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SOMMARIO
1.PRIMA NOMINA (SU NOVE VACANZE) DI PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
2.ANCORA UN CORTO CIRCUITO NEL SISTEMA DELL'AUTOGOVERNO (LA NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI)
3.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
4.MAGISTRATI SOSPESI DAL SERVIZIO E PROVVEDIMENTI RISARCITORI
5.FUORI RUOLO
6.DELIBERA SU GLI UFFICI GIUDIZIARI DI S.MARIA CAPUA VETERE E TORRE ANNUNZIATA
7.NUOVO BANDO PER IL POSTO DI PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
8.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
9.SOSPENSIONE DALLE FUNZIONI GIUDIZIARIE E COPERTURA DELL'ORGANICO
10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI
Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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1.PRIMA NOMINA (SU NOVE VACANZE) DI PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Dopo una prolungata serie di rinvii, è iniziata in plenum la discussione relativa alla copertura di nove posti di Presidente di sezione della Corte di Cassazione, per cui in commissione si è determinata una proposta unanime soltanto relativamente a tre posizioni.
La discussione, già fissata in plenum da quasi un mese, era stata più volte rinviata anche a causa della presentazione da parte di uno dei candidati, il dott. Claudio Vitalone su cui si è in precedenza intervenuto con una delibera riportata di seguito (vedi punto n.4), di due memorie e di un atto di significazione e diffida al Consiglio.
Avviato il dibattito, non si è pervenuti ad una valutazione contestuale e completa di tutte le nomine, limitandosi il plenum unicamente alla designazione del primo posto a concorso (vacanza dott. Toriello).
Con delibera unanime è stato nominato alle funzioni (direttive) di Presidente di sezione della Cassazione il dott. ALESSANDRO CRISCUOLO (Consigliere di Cassazione), il cui elevato profilo professionale è stato adeguatamente messo in risalto in sede di discussione plenaria.
Successivamente è stato dedotto che l'esame nello stesso plenum di tutte le altre avrebbe comportato incoerenze e difetti di motivazione tra le diverse delibere - atteso che le singole proposte non tenevano conto (e non potevano tener conto) dell'esito delle precedenti - con rischio giurisdizionale.
Abbiamo (inutilmente) replicato che analoghe difficoltà si ripropongono ogniqualvolta (ed è la regola) vengono contestualmente istruiti e decisi concorsi per conferimento di incarichi direttivi; che le motivazioni, ove lo sviluppo dei lavori lo avesse reso necessario, ben potevano essere corrette con emendamenti in plenum; che in caso di estrema e conclamata necessità l'eventuale ritorno in commissione di singole pratiche poteva essere deliberato quando appunto se ne fosse verificata la necessità : e che, comunque, questi difetti non erano neanche prospettabili con riferimento al secondo concorso che si era in procinto di esaminare in cui si confrontavano tre proposte alternative (in favore rispettivamente dei colleghi NARDI, LUPO e VITALONE) che - riguardo al profilo segnalato - non presentavano alcun rischio di incoerenza motivazionale.
Abbiamo altresì evidenziato che la trattazione di questo secondo concorso avrebbe agevolato, peraltro, la trattazione degli ulteriori concorsi; ed abbiamo così sollecitato l'avvio del dibattito pubblico sulla prima pratica che presentava proposte alternative.
La proposta di ritorno della pratica in commissione è stata approvata con 13 voti a favore (laici della Casa delle Libertà , Unicost, Marvulli e Favara) e 10 contrari (Md, Movimenti, MI), astenuti Schietroma e Berlinguer.
Il ritorno di tutte le otto residue proposte in Commissione costituisce un momento di ulteriore ritardo nella nomina dei Presidenti di Sezione, da tempo attesi in Cassazione, ritardo che non siamo riusciti a scongiurare.
Resta comunque conclamata la scelta operata dal Consiglio, che conferendo un posto direttivo di particolare importanza e delicatezza ad un collega meritevole, non si è sottratto alle proprie responsabilità valutative ancorandosi a meri criteri anagrafici (il dott. Criscuolo difatti era preceduto per anzianità professionale da oltre cinquanta aspiranti).
L' auspicio naturalmente è che si persegua questo indirizzo anche nelle altre designazioni, seguendo una logica coerente e che non soffra delle purtroppo consuete "eccezioni".

