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SOMMARIO
1.MAGISTRATI E MANDATO ELETTORALE: UN DIBATTITO IMPEGNATIVO
2.INCARICHI DIRETTIVI (PROC. IMPERIA, PROC. VARESE, PROC. BUSTO ARSIZIO, PROC. PARMA, PROC. VIGEVANO, PROC. TORTONA, PROC. MIN. REGGIO CALABRIA, PRES. TRIB. MIN. BOLOGNA)
3.PUBBLICATO IL NUOVO BOLLETTINO DELLE SEDI VACANTI DI PRIMO GRADO
4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
5.SEDI DISAGIATE E PUNTEGGI AGGIUNTIVI
6.FUORI RUOLO
7.NUOVO MAGISTRATO SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
DALLE COMMISSIONI

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1.MAGISTRATI E MANDATO ELETTORALE: UN DIBATTITO IMPEGNATIVO
Nell'ultimo plenum, dopo ampio dibattito, si è concluso l'esame delle modifiche alla circolare relativa alla disciplina del rientro in ruolo dei magistrati dopo l'avvenuta partecipazione ad una consultazione elettorale (nazionale, europea, locale), ovvero dopo l'esercizio del mandato politico o amministrativo, nonché sulle modalità di contemperare l'esercizio del mandato politico presso un ente locale da parte del magistrato che non sia collocato in aspettativa e scelga (come la legge tuttora gli consente) di svolgere simultaneamente attività giudiziaria e attività politica.
Si è trattato di operare scelte impegnative, su un problema di estrema delicatezza, amplificato peraltro da situazioni contingenti, diretto ad individuare un adeguato bilanciamento tra il diritto costituzionalmente garantito di elettorato passivo al cittadino/magistrato e l'esigenza di tutelare l'imparzialità (anche esterna) della giurisdizione, valore che deve ritenersi quanto meno di pari rango costituzionale.
Ulteriore difficoltà è derivata dall'ambito ridotto di competenza consiliare, che in materia si muove su un terreno "arato" da fonti primarie, cui non può che essere rimessa ogni statuizione sui punti più rilevanti collegati alla possibilità (a nostro avviso inaccettabile proprio per un corretto bilanciamento dei menzionati principi costituzionali) che un magistrato in servizio eserciti contestualmente un mandato di natura politico-amministrativo.
Muovendo dal dato normativo dettato dall'art. l'art. 78 del D. Lgs. n. 267/2000 che, con riferimento ai pubblici dipendenti, riconosce la sussistenza di un "criterio di priorità " nell'esame della domanda di avvicinamento al luogo in cui viene svolto il mandato amministrativo, che però non può essere inteso come un diritto di preferenza rispetto ad altri aspiranti al medesimo trasferimento, salvo introdurre un privilegio difficilmente giustificabile, anche sotto il profilo di un "segnale politico", le modifiche approvate dal Consiglio possono essere così sinteticamente compendiate:
a) al termine dell'aspettativa per avvenuta presentazione di candidatura alle elezioni politiche, amministrative o europee (ovvero dopo la scadenza del mandato in caso di elezione), il magistrato non potrà tornare ad esercitare le funzioni giudiziarie nel distretto di appartenenza e in quello individuato ex art.11 c.p.p.;
(non approvato un emendamento di MD diretto ad escludere il limite territoriale ex art.11)
b) tale destinazione territorialmente obbligata è prevista per un periodo minimo di cinque anni, uniformandosi così al periodo previsto dalla legge per chi abbia svolto un mandato parlamentare;
(non approvato un emendamento di MD che riduceva a due anni il limite per il "rientro", facendo riferimento al periodo temporale di legittimazione successiva ad un trasferimento di ufficio);
c) è comunque escluso in questo arco temporale l'esercizio di funzioni di p.m. o di g.i.p./g.u.p. ;
(non approvato un emendamento di MD, da noi condiviso, che limitava il divieto alle sole funzioni requirenti, anche per agevolare l'organizzazione interna degli uffici).
Il "nodo" maggiormente problematico ha riguardato la previsione (non precedentemente contemplata) diretta a regolare l'avvicinamento del magistrato alla sede di svolgimento del mandato politico-amministrativo.
