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SOMMARIO
1.IL RICORDO AL C.S.M. DI VITTORIO BACHELET
2.INCARICHI SEMIDIRETTIVI: NOVITA' ERMENEUTICHE PER IL POSTO DI PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE D'APPELLO DI TORINO
3.IL C.S.M. E LA CIRCOLARE SULLE INCOMPATIBILITA' PARENTALI (2° PUNTATA..)
4.NOMINA DEL NUOVO DIRETTORE DELL'UFFICIO STUDI DEL C.S.M.
5.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
6.REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
7.INCONTRO DEGLI UDITORI GIUDIZIARI CON IL C.S.M. ED IL PRESIDENTE CIAMPI
8.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1. IL RICORDO AL C.S.M. DI VITTORIO BACHELET
Il 12 febbraio 1980 le Brigate Rosse assassinavano, nell'Università di Roma ove si era recato per tenere una lezione, il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet.
A venticinque anni dall'evento nella affollata sala conferenze del CSM si è tenuta una commemorazione alla presenza del Capo dello Stato, dei famigliari e delle alte cariche dello Stato.
Sono intervenuti il Vice Presidente Rognoni, Giovanni Conso e Giovanni Galloni entrambi già Vice presidenti del C.S.M..
Particolarmente intenso ed efficace è stato l'intervento di Virginio Rognoni che non solo ha ricordato, con commosse parole, la figura di Bachelet ("riassumeva nella sua persona, in equilibrio perfetto, diverse esperienze e differenti lealtà . L'esperienza di una cittadinanza laica e comunitaria, sempre lealmente sentita come dovere e, insieme, occasione continua di accrescimento e sviluppo; l'esperienza dell'uomo di studio, di giurista fine e di forte cultura, professore attento verso quella vasta platea di studenti e discepoli che ancora ne ricordano l'intelligente e naturale premura") ma ha anche ricordato come Bachelet sia stato selezionato dai suoi assassini proprio perché Vice Presidente del C.S.M..
Ha letto il messaggio di rivendicazione delle BR nel quale si affermava che "in certi uffici e procure va individuato e colpito il settore cosiddetto operativo della magistratura….. reso possibile dalla trasformazione del Consiglio Superiore della magistratura, da organismo formale a mente politica. Il Consiglio Superiore della Magistratura si è assunto materialmente il controllo delle attività giuridiche dei singoli magistrati, assicurando inoltre un collegamento organico all'Esecutivo mediante la presenza di politici-tecnici eletti dalle segreterie di partito" ed ha aggiunto "parole certo farneticanti ma che fissano con spietata durezza lo scenario di quegli anni di piombo".
Rognoni ha poi "fatto parlare" Bachelet, ricordando suoi interventi, su temi anche oggi di grande attualità .
Ha ricordato il modello di giudice da Lui proposto "forte, soggetto soltanto alla legge, libero da qualsiasi influenza anche di pubblica opinione, giusto e indipendente"; la concezione di una magistratura che aveva bisogno di autonomia e di collegamento: "Una autonomia che garantisca sempre meglio l'indipendenza e quindi l'imparzialità dei giudici, tanto più necessaria in una fase di così profonda trasformazione della società e degli ordinamenti giuridici, nel cui travaglio la magistratura non vuole essere un corpo separato ma neppure un legno alla deriva; un collegamento con la società e con le altre istituzioni dello Stato che consenta all'ordine giudiziario di rispondere meglio alla antica e nuova domanda di giustizia, ma anche di ottenere quegli strumenti - il cui apprestamento appartiene alla responsabilità di altri poteri dello Stato - che sono indispensabili per il funzionamento e la tempestività dell'amministrazione della giustizia".Ha anche ricordato la visione che Bachelet aveva della interpretazione giudiziale in relazione alla chiarezza o ambiguità del dettato normativo " c'è il rischio che laddove le soluzioni non si riescono a trovare sul piano legislativo o politico, si facciano norme un po' ambigue in modo che poi se la sbrighi l'interprete, cioè il magistrato, nell'applicarle".

