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SOMMARIO
1.DELIBERA A TUTELA DEL DOTT. GUIDO PAPALIA
2.PARTECIPAZIONE EQUILIBRATA DI DONNE E UOMINI AL PROCESSO DECISIONALE
3.IL PARERE DEL CSM SULLA PROROGA DI GOT E VPO
4.LA PRATICA RELATIVA AL PROCURATORE DI SALERNO
5.INIZIATIVA SULLA (EX) CIRIELLI
6.FUORI RUOLO
7.RILIEVO DELLO STATO DI GRAVIDANZA IN SEDE DI TRASFERIMENTO
8.VICE-SEGRETARIO GENERALE DEL C.S.M. E DIREZIONE UFFICIO STUDI
9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
10.CORSI DI FORMAZIONE 2005: CRITERI DI AMMISSIONE E SEDI DI SVOLGIMENTO
11.INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO 2005
12.AMMISSIONI AL CONCORSO PER UDITORE GIUDIZIARIO
13.SULLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI
DALLE COMMISSIONI

di Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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1.DELIBERA A TUTELA DEL DOTT. GUIDO PAPALIA
Ai sensi dell'art.45, terzo comma, del regolamento interno del Consiglio, abbiamo presentato, con i colleghi di MD, una proposta urgente di risoluzione, sottoscritta anche da tutti gli altri consiglieri togati e dai consiglieri Berlinguer e Schietroma, a seguito degli attacchi patiti in sede parlamentare da parte del dott. Guido Papalia, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Verona.
Il plenum ha approvato all'unanimità dei presenti (assenti Di Federico e Ventura Sarno) il seguente documento a tutela:
"In occasione della seduta per l'elezione di due giudici costituzionali, tenutasi il giorno 14 dicembre 2004 nell'aula della Camera dei deputati, alcuni parlamentari hanno esposto nell'aula cartelli con la scritta "Papalia razzista e nazista".
Tale iniziativa segue di pochi giorni la pronuncia ad opera del tribunale di Verona di una sentenza di condanna nei confronti di sei appartenenti al movimento politico "Lega Nord", accusati dalla procura della Repubblica diretta dal dott. Guido Papalia del reato di incitamento all'odio ed alla discriminazione razziale, che si ritiene commesso attraverso un'insistente e massiccia campagna di protesta per lo sgombero di un campo nomadi sito nel territorio veronese.
Le invettive nei confronti del dott. Papalia, e dell'ufficio di Procura da lui diretto, praticate attraverso l'uso di aggettivi, quali razzista e nazista, di valenza obiettivamente offensiva, tanto da determinare la formale deplorazione del Presidente della Camera, sono inaccettabili ed
esigono che il Csm intervenga a tutela del prestigio del magistrato coinvolto, dell'ufficio giudiziario da lui diretto e più in generale della credibilità dell'istituzione giudiziaria.
L'intervento denigratorio nei confronti del dott. Papalia, infatti, è stato inscenato dopo la pronuncia di una sentenza e ciò rende palese che gli attacchi offensivi hanno avuto di mira l'intera funzione giudiziaria, inquirente e giudicante.
La particolare gravità dell'accaduto è acuita dal fatto che gli autori delle offese siano alti rappresentanti delle Istituzioni, e ciò espone a serio rischio il mantenimento della necessaria fiducia dei cittadini nella giurisdizione.
Il Csm non mette in dubbio che l'attività giudiziaria possa essere oggetto di critiche e che la critica dell'operato dei pubblici poteri, ivi compreso l'ordine giudiziario, rientri nell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero di ogni individuo e sia al contempo espressione del mandato
parlamentare.
E però ancora una volta il Csm, nel prendere atto dell'iniziativa immediata ed esaustiva del Presidente della Camera, è costretto a ribadire che alla legittima espressione del diritto di critica, anche parlamentare, è del tutto estraneo l'uso di frasi capaci solo di sortire effetti delegittimanti per l'istituzione giudiziaria (vedi deliberazione del Csm del 16 gennaio 2002)."
Rispetto alla proposta originaria, è stato accolto un emendamento presentato dai consiglieri laici del Polo (votato dai consiglieri di MI, Unicost e dai laici, con il nostro voto contrario e dei colleghi di MD), soppressivo del seguente periodo, in cui veniva stigmatizzata la condotta del Ministro Castelli: " Va ricordato che lo stesso ministro della Giustizia, nell'immediatezza della pronuncia della sentenza, espresse solidarietà nei confronti degli imputati condannati, così come fecero vari esponenti politici che ricoprono alte cariche istituzionali della Repubblica. Il ministro ha poi commentato l'esibizione del cartello nell'aula della Camera dei deputati, ritenendola "una libera espressione del pensiero parlamentare".
In tutta evidenza il "rimaneggiamento" del testo originario, comportante l'esclusione di quelli che altro non erano che meri riferimenti fattuali, ha determinato il voto unanime del plenum sulla risoluzione.
Resta da chiedersi (ma si tratta di un interrogativo retorico…) se il "costo" pagato per garantire la (quasi) unanimità del Consiglio sia stato adeguato al raggiungimento di un siffatto risultato, poiché l'elenco dei presentatori della proposta di risoluzione garantiva ampiamente l'approvazione della delibera nella sua formulazione originaria (sicuramente meno elusiva rispetto a quella finale).