La proposta della Terza Commissione (in cui non siamo quest'anno presenti) garantiva ai magistrati/amministratori un diritto al trasferimento (in concorso virtuale) ad un distretto viciniore a quello comprendente la sede territoriale di esercizio del mandato amministrativo (purchè non compreso ex art.11 c.p.p.); e, nel caso di punteggio non sufficiente per un concorso virtuale, garanzia di trasferimento anche a prescindere dall'anzianità di servizio (con riferimento alla sede con maggiore percentuale di scopertura di organico), con derivata, evidente disparità di trattamento a danno dei magistrati impegnati (unicamente…!!!) nell'attività giudiziaria, nonché pericolosa incentivazione verso collateralismi politici ed al sacrificio della propria indipendenza (un incarico assessoriale, anche di un piccolo centro, sarebbe stato sufficiente a garantire l'avvicinamento al distretto ambito anche al più giovane dei magistrati in servizio).
La posizione del Movimento in materia non può prestarsi a dubbi di sorta, anche in virtù di un'approfondita e "aperta" discussione operata su un tema che non può essere banalizzato seguendo interessi di appartenenza.
Insieme ai consiglieri di Unicost (anche di quelli che avevano approvato in terza commissione l'originaria proposta), abbiamo presentato emendamenti diretti a garantire ai magistrati-amministratori unicamente la possibilità di un concorso virtuale, ma senza alcun ulteriore beneficio, risultando così garantito, attesa la peculiare disciplina di pubblicazione periodica delle sedi destinate a trasferimento prevista per la mobilità orizzontale della magistratura, quel "criterio di priorità " nell'esame della domanda previsto dall'art.78 del D. Lgs. n. 267/2000, ma che non sancisce però "un diritto incondizionato al trasferimento dei magistrati che siano amministratori pubblici".
Altri, a sostegno di un percorso privilegiato per i magistrati/amministratori, hanno sostenuto che l'art.78 cit. abbia introdotto un trattamento di favore con sacrificio della par condicio dei magistrati interessati al trasferimento, preferendo la tutela del diritto politico, ritenuto prevalente. A nostro avviso questa lettura della norma non è conforme al dato letterale (una espressa previsione preferenziale è contenuta nella legge solo con riferimento alle sedi da assegnare in caso di espletamento del servizio militare), oltre che alla prerogative intrinseche alla giurisdizione.
Nessun "disincentivo" quindi per il magistrato che intenda svolgere anche un mandato politico (già facilitato, occorre ricordarlo, dalla possibilità di aspettativa, nonché di permessi retribuiti e licenze..), quanto piuttosto rifiuto di accentuare il vantaggio pur sempre derivante dal (necessario) concorso virtuale, con altri, ulteriori privilegi.
I predetti emendamenti sono stati approvati a stretta maggioranza con 11 voti a favore (3 Mov, 5 Unicost, Favara, Berlinguer, Schietroma) e 10 contrari (2 MI, 5 MD, Marotta, Spangher, Ventura Sarno), astenuti Rognoni e Buccico, assenti al momento del voto Stabile e Di Federico.
Approvato altresì un altro emendamento (da noi presentato insieme ai colleghi di MD, Meliadò e De Nunzio) che prevede l'onere di comunicazione al C.S.M. da parte del magistrato che intenda assumere senza aspettativa un mandato politico in sede amministrativa, per consentire un monitoraggio oggi precluso al Consiglio e per valutare possibili situazioni di incompatibilità (9 i voti contrari: 4laici del Polo, 2MI, Primicerio, Riello e Tenaglia).
In virtù della specifica previsione inserita nel corpo del testo, le disposizioni regoleranno immediatamente tutti i "casi" all'attenzione del Consiglio, ivi comprese le richieste di ritorno in ruolo avanzata dal dott. ADORNATO (assessore al Comune di Reggio Calabria) e di assegnazione di sede proposta dal dott. GRAZIANO (uditore giudiziario con funzione di giudice del Tribunale di Vercelli), attualmente in aspettativa quale assessore del Comune di Caserta, che hanno determinato la necessità di una esplicita previsione di circolare.
La votazione definitiva sull'intera circolare è stata rinviata ad un prossimo plenum per consentire di coordinare la relazione introduttiva con gli emendamenti approvati.
