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SOMMARIO
1.IL CENSIMENTO SULLE INCOMPATIBILITA' PARENTALI
2.APPROVATE LE DISPOSIZIONI PER IL RIENTRO IN RUOLO DEI MAGISTRATI/AMMINISTRATORI
3.MAGISTRATO DI TRIBUNALE DESTINATO ALLA CORTE DI CASSAZIONE (2 POSTI)
4.NUOVO COMPONENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO (SETTORE CIVILE)
5.REFERENTE PER LA FORMAZIONE DEL DISTRETTO DI GENOVA (UN CORTO CIRCUITO DELL'AUTOGOVERNO)
6.ALTRE NOMINE DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
7.IL PARERE DEL CSM SUL D.L. IN MATERIA DI IMPUGNAZIONI CONTUMACIALI
8.INCONTRO CON I CONSIGLI GIUDIZIARI IN TEMA DI PRELIEVO A CAMPIONE
9.FUORI RUOLO
10.PROCESSI IN TRASFERTA: POTERI DEL GIUDICE PROCEDENTE E POTERI DEL CAPO DELL'UFFICIO
11.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
12.PARTE IL PROGETTO DI SCAMBIO PER LA FORMAZIONE INTERNAZIONALE
DALLE COMMISSIONI
Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.IL CENSIMENTO SULLE INCOMPATIBILITA' PARENTALI
La prima commissione ha proposto al plenum una prima serie di delibere (4 per magistrati di Sassari, 8 di Cagliari e 6 di Catanzaro) archiviative di situazioni di potenziali incompatibilità ex art. 18 O.G. derivanti dal censimento varato con la nuova circolare in tema di incompatibilità .
Nell'occasione sono stati anche forniti dati complessivi sull'esito del censimento, che vede sinora 1091 dichiarazioni di (potenziale) incompatibilità positive complete a fronte di 2552 dichiarazioni di (potenziale) incompatibilità ancora da integrare con parere del Consiglio Giudiziario, nonchè sulle difficoltà che impediscono il tempestivo esame delle dichiarazioni stesse.
In particolare è stata evidenziato come alla data attuale (dopo circa un anno dalla scadenza dei termini) molte dichiarazioni si presentino ancora incomplete in quanto prive del necessario "visto" del dirigente dell'ufficio ovvero del prescritto parere del consiglio giudiziario.
A questo proposito è stato opportunamente rilevato (Salvi, Arbasino) come ciò possa derivare sia dai sempre più gravosi compiti incombenti sui consigli giudiziari che impongono una rimeditazione della disciplina degli esoneri dal lavoro per i suoi componenti sia da una permanente scarsa sensibilità da parte di molti dirigenti al problema della incompatibilità con conseguente necessità che il Consiglio, attraverso una rigorosa ed imparziale applicazione delle regole, dia un segno di grande attenzione al problema.
Il consigliere Berlinguer, pur mostrando apprezzamento per la nuova disciplina, ha sottolineato la gravità del problema soprattutto con riferimento ai rapporti parentali tra magistrati ed avvocati che in ambiente locale sono particolarmente avvertiti come elementi di turbamento della immagine di imparziale esercizio della giurisdizione al di là del rispetto della disciplina di circolare. Sul punto si è risposto che la materia è regolata da norme di legge e che la circolare ha portato alla massima estensione consentita la relativa disciplina contemplando anche i rapporti di coniugio e stabile convivenza.
Il Consigliere Buccico, prendendo spunto da casi specifici proposti dalle pratiche riguardanti alcune identiche sedi giudiziarie, ha ribadito la gravità del problema anche con riferimento alla proliferazione dei rapporti parentali tra avvocati e magistrati sottolineando come, al di là del rispetto della disciplina di circolare, gli avvocati legati da rapporti parentali con magistrati siano privilegiati nella scelta da parte dei clienti rispetto ad altri avvocati.
Nella discussione sui singoli casi è stata anche prospettata la necessità che la motivazione delle delibere dia conto, sia pure sinteticamente, degli elementi di fatto caratterizzanti la fattispecie con specifico riferimento alla forma dello studio professionale del parente avvocato nonché del ramo di attività curato da altri componenti dello studio.

