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SOMMARIO
1.LA CIRCOLARE SUL PRELIEVO A CAMPIONE DI PROVVEDIMENTI GIURISIDIZIONALI
2.INCARICHI DIRETTIVI (PRES. T. SORV. MILANO; PRES. T. PERUGIA; AVVOCATO GENERALE PROC. GEN. CASSAZIONE)
3.IL PARERE SUL D.L. DI PROROGA DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
4.NOMINE DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
5.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
6.CATANZARO PUO' ATTENDERE....? (STORIA DI UN'APPLICAZIONE TORMENTATA)
7.FUORI RUOLO
8.IL FORUM INTERNAZIONE SULLA FORMAZIONE
9.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
10.RIFINANZIATA LA FORMAZIONE DISTRETTUALE PER LA FORMAZIONE ONORARIA
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

Nuova pagina 1



1.LA CIRCOLARE SUL PRELIEVO A CAMPIONE DI PROVVEDIMENTI GIURISIDIZIONALI
Il plenum del CSM, portando a compimento un percorso intrapreso nel corso di questa consiliatura, ha approvato all'unanimità una circolare (già trasmessa in lista, e comunque consultabile sul sito del C.S.M.) che dettaglia metodiche e tipologia dei provvedimenti giudiziari da prelevare a campione per la valutazione periodica in sede di valutazione di professionalità dei magistrati per la progressione in carriera.
Si tratta di una tappa di particolare rilievo nel cammino culturale in materia da parte dell'organo di autogoverno, iniziato nel lontano 1985 con la circolare sui pareri dei Consigli Giudiziari (la cd. "circolare Tamburino"), e ha dovuto scontare anche pause ed incertezze per posizioni non unanimi in materia della magistratura associata.
Superando le oggettive difficoltà derivanti dai tanti e complessi "mestieri" del magistrato, la circolare è il frutto di un analitico esame di tutte le diverse funzioni in cui può essere impegnato il magistrato, selezionando una tipologia di "campione" dei provvedimenti cui dovrà necessariamente (anche) basarsi la valutazione da parte del capo dell'ufficio prima e del Consiglio Giudiziario poi, dando concretezza alle forme spesso ripetitive e stereotipate che caratterizzano il larga parte i pareri espressi in sede di valutazione di professionalità .
Attraverso il fattivo contributo di una commissione di studio, composta anche da un rappresentante del Consiglio Nazionale Forense, si è potuto diversificare il contenuto del "campione" per ogni forma di attività giudiziaria.
Intendendo offrire un adeguato risalto alla professionalità concreta del magistrato in valutazione (senza alcun equivoco diretto ad un inammissibile sindacato di merito), il nuovo sistema di prelievo e valutazione dei provvedimenti intende acquisire un più specifico patrimonio di conoscenze
dell'attività quotidiana del magistrato, ma naturalmente non costituisce l'unico parametro su cui fondare la valutazione finale, concorrendo anche altri significativi fattori tra cui, oltre la statistica comparata, anche la produzione di provvedimenti (non compresi nella campionatura randomica) da parte del magistrato in valutazione.
Rispetto all'originaria proposta di commissione sono state apportate alcune modifiche nel corso dell'esame del plenum, anche in accoglimento di una serie di emendamenti che abbiamo presentato, diretti ad una migliore qualificazione dei provvedimenti da "campionare" per il giudice addetto a funzioni civili ed il giudice delegato, inserendo altresì (quanto ai provvedimenti oggetto di prelievo per il pubblico ministero) anche le richieste di misure cautelari reali e misure di prevenzione.
Naturalmente nessuno può celare le difficoltà operative che si presenteranno in sede di applicazione della circolare, anche con riferimento alla materiale reperibilità dei provvedimenti, ma va ribadita comunque l'importanza di una scelta opportuna, che denota altresì la consapevolezza da parte dell'organo consiliare di acquisire elementi di valutazione più aderenti all'effettiva professionalità del magistrato da valutare e maggiormente selettivi.
Anche se può sembrare una "non notizia" annunciare che i magistrati dal 1 maggio 2005 (epoca di decorrenza della circolare) saranno valutati sulla base dei provvedimenti giudiziari (così come accade peraltro da tempo per i giudici di pace), deve prendersi atto che sino ad ora la concreta verifica del lavoro giudiziario in sede di parere dei Consigli Giudiziari era confinata nell'episodicità e limitata alla spontanea "produzione" del magistrato.
I dati statistici in merito sono illuminanti; negli ultimi due anni si sono registrate: 1 valutazione negativa per il passaggio a magistrato di Tribunale, 5 per la nomina di Appello, 5 per la Cassazione e 13 per le funzioni direttive superiori.
L'organo di autogoverno con questa circolare ha offerto una risposta al progetto di riforma dell'esecutivo, dimostrando la possibilità di sviluppare adeguati strumenti di valutazione (anche con effetti "pedagogici"), diretti ad esaltare quello che il magistrato ha fatto nel suo quotidiano giudiziario, e non già quello che il magistrato "è" ovvero "farà " in sede concorsuale.
Non senza significato il provvedimento è stato votato anche dai componenti laici del Polo, che hanno testualmente parlato di "segno incoraggiante per il futuro".
La cd. "sfida della professionalità " in cui si è impegnata negli ultimi anni la magistratura associata, è stata così raccolta in modo concreto da parte del C.S.M., mediante la previsione di una procedura destinata comunque a regolare il percorso professionale di quei magistrati che non parteciperanno (ove sia varato il progetto riformatore) alle selezioni concorsuali.
Agli organi di autogoverno (in sede centrale e periferica) ed ai capi degli uffici, il compito di attuare in concreto il contenuto della circolare che, anche se sarà oggetto di modifiche e miglioramenti, segna sin d'ora un traguardo importante per la possibilità che conferisce al CSM di
esercitare con intelligenza e profitto il delicato compito di autogoverno, per le rilevanti ricadute derivanti anche sull'autonomia e sull'efficienza del "servizio giustizia"e, in definitiva, per l'obiettivo di offrire ai cittadini una magistratura sempre più professionalmente capace.

