Get Adobe Flash player
Nuova pagina 2

SOMMARIO
1.L'ISTITUZIONE DI UNA NUOVA COMMISSIONE PER IL CONTRASTO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA E DEL TERRORISMO
2.SEMPRE E COMUNQUE FUORI RUOLO?
3.INCARICHI SEMIDIRETTIVI - PRESIDENTE DI SEZIONE DEL TRIBUNALE DI SALERNO: LE RAGIONI (??) DI UNA SCELTA CONTRASTATA
4.NOMINATA LA COMMISSIONE PER IL CONCORSO DI UDITORE GIUDIZIARIO
5.RIENTRO IN RUOLO ED INCARICHI SEMIDIRETTIVI
6.TRASFERIMENTI ALLE CORTI DI APPELLO ED ALLE PROCURE GENERALI
7.UTILIZZAZIONE DEL PERSONALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA ED USO DI UN ANONIMO DA PARTE DEL MINISTERO
8.PRIME "ROSE" PER LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI
9.SULL'UTILIZZO DEL MAGISTRATO DISTRETTUALE
10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI

Ernesto AGHINA, Paolo ARBASINO, Giuseppe FICI
Nuova pagina 1



1.L'ISTITUZIONE DI UNA NUOVA COMMISSIONE PER IL CONTRASTO DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA E DEL TERRORISMO
Sin dal 1982 (in concomitanza con i gravi fatti di mafia che hanno caratterizzato quella stagione) il CSM ha ritenuto di dotarsi di una struttura interna che, nell'ambito delle proprie competenze, consentisse di adottare le necessarie iniziative a conferma dell'"impegno della magistratura italiana e del suo organo di autogoverno a combattere con fermezza e in collaborazione con tutti gli organi dello stato la mafia, il terrorismo e ogni altra forma di criminalità organizzata".
Negli anni successivi la forma del "Comitato" a suo tempo adottata, si è evoluta sino alla costituzione, nel 1995, di un'autonoma commissione referente con specifiche competenze quali la formulazione di pareri ex art. 10 co.2 legge 195/58, la verifica delle condizioni organizzative degli uffici impegnati nella lotta alla mafia, una collaborazione con le altre commissioni consiliari sugli specifici temi del contrasto alla criminalità organizzata, visite ad uffici giudiziari per l'acquisizione di elementi conoscitivi. Questa Commissione (la cd. "decima") ha proficuamente operato sino alla fine delle precedente consiliatura ma non è stata rinnovata a causa delle esigenze di funzionalità del consiglio derivanti dalla riduzione del numero dei consiglieri prevista dalla legge n. 44 del 2002.
Alcune delle competenze sono state così attribuite (quanto alla formulazione dei pareri) alla sesta commissione e (quanto ai problemi organizzativi ed alle condizioni di funzionalità degli uffici) alla settima commissione.
Su richiesta dei consiglieri dei Movimenti e di MD è stata aperta nel 2004 una pratica volta alla valutazione dell'opportunità di costituzione di una commissione referente per i problemi posti all'amministrazione della giustizia dalla criminalità organizzata di stampo mafioso e di tipo terroristico.
Tale richiesta si fondava sulla constatazione che l'abolizione della commissione e la limitata e frammentaria ripartizione delle sue competenze in altre commissioni aveva reso molto più difficoltosa l'attenzione del Consiglio sui temi di sua competenza interessanti il fenomeno mafioso e che, al riguardo, era invece necessario un "osservatorio" che avesse una visione unitaria e globale delle relative tematiche. Al fenomeno mafioso si era poi aggiunta una reviviscenza del terrorismo nazionale e l'affermarsi, anche nel territorio dello Stato, di azioni riferibili al terrorismo islamico che richiedevano una particolare e specifica attenzione.
La commissione Regolamento del CSM ha svolto un approfondito dibattito ed ha anche proceduto all'audizione del Procuratore nazionale Antimafia, del procuratore Aggiunto di Milano preposto al dipartimento che si occupa di terrorismo, del Procuratore e di sostituti di Roma: da parte di tutti gli auditi si è rappresentata la necessità di un più diretto impegno del CSM individuato come necessario punto di riferimento per la magistratura impegnata nella lotta alla mafia ed al terrorismo.
All'esito è stata formulata una richiesta di costituzione della commissione referente da sottoporre al Capo dello Stato cui compete la decisione.
Allo scopo di fornire il più ampio quadro valutativo si è svolto un dibattito di plenum sull'argomento che ha raccolto l'unanime consenso dei consiglieri alla proposta con la sola eccezione del consigliere Di Federico che ha sostenuto la non pertinenza della materia alle competenze consiliari anche con riferimento a rapporti con organismi internazionali.
Da parte di tutti gli altri è stata invece espressa una convinta adesione alla formazione di una commissione con struttura "snella" che funga da elemento di raccordo per i magistrati impegnati nello specifico settore ed interloquisca con altri organismi istituzionali, raccogliendo informazioni ed elaborando proposte in diretta correlazione con le altre commissioni consiliari, realizzando così una sorta di osservatorio istituzionale permantente.

