Pubblichiamo le notizie sui lavori del CSM della settimana inviate dai nostri Consiglieri Fici, Aghina ed Arbasino, Nuova pagina 1

NEWS DAL C.S.M.
Plenum

DIMISSIONI DI BORRELLI
A seguito delle dimissioni di Francesco Saverio BORRELLI quale componente della commissione esaminatrice per il concorso ad uditore giudiziario, è stato nominato in sua sostituzione Giuseppe LOCATELLI, sostituto procuratore generale presso la corte d’Appello di Brescia.
RETE EUROPEA DI FORMAZIONE GIUDIZIARIA
E’ stato approvato dal plenum il testo dello Statuto della Rete Europea per la Formazione Giudiziaria; si tratta di un progetto comunitario di formazione dei membri dei vari corpi giudiziari comunitari per la cui realizzazione si è prevista la costituzione di un’organizzazione internazionale senza fini di lucro (con 16 membri fondatori, tra cui il CSM), di cui tra breve saranno nominati gli organismi rappresentativi.INCARICHI EXTRAGIUDIZIARI PRESSO LE SCUOLE PER LE PROFESSIONI LEGALI
Su nostra richiesta è stata approvato dal plenum il ritorno in commissione di una proposta della quarta commissione con cui veniva disposto il rigetto dell’autorizzazione ad assumere un incarico di insegnamento (per nove ore) in una scuola per le professioni legali poiché il richiedente era componente del consiglio direttivo di un’altra scuola.In effetti la circolare in materia, consentendo il conferimento ai componenti del consiglio direttivo di incarichi di insegnamento (per un monte ore limitato) all’interno del medesimo istituto, inibisce l’assunzione di incarichi analoghi presso scuole per le professioni legali diverse.E’ stata valutata l’opportunità di rimeditare una simile scelta che, se da un lato comprime la partecipazione dei magistrati all’insegnamento nelle scuole per le professioni legali (che il Consiglio intende invece favorire), d’altro lato appare singolare, potendo apparire eventualmente preferibile limitare l’autoconferimento di incarichi ai componenti dei consigli direttivi piuttosto che vietare loro attività di insegnamento in scuole diverse da quella in cui vengono svolte attività di gestione.
MAGISTRATI DI COLLEGAMENTO
A seguito della presentazione da parte del Ministro della Giustizia di una “rosa” di candidati per gli incarichi di magistrato di collegamento presso i ministeri della giustizia del Regno Unito e del Regno di Spagna, il plenum del CSM ha espresso il suo “concerto” limitato ad un ristretto elenco di colleghi, individuati come gli unici in possesso delle attitudini richieste.In particolare sono stati indicati per il Regno Unito:
ROBERTA BARBERINI (magistrato fuori ruolo in servizio presso il Ministero degli Affari Esteri);
FRANCESCO FLORIT (giudice del Tribunale di Udine);
ANNA PAGOTTO (giudice del Tribunale di Treviso);
MARCELLO MARINARI (giudice del Tribunale di Pisa), per cui peraltro è stato rilevato come non trascorso il termine quinquennale dal rientro in ruolo di cui all’art. 3 circolare 19.7.2000Per il Regno di Spagna:
ELENA RAGANELLI (giudice del Tribunale di Roma);
LEANDRO FERRERO (giudice del Tribunale di Torino), per cui peraltro è stato rilevato come non trascorso il termine quinquennale dal rientro in ruolo di cui all’art. 3 circolare 19.7.2000.Come è noto, per tale tipologia di incarico è stata individuata, già nel corso della passata consiliatura, la procedura del c.d. “concerto invertito”, nel senso che è il Ministro a fare la proposta, sulla quale il CSM esprime il concerto, con definitiva valutazione rimessa alle scelte del Guardasigilli.Non v’è nulla di codificato, trattandosi di incarichi previsti da una c.d. azione comune dell’Unione Europea, finalizzata a migliorare ed intensificare la cooperazione giudiziaria internazionale, sia in materia civile che penale.Trattandosi di incarichi che assolvono a competenze amministrative, ma anche a compiti di assistenza giudiziaria, si è ritenuto di mutuare, invertendo le competenze, l'istituto del concerto, previsto dalla legge istitutiva del Consiglio Superiore della Magistratura per la nomina degli incarichi direttivi. Per tale materia, trattandosi di scelte che riguardano principalmente la giurisdizione, ma anche la gestione dei servizi (le cui responsabilità ricadono sul Ministro), la legge 195 del 1958 ha previsto l’istituto del concerto fra il CSM, che procede alla nomina, ed il Ministro che può esprimere le sue riserve e le sue valutazioni; la valutazione finale resta di competenza consiliare e, tuttavia, la Corte Costituzionale ha, in passato, avuto modo di affermare che ogni procedura per la nomina di un incarico direttivo deve essere improntata ad uno spirito di leale collaborazione istituzionale.Per l’individuazione dei magistrati di collegamento, attesa la natura delle loro funzioni, il passato Consiglio ed il Ministro dell’epoca hanno ritenuto adeguato al nostro assetto istituzionale un’attribuzione del Guardasigilli della relativa competenza, pur con il concorrente “concerto” del CSM.Nell’esprimere, dunque, le valutazioni di competenza consiliare sui singoli nominativi indicati dal Ministri per i due incarichi in questione, la delibera approvata dal plenum del 19 febbraio è stata chiaramente modulata nel senso che il concerto veniva espresso esclusivamente su alcuni dei magistrati indicati, ritenendo per essi soltanto la ricorrenza della specifica attitudine a ricoprire l’incarico in questione.Il Ministro, in buona sostanza, dopo aver individuato una rosa di magistrati ritenuti adeguati, alla stregua delle sue esigenze, ad assolvere al ruolo di magistrati di collegamento presso i dicasteri della giustizia di Londra e Madrid, dovrebbe adesso prendere atto delle motivate valutazioni espresse dal CSM con riferimento ai magistrati indicati e procedere alle designazioni fra coloro per i quali il CSM ha ritenuto – a tutela delle ragioni sottese alle esigenze dell’amministrazione della giurisdizione – che sussistano i necessari requisiti attitudinali.Trattasi, come è evidente, di una interessantissima procedura che contribuirà a realizzare il modello procedurale istituzionale con il quale, nei prossimi anni, nel nostro Paese si confronteranno le competenze consiliari e ministeriali nella costruzione degli organismi e delle strutture sovranazionali, cui gradualmente verranno trasferite, a ritmi sempre più intensi, vere e proprie competenze giurisdizionali.