2.INCARICHI DIRETTIVI (PRES. T. SORV. MILANO; PRES. T. PERUGIA; AVVOCATO GENERALE PROC. GEN. CASSAZIONE)
Ennesima divisione del plenum per il conferimento di incarichi direttivi, a conferma di un "disagio interpretativo" dei criteri di circolare che si sta progressivamente accentuando.
Per l'incarico di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano è stato designato il dott. FRANCESCO CASTELLANO (Pres. sez. Trib. Milano) che ha prevalso con 14 voti (Unicost. MI; 4 laici del Polo, Marvulli, Schietroma) rispetto al dott. ANTONIO LOMBARDI (anch'egli Pres. sez. Trib. Milano), cui sono andati 9 voti (Movimento, MD, Berlinguer), astenuti Rognoni e Favara.
La nomina, fondata sulla solida maggioranza che presiede la gran parte delle designazioni dei direttivi, mortifica (senza nulla togliere alle qualità professionali del dott. Castellano) l'elevatissimo livello professionale del dott. Lombardi, magistrato che è stato impegnato con serietà , abnegazione e modestia per lunghi anni, quale giudice istruttore, in processi di terrorismo di destra e di sinistra con risultati eccellenti, ha trattato procedimenti di rilievo contro la pubblica amministrazione e criminalità organizzata, ha quindi svolto un oscuro ma efficace lavoro organizzativo volto alla definizione dei procedimenti vecchio rito e, quale presidente di sezione, ha una produttività , quale estensore di sentenze, tra le più elevate.
Tutte le sue positive qualità professionali, ampiamente emergenti dai pareri dei consigli giudiziari, non sono state sufficienti ad ottenere una designazione ampiamente giustificata.
Basti considerare che il dott. Lombardi (a differenza del dott. Castellano che pure concorreva) era stato valutato comparativamente col dott. Minale solo quattro anni fa per la copertura dello stesso posto, né lo stesso ricopre importanti (ed onerosi) incarichi quale quello di componente (a Roma) del Consiglio Superiore della Giustizia Tributaria, che certamente non agevola l'assolvimento dei compiti di direzione di un ufficio giudiziario.
Per l'incarico di Presidente del Tribunale di Perugia ha prevalso con 14 voti (Unicost, 4 laici del Polo, Schietroma, Favara, Marvulli e Berlinguer) il dott. GIOVANNI MORANI (Pres. Trib. minori Perugina) sul dott. MARIO VILLANI (Pres, Trib. Terni), cui sono andati 11 voti (Movimento, MD, MI, Di Federico), nonostante la vasta e positiva esperienza di quest'ultimo nella direzione di uffici (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Orvieto, Presidente del tribunale di Terni, Ispettore Generale capo presso il Ministero della Giustizia), a nostro avviso ampiamente superiore quanto ad attitudini rispetto all'unica esperienza direttiva (e per di più presso un ufficio minorile) vantata da parte del dott. Morani.
A seguito dell'annullamento della precedente delibera di nomina da parte del giudice amministrativo, il plenum ha dovuto nuovamente deliberare la nomina di un posto di Avvocato Generale presso la Procura Generale della Cassazione, riconfermando nell'incarico il dott. RAFFAELE PALMIERI con 13 voti (MD, MI, Arbasino, Fici, Berlinguer, Schietroma, Di Federico, Marvulli), mentre 10 voti (Unicost e 4 laici del Polo) sono andati al dott. VINCENZO NARDI (sost. proc. gen. Presso la Corte d'Appello di Napoli), astenuti Favara, Aghina e Rognoni.

