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SOMMARIO
1.APPROVATO IL PARERE SULL'AUMENTO DELL'ORGANICO
2.VENTIDUE NUOVI CONSIGLIERI DELLA CORTE DI CASSAZIONE
3.MAGISTRATI CANDIDATI AD ELEZIONI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.FUORI RUOLO
6.IL PROGETTO SUL RUOLO DEGLI UOMINI NELLA PROMOZIONE DELL'UGUAGLIANZA FRA LE DONNE E GLI UOMINI
7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
8.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
9.INTERPELLO CORSO MAGISTRATURA E MASS-MEDIA
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.APPROVATO IL PARERE SULL'AUMENTO DELL'ORGANICO
Il plenum del Consiglio del 16 marzo 2005 ha approvato, senza sostanziali modifiche, la proposta della settima commissione (relatori Arbasino e Tenaglia) relativa al parere sulla proposta d'aumento dell'organico del Ministro della Giustizia, pervenuta il 21.2.2005, con le astensioni dei laici del Polo, dei componenti di M.I. e del vice presidente Rognoni.
Abbiamo già fornito informazioni sull'iter della pratica ed abbiamo trasmesso in lista il progetto del Ministro e la proposta di parere: ci limitiamo quindi ad alcune considerazioni generali sul tema e sul dibattito di plenum.
Il Consiglio si è trovato a doversi esprimere in un ristrettissimo ambito temporale in quanto alla rapida emanazione del decreto da parte del Ministro sono collegati passaggi consiliari importanti ed urgenti come i necessari mutamenti delle piante organiche di lavoro, l'avvio delle procedure di tramutamento per la tempestiva copertura dei posti, l'individuazione dei posti da destinare agli uditori.
Proprio la terza commissione del CSM, che si occupa dei trasferimenti, aveva manifestato più volte (anche in occasione d'incontri con rappresentanti ministeriali) quest'urgenza.
Nonostante quindi la ristrettezza dei tempi, la settima commissione ha elaborato un parere che ha riscosso apprezzamenti in plenum in quanto non ci si è limitati ad una critica del metodo seguito ma si è inteso indicare, in positivo, come attraverso una corretta elaborazione dei dati fosse possibile pervenire a risultati attendibili e coerenti.
Sotto il primo aspetto non si è condiviso il metodo che ha accorpato in un unico dato le sopravvenienze del civile, penale e lavoro, d'ogni tribunale, si è dissentito sulla mancata considerazione delle specifiche esigenze della materia del lavoro (alla quale la legge riservava la destinazione di trecento posti), si è contestato che le sole sopravvenienze fossero un dato adeguato a rappresentare il carico di lavoro di un ufficio (essendo necessario valutare anche gli smaltimenti ed i tempi di definizione), si è poi rilevato che, comunque, il criterio enunciato non era stato, in concreto, uniformemente applicato essendo stati riconosciuti, senza specifica motivazione, aumenti ad uffici che, secondo i criteri enunciati, non avrebbero dovuto beneficiarne.
In positivo si è proceduto ad una preliminare analisi degli uffici contemplati nella proposta in funzione delle esigenze dei settori lavoro suddividendoli in quattro fasce e fornendo analitiche indicazione sulla situazione di ognuno di loro in funzione della necessità di integrazione dell'organico.
Si è esaminata in modo altrettanto analitico la situazione di altri uffici non contemplati nel progetto indicando quelli che, nel settore lavoro, avevano esigenze di rinforzo non senza trascurare il fatto che in molti tribunali vi sono magistrati destinati tabellarmente al lavoro e che quindi l'integrazione con posti lavoro creava disponibilità di forze in altri settori. Si sono poi esaminate le condizioni degli uffici considerando la situazione degli altri settori e si sono fornite precise indicazioni al riguardo.
Analoghi metodi sono stati proposti con riferimento agli uffici di procura, ai tribunali per i minori ed ai tribunali ed uffici di sorveglianza.
La discussione in plenum è stata caratterizzata dalla richiesta di ritorno della pratica in commissione formulata dal presidente della terza commissione Lo Voi secondo il quale il radicale dissenso sui criteri seguiti dal Ministero ed il carattere "burocratico" dell'elaborazione consiliare, che non indicava le opzioni alternative rispetto a quelle ministeriali, imponeva un confronto col Ministero che non consentiva la decisione ed imponeva un'ulteriore attività di commissione.