2.SEMPRE E COMUNQUE FUORI RUOLO?
Procede senza tentennamenti (se si prescinde dalla nostra formale opposizione) la linea di questo Consiglio di autorizzare (sempre e comunque) ogni richiesta di collocamento fuori ruolo da qualunque autorità o istituzione provenga ed a prescindere da pareri contrari dei Consigli Giudiziari, ovvero dei capi degli uffici (è stato pure sostenuto in plenum, qualche mese addietro, che poco rileva un parere contrario ….. " poiché i capi degli uffici esprimono sempre parere contrario …. " testuale).
In buona sostanza questo Consiglio Superiore della Magistratura ha, nei fatti, svuotato di contenuto l'autorizzazione per il c.d. collocamento fuori ruolo prevista dall'art. 15 della legge 195 del 1958; ed a nulla valgono le sollecitazioni a tener conto del numero complessivo dei magistrati fuori ruolo e dell'esigenza, quindi, di dare corso a quella politica di contenimento che pure viene evocata in numerose delibere di accoglimento delle richieste.
E' evidente infatti che se l'autorizzazione non viene mai negata, svilendola a mero adempimento formale senza alcun vaglio di merito, costituisce soltanto esercizio retorico il richiamo a linee di maggior rigore che non sono mai stati concretamente percorse e, quel che è più grave, viene mortificato il ruolo (di rilievo costituzionale) del C.S.M. nel delicato settore della destinazione dei magistrati a funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie
Ciò premesso va riferito l'ulteriore collocamento fuori ruolo, con destinazione al Ministero della Giustizia, deliberato dal plenum dell'1 giugno 2005 in favore del dottor Paolo PORRECA, giudice del Tribunale di Terni, nonostante il parere contrario del presidente di quel Tribunale e del Consiglio Giudiziario di Perugia (3 voti contrari: Arbasino, Fici e Di Federico; una astensione: Marini).
E va, altresì, riferita l'autorizzazione concessa, con procedura d'urgenza, per la destinazione del dottor Arcibaldo MILLER alle funzioni di Ispettore Generale del Ministero della Giustizia, dopo la mancata conferma del dottor Schiavon, messo a disposizione dal Ministro, a causa di ragioni non univocamente riferite alla stampa dai diretti interessati.
Abbiamo sollecitato il rinvio ad altro plenum per un'adeguata riflessione in merito ad una destinazione fuori ruolo per un incarico di tale rilievo, di incontestabile competenza ministeriale ma, al contempo, di indubbio interesse per il Consiglio attesa la possibilità per lo stesso Consiglio di avvalersi dell'Ispettorato; ma nonostante l'assenza (per ragioni istituzionali) di numerosi consiglieri si è votato comunque, restando agli atti l'astensione di alcuni di noi (Arbasino, Fici, Marini, Menditto, oltre a Rognoni).
Da segnalare altresì il passaggio del dott. FULVIO BALDI (già f.r. come magistrato segretario al C.S.M.) all'ufficio studi del C.S.M., mentre rientra invece nella giurisdizione il dott. CATALDO COLLAZZO (Trib. Sala Consilina) (fuori ruolo per aspettativa elettorale in quanto candidato alla regione Basilicata e non eletto), con destinazione il Tribunale di Castrovillari.