2. PARTECIPAZIONE EQUILIBRATA DI DONNE E UOMINI AL PROCESSO DECISIONALE
Nell'ambito del Progetto europeo dal titolo la "Partecipazione equilibrata di donne e uomini al processo decisionale" che fa capo al Consiglio dell'Unione Europea, promosso dal Consiglio Superiore della Magistratura e al quale hanno aderito: il Ministro della Giustizia francese, il Consiglio Generale del Potere Giudiziario Spagnolo, l'Ufficio del Pubblico Ministero presso la suprema corte di Giustizia Rumena ed il Ministero della Giustizia italiano si è tenuto in Roma il 13, 14 e 15 dicembre scorso il seminario finale.
All'incontro hanno partecipato 17 colleghi francesi 18 colleghi spagnoli, 5 rumeni, una belga un olandese e 56 italiani.
Sono stati esposti nel corso del seminario finali i risultai delle della ricerca durata una anno e finalizzata alla verifica dell'effettiva esistenza di un equilibrata partecipazione di uomini e alla verifica ipotesi di squilibrio alla ricerca delle cause che lo determinavo e quindi alla elaborazione di eventuali strumenti per la rimozioni delle stesse.
Il primo dato, emerso in termini quantitativi differenti, ma analogo quanto al trend è stato che quello relativo all'attuale presenza delle donne nella magistratura dei paesi che hanno partecipato al progetto.
Il dato comune è che il numero delle donne che attualmente accede in magistratura è più alto di quello degli uomini (a questo proposito va evidenziato che nei paese che hanno collaborato al progetto diversa è la data dell'ingresso delle donne in magistratura in Italia da 1965, in Francia dal 1946, Spagna da 1968 ed in Romania da 1952).
Il numero degli uomini continua ad essere superiore a quello delle donne, salvo che in Romania.
Il numero degli uomini che ricoprono posti direttivi continua ad essere superione a quello delle donne anche in Romania nonostante la superiorità numerica delle donne.
La superiorità numerica degli uomini che ricoprono incarichi direttivi e semidirettivi non è giustificata dalla diversa data di accesso delle donne in magistratura e risulta sproporzionata rispetto alle presenza femminile per fasce di età .
In Spagna negli ultimo cinque anni l'accesso è stato per il 65,65% di donne e per il 34,35% di uomini. Nel complesso attualmente gli uomini integrano il 56,5% della carriera giudiziaria, e le donne il 43,4% , ma solo 8, 5 % delle donne ricopre funzioni direttive.
In Romania complessivamente le donne sono 61,34% e gli uomini il 38,66 %, ma nonostante questo è il 62,82 % degli uomini che ricopre funzioni direttivi, mentre le donne ricoprono il residuo 37,18 %.
In base all'esame dei dati statistici si è osservato che In Italia in totale, su 8470 magistrati le donne magistrato sono ora 3187.
Nella fascia di età di magistrati sotto i 35 anni le donne sono 492 a fronte di 375 uomini; nella fascia tra i 36 e i 45 anni le donne sono 1760 a fronte di 1625 uomini. Tra i magistrati ultra quarantaseienni gli uomini sono invece in numero superiore: nella fascia tra i 46 ed i 55 anni gli uomini sono 1265 a fronte di 472 donne; nella fascia di età tra i 56 ed i 65 anni gli uomini sono 1321 a fronte di 177 donne; tra gli ultra sessantacinquenni 697 uomini contro 16 donne.
In base ai dati emersi il numero delle donne che riveste ruoli di dirigenza è inferiore a quello degli uomini.
Il dato italiano: su 440 posti direttivi, 419 posti sono ricoperti da uomini e solo 21 da donne.