Ciò, a suo avviso, comportava la cessazione di ogni carattere di urgenza della pratica in quanto era sua intenzione procedere alla pubblicazione dei posti disponibili senza più attendere l'aumento dell'organico.
Ci siamo opposti alla richiesta prendendo atto dell'improvviso mutamento di opinione sui tempi e le modalità della copertura dei posti, rilevando che solo una superficiale lettura poteva giustificare la valutazione espressa e rilevando che il CSM era chiamato ad esprimere un parere su una proposta e non una "proposta alternativa o sostitutiva" rispetto a quella ministeriale.
Il parere, infatti, redatto in termini tecnici ed istituzionali, conteneva tutti gli elementi che consentivano al Ministro di apportare correzioni al suo progetto ed un ulteriore confronto col Ministero oltre a comportare un'intollerabile dilatazione dei tempi era privo, allo stato, di ogni concretezza non conoscendosi la disponibilità dello stesso a confrontarsi sulla base di un diverso metodo di analisi.
La proposta è stata respinta con sette voti a favore (laici del Polo e MI) e 16 contrari e si è quindi proceduto alla votazione che ha registrato l'astensione, oltre che dei due consiglieri di MI anche dei laici del Polo che hanno espresso un apprezzamento per il parere ma hanno dissentito dal tono "politico" dell'intervento di alcuni consiglieri in sede di dibattito.
E' vivamente auspicabile che il Ministro consideri con attenzione le osservazioni formulate dal CSM e che l'emanando decreto supporti adeguatamente uffici che hanno effettive esigenze di organico.
Ci si augura altresì che all'aumento degli organici consegua un adeguamento delle strutture di supporto ed, in particolare, di personale amministrativo giacchè la loro carenza non consentirebbe un adeguato utilizzo delle nuove risorse.

2.VENTIDUE NUOVI CONSIGLIERI DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Dopo una lunga "gestazione", derivata anche dalla necessità di approfondire in sede concorsuale ben 321 domande di aspiranti, il plenum ha deliberato il trasferimento alla funzione di consigliere della Corte di Cassazione di ben 22 colleghi.
Si tratta di un "parterre" che comprende colleghi di elevatissima professionalità ed anche molto noti alle cronache giudiziarie di questi ultimi anni, che approdano con merito al "palazzaccio" romano.
Le particolarità del sistema concorsuale per la Corte di Cassazione (in cui è prevista una somma di punteggi per criteri riferiti ad anzianità , attitudini e merito), la cura delle valutazioni e l'importanza delle designazioni, avrebbe dovuto consentire una proposta unanime, che invece non si è determinata nella votazione del plenum, in cui si sono confrontate due distinte proposte:
Quella prevalente ha ottenuto 13 voti ( 6 Unicost, 2 MI, 5 laici del Polo), ed ha portato alla nomina in Cassazione dei seguenti colleghi (indicati in ordine di merito): dott. GIULIANO TURONE (Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano); GIAN GIACOMO SANDRELLI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli); GHERARDO COLOMBO (sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano); GRAZIANA CAMPANATO (Presidente del Tribunale per i minorenni di Venezia); FRANCESCO MONASTERO (fuori del ruolo organico della magistratura perché destinato alla Corte Costituzionale con funzioni di assistente di studio); MARIA MARGHERITA CHIARINI (magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione); GIUSEPPE NAPOLETANO (magistrato di appello destinato alla Procura Generale della Corte di Cassazione); CAMILLA DI IASI (magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione); ONOFRIO FITTIPALDI (magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione); MASSIMO SCUFFI (consigliere della Corte d'Appello di Milano); RENATO BRICCHETTI (giudice del Tribunale di Milano); FRANCESCO ANTONIO GENOVESE (magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione); DOMENICO CARCANO (magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione); VINCENZO MIRANDA (cons. Corte d'Appello di Ancona); GAETANO ANTONIO BURSESE (cons. Corte d'Appello di Roma); VITTORIO ZANICHELLI (giudice del Tribunale di Parma); ANTONIO IANNIELLO (giudice della sezione lavoro del Tribunale di Milano); GIACOMO FOTI (Presidente di sezione del Tribunale di Reggio Calabria); AURELIO CAPPABIANCA (consigliere della Corte d'Appello di Milano); MARIASTEFANIA DI TOMASSI (fuori del ruolo organico della magistratura perché destinato alla Corte Costituzionale con funzioni di assistente di studio); ANTONIO DIDONE (consigliere della Corte d'Appello di L'Aquila); PIERCAMILLO DAVIGO (consigliere della Corte di Appello di Milano).