3.IL PARERE SUL D.L. DI PROROGA DEL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
La proroga per legge (rectius: per decreto legge n. 314 del 30 dicembre 2004) dell'attuale Procuratore Nazionale Antimafia ("il magistrato preposto alla Direzione Nazionale Antimafia alla data di entrata in vigore del presente decreto continua ad esercitare le proprie funzioni fino al compimento del settantaduesimo anno di età ") è stata oggetto di un parere, richiesto dal Ministro della Giustizia con riferimento al disegno di legge di conversione, predisposto dalla Sesta Commissione (relatori Marini, De Nunzio, Fici) e votato a larga maggioranza (tutti i membri togati, i laici del centrosinistra, il Primo Presidente ed il Procuratore Generale) dal plenum.
Il parere di minoranza (rel. Spangher) è stato votato dai cinque laici del Polo.
Nel parere di maggioranza il Consiglio ha sottolineato i rilevanti profili di incostituzionalità che la menzionata disposizione comporta, con riferimento ai poteri dell'organo di governo autonomo della magistratura in materia di status dei magistrati; ed ha indicato una interpretazione, compatibile al dato letterale ed al contempo rispettosa dei principi costituzionali, che consent(irebbe) di definire la procedura concorsuale già avviata, senza escludere alcuno degli attuali aspiranti e senza legittimarne di nuovi, consentendo "al magistrato in carica di restare nelle proprie funzioni per un periodo che dovrebbe coprire i tempi di individuazione e destinazione del nuovo dirigente".
Nel corso del dibattito di plenum abbiamo espresso l'auspicio che il Parlamento confermi ed avalli questa interpretazione, l'unica compatibile con le prerogative ed i poteri costituzionali del C.S.M.; e, però, sempre nel corso dello stesso dibattito di plenum, abbiamo appreso che alla Camera era stato presentato un emendamento la cui approvazione renderebbe assolutamente impraticabile l'interpretazione conforme ai principi costituzionali delineata nel parere in questione.
La situazione è, dunque, assai incerta: alla stregua della vigente prescrizione del d.l. 314/2004 e dell'interpretazione votata dal Consiglio, la Quinta Commissione deve procedere nella definizione della procedura concorsuale avviata; tuttavia, evidenti ragioni di razionale utilizzo delle risorse e dei tempi a disposizione potrebbero/dovrebbero indurre ad attendere la definizione dell'iter parlamentare del d.l. in questione ed, all'esito, determinarsi di conseguenza (definizione della procedura se la legge lo consentirà ; acquiescenza allo stop imposto dal legislatore ovvero, in alternativa, nuovo conflitto di attribuzioni).
Fin da adesso è possibile constatare che con provvedimento dell'esecutivo, sia pure avente forza di legge, è stato prorogato un singolo incarico direttivo fino al compimento del settantaduesimo compleanno dell'attuale titolare.
Si tratta di un episodio senza precedenti di cui non è agevole rinvenire motivazioni convincenti.
Se è vero (come taluno opina) che, allo stato, si tratta dell'unico incarico direttivo a tempo (e, quindi, dove sta lo scandalo?) è anche vero che, in caso di approvazione della riforma, tutti gli incarichi direttivi saranno temporanei ed in quanto tali soggetti (ci chiediamo con grande preoccupazione, alla stregua del precedente Vigna…) a discrezionali proroghe governative, rimesse alle contingenti maggioranze parlamentari.
Se è vero che i magistrati devono operare "senza timori e senza speranze" la vicenda in esame è, dunque, molto più grave di quanto già non appaia.