ATTRIBUZIONE DI RUOLI AI G.O.T.
Rispondendo ad un quesito posto dal Presidente del Tribunale di Torre Annunziata in ordine alla possibilità di attribuire ai g.o.t. un proprio ruolo, il plenum ha chiarito che la risposta debba essere ricondotta al disposto di cui all’art. 43bis Ord. Giud., che elenca i casi (in materia civile e penale) per cui è seguito il criterio di non affidamento ai g.o.t.Si è altresì ribadito come il g.o.t. possa svolgere solo funzioni di supplenza (ma per affari limitati indicati dal paragrafo 60.2 della circolare sulla formazione delle tabelle) quando il magistrato sia assente o impedito e che anche tale possibilità resti eccezionale per la trattazione di procedure collegiali.
Ne segue che ove si ipotizzi di assegnare un ruolo di un giudice mancante, perché il relativo posto in organico è vacante, ad uno o più g.o.t., non ricorre l’ipotesi della supplenza e comunque non sia possibile assegnare ad un g.o.t. il ruolo di un magistrato togato, neppure mediante ripartizione del ruolo stesso.La circolare consiliare fa tuttavia salva la possibilità di altre soluzioni nel caso in cui non sia possibile far fronte altrimenti alle esigenze di servizio dell’ufficio, esigenze che devono essere adeguatamente documentate, fermo restando che resta escluso che i ruoli possano essere congelati.
BANDI PER IL COMITATO SCIENTIFICO
A seguito della scadenza di quattro componenti del Comitato Scientifico presso la nona commissione consiliare, sono stati banditi due interpelli per la copertura di due posti presso il settore civile e due presso il settore penale (scadenza per la presentazione delle dichiarazioni di disponibilità il 31 marzo).
Tra le novità dell’interpello rispetto ai precedenti, l’eliminazione dell’esclusione dei referenti per la formazione decentrata (che quindi vengono ricompresi tra i potenziali aspiranti), e la previsione di una dichiarazione di impegno dei proposti per l’incarico a non candidarsi nelle elezioni per il rinnovo del CSM se non trascorsi due anni dalla cessazione dell’incarico.
INCONTRO ANM – CSM Su richiesta dell’ ANM, una delegazione dell’ Associazione Magistrati si è incontrata in data 19 febbraio con il Consiglio, per esporre il programma di iniziative intraprese in tema di verifica della professionalità.Si è trattato di un’iniziativa di particolare utilità, in cui si sono raccolte in spirito di confronto le indicazioni prioritarie dell’ ANM in materia, per cui difficilmente comprensibile è apparsa la decisione dei consiglieri laici del Polo di disertare la riunione, peraltro successivamente giustificata in plenum deducendo un difetto di comunicazione.
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI TERMINI IMERESE
Come già segnalato in mailing-list, il plenum del CSM ha conferito dopo intenso dibattito l’incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese al dott. ALBERTO DI PISA (sostituto procuratore presso la Procura Generale di Palermo), che era stato proposto in uno con il dott. LEONARDO AGUECI (Ispettore capo presso il Ministero della Giustizia).L’esito della votazione ha visto il plenum radicalmente “spaccato” con 13 voti per DI PISA (Unicost, M.I., Laici del Polo), e 12 per AGUECI (M.D., Movimenti, Laici dell’ ulivo, Marvulli e Favara), con l’unica astensione, peraltro ininfluente, attesa la maggiore anzianità di Di Pisa che avrebbe prevalso in caso di parità).In molti interventi è stato (inutilmente) sottolineato come solo due anni or sono, in occasione del conferimento dell’incarico di procuratore aggiunto presso la Procura di Palermo, il collega Di Pisa venne posposto dal CSM (con provvedimento confermato in sede amministrativa) ad aspiranti più giovani in considerazione della valutata inopportunità di attribuirgli un incarico semidirettivo nell’ufficio di Palermo, in considerazione delle note polemiche che lo videro in anni passati esplicitamente contrapposto al pool operante in Procura ed a Giovani Falcone.Nel citato provvedimento veniva rimarcata la sostanziale difficoltà di Di Pisa di relazionarsi con i colleghi ed altre considerazioni critiche che evidentemente la (ormai consueta…) maggioranza dei consiglieri ha ritenuto di disattendere, nonostante che l’ufficio di Termini Imerese sia stato valutato in sede di discussione come una “propaggine” di quello di Palermo, facendo prevalere Di Pisa sul collega Agueci, cui peraltro sono stati attribuiti unanimi consensi (ma allo stato …inutili…) per la sua capacità professionale, spirito di sacrificio, attitudini organizzative.Ci sembra che sia stata mancata un’occasione per un’ottima scelta di dirigente di un ufficio di Procura in una sede di particolare difficoltà.
REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
E’ stata deliberata dal plenum la nomina del seguente primo gruppo di referenti per la formazione decentrata:DISTRETTO ANCONA (2 referenti da nominare)
D’APRILE Mario Vincenzo Giud.Trib. Ancona penale
DISTRETTO BARI (3 referenti da nominare)
LUCAFO’ Franco Cons.Lav. C.A. Bari civile/lavoro SCALERA Vito Cons. C.A. Bari civile
TARANTINO Michele Cons. C.A. Bari penale

