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SOMMARIO
1.LA CONCLUSIONE, CON ARCHIVIAZIONE, DELLA PROCEDURA RELATIVA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI SALERNO.
2.TRASFERIMENTI ED ALCHIMIE COLPOSE NELL'ATTRIBUZIONE DEI PUNTEGGI AGGIUNTIVI
3.FUORI RUOLO
4.APPLICAZIONI EXTRADISTRETTUALI: APPELLO CATANZARO, COME PRIMA, ANZI, PEGGIO DI PRIMA
5.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
6.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
7.REFERENTI PER L'INFORMATICA
8.MODIFICHE DEL RECLUTAMENTO DI G.O.T. E V.P.O.
DALLE COMMISSIONI
Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.LA CONCLUSIONE, CON ARCHIVIAZIONE, DELLA PROCEDURA RELATIVA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI SALERNO.
Si è conclusa con l'approvazione della proposta di archiviazione formulata dal relatore Di Federico, la procedura riguardante la valutazione di condotte poste in essere dal Procuratore della Repubblica di Salerno dott. Apicella, oggetto di prolungato esame in prima commissione.
A favore hanno votato i laici del polo, il laico dell'Ulivo Schietroma ed i consiglieri di Unicost e di MI; contrari i consiglieri del Movimento e di MD; si sono astenuti il Vice Pres. Rognoni, il Primo Presidente Marvulli, il P.G. Favara ed il cons. Berlinguer.
In precedenza si era votato sulla proposta di ritorno della pratica in commissione per il completamento della procedura con l'audizione "garantita" del dott. Apicella e la proposta era stata respinta con il voto contrario dei consiglieri di Unicost, di MI, dei laici del Polo e dei laici dell'Ulivo Schietroma e Berlinguer. A favore del ritorno in commissione hanno votato il Primo Presidente Marvulli, il P.G. Favara ed i consiglieri del Movimento e di MD, astenuto il vice presidente Rognoni.
L'esito di questa procedura consegue ad un indirizzo dei componenti di Unicost, condiviso dai componenti laici del Polo (Spangher e Di Federico), diretto alla minimizzazione della gravità dei fatti con una lettura dei fatti che è stata definita da Arbasino nel suo intervento di "innocentismo a prescindere".
Nonostante ciò abbiamo insistito sino in fondo per un approfondimento della questione, unitamente ai colleghi di MD, ritenendo grave la carenza, dimostrata a nostro avviso nel caso in esame, di una magistratura che deve avere la capacità di essere severa con se stessa con la stessa forza con la quale rivendica la sua indipendenza e sottolinea non a torto, come è accaduto nelle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, le altrui responsabilità .
Riteniamo doveroso dare ai colleghi, sia pure con la necessaria sintesi, una compiuta informazione della vicenda nei suoi elementi fattuali, affinchè essi stessi possano formarsi autonomo convincimento: gli elementi di fatto sono sostanzialmente pacifici in quanto emergenti da risultanze documentali e da plurime dichiarazioni assunte sia in sede di indagini preliminari dal PM che in sede di procedimento disciplinare che in sede di procedura ex art. 2.
Allorché, verso la fine del 2000, il dott. Apicella era Procuratore aggiunto addetto alla DDA, erano emersi elementi indicativi di coinvolgimento del fratello in attività truffaldine e di ciò era stato informato il Procuratore Cornetta poi deceduto.
All'assunzione della reggenza da parte del dott. Apicella (che si era nel frattempo candidato ad assumere l'incarico di Procuratore) il PM titolare del procedimento (dott. Cavaliero) lo aveva informato genericamente delle indagini che nel frattempo erano proseguite (anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali) dalle quali erano emersi contatti tra il fratello del Procuratore ed esponenti di rilievo della camorra operante nel nocerino.
In particolare erano state registrate conversazioni dalle quali era emerso che il fratello faceva riferimento a notizie ricevute su indagini riguardanti, in particolare, il suo interlocutore definito, dai sostituti ascoltati nel corso della procedura, come uno dei più pericolosi camorristi ed indagato per omicidio.
Era altresì emerso che il fratello del Procuratore era coinvolto in truffe miliardarie ai danni dell'AIMA ed in relazione ad esse il sostituto Cavaliero, al quale il dott. Apicella aveva affiancato, per quest'indagine, il sostituto D'Alessio, aveva rappresentato la necessità di procedere ad iscrizione della notizia di reato.