Crediamo che l'approvazione di queste modifiche alla circolare rappresenti, come è stato sottolineato dal cons. Berlinguer, un "punto alto dell'attuale consiliatura", che dà concreto seguito alla precedente risoluzione con cui si era segnalata l'improcrastinabile necessità , da affrontarsi sul piano legislativo di "una attenta valutazione comparativa degli interessi costituzionali in gioco, da un lato la possibilità che il magistrato contribuisca quale cittadino alla vita pubblica e dall'altro l'interesse a preservarne l'imparzialità ".
Può essere utile a questo proposito informare gli interessati dell'intervenuta approvazione da parte della Commissione Giustizia della Camera, di una proposta di legge in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei magistrati (ordinari, amministrativi, contabili e militari) che, tra i punti qualificanti, prevede:
I) L'ineleggibilità alla carica di deputato o di amministratore locale dei magistrati nelle circoscrizioni comprese nel distretto in cui hanno esercitato funzioni giurisdizionali nei 4 anni antecedenti le elezioni e che non si trovino in aspettativa da almeno 6 mesi;
II) Il ricollocamento in ruolo al termine delle elezioni o del mandato parlamentare in uffici non compresi nel distretto di provenienza o elettorale con vincolo di esercizio di funzioni collegiali (limitatamente a quelli eletti) per 5 anni (viene superata così la previsione che vedeva un "transito" obbligatorio nelle fila dell'Avvocatura dello Stato..);
III) L'obbligatorietà di aspettativa per l'intero periodo del mandato, con conservazione del trattamento economico precedente;
IV) L'ineleggibilità dei magistrati onorari a cariche politiche nel distretto di esercizio delle funzioni giudiziarie e in quello in cui le hanno svolte nell'anno precedente l'accettazione della candidatura; per gli stessi è previsto il divieto di ricollocamento in ruolo al termine delle elezioni o del mandato in uffici compresi nel distretto di provenienza per la durata di 2 anni.
In particolare la previsione dell'aspettativa obbligatoria senza sacrificio economico rappresenta una soluzione che si muove nel senso auspicato: garantire la partecipazione del magistrato alla vita politica tutelando l'imparzialità e l'immagine dell'imparzialità della giurisdizione.
Sappiamo però che il legislatore interviene spesso sulla scia di onde emozionali, per cui non si possono avere certezze in ordine all'approvazione della legge nel testo attuale.

2.INCARICHI DIRETTIVI (PROC. IMPERIA, PROC. VARESE, PROC. BUSTO ARSIZIO, PROC. PARMA, PROC. VIGEVANO, PROC. TORTONA, PROC. MIN. REGGIO CALABRIA, PRES. TRIB. MIN. BOLOGNA)
Nell'ultima settimana di plenum sono stati nominati ben otto dirigenti di uffici giudiziari.
Soltanto per un incarico vi è stata l'unanimità del plenum, perpetuandosi per tutti gli altri incarichi quella divisione che sta caratterizzando questa consiliatura.
Più volte si sono sottolineate le peculiari dinamiche consiliari per il conferimento di incarichi direttivi.
Si tratta di un settore dove, a nostro avviso, si evidenzia la difficoltà di una condivisione di scelte che non conferiscano alla componente laica (quella numericamente prevalente...) un potere decisionale che in questa consiliatura si caratterizza come quasi monopolistico nella nomina dei capi degli uffici: i consiglieri laici del Polo hanno votato quasi il 90 % dei candidati nominati.
Il dato statistico evidenzia anche l'ampiezza (del tutto insolita rispetto al passato) delle decisioni non adottate all'unanimità (pari al 50% nei primi due anni della consiliatura, aumentate al 72% dal settembre 2004 ad oggi) e la "compattezza" della maggioranza costituita da MI, Unicost e laici del Polo, determinante nel 46% dei casi non unanimi dei primi due anni e nel 65% dei casi non unanimi dal settembre 2004 ad oggi (tra delibere di plenum e proposte di commissione non ancora deliberate in plenum).
