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SOMMARIO
1. ARCHIVIATA LA PRATICA APERTA A SEGUITO DEL SUICIDIO DEL SINDACO DI ROCCARASO
2. INCARICHI DIRETTIVI (T.MIN.POTENZA, T.BUSTO ARSIZIO, T.SALA CONSILINA)
3. INIZIATO L'ESAME DEI CRITERI PER L'ACQUISIZIONE A CAMPIONE DI PROVVEDMENTI GIURISDIZIONALI
4. FUORI RUOLO
5. NOMINE DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
6. TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
7. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
8. FORUM DELLA FORMAZIONE EUROPEA
9. TIROCINIO DEGLI UDITORI: FERIE E CONGEDO PER MALATTIA
DALLE COMMISSIONI
Erbesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1. ARCHIVIATA LA PRATICA APERTA A SEGUITO DEL SUICIDIO DEL SINDACO DI ROCCARASO
Dopo un'ampia istruttoria che ha consentito un'analitica ricostruzione dei fatti, il plenum ha accolto (con 18 voti a favore, il voto contrario del cons. Buccico, e le astensioni di Rognoni, Favara e Schietroma) la proposta della prima commissione (rel. Aghina) diretta all'archiviazione del pratica aperta su richiesta dei consiglieri laici del Polo in merito alla condotta dei magistrati della Procura e del Tribunale di Sulmona collegata al suicidio in carcere del sindaco di Roccaraso dott. Camillo Valentini.
La delibera di archiviazione, che si trascrive di seguito, attesa l'ampia risonanza sulla stampa che ha avuto una vicenda tragicamente conclusasi con la morte del Valentini, pochi giorni dopo l'applicazione a suo carico di una misura cautelare in carcere, ha attestato l'insussistenza di censure nell'attività dei magistrati che si sono occupati del caso, ribadendo l'impossibilità da parte del CSM di operare valutazioni di merito sul contenuto dell'attività giurisdizionale.
"Il Consiglio Superiore della Magistratura,
vista la richiesta avanzata in data 17 agosto 2004 da alcuni componenti del CSM al Comitato di Presidenza, volta a verificare le condotte dei magistrati che avevano trattato il procedimento penale nel corso del quale si era inserito il suicidio del Sindaco di Roccaraso (avvenuto in data 16 agosto), ristretto in stato di custodia cautelare. Ed in particolare ad accertare: a) le ragioni per le quali la richiesta dell'indagato di essere ascoltato, avanzata al Pubblico Ministero in epoca antecedente all'irrogazione della misura cautelare della custodia in carcere, sia rimasta inevasa; b) le ragioni per le quali sia stata adottata la misura cautelare maggiormente afflittiva nonostante la conclamata volontà dell'indagato di autosospendersi dalla carica di amministratore.
Viste le missive del 18 agosto 2004, con le quali il Comitato di Presidenza, destinatario della suddetta richiesta, richiedeva informazioni ai Procuratori Generali presso le C.d.A. di l'Aquila e di Campobasso; al primo, in particolare, si richiedeva dettagliata informativa sull'intera vicenda giudiziaria con particolare riguardo alle posizioni di Valentini Camillo (sindaco di Roccaraso) e Melogli Giovanni (Procuratore della Repubblica di Sulmona), precisando anche la data d'inoltro al GIP della richiesta di misura cautelare nei confronti del Valentini e la data di emissione del relativo provvedimento restrittivo. Al secondo venivano chieste informazioni circa l'esistenza, presso quella Procura della Repubblica di un procedimento penale a carico del predetto Procuratore di Sulmona e, in caso affermativo, delle ragioni per cui detto procedimento instaurato non fosse stato comunicato tempestivamente al CSM.
