Get Adobe Flash player
Nuova pagina 2

SOMMARIO
1.LA "FIDUCIA" SUL DDL DI RIFORMA DELL'O.G. ELIMINA DALL'O.D.G. IL PARERE SULL'EMENDAMENTO "ANTI-CASELLI"
2.IL C.S.M. E IL D.L. CON LE MISURE "ANTITERRORISMO"
3.CINQUE NUOVI PRESIDENTI DI SEZIONE DELLA CASSAZIONE
4.INCARICHI DIRETTIVI: PRES. T. CREMA, PRES. T. LODI, PROC. GEN. C. APP. PERUGIA, PRES. T. MIN. SASSARI, PROC. MIN. SASSARI, PROC. MIN. TORINO, PRES. T. SORV. TRENTO, PRES. C. APP. TRIESTE, PROC. GEN. C. APP. TRIESTE, PRES. T. VARESE.
5.NUOVO BANDO PER 23 POSTI IN CASSAZIONE
6.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
7.FUORI RUOLO
8.BANDO PER 43 INCARICHI SEMIDIRETTIVI
9.LA RELAZIONE QUADRIENNALE SULLA FORMAZIONE
10.INCENTIVI PER MAGISTRATI DISTRETTUALI "DISAGIATI"
11.APPROVATO IL PARERE SUL D.L. "FUNZIONALITA' DELLA P.A."
12.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
13.APPROVATA LA RIPARTIZIONE DELL'AUMENTO DELL'ORGANICO
14.DESIGNAZIONI PER LE S.S.P.L. (PIEMONTE,LOMBARDIA,VENETO, LIGURIA,EMILIA, CAMPANIA, MOLISE, PUGLIE)
15.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
16.NUOVE DISPOSIZIONI PER LA NOMINA A COLLABORATORI O AFFIDATARI DEGLI UDITORI GIUDIZIARI
DALLE COMMISSIONI
Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

Nuova pagina 1


1.LA "FIDUCIA" SUL DDL DI RIFORMA DELL'O.G. ELIMINA DALL'O.D.G. IL PARERE SULL'EMENDAMENTO "ANTI-CASELLI"
A seguito della decisione del Governo di porre la fiducia alla Camera sul d.d.l. di riforma dell'O.G., in apertura del plenum del 20 luglio il vicepresidente Rognoni ha comunicato la sua decisione di togliere dall'ordine del giorno la prevista trattazione della proposta di valutazione dell'emendamento "anti-Caselli", per cui era mancato nell'ultima settimana di plenum il numero legale per l'abbandono dell'aula da parte dei consiglieri laici del Polo.
Abbiamo pertanto letto e fatto inserire, in uno ai colleghi di MD, nel verbale del plenum, la seguente dichiarazione:
"Il plenum di giovedì scorso si è interrotto per mancanza del numero legale nel corso della trattazione di una pratica della Nona Commissione. Dovevano essere trattate ancora altre pratiche, tra le quali quella della Sesta Commissione avente ad oggetto il parere sull'emendamento al testo del disegno di legge delega sull'ordinamento giudiziario.
Secondo una prassi altre volte seguita, l'ordine del giorno della seduta immediatamente successiva all'interruzione avrebbe dovuto iniziare dal punto non trattato nella seduta precedente a causa dell'interruzione.
Non intendiamo porre, come potremmo fare, la questione dell'ordine del giorno, che, come è noto, è nella disponibilità dell'assemblea. Ci rendiamo conto, infatti, che la decisione di porre la fiducia sul disegno di legge implica che non c'è più alcuna possibilità di modifica del testo e, quindi, ogni nostra discussione sarebbe vana e inutile sarebbe l'impegno per fornire contributi di idee e di proposte.
Noi vogliamo però stigmatizzare con fermezza l'uso della norma sul numero legale, che la legge pone a garanzia della rappresentatività dell'organo e che invece è stata utilizzata per esprimere
un dissenso che avrebbe dovuto essere introdotto nel normale dibattito consiliare.
Questo uso improprio del numero legale non trova corrispondenza in altri collegi e neppure in istituti parlamentari, in base ai quali la maggioranza dei componenti dell'organo ha sempre la possibilità di garantirne il normale funzionamento. Oggi non abbiamo strumenti per contrastare questo uso improprio e ciò nonostante ribadiamo il nostro fermo dissenso per l'utilizzazione come mezzo di interlocuzione consiliare di uno strumento che consente a una esigua minoranza dei componenti di impedire a un organo di rilevanza costituzionale come il Consiglio di svolgere i suoi lavori secondo l'ordine del giorno legittimamente determinato".

2.IL C.S.M. E IL D.L. CON LE MISURE "ANTITERRORISMO"
In apertura dell'ultimo plenum straordinario del 28 luglio abbiamo presentato con i colleghi di M.D. una proposta urgente affinchè il Consiglio esprimesse le sue valutazioni sul testo del disegno di legge di conversione del decreto legge n.144/05 in materia di contrasto al terrorismo.
La proposta (trasmessa in lista) affrontava le ricadute più immediate sulla vita degli uffici, intendendo concorrere alla più efficace risposta giudiziaria, restando peraltro da esaminare altri aspetti di grande delicatezza (come l'attribuzione per la prima volta di poteri autorizzatori al Procuratore generale della Cassazione - art.4, co.2).
La proposta non ha potuto essere trattata perchè alcuni consiglieri laici hanno ottenuto (secondo quanto il regolamento prevede per le pratiche introdotte in via di urgenza ex art.45, co.3) il rinvio ad altro plenum di settembre.
Al fine di evitare che, attesi i tempi parlamentari, il Consiglio restasse silenzioso su temi così delicati, abbiamo allora proposto una convocazione straordinaria del plenum per la giornata di domani, ma tutti gli altri consiglieri si sono opposti; alcuni consiglieri togati ritenendo il tempo troppo breve per un parere "tecnico" approfondito (Mammone), altri affermando che non intendono "sentirsi interlocutori del Governo o del Parlamento" (Stabile).
Il risultato è stata la rinuncia del Consiglio ad intervenire con valutazioni costruttive su una normativa che sarà varata rapidamente e che comporterà importanti ricadute sulla vita e l'operatività degli uffici giudiziari, nonchè sulla qualità del servizio giustizia.