3.INCARICHI SEMIDIRETTIVI -PRESIDENTE DI SEZIONE DEL TRIBUNALE DI SALERNO: LE RAGIONI (??) DI UNA SCELTA CONTRASTATA.
Conferiti all'unanimità i seguenti incarichi direttivi:
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro al dott. ANTONIO BAUDI (Pres. di sez. del Trib. di Catanzaro):
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Firenze al dott. GIOVANNI BELLAGAMBA (Appello Firenze);
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Napoli ai dott. VINCENZO TRIONE (Appello Napoli) e ADRIANO D'OTTAVIO (Pres. sez. Trib. Napoli);
Presidente di sezione della Corte d'Appello di Perugia al dott. EMANUELE MEDORO (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto);
Avvocato Generale presso la Procura generale della Corte d'Appello di Lecce al dott. GIUSEPPE VIGNOLA (Procuratore aggiunto della Procura presso il Trib. di Lecce);
Avvocato Generale presso la Procura generale della Corte d'Appello di Napoli al dott. ROBERTO D'AJELLO (Procuratore aggiunto della Procura presso il Trib. di Napoli);
Presidente di sezione del Tribunale di Arezzo al dott. MAURO BILANCETTI (Appello Firenze);
Presidente di sezione del Tribunale di Biella al dott. LORENZO FORNACE (p.m. Ivrea);
Presidente di sezione del Tribunale di Cosenza alla dott.ssa ANTONIA GALLO (Trib. S. Maria C. Vetere);
Presidente di sezione del Tribunale di Fermo al dott. UGO VITALI ROSATI (Trib. Fermo);
Presidente di sezione del Tribunale di Foggia al dott. ANTONIO DE LUCE (Appello Bari);
Presidente di sezione del Tribunale di Genova al dott. RENATO DELUCCHI (Trib. Genova);
Presidente di sezione del Tribunale di Napoli ai dott. VINCENZA TAGLIARINI (Trib. Napoli), BRUNO SCHISANO (Trib. Napoli), CLEMENTE MINISCI (Appello Napoli), LUCIO DELLA RAGIONE (Appello Napoli), ANNA MARIA CANALE (Appello Napoli), MARIA ROSARIA COSENTINO (Pres. del Trib. di S. Maria C. Vetere);
Presidente di sezione del Tribunale di Trieste al dott. GIOVANNI SANSONE (Trib. Trieste);
Presidente aggiunto della sezione gip/gup del Tribunale di Firenze al dott. ANTONIO BANCI (Trib. Firenze).
Molto più contrastata la nomina per Presidente di sezione del Tribunale di Salerno, conclusasi con la prevalenza del dott. NICOLA DE MARCO (trib. Salerno) con 14 voti (6Unicost, 2MI, 4laici del Polo, Marvulli, Berlinguer) sul dott. BRUNO DE FILIPPIS (Trib. Salerno) che ha riportato 8 voti (4MD, 3Movimento, Schietroma), astenuti Favara e Rognoni.
Nel caso in esame la proposta poi risultata maggioritaria ha conferito il massimo del punteggio attitudinale al dott. De Marco, nonostante l'assenza di precedenti esperienze apicali, e trascurando il dato che il dott. De Filippis (più giovane di un concorso) era stato in precedenza Consigliere Pretore dirigente sino alla riforma del giudice unico (e quindi "perdente posto" direttivo).
Le dedotte "spiccate attitudini" alle funzioni direttive per il dott. De Marco sono state rilevate dal suo incarico di "Presidente della seconda unità operativa" (?) della prima sezione civile del Tribunale di Salerno, che il dibattito, grazie anche all'intervento chiarificatore del cons. Primicerio, ha consentito di meglio individuare come mere funzioni di presidente (di fatto) di un collegio.
A nulla è valso ricordare come per una nomina solo di pochi minuti antecedente (per Presidente di sezione del Tribunale di Genova), ci si era determinati per una minore valutazione attitudinale tra un candidato (più anziano di cinque anni..) che aveva ricoperto solo in via di fatto funzioni di presidente di sezione (e non di collegio…), conferendo un punteggio attitudinale più alto a chi, come il dott. Delucchi, aveva svolto per nove mesi funzioni di Presidente di sezione sino alla riforma del giudice unico (anch'egli quindi un "perdente posto"..).
Ancor meno è servito dedurre, a fronte della tesi per cui nei concorsi per incarichi semidirettivi non si imponga alcuna valutazione comparativa, come solo pochi giorni or sono il T.A.R. avesse accolto il ricorso di un magistrato soccombente in un concorso per semidirettivo, sospendendo cautelarmene la nomina di altro magistrato, motivando proprio per l'obbligo di comparazione tra i profili dei concorrenti, ancor più necessaria laddove il ricorrente sia "perdente posto".