Il Procuratore richiedeva loro, prima di esprimersi sull'apposizione del visto, "una relazione sugli elementi indizianti che consentono l'iscrizione per gli indagati e per i reati ipotizzati" specificando che le relazioni dovevano essere due: una per la posizione del fratello ed altri due coindagati "che sarà depositata in busta chiusa presso la segreteria del direttore XY (ndr) che apporrà la sua sigla sulla stessa, mentre per le altre posizioni sarà consegnata al dr.ZM (ndr) per l'inoltro a me".
I due sostituti rispondevano inviando in busta chiusa un'unica relazione su tutti gli indagati accompagnata da una nota con la quale rilevavano che:
-- "è la prima volta che il sig. Procuratore della Repubblica per una proposta afferente alla sola doverosa necessità di esperire indagini nei confronti di persona oggetto di accertamenti preliminarmente acquisiti in tema di criminalità organizzata, ritiene di dover effettuare una verifica degli elementi indizianti al solo fine dell'iscrizione delle persone da sottoporre ad indagini";
-- che "il visto del sig. Procuratore sulle proposte di iscrizione è sempre stato inteso sino ad oggi quale mera presa di conoscenza…";
-- che "siamo consapevoli della difficoltà in cui viene a trovarsi la S.V. nella verifica degli atti in questione……al punto che noi stessi rimaniamo dubbiosi circa l'opportunità che Lei possa occuparsi della procedura del visto sulla iscrizione per ragioni di palmare evidenza";
-- che "avevamo ritenuto, nel rispetto della vigente circolare, di notiziarLa della proposta di iscrizione, certi - anche sulla base di quanto assicurato espressamente dalla S.V. agli scriventi e ribadito recentemente in occasione dell'affidamento in codelega del fascicolo al dott. D'Alessio - che alcuna interferenza la S.V. avrebbe operato sulle scelte dei sostituti delegati fatte del resto in massima serenità di valutazione. Reputavamo di conseguenza che Lei avrebbe affidato il visto sulla proposta di iscrizione e gli eventuali ulteriori esami del procedimento in questione (la codelega al dott. D'Alessio era finalizzata anche ad una verifica < a due mani> degli elementi accusatori) ad un procuratore aggiunto - come noi stessi, ricorderà , Le avevamo consigliato di fare - proprio per evitare che Lei si venisse a trovare nella incresciosa situazione di vistare l'iscrizione a mod. 21 concernente Suo fratello"; si deduceva che la richiesta della doppia busta "appare oscura agli scriventi ed assolutamente non condivisibile e pertanto Le inviamo in busta chiusa l'allegata sintetica relazione riguardante gli elementi indizianti a carico di tutti gli indagati non essendovi motivo per differenziare le posizioni";
-- che "abbiamo necessità di immediato riscontro alla presente al fine di evitare che le indagini risultino pregiudicate irrimediabilmente da ulteriori ritardi, La invitiamo a determinarsi al più presto".
Dopo una decina di giorni, il 5.2.2001, il Procuratore comunicava ai due sostituti che essendo previsto dal programma organizzativo dell'ufficio il visto preventivo e non autorizzativo sulle iscrizioni, poteva darsi corso alle iscrizioni proposte, atteso che la richiesta di relazione era diretta ad acquisire elementi conoscibili sulle vicende oggetto di indagini e non funzionale alle iscrizioni; richiedendo altresì l'applicazione altro magistrato della D.N.A.
Il 16.2.2001 il Procuratore (dopo oltre nove mesi) formulava al PG di Salerno la richiesta di astensione segnalando, nella stessa, "l'opportunità di non essere sostituito per detto procedimento penale dal Procuratore aggiunto dr. Luciano Santoro, in quanto suoi comportamenti sulla vicenda (tra l'altro dichiarazioni nell'assemblea della Associazione Nazionale Magistrati del 30.11.2000) mi fanno avvertire una sua non adeguata serenità ".
Va precisato, relativamente a questi fatti, che il Procuratore in una sua memoria difensiva inviata alla sezione disciplinare (presso la quale non vi era procedimento relativamente alla vicenda della iscrizione sopra descritta) ha affermato (come aveva già fatto un consigliere di Unicost componente della commissione dopo la prima relazione sui fatti operata dall'allora relatore Arbasino) che la busta a lui inviata dai due sostituti non era stata in realtà mai aperta e che il sistema della doppia busta era stato adottato proprio per garantire la segretezza delle notizie relative al fratello non essendo sua intenzione procedere alla sua apertura (ma allora, vi è da chiedersi, come avrebbe inteso procedere relativamente alla iscrizione del fratello?).