3.CINQUE NUOVI PRESIDENTI DI SEZIONE DELLA CASSAZIONE
Dopo un iter particolarmente travagliato, anche dal punto di vista procedimentale, il plenum ha definito la nomina di cinque dei dieci posti vacanti di Presidente di sezione della Corte di Cassazione.
La scelta dei designati è stata particolarmente difficile e travagliata, sia per l'ampio e qualificato parterre degli aspiranti, sia per l'articolarsi di posizioni non univoche riguardo ai criteri di selezione, incentratesi sul margine di rilievo da attribuire all'anzianità di servizio, che pure in un precedente concorso per i medesimi incarichi, nell'ambito di questa stessa consiliatura, non era stato assunto ad indirizzo prevalente, né era stato invocato nella precedente nomina a Presidente di sezione della Cassazione del dott. Alessandro Criscuolo.
Il risultato (definito da qualche consigliere in sede di plenum "un nobile compromesso" ) ha portato alla designazione unanime di valenti consiglieri di Cassazione quali i colleghi GIOVANNI ANTONIO PAOLINI, ERNESTO LUPO, ANTONINO ELEFANTE e MARIANO BATTISTI.
Diciassette voti a favore (2MI, 6Unicost, 5laici del Polo, Fici, Salvi, Menditto, Berlinguer) e otto astensioni (Aghina, Arbasino, Civinini, Favara, Marini, Marvulli, Rognoni e Salmè) hanno caratterizzato invece la nomina del dott. DOMENICO NARDI (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Napoli), all'esito di un dibattito inteso a sottolineare l'incongrua valorizzazione di una serie di parametri discretivi, tra cui la dedotta "osmosi" con il merito, la partecipazione alle SS.UU. della Cassazione (in cui prevalgono numericamente i "civilisti") e, soprattutto, l'anzianità di servizio.
E' stato difatti sottolineato in sede di plenaria il singolare riferimento per incarichi di indiscusso prestigio, quali quelli di presidente di sezione della Cassazione, al criterio dell'anzianità, sostanzialmente tradottosi - a parità di ingresso in carriera - nella valorizzazione dei risultati di un concorso conclusosi oltre 40 anni or sono, livellando tutta la carriera tra magistrati che avrebbero dovuto essere comparati, così come avviene del resto in sede di concorso per incarichi direttivi (all'interno della c.d. "fascia" di anzianità).
Analogamente si è dedotta la necessità in sede comparativa di valorizzare l'esperienza di chi poteva vantare una prolungata e coeva presenza in Cassazione (così come previsto dalla riforma).
L'indubbia soddisfazione di avere conferito alla Cassazione cinque presidenti di sezione, per fronteggiare una vacanza di organici apicali che si era aggravata con il passare del tempo, è solo in parte idonea comunque a temperare la nostra delusione per non aver visto il Consiglio in grado di offrire una risposta più adeguata e completa nella copertura di tutti i posti disponibili, non comprendendo colleghi di vasta e riconosciuta qualificazione professionale quali Gorgio Lattanzi, Roberto Preden, Vincenzo Proto ed altri, come riconosciuto anche dallo stesso Presidente Marvulli intervenuto nella discussione.