2.APPROVATE LE DISPOSIZIONI PER IL RIENTRO IN RUOLO DEI MAGISTRATI/AMMINISTRATORI
Definitivamente approvate dal plenum le modifiche della circolare di terza commissione che regolano i rapporti territoriali tra attività giurisdizionale e attività amministrativa del magistrato che svolga contemporaneamente (consentendolo finora purtroppo il dato normativo) la doppia attività .
Nel notiziario di due settimane fa (cui ci si riporta per le considerazioni relative all'importanza di una scelta che indirettamente opera una valutazione diretta a non favorire la scelta di un percorso "parallelo" tra giustizia e politica) si era riportato nel dettaglio la dinamica del dibattito in plenum e le principali novità della delibera consiliare, la cui votazione definitiva è stata differita solo per motivi "tecnici" diretti alla necessità di coordinamento del testo a seguito degli emendamenti approvati rispetto al testo proposto dalla terza commissione.
Il voto finale ha visto compatto il plenum (22 voti a favore), con la sola astensione del cons. Di Federico e quella (tecnica) del vicepresidente Rognoni.
Si ribadiscono qui di seguito le principali novità introdotte dalla delibera:
a) al termine dell'aspettativa per avvenuta presentazione di candidatura alle elezioni politiche, amministrative o europee (ovvero dopo la scadenza del mandato in caso di elezione), il magistrato non potrà tornare ad esercitare le funzioni giudiziarie nel distretto di appartenenza e in quello individuato ex art.11 c.p.p.;
b) tale destinazione territorialmente obbligata è prevista per un periodo minimo di cinque anni, uniformandosi così al periodo previsto dalla legge per chi abbia svolto un mandato parlamentare, durante il quale non potranno essere esercitate funzioni di p.m. o di g.i.p./g.u.p. ;
c) con riferimento alla previsione (non precedentemente contemplata) diretta a regolare la domanda del magistrato che rientrando in ruolo o dall'aspettativa chieda un avvicinamento alla sede di svolgimento del mandato politico-amministrativo, si svolgerà concorso virtuale senza alcun ulteriore beneficio.
Le disposizioni approvate avranno immediata esecutività .

3.MAGISTRATO DI TRIBUNALE DESTINATO ALLA CORTE DI CASSAZIONE (2 POSTI)
A fronte di una platea di ben 172 domande di aspiranti, sono stati selezionati per due posti a concorso di magistrato di tribunale destinato alla Corte di Cassazione i colleghi GUIDO MERCOLINO (Trib. Napoli) e GIUSEPPE SANTALUCIA (f.r. presso l'Ufficio studi del C.S.M.).
Si avvia così a completamento (devono ancora essere designati solo 6 magistrati di appello destinati al Massimario della Cassazione) un lungo percorso concorsuale che ha visto impegnata la terza commissione nell'esame di centinaia di domande, attraverso un itinerario valutativo dispendioso e prolungato, meritevole forse di una più adeguata semplificazione.

4.NUOVO COMPONENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO (SETTORE CIVILE)
Ampio consenso del plenum sulla designazione del dott. PIETRO CURZIO (Tribunale Bari), magistrato di grande capacità professionale e particolarmente qualificato nella materia del diritto del lavoro, quale nuovo componente del comitato scientifico (settore civile) di supporto della nona commissione consiliare.
Si sono espressi a favore del dott. Curzio, successivamente all'intervenuta revoca della disponibilità per l'incarico del dott. Giuseppe Rana (Trib. Bari) per cui pure era stata formulata una proposta, tutti i consiglieri, unici astenuti i cons. De Nunzio e Tenaglia.