Dall'esame dei dati è emerso che gli uomini, su quei 419 posti direttivi che ricoprono, hanno occupato 13 posti che, secondo la percentuale di presenza delle donne in magistratura nelle fasce di magistrati aventi l'età per assumere incarichi dirigenziali, avrebbero dovuto essere occupati da donne; 13 su 419 non è una percentuale alta per gli uomini, ma è una cifra alta in relazione al basso numero di presenza femminile nella dirigenza.
Se fossero state rispettate le percentuali di presenza femminile le donne in posti direttivi avrebbero dovuto essere 34 e non 21.
Quello dei direttivi in Italia è solo un esempio. Lo stesso discorso vale infatti, per i posti semidirettivi, su 726 posti, 672 sono ricoperti da uomini e solo 54 da donne.
Anche in questo caso i risultati della ricerca hanno rilevato la non fisiologicità del divario.
Di questi 726 posti 24 avrebbero dovuto essere ricoperti da donne e non da uomini.
In ipotesi di normale presenza le donne con ruoli semidirettivi avrebbero dovuto essere 78 e non 54.
L'analisi dei dati statistici è stata accompagnata dai dati emergenti dall'elaborazione dei risultati dei questionari dai quali emerge una generalizzata percezione una scarsa sensibilità alla questione femminile nelle fasce più giovani ed una più forte percezione nelle fasce più anziane.
E' emerso il dato rilevante che la famiglia continua ad essere percepita come un ostacolo per la carriera della donna ove mancano infrastrutture di ausilio alla donna
Alla domanda se verrebbe formulata domanda per esercitare una diversa funzione preferita se ciò comportasse un netto cambiamento di sede o di organizzazione familiare ha risposto sì solo il 38,2 % delle spagnole ed il 40,17% delle italiane, mentre le francesi hanno risposto sì nella misura del 67,46 %.
Quando all'interesse a ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi dalle risposte emerge un interesse del 34,26 % delle spagnole dell'81,40 % delle francesi e del 68,70% delle italiane.
Quando poi si passa al dato concreto ovvero alla risposta alla specifica domanda circa la presentazione effettiva di domande per incarico direttivo la percentuale delle spagnole rimane identica ovvero del 34,26%, quello delle francesi scende al 37,06% ed quello delle italiane al 42,85%.
All'esito del seminario è stato elaborato un documento con il quale si chiede vengono promosse specifiche azioni positive con riferimento alla rappresentanza istituzionale, alla maternità , alla dirigenza, alla conciliazione vita professionale e familiare, alla formazione alla dirigenza negli uffici al fine di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione equilibrata delle donne al processo decisionale.
Quando poi si passa al dato concreto ovvero alla risposta alla specifica domanda circa la presentazione effettiva di domande per incarico direttivo la percentuale delle spagnole rimane identica ovvero del 34,26%, quello delle francesi scende al 37,06% ed quello delle italiane al 42,85%.
All'esito del seminario è stato elaborato un documento con il quale si chiede vengono promosse specifiche azioni positive con riferimento alla rappresentanza istituzionale, alla maternità , alla dirigenza, alla conciliazione vita professionale e familiare, alla formazione alla dirigenza negli uffici al fine di rimuovere gli ostacoli che impediscono la partecipazione equilibrata delle donne al processo decisionale.