4.NOMINE DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
Queste le ulteriori designazioni operate per il rinnovo dei "quadri" della rete di formazione decentrata in ambito distrettuale:
BARI:
Luigi AGOSTINACCHIO (Trib. Bari) - settore civile
Sebastiano GENTILE (Appello lav. Bari) - settore civile/lavoro
Anna Maria TOSTO (sot. Proc. gen. Bari) - settore penale
BOLOGNA
Chiara GRAZIOSI (Trib. Bologna) - settore civile
Pier Luigi DI BARI (Trib. Bologna) - settore penale
Letizio MAGLIARO (Trib. Bologna) - settore penale
L'AQUILA
Camillo ROMANDINI (Trib. Pescara) - settore civile
Paolo DI GERONIMO (Trib. Chieti) - settore penale
LECCE:
Gabriele POSITANO (Trib. Lecce) - settore civile
Pietro SILVESTRI (Trib. Lecce) - settore penale
PALERMO
Mario CONTE (Trib. Palermo) - settore civile
Cintia E. NICOLETTI (Trib. Palermo) - settore civile
Antonio INGROIA (p.m. Palermo) - settore penale
Sandra RECCHIONE (p.m. Palermo) - settore penale
ROMA:
Mariangela CECERE (Appello Roma) - settore civile
Gerardo SABEONE (Appello lavoro Roma) - settore civile/lavoro
Donatella SALARI (Trib. Roma) - settore civile
Eugenia SERRAO (Trib. Roma) - settore civile
Piero DE CRESCENZO (Appello Roma) - settore penale
Raffaele MONTALDI (Appello Roma) - settore penale
Stefano PESCI (Trib. Roma) - settore penale
TRENTO
Riccardo DIES (Trib. Rovereto) - settore penale
TRIESTE
Arturo PICCIOTTO (Trib. Trieste) - settore civile
Raffaele TITO (p.m. Trieste) - settore penale

5.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Per l'assegnazione dell'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Chieti il plenum è stato a lungo impegnato in sede di valutazione di due proposte alternative. All'esito della discussione il voto ha visto prevalere il dott. GEREMIA SPINIELLO (Trib. Chieti) sul dott. ENZO TURCO (Trib. Pescara).
La maggioranza (15 voti: Unicost, M.I., Buccico, Spangher, Ventura-Sarno, Marotta, Marvulli, Berlinguer, Schietroma) ha ritenuto la prevalenza del dott. Spinello dopo che era stata inutilmente richiesto (10 voti contro 14) il ritorno in commissione della pratica per consentire una valutazione degli esiti non particolarmente lusinghieri di un'ispezione ministeriale operata presso la sezione distaccata diretta dal dott. Spinello che, conseguentemente, non hanno formato oggetto di esame.
Naturalmente in occasioni di analoghe richieste per altre nomine, per assicurare un'approfondita valutazione degli aspiranti, ci si era determinati in modo opposto: ma questa è un'altra storia…