4.INCARICHI DIRETTIVI: PRES. T. CREMA, PRES. T. LODI, PROC. GEN. C. APP. PERUGIA, PRES. T. MIN. SASSARI, PROC. MIN. SASSARI, PROC. MIN. TORINO, PRES. T. SORV. TRENTO, PRES. C. APP. TRIESTE, PROC. GEN. C. APP. TRIESTE, PRES. T. VARESE
Ben dieci gli incarichi direttivi conferiti dal plenum, e di questi solo tre all'unanimità (o quasi).
Designazione unanime per il dott. GAVINO CASU (Appello Sassari) quale nuovo Presidente del tribunale per i minori di Sassari, e quasi unanime per CARLO ALBERTO AGNOLI (Pres. Trib. minori Trento) nominato Presidente del Tribunale di sorveglianza di Trento (astenuti Aghina, Arbasino e Rognoni) e per FRANCESCO VERDOLIVA (p.m. minori Salerno) nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Sassari (astenuti Fici, Menditto e Rognoni).
Per gli altri sette incarichi vi è stata l'ormai (purtroppo) consueta divisione del plenum con nostra prevalente soccombenza, che è sempre più difficile motivare (quantomeno statisticamente) con l'incapacità di orientare le scelte verso il candidato più meritevole.
Difficile ad esempio comprendere come per l'incarico di Presidente della Corte d'Appello di Trieste possa avere prevalso il dott. CARLO DAPELO (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Venezia) con 15 voti (Unicost, 4laici del Polo, MI, Schietroma, Favara e Berlinguer) sul dott. FRANCESCO ABATE (Presidente del Tribunale di Verona) cui sono andati 8 voti (Movimento, MD), mentre il voto del cons. Buccico è andato al dott. MARIO BASSI (Presidente di sezione della Corte d'Appello di Trieste).
- Difficile capire il motivo per cui differenza di anzianità all'interno del medesimo concorso di accesso in magistratura possa costituire argomento per graduare la "classifica" per il conferimento dell'incarico di Presidente di sezione della Cassazione, e poi veder conferito un incarico di analogo prestigio a un magistrato (il dott. DAPELO) posto al ventiduesimo posto tra gli aspiranti "in fascia", scavalcando così il più anziano dott. ABATE.
Quasi improbo leggere ed ascoltare che la scelta del dott. DAPELO deve giustificarsi per la pluralità di esperienze da questi espletate, trascurando il dato (di qualche peso specifico a norma della circolare per il conferimento degli incarichi direttivi) che tra queste esperienze manca però al dott. DAPELO qualsiasi pregressa esperienza nella direzione di uffici giudiziari, a fronte di ben nove anni di encomiabile attività di Presidente del Tribunale di Verona espletata dal dott. ABATE, e che ben difficilmente analoghe capacità organizzative possono essere ricavate (come pure si legge in motivazione) dall'esercizio delle funzioni di Presidente della Commissione Regionale di vigilanza per l'edilizia economica e popolare per il Veneto svolte dal dott. DAPELO.
Né può apparire congruo il riferimento all'attività prestata dal dott. DAPELO in Cassazione, sia in quanto relativa a funzione diversa, sia perché in plurime altre occasioni situazione analoga aveva portato ad esiti concorsuali opposti.
Singolare poi il riferimento alla "migliore conoscenza della realtà territoriale" (peraltro canone valutativo di cui non vi è traccia in circolare), sicuramente ricollegabile all'esperienza professionale di altri candidati (tra cui il dott. BASSI, presidente vicario della Corte d'Appello di Trieste), ma non certo ad un magistrato come il dott. DAPELO che non ha mai esercitato funzioni giurisdizionali all'interno del distretto di Trieste.
Non può in definitiva condividersi una scelta caduta su un magistrato che raggiunge la più alta carica distrettuale giudicante privo di una qualsiasi precedente esperienza direttiva, in un concorso caratterizzato da molti aspiranti distintisi per il positivo e prolungato esercizio in funzioni apicali, tra tutti il dott. ABATE, dirigente apprezzato di un grande ufficio giudiziario, noto esperto di diritto fallimentare e più volte relatore in incontri di studio del CSM.
- Non dissimili perplessità derivano dall'esito del concorso relativo all'assegnazione dell'incarico di Presidente del Tribunale di Varese, conferito al dott. EMILIO CURTO' (Pres. sez. Trib. Varese) con 14 voti (Unicost, laici del Polo, MI, Schietroma) rispetto ai 9 voti (Movimento, MD, Berlinguer) andati al dott. EZIO SINISCALCHI (Pres. sez. Trib. Milano).
Abbiamo difatti (ma inutilmente) evidenziato come il dottor CURTO' non fosse legittimato a concorrere per l'incarico direttivo in questione poiché - alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda - si trovava da meno di tre anni nell'ufficio di appartenenza (art. 194 ord. giud.).
Da parte di coloro che hanno sostenuto la legittimazione del dott. CURTO' si è dedotto che il suo trasferimento al posto di presidente di sezione attualmente ricoperto dovesse essere considerato un trasferimento d'ufficio, poiché - per quanto sollecitato a domanda dell'interessato (scusate il bisticcio ma le responsabilità di una contraddizione così evidente non sono certo di chi descrive la vicenda) - si era trattato di un trasferimento disposto nell'interesse dell'Amministrazione.
Si è sostenuto, al riguardo, che il dottor CURTO', già pretore in Varese, dopo un'esperienza quasi decennale al Ministero, aveva richiesto di rientrare in ruolo nel posto di presidente di sezione del Tribunale di Varese.
Questa sua richiesta - che venne accolta perché fino a qualche anno fa gli incarichi semidirettivi potevano essere assegnati anche con concorso virtuale - non potrebbe trarre in inganno (così come non dovrebbe trarre in inganno neppure il testo della delibera che parla di trasferimento a domanda), in quanto il trasferimento in questione deve essere considerato un trasferimento d'ufficio, atteso che l'amministrazione aveva un interesse al rientro in ruolo del dottor Curtò.