4.NOMINATA LA COMMISSIONE PER IL CONCORSO DI UDITORE GIUDIZIARIO
E' stata approvata, su proposta della nona commissione (rel. Aghina), la commissione del concorso per la copertura di 380 posti di uditore giudiziario bandito con D.M. 28.2.2004, le cui prove preselettive avranno luogo in più sedi decentrate a partire dal 10 giugno.
Nonostante l'elevatissimo numero di domande di aspiranti (si è pervenuti ad una quota record di oltre 41.000 candidati, di cui oltre 16.500 in possesso di titoli di esonero dalla prova preselettiva), l'interlocuzione con il Ministero diretta a verificare la possibilità di un incremento numerico della commissione, per accelerare le procedure concorsuali, non ha avuto esito, in virtù del dato normativo ostativo, per cui si è dovuta riproporre una commissione composta, come di regola, da otto docenti universitari e ventiquattro magistrati, di cui due (presidente e vice-presidente), in servizio presso la Corte di Cassazione.
Non senza ragione, nel disegno di riforma ordinamentale, la composizione della commissione di concorso è modulata sul numero dei candidati; la situazione attuale invece comporterà più che prevedibilmente tempi lunghissimi per la correzione degli elaborati.
L'interpello per la predisposizione della commissione, riservato ai magistrati con qualifica di consigliere d'Appello, ha previsto quest'anno una serie di criteri di esclusione (precedente nomina analoga, attività di docente a corsi di preparazione dei candidati al concorso per uditore giudiziario, funzioni direttive o semidirettive, appartenenza ad uffici con vacanza di organico superiore al
25%, servizio in Uffici in cui sono in corso applicazioni extradistrettuali, funzioni di referente per la formazione decentrata o per l'informatica, nomina a componenti del Consiglio direttivo o che abbiano insegnato nelle Scuole per le professioni legali per più di nove ore; pendenza di procedimenti penali, disciplinari o procedimenti ex art. 2 L.G), che però non hanno ridotto il numero delle domande (più di 300 gli aspiranti…).
Verificato il possesso dei criteri attitudinali previsti dall'interpello, stante la sostanziale equivalenza di un ancora elevato numero di magistrati, si è così proceduto (come peraltro già avvenuto in passato..) ad un sorteggio, che garantisse comunque un'equiparazione tra magistrati addetti a funzioni civili e penali e tra aree territoriali (con un limite massimo di tre magistrati per circondario), prevedendo altresì una quota di almeno il 30% in favore delle donne.
Di seguito la composizione della commissione:
Carlo GRILLO - Consigliere della Corte di Cassazione (presidente)
Ruggero GALBIATI - Consigliere della Corte di Cassazione (vice-presidente)
Marcello BORTOLATO - Giudice del Tribunale di Mantova
Emma Francesca COSENTINO - Sost. Proc. Rep. presso il Tribunale di Firenze
Oronzo DE MASI - Giudice del Tribunale di Roma
Paolo DE SANCTIS - Sost. Proc. Gen. Rep. presso Corte Appello di Napoli
Corrado DI CORRADO - Consigliere della Corte di Appello di Bari
Antonio DIELLA - Giudice del Tribunale di Foggia
Marilia DI NARDO - Giudice del Tribunale di Napoli
Antonio Francesco ESPOSITO - Giudice del Tribunale di Lecce
Matteo FRASCA - Consigliere Sezione Lavoro della Corte di Appello di Palermo
Gianfranco GAROFALO - Consigliere della Corte di Appello di Palermo
Giuseppe GRASSO - Giudice del Tribunale di Catania
Luciano IMPERIALI - Giudice del Tribunale di Roma
Raffaele MARTORELLI - Giudice del Tribunale di Milano
Graziella Maria MASCARELLO - Giudice della Sez. Lav. del Tribunale di Milano
Mauro MOCCI - Giudice del Tribunale di Bergamo
Marina MOLETI - Consigliere della Corte di Appello di Messina
Anna PASSANNANTI - Sost. Proc. presso Tribunale dei Minorenni di Roma
Mirella PREVETE - Giudice del Tribunale di Torino
Giuseppe PROVITERA - Consigliere della Corte di Appello di Napoli
Carlaromana RAINERI - Giudice del Tribunale di Milano
Massimo SENSALE - Consigliere della Corte di Appello di Campobasso
Aldo TIRONE - Giudice del Tribunale di Asti
Docenti universitari:
Angelo BARBA - Prof. Ord. Ist. Diritto privato - Econ. Comm. - Siena
Angelo SCALA - Prof. Ass. Diritto Proc. Civile - Giurispr.- "Parthenope" Napoli
Giuseppe FAUCEGLIA - Prof. Straord. Dir.Comm.le - Giurispr. - Salerno
Sergio PERONGINI - Prof. Straord. - Diritto Amm. - Giurispr. - Salerno
Sebastiano LICCIARDELLO - Prof. Straord. - Dir. Amm. - Scien. Pol.- Catania
Sergio LORUSSO - Prof. Straord. - Diritto process.le Pen. - Giurispr. - Foggia
Anna Maria MAUGERI - Prof. Straord. - Diritto penale - Giurispr. - Catania
Antonella SCIORTINO - Prof. Assoc. - Diritto Cost. - Giurispr. - Palermo
Componenti supplenti:
Annamaria AMBROSIO - Consigliere della Corte di Appello di Roma;
Alessandra ARAGNO - giudice del Tribunale di Torino
Maurizio ATZORI - Giudice del Tribunale di Bologna
Giorgio BARBUTO - Giudice del Tribunale di Milano
Mario BIDDAU - Consigliere della Corte di Appello di Cagliari
Rosa CALIA DI PINTO - Giudice del Tribuanale di Bari
Vito CALISE - Giudice del Tribunale di Napoli
Lucio CAPASSO - Consigliere della Corte di Appello di Napoli
Filippo CASA - Giudice del Tribunale di Roma
Domenico CHINDEMI - Consigliere della Corte di Appello di Milano
Giuseppe DE BENEDICTIS - Giudice del Tribunale di Bari
Claudio D'ISA - Consigliere della Corte di Appello di Napoli
Gabrielle DONATIELLO - Magistrato di Sorveglianza Avellino
Antonella GIANNELLI - Consigliere della Corte di Appello di Salerno
Giuseppina LEO - Giudice del Tribunale di Roma
Giulio MAISANO - Consigliere Sezione Lavoro della Corte di Appello di Napoli
Gabriella MIGLIACCIO - Giudice del Tribunale di Milano
Domenico PARISI - Giudice del Tribunale di Napoli
Bruno RADOS - Giudice della Sezione Lavoro del Tribunale di Roma
Manila SALVA' - Consigliere della Corte di Appello di Trieste
Giuseppe SERAO - Giudice del Tribunale di Trento
Alfredo Pompeo VIOLA - Giudice del Tribunale di Foggia
Enrico CATERINI - Prof. Straord. - Ist. Diritto Priv. Econ. Comm. - Cosenza
Caterina MIRAGLIA - Prof. Ord. Ist. Diritto Priv. - Giur. - Salerno
Ignazio GIACONA - Prof. Straord. - Diritto pen. - Giurispr. - Palermo
Lucia RISICATO - Prof. Straord. - Diritto pen. - Giurispr. - Messina