Un secondo episodio sul quale, a differenza del primo, vi è stato procedimento penale conclusosi con archiviazione e giudizio disciplinare conclusosi con assoluzione per esclusione degli addebiti, ( sempre riferibile al procedimento relativo al fratello) è avvenuto verso la fine del 2000 allorché era in atto la procedura per la nomina del nuovo Procuratore della Repubblica di Salerno dopo il decesso del dott. Cornetta.
Il dott. Apicella convocava l'ufficiale dei CC responsabile della DIA di Salerno, manifestando la sua preoccupazione che la vicenda coinvolgente il fratello ed emergente dalle indagini della DIA potesse gravemente danneggiare la sua carriera, invitandolo a regolarsi con lealtà ed equilibrio, precisando che nello stesso modo egli si era comportato con riferimento a due procedimenti interessanti il colonnello stesso ("mi mostrò pertanto due fascicoli processuali che effettivamente erano sulla sua scrivania, insieme ad altri incartamenti" - come dichiarato dall'ufficiale al PM di Napoli).
Altri episodi, del quale non vi è stata menzione alcuna nella delibera di archiviazione approvata dal plenum nonostante ciò sia stato da noi segnalato nel corso della discussione, riguardavano un rapporto economico intercorso tra il Procuratore ed il fratello ed accertato dalla DIA nella ricostruzione dei flussi di denaro interessanti il fratello dopo la percezione di oltre due miliardi provenienti dalle truffe AIMA.
E' risultato, in sostanza che il dott. Apicella aveva erogato un prestito al fratello di 50 milioni di lire fruendo di uno scoperto di conto corrente e che il fratello aveva riscosso l'assegno per versarne il corrispondente importo sul conto di una società coinvolta nelle truffe.
La restituzione, come accertato dalla PG, è avvenuta con assegno di pari importo tratto su conto alimentato coi proventi delle truffe. Il procedimento penale si era concluso con archiviazione, riferita, in alternativa, a concorso in delitto di riciclaggio ovvero truffa aggravata, per carenza di prove sull'elemento soggettivo.
E' anche emerso nel corso della attività svolta dalla prima commissione che il dott. Apicella non aveva mai dichiarato la potenziale incompatibilità coi due figli esercenti la professione legale nell'ambito del distretto, e che il Procuratore aveva di recente rinfacciato all'aggiunto Russo (autore della trasmissione di una segnalazione al CSM), nel corso di una riunione dell'ufficio, di aver reso dichiarazioni su questi fatti al PM di Napoli.
Il dibattito di plenum ha registrato gli interventi dei consiglieri Riello, Primicerio, Mammone e Buccico a favore della archiviazione, e dei consiglieri Salvi, Arbasino, Aghina, Marini, Menditto a favore del ritorno della pratica in commissione.
Sotto il profilo procedimentale è stato sostenuto che la libera audizione disposta dalla commissione a maggioranza del dott. Apicella integrava una grave violazione della procedura prevista dalla circolare, secondo la quale il magistrato va informato succintamente e per iscritto dei fatti e può essere ascoltato con un'assistenza di difensore.
Unica possibilità quindi di utilizzare le dichiarazioni rese in commissione "a favore" (come operato nel corpo della proposta di archiviazione) e non certo a carico, determinando così un inusuale trattamento di privilegio del dott. Apicella.
Nel corso della discussione Arbasino ha espressamente indicato i vizi della proposta di archiviazione, evidenziando la necessità di acquisire approfondimenti, mediante un'audizione garantita del dott. Apicella, enumerando una lunga serie di interrogativi rimasti senza risposta.
Gli interventi a favore della archiviazione hanno insistito essenzialmente sull'esito dei procedimenti penali e su quello del disciplinare (ancorché non pregiudiziali e non sovrapponibili in punto di fatto), nonché sulla mancanza di attualità di uno "strepitus" tale da rendere concreta la lesione del prestigio della funzione.