5.REFERENTE PER LA FORMAZIONE DEL DISTRETTO DI GENOVA (UN CORTO CIRCUITO DELL'AUTOGOVERNO)
on una proposta del tutto priva di idonea motivazione, particolarmente dovuta dopo un parere unanimemente negativo del Consiglio Giudiziario, la consueta maggioranza del CSM, dopo aver respinto una prima richiesta di ritorno in commissione della pratica, ha nominato con 14 voti a favore (Unicost, MI, Buccico, Marotta, Ventura Sarno, Spangher, Schietroma, Favara), a fronte di 9 contrari (Md, Movimento) e una astensione (Rognoni), il dott. COSIMO FERRI (Tribunale di Massa) formatore decentrato per il settore civile presso il distretto di Corte d'Appello di Genova.
Si trattava di un posto per cui, in assenza di aspiranti, il Consiglio aveva disposto un nuovo interpello, cui aveva risposto soltanto il dott. Ferri (magistrato con anzianità di carriera pari a sei anni), peraltro assegnato tabellarmente in sezione distaccata (Carrara) al settore penale, e residualmente al settore civile, solo per la materia delle esecuzioni mobiliari e della volontaria giurisdizione, con una udienza mensile.
Difficile poter incentrare la scelta sull'unicità della domanda per l'incarico in questione, atteso che l'interpello per l'incarico di formatore decentrato indica una serie di parametri (esperienza specifica nel settore, attività di formazione pregressa, produzione scientifica e didattica) che devono essere valutati dal Consiglio senza obbligo di conformarsi alla richiesta, poichè la finalità perseguita con la formazione è superiore e più complessa rispetto alle qualità individuali del singolo aspirante e prescinde anche da eventuali giudizi di comparazione.
Non vengono quindi in considerazione le esigenze di tutela delle aspettative del singolo ovvero valutazioni sulla professionalità , quanto piuttosto le superiori esigenze di operare una proficua formazione nel settore civile in un intero distretto (atteso che per il settore lavoro è intervenuta nomina di altro collega), sicuramente più adeguatamente garantite da magistrati provvisti di maggiori titoli ed esperienza, secondo i criteri fissati dal bando.
Non vengono in discussione la capacità del collega Ferri a svolgere in modo ineccepibile anche le funzioni civili, quanto il possesso delle qualità supplementari (derivate inevitabilmente dall'esperienza) per l'adempimento di un ruolo strategico per curare la formazione nel settore civile di tutti i magistrati operanti nel distretto nel medesimo settore.
Valutazioni di questo tipo non possono essere consegnate alla casualità del numero degli aspiranti (o almeno questo è quello che abbiamo sostenuto per qualsiasi distretto o situazione concorsuale).
Il parere contrario del Consiglio Giudiziario all'incarico di "formatore distrettuale" è stato del resto motivato dalla "... limitata esperienza nel settore civile che non consente di ritenere il Dr. Ferri idoneo a ricoprire un incarico così rilevante quale quello di referente distrettuale per la formazione decentrata nel settore civile", confermato anche in sede di esame delle doglianze avanzate dal medesimo.
Tanto risulta comprovato dalle statistiche allegate alla domanda, da cui si evince che il Dr. Ferri, assegnato nella sede sin dall'inizio della carriera, nell'anno 2000 ha depositato 3 sentenze civili nel 2000, 5 nel 2001, 6 nel 2002, 7 nel 2003, 5 nel 2004, a fronte di 560 procedimenti esauriti nel 2004 nel settore delle esecuzioni mobiliari e un numero modesto di decreti ingiuntivi, nonché dai titoli didattici prodotti dal dott. Ferri, essenzialmente relativi al settore penale.
Al tempo stesso (trattandosi di secondo interpello) il Presidente della Corte d'Appello aveva proceduto ad individuare d'ufficio per l'incarico il dott. ROBERTO BELLE', magistrato di grande esperienza, relatore ad incontri di studio del CSM ed in possesso di titoli specifici.
Non può non essere segnalato con rammarico questo evidente caso di "corto circuito" dell'autogoverno, che ha disatteso in assenza di (quantomeno) adeguata motivazione un deliberato negativo unanime (per quanto consultivo) dell'organo decentrato, unico caso verificatosi in sede di nomina dei referenti distrettuali per la formazione, nemmeno menzionato nella proposta di nomina.
Il successivo emendamento proposto dal cons. Meliadò, diretto ad attestare pregresse pubblicazioni in materia di diritto pubblico e attività di formazione di giudici di pace, non riduce i termini dello sconcerto che investe sia l'iter procedimentale che il merito della decisione consiliare, che ha segnato in modo evidente la "distanza" intercorsa tra il Consiglio Giudiziario di Genova e il Consiglio Superiore, e che certamente non costituisce un buon viatico per l'attività dei componenti degli organi decentrati dell'autogoverno, recentemente rinnovati, di cui pure si declama l'importanza della funzione.
Tutti gli interventi operati in plenum da Aghina (dimessosi da relatore della proposta in sede di commissione), Salvi, Salmè, Menditto, Fici e Marini, non sono serviti ad evitare una decisione che rende più ardua la determinazione nel seguire e fare rispettare criteri chiari, prefissati, leggibili, equi, ragionevoli, costanti, condivisi.