Esaminata la relazione fatta pervenire dal Procuratore Generale di L'Aquila del 18 agosto 2004, successivamente confermata in sede di audizione disposta in data 19 ottobre 2004, che ricostruisce le vicende del procedimento penale N. 316/04 RGNR della Procura distrettuale Antimafia in sede. In particolare la relazione dà conto di come detto procedimento sia sorto presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di L'Aquila, DDA, a carico di una presunta organizzazione mafiosa. Successivamente, accertata l'insussistenza di reati di stampo mafioso e ritenuta l'implicazione, nei fatti oggetto di accertamento, del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona Dr. Giovanni Melogli, la Procura Distrettuale di L'Aquila trasmise il fascicolo per competenza territoriale alla Procura ordinaria di Roma, in ragione del luogo di residenza di altro magistrato, del Consiglio di Stato, pure coinvolto nell'indagine. La Procura di Roma, non ravvisando la propria competenza restituì gli atti alla Procura ordinaria di L'Aquila la quale, a sua volta, trasmise l'intero procedimento alla Procura presso il Tribunale di Campobasso, ritenendo che tutti i reati ravvisabili a carico dei numerosi indagati dovessero essere ritenuti connessi e, quindi, trattati dalla Procura della Repubblica competente, ex art. 11 c.p.p., per i reati commessi da magistrati del distretto di L'Aquila. Presso la Procura di Campobasso, veniva invece trattenuta, previo stralcio degli atti, la sola posizione del Procuratore di Sulmona Dr. Giovanni Melogli, restituendo le rimanenti alla Procura di L'Aquila per la successiva trattazione.
A questo punto la Procura di L'Aquila, venuto meno il reato associativo originariamente ipotizzato ed anche il vincolo di connessione tra la posizione del Procuratore Dr. Melogli e le altre coinvolte nell'indagine, non ravvisando ragioni per trattenere il procedimento presso di sé, lo trasmetteva per competenza territoriale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona.
Quanto alla titolarità delle indagini la relazione precisa che queste vennero affidate al Sostituto della Procura di Sulmona Dr.a Maria Teresa Leacche, in quanto il Procuratore Dr. Melogli ed il secondo sostituto Dott.ssa Aura Scarsella si dichiararono incompatibili. La Dr.ssa Leacche ha, quindi, svolto le indagini dal momento della trasmissione del fascicolo alla Procura di Sulmona fino alla data del 19.7.2004, nella quale venne collocata in aspettativa per motivi familiari. Durante questo periodo, in data 17.7.2004, la Dr.ssa Leacche avanzava richiesta di misura cautelare in danno del Valentini.
La relazione dà inoltre atto che, successivamente all'allontanamento della Dr.ssa Leacche, il Procuratore Generale di L'Aquila ha applicato al procedimento in esame prima, dal 16 luglio 2004 al 16 agosto 2004 il Dr. Salvatore Campochiaro, Sostituto Procuratore Generale e, successivamente, dal 16 agosto 2004 in avanti, congiuntamente, la Dr.ssa Simonetta Ciccarelli, Sostituto Procuratore della Repubblica a L'Aquila, ed il Dr. Romolo Como, Sostituto Procuratore Generale a L'Aquila.
Alla relazione sono state allegate copia della richiesta di misura cautelare e copia del relativo provvedimento di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, depositato dal GIP di Sulmona, Dr. Luigi D'Orazio, in data 12 agosto 2004.
Esaminata la nota della Dr.ssa Maria Teresa Leacche del 28 agosto 2004, nella quale vengono ricostruite le vicende relative alla mancata audizione del Valentini in epoca antecedente all'irrogazione della misura cautelare.
In particolare in tale relazione si riferisce che un iniziale invito a comparire del Valentini (ai sensi dell'art. 375 c.p.p.), Sindaco di Roccaraso, indagato nel procedimento in oggetto per i reati di cui agli artt. 110, 317, 61 n. 2 e n. 7 c.p., previsto dal p.m. nell'ambito della sua libera determinazione discrezionale in sede di indagini, era stato differito in quanto assistito il medesimo da un difensore di fiducia (avv.to Lioi) coindagato nel medesimo procedimento, per cui il g.i.p. in seguito (9.7.2004) invitava il Valentini a rimuovere detta incompatibilità .