In realtà sul concetto di "strepitus" andrebbe svolta una serena riflessione in quanto nei termini in cui il requisito è stato prospettato dai sostenitori della impostazione archiviatoria (mancanza di eco all'esterno della vicenda) verrebbe premiata la capacità del magistrato interessato di controllare la diffusione della notizia, trascurandosi l'aspetto relativo all'incidenza sulla credibilità del magistrato all'interno dell'ufficio (ove la notizia era risaputa non solo dai sostituti interessati alle indagini), rimettendosi quindi al verificarsi di fattori esterni la sussistenza della incompatibilità .
Troppo peculiare l'articolazione della procedura per non imporre il ritorno della pratica in commissione per un adempimento istruttorio omesso, condiviso "soltanto" da 10 componenti del Consiglio, che ha quindi portato alla successiva archiviazione della pratica, ma a non fugare le nostre motivate perplessità sulla vicenda.

2.TRASFERIMENTI ED ALCHIMIE COLPOSE NELL'ATTRIBUZIONE DEI PUNTEGGI AGGIUNTIVI.
Com'è noto (….. ad una larga fascia di colleghi interessati) la circolare in materia di trasferimenti (n. 15098 del 30 novembre 1993 e successive modifiche ed integrazioni) prevede un punteggio aggiuntivo fino a 2 per l'effettivo esercizio delle funzioni, come prima destinazione, se provenienti da altro circondario non confinante, in una delle sedi di cui al paragrafo IV o indicate come di necessario copertura annualmente dal Consiglio (§ XVIII, punto 5, lettera c).
Il punteggio aggiuntivo è riconosciuto in favore del magistrato destinato da uditore ("come prima destinazione") ad una sede generalmente non gradita e ciò al fine di incentivarne la permanenza, a condizione che il sacrificio sia effettivo ("se proveniente da altro circondario").
Sennonché, a seguito dell'entrata in vigore della legge 133 del 1998 in materia di sedi disagiate, il precedente Consiglio avvertì l'esigenza di chiarire alcuni punti oscuri della complessa materia e, con specifico riferimento al punteggio in questione, ha espressamente stabilito (circolare n. 11233 dell'11 giugno 1999 paragrafo 9F) che la locuzione "se proveniente da altro circondario" doveva intendersi riferita, non già al momento del trasferimento verso la sede a copertura necessaria (di prima destinazione), quanto piuttosto al momento in cui il magistrato interessato intende trasferirsi dalla sede a copertura necessaria (di prima destinazione) ad altra sede.
Da allora il punteggio in questione viene riconosciuto soltanto a condizione che i magistrati che lo hanno maturato intendano trasferirsi ad ufficio ricadente in circondario non confinante rispetto a quello di prima destinazione.
La ratio della prescrizione chiarificatrice è oscura (si sostiene che non deve essere favorito, con il punteggio aggiuntivo, chi intende trasferirsi in prossimità della sede disagiata, perché con ciò dimostra per fatti concludenti che, per esso, la sede medesima disagiata non è); alcuni di noi non hanno mai condiviso tale ratio (ma si tratta di ratio o di lapsus paranormativo); di fatto l'inequivoco passo (falso) della citata circolare (chiarificatrice !?!) non ha consentito di operare diversamente.
La soluzione è, dunque, quello della modifica della circolare ma poiché non tutti condividono la palese ingiustizia della contestata prescrizione, la stessa è rimasta (e rimane) inalterata.
I casi di ordinaria ingiustizia (non si comprende perché l'uditore di Venezia che finisce a Palmi può usufruire del punteggio in questione soltanto se si vuole trasferire lontano da Palmi) si trasformano, a volte, in casi addirittura paradossali.
Gli ultimi due al plenum del 13 gennaio 2005.
I) Uditore destinato a Lamezia Terme; dopo quattro anni, sua destinazione fuori ruolo al Ministero; sua partecipazione, dopo ulteriori quattro anni, ad un concorso ordinario per l'assegnazione di un posto al Tribunale di Roma: punteggio aggiuntivo negato perché la sede richiesta (Roma) è nello stesso circondario dell'attuale destinazione f.r. (ma cosa c'entra l'attuale destinazione f.r. con la prima sede ?).