3. IL PARERE DEL CSM SULLA PROROGA DI GOT E VPO
Approvato a larga maggioranza (16 voti a favore e 4 voti contrari dei laici del Polo) il parere espresso dal CSM sul decreto legge n.266 del 9.11.2004 che ha disposto in extremis una (ulteriore) proroga annuale, sino al 31.12.2005 per tutti i g.o.t., v.p.o. ed un numero più limitato di g.o.a. in scadenza di mandato il 31.12.2004.
Si è inteso denunciare il difetto di coordinamento istituzionale determinato da un provvedimento dilatorio (sembra che la necessaria riforma della magistratura onoraria si concreti unicamente con rinvii…), intervenuto senza motivazioni e dopo che il Consiglio aveva impegnato per mesi anche i Consigli Giudiziari per la valutazione delle domande presentate da circa 13000 aspiranti per circa 900 posti preventivati come vacanti, predisponendo graduatorie che debbono essere intese come sostanzialmente "virtuali", cagionando così una grave ed evitabile diseconomia organizzativa, con ricadute conseguenti anche sulla validità dello stesso sistema di reclutamento dei magistrati onorari.

4. LA PRATICA RELATIVA AL PROCURATORE DI SALERNO
Dopo una lunga e travagliata trattazione in Prima Commissione è approdata al plenum una pratica relativa al Procuratore della Repubblica di presso il Tribunale di Salerno dott. APICELLA che presenta aspetti d'interesse sia sotto il profilo procedimentale sia sotto il profilo del merito.
In relazione al primo aspetto va considerato che in commissione erano state formulate, dopo una lunga e travagliata trattazione (nel corso della quale l'allora relatore Arbasino aveva presentato, senza esito, due proposte d'apertura della formale procedura), due proposte: una d'archiviazione (del nuovo relatore Di Federico) ed una di formale apertura della procedura (Salvi) con conseguente formulazione delle "incolpazioni".
I voti dei sei componenti della Commissione si sono equamente divisi e quindi entrambe le proposte hanno ricevuto tre voti a favore e tre voti contrari con la conseguenza che nessuna di loro ha raggiunto la maggioranza e si è così determinata una situazione di stallo.
La Commissione Regolamento ha espresso il parere che, avendo la commissione semplice funzione referente rispetto al plenum, era quest'ultimo organismo che doveva essere investito del problema anche se non si era in presenza, come abitualmente avviene, di due proposte "definitorie" della procedura ma di una proposta definitoria che tendeva all'archiviazione e di una proposta "istruttoria" che tendeva alla formale apertura della procedura con conseguente audizione del magistrato assistito dal difensore (si trattava quindi di un momento procedimentale prodromico alla valutazione del merito).
Conseguenza di questa anomala situazione è stata la presentazione al plenum della proposta d'archiviazione mentre la proposta di "apertura pratica" di incompatibilità ex art.2 (che è un atto tipico della fase istruttoria di commissione) non ha potuto essere formalmente rappresentata ma era necessariamente sottesa ad una richiesta di ritorno della pratica in commissione formulata dal cons. Salvi.
E' evidente però che la discussione risente di questa anomalia in quanto mentre chi sostiene l'archiviazione esprime piene valutazioni di merito, chi sostiene il ritorno in commissione deve sostenere l'esistenza d'elementi che giustifichino la "incolpazione" con i conseguenti adempimenti.
La discussione avvenuta in plenum non si è conclusa essendo stata accolta, non senza contrasti, la richiesta di un consigliere di differimento al plenum del 12 gennaio, dovendosi lo stesso assentare per ragioni personali, anche se il giorno precedente la pratica, per impedimento d'altro consigliere, era stata differita senza obiezione alcuna.
Quanto al merito, si tratta di comportamenti del Procuratore già in larga parte oggetto di indagine penale (conclusasi con l'archiviazione) e di procedimento disciplinare (conclusosi con l'assoluzione): ritardata astensione, ipotizzate interferenze, anomala procedura d'iscrizione nel registro degli indagati, relativi ad un procedimento a carico del fratello pendente presso l'ufficio da lui diretto, nonché di collegamenti professionali di congiunti e di condotte ritorsive nei confronti di alcuni aggiunti che avevano informato dei fatti il CSM ed avevano deposto nei procedimenti penali a carico del procuratore stesso.
Sul dettaglio dei fatti ci riserviamo di riferire al completamento della discussione della procedura.