La proposta di minoranza, che ha riportato 11 voti (5 MD, 3 Movimento, Berlinguer, Marvulli, Favara), contemplava tutti i nominativi di quella poi risultata prevalente, con eccezione dei colleghi MIRANDA, BURSESE e FOTI, al cui posto erano stati indicati i dott. ANTONIO BEVERE (giudice del Tribunale di Roma); GAETANINO ZECCA (Presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Roma); RENATO FINOCCHI GHERSI (magistrato d'appello destinato alla Procura Generale della Corte di Cassazione).
Nella discussione sono stati (inutilmente) affrontati (anche dal primo presidente Marvulli) i temi del rigore valutativo imposto dalla specifica destinazione alla magistratura di legittimità , ed evidenziata l'incongruità di una proposta in cui si evidenziava l'esistenza di un rapporto che faceva riferimento " …ad una metodica sbrigativa nello studio dei fascicoli e nella redazione dei provvedimenti…" posta in essere da un magistrato "ponderato e scrupoloso nei casi meritevoli di attenzione.." ma aduso "….a redigere sentenze con motivazioni molto spesso succinte pur se sufficienti a resistere al vaglio della Cassazione…".

3.MAGISTRATI CANDIDATI AD ELEZIONI POLITICHE ED AMMINISTRATIVE
E' stata ancora rinviata la programmata discussione di plenum della modifica di circolare sui trasferimenti per una organica disciplina degli aspetti di competenza consiliare dello scottante tema della candidatura di magistrati ad elezioni politiche o amministrative.
Si tratta di una proposta approdata in plenum l'ultima settimana di febbraio; in detta occasione abbiamo chiesto un rinvio per la complessità dell'argomento ed al plenum successivo del 10 marzo 2005 abbiamo presentato trenta emendamenti (in realtà gli aspetti sui quali si appuntano le nostre perplessità sono cinque-sei ed il più numero degli emendamenti risponde a ragioni tecniche e di coordinamento delle parti che intendiamo modificare).
I tempi delle giornate di plenum del 16 e 17 marzo sono rimasti travolti dalla questione del progetto europeo sul "ruolo degli uomini nella promozione dell'uguaglianza fra le donne e gli uomini" e così la proposta di modifica di circolare in questione ha sofferto un ulteriore rinvio.
Ci auguriamo che sia l'ultimo e che prima di Pasqua la pratica possa essere definita.