2.ANCORA UN CORTO CIRCUITO NEL SISTEMA DELL'AUTOGOVERNO (LA NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE DI SEZIONE DELLA CORTE D'APPELLO DI CAGLIARI)
Non cessano le polemiche che riguardano le maggioranze (ma soprattutto i criteri di valutazione) che determinano in Consiglio le nomine ad incarichi apicali, ma continuano ancora decisioni meritevoli di approfondimento e riflessione, anche e soprattutto per l'evidente crisi del sistema dell'autogoverno determinate da votazioni del plenum che contraddicono i contributi di conoscenza offerti dai Consigli Giudiziari, atteso che l'autogoverno è un circuito che non può concentrarsi unicamente nel Consiglio Superiore, ma a quest'ultimo perviene partendo dal singolo magistrato, per poi passare dal capo dell'ufficio giudiziario e soprattutto per l'organo decentrato in sede distrettuale.
L'incarico di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Cagliari è stato conferito dall'ormai monotona maggioranza consiliare con 14 voti a favore (2MI, 5 consiglieri di Unicost, 5 laici della CdL, Marvulli e Favara) al dott. FRANCO ZAGARDO (consigliere della Corte d'Appello di Cagliari), che ha prevalso sul dott. MARIO BIDDAU (consigliere della Corte d'Appello di Cagliari), cui sono andati 10 voti (5MD, 3Movimento, Schietroma e Berlinguer), astenuti Rognoni e Primicerio.
La peculiarità della scelta deriva dal fatto che il Consiglio Giudiziario di Cagliari aveva ritenuto il dott. Zagardo, con un argomentato ed unanime parere, inidoneo all'esercizio delle funzioni semidirettive richieste, come confermato in sede di audizione dal Presidente della Corte d'Appello, sempre con riferimento ad una valutazione attitudinale per l'assunzione di un incarico semidirettivo.
Naturalmente non è da alcuno messa in discussione il fatto che il Consiglio non sia vincolato dalle valutazioni consultive espresse dal Consiglio Giudiziario, ma nel corso della discussione abbiamo evidenziato la fondatezza dei dati dedotti, sicuramente non omogenei ad una prassi diretta ad indicazioni positivamente stereotipate.
Ci è sembrato di conseguenza paradossale che una analogo punteggio in sede attitudinale sia stato attribuito ad entrambi i candidati all'incarico semidirettivo, atteso l'ottimo parere espresso in favore del dott. Biddau, finendo per far prevalere il dott. Zagardo in ragione della maggiore anzianità .
Nel dibattito ci si è limitati sostanzialmente a depotenziare l'attendibilità delle risultanze istruttorie, addebitando il parere negativo sul dott. Zagardo a non meglio precisate "faide interne" (così il cons. Di Federico, peraltro convinto assertore di una doverosa linea di rigore in sede di pareri dei Consigli Giudiziari…), ovvero a "simpatie del Consiglio Giudiziario" (così il cons. Lo Voi), finendo per contestare anche la dedotta unanimità del parere espresso dall'organo decentrato di autogoverno "..per assenza nella seduta del rappresentante di Magistratura Indipendente" (Buccico).
La procedura di nomina, che disvela una volta di più come non ci si possa limitare ad una analisi di "schieramento" quanto alla urgente necessità di approfondire i criteri di selezione per gli incarichi apicali operati dalla maggioranza consiliare, ripropone il problema dei rapporti tra CSM e Consigli Giudiziari, imponendo una maggiore attenzione alle valutazioni espresse in sede locale, dove si ha certamente maggiore e più diretta conoscenza dei profili professionali dei candidati.
Nessun automatico vincolo di ottemperanza rispetto ai pareri dei Consigli Giudiziari (e del dirigente dell'ufficio di appartenenza), ma non certamente capovolgimenti non adeguatamente motivati delle indicazioni dettagliatamente espresse.