Questi, invero, era ormai prossimo al raggiungimento del limite decennale di permanenza fuori ruolo ed, in ogni caso, il numero dei magistrati destinati al Ministero doveva essere drasticamente ridotto.
Una tale tesi non ci ha convinto, perché ci convince poco ritenere che il rientro in ruolo a domanda, con il conferimento di incarico semidirettivo attraverso la procedura del concorso virtuale, possa a distanza di meno di tre anni essere considerato un trasferimento d'ufficio. E se è vero che è possibile sostenere tutto, ci sembra che determinati limiti siano comunque insuperabili.
Ma anche nel merito abbiamo dovuto registrare come nel confronto tra due aspiranti la maggioranza del plenum abbia inteso dare prevalenza a quello meno anziano e con minore esperienza di funzioni semidirettive, preferito in virtù della prolungata esperienza di dieci anni presso l'Ispettorato del Ministero (!!?) e delle sue "capacità informatiche", penalizzando un magistrato come il dott. SINISCALCHI che ha continuativamente svolto funzioni giurisdizionali presso importanti sezioni civili e penali del Tribunale di Milano..
- Ai limiti (e forse oltre…) del paradosso il rinnovo della designazione per la copertura del posto di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Perugia, imposta dall'accoglimento da parte del TAR e del Consiglio di Stato del ricorso proposto dal dott. GIANCARLO ARMATI (Procuratore di Viterbo) nei confronti della precedente designazione del dott. GIOVANNI VACCA (Avvocato Generale a Salerno), operata "fuori fascia", privilegiando un aspirante posto al 21° posto di anzianità tra i richiedenti l'incarico.
Nell'annullare la precedente delibera di nomina, il G.A. ha censurato la carenza di una motivazione che potesse determinare in favore di un candidato fuori fascia il giudizio di "spiccato rilievo" imposto dalla circolare, che non può essere affidato a ".. enunciazioni astrattamente encomiastiche e ad asserti incontrollabili…"
La severità del giudizio avrebbe consigliato (o imposto) una rivisitazione della precedente decisione ma la maggioranza del Consiglio con 16 voti (Unicost, laici del Polo, MI, Schietroma, Favara, Berlinguer), ha riconfermato la designazione del dott. VACCA, con una motivazione sostanzialmente ripetitiva di quella precedentemente annullata, residuando solo 7 voti (Movimento, 4MD) a favore del dott. ARMATI.
Fin troppo facile a questo punto escludere che il contenzioso in ordine a detta nomina possa ritenersi terminato.
- Al dottor ENNIO TOMASELLI, giudice del Tribunale per i minorenni di Torino, è stato conferito - a larghissima maggioranza, con 19 voti (Unicost, MD, Movimento, Berlinguer, Buccico, Di Federico, Marotta, Favara) - l'incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Torino.
Si tratta di magistrato in carriera dal 1977, con una vastissima esperienza nello specifico settore minorile (dal 1986 al 1990 giudice, dal 1990 al 1998 sostituto, dal 1998 a tutt'oggi ancora giudice dei minori), con ottimo profilo professionale emergente da tutti i pareri espressi nel corso della sua carriera.
A fronte di tali elementi è stata presentata in plenum (relatore cons. Mammone) una proposta in favore del dottor Paolo Cesare Maria Tamponi, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torino, dello stesso concorso del dottor Tomaselli.
Si è trattato di una proposta del tutto difforme dalle indicazioni della circolare in materia (che per un incarico di questo genere attribuisce rilevanza allo svolgimento di funzioni minorili per almeno un quadriennio negli ultimi cinque anni), atteso che il dottor Tamponi non ha mai espletato funzioni minorili (se si prescinde da qualche processo in appello in occasione di una sua applicazione in Corte e di qualche incarico di settore da vice-capo di gabinetto del Ministro della Giustizia nel 1996 per circa un anno).
Merita di essere segnalato che detta proposta di minoranza (votata in plenum dai consiglieri Mammone, Lo Voi, Schietroma e Ventura Sarno) è stata impreziosita da una curiosa argomentazione che resta così consegnata alla storia consiliare: è stato, infatti, sostenuto che il dottor Tomaselli, a differenza del dottor Tamponi, è privo "della fondamentale e formativa esperienza ministeriale", così evocando un requisito che evidentemente non esiste in alcuna prescrizione di circolare, ma che si è ritenuto di formalizzare a sostegno di una proposta di difficile comprensione (proposta che sarebbe bene esaminare e discutere nei dibattiti sul mandato correntizio e le sue distorsioni, dibattiti che meritano tanta attenzione soprattutto ove riescano a sollevarsi da luoghi comuni generici e fumosi).
- Nuovo Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Trieste è il dott. BENIAMINO DEIDDA (Procuratore di Prato), che ha prevalso con 16 voti (MD, Movimento, 4laici del Polo, Favara, Lo Voi, Schietroma, Berlinguer) sul dott. MARIO BASSI (Pres. sez. Appello Trieste) che ha riportato 7 indicazioni (5Unicost, Mammone, Ventura Sarno) astenuti Rognoni e Meliadò, sostanzialmente privo di alcuna esperienza requirente.
- Presidente del Tribunale di Crema è stato nominato il dott. SALVATORE CAPPELLERI (Trib. Crema) con 13 voti (Unicost, laici del Polo, MI) che ha prevalso sul dott. RAFFAELE MARTORELLI (Trib. Milano) che ha riportato 8 voti (Movimento, 4MD, Berlinguer).
- Nuovo Presidente del Tribunale di Lodi è la dott.ssa ADRIANA GARRAMONE (Pres. sez. Trib. Milano) nominata con 14 voti (Unicost, laici del Polo, MI, Berlinguer) rispetto ai 7 voti (Movimento, 4MD) riportati dal dott. ALFREDO DE LILLO (Pres. Trib. Monza).