5.RIENTRO IN RUOLO ED INCARICHI SEMIDIRETTIVI.
Come è noto, all'inizio di questa consiliatura, dopo le inevitabili (?!) polemiche conseguenti al rientro in ruolo dei consiglieri uscenti, è stata modificata la circolare sui trasferimenti con particolare riferimento alla procedura del concorso virtuale. E' così rimasta esclusa la possibilità di conferire, appunto con la procedura del concorso virtuale, un incarico semidirettivo, oltreché un posto alla Corte di Cassazione, al Massimario, ovvero alla DNA.
Ciò premesso, va segnalata la delibera di plenum dell'1 giugno 2005 approvata a larghissima maggioranza (con il voto contrario di Fici e sei astensioni fra cui Arbasino; assente Aghina per l'intero plenum), delibera con la quale la dottoressa Franco ZACCO, già destinata al Ministero della Giustizia, è stata ricollocata in ruolo al posto di provenienza e, cioè, al posto di presidente di sezione del Tribunale di Teramo.
Poiché però i due posti di organico di quel tribunale erano già coperti, la collega è stata ivi destinata in soprannumero, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, della legge 48 del 2001, alla stregua del quale "cessato l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 (e, cioè, funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie) i magistrati possono essere assegnati agli uffici giudiziari di provenienza, con le precedenti funzioni, anche in soprannumero che deve essere riassorbito con le successive vacanze".
Come risulta dalla delibera approvata la dottoressa ZACCO aveva chiesto il ricollocamento in ruolo e la destinazione al Tribunale di Roma con funzioni di presidente di sezione, quale posto di eguale livello di un distretto viciniore, essendo il precedente posto di provenienza (presidente di sezione presso il Tribunale di Teramo) non vacante.
La Terza Commissione ha condivisibilmente escluso una tale possibilità prevista dalla normativa per i posti ordinari (ma non anche per semidirettivi ed ovviamente per i posti direttivi) e, tuttavia, ha sottoposto al plenum (contraddittoriamente, secondo alcuni …. da qui le astensioni ed il voto contrario) una proposta di delibera con la quale, per la prima volta, la menzionata disposizione è stata applicata (senza una adeguata riflessione) per un incarico semidirettivo.
Nel dibattito di plenum si è anche sostenuto che questa delibera non verrà a costituire un precedente, attese le condizioni particolari del Tribunale di Teramo, ove sarà possibile destinare a specifiche incombenze il terzo presidente di sezione.
Abbiamo però replicato che questa delibera (a prescindere dall'auspicio che non costituisca un precedente) farà parte del patrimonio delle decisioni adottate dal Consiglio e certamente sarà richiamata da altri … come precedente per l'appunto.
E se il rientro in ruolo al posto di provenienza dovesse essere richiesto per un incarico direttivo abbiamo provocatoriamente ipotizzato? Ci è stato assicurato che in questo caso la norma citata non si applica e questo risposta ha avvalorato le nostre perplessità riguardo agli incarichi semidirettivi, con riferimento ai quali forse qualche problema sussisteva e sussiste.
Un ritorno della pratica in Commissione, per un approfondimento e l'eventuale coinvolgimento dell'Ufficio Studi, come pure abbiamo sollecitato, sarebbe stato al riguardo estremamente utile. Ma anche questa nostra richiesta ha riscosso pochissime adesioni.

6.TRASFERIMENTI ALLE CORTI DI APPELLO ED ALLE PROCURE GENERALI.
A distanza di poco più di due mesi dalla pubblicazione del bando del 10 marzo 2005 relativo a circa 85 posti di secondo grado, la Terza Commissione ha sottoposto al plenum dell'1 giugno 2005 le prime proposte per complessivi 26 posti; ai successivo plenum dell'8 e 9 giugno sono stati definite ulteriori procedure per complessivi 17 posti (17+26=43 la metà più uno dei posti complessivamente messi a concorso).
Si tratta di un avvio assai promettente che consente di convalidare la previsione che il bando in questione possa essere definito, per gran parte, prima della pausa estiva.
Sono inoltre già pronti i c.d. parametri dei 325 posti di I grado, pubblicati il 24 marzo 2005 e in questi ultimi giorni la Terza Commissione ha già tempestivamente formulato alcune decine di proposte.
Il lavoro che attende la III Commissione è, dunque, estremamente impegnativo anche perché dovrà tenere conto della scadenza di fine anno, quando dovranno essere individuate 380 sedi da destinare agli uditori giudiziari. Ciò significa che l'ulteriore pubblicazione per trasferimenti prevista per fine anno (e, comunque, pressoché contestualmente alla individuazione delle sedi per gli uditori) sarà tanto più ricca di posti di I grado quanto meglio la Terza Commissione avrà operato nella definizione dei bandi avviati a marzo.
I posti complessivamente disponibili (200 derivanti dall'aumento degli organici, cui potranno essere aggiunti circa 70 posti derivanti da trasferimenti di giudici di I grado verso i posti di II grado, nonché tutti i posti di I grado resisi vacanti a seguito della copertura dei 325 posti pubblicati il 24 marzo 2005) saranno così suddivisi in due grandi elenchi, uno per gli uditori e l'altro per i trasferimenti ordinari.
E' evidente che quanto maggiore sarà il numero dei posti disponibili (e ciò dipenderà dallo stato di definizione del bando in questione) tanto maggiori saranno le possibilità di garantire al meglio le esigenze della c.d. mobilità ordinaria, a fronte delle ineliminabile scadenza connessa alla definizione del tirocinio di 380 più giovani colleghi.