I nostri emendamenti riguardano:
a) l'introduzione di una disciplina efficace anche con riferimento ai magistrati che si candidano alle elezioni europee: nella proposta licenziata dalla Terza Commissione la disciplina è sostanzialmente rinunciataria sul presupposto che in questo tipo di competizione elettorale è possibile essere candidati in tutte le circoscrizioni e, quindi su tutto il territorio nazionale (di guisa che è difficile introdurre limiti nel rientro in ruolo); abbiamo prospettato delle soluzioni (il ricollocamento in ruolo non può, comunque, avvenire nel distretto di provenienza ovvero in quello competente ex art. 11 c.p.p.); a seguito della presentazione dei nostri emendamenti il relatore Lo Voi, con specifico riferimento a tale questione, ha parzialmente corretto la proposta originaria, con la presentazione di specifici emendamenti;
b) la previsione dell'attivazione di una procedura per il trasferimento in caso di presentazione ad una elezione amministrativa senza collocamento in aspettativa (riferivamo, nel nostro precedente Notiziario, della recente paradossale vicenda di un Procuratore della Repubblica di un grosso centro non capoluogo di provincia, che si era candidato a sindaco del capoluogo di quella provincia; e che, poiché il territorio del circondario dove quel magistrato era ed è Procuratore della Repubblica, era soltanto confinante con il capoluogo di provincia, non aveva avuto alcun obbligo di chiedere l'aspettativa, anche se nel territorio della sua Procura era compresa la periferia della città nella quale doveva essere eletto il nuovo sindaco; e che dopo le elezioni andate male ed esaurite le ferie per effettuare la campagna elettorale, era tornato a fare il Procuratore della Repubblica);
c) la chiara ed univoca indicazione, senza alcuna possibilità di equivoci, che ove debba essere disposto l'avvicinamento alla sede dove viene assolto il mandato amministrativo, questo non può essere ottenuto per uffici per i quali il magistrato (anche pubblico amministratore) non ha un punteggio adeguato per il c.d. concorso virtuale, scongiurando così un percorso preferenziale di cui non riusciamo a ravvisare il fondamento e l'esigenza;
d) per i magistrati della Procura Generale presso la Corte di Cassazione e della DNA con i nostri emendamenti intendiamo escludere il rientro in detti uffici, trattandosi di uffici requirenti; mentre per i secondi ci poniamo anche il problema del distretto (escludendolo) dove sono state svolte funzioni giurisdizionali in regime di applicazione;
e) per i magistrati che si candidano da posizione fuori ruolo, con i nostri emendamenti si introduce, come limite al ricollocamento in aspettativa, il distretto nel quale nei cinque anni precedenti la destinazione fuori ruolo sono state svolte funzioni giurisdizionali.

4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Indicazione unanime del plenum per l'incarico di Presidente di sezione del Tribunale di Rovigo del dott. FEDERICO CAVALIERE (Consigliere della Corte d'Appello di Venezia).

5.FUORI RUOLO
Ancora quattro i magistrati di cui è stato disposta la destinazione fuori ruolo (non senza contrasti, atteso il progressivo lievitare del numero complessivo, che si approssima a raggiungere il "tetto" delle 230 unità previsto dalla legge):
FRANCESCA GIAQUINTO (già fuori ruolo presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sull'occultamento dei fascicoli dei crimini nazi-fascisti) è stata destinata quale capo della segreteria del sottosegretario alla Giustizia on. Vitali;
SALVATORE DI PALMA (cons. Cassazione) è stato destinato f.r. quale assistente di studio alla Corte Costituzionale;
MIRKO STIFANI (Trib. Rovigo) è stato destinato fuori ruolo al Ministero della Giustizia;
MARIA ROSARIA MARINO (Trib. Napoli) è stata destinata f.r. alla Direzione generale per la cooperazione economica e finanziaria del Ministero degli Esteri con funzioni di consulente giuridico.

6.IL PROGETTO SUL RUOLO DEGLI UOMINI NELLA PROMOZIONE DELL'UGUAGLIANZA FRA LE DONNE E GLI UOMINI
Il plenum del Consiglio non ha approvato con stretto margine (13 voti contrari e 11 a favore) la proposta di richiedere un finanziamento comunitario diretto a coprire (all'80%) le spese di un progetto diretto ad approfondire, con alcuni partners europei (Polonia, Turchia, Francia e Spagna), mediante (ma non solo..) incontri a carattere internazionale: "IL RUOLO DEGLI UOMINI NELLA PROMOZIONE DELL'UGUAGLIANZA TRA LE DONNE E GLI UOMINI, E IN PARTICOLARE IL COMPORTAMENTO DEGLI UOMINI E DEI PADRI IN VISTA DELLA CONCILIAZIONE TRA LA VITA PROFESSIONALE E LA VITA PRIVATA".
Attraverso lo sviluppo di un programma, in realtà non perfettamente sovrapponibile al tema in oggetto (di carattere prevalentemente sociologico e quindi di impervia collegabilità con la realtà della magistratura femminile), la proposta portata in plenum era diretta alla verifica della possibilità di presentare la richiesta di finanziamento alla Commissione Europea, naturalmente deputata alla decisione sulla fattibilità dell'iniziativa.