6.CATANZARO PUO' ATTENDERE....? (STORIA DI UN'APPLICAZIONE TORMENTATA)
Della vicenda relativa alla contrastata applicazione extradistrettuale di un magistrato del Tribunale di Matera alla Corte di Appello di Catanzaro avevamo riferito in un precedente notiziario (n.71), allorché il plenum del 13 gennaio 2005 aveva deliberato il ritorno in commissione della proposta in questione.
La Settima Commissione - dopo aver rilevato che non vi erano elementi nuovi da valutare rispetto a quanto già deliberato (le esigenze della Corte di Appello di Catanzaro dovevano essere ritenute prevalenti rispetto a quelle del Tribunale di Matera - ha formulato, sin dalla seduta di martedì 18 gennaio 2005, una nuova proposta "urgente" per il plenum del giorno successivo.
La discussione è slittata, però, al plenum di giovedì 20 gennaio 2005, essendosi il consigliere Lo Voi avvalso della facoltà di richiedere il rinvio al plenum successivo di tutte le proposte di delibera presentate dalla Settima Commissione ai sensi dell'art. 45 regolamento interno.
Al plenum del 20 gennaio 2005 ha così avuto luogo la discussione ma, al momento del voto, il consigliere Buccico ha chiesto la verifica del numero legale che è risultato mancante (per la contestuale assenza dei laici del Polo Spangher, Ventura Sarno e Marotta, nonché del laico dell'Ulivo Schietroma); la seduta è stata così sospesa e la pratica rinviata al plenum della settimana successiva, unitamente alle altre pratiche ancora da trattare.
Sono così rimasti mortificati il carattere urgente della procedura e le gravi esigenze di servizio ad essa sottostanti (la scopertura dei posti alla Corte di Appello di Catanzaro è pari al 46%).
Stessa sorte (rinvio dal 19 al 20 e, quindi, dal 20 al 26 gennaio) è toccata ad altre urgenti pratiche di Settima commissione, fra la quali una relativa ad un'applicazione extradistrettuale di una collega dal Tribunale di Milano al Tribunale di Palermo per la prosecuzione (prevista per l'udienza del 27 gennaio 2005) di un complesso dibattimento.
L'involontaria sinergia di strumenti regolamentari ha così - di fatto - comportato, ancora una volta, il rinvio di una settimana di pratiche ritenute urgenti dalla commissione competente.
Abbiamo, pertanto, ancora una volta sollecitato, nel corso del dibattito di plenum del 26 gennaio 2005, la trattazione in Seconda Commissione della pratica, aperta a richiesta dei tre consiglieri del Movimento, per una diversa regolamentazione della facoltà di cui all'art. 45 del regolamento, al fine di mantenere tale facoltà , se questa risponde a reali esigenze di studio ed approfondimento delle proposte portate all'attenzione del plenum con la procedura d'urgenza, ma non anche quando si sostanzia in una vera o apparente pratica ostruzionistica.
Tornando alla applicazione extradistrettuale alla Corte di Appello di Catanzaro, al plenum del 26 gennaio 2005 si è potuto finalmente procedere alla votazione che ha visto approvata la proposta della commissione, diretta ad offrire un immediato (se pur limitato) apporto alle gravi esigenze del distretto calabrese, con 12 voti a favore e 6 contrari (Riello, Primicerio, Stabile, De Nunzio, Tenaglia, Buccico)
La Corte di Appello di Catanzaro, potrà così presto beneficiare dell'applicazione distrettuale in questione, in attesa dell'arrivo di nuovi magistrati ivi trasferiti ai sensi della legge 133 del 1998, …ma quanta fatica !