Avanzata nelle more richiesta di presentazione spontanea in data 5.7.2004 da parte del Valentini, la dott.ssa Leacche fissò l'audizione per il giorno 8.7.2004 tenendo conto delle date nelle quali il difensore del Valentini, Avv. Lioi, aveva preannunciato la propria indisponibilità a partecipare all'atto. Tale data venne comunicata per le vie brevi alle parti, che ne richiesero tuttavia lo spostamento, e l'audizione venne nuovamente fissata il giorno 13.7.2004.
Avuta la comunicazione della nuova data, lo stesso giorno 13 luglio, il Valentini fece pervenire un biglietto scritto contenente ulteriore richiesta di rinvio motivata da impedimenti del difensore. Dopo questo ulteriore avvenimento l'audizione non venne più sollecitata dall'indagato o dal suo difensore e non venne stabilita una nuova data per espletarla, anche in considerazione del fatto che dal 19 luglio successivo la Dr.ssa Leacche avrebbe iniziato un lungo periodo di congedo parentale.
Esaminate inoltre le note fatte pervenire dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso in data 19 agosto 2004 e 8 ottobre 2004, con cui si riferisce che in data 17.12.2003 è pervenuto a quell'ufficio il procedimento in oggetto relativo a 31 indagati tra i quali figurava il Dr. Melogli Giovanni, Procuratore di Sulmona. Detto procedimento, previo stralcio della posizione del citato magistrato, veniva restituito alla Procura de l'Aquila; mentre gli atti stralciati venivano iscritti a Mod. 45 con la rubrica "atti relativi a presunti illeciti commessi da magistrati abruzzesi". Tale procedimento pende attualmente in fase d'indagini in ragione di delega impartita alla Polizia Giudiziaria in data 9.1.2004, ed ulteriore richiesta di indagini dell'8.10.2004, quest'ultima non ancora esitata.
Rilevato che, pertanto, le ristrette dimensioni dell'organico della Procura della Repubblica di Sulmona e le astensioni di due dei tre magistrati presenti in organico hanno determinato, in modo necessitato, l'assegnazione del procedimento all'unico sostituto procuratore disponibile, la Dr.ssa Maria Teresa Leacche, la quale le ha condotte sino al giorno antecedente all'inizio del periodo di aspettativa. Dopo tale avvenimento il Procuratore Generale di L'Aquila ha comunque assicurato che il procedimento venisse adeguatamente seguito tramite l'applicazione prima di uno e poi di due magistrati congiuntamente, in modo tale da impedire ogni ritardo o disservizio conseguente all'assenza dell'originario titolare delle indagini;
che, quanto alla mancata presentazione spontanea dell'indagato al Pubblico Ministero, al fine di rendere dichiarazioni spontanee, dalla ricostruzione dei fatti non emergono profili suscettibili di valutazione critica. Infatti, risulta che la Dr.ssa Leacche ha fissato tempestivamente e per due volte la data per l'audizione, tenendo conto degli impedimenti del difensore del Valentini precedentemente addotti. Non di meno l'indagato ed il suo difensore non si sono presentati deducendo ulteriori impegni professionali. Il fatto che la data per la presentazione non sia stata ulteriormente determinata, dopo la seconda richiesta di differimento, trova adeguata giustificazione nell'imminente allontanamento del magistrato dall'ufficio, circostanza nota nell'ambiente giudiziario, e nella mancanza di ulteriori istanze da parte dell'indagato e del suo difensore, rese opportune dai plurimi inattesi differimenti e dalla natura stessa dell'audizione, rimessa all'iniziativa di parte;
che, quanto ai tempi nei quali è stata avanzata la richiesta di applicazione della misura cautelare nei confronti dell'indagato, pure non emergono profili suscettibili di rilievo. Infatti la scelta di inoltrare al Giudice delle Indagini Preliminari tale richiesta in epoca di poco antecedente all'allontanamento del magistrato per congedo, da un lato costituisce espressione di determinazioni giudiziarie correlate alla gravità dei fatti, al pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio non suscettibili di valutazione da parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Dall'altro corrisponde ad una attenzione specifica all'esigenza della spedita trattazione del procedimento e dell'economia delle risorse suscettibile di positivo apprezzamento.