6.NOMINE DEI REFERENTI PER LA FORMAZIONE DECENTRATA
Queste le ulteriori designazioni operate per completare il rinnovo dei "quadri" della rete di formazione decentrata in ambito distrettuale:
ANCONA:
ALESSANDRO CENTINARO (Appello Ancona) - settore civile
STEFANO CELLI (p.m. Pesaro ) - settore penale
CAMPOBASSO:
NICOLA D'ANGELO (p.m. Campobasso) - settore penale
CATANZARO:
PAOLO COPPOLA (Trib. Rossano) - settore civile e lavoro
VINCENZO DI PEDE (Trib. Cosenza) - settore civile
FIRENZE:
SILVIO DE LUCA (Trib. Firenze) - settore penale
FERNANDO PRODOMO (p.m. Firenze) - settore penale
ALESSIO SCARCELLA (Trib. Pistoia) - settore penale
ISABELLA MARIANI (Trib. Firenze) - settore civile
PATRIZIA POMPEI (Trib. Firenze) - settore civile
MILANO:
PAOLA ACCARDO (Appello Milano) - settore civile
CATERINA MACCHI (Trib. Milano) - settore civile
POTENZA:
MARINA MAINENTI (Trib. Potenza) - settore civile
SALERNO:
GIUSEPPE FORTUNATO (Trib. Nocera Inferiore) - settore civile
TRENTO:
ANNA MANTOVANI (Trib. Trento) - settore civile
NAPOLI:
FEDERICO CAFIERO DE RAHO (p.m. Napoli) - settore penale
RAFFAELE CANTONE (p.m. Napoli) - settore penale
SALVATORE DOVERE (Trib. Napoli) - settore penale
RAFFAELLO MAGI (Trib. S. Maria C. Vetere) - settore penale
ROSA PEZZULLO (Trib. Napoli) - settore civile
GIULIO CATALDI (Trib. Napoli) - settore civile
MARCELLO SINISI (Trib. Napoli) - settore civile
Queste ultime nomine per il distretto di Napoli sono state le uniche non prese all'unanimità (ove si eccettui il "caso Genova" trattato separatamente in precedenza), e approvate con 14 voti a favore (Unicost, MI; laici del Polo, Schietroma) rispetto agli 8 (MD, Movimenti) cha hanno votato analoga proposta che comprendeva il dott. EDUARDO CAMPESE (Trib. Napoli) al posto del dott. Sinisi.

7.IL PARERE DEL CSM SUL D.L. IN MATERIA DI IMPUGNAZIONI CONTUMACIALI
Il Consiglio ha espresso il parere, richiesto dal Ministro, sulla d.d.l. di conversione del decreto legge 21 febbraio 2005 n. 17 recante "Disposizioni urgenti in materia di impugnazione delle sentenze contumaciali e dei decreti di condanna".
L'intervento del legislatore deve essere ricondotto all'orientamento negativo espresso dalla Corte europea di Strasburgo sulla conformità all'art. 6 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo del procedimento contumaciale così come delineato nel nostro codice di procedura penale.
Con la nuova disciplina viene così soppresso - in conformità della giurisprudenza sui diritti dell'uomo - l'onere di provare la mancata conoscenza effettiva del provvedimento e l'assenza di colpa che, attualmente, gravano sul richiedente; così escluse le limitazioni previste nel vigente articolo 175, comma 2, codice di procedura penale, e che la Corte europea ha individuato come "ostacolo giuridico" incompatibili con l'articolo 6 CEDU.
Nella fase di conversione, innanzi la Camera dei Deputati, il decreto legge in questione ha subito significative innovazioni ed, in particolare, la regressione del procedimento alla fase nella quale si è verificata la effettiva mancata conoscenza di una pur regolare, da un punto di vista formale notifica. Nel successivo passaggio al Senato questa novità , sicuramente pregiudizievole per le ragioni di speditezza e di efficienza del sistema, è stata esclusa; mentre, le possibili ricadute negative sul piano delle garanzie per l'imputato sono all'origine di un'opportuna integrazione dell'art. 603 c.p.p., in tema di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello, rinnovazione che può essere disposta dal giudice se non risulta che l'imputato ha avuto effettiva conoscenza del procedimento.