Alle cifre, a nostro avviso illuminanti, non può non accompagnarsi un giudizio di merito, che evidenzia l'ampiezza e la diversificazione delle soluzioni interpretative adottate nelle delibere di maggioranza, foriere di inevitabile disorientamento per i colleghi e di conseguenti ricorsi in sede
amministrativa.
Marginalizzato (ma solo saltuariamente, in quanto pronti ad esaltarlo in alcuni, ben determinati casi..) il criterio dell'anzianità , si continua a non fare un buon uso dell'ampiezza discrezionale offerta dalla circolare in materia di conferimento di incarichi direttivi, per giungere a conclusioni poco comprensibili (se non in un'ottica di schieramento), affievolendo conseguentemente la linea di difesa delle prerogative dell'organo di autogoverno anche e soprattutto in materia di scelta dei direttivi.
Assistiamo ad interpretazioni della circolare dirette ad alternare i criteri valutativi modellandoli sui singoli concorsi (e concorrenti..), giungendo anche a motivazioni che sfiorano il paradossale, mortificando professionalità individuali ed il circuito stesso dell'autogoverno, che si fonda anche sulla valutazioni degli organi decentrati (i Consigli Giudiziari) di cui pure in questi giorni si esalta il ruolo fondamentale di contributo valutativo perché più "vicini" al territorio.
Non possiamo che prendere atto, ancora una volta, di come alle affermazioni sul rispetto delle regole o sulla necessità di scegliere dirigenti adeguati, non seguano scelte conseguenti.
Nello specifico:
o nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Imperia è il dott. BERNARDO DI MATTEI (Pres. sez. Trib. Genova) nominato con 13 voti (5Unicost, laici del Polo, MI, Schietroma), mentre 9 voti (Movimento, MD, Berlinguer) sono confluiti sul dott. UGO ADINOLFI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Biella), astenuti Primicerio e Rognoni;
E' stato preferito ad un magistrato che svolge attualmente (e positivamente) compiti apicali in un ufficio di Procura, un presidente di sezione con parere del Consiglio Giudiziario del 2002 negativo in relazione al conferimento di uffici direttivi giudicanti e con un parere del 2004 in cui si sottolineava lo svolgimento "non adeguato" delle funzioni semidirettive con tre voti a favore e tre contrari.
o nuovo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vigevano è il dott. ALFONSO LAURO (Trib. Frosinone) che ha riportato 16 voti (Unicost, laici del Polo, MI, Favara, Berlinguer, Schietroma) mentre 7 voti (Movimento, 4MD) sono andati al dott. PIETRO SAVANI (pres. sez. Trib. Vigevano), astenuto Rognoni;
Ad un magistrato (il dott. SAVANI) con varietà di funzioni, giudicanti e requirenti, direttive (Procuratore circondariale a Sondrio) e semidirettive (Procuratore aggiunto a Sondrio e Presidente di sezione del Tribunale di Vigevano), è stato preferito un magistrato (il dott. LAURO) senza alcuna esperienza di direzione di uffici (prima pretore e, dopo l'unificazione degli uffici, giudice), e senza alcuna esperienza nell'attività di pubblico ministero.
Veramente improbo rinvenire una prevalenza in sede di comparazioni del dott. LAURO, sulla base dei criteri di riferimento offerti dalla circolare, anche in uno solo dei medesimi:
-maggiori "doti organizzative desumibili dall'esercizio di funzioni dirigenziali;
-maggiore conoscenza dell'ordinamento giudiziario e delle circolari del C.S.M. acquisita quale direttivo, semidirettivo e componente del Consiglio Giudiziario;
-positivo esercizio di funzioni giudiziarie diverse, giudicanti e requirenti, di primo grado e di appello, di merito, semidirettive e direttive;
-positivo esercizio di funzioni di identica o analoga natura di quelle dell'ufficio da ricoprire.
o l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Varese è stato conferito al dott. MAURIZIO GRIGO (Trib. Milano) con 14 voti (Unicost, laici del Polo, MI, Schietroma), mentre 7 voti (Movimento, MD) sono andati al dott. FRANCESCO DETTORI (Proc. aggiunto a Milano), astenuti Berlinguer e Rognoni.
In questo caso la vicenda assume peculiari poiché (anche in questo caso, come nel precedente) è stato preferito un candidato con nessuna esperienza requirente rispetto a chi (il dott. Dettori) svolge da circa 10 anni le funzioni di Procuratore aggiunto.