5.NUOVO BANDO PER 29 POSTI IN CASSAZIONE
E' stato diramato a tutti gli uffici il nuovo bando per la copertura di ben 17 posti di Consigliere presso la Corte di Cassazione, 4 posti di Magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione, 4 posti di Magistrato di appello destinato alla Procura Generale della Corte di Cassazione e 4 posti di Magistrato di tribunale destinato alla Corte di Cassazione (scadenza per la presentazione delle domande: 3 ottobre 2005).
Questi concorsi saranno i primi regolati dalle nuove disposizioni apportate alla circolare n. 15098 del 30 novembre 1993 con la delibera del 13 luglio 2005, che ha rivisitato i criteri per la selezione dei magistrati presso gli uffici di legittimità, eliminando i precedenti "punteggi aggiuntivi".
Del tutto evidente che sarà anche la sede per verificare l'ottemperanza alle (tante e condivisibili) petizioni di principio declamate nel corso della discussione plenaria che ha portato alla nuova regolamentazione: maggior rilievo dell'attività giurisdizionale, nessun privilegio derivante dallo svolgimento di funzioni fuori ruolo.

6.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Nominato all'incarico di Presidente di sezione della Corte d'Appello di Ancona il dott. VINCENZO DE ROBERTIS (Pres. sez. Trib. Bologna) che ha prevalso con 14 voti (3MOV, 4MD, Schietroma, Berlinguer, 2MI, Spangher, Buccico, Marotta) sul dott. LAURO MOGETTA (Pres. sez. Trib. Ancona) cui sono andati solo i 6 voti dei consiglieri di Unicost; astenuti: Favara e Rognoni.
Unanime designazione invece per un posto di Presidente di sezione del Tribunale di Cagliari, assegnato alla dott.ssa ASSUNTA BRIZIO (Appello Cagliari), per quello di Presidente di sezione del Tribunale di Milano, andato al dott. LUIGI PIETRO CAIAZZO (Appello Milano), di Procuratore aggiunto presso la Procura di Perugia assegnato al dott. FEDERICO CENTRONE (Trib. Perugia), e di Presidente di sezione del Tribunale di Asti, per cui è stato designato il dott. CESARE ANTONIO PROTO (f.r. come Ispettore capo al Ministero della Giustizia)

7.FUORI RUOLO
Destinazione fuori ruolo per i dott. RAFFAELE FOGLIA (cons. Cassazione) e ETTORE FAVARA (Trib. Napoli) quali assistenti alla Corte Costituzionale dell'avv.to Luigi Mazzella, mentre analoga destinazione quale assistente dell'avv.to Fernanda Contri riguarda la dott.ssa SIMONA MAGNANESI (Trib. Savona).
Va alla Commissione parlamentare d'inchiesta sui crimini nazifascisti la dott.ssa FRANCESCA COSENTINO (Trib. Tempio Pausania).
Rientrano invece in ruolo la dott.ssa ANNA PACILLI (mag. segretario del C.S.M.) destinata al Tribunale di Roma, il dott. FRANCESCO FLORIT (Civil Affair a Timor Est per conto dell'ONU) destinato al Tribunale di Udine (con revoca di uno dei tre posti pubblicati il 24.3.2005) ed il dott. GIOVANNI SCHIAVON (capo dell'Ispettorato presso il Ministero della Giustizia), destinato alle funzioni di sostituto procuratore generale presso la Cassazione, dopo essere stato recentemente messo a disposizione dal Ministro Guardasigilli e, cioè, licenziato in tronco. La proposta della Terza Commissione è stata approvata dal plenum all'unanimità e, tuttavia, abbiamo fatto rilevare (cons. Fici) l'anomalia della prescrizione della circolare del 3 novembre 1993 che consente "l'assegnazione per concorso virtuale ad un posto di consigliere della corte di cassazione o di sostituto procuratore generale quando il magistrato da trasferire per concorso virtuale provenga ….. da destinazioni fuori ruolo che prevedano almeno la qualifica di magistrato di cassazione".
Si tratta di eccezione introdotta in occasione delle modifiche apportate alla circolare in questione nella primavera del 2003, quando si è ritenuto di escludere la possibilità di conferimento, tramite la procedura del c.d. concorso virtuale, degli incarichi semidirettivi, dei posti della Cassazione (Corte, Procura Generale e Massimario), ovvero della Direzione Nazionale Antimafia. L'eccezione in questione - che consente, invece, il ricorso al concorso virtuale per coloro i quali sono stati chiamati a ricoprire un incarico fuori ruolo per il quale è prevista la qualifica di magistrato di Cassazione - è stata all'epoca di quel dibattito di plenum approvato a seguito di emendamento del Consigliere Tenaglia, che al riguardo si è adesso dichiarato…. colpevole (non è dato comprendere se per ripensamento ovvero per compiaciuta ironia).
E' un'eccezione che introduce elementi di distorsione istituzionale, perché offre la possibilità di accesso alla procedura del concorso virtuale per l'assegnazione ad un posto della Cassazione ovvero della Procura Generale a magistrati provenienti da un posto (fuori ruolo) della corrispondente qualifica, attribuito a seguito di determinazione di autorità esterna al Consiglio.
Per tali ragioni abbiamo lo stesso giorno presentato (Aghina, Arbasino e Fici) una richiesta di apertura di pratica per la modifica della circolare in questione, al fine di escludere una tale eccezione e, cioè, la possibilità che a seguito di scelta discrezionale del Ministro della Giustizia (l'attuale, ovvero i prossimi) un magistrato possa accedere in Cassazione per concorso virtuale.

8.BANDO PER 43 INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Con scadenza domande il 10 ottobre 2005 è stato approvato anche un bando per la copertura di 43 posti semidirettivi (già trasmesso in lista), comprendente anche i nuovi posti inseriti nell'aumento di 196 posti di organico disposti dal Ministro della Giustizia in attuazione della L. n. 48/2001 di Presidente di sezione del Tribunale di Trani e di Presidente della sezione lavoro del Tribunale di Torre Annunziata.

9.LA RELAZIONE QUADRIENNALE SULLA FORMAZIONE
Approvata dal plenum del CSM con voto unanime (anche il cons. Di Federico, tradizionalmente critico con l'attività di formazione, ha avuto parole di compiacimento per l'attività svolta) la "Relazione quadriennale sulla formazione" a consuntivo del periodo 2000-2004 che, elaborata con il contributo dei magistrati componenti del Comitato Scientifico, costituisce una preziosa ricognizione dell'offerta formativa erogata ai magistrati in sede centrale e periferica.
La relazione, idonea ad offrire un quadro di insieme che si pone non solo come riepilogo dell'esistente ma anche come strumento di riflessione con cui occorrerà confrontare ogni ipotesi di cambiamento, si articola nel modo seguente: a) Linee guida della formazione; b) La formazione decentrata; c) La dimensione europea e internazionale della formazione professionale dei magistrati.
Conclude la relazione una "Ricognizione dell'attività formativa nel quadriennio" (inserita nel sito www.movimentoperlagiustizia.it) che si segnala per la capacità di offrire un esaustivo quadro statistico e grafico ricco di spunti di interesse, ad es. relativamente alla tipologia dei corsi, la partecipazione anche in qualità di relatori differenziata per aree geografiche e per funzioni, la valutazione dei corsi, ecc.