8.INCONTRO CON I CONSIGLI GIUDIZIARI IN TEMA DI PRELIEVO A CAMPIONE
Martedì 12 aprile la 4^ commissione al completo (integrata da interventi di consiglieri "esterni" quali Mammone e Aghina) ha incontrato i componenti di diritto (presidenti di Corte d'Appello e procuratori Generali) nonché un consigliere eletto a seguito del rinnovo dei consigli giudiziari.
L'incontro ha avuto ad oggetto le "istruzioni per l'uso" della nuova disciplina della acquisizione a campione dei provvedimenti per la valutazione di professionalità .
Forse contrariamente alle aspettative, non vi sono state grandi contestazioni o lamentele in ordine alle possibili, iniziali difficoltà nel reperimento dei provvedimenti, anche se alcuni interventi hanno sottolineato le oggettive complicazioni derivanti, per un verso da un sistema che è lungi dal ritenersi compiutamente informatizzato per altro verso dalle specifiche situazioni del singolo distretto.
Qualcuno ha proposto l'istituzione di una specie di archivio "certificato" per il magistrato al quale poi potrebbero essere richiesti i provvedimenti relativi al periodo sorteggiato.
Sono stati evidenziati alcuni, marginali, problemi con riferimento ad alcune specifiche funzioni, ma nell'insieme il sistema dovrebbe reggere.
Permangono profili problematici con riferimento ai seguenti aspetti:
a) funzionalità complessiva dei C.G. che, nella maggior parte dei casi, non sono dotati di adeguate ed autonome strutture organizzative mentre appare problematico prevederne a breve, in assenza di una specifica normativa che lo preveda;
b) l' entrata in funzione del sistema coincide con la scadenza del periodo di valutazione per tre concorsi (D.M. 27.5.1977 per 221 magistrati F.D.S., D.M. 29.5.1985 per 198 magistrati, Cassazione e subito dopo D.M. 23.6.1993 per 306 magistrati - appello-) per circa 700 colleghi. La preoccupazione che possano verificarsi ritardi nella procedura non è infondata, ma far slittare i termini potrebbe essere negativo per altro profilo.
Il Movimento potrebbe farsi promotore, in una linea coerente con l'importanza che ha sempre attribuito al sistema di autogoverno decentrato, di una proposta di ampliamento dell'esonero per i componenti eletti, quanto meno per i distretti più ampi che attualmente prevedono un esonero del 40%, magari proponendo anche un sistema che comporti già con la proclamazione degli eletti un immediato, automatico e non rinunciabile esonero, magari ipotizzando un sistema che piuttosto che comportare una riduzione percentuale di tutti gli affari sia, invece calibrato con riferimento alle singole funzioni (es. per un P.M. una riduzione dei fascicoli delle indagini preliminari, ma non un altrettanto alleggerimento per le udienze o per i turni esterni, per un giudicante potrebbe essere l'inverso o comunque una riduzione che incida sulla attività più impegnativa quale è la redazione delle sentenze).

9.FUORI RUOLO
Prorogata la permanenza fuori ruolo del dott. MARIO TANFERNA (f.r. come assistente di studio alla Corte Costituzionale) sino al 30.1.2006, anche oltre il termine del mandato del dott. Mezzanotte, come addetto al Massimario della Corte;
continua la permanenza fuori ruolo anche il dott. BIAGIO ROBERTO CIMINI (f.r. al Ministero della Giustizia), assegnato come esperto della rappresentanza permanente d'Italia presso la U.E. di Bruxelles per un periodo di 2 anni;
prorogata la permanenza del dott. ROBERTO AMOROSI (f.r. quale esperto giuridico presso il servizio contenzioso diplomatico del Ministero degli Esteri) sino al 30.6.2006;
ulteriore proroga anche per il dott. FAUSTO ZUCCARELLI (f.r. come Inter-Regional Advisor presso la sede di Vienna) fino al 10 aprile 2006.