Ritenuto che, quanto all'opportunità di disporre la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti dell'indagato nonostante l'annunciata intenzione di questi di autosospendersi dalla carica di Sindaco di Roccaraso, la questione costituisce oggetto di determinazione giurisdizionale non suscettibile di sindacato da parte del Consiglio Superiore della Magistratura, (in senso analogo non possono costituire oggetto di esame da parte del Consiglio le doglianze contenute nell'esposto a firma dell'avv.to Ferdinando Imposimato, per conto di Dionne Didier Valentini, figli del Valentini Camillo, pervenuto in data 28 settembre 2004, relative alla dedotta insussistenza dei presupposti per l'adozione di misura cautelari restrittive della libertà personale) comunque trova ampio riscontro motivazionale nel provvedimento adottato, in data 12 agosto 2004, dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Sulmona, Dr. Luigi D'Orazio.
Atteso che la documentazione trasmessa a firma dell'avv. Carlo Rienzi in data 29.10.2004 non evidenzia alcun elemento idoneo ad inficiare la correttezza dell'operato della dott.ssa Leacche in ordine alle attività di indagine esperite con riferimento al procedimento penale a carico N. 316/04 RGNR a carico di Valentini Camillo (+ altri).
Rilevato che le considerazioni sin qui espresse non possono essere condizionate dal tragico epilogo della vicenda in esame, conclusasi con il suicidio in carcere del Valentini.
Dato atto dell'intervenuta trasmissione degli atti ai titolari dell'azione disciplinare da parte del Comitato di Presidenza;
delibera
l'archiviazione non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da adottare, in quanto trattasi di censure ad attività giurisdizionale".

2. INCARICHI DIRETTIVI (T.MIN.POTENZA, T.BUSTO ARSIZIO, T.SALA CONSILINA)
Designazione unanime del dott. PASQUALE ANDRIA (Trib. minori Salerno) all'ufficio direttivo di Presidente del Tribunale per i minori di Potenza, nonché del dott. ANTONINO MAZZEO RINALDI (Trib. Busto Arsizio) a Presidente del Tribunale di Busto Arsizio.
L'incarico di Presidente del Tribunale di Sala Consilina è stato attribuito al dott. LUCIANO SANTORO (Procuratore aggiunto a Salerno) che ha prevalso con 14 voti (Movimento, MD, Marotta, Marvulli, Schietroma, Spangher, Ventura Sarno, Schietroma, Berlinguer), sul dott. ANDREA PUTATURO (Pres. sez. Trib. Napoli) cui sono andati 9 voti (Meliadò, Riello, Tenaglia, Stabile, De Nunzio, Buccico, Favara, Mammone, Lo Voi); astenuti Primicerio e Rognoni.

3. INIZIATO L'ESAME DEI CRITERI PER L'ACQUISIZIONE A CAMPIONE DI PROVVEDIMENTI GIURISDIZIONALI
E' iniziato in plenum l'esame della circolare illustrativa delle metodiche di "acquisizione" a campione dei provvedimenti giudiziari dei magistrati in sede di valutazione per la progressione in carriera.
Si tratta di un provvedimento particolarmente significativo, che raccoglie le indicazioni fornite da un gruppo di studio nominato ad hoc, destinato ad integrare la nuova circolare per la valutazione di
professionalità emanata da questo Consiglio.
Nella circolare vengono sciolti i "nodi" inerenti al non agevole problema di individuare i criteri di "prelievo" per i singoli "mestieri" del giudice, le tipologie di provvedimenti, il loro numero, ecc., attraverso una serie di indicazioni che avranno come destinatari i dirigenti degli uffici ed i Consigli Giudiziari.