DISTRETTO BOLOGNA (4 referenti da nominare)
BENASSI Giovanni Cons.Lav. C.A. Bologna civile
DE MARCO Eleonora Sost.Proc.Gen. Bologna penale
GRAZIOSI Chiara Giud.Trib. Bologna civile
MAGLIARO Letizio Giud.Trib. Bologna penale

DISTRETTO BRESCIA (2 referenti da nominare)
NUZZO Francesco Sost.Proc.Gen. Brescia penale

DISTRETTO CAGLIARI (2 referenti da nominare)
AMATO Vincenzo (dimissionario dal Consiglio Direttivo delle Scuole di Specializzazione nell’Università di Cagliari) Giud.Trib. Cagliari civile LAVENA Giovanni Giud.Trib. Cagliari penale

DISTRETTO CALTANISSETTA (2 referenti da nominare)
D’ORAZI Ornella Cons. C.A. Caltanissetta civile
DISTRETTO CAMPOBASSO (2 referenti da nominare)
MERCONE Mario Sost.Proc.Trib. Campobasso penale
VALLE Cristiano Giud.Trib. Campobasso civile

DISTRETTO CATANIA (3 referenti da nominare)
COSTANZO Angelo Giud.Trib. Catania penale
ZAPPIA Pietro Cons.Lav. C.A. Catania civile/lavoro