10.PROCESSI IN TRASFERTA: POTERI DEL GIUDICE PROCEDENTE E POTERI DEL CAPO DELL'UFFICIO
A seguito di contrasto insorto fra il presidente di un collegio di Tribunale di Catania ed il capo dell'Ufficio, il Consiglio ha preso posizione - in occasione del plenum del 13 aprile 2005 - in merito ai poteri nella scelta di effettuare alcune udienze in procedimenti per fatti di criminalità organizzata fuori dal distretto di appartenenza.
Il Consiglio ha ritenuto: a) che la valutazione di procedere all'esame diretto e non anche in videoconferenza (ex art. 147, comma 3, disp. att. c.p.p.) di determinati soggetti sia una scelta di carattere giurisdizionale, come tale non valutabile da alcuna autorità esterna; b) che, parimenti, la determinazione di escludere la possibilità , per ragioni di sicurezza, di celebrazione di alcune udienze nel distretto di appartenenza, così come nei distretti di determinate regioni, è anch'essa di natura giurisdizionale non sindacabile ab externo, dovendosi ricondurre ai poteri attribuiti al giudice procedente dall'art. 147, comma uno, citato di adottare le cautele necessarie; c) che, viceversa, l'individuazione in concreto dell'aula protetta, nel quale celebrarsi le udienze che il giudice ha ritenuto di non poter effettuare in sede, involge poteri di natura amministrativa che rientrano nelle attribuzioni del competenza del capo dell'ufficio.
Trattasi di questione che, come altre, richiama l'esigenza di un giusto contemperamento fra "ragioni" del singolo giudice e "ragioni" dell'ufficio nel suo complesso: la soluzione individuata, con riferimento alla vicenda in esame, salvaguardia l'autonomia giurisdizionale del giudice procedente nella delicata fase della acquisizione della prova ed, al contempo, rimette al capo dell'Ufficio, che dovrà determinarsi d'intesa con il giudice interessato, la scelta della sede dove procedere in trasferta, tenuto conto delle esigenze complessive (razionale utilizzo delle risorse, rapporti con altri uffici) che afferiscono alle sue responsabilità di carattere organizzativo.

11.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle dei seguenti uffici giudiziari: Procura generale presso la Corte d'Appello di Genova; Procura generale presso la Corte d'Appello di Milano; Procura di Como; Tribunale di Catania; Procura di Ivrea.
Non approvate le tabelle del Tribunale per i minori di Taranto e del Tribunale di Lecce.

12.PARTE IL PROGETTO DI SCAMBIO PER LA FORMAZIONE INTERNAZIONALE
Il plenum del CSM ha approvato una delibera (nona commissione) che segna una importante novità nello scambio di esperienze formative in ambito internazionale, realizzando un vero e proprio "Erasmus dei magistrati", con scambio di esperienze formative tra magistrati europei.
In attuazione di un progetto europeo denominato "Echange de 200 juges et procureurs en Europe" è stato deliberato un interpello (a giorni su tutte le scrivanie....) diretto a verificare le disponibilità di 20 magistrati italiani ad effettuare stages di formazione in Francia di 3 settimane presso l'Ecòle Nazionale (per magistrati con meno di due anni di anzianità di carriera), e di 2 settimane a Parigi presso la Cassazione (per magistrati in servizio presso gli uffici di legittimità ), ovvero di 2 settimane presso un ufficio giudiziario di uno a scelta dei paesi coinvolti nel progetto (Austria, Belgio,Lussemburgo,Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Portogallo, Francia, Spagna, Germania, Svezia,Grecia,Regno Unito, Irlanda, Malta, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovenia, Repubblica Slovacca, Ungheria,Repubblica Ceca) per tutti gli altri magistrati in servizio.
Requisito indispensabile l'ottima conoscenza della lingua del paese di destinazione.
Analoga "ospitalità " formativa verrà riservata in Italia a magistrati dei paesi europei.
Termine per il deposito delle disponibilità , in attesa di un più compiuto dettaglio delle date degli stages, rimesse ai partners stranieri, il 15 maggio.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
A seguito della pronunzia del giudice amministrativo che ha annullato la precedente delibera del CSM di conferimento dell'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Nicosia al dott. Pietro Falcone, si è rinnovata la procedura di proposta che ha visto 3 voti (De Nunzio, Menditto, Arbasino) in favore del dott. NUNZIO SARPIETRO (Pres. agg. Sez. GIP Trib. Trieste), un voto (Mammone) a favore del dott. PIETRO FALCONE e due astensioni (Berlinguer e Buccico).
Unanime indicazione del dott. FORTUNATO ROSARIO BARONE quale Presidente di sezione del Tribunale di Cosenza;
del dott. DOMENICO FRANCO (sost. proc. gen. a Firenze) quale Avvocato generale presso la Procura Generale della Corte d'Appello di Lecce;
dei dott. DENIELE MARAFFA (sost. proc. gen. a Palermo) e DONICA MARIA MANDALA' (Pres. sez. Trib. Barcellona Pozzo di Gotto) per due posti di Presidente di sezione del tribunale di Caltanissetta.
Va rilevato altresì l'intervenuto "concerto" del ministro Castelli sulla proposta della commissione relativa alla nomina del dott. ADRIANO SANSA all'incarico di Presidente del Tribunale per i minori di Genova che, conseguentemente, potrà essere deliberato nella prossima settimana dal plenum.