2.INCARICHI SEMIDIRETTIVI: NOVITA' ERMENEUTICHE PER IL POSTO DI PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE D'APPELLO DI TORINO
L'ormai ampia casistica dei funambolismi interpretativi che in questa consiliatura sta connotando le scelte per gli incarichi direttivi e semidirettivi si è arricchita di un'ulteriore novità , che ha caratterizzato la nomina ad un posto a concorso di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Torino.
La scelta, indubbiamente "sofferta" (atteso che la proposta è pervenuta in plenum per la terza volta, dopo due successivi rinvii in commissione per una più convincente formulazione della motivazione), si è indirizzata sul dott. ANTONIO BAGLIVO (Presidente del Tribunale di Casale Monferrato) che ha prevalso per un solo voto (13 a 12) sul dott. GIANGIULIO AMBROSINI (cons. Cassazione).
La singolarità della decisione si concentra non tanto sulla composizione della (consueta) maggioranza consiliare (hanno votato a favore del dott. Baglivo i consiglieri di Unicost, di MI e i laici del Polo Spangher, Ventura Sarno, Di Federico, Marotta e il cons. Schietroma, a favore del dott. Ambrosini: Movimenti, MD, Marvulli, Favara, Berlinguer e Buccico, astenuto Rognoni), quanto nell'originale motivazione posta a fondamento della prevalenza del dott. Baglivo.
Nonostante la minore anzianità di carriera del dott. Baglivo e la sua carenza di esperienza in appello, lo "scavalcamento" è stato operato in sede di assegnazione del punteggio attitudinale, atteso che (come si legge nella motivazione della proposta di maggioranza): "….non risultano dati attuali e concreti sull'idoneità dell'aspirante all'esercizio di funzioni semidirettive di merito, avuto riguardo che queste sono state esercitate…soltanto fino agli inizi del 1998".
Mortificando quindi il (positivo) esercizio di funzioni di presidente di sezione del Tribunale di Torino svolto dal dott. Ambrosini per otto anni (caso senza precedenti sino ad ora), si è ridotto il punteggio in attitudini del medesimo poiché lo stesso, in quanto consigliere di Cassazione, non svolgeva "attualmente" funzioni semidirettive di merito.
Va segnalata questa soluzione interpretativa, per quanto non prevista dalla circolare, ma evidentemente ritenuta funzionale per determinare l'esito della scelta, che prolunga l'elenco delle originali valutazioni operate nell'attribuzione di incarichi apicali, in cui è veramente improbo lo sforzo di individuare canoni ermeneutici di riferimento, con conseguente e comprensibile disagio per chi partecipa a detti concorsi.