3.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Nuovo Presidente di sezione della Corte d'Appello di Caltanissetta è il dott. SERGIO NICASTRO, votato da tutto il plenum con le astensioni dei cons. Aghina, Arbasino, Fici e Rognoni.
Destinazione unanime del dott. RAFFAELE MORVAY al posto di Presidente di sezione dell'ufficio gip/gup del Tribunale di Trieste, della dott.ssa ADALGISA RINARDO (cons. Appello Catanzaro) a quello di Presidente di sezione del Tribunale di Catanzaro, del dott. ANTONINO DE LEO (cons. Appello Milano) a Presidente di sezione della Corte d'Appello di Milano, del dott. ELIO MORGIA (cons. Appello Catania) a Presidente di sezione del Tribunale di Catania, del dott. SALVATORE SALMERI (Presidente della sezione lavoro del Tribunale di Milano) a Presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Milano

4.MAGISTRATI SOSPESI DAL SERVIZIO E PROVVEDIMENTI RISARCITORI
In applicazione del decreto-legge 16 marzo 2004 n. 66, convertito con modificazioni nella legge 11 maggio 2004 n. 126 (recante "Interventi urgenti per i pubblici dipendenti sospesi o dimessi dall'impiego a causa di procedimento penale, successivamente conclusosi con proscioglimento") - oggetto di un conflitto di attribuzione sollevato dal Consiglio Superiore della Magistratura innanzi la Corte Costituzionale - è pervenuta in plenum (ed è stata approvata con il solo voto contrario dei consiglieri Buccico, Ventura Sarno, Marotta, Spangher e Di Federico) una proposta di delibera della Quarta Commissione, con la quale sono state parzialmente accolte le richieste avanzate dal dottor Claudio Vitalone, a seguito del proscioglimento dello stesso in sede penale ed in sede disciplinare.
E' stata, in particolare, accolta la richiesta relativa allo spostamento in avanti dell'età pensionabile del richiedente per un tempo corrispondente (oltre quattro anni) al sofferto periodo di sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio.
Si è invece ritenuto di dover disattendere la richiesta di avanzamento nelle funzioni superiori (da consigliere di Cassazione a Presidente di Sezione), a prescindere da una valutazione concorsuale, poiché tale particolare beneficio è previsto dalla legge (peraltro oggetto del menzionato conflitto di attribuzioni) soltanto per i magistrati dimessisi a causa della pendenza di un procedimento penale, ma non anche per i magistrati che a causa di un procedimento penale sono stati sospesi dalle funzioni e dallo stipendio.
Quanto alla ricostruzione della carriera in senso tecnico (collocazione in ruolo) nella delibera si dà atto come, sotto tale profilo, il dottor Vitalone non abbia subito pregiudizio alcuno.

5.FUORI RUOLO
Rientra in ruolo al posto precedentemente occupato di giudice della sezione lavoro del Tribunale di Bologna il dott. CARLO COCO (magistrato segretario del C.S.M.).
Collocato fuori ruolo del dott. UMBERTO DE AUGUSTINIS (magistrato di appello destinato alla Procura generale presso la Corte di Cassazione), nominato vice capo del Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Continuano l' attività fuori ruolo con funzioni diverse da quelle ordinarie ma con cambiamento delle rispettive destinazioni:
ROBERTA CAPPONI (capo dell' Ufficio Legislativo del Ministero delle Pari Opportunità ) che assume l'incarico di Presidente della Commissione per le adozioni internazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
MARIA FRANCESCA LOY (capo della segreteria del sottosegretario di Stato on. Vietti) che viene destinata presso l'Ufficio del Coordinamento legislativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze;
PAOLO FRAULINI (f.r. presso l'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia), destinato all'Ufficio del Coordinamento legislativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze;
MARIA ENRICA PUOTI (assistente di studio presso la Corte Costituzionale), destinata come consigliere giuridico presso il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie;
MARIO REMUS (Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia), destinato presso il Consiglio d'Europa a Strasburgo quale addetto del Dipartimento per l'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo;
CARMELA CAVALLO (Presidente della Commissione per le adozioni internazionali istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri), destinata quale consigliere giuridico del Ministro per le pari opportunità .
Confermati invece nel precedente incarico fuori ruolo:
ANDREA STEFANO VENEGONI (procuratore internazionale in materia di criminalità organizzata in materia di criminalità finanziaria dell'United Nations Interim Administration Mission in Kosovo) sino al 28.11.2005;
SILVIA SANTUCCI (f.r. presso il Ministero della Giustizia), con revoca della precedente delibera con cui veniva disposto il suo richiamo in ruolo presso la Procura di Potenza (posto precedentemente ricoperto);
Confermato anche il dott. GIOVANNI BUTTARELLI nel precedente incarico di Segretario generale dell'Ufficio del garante per la protezione dei dati personali per la durata di altri quattro anni.
Con riferimento a quest'ultimo incarico, attesa la posizione di fuori ruolo del dott. Buttarelli dal 28.11.989, abbiamo richiesto che la terza commissione dia sollecito riscontro alla verifica della durata del periodo massimo (quinquennale) consentito per la permanenza fuori ruolo (che risulta superato da circa sessanta colleghi, non tutti sulla base di specifiche deroghe normative), per adottare le necessarie misure nei casi in cui tale superamento sia intervenuto in violazione dei limiti di circolare.
Una pratica in merito è stata aperta da oltre un anno su nostra richiesta, ma fin qui ci si è limitati ad effettuare un monitoraggio delle singole posizioni, senza operare ancora alcuno specifico intervento.