7.UTILIZZAZIONE DEL PERSONALE DI POLIZIA GIUDIZIARIA ED USO DI UN ANONIMO DA PARTE DEL MINISTERO
Nel plenum del 9 giugno 2005 è stata approvata, all'unanimità , su proposta della Sesta Commissione, una delibera concernente i criteri di l'utilizzo, presso gli uffici di Procura, del personale di polizia giudiziaria.
La pratica aveva tratto origine da notizie di stampa del luglio del 2004 relative ad una nota del Ministero della Giustizia riguardo ad un dedotto improprio uso, nelle segreterie delle Procure della Repubblica, di personale delle Sezioni di polizia giudiziaria.
Nella delibera approvata si afferma testualmente che la nota in questione, a firma del Capo Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, con cui si sollecitava l'osservanza delle disposizioni ministeriali, "portava in allegato, in modo inopportuno e ingiustificato, una missiva anonima che in alcuni passaggi assurge a livello di vera e propria delegittimazione della funzione giudiziaria ed il cui contenuto ebbe, purtroppo, una non imprevedibile amplificazione attraverso gli organi di stampa che ne riferirono".
Quanto al merito delle indicazioni si rimanda alla delibera in questione (trasmessa in lista) ove viene sviluppata un'analisi su funzioni ed incombenze di carattere amministrativo e funzioni ed incombenze più propriamente attinenti all'attività di indagine, nonché sulla difficile individuazione di esatti e certi confini ed, ancora, sui concorrenti poteri del capo dell'Ufficio e del singolo sostituto procedente: "se dunque il potere del dirigente dell'ufficio di distogliere il personale assegnato alla sezione dai compiti esclusivi di polizia giudiziaria non può operare con riferimento al singolo procedimento …… risulta … evidente che, al pari di tutti gli altri agenti e ufficiali di polizia giudiziaria, anche per il personale assegnato alle sezioni le funzioni di polizia giudiziaria non hanno carattere di assoluta esclusività ed è possibile la destinazione di quel personale a compiti diversi su disposizione del dirigente dell'ufficio giudiziario".

8.PRIME "ROSE" PER LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI
Approvate le prime "rose" di quattro magistrati all'interno delle quali i Consigli delle facoltà di Giurisprudenza designeranno i due componenti "togati" per la composizione dei Consigli direttivi delle Scuole di Specializzazione per le professioni legali (S.S.P.L.), di imminente rinnovo.
Come già comunicato, in sede di interpello per la verifica delle disponibilità , sono state introdotte una serie di preclusioni derivanti dall'assunzione di altri incarichi, nonché il principio di almeno parziale turnazione (limitando nel massimo ad una l'indicazione di componenti uscenti del Consiglio direttivo).
Le dichiarazioni di disponibilità peraltro non sono state particolarmente numerose:
-- per la S.S.P.L. dell'Università di Teramo sono stati indicati colleghi: STEFANO FILIPPINI (Trib. minori L'Aquila), ANTONIO PERINELLI (Trib. Latina), FRANCESCO NOVARESE (cons. Cassazione), NICOLA SARACINO (Trib. Tivoli);
-- per la S.S.P.L. dell'Università La Sapienza di Roma i colleghi: LUIGI MACIOCE (cons. Cassazione), TOMMASO SCIASCIA (Pres. sez. Trib. Roma), PIER LUIGI MARIA DELL'OSSO (D.N.A.), TONINO DI BONA (p.m. Frosinone);
-- per la S.S.P.L. dell'Università di Roma Tor Vergata i colleghi: AMELIA TORRICE (Appello Roma), PIER LUIGI PICOZZI (mag. distrettuale Roma), ALBERTO MACCHIA (cons. Cassazione), ELISABETTA CENICCOLA (p.m. Roma);
-- per la S.S.P.L. dell'Università di Roma tre i colleghi: ALFONSO AMATUCCI (cons. Cassazione), LEONARDO TESTI (Trib. Montepulciano), GIUSEPPE CORASANITI (p.m. Roma), PIETRO MOLINO (Trib. Grosseto);
-- per la S.S.P.L. della L.U.M.S.A. di Roma i colleghi: MARIA MARGHERITA CHIARINI (cons. Cassazione), NICOLA GIUSEPPE SARACINO (Trib. Tivoli), MIRELLA CERVADORO (p.m. Roma), MARIA GABRIELLA FAZI (mag, distrettuale requirente Roma);
-- per la S.S.P.L. della L.U.I.S.S. di Roma i colleghi: TOMMASO SCIASCIA (Pres. sez. Trib. Roma), GIORGIO FIDELBO (mag. di appello destinato alla Procura Generale della Cassazione), ALDO MORGIGNI (mag. distrettuale Roma), GAETANO MERLO (p.m. Firenze);
-- per la S.S.P.L. dell'Università di Palermo i colleghi: ANGELO COSTANZO (Trib. Catania), FERDINANDO LICATA (Pres. sez. Trib. Messina), GIANCARLO TRIZZINO (Pres. sez. Trib. Palermo), LUIGI PATRONAGGIO (Pres. sez. Trib. Agrigento);
-- per la S.S.P.L. dell'Università di Catania i colleghi: LUIGI GIOVANNI LOMBARDO (Appello Catania), SALVATORE PAGANO (Pres. sez. lav. Appello Catania), FRANCESCO PAOLO PITARRESI (Trib. Termini Imprese), FILIPPO PENNISI (Appello Catania).