5. INIZIATIVA SULLA (EX) CIRIELLI
Le notizie provenienti dalla sede parlamentare, con specifico riguardo alle rilevanti modifiche del regime della prescrizione dei reati, ci hanno indotto, in uno con i colleghi di MD, alla presentazione al Comitato di Presidenza del Consiglio della richiesta di apertura di una pratica: "atteso che si tratta di disposizioni in grado di incidere in modo rilevante sull'andamento dell'attività giurisdizionale, con particolare riguardo ai profili organizzativi degli uffici giudiziari penali, per cui si rende necessaria una valutazione consiliare delle possibili ricadute delle disposizioni summenzionate, anche mediante un adeguato monitoraggio che consenta l'elaborazione di linee di indirizzo uniformi per gli uffici giudiziari".

6. FUORI RUOLO
Continua ad incrementarsi il numero di colleghi destinati ad attività esterne a quelle giudiziarie, con conseguente collocamento "fuori ruolo", queste le ultime delibere del plenum:
il dott. DOMENICO AIROMA (Trib. Napoli) è stato destinato quale collaboratore alla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle connesse attività illecite;
il dott. ALESSANDRO MARIA ANDRONIO (Trib. Pisa) e il dott. STEFANO BIELLI (cons. di Cassazione), sono stati destinati quali assistenti di studio presso la Corte Costituzionale;
il dott. SALVATORE AITALA (f.r. quale Criminal Justice Expert presso la Missione della Commissione Europea in Albania) è stato prorogato nell'incarico sino al 18 dicembre 2005;
il dott. GIANFRANCO TATOZZI (f.r. quale capo Dipartimento per gli affari di giustizia presso il Ministero della Giustizia) è stato confermato con un voto contrario e sette astensioni (MD e Movimento) fuori ruolo nel nuovo incarico di Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione;
la dott.ssa AUGUSTA IANNINI (f.r. quale direttore generale della giustizia penale presso il Ministero della Giustizia) è stata confermata fuori ruolo nel nuovo incarico di capo Dipartimento per gli affari di giustizia presso il Ministero della Giustizia;
Rientrano invece in ruolo presso l'ufficio precedentemente occupato: il dott. VITTORIO MISITI (Ministero della Giustizia) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone; la dott.ssa SILVIA SANTUCCI (Ministero della Giustizia) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza; il dott. SILVIO CINQUE (Ministero della Giustizia) al Tribunale di Roma.