3.IL C.S.M. E LA CIRCOLARE SULLE INCOMPATIBILITA' PARENTALI (2° PUNTATA..)
"Riuscirà il C.S.M. ad applicare la nuova circolare sulle incompatibilità parentali ?"
Nel numero 54 del 15 giugno 2004 avevamo così intitolato una notizia relativa ad una delibera di plenum su un caso di incompatibilità parentale ex art 18 O.G., determinando qualche osservazione in ordine ad un preteso "pessimismo" ritenuto inopportuno.
Quanto avvenuto nel plenum del 9 febbraio sembra confermare che i nostri timori di allora non fossero infondati.
La complessa disciplina che regola la formazione degli ordini del giorno di plenum prevede che vi siano, accanto all'ordine del giorno ordinario, due ordini del giorno "speciali" nel quale vengono inserite determinate pratiche: in particolare nell'ordine del giorno speciale lett. B) vengono inserite pratiche votate all'unanimità in relazione alle quali, con altro voto unanime, venga deciso il loro inserimento in tale O.D.G. Le pratiche così inserite vengono votate "in blocco" se qualche consigliere non ne chiede la trattazione in via ordinaria. E' evidente che si tratta di un sistema volto a semplificare i lavori di plenum in relazione a pratiche piane e semplici di facile ed univoca decidibilità .
Nell'ordine del giorno speciale B) del plenum del 26 gennaio erano inserite tre pratiche di incompatibilità ex art. 18 riguardanti il distretto di Roma ( rel. Riello) con proposta di archiviazione.
Una prima (iniziata nel 2003) riguardava un presidente di sezione civile del tribunale di Roma la cui figlia esercita la professione forense nel settore civile, in uno studio con altri due avvocati, avanti al Tribunale di Roma.
Una seconda (iniziata nel 1997) riguardava situazione analoga di un giudice civile il cui fratello esercita, in forma individuale, nel settore civile.
Una terza (iniziata nel 2003) riguardava un sostituto Procuratore Generale presso la C.A. di Roma un cui figlio esercita in studio professionale che tratta prevalentemente il civile ed in minor misura il penale.
Poiché le motivazioni di archiviazione presentavano (a nostro avviso) vizi formali di motivazione abbiamo convenuto sulla necessità di chiedere la trattazione ordinaria.
In plenum Arbasino ha chiesto il ritorno delle tre pratiche in commissione sottolineando, quanto al loro inserimento nell'ordine del giorno speciale, che non potevano essere qualificate come pratiche di facile e pronta soluzione (anche perché in una di esse vi era stata una formale apertura della procedura di trasferimento del magistrato ex art 2 L.G.), e che era necessario un riesame delle stesse da parte della commissione alla luce della nuova circolare sulle incompatibilità deliberata nel dicembre 2003 che aveva abrogato, innovando fortemente, i criteri a base della precedente circolare.
Infatti nella motivazione delle archiviazioni non solo si faceva riferimento alla abrogata circolare del 1985 e successive modificazioni (il che poteva essere un mero refuso) ma si applicavano i criteri in vigore all'epoca (ed in particolare quello che escludeva la incompatibilità sulla base del mero dato della assenza di concrete interferenze nella reciproca attività del magistrato e dell'avvocato), ormai sostituiti con criteri oggettivi riferiti all'organizzazione tabellare dell'ufficio che dovevano portare ad escludere stabilmente ogni possibilità di interferenza.
Da rilevare, oltretutto, che nel caso dei due giudici civilisti risultava documentata una attività non attuale del legale avanti alla stessa sezione e che in un caso lo stesso magistrato (rispondendo al censimento disposto tra tutti i magistrati) aveva dichiarato che lo studio professionale nel quale il congiunto lavorava esercitava avanti alla sezione di appartenenza.
Il relatore per la prima delle pratiche sopra indicate ha aderito al ritorno in commissione pur sostenendo l'adeguatezza della motivazione e la "ricomprensione" della nuova circolare nel riferimento, contenuto nella proposta, alla circolare del 1985 "e successive integrazioni e modifiche".
Per la seconda pratica (sostanzialmente identica alla prima) il relatore si è invece opposto ed il plenum a maggioranza ha respinto la richiesta di ritorno in commissione ed ha approvato la proposta (a favore: Unicost e MD); per la terza il relatore si è opposto ed il plenum, a maggioranza, ha votato per il ritorno in commissione (a favore: Mov., MD e laici del Polo).
Come si vede pratiche che presentavano identici problemi di impostazione valutativa hanno avuto sorte diversa e ciò è indice, a nostro parere, di una tiepida volontà di dare seria, uniforme e concreta attuazione alla nuova disciplina.
Non solo, ma la approvazione di una proposta concepita nei termini suddetti (neppure modificata con un emendamento che facesse almeno riferimento alla disciplina regolamentare vigente) crea un grave e pericoloso precedente soprattutto in un momento in cui la prima commissione si accinge, ci auguriamo con rapidità , ad esaminare le pratiche originate dal censimento.
La nuova circolare ponendo una disciplina completamente innovativa ed impostata a criteri oggettivi e di ragionevolezza si proponeva di sollecitare il risveglio di una sensibilità al problema delle incompatibilità che costituiva, nella prassi applicativa della precedente circolare, una delle cause principali del discredito della funzione giudiziaria.
Sorprende che all'interno del Consiglio possa perpetuarsi la volontà di regolare, di fatto, la materia con criteri di ampia discrezionalità che consentono di accontentare le aspirazioni dei colleghi che non ritengono di trovare in sé stessi una regola deontologica che, spontaneamente, consenta di evitare queste situazioni.

4.NOMINA DEL NUOVO DIRETTORE DELL'UFFICIO STUDI DEL C.S.M.
A seguito della mancata accettazione del cons. Giuseppe Salmè prima e Wladimiro De Nunzio poi alla direzione dell' Ufficio Studi presso il C.S.M., su proposta del comitato di presidenza il plenum del Consiglio ha ratificato all'unanimità la designazione all'incarico del vice-presidente VIRGINIO ROGNONI, sino alla nomina del nuovo direttore.

5.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle organizzative per il biennio 2004/2005 per i seguenti uffici giudiziari: Procura di Patti, Procura minori Salerno, Tribunale di Cremona, Procura di Camerino, Procura di Monza, Procura di Trani, Tribunale L'Aquila.
Non approvate le tabelle del Tribunale di Massa.