6.DELIBERA SU GLI UFFICI GIUDIZIARI DI S.MARIA CAPUA VETERE E TORRE ANNUNZIATA
E' stata approvata dal plenum del Consiglio la risoluzione, su proposta dalla settima commissione, relativa alla situazione dell'organizzazione degli uffici giudiziari di Santa Maria Capua Vetere e Torre Annunziata.
La pratica era stata aperta sulla base di segnalazioni dei dirigenti degli uffici giudiziari, degli organismi rappresentativi dell'avvocatura, di un "libro bianco" della sezione ANM di Santa Maria Capua Vetere e di elementi già in possesso del Consiglio tutti indicativi di una gravissima difficoltà nell'esercizio della funzione giurisdizionale.
L'iniziativa della settima commissione è stata mossa dalla consapevolezza che l'efficienza degli uffici giudiziari si fonda, principalmente sull'esistenza di convergenti condizioni che interessano la disponibilità di idonee strutture, la disponibilità di un congruo contingente di personale amministrativo oltre che di un adeguato organico di magistrati, di idonee misure di sicurezza e di un razionale impiego delle risorse rappresentato nel progetto organizzativo dell'ufficio e concretamente attuato.
L'attività istruttoria, oltre alla raccolta di molto materiale (ivi compreso l'esito di precedenti risoluzioni adottate dal CSM nell'ambito della attività della commissione per la Criminalità Organizzata relative alla situazione della criminalità nella Campania, soppressa nella presente consiliatura a seguito della riduzione del numero dei componenti del CSM- ha comportato una visita di due giorni presso gli uffici giudiziari con l'audizione, oltre che dei capi degli uffici, dei magistrati preposti ai vari settori, dei dirigenti amministrativi, dei presidenti dei locali Consigli dell'Ordine e delle Camere Penali.
Non è facile descrivere in poche righe l' insieme degli elementi raccolti e dare conto della drammaticità della situazione dell'amministrazione della giustizia in quel territorio.
Gli errori di "impianto"che risalgono alla creazione di questi uffici (che hanno ereditato un gravosissimo carico di pendenze dagli Uffici giudiziari di Napoli) si sono vieppiù aggravati con l'incremento dei carichi di lavoro ed il peso, per il penale, di complessi e lunghi dibattimenti in tema di criminalità organizzata che assorbono (a Santa Maria Capua Vetere) le risorse disponibili per quel settore e che quindi determinano l'impossibilità di trattare l'ordinario.
Ciò che più colpisce peraltro è la sistemazione logistica degli uffici (ivi comprese alcune sezioni distaccate).
In entrambe le sedi gli uffici sono collocati in almeno tre strutture distinte, in alcuni casi si tratta di appartamenti di civile abitazione non certo concepiti per l'esercizio di attività giudiziaria,
A Santa Maria Capua Vetere i magistrati della procura operano in un edificio ed il personale amministrativo e la PG in un altro edificio, la struttura ove opera la Procura di Torre Annunziata è stata indicata da una perizia " a rischio di strage" (e di conseguenza le istanze del Procuratore che tanto hanno irritato il Ministro, che ha addirittura fatto riferimento a "croniche lamentazioni meridionali" appaiono ampiamente giustificate).
Carenti, se non assenti, sono le misure di sicurezza (chi vorrà approfondire la conoscenza della situazione potrà legge la dettagliata risoluzione sul sito www.movimentoperlagiustizia.it).
La Commissione non si è limitata a registrare la situazione (nelle more è intervenuto il decreto ministeriale di aumento degli organici di quegli uffici che è stato incrementato rispetto alla originaria previsione sulla scorta del parere espresso dal CSM) ma ha fornito anche concrete indicazioni sul piano organizzativo muovendosi nell'ambito delle proprie competenze.
L'aspetto operativo che è stato sottolineato dal relatore Arbasino è quello che riguarda la necessità di creare "sinergie virtuose" tra gli organismi istituzionali interessati che consentano di affrontare il problema in modo globale tenendo conto di tutti i fattori che incidono sulla funzionalità del sistema.
Vi è da chiedersi, ad esempio, che profitto possano ricavare uffici che si trovano in questa situazione dall'aumento dell'organico se non vi è la disponibilità di locali per il lavoro dei magistrati e se vi è già , nella situazione attuale, carenza di personale amministrativo.
In plenum si è registrata totale convergenza sul contenuto della proposta ed è emersa la concreta volontà di non limitare l'azione del Consiglio alla "risoluzione" ma di dare mandato alla settima commissione di proseguire nel monitoraggio della situazione ed assumere eventuali iniziative concrete per migliorare la condizione di quelle sedi giudiziarie, anche se è a tutti noto a chi spetti, secondo il dettato dell'art. 110 della Costituzione, l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Un riconoscimento è anche stato rivolto ai magistrati che operano in situazioni così difficili in un territorio nel quale è radicata una criminalità che si contrappone alle Istituzioni.
Il Vice Presidente Rognoni ha preannunciato un prossimo dibattito di plenum sulla richiesta dei componenti dei Movimenti e di MD, sulla quale si è espressa favorevolmente la commissione Regolamento, di ripristino della Commissione per la Criminalità Organizzata dotando così il Consiglio di uno strumento espressamente destinato allo studio ed alla elaborazione di soluzioni delle problematiche specifiche dell'intervento giudiziario su questo settore.