7. RILIEVO DELLO STATO DI GRAVIDANZA IN SEDE DI TRASFERIMENTO
In sede di assegnazione della prima sede agli uditori giudiziari è riconosciuto un punteggio aggiuntivo non solo al magistrato madre di minori, ma anche a chi attesti uno stato di gravidanza in atto, al fine evidente di determinare una particolare tutela della maternità e dell'unità del nucleo familiare.
Analoga previsione non è invece disposta in sede di circolare che regola i trasferimenti successivi, dove il riconoscimento di punteggio aggiuntivo è limitato alla madre di figli di età minore ai sei anni.
In plenum abbiamo sostenuto da soli l'irragionevolezza di una tale disparità di trattamento, confortati anche da un parere conforme del Comitato pari opportunità del Consiglio, chiedendo il riconoscimento anche in sede di trasferimento di un'adeguata tutela per le colleghe che abbiamo documentato in domanda lo stato di gravidanza, con conseguente equiparazione interpretativa dello stato di gravidanza a quello di esistenza di prole.
Il plenum ha invece asseverato la fondatezza della scelta adottata sin qui, distinguendo la ratio dei criteri di attribuzione della prima sede agli uditori giudiziari da quelli che regolano i trasferimenti a domanda, perpetuando a nostro avviso una disparità tra posizioni analoghe (lo stato di gravidanza), che dovrebbero determinare una necessaria (e doverosa) equiparazione.

8. VICE-SEGRETARIO GENERALE DEL C.S.M. E DIREZIONE UFFICIO STUDI
Il collega CARMELO CELENTANO, di recente trasferito all'ufficio studi del Consiglio, dopo una più lunga attività nella funzione di magistrato segretario, è il nuovo vice-segretario generale del C.S.M., (peraltro all'esito di un interpello che non ha visto altre domande) in virtù di una designazione unanime del plenum, che non ha mancato di evidenziare le qualità evidenziate dal candidato nel corso del suo servizio all'interno del Consiglio.
Nuovo direttore dell'Ufficio studi e documentazione del CSM sino al 30 settembre 2005 è GIUSEPPE SALME', a cui succederà sino al termine del mandato WLADIMIRO DE NUNZIO.

9. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle (2004/2005) dei seguenti uffici giudiziari: Tribunale di sorveglianza di Messina e Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Non approvate quelle riferite ai precedenti bienni 200-2001 e 2202-2003 del Tribunale di Rossano.

10. CORSI DI FORMAZIONE 2005: CRITERI DI AMMISSIONE E SEDI DI SVOLGIMENTO
Approvati dal plenum i parametri di ammissione ai corsi di formazione per il 2005, che sostanzialmente ricalcano quelli "tradizionali", privilegiando chi non abbia partecipato a corsi nel biennio precedente.
Quanto ai destinatari: confermata l'apertura a tre incontri (civili) di giudici di pace, per la prima volta è stata prevista la partecipazione a quattro corsi (due civili e due penali) anche di giudici onorari di tribunale e vice procuratori onorari in rappresentanza di tutti i distretti.
La Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno, in virtù della nuova convenzione stipulata dal Consiglio, sarà la sede di svolgimento di tutti i 12 incontri di studio previsti per gli uditori giudiziari nominati con D.M. 12.3.2003 e di altri 22 corsi, mentre altri 19 incontri (oltre a quelli organizzati oltre l'originaria previsione contenuta nel programma già distribuito) saranno ospitati a Roma in struttura alberghiera.

11. INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO 2005
Qui di seguito l'elenco delle presenze dei consiglieri nei diversi distretti per l'inaugurazione dell'anno giudiziario:
ANCONA: DI FEDERICO
BARI: MAROTTA
BOLOGNA: CIVININI
BRESCIA: TENAGLIA
CAGLIARI: SPANGHER
CALTANISSETTA: MELIADO'
CAMPOBASSO: BERLINGUER
CATANIA: ARBASINO
CATANZARO: MARINI
FIRENZE: STABILE'
GENOVA: ROGNONI
L'AQUILA: FERRANTI
LECCE: AGHINA
MESSINA: CELENTANO
MILANO: PRIMICERIO
NAPOLI: LO VOI
PALERMO: MENDITTO
PERUGIA: RIELLO
POTENZA: SALME'
REGGIO CALABRIA: BUCCICO
ROMA: MAMMONE
SALERNO: SCHIETROMA
TORINO: SALVI
TRENTO: DE NUNZIO
TRIESTE: VENTURA SARNO
VENEZIA: FICI