6.REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
Quasi ultimato il rinnovo dei referenti distrettuali per la formazione: In settimana operate le nomine per i seguenti distretti:
MILANO (per cui è stato disposto ulteriore interpello con scadenza 28.2.2005 per il settore civile ed il settore lavoro)
Cesare DE SAPIA (Trib. Milano) - settore civile
Aurelio BARAZZETTA (Trib. Milano) - settore penale
Nunzia GATTO (sost. proc. gen. Milano) - settore penale
Paolo IELO (Trib. Milano) - settore penale
Angelo MAMBRIANI (Trib. Milano) - settore penale
TORINO
Edoardo DI CAPUA (Trib. Torino) - settore civile
Gianluigi MORLINI (Trib. Ivrea) - settore civile
Rossana ZAPPASODI (Trib. Torino) - settore civile
Piera CAPRIOGLIO (Appello Torino) - settore penale
Paola DEZANI (Trib. Torino) - settore penale
Cecilia MARINO (Trib. Biella) - settore penale
VENEZIA
Roberto SIMONE (Trib. Venezia) - settore civile
Cinzia BALLETTI (Trib. sez. lav. Padova) - settore civile/lavoro
Carlo CITTERIO (Appello Venezia) - settore penale
Gastone ANDREAZZA (Trib. Bassano del Grappa) - settore penale

7.INCONTRO DEGLI UDITORI GIUDIZIARI CON IL C.S.M. ED IL PRESIDENTE CIAMPI
Proseguendo in un'apprezzabile consuetudine ripristinata dal questo Consiglio, è stato deliberato un incontro di tutti gli uditori giudiziari nominati con D.M. 19.10.2004 (esteso su nostro emendamento anche a quelli vincitori del concorso riservato per la provincia autonoma di Bolzano) con il C.S.M. ed il Presidente della Repubblica.
Nel corso dell'incontro (previsto per il 28 febbraio) i giovani colleghi, dopo aver ascoltato il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, il Primo Presidente della Corte di Cassazione, il Procuratore Generale della Corte di Cassazione ed i Presidenti e i Componenti delle Commissioni consiliari, che illustreranno le attività del Consiglio, parteciperanno al Quirinale ad un incontro con il Presidente Ciampi, la cui vigile attenzione al mondo della giurisdizione, anche al di là della sua carica di Presidente del C.S.M., non è mai mancata nel corso di questi anni "difficili".

8.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Per l'incontro di studio "La lotta contro la criminalità organizzata transnazionale" (Parigi, 21-23 febbraio 2005), selezionati secondo gli ordinari criteri dell'interpello tra i (pochi) aspiranti, i colleghi RAFFAELE MARINO (p.m. Napoli) e ANGELA TARDIO (sost. proc. gen. Palermo).

DALLE COMMISSIONI
PRIMA COMMISSIONE
A seguito delle notizie giornalistiche che hanno prefigurato una situazione di disagio all'interno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, derivanti da attività di indagine che avrebbero evidenziato una (accidentale) frequentazione di magistrati in servizio presso l'ufficio con soggetti ricollegabili ad ambienti malavitosi, anche e soprattutto per garantire la massima trasparenza e tutela di un ufficio impegnato nella difficile azione di contrasto della criminalità organizzata, la commissione ha richiesto ed ottenuto l'apertura di una pratica diretta all'accertamento dei fatti.