Ma a rendere paradossale la scelta sono le dinamiche che hanno portato nello stesso plenum, pochi minuti dopo, a capovolgere la precedente valutazione, approvando una proposta della commissione in cui, per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio è stato designato il dott. FRANCESCO DETTORI (Proc. aggiunto a Milano), con la sola astensione dei cons. Buccico, Spangher, Ventura-Sarno, Marotta e Rognoni, veniva anteposto al dott. Grigo.
Mai ci era stato dato di verificare una scelta opposta tra due concorrenti per differenti incarichi direttivi, come se le valutazioni previste dalla circolare in materia di incarichi direttivi possano essere modificate con specifico riferimento al posto da conferire.
Il risultato derivato dalle votazioni (in specie della quinta commissione) porta ad identificare il dott. GRIGO prevalente sul dott. DETTORI per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Varese, capovolgendo la valutazione comparativa per l'incarico omologo a Busto Arsizio (per cui comunque c'è stata l'astensione dei consiglieri laici del Polo).
Insomma, il dott. Grigo è più bravo se va a Varese ed il dott. Dettori è più bravo se va a Busto Arsizio.
In sede di discussione c'è chi ha spiegato che si era tenuto conto del particolare impegno richiesto a Busto Arsizio, competente per l'aeroporto di Malpensa, essendo stata operata una valutazione mirata verso l'ufficio da coprire (!!!!).
Non possiamo, perciò, che continuare a chiederci quali siano le ragioni di questa scelta che ha impedito al dott. DETTORI di divenire Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Varese (sede da lui indicata con criterio preferenziale su quella di Busto Arsizio).
Queste le altre decisioni del plenum:
l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Reggio Calabria è stato assegnato al dott. CARLO MACRI' (sost. proc. gen Catanzaro) con 15 voti (MD, MOV, Unicost, Berlinguer) rispetto ai 7 voti (MI, laici del Polo) andati al dott. FRANCESCO VERDOLIVA (p.m. minori Salerno), astenuto Rognoni;
l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Parma è stato assegnato al dott. GERARDO LA GUARDIA (Procuratore della Repubblica a Piacenza) con 17 voti (Unicost, 4 laici del Polo, MI, Movimento, Schietroma e Berlinguer), rispetto ai 5 voti (Di Federico, 4MD) andati al dott. VITO ZINCANI (sost. proc. gen. Bologna), astenuto Rognoni;
l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tortona è stato assegnato al dott. BRUNO RAPETTI (sost. proc. gen. Torino) con 12 voti (Unicost, 4Polo, Mammone, Schietroma), rispetto agli 8 voti (Movimento, 4MD, Berlinguer, Favara) andati al dott. PIETRO SAVANI (pres. sez. Trib. Vigevano), astenuti Marini e Rognoni;
Un solo incarico direttivo è stato conferito nell'ultima settimana all'unanimità : quello di Presidente del Tribunale per i minori di Bologna in favore del dott. MAURIZIO MILLO (Pres. sez. Trib. Bologna).

3.PUBBLICATO IL NUOVO BOLLETTINO DELLE SEDI VACANTI DI PRIMO GRADO
E' stata deliberata la pubblicazione di 325 posti vacanti di I grado.
Si tratta di tutti i posti vacanti di primo grado (secondo la prassi costante), ad eccezione di un posto di giudice Tribunale Roma, uno di giudice Tribunale Napoli ed uno di giudice Tribunale Milano: ci siamo opposti ad una tale esclusione (ma uno nostro specifico emendamento in tal senso è stato votato unicamente, oltre che dai tre consiglieri del Movimento, solo da Marini, Menditto, Salmè e Salvi), in quanto le prospettate situazioni di carattere eccezionale, che con una tale riserva, si intenderebbe fronteggiare non possono con tutta evidenza essere risolte con i tre posti in questione (uno a Roma, uno a Napoli ed uno a Milano).