9.SULL'UTILIZZO DEL MAGISTRATO DISTRETTUALE
Il Consiglio ha avuto modo di occuparsi di un caso riguardante l'utilizzo di un magistrato distrettuale giudicante da parte del Presidente della Corte d' Appello di Firenze.
Il magistrato è stato destinato, per un periodo di due mesi, a svolgere attività ausiliarie al consiglio giudiziario con compiti di collaborazione con il relatore nell'istruzione delle pratiche e nelle relative attività di studio, nonostante risultasse richiesto l'impiego del magistrato da parte di due dirigenti di uffici giudiziari del distretto che rappresentavano, l'uno, l'assenza di un magistrato per motivi di salute per un consistente periodo e l'altro la necessità di utilizzo per posto vacante poi coperto e per la fase precedente alla presa di possesso del magistrato trasferito.
Si tratta di due casi tipici di utilizzo in supplenza del magistrato distrettuale che non ne giustificavano quindi la destinazione con funzioni collaborative al consiglio giudiziario.
Infatti, la disciplina legislative del magistrato distrettuale prevede in via prioritaria la sua destinazione in supplenza in casi tassativamente indicati (quali i due rappresentati dai dirigenti degli uffici). Solo in assenza di esigenze di questo tipo il magistrato distrettuale può essere destinato in applicazione all'interno del distretto e solo in via residuale, in assenza cioè di esigenze di questo tipo, può essere utilizzato con funzioni collaborative presso il consiglio giudiziario
Il decreto del presidente della Corte non è quindi stato approvato, ed in sede di discussione è stata sollecitata la definizione del "monitoraggio", previsto dalla stessa circolare che ha delimitato le possibilità di impiego dei magistrati distrettuali, per verificare l'utilizzazione in concreto di questa nuova figura di magistrato "itinerante".

10.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle per il biennio 2004/2005 dei seguenti uffici giudiziari:
Procura di Lecco; Tribunale per i minori di Brescia; Tribunale di Crema; Tribunale di Gorizia; Tribunale di Savona; Procura di Potenza; Procura di Tivoli.
Approvate con rilievi cui ottemperare le tabelle del Tribunale di Verona; Tribunale di Trento; Tribunale di Genova; Procura di Ravenna; Tribunale di Trani; Tribunale di Frosinone (con osservazioni relative all'inibizione dell'inserimento dei g.o.t. nei collegi penali).
Non approvate le tabelle del Tribunale di Lecco.

11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammessi all'incontro di studio di Parigi del 4-8 luglio su "Cybercriminalità " i colleghi GIANCARLO FERRUCCI (Appello Bologna) e GIOVANNI BATTISTA FERRO (p.m.Savona).