DISTRETTO CATANZARO (3 referenti da nominare)
BENIGNO Margherita Letizia Giud.Trib. Rossano penale
FERRARO Maria Ausilia Giud.Trib. Cosenza civile
PETRINI Marco Giud.Trib. Castrovillari penale/civile

DISTRETTO GENOVA (3 referenti da nominare)
HAUPT Alberto Giud.Trib. Genova civile
MERLO Sergio Sost.Proc.Gen. Genova penale
VIDALI Elisabetta Giud.Trib. Genova penale

DISTRETTO DE L’AQUILA (2 referenti da nominare) FILIPPI Paola Giud.Trib. Pescara civile
FILIPPINI Stefano Giud.Trib.Min. L’Aquila penale
DISTRETTO LECCE (2 referenti da nominare)
APRILE Ercole Giud.Trib. Lecce penale
POSITANO Gabriele Giud.Trib. Lecce civile

DISTRETTO MESSINA (2 referenti da nominare)
D’ARRIGO Cosimo Giud.Trib. Messina civile LICATA Ferdinando Maria Pres. sez. Trib. Messina penale

DISTRETTO PALERMO (4 referenti da nominare)
DE LUCA Salvatore Sost.Proc.Trib. Palermo penale
LICATA Fabio Giud.Trib. Palermo penale

DISTRETTO PERUGIA (2 referenti da nominare)
MATTEINI CHIARI Sergio Pres.Sez.C.A. Perugia civile
RICCIARELLI Massimo Giud.Trib. Perugia penale

DISTRETTO REGGIO CALABRIA (2 referenti da nominare)
RUSSO Iside Cons. C.A. Reggio Calabria penale

DISTRETTO SALERNO (2 referenti da nominare)
SCARPA Antonio Giud.Trib. Nocera civile

DISTRETTO TORINO (4 referenti da nominare)
BOUCHARD Marco Sost.Proc.Trib. Torino penale

DISTRETTO TRENTO (2 referenti da nominare)
DIES Riccardo Giud.Trib. Rovereto penale
PERILLI Luca Giud.Trib. Rovereto civile

DISTRETTO TRIESTE (2 referenti da nominare)
GROHMANN Dario Sost.Proc.Gen. Trieste penale
SANSONE Giovanni Giud.Trib. Trieste civile

CORTE DI CASSAZIONE (6 referenti da nominare)
D’ASCOLA Pasquale Magistrato tribunale appl. civileDIOTALLEVI Giovanni Magistrato appello appl. penale
IADECOLA Gianfranco Sost.Proc.Generale penale
ROSELLI Federico Consigliere lavoro
SPIRITO Angelo Consigliere civile

GIUDICI DI PACE
Sono giunti al termine i due seminari organizzati dall’ottava commissione dedicati a fare il punto sulla riforma della competenza penale del giudice di pace.Largamente partecipati da quasi tutti i magistrati onorari coordinatori degli uffici circondariali, gli incontri hanno consentito di confrontare le prime prassi giurisprudenziali instauratesi sul d.lgs. n. 274/2000, rivelando altresì come in effetti il numero di procedimenti definiti dai giudici di pace nel settore penale, nel primo anno di avvio della riforma, sia largamente inferiore alle previsioni.
In merito la commissione interverrà nei prossimi giorni per promuovere iniziative dirette a rimuovere gli ostacoli che sono stati segnalati come impeditivi del decollo della riforma.

COMMISSIONI
PRIMA COMMISSIONE

E'iniziata l'audizione del Procuratore della Repubblica di Napoli dott. Cordova con riferimento alla procedura ex art. 2 L.G aperta nei suoi confronti. Sinora si sono svolte due sedute nel corso delle quali, secondo l 'ordine delle "incolpazioni", si è svolta una approfondita disamina di tutte le circostanze emerse nel corso delle audizioni degli aggiunti e di alcuni sostituti della Procura nonché della documentazione acquisita. Sono in programma alte due sedute ed all'esito dell'audizione la commissione dovrà valutare se svolgere approfondimenti.