7.FUORI RUOLO
ANNUNZIATA CIARAVOLO (f.r. quale giudice internazionale presso il Dip. Giustizia dell'United Nations Interim Administration Mission in Kossovo), è stata prorogata nell'incarico sino al 31.12.2005.
Proseguono nel percorso esterno alla giurisdizione, ma con funzioni diverse rispetto a quelle originariamente espletate:
TERESA BENVENUTO (f.r. quale vice capo dell'Ufficio legislativo) che passa alla Direzione generale della giustizia penale presso il Ministero della Giustizia;
ROBERTO RUSTICHELLI (f.r. quale esperto presso l'Ufficio per la semplificazione delle norme e procedure presso il Dipart. Della funzione pubblica), che è destinato al Ministero delle Attività produttive quale vice capo di gabinetto.
Rientra in ruolo il dott. ENRICO MANZON (assistente di studio alla Corte Costituzionale) con destinazione Tribunale di Pordenone (posto precedentemente occupato).

8.IL FORUM INTERNAZIONE SULLA FORMAZIONE
Si è concluso a Roma l'incontro di studio "Verso un nuovo forum della formazione europea: le prospettive dello scambio", prima tappa di un progetto finanziato dalla U.E. diretto a confrontare le esperienze della formazione professionale (iniziale e continua) delle magistrature presenti in ambito comunitario.
Il seminario, cui hanno preso parte rappresentanti di molti paesi membri della C.E., ha consentito una ricognizione comparativa tra i vari "modelli" attualmente presenti di formazione del magistrato: dalla Ecòle francese, alla struttura finanziata dal Ministero (ad es. la Finlandia), dal modello "misto" spagnolo a quello italiano (sino ad ora…) ricompresso nella sfera dell'autogoverno.
Riscontrata la presenza in molti Stati del doppio canale formativo "centrale" e "decentrato", può essere interessante sottolineare come in alcuni Paesi (ad es. in Francia), si incentivi l'autoformazione del magistrato mediante un abbattimento del 10% delle imposte per spese professionali (uso dell'auto per recarsi al lavoro, corsi di lingue, acquisto di PC o supporti di studio…), "tetto" comunque superabile con una dettagliata dichiarazione suppletiva che determina una corrispondente detrazione fiscale.
L'Europa forse non è così vicina come sembra…..

9.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi al seminario internazionale "La convenzione europea dei diritti dell'uomo: le modalità nella sua utilizzazione" di Parigi dal 31.1 al 4.2.2005 i colleghi: MARINA PERRELLI (Trib. Grosseto), DEBORA LANDOLFI (Trib. Lamezia Terme), ALESSANDRO IAZZETTI (Trib. Napoli), MARIO REMUS (f.r. uff. legislativo del Ministero della Giustizia).

10.RIFINANZIATA LA FORMAZIONE DISTRETTUALE PER LA FORMAZIONE ONORARIA
Il plenum del Consiglio ha disposto il finanziamento delle commissioni distrettuali per la formazione della magistratura onoraria per il 2005 stanziando l'importo complessivo di €. 310.000.000, secondo una ripartizione territoriale che ha come riferimento il numero dei magistrati onorari in servizio presso ciascun distretto di Corte d'Appello (si va dai 6.200 euro per i distretti più piccoli ai 20.000 euro per i distretti di maggiori dimensioni).
Viene così garantita l'effettività della rete di formazione per la migliore professionalizzazione della magistratura onoraria nata nell'aprile 2004, che già sta operando sul territorio con primi, confortanti risultati.