10.INCENTIVI PER MAGISTRATI DISTRETTUALI "DISAGIATI"
Il plenum del 22 luglio 2005 ha approvato all'unanimità una risposta a quesito predisposta dalla Terza Commissione, in merito al riconoscimento dei benefici previsti dalla legge n. 133 del 1998 in favore di coloro i quali vengono destinati - a domanda ovvero d'ufficio, nella ricorrenza di determinati presupposti - ad un posto di magistrato distrettuale giudicante o requirente rimasto vacante
E' una delibera importante (che consigliamo di leggere con attenzione) e che, seppur semplicemente confermativa di univoche indicazioni normative (art. 8, comma 2, legge n. 48/2001), potrebbe determinare una più diffusa disponibilità a ricoprire i posti di magistrato distrettuale rimasti vacanti in alcune sedi distrettuali (fra cui Palermo, Caltanisetta, Cagliari).
Il beneficio della prescelta maturerà evidentemente soltanto a decorrere dal quinquennio di effettiva permanenza nel posto di magistrato distrettuale ed, a quel punto (fra non meno di cinque anni dunque), si prenderà atto in concreto che il meccanismo incentivante in questione verrà a pregiudicare (e non potrebbe essere diversamente) le aspettative di coloro i quali si vedranno scavalcare da chi ha maturato il diritto dopo cinque o più anni di esercizio di funzioni in un ruolo particolarmente disagevole.
In altri termini, chi vuole in futuro acquisire il diritto alla prescelta deve oggi chiedere i trasferimento ad un posto di magistrato distrettuale rimasto scoperto in misura non inferiore al 25%; tale incentivo di carriera comporterà di riflesso un sacrificio di coloro che, più anziani, saranno scavalcati dai futuri beneficiari.
Si tratta di osservazioni scontate che, tuttavia, è bene riproporre, nella consapevolezza che si tratta di dare attuazione a prescrizioni di legge, la cui finalità è quella di realizzare, attraverso incentivi economici e di carriera, la copertura di posti non richiesti, con riferimento ai quali in passato si è sperimentato, senza successo, la procedura dei trasferimenti d'ufficio.

11.APPROVATO IL PARERE SUL D.L. "FUNZIONALITA' DELLA P.A."
Approvato (con l'astensione dei consiglieri laici del Polo) il parere (trasmesso in lista) relativo agli artt. 8 e 9 del D.L. n. 115 del 30.06.05 ("Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione") che in materia di giustizia interviene su:
a) L'efficacia delle modifiche al codice di procedura civile (art. 8, comma 1)
b) I procedimenti civili davanti al tribunale per i minorenni (art. 8, comma 2)
c) Contenimento delle spese per trascrizione e stenotipia nel processo penale (art. 9 comma 1)
d) La durata del mandato dei giudici di pace (art. 9, comma 2).

12.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate le tabelle 2004/2005 dei seguenti uffici giudiziari:
Procura di Torre Annunziata; Tribunale di Velletri; Procura di Termini Imerese; Tribunale di sorveglianza di Torino; Corte d'Appello di Bolzano; Procura Generale della Corte d'Appello di Messina; Procura di Pavia; Tribunale di Tortona; Procura Generale della Corte d'Appello di Torino, Procura di Nuoro, Procura di Civitavecchia, Tribunale di Tempio Pausania.
Approvate con osservazioni cui ottemperare le tabelle dei seguenti uffici:
Tribunale di Padova; Procura di Sanremo; Procura di Palmi; Tribunale di Sanremo; Procura di La Spezia; Tribunale di Crotone; Tribunale di Rovigo; Tribunale di Ragusa.

13.APPROVATA LA RIPARTIZIONE DELL'AUMENTO DELL'ORGANICO
Sono state determinate le nuove piante organiche lavoro dei tribunali interessati dall'aumento dei posti di cui al DM 7.4.2005. Il plenum ha, infatti, approvato la proposta della settima commissione nei termini in cui era stata formulata.
Va sottolineato che l'intervento del Consiglio è avvenuto in tempi molto rapidi in quanto solo il 30 giugno (e cioè dopo quasi tre mesi dall'emanazione) il decreto è stato registrato dalla Corte dei Conti e che, come risulta dal testo della delibera, è stato eseguito un lavoro molto accurato predisponendo (sulla base dei dati disponibili) una "radiografia" della situazione di ogni ufficio.
Il fine è stato quello non solo di verificare la situazione dello specifico settore del lavoro, ma anche quello di considerare la complessiva situazione dell'ufficio con riferimento anche agli altri settori in modo da giungere, pur nel rispetto della destinazione prioritaria voluta dal legislatore, ad una soluzione equilibrata che non fosse contrastante con le esigenze di funzionalità degli uffici.
Al riguardo occorre anche osservare che in molti uffici la assenza o l'inadeguatezza dell'organico lavoro aveva determinato la necessità di destinare alla trattazione della materia dei magistrati in via tabellare: con la integrazione dell'organico lavoro tali magistrati vengono recuperati al settore ordinario con un conseguente miglioramento della situazione complessiva.
Deve anche segnalarsi che si è registrata, con la presentazione di emendamento e con l'invio di osservazioni alla proposta da parte di alcuni dirigenti di uffici, la tendenza, in nome di una maggiore elasticità nell'utilizzo delle risorse, a conservare i posti all'ordinario: in tal modo, si è affermato, il dirigente può meglio sopperire alle carenze di altri settori.
Al riguardo deve rilevarsi come la commissione abbia già contemperato, in modo equilibrato, queste esigenze riconoscendo al settore lavoro l'aumento allorché i dati statistici delle controversie di lavoro e previdenziali giustificavano la destinazione esclusiva di un magistrato: nei casi incerti si è ritenuto di lasciare i posti all'ordinario rimettendo alla discrezionalità del dirigente la valutazione. Non si è ritenuto invece di andare oltre e cioè, come nel caso di un a proposta emendativa., di non assegnare al lavoro un magistrato in un ufficio con un magistrato destinato in via tabellare il cui un ruolo era in via di progressivo aumento.
Con la delibera in esame sono stati destinati all'organico lavoro sessanta posti (di cui un semidirettivo) sui 112 portati dall'aumento agli organici dei tribunali. Complessivamente i posti di organico lavoro sono diventati 588 ed i residui 47 posti potranno essere individuati in occasione della terza ed ultima ripartizione dei posti recati in aumento dalla legge 48/2001.