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Proposti in settimana:
Per tre posti di Procuratore aggiunto presso la Procura di Napoli i dott. ALESSANDRO PENNASILICO (sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli) e dopo la revoca del dott. CARMINANTONIO ESPOSITO (Presidente del Tribunale di sorveglianza di Perugina), i dott. ALDO DE CHIARA (sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli) e MARIAIDA PERSICO (sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli);
Per Presidente di sezione del Tribunale di Cagliari il dott. MARIO BIDDAU (consigliere della Corte d'Appello di Cagliari), con la sola astensione del cons. Marotta;
Per Avvocato Generale presso la Procura generale della Corte d'Appello di Napoli il dot. ROBERTO D'AJELLO (Procuratore aggiunto a Napoli);
Per Presidente di sezione del Tribunale di Milano il dott. LUIGI PIETRO CAIAZZO (Appello Milano) con i voti dei cons. Menditto, Berlinguer, Arbasino, ed il dtt. FRANCESCO GIUSEPPE SERRA (Appello Milano) con il voto del cons. De Nunzio, astenuti i cons. Mammone e Marotta;
Per Presidente di sezione del Tribunale di Caltanissetta il dott. MARCELLO VIOLA (Trib. Palermo);
Per Presidente di sezione del Tribunale di Cagliari la dott.ssa ASSUNTA BRIZIO (Consigliere Corte d'Appello di Cagliari);
Per Presidente di sezione del Tribunale di Taranto è stato proposto con 4 voti a favore (Fici, De Nunzio, Menditto, Berlinguer) il dott. LUIGI DE LIGUORI (Consigliere Corte d'Appello di Lecce), mentre un voto (Mammone) è andato al dott. PIO GUARNA (Trib. di Taranto).
Per l'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di Crema proposto il dott. RAFFAELE MARTORELLI (Presidente di sezione del Tribunale di Milano) con i voti dei cons. Menditto, Berlinguer, Arbasino, ed il dott. SALVATORE CAPPELLERI (Tribunale di Crema) con i voti dei cons. De Nunzio e Mammone.
Per l'incarico di Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trento è stato proposto all'unanimità il dott. CARLO ALBERTO AGNOLI (Presidente del Tribunale per i minorenni di Trento).
Per l'incarico di Presidente del Tribunale per i minorenni di Sassari è stato proposto con 5 voti e una astensione (Marotta) il dott. GAVINO CASU (Consigliere di Corte d'Appello sezione distaccata di Sassari).
Per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Sassari sono stati proposti la dott.ssa ELENA MARIA GRAZIA PITZORNO (p.m. minori Sassari) con 3 voti (Berlinguer, Fici e Menditto), ed il dott. ANTONIO VERDOLIVA (p.m. minori Salerno) con 3 voti (Buccico, De Nunzio e Mammone).
Per l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Torino sono stati proposti il dott. ENNIO TOMMASELLI (Trib. minori Torino) con 3 voti (Berlinguer, Fici e Menditto) ed il dott. PAOLO CESARE MARIA TAMPONI (p.m. Torino) con il voto del cons. Mammone; astenuti Buccico e De Nunzio;
Per l'incarico direttivo di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Perugia, su cui è intervenuta la pronunzia del Consiglio di Stato che (accogliendo il ricorso del dott. ARMATI) ha annullato la precedente nomina del dott. GIOVANNI VACCA (fuori "fascia"), la commissione ha riproposto con 4 voti (Marotta, Mammone, Berlinguer, De Nunzio) il dott. VACCA mentre due voti (Fici, Menditto) sono andati al dott. GIANCARLO ARMATI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo).

SETTIMA COMMISSIONE
Sta proseguendo a pieno ritmo l'attività di esame ed approvazione delle proposte organizzative degli uffici giudiziari relative al biennio in corso.
Allo stato sono state regolarmente trasmesse n. 505 proposte ( pari al 95,46%) e ne mancano quindi solo 24: con una recente delibera la commissione aveva inviato specifici solleciti ai capi di Corte interessati.
Le tabelle deliberate sono 316 pari al 60% e ne residuano 213. Riguardo a queste ultime va chiarito che la commissione procede, a volte, prima di formulare la proposta al plenum ad un'interlocuzione coi capi degli uffici al fine di avere chiarimenti o precisazioni su singoli aspetti e che quindi nell'ambito delle proposte pendenti vanno considerate anche quelle, già esaminate, per le quali si è avviata l'interlocuzione.
E' in fase di elaborazione la nuova circolare sulle tabelle per il biennio 2006/07 che la commissione intende proporre al plenum entro il mese di luglio.
E' poi in corso di definizione l'esame della situazione degli uffici giudiziari interessati dall'aumento dell'organico disposto dal Ministro della Giustizia. Compete, infatti, al consiglio definire gli organici lavoro dei tribunali e quindi valutare se il magistrato assegnato a quella sede giudiziaria debba o meno essere destinato in organico lavoro ovvero essere mantenuto al settore ordinario. Come è noto, infatti, la legge che ha previsto l'aumento dell'organico ha destinato in via prioritaria un consistente contingente di magistrati al settore lavoro: ciò comporta, da parte del consiglio, la valutazione dei dati statistici dello specifico settore considerando peraltro la situazione anche degli altri settori in modo da consentire il miglior utilizzo del magistrato dato in aumento. Deve peraltro rilevarsi che in molti uffici la carenza dei magistrati di organico lavoro aveva comportato la destinazione in via tabellare di magistrati al settore e che quindi la destinazione al lavoro di magistrati derivanti dall'aumento di organico comporta il "recupero" all'ordinario dei magistrati tabellarmente destinati al lavoro.
Quest'attività viene svolta dalla commissione "in prevenzione" in quanto il D.M. 7 aprile 2005 di ripartizione del secondo contingente di posti recati in aumento dalla legge 13 febbraio 2001 n. 48 non risulta ancora essere stato registrato e quindi non è ancora perfezionato il suo iter procedimentale.
Questo ritardo incide negativamente sulle strategie della Terza Commissione relative ai trasferimenti dovendosi provvedere all'individuazione delle sedi per gli uditori ed alla creazione della "provvista" per un concorso ordinario verso la fine dell'anno.
Proprio per accelerare il più possibile i tempi, nell'ambito delle competenze consiliari, la settima commissione ha avviato il lavoro al fine di porre in condizione la terza commissione di procedere con la massima sollecitudine alle scelte di sua competenza.

Share