II) Uditore destinato a Santa Maria Capua Vetere; dopo sei anni, sua destinazione fuori ruolo al Ministero; sua partecipazione, dopo ulteriori tre anni, ad un concorso ordinario per l'assegnazione di un posto al Tribunale di Napoli: punteggio aggiuntivo concesso perché i circondari di Roma e Napoli non sono confinanti, mentre nessun rilievo al fatto che sono confinanti i circondari di S.M.C.V. e Napoli (in tal caso il passaggio f.r. viene ad essere decisivo per l'attribuzione di un punteggio altrimenti non ottenibile).
Stessa procedura concorsuale per l'assegnazione del medesimo posto del Tribunale di Napoli: uditore destinato a S.M.C.V. ed ivi ancora in servizio; sua partecipazione al concorso per un posto del Tribunale di Napoli: punteggio negato perché Napoli e S.M.C.V. sono confinanti (si potrebbe suggerire all'interessato di farsi collocare f.r. qualche settimana e poi chiedere il punteggio aggiuntivo per Napoli).

3.FUORI RUOLO
MARIO PALAZZI (p.m. Rieti) è stato destinato fuori ruolo come consulente presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin;
LUCA VARRONE (pm Cassino) è stato destinato fuori ruolo come esperto per l'attività normativa ed amministrativa di semplificazione delle norme e procedura del Dipartimento della Funzione Pubblica, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
ANTONIO D'AMATO (già f.r. come consulente presso la Commissone parlamentare di inchiesta sull'affare Telekom-Serbia) è stato destinato al Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria;
ROMOLO CIUFOLINI è stato confermato quale collaboratore alla Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo presso il Ministero degli esteri per tre anni;
RICCARDO RIZZI è stato confermato quale collaboratore alla Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo presso il Ministero degli esteri per tre anni;
FAUSTO ZUCCARELLI è stato confermato nelle funzioni non giudiziarie di Inter-Regional Advisor presso la sede di Vienna fino all'11 aprile 2005;
Rientrano in ruolo:
AFRO MAISTO (f.r. come consulente presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) come consigliere della Corte d'Appello di Roma;
GIANCARLO NOVELLI (f.r. presso il Ministero della Giustizia) come p.m. a Napoli.
Con riferimento a quest'ultimo "rientro in ruolo" (nel posto precedentemente occupato), va rilevato
come il plenum abbia contestualmente disposto l'annullamento della pubblicazione di uno (l'ultimo ancora da assegnare) dei posti della Procura della Repubblica di Napoli messi a concorso con telefax del 19 marzo 2004.
Nessun dubbio che il collega in questione aveva il diritto a rientrare al posto in precedenza occupato, anche in sovrannumero.
Non abbiamo condiviso, invece, l'avvenuto annullamento della pubblicazione, con compromissione della legittima aspettativa di un a noi ignoto aspirante, a causa dei tempi di definizione della procedura e dell'individuale iniziativa del collega fuori ruolo (che ha chiesto adesso di rientrare, ma avrebbe potuto anche farlo il mese prossimo).
Il nostro voto contrario è rimasto isolato. Evidentemente de minimis non curat …

4.APPLICAZIONI EXTRADISTRETTUALI: APPELLO CATANZARO, COME PRIMA, ANZI, PEGGIO DI PRIMA.
Nel n. 5 del "non ci posso credere" avevamo dato conto di una vicenda di plenum relativa ad un'applicazione extradistrettuale La stessa maggioranza di allora (ma, in questo caso, con l'astensione dei colleghi di MD) ha nuovamente (secondo il nostro avviso) incomprensibilmente derogato alla normativa che regola la materia.
La richiesta d'applicazione extradistrettuale è provenuta questa volta da un ufficio che si trova in una situazione di gravissima sofferenza: la Corte d'Appello di Catanzaro che su un organico di 24 magistrati presenta 11 vacanze con una scopertura quindi del 46% che è la più alta in assoluto tra gli uffici giudiziari italiani di secondo grado.
Al bando per l'applicazione hanno risposto due soli magistrati: l'uno in servizio presso un tribunale ubicato nel distretto di Bologna (distretto nel quale sono in corso applicazioni extradistrettuali e che quindi, secondo la circolare, non poteva essere considerato) e l'altro in servizio presso il tribunale di Matera, ufficio questo con un organico di tredici giudici completamente coperto così come i posti di presidente del tribunale e di presidente di sezione.
La settima commissione, all'unanimità , aveva quindi proposto l'applicazione dell'unico magistrato disponibile considerando, come prescrive la circolare, che un giudizio comparativo tra le esigenze dell'ufficio che aveva richiesto l'applicazione e quello che la subiva non lasciava dubbi sulla scelta a favore della Corte d'Appello di Catanzaro.