Si consideri che si tratta di sedi particolarmente ambite, con riferimento alle quali il punteggio richiesto (in virtuale) è assai alto e che le imprevedibili esigenze (trasferimento per ragioni di salute, per rimediare a situazioni di incompatibilità , per un improvviso rientro in ruolo) possono riguardare una qualunque sede e non soltanto Milano, Roma o Napoli (a meno che non si voglia incentivare il flusso extra ordinem verso tali sedi).
Nel caso di integrale pubblicazione di tutte le sedi vacanti bisogna attendere - senza eccessiva preoccupazioni (come l'esperienza insegna) il naturale ricrearsi delle vacanze e, nel momento attuale, l'ormai prossimo ampliamento degli organici annullerà offrirà (in un sol colo) duecento sedi in ogni angolo del Paese.
A conferma di queste nostre valutazioni è stato sufficiente attendere pochi secondi dall'approvazione della delibera in questione, atteso che la pratica successiva (approvata con procedura d'urgenza sempre a richiesta della Terza Commissione) ha comportato la liberazione di un ulteriore posto al tribunale di Milano (la dottoressa Stefania Abbate, giudice di quel Tribunale è stata destinata, come assistente di studio, alla Corte Costituzionale).
Ciò significa che i posti "riservati" a Milano sono due e non uno e che, conseguentemente, chi avrebbe potuto legittimamente aspirarvi, dopo anni di attesa in sede lontana, dovrà attendere ancora, sempre che quei due posti non restino assegnati extra ordinem prima della prossima pubblicazione (a fine a anno), ovvero destinati ai nuovi beneficiari della legge 133 che matureranno il quinquennio il prossimo mese di maggio.
La Terza Commissione aveva, altresì, escluso un posto di giudice Genova; in questo caso un emendamento votato dalla maggioranza ha per fortuna consentito di annullare questa vera e propria anomalia, del tutto incomprensibile atteso che la situazione del Tribunale di Genova non è dissimile da quella di decine di altri tribunali.
Nella parte motiva della delibera in questione la Terza Commissione ha opportunamente spiegato quali sono state le ragioni del ritardo (questa pubblicazione era prevista per gennaio), perché si è ritenuto di non attendere ulteriormente la definizione della procedura di ampliamento degli organici, quale (allo stato) la possibile programmazione.
In sintesi, attendere ulteriormente l'ampliamento degli organici avrebbe comportato il rischio di non poter definire il bando entro la fine dell'anno quando sarà necessario individuare 380 posti da destinare agli uditori giudiziari attualmente in tirocinio.
Se viceversa, come è possibile, il bando appena avviato sarà definito entro la fine dell'anno, al momento della scelta delle sedi da destinare agli uditori, sarà possibile operare su un congruo numero di posti (320 all'esito del bando appena avviato, 200 di nuovi posti derivanti dall'ampliamento degli organici, 80 circa posti che si ricaveranno dalla recente pubblicazione dei posti di appello vacanti); e ciò consentirà di destinare i posti più ambiti ai trasferimenti.
Per assicurare una più celere definizione delle procedure di trasferimento, è stato approvato (con un solo voto di maggioranza) un emendamento che prevede, in deroga alla disposizioni vigenti, che ".. la revoca, formulata dall'interessato dopo la relativa proposta, deve intendersi effettuata anche
in merito a tutte le domande presentate o confermate che seguono nell'ordine di preferenza. Resta, pertanto, esclusa la possibilità per l'interessato di conservare la validità e l'efficacia delle domande per le sedi chieste nello stesso concorso e indicate con preferenza in ordine successivo rispetto alla
sede per la quale è stata formulata la proposta."

4.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Nomina unanime del dott. ITALO GHITTI (Trib. Milano) a Presidente di sezione del Tribunale di Monza.

5.SEDI DISAGIATE E PUNTEGGI AGGIUNTIVI
Ancora una contrastata delibera in tema di punteggio aggiuntivo in favore di coloro che hanno prestato servizio in sede disagiata.
La questione, apparentemente semplice, è appesantita dal sovrapporsi di normative primarie e secondarie e quanto meno le seconde necessitano di una tempestiva rivisitazione.
All'origine la previsione di circolare era nel senso che il riconoscimento del punteggio aggiuntivo era escluso quando il trasferimento ("verso" la sede disagiata) non determinava un reale sacrificio e, quindi, quando il magistrato trasferito (generalmente l'uditore alla sua prima assegnazione) si spostava nell'ambito dello stesso circondario, ovvero in circondario confinante.