TERZA COMMISSIONE
Dopo una lunga "istruttoria", diretta a vagliare 320 domande di aspiranti, la commissione ha definito la proposta per i 22 posti di Consigliere di Cassazione a concorso, che qui di seguito si elencano:
1.GIULIANO TURONE (Procuratore aggiunto Milano)
2.GIAN GIACOMO SANDRELLI (Procuratore Vercelli)
3.GHERARDO COLOMBO (p.m. Milano)
4.GRAZIANA CAMPANATO (Pres. Trib. minori Venezia)
5.FRANCESCO MONASTERO (f.r. assistente presso la Corte Costituzionale)
6.MARIA CHIARINI (mag. d'appello destinato al Massimario della Cassazione)
7.GIUSEPPE NAPOLETANO (mag. d'appello destinato alla Proc. Generale Cassazione)
8.CAMILLA DI IASI (mag. d'appello destinato al Massimario della Cassazione)
9.BRIZIO MONTINARO (Procuratore Avezzano)
10.GIUSEPPE PIGNATONE (Procuratore aggiunto Palermo)
11.ONOFRIO FITTIPALDI (mag. d'appello destinato al Massimario Cassazione)
12.MASSIMO SCUFFI (Appello Milano)
13.RENATO BRICCHETTI (Trib. Milano)
14.ANTONIO GENOVESE (mag. d'appello destinato al Massimario della Cassazione)
15.DOMENICO CARCANO (mag. d'appello destinato al Massimario della Cassazione)
16.VINCENZO MIRANDA (Appello Ancona)
17.GAETANO BURSESE (Appello Roma)
18.GIANFRANCO D'AIETTI (Pres. sez. Trib. Monza)
19.VITTORIO ZANICHELLI (Trib. Parma)
20.ANTONIO IANNIELLO (Trib. sez. lavoro Milano)
21.GIACOMO FOTI (Pres. sez. Trib. Reggio Calabria)
22.ROSARIO RUSSO (mag. d'appello destinato alla Proc. Generale Cassazione)
Per alcune (limitate) posizioni di aspiranti collocati successivamente in graduatoria vi sono state anche delle proposte di minoranza; in ogni caso, non potendosi escludere delle revoche in un ambito di proposte così ampio, è possibile l'inserimento nella "rosa" (a scalare..) anche di aspiranti non compresi nell'elenco dei primi ventidue.
Concluso anche l'esame delle 166 domande per 6 posti di Sostituto Procuratore presso la Procura Generale della Cassazione, per cui la maggioranza della commissione ha proposto:
1.ANGELO DI POPOLO (cons. Cassazione)
2.GUGLIELMO PASSACANTANDO (mag. d'appello destinato alla Proc. Generale Cassazione)
3.GIULIANO TURONE (Procuratore aggiunto Milano)
4.ANNA MARIA DE SANDRO (mag. d'appello destinato alla Proc. Generale Cassazione)
5.GIACOMO CALIENDO (sost. proc. gen. Appello Milano)
6.MAURIZIO VELARDI (mag. d'appello destinato alla Proc. Generale Cassazione).
Con un solo voto è stata formulata una proposta di minoranza che comprende i nomi di:
GIULIANO TURONE (Procuratore aggiunto Milano), FRANCO NOVARESE (cons. Cassazione), EUGENIO SELVAGGI (mag. d'appello destinato alla Proc. Generale Cassazione), GIACOMO CALIENDO (sost. proc. gen. Appello Milano), TINDARI BAGLIONI (Procuratore di Pistoia), ANGELO DI POPOLO (cons. Cassazione).

QUINTA COMMISSIONE
A seguito di una serie di rinunzie successive alle proposte per incarichi direttivi e semidirettivi, la commissione ha disposto nuove votazioni per i seguenti incarichi:
Per Procuratore della Repubblica di Parma a seguito della revoca del dott. LIBERO MANCUSO (Presidente di Sezione del tribunale di Bologna) è stato votato dal cons. Menditto il dott. VITO ZINCANI (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Bologna) - quindi cinque voti per dott. GERARDO LAGUARDIA (Procuratore della Repubblica di Piacenza) e un voto per Zincani.
Per l'incarico di Presidente di Sezione del Tribunale di Torino a seguito della revoca del dott. GIAN GIACOMO SANDRELLI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli) è stato votato dai cons. Fici e Mammone il dott. GIORGIO SEMERARO (Tribunale di Torino), che viene quindi proposto all'unanimità .
Per il posto di Presidente Sez. Tribunale di Monza a seguito della revoca del dott. AURELIO CAPPABIANCA (Appello Milano) i cons. Fici e Menditto hanno votato il dott. ITALO GHITTI (Tribunale di Milano), quindi 5 voti per il dott. Ghitti e un'astensione.

OTTAVA COMMISSIONE
La disciplina in materia di incompatibilità dei giudici di pace, se regola (inibendolo) l'esercizio di attività professionale da parte del giudice di pace che svolga anche l'attività di avvocato nel medesimo circondario di esercizio del mandato onorario, non prevede alcuna limitazione specifica quanto alla diversa fattispecie di esercizio dell'attività forense nel circondario da parte di congiunti del giudice di pace che non svolga la professione di avvocato.
Un confronto sulle problematiche derivanti da tale situazione, riscontrata presente in alcune sedi giudiziarie, è stato operato dalla commissione con una rappresentanza del Consiglio Nazionale Forense, che si è impegnato a monitorare il rilievo del fenomeno e le sue ricadute sulla giurisdizione onoraria.

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