Prosegue poi con ritmo intenso anche l'attività di esame ed istruttoria di altre pratiche (alcune delle quali molto delicate). Ragioni di riservatezza non consentono di fornire notizie dettagliate sui casi.
Ad una pratica peraltro si ritiene di fare cenno poiché anche la stampa ne ha parlato. Si è deciso a maggioranza (tre voti a favore, due contrari ed un astenuto) di aprire una procedura per incompatibilità ambientale nei confronti di una Collega, all'epoca appartenente ad ufficio di Procura, legata da un rapporto di stabile convivenza con un medico il quale, dopo aver svolto funzioni di perito in giudizio civile interessante un personaggio della criminalità locale, ha anche svolto consulenza di parte in procedura penale riguardante la stessa persona essendo poi indagato in relazione all'adempimento dell' incarico. Posto che la Collega nelle more si è trasferita al Tribunale ove svolge funzioni penali và considerato che il caso è parso particolarmente delicato in quanto integrante una ipotesi di prospettabile incompatibilità ambientale "incolpevole". Riservandosi di tornare sull'argomento quando lo stato della procedura lo consentirà (come è noto l'apertura della procedura prelude alla audizione e ad eventuali ulteriori approfondimenti) è utile dare conto del fatto che le tesi che si sono contrapposte si fondavano: quella di maggioranza, sull'oggettivo appannamento dell'immagine professionale della collega pur nell'attuale diversa funzione, derivante dal rapporto di convivenza con persona che ha svolto attività professionale presso lo stesso ufficio ed è stata per questo indagata; quella di minoranza sulla assenza di qualsiasi elemento, a livello colposo, riferibile alla Collega (tale non essendo, ovviamente, una libera ed insindacabile scelta personale e strettamente privata di stabilire uno stabile rapporto di convivenza), sulla inidoneità della mera attività di perito peraltro occasionale presso la sede giudiziaria e di indagato ad integrare una situazione di offuscamento del "prestigio" dell'ordine giudiziario osservandosi, quanto al primo aspetto, che analogo rilievo dovrebbe operarsi in tutte le situazioni di rapporti di parentela tra magistrati e legali quando costoro svolgono attività occasionale avanti all'ufficio (irrilevante essendo, ovviamente, la "caratura criminosa" del cliente), quanto al secondo aspetto, che la mera condizione di indagato poteva unicamente creare una situazione di disagio nell'ufficio che la collega aveva, con sensibilità, provveduto ad evitare trasferendosi presso il Tribunale con funzioni di giudice.

ARCHIVIAZIONE DELLA PROCEDURA EX ART. 2 L.G.
Nei confronti del dott. Franco Cassata Sostituto Proc. Generale presso la Corte di Appello di Messina (rel. Arbasino)

Il Plenum ha confermato la proposta che la commissione aveva adottato all' unanimità, dopo un approfondito esame, di un caso di rilevante complessità.
Al dott. Cassata si era addebitata contiguità con un esponente del crimine organizzato di Barcellona Pozzo di Gotto e le accuse provenivano essenzialmente da due legali difensori di numerosi collaboratori di giustizia i quali deducevano che il dott. Cassata, animatore di una associazione locale impegnata nella lotta alla mafia, usava in realtà tale struttura per favorire alcuni gruppi mafiosi orientando contro quelli avversi l'attività della associazione stessa alla quale aveva aderito anche il personaggio di cui sopra. All'epoca la partecipazione di costui a gruppo criminoso non era nota mentre successivamente si era rivelato esponente di spicco della malavita locale tanto da essere oggetto di misura cautelare rendendosi latitante: durante questo periodo il dott. Cassata era stato visto in una occasione fermo a colloquio, in una pubblica via, con la moglie di costui nei pressi dell'ingresso della associazione ove era anche ubicato il negozio della donna. Su questo nucleo di risultanze gli esponenti avevano innestato anche una miriade di altri fatti risultati non veri: con la delibera adottata il consiglio ha ritenuto non dimostrato l'orientamento della attività della associazione, casuale l'incontro con la moglie del "boss" locale e non provata la consapevolezza, all'epoca, della iscrizione dello stesso alla associazione, della sua caratura criminosa da parte degli
associati. Per altre condotte, diverse da quelle di cui sopra ed in relazione alle quali erano profilabili dubbi di rispetto delle regole deontologiche, si è data comunicazione ai titolari della azione disciplinare.