Successivamente, nel giugno 1999, una nuova circolare, successiva alla legge 133 del 1998, intese chiarire alcuni aspetti controversi e una (non meditata a nostro giudizio) determinazione travolse quella originaria ratio.
Venne infatti stabilito che il punteggio aggiuntivo doveva essere escluso (non già quando il trasferimento "verso" la sede disagiata non aveva determinato alcun sacrificio per la provenienza del magistrato dallo stesso circondario o da circondario confinante) quando, piuttosto, il magistrato interessato intendeva trasferirsi "dalla" sede disagiata ad altro ufficio dello stesso circondario, ovvero ad ufficio di circondario confinante.
Il perché di questa curiosa previsione (alla stregua della quale non conta più il sacrificio iniziale, quanto piuttosto viene penalizzata la prospettiva di utilizzare il punteggio se ci si intende trasferire ad ufficio nello stesso circondario, ovvero in circondario confinante) non è dato comprendere. Le ragioni del perché questa vera e propria bizzarria paranormativa viene difesa da alcuni e non siamo in grado di spiegarla, perché invero non l'abbiamo mai capita.
Sta di fatto che quel dato letterale viene ossequiato: ma poiché non ha anima e razionalità determina statuizioni inaccettabili.
Un uditore che si trasferisce da Milano a Gela potrà utilizzare il punteggio aggiuntivo se da Gela chiede di essere trasferito a qualunque altro ufficio che non sia compreso nel circondario di Gela o confinante. Poco importa che la sua sede i provenienza è a mille o dieci chilometri; ciò che conta è che se non intendersi allontanarsi da Gela il punteggio aggiuntivo non gli spetta.
Ed a cascata ulteriori incongruenze: se da S.Maria Capua Vetere. il magistrato che ha maturato il punteggio vuole trasferirsi a Napoli il punteggio aggiuntivo non spetta perché si tratta di circondario confinante. Se, tuttavia, lo steso magistrato viene prima collocato fuori ruolo e si trasferisce a Roma, il punteggio in un concorso che riguarda Napoli gli spetta perché Napoli e Roma non sono confinanti. Perché ci chiediamo ? Perché così vuole la circolare ci viene risposto.
E' per questo che abbiamo votato contro la delibera con la quale è stato riconosciuto il punteggio in questione al dottor Paolo Di Marzio (già giudice a S.Maria Capua Vetere e, quindi, fuori ruolo al Ministero), trasferito in virtù del punteggio aggiuntivo al Tribunale di Napoli, e contestualmente negato ad altri che, invece, sono rimasti a S.Maria C.V. e vorrebbero rientrare a Napoli.
Come, d'altra parte, avevamo votato contro (come abbiamo riferito un paio di mesi fa) ad altra delibera con cui si negava il punteggio in questione ad altro magistrati (prima sede Lamezia, poi collocato f.r. al Ministero) perché intendeva trasferirsi a Roma (e, quindi, nello stesso circondario.)

6.FUORI RUOLO
Deliberato in settimana il collocamento fuori ruolo del dott. VINCENZO TURCO (Trib. sez. lavoro Napoli) al Ministero della Giustizia, e della dott.ssa STEFANIA ABBATE (Trib. Milano) quale assistente di studio alla Corte Costituzionale.
Ritornano invece in ruolo la dott.ssa VITTORIA CAPRARA (Consulente della Commissione Telekom-Serbia) al Tribunale di Nuoro (posto precedentemente occupato), ed il dott. PAOLO DI MARZIO (Ministero della Giustizia) al Tribunale di Napoli.
Negato il collocamento fuori ruolo (quale consulente della Commissione Mitrokhin) al dott. ALFONSO SABELLA (Tribunale Roma) per mancato decorso dal 2002 del quinquennio prima di un nuovo collocamento fuori ruolo come previsto dal punto 5 della circolare n.15972/2000.

7.NUOVO MAGISTRATO SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
Nominato nuovo magistrato segretario del Consiglio il dott. MASSIMO FORCINITI, proveniente dal Tribunale di Catanzaro.