7.NUOVO BANDO PER IL POSTO DI PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
Con delibera di plenum del 19 maggio 2005 è stato nuovamente pubblicato il bando per il conferimento del posto di Procuratore Nazionale Antimafia.
Come è noto, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 2 del decreto legge 30 dicembre 2004 n. 314 ("il magistrato preposto alla Direzione Nazionale Antimafia, alla data di entrata in vigore del presente decreto, continua ad esercitare le proprie funzioni fino al compimento del settantaduesimo anno di età ") era rimasta interrotta la procedura di conferimento dell'ufficio direttivo in questione, avviata con bando del 4 novembre 2004 fax n.19637; ed è noto altresì che - con riferimento alla d.d.l. di conversione del menzionato decreto legge - il Consiglio Superiore della Magistratura, richiesto dal Ministro della Giustizia, aveva espresso (con delibera del 26 gennaio 2005) un parere con cui venivano manifestate forti preoccupazioni in merito ai rischi di erosione delle prerogative d'ordine costituzionale attribuite al Consiglio Superiore della Magistratura.
Nel menzionato parere era stata, tuttavia, individuata una possibile interpretazione adeguatrice al dettato costituzionale della citata disposizione valorizzandosi "la circostanza che la disposizione in esame non modifica il termine massimo dell'incarico previsto dall'art. 76-bis citato né, tanto meno, costituisce nuovo incarico, ma, introducendo una deroga eccezionale e transitoria, consente al magistrato in carica di restare nelle proprie funzioni per un periodo che dovrebbe coprire i tempi di individuazione e destinazione del nuovo dirigente. Si può così ritenere che la proroga delle funzioni non incida in modo ablativo sulle procedure di destinazione e trasferimento relative al posto di Procuratore nazionale antimafia, che - pur con i limiti sopra indicati - restano in tal modo nella sfera del Consiglio Superiore della Magistratura ai sensi dell'art. 105 della Costituzione".
Sennonché la legge di conversione 1° marzo 2005 n.26 ha innovato il menzionato articolo 2, prevedendosi in modo espresso ciò che il Consiglio nel citato parere aveva ritenuto di poter escludere, e cioè, la spostamento in avanti della c.d. vacanza (fissata per legge alla data del 2 agosto 2005) e, quindi, di fatto la necessità di un nuovo bando.
Poiché, tuttavia, lo spostamento in avanti del termine della vacanza non è venuto a determinare - in concreto - alcun effetto preclusivo in termini di legittimazione, di alcuno degli aspiranti che avevano già presentato domanda in relazione al precedente bando, restando, pertanto, escluso, in concreto, ogni effetto ablativo sulla procedura di destinazione del nuovo dirigente con menomazione delle prerogative consiliari, abbiamo richiesto di dare atto nella parte motiva del nuovo bando di queste considerazioni, per riaffermare la validità delle argomentazioni espresse nel parere del 26 gennaio 2005 e, quindi, per ribadire formalmente le esigenza di difesa delle prerogative consiliari in materia di conferimento degli incarichi direttivi.
Poiché, sia in Commissione che in plenum, è prevalso il convincimento che queste preoccupazioni dovessero restare affidate esclusivamente al dibattito di plenum, abbiamo ritenuto - unitamente ai colleghi di MD - di astenerci dal votare la delibera.
Abbiamo voluto, in buona sostanza, marcare il disagio per una vicenda concorsuale in materia di conferimento di incarico direttivo, rimasta bloccata da un decreto legge e, quindi, da una legge di conversione, e poi di fatto riaperta nonostante le preoccupazioni espresse dal plenum a larghissima maggioranza.