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Le ragioni della mancata pubblicazione (programmata ed attesa) del bollettino di posti di I° e II° grado per trasferimenti ordinari - nell'ormai decorso mese di gennaio 2005 - sono connesse alla (forse) imminente distribuzione, da parte del Ministero della Giustizia, di circa duecento posti di I° grado e, cioè, del secondo scaglione in aumento previsto dalla legge n. 48 del 2001 (vedi infra il resoconto delle attività della settima commissione).
La Terza Commissione ha ritenuto di attendere il completamento di tale distribuzione degli aumenti di organico per procedere, quindi, alla immediata pubblicazione di tutti i posti in aumento delle sedi più ambite. In altri termini, si è voluto evitare di dare corso alla programmata pubblicazione dei posti vacanti al fine di pubblicare congiuntamente i posti vacanti ed i nuovi posti derivanti dall'aumento degli organici.
I tempi sono, tuttavia, alquanto stretti perché alla fine del 2005 dovrà procedersi all'assegnazione della prima sede a circa 380 uditori e ciò significa che a quella data il bando di trasferimento, che deve ancora essere avviato, dovrà anche essere pressoché definito.
Il forte auspicio è che entro il mese di febbraio il Ministero completi la procedura per l'aumento degli organici e che, appunto, entro e non oltre la fine di questo mese il Consiglio proceda alla nuova pubblicazione.
Allo stato seguiamo con attenzione i lavori della Terza Commissione, condividendo le ragioni dell'attesa che, per quanto detto, non può essere dilatata oltre il mese di febbraio.

QUARTA COMMISSIONE
Nella delibazione delle domande di autorizzazione all'assunzione di incarichi universitari di insegnamento da parte dei colleghi, si è verificata sovente un'incompleta indicazione dei dati riferiti all'attività forense del docente conferente l'incarico.
La volontà di garantire la massima trasparenza, diretta anche ad evitare ogni possibile appannamento dell'immagine del magistrato, ha indotto la commissione a richiamare i Consigli Giudiziari in ordine ad una puntuale verifica dei dati relativi al rapporto tra docente universitario ed attività giudiziaria del magistrato beneficiario dell'incarico extragiudiziario, seguendo peraltro i dettami della circolare vigente in materia.
All'ordine del giorno della commissione anche i criteri di predisposizione del bando per il rinnovo dei magistrati chiamati a far parte dei consigli direttivi delle Scuole di Specializzazione per le Professioni Legali, tra breve in scadenza di mandato.

QUINTA COMMISSIONE
Particolarmente intensa di proposte per incarichi la settimana della commissione:
per l'incarico di Presidente del Tribunale di Savona è stato proposto con 4 voti a favore (De Nunzio, Buccico, Berlinguer, Mammone) il dott. ROSARIO ZINITI (Pres. sez. Trib. Bologna), un voto (Fici) è andato al dott. ALFREDO DE LILLO (Pres. sez. Trib. Monza), astenuto Menditto.
per il posto di Procuratore della Repubblica di Vigevano è stato proposto con 4 voti a favore (De Nunzio, Buccico, Mammone, Berlinguer) il dott. ALFONSO LAURO (Trib. Frosinone) mentre 2 voti (Menditto, Fici) sono andati al dott. PIERO SAVANI (Pres. sez.. Trib. Vigevano);
per il posto di Procuratore della Repubblica di Tortona 3 voti (Menditto, Berlinguer, Fici) a favore per il dott. Piero Savani (Presidente sez. Trib. Vigevano) e 3 voti (De Nunzio, Mammone, Buccico) al dott. BRUNO RAPETTI (Sost. Proc. gen. c/a Corte d'Appello di Torino);
per il posto di Procuratore della Repubblica di Parma è stato proposto con 5 voti (Fici, Buccico, de Nunzio, Mammone, Berlinguer) il dott. GERARDO LAGUARDIA (Procuratore della Repubblica presso il Trib. di Piacenza) mentre un voto (Menditto) è andato al dott. LIBERO MANCUSO (Pres. sez. Trib. Bologna);
per Presidente di Sezione del Tribunale di Torino è stato proposto il dott. GIORGIO SEMERARO (Trib. Torino) con 4 voti (De Nunzio, Menditto, Buccico, Berlinguer) mentre il dott. GIAN GIACOMO SANDRELLI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale Vercelli) ha ricevuto 2 voti (Fici, Lo Voi);
per l'incarico di Presidente del Tribunale dei Minorenni di Bologna è stato proposto con 5 voti a favore (Buccico, Fici, De Nunzio, Berlinguer, Menditto) ed una astensione (Mammone) il dott. PIERO TONY (Sost. Proc. Gen. c/o Corte d'Appello di Firenze);
per due posti a concorso di Presidente di sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere all'unanimità per la dott.ssa ELVI CAPECELATRO (Appello Napoli), si è contrapposta per il secondo posto una indicazione di 3 voti (Fici, Menditto, Mammone) a favore della dott.ssa ELISABETTA GARZO (Trib. Napoli) e 2 voti (De Nunzio, Berlinguer) al dott. GIUSEPPE PROVITERA (Appello Napoli), astenuto Buccico;
per l'incarico di Presidente di Sezione del Tribunale di Rovigo si è determinata l'unica proposta unanime per il dott. FEDERICO CAVALIERE (Appello Venezia).