12.AMMISSIONI AL CONCORSO PER UDITORE GIUDIZIARIO
Nel corso dell'ultimo plenum del 2004 è stato approvato un affollato elenco di candidati al concorso per 380 posti di uditore giudiziario indetto con D.M. 28.2.2004, ammessi direttamente alle prove scritte in quanto esonerati dalla prova preliminare per aver conseguito il diploma di specializzazione per le professioni legali.
Allo stato, oltre a n.2 magistrati militari, n.12 procuratori dello Stato e n.1 idoneo a precedente concorso, sono stati ammessi direttamente alle prove scritte n. 1567 specializzati e n. 1193 (ex specializzandi), per un totale (provvisorio) di n. 2772 esonerati dalla prova preselettiva.
Successivamente è lecito attendersi, successivamente alla scadenza del termine di integrazione delle domande, disposto con il Decreto Ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17.12.2004, per il 16.1.2005, un sostanzioso incremento degli aspiranti uditori esonerati perché in possesso dei titoli previsti dalla legge 5 novembre 2004, n. 262, che ha ampliato le categorie degli aventi diritto all'esonero dalla prova preselettiva (con particolare riferimento agli avvocati).
Vedremo quindi se saranno confermate (come si teme) le previsioni di difficile gestione organizzativa del concorso già segnalate dal Consiglio.

13. SULLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI
Il Consiglio ha riunito a Roma il 20 dicembre i magistrati componenti dei Consigli direttivi delle 38 Scuole di Specializzazione per le professioni legali operanti sul territorio, in vista del rinnovo di tali organismi, prossimi alla prima scadenza del mandato.
Nell'occasione è stato ribadito il valore fondativo della "formazione comune" intrinseco a questi corsi di studi.
Oltre a fare il punto sulla situazione normativa in evoluzione ed allo studio della "Commissione Siliquini", sono stati raccolti rendiconti di proficua attività in molte Scuole, superata una prima fase di sperimentazione, ma anche la necessità di modulare secondo indicazioni omogenee la strutturazione dei corsi, accentuando le attività seminariali e di taglio pratico, più funzionali alla vigente struttura del concorso per uditore giudiziario.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Proposta unanime della commissione per il dott. CALOGERO FERRETTI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Orvieto), per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.
Per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Imperia 3 voti (Berlinguer, Fici e Menditto) sono andati al dott. UGO ADINOLFI (Procuratore di Biella) e 3 voti (De Nunzio, Mammone e Buccico) al dott. BERNARDO DI MATTEI (Presidente di sezione del Tribunale di Genova).
Per due posti vacanti di Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Catania: sono stati proposti all'unanimità i dottori SANTI PIRRONE (Consigliere presso la Corte d'Appello di Catania) e FRANCESCO VIRARDI (Presidente di sezione del Tribunale di Catania).
Per l'incarico di Presidente della sezione Gip/Gup di Roma è stato proposto all'unanimità il dott. CARLO FIGLIOLIA (Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma).
Per l'incarico semidirettivo di Avvocato Generale presso la Corte d'Appello di Salerno, è stato proposto con 4 voti a favore (Menditto, De Nunzio, Mammone e Berlinguer) e due astensioni (Fici e Buccico), il dott. ANTONIO MICHELE SEVERINO (Sostituto procuratore presso la Procura Generale della Corte d'Appello di Napoli).