14.DESIGNAZIONI PER LE S.S.P.L. (PIEMONTE,LOMBARDIA,VENETO, LIGURIA,EMILIA, CAMPANIA, MOLISE, PUGLIE)
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Torino: i dott. Giacomo OBERTO (Tribunale di Torino), Paola RAVA (Tribunale di Biella), Ciro SANTARIELLO (p.m. Pinerolo), Patrizia Maria Elisa CAPUTO (p.m. Torino);
- per la scuola di specializzazione dell'Università Cattolica di Milano: per il penale i dottori Tommaso EPIDENDIO (Tribunale di Milano) e Piero GAMACCHIO (Tribunale di Milano); per il civile Caterina GIOVANETTI (Tribunale di Monza) e Chiarina SALA (Tribunale di Milano, sez. lavoro;
- per la scuola di specializzazione dell'Università Statale di Milano: per il penale i dottori Giuseppe BATTARINO (Tribunale di Varese) e Bruno GIORDANO (Tribunale di Milano); per il civile Marina TAVASSI (cons. Cassazione) e Laura LAERA (Appello Milano);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Pavia: per il penale i dottori Maria Luisa BALZAROTTI (Tribunale di Milano) e Claudio GITTARDI (p.m. Milano); per il civile Annarita D'ELIA (magistrato distrettuale giudicante presso la corte d'Appello di Milano) e Maria Carla ROSSI (Tribunale di Vigevano);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Brescia: per il penale i dottori Paolo GUIDI (p.m. Brescia) e Carlo ZAZA (Appello Brescia); per il civile Ciro CASCONE (p.m. minori Milano) e Caterina GIOVANETTI (Tribunale di Monza);
- per la scuola di specializzazione dell'Università degli Studi di Verona e Trento: i dottori Sergio GORJAN (Appello Trieste), Anna PETRUZZELLIS (Appello Brescia), Paola CAMERAN, (Tribunale di Padova) e Paolo GUIDI (p.m. Brescia);
- per la scuola di specializzazione dell'Università degli Studi di Padova: i dottori Daniela BRUNI (Tribunale di Padova), Paola CAMERAN (Tribunale di Padova), Paolo GUIDI (p.m. Brescia) e Anna PETRUZZELLIS (Appello Brescia);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Genova: i dott. Rodrigo Gaetano Maria MERLO (p.m. Firenze), Claudio Carlo VIAZZI (presidente di sezione del Tribunale di Genova), Giancarlo FERRUCCI (Appello Bologna) e Massimo MANNUCCI (p.m. Livorno);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Bologna: per il penale i dottori Giancarlo FERRUCCI (Appello Bologna) e Sante BASCUCCI (Trib. Rimini); per i civile Guido FEDERICO (Tribunale di Rimini e Giuseppe PAGLIANI (Tribunale di Modena);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Parma: per il penale i dottori Maria Rita PANTANI (p.m. Reggio Emilia e Paolo GUIDI (p.m. Brescia); per il civile Pasquale GIANNITTI (Trib. Ferrara sez. lavoro) e Roberto LUCARELLI SERENI (Tribunale di Ravenna);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Modena-Reggio Emilia: per il penale i dottori Andrea BONI (p.m. Montepulciano) e Maria Rita PANTANI (p.m. Reggio Emilia); per il civile Roberto LUCARELLI SERENI (Tribunale di Ravenna) e Giuseppe PAGLIANI (Tribunale di Modena);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Napoli Federico II: per il penale i dottori: ALFONSO BARBARANO (Appello Napoli) e ALFREDO GUARDIANO (Trib. Napoli); per il civile RAFFAELE SABATO (Trib. Napoli) e ANTONIO MANNA (Appello Potenza);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Napoli 2 S. Maria Capua Vetere: per il penale GIOVANNI MELILLO (D.N.A. Roma) e MARCELLO RESCIGNO (Trib. Torre Annunziata); per il civile ANTONIO MUNGO (Trib. Napoli) e MARIA ROSARIA CULTRERA (cons. Cassazione);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Napoli Suor Orsola Benicasa: per il penale FRANCO ROBERTI (Proc. aggiunto Napoli) e GIOVANNI CONZO (p.m. Napoli); per il civile DARIO RAFFONE (Trib. Napoli) e GIUSEPPE DE TULLIO (Trib. Napoli);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Salerno: per il penale ANTONIO FRASSO (sost. proc. gen. Appello Salerno) e MICHELANGELO RUSSO (Proc. aggiunto Salerno); per il civile ALDO CARRATO (mag. di Tribunale destinato alla Cassazione) e ANTONIO SCARPA (Trib. Nocera Inferiore);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Campobasso: i dottori Antonio CORBO (Trib. di Santa Maria Capua Vetere), Antonio LARONGA (p.m. Lucera), Pietro RAMUNDO (presidente di sezione del tribunale di Napoli), Paolo CELENTANO (Tribunale di Napoli);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Bari: i dottori Vito SCALERA (Appello Bari), Achille BIANCHI (p.m. Trani), Antonio GAGLIARDI (Appello Bari) e Antonio LARONGA (p.m. Lucera);
- per la scuola di specializzazione dell'Università di Lecce: i dottori Rosa Patrizia SINISI (Tribunale di Brindisi), Pina MONTANARO (p.m. Taranto), Vincenzo Pietro SCARDIA (Tribunale di Lecce) e Pietro RAMUNDO (presidente di sezione del Tribunale di Napoli).