Nella discussione generale si sono confrontate, anche trasversalmente rispetto alle componenti rappresentate in Consiglio, diverse valutazioni incentrate essenzialmente sulla compatibilità da parte del C.S.M. di destinare risorse umane e materiali, sino al giugno 2006, nell'attuale situazione di difficoltà operativa, ad un'iniziativa diretta a proseguire le attività di studio promosse dal Comitato pari opportunità , che ha portato a termine, nel primo biennio della consiliatura, uno studio diretto alla verifica delle condizioni che ostacolano la carriera della donna magistrato verso incarichi di responsabilità .
In particolare è stata sottolineata l'esigenza di offrire una risposta adeguata e prioritaria ai rilievi svolti sui ritardi nelle nomine dei direttivi e, più in generale, la situazione di sofferenza di molte commissioni, oberate da un carico di lavoro il cui smaltimento non è certo favorito dalla riduzione dell'organico consiliare derivato dalla recente riforma dell'organo di autogoverno.
La decisione si è pertanto operata sulla base di considerazioni di carattere organizzativo, nel confronto di distinte valutazioni di ordine tecnico, di metodo e non di merito, che hanno determinato in modo diversificato anche i consiglieri del Movimento.
Fici ha votato contro il progetto perché ha ritenuto, in una prospettiva di bilanciata utilizzazione delle risorse, che l'ulteriore impegno richiesto alle strutture consiliari (a prescindere dall'ausilio del supporto di segreteria esterna) avrebbe aggravato già registrate difficoltà nell'ultimo anno di consiliatura, con particolare riferimento alle materie di competenza della Sesta (che dovrebbe confrontarsi con le novità della non auspicata riforma), della Quinta (che deve individuare moduli operativi e risorse per una più celere definizione delle procedure) e della Terza Commissione (che dovrà gestire al meglio e senza distrazioni la difficilissima stagione autunnale quando dovrà essere individuata la sede per 380 uditori).
Non possono pertanto di conseguenza condividersi le prese di posizione di chi, successivamente alla decisione del plenum, ha inteso qualificare la determinazione di rigetto come una sottovalutazione dei problemi dell'uguaglianza fra uomini e donne in magistratura, su cui questo Consiglio è impegnato da tempo e come mai prima d'ora.
In alcun modo poi dette considerazioni riteniamo riferibili all'attività dei consiglieri del Movimento che - con comportamenti concreti e documentati nelle periodiche cronache dal CSM. assai difficilmente contestabili e che riteniamo prioritari rispetto ad un'attività di ricerca, in ogni caso destinata alla formulazione di interventi specifici - hanno sempre dimostrato una particolarissima attenzione alle ragioni delle pari opportunità , nella trattazione di singole pratiche, nella gestione di delicati settori di competenza consiliare, nella condivisione e spesso nella promozione di modifiche della normazione secondaria dirette a promuovere la conciliazione fra vita lavorativa e vita familiare delle donne in magistratura.
Come già anticipato in sede di dibattito (Aghina), riteniamo che le più importanti e condivisibili linee direttici previste dal progetto, quali ad esempio una capillare attività di informazione e verifica dell'utilizzazione degli strumenti normativi a tutela delle esigenze delle colleghe, intesa anche ad ulteriori adeguamenti delle circolari del Consiglio, oltre ad un'attività di formazione sull'importanza degli strumenti "family friendly" tra i colleghi (con particolare riguardo ai capi degli uffici giudiziari), debbano necessariamente essere attuate dal Consiglio, ma con metodologie più concrete.
Riteniamo che la parità vada attuata attraverso strumenti diretti, idonei al raggiungimento dell'obiettivo, ed in tal senso avanzeremo nell'immediato specifiche richieste operative.

7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle organizzative per il biennio 2004/2005 per i seguenti uffici giudiziari: Procura di Pescara, Tribunale di Bassano del Grappa, Tribunale di Vicenza (con osservazioni), Tribunale di Voghera, Tribunale di Lodi, Tribunale per i minorenni di Lecce, Procura Generale presso la Corte d'Appello di Perugia, Procura di Perugia, Procura di Larino.

8.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Queste le ammissioni ad incontri di studio internazionali deliberate in settimana:
Per l'incontro "Le pratiche giudiziarie sul riconoscimento preliminare di colpevolezza" (Parigi, 4-5 aprile 2005, designate le colleghe: MARIA TERESA CAMELI (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Catanzaro) e SIMONA PANZERA (Tribunale di Brindisi).