DALLE COMMISSIONI
QUINTA COMMISSIONE
Per il posto di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Messina sono stati proposti il dott. ENNIO D'AMICO (Presidente della Corte d'Appello di Messina) con tre voti a favore (Mammone, Buccico, De Nunzio) e il dott. LUIGI CROCE (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina) con tre voti a favore (Menditto, Berlinguer, Fici).
Per l'incarico di Procuratore della Repubblica di Melfi è stato proposto all'unanimità il dott. IRO SALTALAMACCHIA (sost. proc. gen. presso la Corte d'Appello di Taranto).
Per il posto di Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Perugia è stato proposto all'unanimità il dott. SALVATORE MEDORO (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto).
Per il posto di Presidente di Sezione della Corte d'Appello di Salerno è stato proposto il dott. NICOLA BARTOLI (Consigliere Corte d'Appello di Salerno) con i voti di De Nunzio, Fici, Menditto, mentre un voto (Mammone) è andato al dott. ENNIO MALZONE (Consigliere di Cassazione), astenuti Berlinguer e Buccico.
Per il posto di Presidente di Sezione Tribunale di Salerno è stato proposto all'unanimità il dott. CATELLO MARANO (Presidente Sezione Tribunale di Santa Maria Capua Vetere).
Per sei posti di Presidente di Sezione del Tribunale di Napoli sono stati proposti all'unanimità la dott.sa VINCENZA TAGLIARINI (Tribunale di Napoli) il dott. CLEMENTE MINISCI (Consigliere della Corte d'Appello di Napoli) il dott. LUCIO DELLA RAGIONE (Consigliere della Corte d'Appello di Napoli) il dott. BRUNO SCHISANO (Tribunale di Napoli) la dott.sa ANNA MARIA CANALE (Consigliere di Corte d'Appello di Napoli) e la dott.sa MARIA ROSARIA COSENTINO (Presidente Sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere).
Per l'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Biella proposta unanime per il dott. MARCO BONIVENTO (Tribunale di Ancona).
o Dopo prolungata "gestazione" la commissione ha definito le proposte per ben nove posti di Presidente di sezione della Corte di Cassazione.
Per questi delicati incarichi, per cui in precedenza si è di norma operata una designazione unanime, si è raggiunta una coralità di indicazioni unicamente su tre proposte, in favore dei colleghi: ALESSANDRO CRISCUOLO (cons. Cass.), GIOVANNI ANTONIO PAOLINI (cons. Cass.) e MICHELE DE LUCA (cons. Cass.).
Per due degli altri sei incarichi direttivi sono state formulate tre proposte che si contrapporranno in plenum:
a) DOMENICO NARDI (sost. proc. gen. Napoli), con 2 voti (De Nunzio e Mammone), ERNESTO LUPO (cons. Cass.) con 2 voti (Fici e Menditto), CLAUDIO VITALONE (cons. Cass.) con il voto del cons. Buccico, astenuto Berlinguer;
b) DOMENICO NARDI (sost. proc. gen. Napoli), con 2 voti (De Nunzio e Mammone), RAFFAELE LEONASI (cons. Cass.) con 3 voti (Fici, Menditto, Berlinguer), CLAUDIO VITALONE (cons. Cass.) con il voto del cons. Buccico;
per i residui quattro posti sono state formulate due proposte alternative che si contrapporranno in plenum
c) GIUSEPPE COSENTINO (cons. Cass.) con 3 voti (De Nunzio, Mammone e Buccico) e GIORGIO LATTANZI (Fici, Menditto e Berlinguer);
d) ALFREDO MENSITIERI (cons. Cass.) con 3 voti (De Nunzio, Mammone e Buccico) e MARIANO BATTISTI (cons. Cass.) con 2 voti (Fici, Menditto);
e) ANTONINO ELEFANTE (cons. Cass.) con 4 voti (De Nunzio, Mammone, Buccico, Berlinguer) e GIANVITTORE FABBRI (cons. Cass.) con 2 voti (Fici, Menditto);
f) ALESSANDRO FAZZIOLI (cons. Cass.) con 4 voti (De Nunzio, Mammone, Buccico, Berlinguer) e ROBERTO PREDEN (cons. Cass.) con 2 voti (Fici, Menditto).

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