Non c'è dubbio che il prelievo obbligatorio a campione dei provvedimenti giudiziari in sede di valutazione non esaurisca il complesso panorama dell'attività del magistrato, ma è indubbio che tanto comporterà un necessario dettaglio delle valutazioni da parte di dirigenti e Consigli Giudiziari che modifichi la monotona litania di frasi stereotipate che caratterizza l'esistente....
Va opportunamente sottolineato come il "campionamento" si affianchi ad altre valutazioni della professionalità che vanno adeguatamente valorizzate, ma la circolare del Consiglio evidenzia come la valutazione debba essere (naturalmente) incentrata su quello che il magistrato in valutazione ha fatto nel corso della sua attività , e non già sul contenuto di quello che farà in sede di esame (come invece prefigura la riforma ordinamentale), ovvero sui risultati derivati dai corsi di formazione.
La circolare comporta l'analisi di una serie di difficoltà di ordine applicativo (collegate al reperimento dei provvedimenti) e riguardo la selezione degli atti di maggiore interesse ai fini valutativi, per cui sono stati depositati una serie di emendamenti: in particolare abbiamo richiesto l'inserimento negli atti da sottoporre a prelievo per il p.m. anche delle richieste di applicazione di misure reali e di prevenzione, una migliore specificazione dei provvedimenti caratterizzanti l'attività di giudice delegato e del giudice civile.
Le difficoltà tecniche correlate ad un analitico dettaglio dei provvedimenti ha consigliato di prolungare l'esame della circolare nella prossima settimana.
Si inizia a tracciare un solco perfettibile nel tempo: la cd. "sfida della professionalità " va raccolta con comportamenti concludenti.

4. FUORI RUOLO: IL RIENTRO DALL'EUROPARLAMENTO
Il dott. ENRICO FERRI, a conclusione del suo mandato di europarlamentare, presso la Procura Generale della Cassazione, con funzioni di magistrato d'Appello (posto precedentemente ricoperto).
Dopo circa un ventennio è rientrato in ruolo il collega dottor ENRICO FERRI, già parlamentare nazionale, già ministro dei trasporti, già segretario nazionale del PSDI e, da ultimo, parlamentare europeo.
Il plenum del CSM lo ha destinato all'ufficio di provenienza e, cioè, al posto di magistrato d'appello destinato alla Procura Generale della Corte di Cassazione.
Abbiamo da soli votato (con il cons. Di Federico, astenuti Berlinguer e Rognoni) contro detta destinazione perché abbiamo ritenuto insuperabile il disposto del paragrafo XXVI della circolare 15098 del 30 novembre 1993 che disciplina "il richiamo in ruolo dopo la scadenza del mandato elettorale" nei termini che seguono (apparentemente univoci): "Nell'ipotesi di richiamo in ruolo dopo la scadenza del mandato elettorale, il magistrato potrà essere destinato anche ad una sede diversa, sempre che comporti l'esercizio di funzioni collegiali (e tali non sono quelle di un magistrato della Procura Generale presso la Corte di Cassazione), nel rispetto dei principi di cui al paragrafo precedente".
Ci è stato replicato che la disposizione in questione non disciplina il rientro in ruolo dei magistrati alla scadenza del mandato di parlamentare europeo, come chiaramente si evince(rebbe) dalla lettura del precedente paragrafo XXV (espressamente richiamato dal paragrafo XXVI), che disciplina la "destinazione dei magistrati per avvenuta presentazione di candidatura alle elezione o amministrative".
Abbiamo replicato che - a prescindere dalla variegata attività politica del magistrato interessato - non riuscivamo a scorgere la ratio di un diverso trattamento della scadenza del mandato elettorale di parlamentare europeo dalla scadenza del mandato politico o amministrativo; e che, anche a voler ritenere non disciplinato il rientro in ruolo del parlamentare europeo (e, però, il par. XXVI disciplina il rientro in ruolo dopo la scadenza di un mandato elettorale, senza alcuna specificazione) non vi sarebbe ragione alcuna per non dare corso ad un'applicazione analogica (ubi eadem ratio …..)
