraria, sono state messe a punto le "direttrici di marcia" cui si uniformeranno le nuove strutture decentrate preposte alla migliore professionalizzazione delle varie componenti della giurisdizione non togata.
Si tratta di un'attività di particolare impegno ma di sicura utilità , cui parteciperanno anche in funzione organizzativa e gestionale i rappresentanti di giudici di pace, giudici onorari aggregati, giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari, in uno a magistrati togati e (per la prima volta) ad un rappresentante dell'avvocatura.
Nell'incontro di esordio sono stati analizzati i contenuti della circolare consiliare istitutiva delle Commissioni, le modalità di strutturare l'offerta formativa (calibrata sperimentalmente in forma obbligatoria per le varie tipologie di magistrato onorario), i necessari raccordi collaborativi con i Consigli Giudiziari e la "rete" della formazione decentrata per la magistratura professionale.
La risposta dei partecipanti è stata adeguata alle aspettative, e l'auspicio risiede nella possibilità di far tesoro, specie nella prima fase di decollo delle attività di formazione, dell'esperienza (ormai consolidata) della formazione decentrata.
Con uno stanziamento adeguato di risorse (Euro 310.000) ripartite tra i vari distretti, i nuovi organi a composizione "mista" potranno essere in grado di modulare attività formative e di aggiornamento professionale destinate ad una vasta platea di magistrati onorari sinora coinvolti solo sporadicamente in iniziative di approfondimento destinate alla magistratura togata.
La recente attribuzione ai giudici di pace della competenza sulle convalide in materia di immigrazione clandestina costituirà una priorità di intervento per le Commissioni che sono state opportunamente sensibilizzate in argomento.

4. FUORI RUOLO
Confermata la destinazione non giudiziaria del dott. FAUSTO ZUCCARELLI (D.N.A.), che passa dall'incarico di coordinatore del progetto "Criminal Justice in Afghanistan" con sede in Kabul, a quello di "Inter-Regional Advisior" presso la sede di Vienna delle Nazioni Unite, dal 1.9.2004 all'11.1.2005.
Prorogata la destinazione fuori ruolo della dott.ssa ROSSELLA ATZENI presso i Servizi della Commissione Europea, Ufficio per la Cooperazione, in qualità di esperto nazionale, sino al 31.3.2006.
Destinati all'Ispettorato generale presso il Ministero della Giustizia il dott. VITO PIGLIONICA (Appello Milano) e la dott.ssa LAURA CAPOTORTO (Trib. Roma).

5. INCONTRO CON IL RELATORE O.N.U. SULLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE
Incontro al Consiglio con mr. Ligabo (Kenia), relatore speciale, nella Commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, per la libertà di espressione e di opinione.
Mr. Ligabo, nel contesto di una visita nel nostro Paese, ha incontrato tra le altre istituzioni (Commissioni parlamentari, Autorithies, Corte Costituzionale, ecc.), anche il C.S.M., sollecitando informazioni in merito alla libertà di espressione e di opinione dei magistrati.
Nelle risposte, in cui si è sottolineata la pubblicità dei lavori consiliari, si è fatto riferimento all'orientamento della sezione disciplinare in tema di manifestazione del pensiero, alle risoluzioni in materia adottate negli ultimi anni dal Consiglio, nonché ai recenti pareri sul progetto di riforma ordinamentale, anche mediante consegna di ampia produzione documentale.
Alla richiesta di conoscere la nostra opinione sulle concentrazioni televisive e sulla cd. Legge Gasparri, si è precisato come il Consiglio, geloso delle proprie competenze, anche nei confronti di altre istituzioni, non possa esprimersi in materie che esulano dalle proprie attribuzioni costituzionali.

6. AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all'incontro di studio "Etica e pratiche professionali" (Parigi, 8 novembre 2004), i colleghi FRANCESCO SALZANO (magistrato di appello destinato alla Procura Generale presso la Cassazione) e MASSIMO FERRO (Trib. Bologna).

7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle per il biennio 2004/2005 dei seguenti uffici giudiziari: Tribunale di Castrovillari, Procura di Chieti, Tribunale di sorveglianza di Sassari, Procura di Velletri, Tribunale di Spoleto, Tribunale di Nuoro, Procura di Pinerolo, Procura di Vercelli, Tribunale di sorveglianza di Bari.

DALLE COMMISSIONI

QUARTA COMMISSIONE
Rassegnate le conclusioni della Commissione preposta all'individuazione delle metodiche di campionamento dei provvedimenti giudiziari da utilizzare in sede di valutazione ai fini della progressione in carriera, a corollario di quanto previsto dalla nuova circolare approvata.
Si tratta di tema di rilevante problematicità , dovendosi - per ciascuno dei numerosi "mestieri del giudice"- enucleare i provvedimenti tipici, il loro peso ponderale ed i sistemi di campionamento.
La discussione in commissione proseguirà nelle prossime settimane.

QUINTA COMMISSIONE
Proposta unanime della commissione per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Busto Arsizio per il dott. ANTONIO MAZZEO RINALDI (Tribunale di Busto Arsizio).
Analoga unanimità è stata raggiunta sulla proposta del dott. ARTURO SOPRANO (Appello Milano) per l'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Busto Arsizio, per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Siracusa, per cui è stato proposto il dott. SALVO POLTO (Trib. Siracusa), per l'incarico di Avvocato Generale presso la Procura Generale della Corte d'Appello di Sassari, per cui è stato proposto il dott. FEDERICO MARIA PALOMBA (sost. proc. gen. Sassari).

NONA COMMISSIONE
In un incontro con i componenti del Comitato Scientifico sono stati focalizzati i principali problemi organizzativi dell'attività di formazione demandata alla nona commissione, per migliorare le modalità di preparazione degli incontri di studio, la raccolta delle valutazioni dei partecipanti e l'analisi dei contenuti dei programmi.
Al contempo la commissione si è attivata per monitorare l'esito organizzativo del primo incontro di studio realizzato presso la nuova struttura della Scuola Superiore del Ministero dell'Interno, a seguito della segnalazione di una serie di disagi da parte di alcuni dei partecipanti.

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