Per l'incontro su "La vittima nel giudiziario"(Parigi 4-8 aprile 2005), le colleghe OLGA MIGNOLO (Tribunale di Bari) e MARIAIDA PERSICO (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli).

9.INTERPELLO CORSO MAGISTRATURA E MASS-MEDIA
Anche in virtù del successo (di …critica e di ....pubblico) riscontrato dalla precedente, analoga iniziativa, su proposta della nona commissione il plenum ha disposto la rinnovazione del corso interdisciplinare su "Magistratura e Mass Media", che si terrà a Roma dal 10 al 12 maggio 2005.
L'interpello, aperto alla partecipazione di 70 magistrati, senza altro titolo di prelazione che la minor partecipazione a corsi (già diffuso in lista), scade in data 8 aprile.
Si tratta di una "seconda edizione" che si muove sulla falsariga del precedente programma, particolarmente vivace ed interessante per l'analisi della cd. "giustizia emozionale" (il processo fuori dal processo) governata dai mezzi di comunicazione di massa, operata anche mediante gruppi di lavoro incentrati sull'analisi della comunicazione esterna di vicende giudiziarie di ampia risonanza (i "casi" Di Bella e Marta Russo).
Ulteriore approfondimento sarà dedicato allo studio dell'influenza mediatica sulla decisione ed alla metodologia della comunicazione, aperta al contributo di "tecnici" del settore.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Gorizia dopo la revoca del dott. Angelo Domenico De Palma è stato proposto con cinque voti a favore il dott. MATTEO GIOVANNI TROTTA (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Trieste;.
per l'incarico di Presidente della Corte d'Appello di Catania è stato proposto con i voti a favore dei cons. Buccico, Menditto, Berlinguer e De Nunzio, e un'astensione (Fici) il dott. GUIDO MARLETTA (Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Catania) e, con il voto a favore del cons. Mammone, GIOVANNI ANTONINO MARLETTA (Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria).
per il posto di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Genova è stato proposto con 3 voti (De Nunzio, Buccico, Mammone) il dott. ETTORE SINISCALCHI (Sost. Proc. Gen. presso la Corte d'Appello di Genova) e con 2 voti (Fici e Berlinguer) il dott. GIOVANNI NICOLA MARRAS (Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale dei Minorenni di Genova), astenuto Menditto;
per il posto di Presidente del Tribunale dei Minorenni di Cagliari è stata proposta la dott.ssa LUCIA LA CORTE (Consigliere della Corte d'Appello di Cagliari) con i voti a favore di Mammone, De Nunzio, Menditto, Fici, Berlinguer, mentre un voto (Buccico) è andato al dott. DOMENICO MASSIMO MICELI (Consigliere della Corte d'Appello di Roma).
per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Voghera è stato proposto all'unanimità il dott. FABRIZIO POPPI (Presidente di sezione del Tribunale di Milano);
per il posto di Presidente Aggiunto della Sezione GIP del Tribunale di Firenze è stato proposto all'unanimità il dott. ANTONIO BANCI (Trib. Firenze);
per il posto di Procuratore Aggiunto di Catanzaro ben tre proposte: il dott. SALVATORE MURONE (Presidente Sezione Tribunale di Lamezia Terme) con i voti a favore di Buccico e Mammone, il dott. CARLO MACRI' (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro) con il voto a favore di Menditto, il dott. ALFREDO GARBATI (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro) con il voto a favore di Berlinguer, astenuti Fici e De Nunzio;
per il posto di Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Napoli (Relatore Berlinguer) sono stati proposti all'unanimità i dottori VINCENZO TRIONE (Presidente di Sezione del Tribunale di Napoli) e ADRIANO D'OTTAVIO (Presidente di Sezione del Tribunale di Napoli);
per il posto di Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Cagliari sono stati indicati con l'astensione del cons. De Nunzio il dott. PAOLO ZAGARDO (Consigliere della Corte d'Appello di Cagliari) da Buccico e Mammone ed il dott. MARIO BIDDAU (Consigliere della Corte d'Appello di Cagliari) da Menditto, Fici, Berlinguer.

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