SETTIMA COMMISSIONE
Si è già inviata in lista una dettagliata informazione relativa al decreto ministeriale 7.4.2005 con cui è stato ripartito il secondo contingente dei 546 posti di magistrato recati in aumento dalla legge 13 febbraio 2001 n. 48.
I posti complessivamente distribuiti sono 196 dei quali 112 ai tribunali (due presidenti di sezione), 51 alle procure (un procuratore aggiunto), 13 ai tribunali per i minorenni, 2 alle procure per i minorenni e 18 ai tribunali ed uffici di sorveglianza.
Per i tribunali possono ritenersi inalterati i difetti di impianto complessivo segnalati nel parere reso dal CSM sia per quanto riguarda il rilievo quasi esclusivo attribuito al dato delle sopravvenienze nella valutazione del carico di lavoro dei vari uffici, sia per quanto riguarda il criterio del carico medio nazionale (peraltro non rigorosamente seguito).
Il parere del CSM ha peraltro contribuito a porre in luce specifiche situazioni "critiche" del settore lavoro proprie di determinati uffici (nel rispetto della disposizione normativa che destinava al lavoro la gran parte dei posti) ovvero di particolare carico complessivo di alcuni uffici che sono state recepite con conseguente abolizione dell'aumento per cinque uffici (Aosta,
Benevento, Crema, Novara, Trento), diminuzione dell'entità dell'aumento per diciassette uffici (Brescia, Cremona, Forlì, Gorizia, Lecco, Macerata, Mantova, Massa, Modena, Padova, Parma, Prato, Rimini, Siena, Trieste, Vallo della Lucania, Vicenza) e corrispondente aumento per tre uffici (Nola, S. Maria Capua Vetere e Torre Annunziata), con inserimento di quattordici uffici precedentemente non contemplati (Avellino, Barcellona P.G., Cassino, Catania, Catanzaro, Crotone, Enna, Lamezia Terme, Locri, Lucera, Ragusa, Rovigo, Salerno, Vibo Valentia).
Si è quindi ottenuta, perlomeno, una parziale razionalizzazione della distribuzione fermo restando che è mancata una adeguata analisi del reale carico di lavoro dei singoli uffici.
Per le Procure si è registrata la sostanziale conferma della proposta con l'abolizione di due posti in due uffici (Lucera e Rovigo) e l'aumento per due uffici (Prato e Salerno) precedentemente non contemplati.
Per gli uffici di Sorveglianza è stato recepito il parere che proponeva una diversa distribuzione degli aumenti soprattutto in ambito distrettuale riguardo all'effettivo carico di lavoro dei singoli uffici di sorveglianza.
Per i tribunale dei Minori si è provveduto ad assegnare, conformemente al parere del CSM un posto in aumento al Trib. Minori Bari in relazione al quale esisteva già una delibera del CSM che auspicava un'integrazione dell'organico ignorata nella iniziale proposta.
All'emanazione del decreto consegue un serio impegno del CSM per i tempestivi adempimenti conseguenti. In primo luogo la settima commissione è già al lavoro per la ridefinizione delle piante organiche "lavoro" degli uffici interessati dagli aumenti (ma anche degli altri nei quali vi sono magistrati tabellarmente destinati al lavoro).
Una volta definite le piante organiche sarà dato modo alla terza commissione di operare le scelte circa la copertura dei posti tenendo conto dell'esigenza di trasferimento di chi ha maturato il diritto di prescelta e della necessità di individuare (anche in conseguenza dell'espletamento del concorso per posti di primo grado e di appello da poco banditi) i posti da destinare agli uditori.

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