8.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle per il biennio 2004/2005 dei seguenti uffici giudiziari:
Procura di S.Maria C. Vetere, Tribunale di Tolmezzo, Tribunale di sorveglianza di Messina, Procura per i minorenni di Milano, Tribunale per i minorenni di Milano, Corte d' Appello di Genova, Procura per i minori di Reggio Calabria, Tribunale di Gorizia;
con osservazioni "precettive" quelle della Procura di Gorizia, della Procura di Pordenone e della Procura di Trieste,

9.SOSPENSIONE DALLE FUNZIONI GIUDIZIARIE E COPERTURA DELL'ORGANICO
L'esame di una istanza proposta dal Presidente di un (piccolo) Tribunale, diretta ad evidenziare le difficoltà operative conseguenti al trasferimento presso l'ufficio "in prevenzione ex art.2" di un magistrato attualmente sospeso dalle funzioni e dallo stipendio (e quindi di un trasferimento allo stato solo virtuale), ha costituito occasione per una riflessione sulle difficoltà derivanti dall'impossibilità normativa di procedere in casi analoghi alla copertura del posto in organico, assegnato ad un magistrato indipendentemente dalla sua mancata presa di possesso.
Individuata la sostanziale difficoltà a fronteggiare detta situazione mediante l'impiego di un magistrato distrettuale, la maggioranza del plenum ha disposto il ritorno in commissione della proposta per verificare la possibilità di diversa soluzione interpretativa che consenta una copertura stabile ed effettiva del posto in organico, con minore aggravio per l'ufficio di destinazione.

10.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all'incontro di studio di Graz su "Diritto e procedura civile internazionale" (1-2 giugno) i colleghi ARMIN KAPELLER (cons. Appello Bolzano) e BARBARA ROMANO (Trib. Barcellona Pozzo di Gotto);
per l'incontro di studi di Parigi su "Prova penale e processo scientifico" (6-10 giugno), ammessi ROCCO CRISCUOLO (Trib. Ferrara) e CECILIA VASSENA (p.m. Milano);
per il seminario su " Elaborazione e realizzazione di moduli di formazione sulla lotta al traffico di esseri umani per giudici e pubblici ministeri nell'ambito della U.E." (Treviri, 23-25 maggio), designati i colleghi GIUSTO SCIACCHITANO (D.N.A.), LUIGI PATRONAGGIO (Presidente di sezione del Trib. di Agrigento), PAOLA FILIPPI (uff. studi C.S.M.);
per l'incontro di studio sul tema "Incesto e giustizia" (Parigi, 13-17 giugno), il dott. VINCENZO RUSSO (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia);
per l'incontro di studio sul tema "La conciliazione giudiziaria" (Grenoble, 31 maggio-3 giugno), la dott.ssa MARIA CARLA GATTO (trib. Milano)..