IL PROBLEMA DELLA COLLOCAZIONE PRESSO IL TRIBUNALE DI UDINE DI UN MAGISTRATO
TRASFERITO DALLA LOCALE PROCURA


Di questa pratica si è già fatto cenno nel precedente notiziario dopo la delibera di commissione: il plenum ha disposto il ritorno della pratica in commissione per una rimeditazione del caso facendo prevalere ragioni di opportunità "politica" ad una soluzione proposta dalla commissione che era tecnicamente corretta. Come si ricorderà il caso era stato sollevato dalle
locali rappresentative forensi in quanto il collega era stato destinato dal Presidente del Tribunale a svolgere le funzioni di GIP e cio' era stato giudicato inopportuno alla luce del dibattito in corso nel paese sulla separazione delle funzioni requirenti da quelle giudicanti. Contrariamente a quanto rappresentato dalla stampa nonché in una intervista di un componente laico del CSM, il caso oggetto della delibera non riguardava il passaggio da funzioni requirenti a giudicanti (con le necessarie valutazioni ex art., 190 OG) perché tale passaggio era già avvenuto proprio a seguito del tramutamento deliberato dal Consiglio. Il problema era invece quello della attribuzione di specifiche funzioni all'interno dell'ufficio e sul punto non vi è, allo stato (ma la commissione si è riservata di esaminare il problema in sede di nuova circolare), alcuna disposizione di legge o regolamentare che limiti la destinazione del magistrato. E' anche vero pero' che nel presente momento il pregresso recente esercizio di funzioni requirenti viene percepito all'esterno come elemento che appanna la immagine di terzietà del giudice che è chiamato a svolgere funzioni giudicanti di GIP o monocratiche.
La soluzione che la commissione aveva proposto (rel. Arbasino) trovava fondamento nella circolare sulle tabelle la quale, nel caso di destinazione di nuovo magistrato che non abbia partecipato a concorso interno (come nel caso di specie), prevede (punto 43.3) che il Presidente lo destini temporaneamente a coprire un posto vacante in attesa di espletamento del concorso interno. La soluzione della temporaneità della destinazione era sembrata tale da non pregiudicare principi non ancora scritti nelle nostre norme regolamentari ma, come si è detto, non è stato così ed ora il Tribunale di Udine attende che le motivazioni "politiche" risolvano una situazione che non giova certamente alla stabilità degli assetti organizzativi di quell'ufficio.

TERZA COMMISSIONE
Abbiamo già riferito in merito alla delibera di plenum del 20 febbraio 2003 relativa alla individuazione delle sedi da destinare agli uditori, abbiamo registrato innumerevoli proteste e ci ripromettiamo di intervenire ancora per una rivisitazione di ciò che è accaduto, anche in relazione agli ulteriori impegni che ci attendono e che riguardano la materia della mobilità dei magistrati (prossima pubblicazione del bando per i trasferimenti ordinari, prossima scadenza del termine quinquennale di cui alla legge 133/98, pubblicazione dei posti di aumento di organico nelle sezioni lavoro delle Corti di Appello e nei cc.dd. organici distrettuali)
Sempre con riferimento alla assegnazione delle sedi agli uditori è in corso la procedura per l’approvazione della graduatoria. La III Commissione ha dovuto procedere, a ritmi forzati, alla valutazione delle ragioni dedotte da decine di colleghi per l’attribuzione dei punteggi aggiuntivi previsti dalla circolare, ovvero per l’attribuzione del diritto di prescelta in relazioni a dedotte e documentate ragioni connesse ad una situazione di handicap certificato ai sensi della legge 104 del 1992.La linea adottata è stata di estremo rigore, soprattutto con riferimento alla valutazione della sussistenza del requisito della esclusività dell’assistenza al familiare portatore dell’handicap. Su un totale di ventisei pratiche relative a tale problematica, sono state disposte 4 audizioni ed è stata acquisita ulteriore documentazione in 3 casi. Sono state accolte, allo stato, soltanto otto domande e rigettate tutte le altre. Per l’approvazione della graduatoria definitiva bisognerà considerare eventuali osservazioni; è, tuttavia, forte la consapevolezza che bisogna valutare con grande attenzione e cautela ogni domanda, poiché non sempre, pur a fronte di situazioni familiari particolarmente difficili, può essere riconosciuto il beneficio e, quindi il diritto alla prescelta, che è evidente come viene ad incidere nella posizione di tanti controinteressati.
QUINTA COMMISSIONE
A seguito di ulteriori approfondimenti istruttori, dopo il concerto trasmesso dal ministro, è stata modificata una precedente proposta per l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani.Per detto incarico direttivo la commissione ha proposto il dott. BODERO MACCABEO (Presidente del Tribunale di Cortona) con quattro voti (Mammone; Schietroma; Buccico; Menditto); e con un voto (Riello) il dott. GAETANO TRAINITO (Presidente di sezione del Tribunale di Trapani), astenuto Aghina.