In plenum il materano cons. Buccico ha, prima di Natale, richiesto un rinvio per poter esaminare la pratica e, nel plenum del 13 gennaio, ha lamentato le disfunzioni derivanti al tribunale di Matera dall'applicazione in quanto il magistrato interessato faceva parte di un collegio penale e vi erano difficoltà a sostituirlo.
Alla richiesta si è opposto Arbasino deducendo la necessità del rispetto delle regole e sottolineando la situazione d'estrema difficoltà nella quale si trova la Corte d'Appello di Catanzaro ufficio che, per la segnalata carenza d'organico, ha problemi (anche per il carico di lavoro) sicuramente più gravi che non il tribunale di Matera.
Da un consigliere si è poi comunicata la "disponibilità " di due colleghi, successivamente (prossima) alla nomina in appello, a presentare domanda di trasferimento per la Corte d'Appello di Catanzaro.
Tanto è stato sufficiente, ad onta dell'aleatorietà della prospettazione (e dell'inevitabile dilazione temporale dell'ipotetica, ridotta copertura dei posti vacanti…..) ad avvalorare la bocciatura della proposta di applicazione.
Contro l'accoglimento della proposta di ritorno in commissione (che, come appare evidente, segna la fine della possibilità d'applicazione di quel magistrato ed un nuovo lungo periodo d'inadempimento del consiglio per la necessità di rifare un bando per una sede già notoriamente poco appetita) abbiamo votato solo noi tre essendosi registrata l'astensione dei colleghi di MD (il cons. Menditto in commissione aveva votato a favore) ed il voto favorevole degli altri componenti (tra i quali i consiglieri Meliadò e Tenaglia che in commissione avevano votato a favore).
Il prevalere di logiche municipalistiche non accredita l'immagine del Consiglio e, nella specie, non offre alcuna soluzione allo stato di disagio di un ufficio che richiedeva piuttosto risposte tempestive ed adeguate.

5.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Unanime designazione in settimana per il seguente incarico semidirettivo:
ALDO CRISCUOLO (Trib. Perugia) è stato nominato Presidente di sezione del Tribunale di Perugia.

6.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle organizzative per il biennio 2004/2005 per i seguenti uffici giudiziari:
Tribunale di Prato; Procura di Lecce; Procura di Sondrio; Procura per i minori di Cagliari; Procura di Fermo; Tribunale di Urbino; Procura di Urbino; Procura di Vicenza; Tribunale di Barcellona di Pozzo di Gotto.
Approvazione parziale per le tabelle organizzative del Tribunale di Crema.
Non approvate le tabelle del Tribunale di Pavia.

7.REFERENTI PER L'INFORMATICA
Nominato il dott. ROBERTO PARZIALE (Trib. Roma) quale nuovo referente per l'informatica per il settore lavoro.

8.MODIFICHE DEL RECLUTAMENTO DI G.O.T. E V.P.O.
A seguito dell'intervenuta proroga di un anno per i g.o.t. e v.p.o. in scadenza di mandato il 31.12.2003, successivamente rinnovata con sino al 31.12.2005 con la legge 27.12.2004 n.306, su proposta dell'ottava commissione il plenum ha approvato una serie di modifiche alla circolare sui criteri di nomina dei magistrati onorari che ha razionalizzato le procedure di selezione degli aspiranti (sono state limitate a quattro le sedi che possono essere richieste nell'ambito del distretto, accentrando nella Corte d'Appello la sede di destinazione e verifica delle domande).

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
A seguito di ritorno in commissione operato dal plenum, per l'incarico direttivo di Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Torino: è stato proposto, il dott. GIANGIULIO AMBROSINI (Consigliere Corte di Cassazione) con 4 voti (Menditto, Fici, Berlinguer, Buccico), mentre con 2 voti (De Nunzio e Mammone) è stato proposto il dott. ANTONIO BAGLIVO (Presidente Tribunale di Casale Monferrato).

SESTA COMMISSIONE
A seguito di richiesta pervenuta al Consiglio da parte del Ministro Castelli, è iniziato in commissione l'esame(per la predisposizione di un parere) sul decreto legge che ha disposto la proroga del mandato del Procuratore Nazionale Antimafia.

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