SETTIMA COMMISSIONE
Si è svolta nei giorni scorsi un incontro della commissione con il Capo di Gabinetto del Ministro ed i direttori degli uffici ministeriali interessati per un preliminare confronto sui criteri di ripartizione della seconda tranche d'aumento dell'organico di magistratura previsto dalla legge 48/2001. Come si ricorderà è già stato eseguito un primo intervento per 234 posti che sono stati assegnati alla Cassazione (nove posti), alla creazione dei magistrati distrettuali giudicanti e requirenti (103 posti), alle Corti d'Appello (86 posti lavoro), ai tribunali (28 posti di cui 26 lavoro), nonché alle Procure (sette posti) ed alla Sorveglianza (un posto).
Il secondo intervento, che è previsto verso la fine di gennaio 2005, dovrebbe riguardare circa 200 posti destinati, quasi esclusivamente, ad uffici di primo grado: tribunali, procure, minori, sorveglianza.
La maggior parte dei posti (poco più di cento) dovrebbe essere destinata ai tribunali in relazione ai quali, peraltro, deve considerarsi che si tratta di posti che, per legge, debbono essere destinati alla materia del lavoro (la legge prevedeva che trecento dei mille posti d'aumento d'organico fossero destinati al lavoro). Quest'aspetto crea una certa rigidità nell'allocazione dei posti in quanto per attribuire aumenti d'organico anche ad altri uffici (procure, minori, sorveglianza) occorre attribuire necessariamente al tribunale tutti i posti residui del lavoro (le Corti hanno ricevuto un aumento di 86 posti in occasione del primo intervento) ma ciò (ove si ritenga la destinazione al lavoro "vincolata") potrebbe impedire di soddisfare altre esigenze dei tribunali.
Sta poi per approdare ad un risultato concreto l'attività della settima commissione legata al progetto di misurazione dell'attività giudiziaria. Nel corso di un incontro dei componenti del c.d. "gruppo misto" si è preso atto dei positivi risultati della sperimentazione in corso presso il Tribunale di Roma ad opera del dott. Mauro Lambertucci e si è fissato un nuovo incontro a metà gennaio per la verifica finale dell'attendibilità del progetto complessivo e quindi per valutare la sussistenza dei presupposti per il passaggio alla fase esecutiva.

OTTAVA COMMISSIONE
Dopo l'associazione sindacale dei giudici di pace, l'ottava commissione ha incontrato anche i vertici della Federmot (organismo sindacale dei got e vpo), che hanno esposto le preoccupazioni della categoria per l'assetto ordinamentale ancora sperequato dei magistrati onorari.
Manifestando apprezzamento per l'impegno riformatore consiliare in tema di reclutamento e formazione professionale, i rappresentanti della Federmot hanno espresso riserve in ordine al dedotto, minore spazio operativo residuato ai got a seguito della circolare del CSM in tema di formazione delle tabelle degli uffici giudiziari, derivato anche da applicazioni distorsive in alcune sedi giudiziarie, offrendo proposte operative correttive, anche per quanto riguarda la possibilità di utilizzazione dei got nei collegi.

NONA COMMISSIONE
Si è svolta a L'Aja, dal 7 al 9 dicembre. l'assemblea dell' EUROPEAN JUDICIAL TRAINING NETWORK (Rete Europea di Formazione Giudiziaria), aperta a 22 stati europei (oltre a 3 osservatori), cui ha partecipato una delegazione per il CSM composta dai consiglieri Meliadò, Aghina, Civinini e Stabile, con i magistrati segretari Albamonte, Celentano e Coppari.
La struttura organizza un programma di formazione internazionale, e nel 2005 dovrà gestire un "exchange programm for 200 judges and prosecutors in Europe" che prevede, per quanto riguarda l'Italia, la destinazione in Francia di 17 magistrati di merito e 3 di legittimità , per stages di affiancamento a magistrati francesi della durata di tre settimane, ricevendo in Italia un numero corrispondente di colleghi francesi, sul modello "Erasmus".
All'esito dell'assemblea è stato designato nuovo segretario generale il francese Gilles Charbonnier, che subentra così al collega Armando D'Alterio.
L'Italia (con il CSM), è stata altresì eletta tra i nove paesi componenti il Comitato direttivo dell'EJTN (con Belgio, Portogallo, Germania, Olanda, Spagna, Inghilterra , Irlanda, ERA), e le è stata affidata la direzione del sito web.

Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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