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
La Commissione, dopo aver definito tutte le procedure concorsuali per trasferimenti o conferimento di funzioni banditi nel corso del 2004 (con la sola eccezione del posto di sostituto nazionale antimafia di prossima conclusione) ha iniziato a scrutinare gli aspiranti ai posti di appello di cui al bando 11 marzo 2005.
Sono già state formulate alcune proposte per la copertura di alcuni dei posti relativi alle Corti di Appello e Procure Generali di Ancona, Bologna, Brescia, Firenze,Genova, Milano, Napoli, Roma.
I lavori su questo concorso dovrebbero procedere con la massima rapidità per liberare posti di primo grado utili per la individuazione (unitamente a quelli derivanti dall'aumento dell'organico ormai di imminente pubblicazione sul bollettino del Ministero) dei posti da assegnare agli uditori.
Verso fine mese dovrebbe essere definita la predisposizione dei parametri relativi ai trasferimenti per i posti di primo grado.
La Commissione ha anche all'esame una importante pratica che riguarda modifiche alla circolare sull'accesso in cassazione al fine di definire criteri più precisi nella valutazione delle attitudini dei candidati alla specifica funzione di legittimità .

QUINTA COMMISSIONE
Per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Lodi (Relatore Buccico) dopo la revoca del dott. GALIZZI, oltre alla proposta per la dott.ssa ADRIANA GARRAMMONE (Presidente di sezione del Tribunale Milano) con tre voti (Buccico, De Nunzio, Mammone), è stata formalizzata dai cons. Fici e Menditto quella per il dott. ALFREDO DE LILLO (Presidente di sezione del Tribunale di Monza);
per l'incarico di Presidente del Tribunale di Varese è stato proposto con tre voti (Menditto, Berlinguer, Fici) il dott. EZIO SINISCALCHI (Presidente di sezione del Tribunale Milano), mentre due voti (De Nunzio e Mammone) sono andati al dott. EMILIO CURTO' (Presidente di sezione del Tribunale di Varese); Buccico astenuto;
per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso Tribunale per i minorenni di Torino tre voti (Menditto, Fici, Berlinguer) sono andati al dott. ENNIO TOMASELLI (giudice del Tribunale dei minori di Torino) e tre voti (Buccico, De Nunzio, Mammone) al dott. BENIAMINO SPIZUOCO (giudice del Tribunale dei minori di Brescia);
per l'incarico di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Ancona dopo la revoca del dott. CASULA è stato proposto con 4 voti (Buccico, Mammone, Berlinguer, Menditto) il dott. VINCENZO DE ROBERTIS (Presidente di sezione del Tribunale di Bologna) e un voto (De Nunzio) è andato al dott. LAURO MORETTA (Presidente di sezione del Tribunale di Ancona); Fici astenuto.
per un posto di Presidente di sezione del Tribunale di Roma è stato proposto il all'unanimità dott. FRANCESCO VERUSIO (Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Roma);
per il posto di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro dopo le revoche del dott. EUGENIO FRANCESCO GREGORIO GRECO (Presidente del Tribunale di Catanzaro) e del dott. ITALO FRANCESCO ACRI (Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro) è stato proposto all'unanimità il dott. ANTONIO BAUDI (Presidente Sezione Tribunale Catanzaro);
per l'incarico semidirettivo di Presidente di sezione del Tribunale di Cosenza dopo la revoca del dott. INTROCASO è stata proposta con 5 voti (Fici, Menditto, De Nunzio, Mammone, Berlinguer) la dott.sa ANTONIA GALLO (giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere) e un voto (Buccico) è andato al dott. LANFRANCO VETRONE (Consigliere della Corte d'Appello di Potenza); intervenuta la successiva revoca di quest'ultimo, la proposta in favore della dott.ssa GALLO è stata adottata all'unanimità .

SETTIMA COMMISSIONE
Prosegue la attività del gruppo misto sulla elaborazione di un "sistema di misurazione della giustizia". E' stata avviata una sperimentazione del sistema, relativamente al settore civile ( già positivamente verificato sul tribunale di Roma) anche nei tribunali di Velletri e Latina per verificare la sua attendibilità anche in realtà giudiziarie con diverse caratteristiche rispetto a quelle di Roma.
E' stata anche avviata una sperimentazione nel settore penale che interessa sia il tribunale che l'Ufficio GIP che la Procura di Roma.
Prosegue intanto il complesso e laborioso esame delle proposte tabellari (alcuni uffici non hanno ancora provveduto a trasmetterle) ed il dato delle tabelle esaminate ed approvate è ad oggi del 60%.

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