SETTIMA COMMISSIONE
La settima e la terza commissione in seduta congiunta hanno avuto un incontro con il direttore dell'ufficio terzo del Ministero e funzionari dell'ufficio stesso sul tema dell'aumento dell'organico di magistratura.
Il Consiglio è chiamato a formulare un parere sulla distribuzione dell'organico ed in occasione di un primo incontro era stata indicata la data di metà gennaio. Il ritardo del Ministero ha indotto a sollecitare un nuovo incontro anche perché la terza commissione è interessata a sapere, nella definizione dei futuri bandi, quando vi sarà effettivamente l'atteso incremento d'organico.
Dei mille posti previsti dalla legge n. 48/2001 duecento sono stati destinati espressamente a creare un organico dei fuori ruolo, centottanta sono stati assegnati ad incrementare l'organico degli uditori (che così passa da 150 a 330 unità ).
Residuano quindi seicentoventi unità delle quali però 74 sono state destinate (con DM 8.8.01) alla Corte di Cassazione (52) ed alla Procura generale presso la stessa Corte (22).
Residuano dunque 546 unità delle quali trecento destinate alla trattazione delle controversie di lavoro di primo e secondo grado e 26 destinate alla Cassazione.
Una prima tranche di duecentotrentaquattro unità è stata ripartita con decreto ministeriale 23 gennaio 2003. In quell'occasione si è provveduto principalmente a creare gli organici dei magistrati distrettuali (72 giudicanti e 31 requirenti), a soddisfare esigenze del settore lavoro (9 cassazione, 86 corti d'appello, 26 tribunali).
Complessivamente dunque residuano da ripartire 312 unità sette delle quali previste di cassazione e trecentocinque d'appello, tribunale o equivalenti. Da rilevare peraltro che di tali posti 179 sono per legge destinati al settore lavoro.
Il Ministero dunque si sta accingendo (a seguito dei due bandi di concorso per uditori emanati) a varare il secondo aumento che, secondo le informazioni forniteci, ha consistenza di duecento unità riservando al terzo la ripartizione delle residue centododici.
In particolare la seconda tranche destinerebbe 112 posti al settore lavoro-previdenza dei tribunali (il primo intervento di questi posti aveva riguardato quasi esclusivamente le corti d'appello), 50 posti alle Procure ordinarie, 14 agli uffici minorili e 17 a quelli di sorveglianza.
Secondo quanto è stato assicurato la richiesta del parere al consiglio dovrebbe giungere a breve e sarà compito della settima commissione proporre al plenum la proposta di parere nel più breve tempo possibile.
Gli aspetti da considerare sono peraltro piuttosto complessi e delicati in quanto, pur considerando le innumerevoli richieste d'aumento d'organico pervenute, occorrerà valutare se il criterio adottato dal Ministero (fondato sulle sopravvenienze e sul numero di magistrati d'ogni distretto creando così una media distrettuale il cui superamento giustifica l'aumento d'organico) sia esaustivo.
Certo è che la povertà qualitativa dei dati statistici non aiuta a determinare una distribuzione razionale e che risponda alle effettive esigenze dei singoli uffici, considerato anche il "vincolo" di destinazione al settore lavoro.

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