La paradossale conseguenza è così stata che l'espresso richiamo operato dal par. XXVI ali principi del par. XXV (e fra questi, soprattutto, quello che il rientro in ruolo deve comportare l'esercizio di funzioni collegiali) è servito per disattendere proprio il principio in questione.
E' stato, comunque, assicurato che la materia sarà presto disciplinata da una nuova circolare e che il caso del dottor Ferri non costituirà un precedente.
A noi pare però che la vicenda segni un'ulteriore criticabile delibera del CSM in una materia di estrema delicatezza che è quella dell'attività politica del magistrato.
Per il dott. FABRIZIO GANDINI (magistrato distrettuale giudicante presso la Corte d'Appello di Napoli) è stata disposta la destinazione fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia con funzioni amministrative.

5. NOMINE DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
Attesa l'imminente scadenza del mandato dei referenti distrettuali per la formazione decentrata, il plenum ha provveduto alla nomina dei referenti distrettuali per la formazione decentrata per una serie di distretti, disponendo contestualmente la riapertura dei termini (presentazione delle domande entro l' 11.2.2005) per quei posti ove non ci sono state richieste di aspiranti legittimati.
Qui di seguito i distretti per cui è stato rinnovato l'interpello:
BOLOGNA: settore civile e settore lavoro
CAGLIARI: settore civile
CAMPOBASSO: settore penale
CATANZARO: settore civile e settore lavoro
GENOVA: settore civile
PERUGIA: settore civile
POTENZA: settore civile
REGGIO CALABRIA: settore civile
SALERNO: settore civile
TRENTO: settore civile
Di seguito i nominativi dei referenti per la formazione nominati nei vari distretti per il biennio 2005/2007:
BRESCIA:
Lucio MUNARO (Trib. Brescia) - settore civile
Vincenza MACCORA (Trib. Bergamo) - settore penale
CAGLIARI:
Carlo RENOLDI (Trib. sorv. Cagliari) - settore penale
CALTANISSETTA:
Andrea Salvatore CATALANO (Trib. Caltanissetta)- settore civile
Salvatore DE LUCA (Proc. Gen. Caltanissetta) - settore penale
CAMPOBASSO:
Vincenzo DI GIACOMO (Appello Campobaso) - settore civile
CATANIA:
Benedetto PATERNO' RADUSA (Trib. Catania) - settore civile
Roberto Paolo CORDIO (Trib. lav. Cataia) - settore lavoro
Agata SANTONOCITO (p.m. Catania) - settore penale
CATANZARO:
Margherita BENIGNO (Trib. Rossano) - settore penale
GENOVA:
Enrico RAVERA (Appello lav. Genova) - settore lavoro
Francesca NANNI (p.m. Genova) - settore penale
MESSINA:
Rita RUSSO (Trib. Messina) - settore civile
Ornella PASTORE (Trib. penale) - settore penale
PERUGIA:
Massimo RICCIARELLI (Trib. Perugia) - settore penale
POTENZA:
Barbara Modesta GRASSO (Trib. sorv. Potenza) - settore penale
REGGIO CALABRIA:
Giuseppe CREAZZO (Appello Reggio Calabria) - settore penale
Kate TASSONE (Trib. Reggio Calabria) - settore penale
SALERNO:
Filippo SPEZIA (p.m. Salerno) - settore penale
CORTE CASSAZIONE:
Pasquale D'ASCOLA - (massimario appello Cass.) - settore civile
Federico ROSELLI (cons. Cassazione) - settore civile
Rosario Giovanni RUSSO (applicato di appello alla proc. Gen. Cass) - settore civile
Angelo SPIRITO (massimario appello Cass.) - settore civile
Giovanni DIOTALLEVI (massimario appello Cass.) - settore penale
Francesco Mauro IACOVIELLO (applicato di appello alla proc. Gen. Cass.) - settore penale

6.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate in settimana le tabelle organizzative per il biennio 2004/2005 della Procura di Cremona (se pure con una serie di osservazioni cui ottemperare), mentre non sono state approvate le tabelle del Tribunale per i minori di Ancona ed anzi, in considerazione delle reiterate violazioni della circolare, è stata disposta la segnalazione in quarta commissione (competente per le valutazioni di professionalità ).

7. INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Nomina unanime all'incarico di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Reggio Calabria del dott. ANTONIO MAFFA (Pres. sez. Corte Appello Caltanissetta); del dott. EMANUELE SMIRNE (Appello Milano) a Presidente di sezione del Tribunale di Novara; dei dott. SANTI PIRRONE (Appello Catania) e FRANCESCO VIRARDI (Pres. sez. Trib. Catania) per i due posti a concorso di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Catania.

8. FORUM DELLA FORMAZIONE EUROPEA
E' stato approvato in plenum il programma di un incontro, che si svolgerà a Roma dal 31 gennaio al 2 febbraio nell'ambito di un progetto pilota finanziato dalla Commissione Europea denominato "Erasmus per i giudici" diretto alla creazione di un quadro di scambio tra giudici e pubblici ministeri dei diversi Stati Membri al fine di favorire la conoscenza e le occasioni di incontro e sviluppare il clima di fiducia reciproca necessario al funzionamento dei meccanismi di mutuo riconoscimento.
Nell'incontro, che vedrà la partecipazione di rappresentanti di tutte le scuole o strutture di formazione dell'UE, verranno formulate ipotesi di protocolli metodologici per la formazione comune.

9. TIROCINIO DEGLI UDITORI: FERIE E CONGEDO PER MALATTIA
Rispondendo ad un quesito posto da un uditore giudiziario in tirocinio, sulla possibilità di "recupero" del periodo di tirocinio ordinario generico non effettivamente svolto a seguito di congedo per malattia, peraltro goduto nel periodo feriale, il Consiglio ha statuito che "il periodo di assenza dal lavoro per congedo straordinario per malattia, quando incida sul periodo feriale, determina un mutamento del titolo per il quale il magistrato è assente dal lavoro, con la conseguenza che, ove nel periodo feriale sia stato richiesto ed ottenuto il congedo per malattia, il magistrato continua a godere del diritto alle ferie per un periodo corrispondente a quello durante il quale è stato assente per malattia, per cui l'uditore giudiziario deve recuperare interamente i giorni di congedo straordinario per malattia e conseguentemente, per il riflesso che si determina in concreto sull'attività di formazione, prolungare il tirocinio per un periodo corrispondente".

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Come ampiamente pubblicizzato da organi di informazione (il Ministro della Giustizia si è lamentato di avere appreso dalla stampa della missiva a lui indirizzata), la Quinta Commissione ha sollecitato il Ministro a dare corso al concerto in favore del dottor Adriano Sansa per la nomina a Presidente del Tribunale dei Minorenni di Genova.
Invero, la circostanza che la sentenza della Sezione disciplinare, che ha assolto il dottor Sansa per polemiche dichiarazioni nei confronti dell'attuale compagine ministeriale, è stata impugnata dal Ministro innanzi le Sezioni Unite della Cassazione, non può costituire valida ragione per bloccare la nomina dello stesso all'incarico direttivo in questione, deliberata all'unanimità dalla Quinta Commissione già prima dell'ultima pausa estiva.

SESTA COMMISSIONE
La Sesta Commissione è prossima a licenziare il parere, richiesto dal Ministro, sul d.d.l. di conversione in legge del decreto legge del 30 dicembre 2004 con cui sono state prorogate le funzioni dell'attuale Procuratore Nazionale Antimafia, che il 15 gennaio 2005 ha definito il secondo ed ultimo quadriennio previsto per tale incarico, fino al compimento del (suo) settantaduesimo compleanno.
Come ampiamente pubblicizzato - anche in questo caso - da organi di informazioni il parere del Consiglio potrebbe essere nel senso che la novità normativa non verrebbe a sospendere la procedura concorsuale in atto, pur ferme le riserve d'ordine costituzionale ex art. 105 Cost. su questa disposizione adottata dal Governo e che riguarda un singolo magistrato.

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