15.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Queste le ammissioni ad incontri di studio internazionali deliberate in settimana:
- per l'incontro di studio di Parigi (6-7.9.2005) su "L'acquisizione delle prova in materia civile e commerciale", ammessi i dott. DANIELA RISPOLI (Trib. Torino) e SALVATORE FUNDONI (Appello Cagliari);
- per il seminario di Pavia (Collegio Ghislieri) di settembre 2005 sul tema "Hot genetic issues and the Courts", ammessi i dott. MARCELLO MARINARI (Appello Milano) e MARIA RAFFAELLA FALCONE (Trib. sorv. Cuneo);
- per l'incontro di studio su "Psichiatria e giustizia penale" (Parigi, 19-23.9.2005), ammessi i dott. SILVIA SGUERSO (Trib. sorv. Livorno) e ANTONELLA FRATELLO (p.m. Nola);
- per l'incontro di studio su "Conflitti familiari a dimensione europea o internazionale" (Parigi, 19-23.9.2005), ammessi i dott. GIACINTO BISOGNI (mag. di appello destinato alla Cassazione) e LAURA LAERA (Appello Milano);
- per l'incontro di studi su "Judicial cooperation in the European Union in matters of family law", (Murcia, 28-30.9.2005), ammessi i dott. MARIA ACIERNO (Trib. Bologna), PAOLO CORDER (Trib. Venezia) e MARIA CARLA GATTO (Appello Milano).

16.NUOVE DISPOSIZIONI PER LA NOMINA A COLLABORATORI O AFFIDATARI DEGLI UDITORI GIUDIZIARI
Su proposta della nona commissione, nata da particolari situazioni istruttorie reiteratesi nel tempo, il plenum ha deliberato di proporre una modifica del Regolamento per il tirocinio degli uditori giudiziari (D.P.R. 17.7.1998), nella parte in cui si disponeva l'automatica esclusione dall'incarico di magistrati collaboratori e affidatari per il tirocinio degli uditori (anche) per i magistrati "..ai quali sono state inflitte sanzioni disciplinari, o nei cui confronti pendono procedimenti penali per delitti non colposi o per contravvenzioni punite anche con pena detentiva".
Tale troppo rigida ed automatica previsione, spesso conseguente ad esposti doverosamente iscritti nei registri delle notizie di reato, ha portato ad una serie di inconvenienti, tra cui una sensibile riduzione dei magistrati scrutinabili per tali incarichi e la non conoscenza di situazioni impeditive della nomina da parte dei consigli Giudiziari.
Si è ritenuto pertanto di escludere dall'incarico di affidatario o di collaboratore del C.G.:
- i magistrati che abbiano riportato le sanzioni disciplinari della perdita dell'anzianità o della censura irrogata per fatti commessi nell'ultimo decennio ovvero dell'ammonimento per fatti commessi nell'ultimo quinquennio;
- i magistrati per cui sia stato disposto il rinvio a giudizio per procedimenti penali per delitti non colposi o per contravvenzioni punite anche con pena detentiva;
- i magistrati a carico dei quali pendano procedimenti disciplinari o procedure di incompatibilità ambientale o funzionale ex art.2 O.G.
In tutti gli altri casi residua al Consiglio la possibilità di valutare in concreto la sussistenza delle condizioni per il conferimento dell'incarico.

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Solo proposte per incarichi semidirettivi quelle deliberate in settimana dalla commissione:
Per il posto di Presidente di sezione del Tribunale di Caltanissetta dopo la revoca del dott. Matteo Frasca e del dott. Marcello Viola, con 5 voti a favore (Menditto, Fici, De Nunzio, Mammone, Berlinguer) e una astensione (Marotta) viene proposto il dott. GIACOMO MONTALBANO (Tribunale Palermo).
Per due posti di Presidente di sezione del Tribunale di Palermo dopo la revoca del dott. Guido Lo Forte, i cons. Berlinguer e De Nunzio si sono espressi per GIOACCHINO NATOLI e TOMMASO VIRGA, cui vanno quindi 5 voti (Fici, Belinguer, De Nunzio, Mammone, Marotta) mentre un voto (Menditto) va alla proposta per GIOACCHINO NATOLI-GIOACCHINO SCADUTO.
Per il posto di Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Perugia è stato proposto all'unanimità il dottor FFEDERICO CENTRONE (Trib. Perugia).
Per il posto di Presidente della sezione lavoro del Tribunale di Napoli dopo la revoca del dott. Umberto Lauro, 4 voti (De Nunzio, Mammone, Menditto e Berlinguer) vanno al dott. BRUNO PAPPALARDO (Cons. Appello lavoro Napoli) mentre due voti (Buccico, Fici) vanno al dott, PAOLO CAPUANO (Tribunale sez. lavoro Napoli).

Share