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SOMMARIO
1.DELIBERA SUI "TEMPI" DEL C.S.M.
2.RISOLUZIONE SUI CONCORSI PER INCARICHI DIRETTIVI A SEGUITO DELLA RIFORMA ORDINAMENTALE
3.SULL'AMBITO DI ESTENSIONE DELLA PRELAZIONE IN TRASFERIMENTO DA "SEDE DISAGIATA" EX L.133/1998
4.CORSO DI FORMAZIONE PER I REFERENTI PER L'INFORMATICA
5.INIZIATIVE DEL C.S.M. IN MATERIA DI TERRORISMO
6.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
7.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
DALLE COMMISSIONI

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1.DELIBERA SUI "TEMPI" DEL C.S.M.
Dopo la prima risoluzione adottata a seguito dell'intervento del Presidente della Repubblica per razionalizzare ed accelerare i tempi della quinta commissione e le procedure dirette alla nomina dei dirigenti degli uffici giudiziari, il plenum del Consiglio ha approvato un'ulteriore delibera "quadro" diretta a vincolare tutte le commissioni consiliari a criteri di massima speditezza di trattazione delle pratiche.
Sono note le difficoltà in cui si trova l'organo di autogoverno, cui certamente non ha giovato la riduzione del numero dei componenti derivata dalla recente riforma del sistema elettorale, eppure si è inteso perseguire ulteriormente una strada diretta alla più celere definizione delle pratiche da parte di tutte le commissioni.
La delibera approvata, che non può naturalmente restare meramente dichiarativa, costituisce un vincolo di indirizzo per ogni commissione e ciascun consigliere, impegnando alla predisposizione di limiti massimi per la definizione delle pratiche, realizzando così un indiretto monitoraggio delle situazioni di maggiore criticità, che potranno essere adeguatamente affrontate e risolte.
Il C.S.M. assume così il fattore tempo non più come una variabile indipendente della propria attività: sin dai prossimi mesi, e dall'ottemperanza da parte delle singole commissioni all'esplicita direttiva approvata all'unanimità, potrà verificarsi l'effettività di quanto da tutti auspicato.

2.RISOLUZIONE SUI CONCORSI PER INCARICHI DIRETTIVI A SEGUITO DELLA RIFORMA ORDINAMENTALE
Il plenum ha "sbloccato" con una propria delibera (già strasmessa in lista) i concorsi pendenti per incarichi direttivi che avevano sofferto uno stop in conseguenza dell'immediata efficacia della norma (art. 2, comma 45, della legge delega per la riforma dell'Ordinamento Giudiziario), che - come è noto - esclude con effetto immediato la legittimazione per il conferimento di incarichi direttivi dei magistrati che hanno già compito i 66, ovvero i 68 anni.
Nel corso del dibattito abbiamo sottolineato come la vicenda in esame è venuta a costituire una sorta anticipazione del "giorno dopo" della futura entrata a regime della riforma nei suoi singoli argomenti.
L'immediata operatività del citato comma 45 (si tratta del c.d. "tristo" emendamento Bobbio, voluto e votato per stessa ammissione di alcuni parlamentari, per escludere Giancarlo Caselli dalla rosa dei candidati alla Direzione Nazionale Antimafia) rischia di paralizzare l'attività del Consiglio in materia di conferimento degli incarichi direttivi, ove si ipotizzi (ed è doveroso farlo) il ricorso giurisdizionale di alcuno ovvero di tanti fra i magistrati esclusi dalla procedure già avviate o da avviare; ed ove si ipotizzino sospensive dei giudici amministrativi e rimessione degli atti alla Corte Costituzionale.
Al riguardo, abbiamo richiamato i profili di incostituzionalità già evidenziati in un parere della Sesta Commissione predisposto lo scorso mese di luglio e che il plenum non ha potuto trattare per la mancanza del numero legale determinato dal volontario allontanamento dall'aula di plenum da parte dei cinque consiglieri del Polo.
Se questi sono, dunque, i rischi di paralisi che oggi investe la nomina dei direttivi (ma anche, per altre ragioni, la gestione dei trasferimenti, a causa dell'improvvida sortita del legislatore di fine luglio in materia di sedi disagiate) è purtroppo facilmente immaginabile in quale contesto di
difficoltà si muoverà il Consiglio nella denegata ipotesi di emanazione dei decreti delegati di una riforma che lo stesso Ministro Guardasigilli ha, più volte, candidamente ammesso essere una riforma border-line rispetto ai principi di rilevo costituzionale.
Il Consiglio ha, dunque, stabilito di dover escludere dalle procedure concorsuali in atto gli aspiranti che non posseggano i nuovi requisiti anagrafici richiesti dal legislatore. Sono state, quindi affrontate e risolte una serie di questioni di carattere interpretativo e, per ultimo, si è deciso di non riaprire i termini dei singoli concorsi già avviati.
A tale ultimo riguardo non abbiamo ritenuto di votare un emendamento a firma del cons. Salvi (votato unicamente dai consiglieri di MD) con cui veniva stabilita la riapertura dei termini per tutti i concorsi pendenti, per dar modo agli aspiranti che non avessero sin qui presentato la domanda, di
proporla alla luce della modifica normativa.
Sul punto riteniamo che nel descritto contesto il Consiglio debba uniformarsi a precedenti condotte in casi analoghi ed evitare di determinare ulteriori ritardi e motivi di più che prevedibile contenzioso (gli attuali legittimati potrebbero dolersi della riapertura dei termini).
Non ci è sembrato possibile assumere ad "interesse dell'amministrazione" il tentativo di ampliare la possibile platea dei concorrenti per i concorsi già banditi, sia perché meramente ipotetico, sia perché abbiamo ritenuto pregiudiziale l'analisi della legittimità della riapertura dei termini.
Lo spirito istituzionale che deve animare l'attività consiliare, in questi difficilissimi mesi e purtroppo nei prossimi difficilissimi anni, deve essere quello di evitare di creare ulteriori ragioni di rallentamento ad evitare che possano essere confuse ed annacquate le responsabilità di chi, con provvedimenti ai limiti del galateo istituzionale (e forse oltre..) ha dato causa all' ormai profilabile situazione di paralisi delle attività di amministrazione della giurisdizione.

3.SULL'AMBITO DI ESTENSIONE DELLA PRELAZIONE IN TRASFERIMENTO DA "SEDE DISAGIATA" EX L.133/1998
Il plenum del CSM ha fornito una risposta al quesito relativo alla c.d. estensione del beneficio a coloro che sono stati assegnati ad una sede disagiata prima della dichiarazione della sede come disagiata: all'esito di un serrato dibattito è stata approvata la seconda proposta (Primicerio-Fici) con 11 voti (Unicost, Mov. + 3 laici del Polo), mentre la proposta Civinini-Mammone ha conseguito 8 voti (MD, MI e 1 laico del polo).
Questa pratica aveva molto impegnato, nel terzo anno di consiliatura, la terza Commissione, che era pervenuta ad una prima proposta unanime con la quale, atteso l'inequivoco tenore della circolare applicativa del 1999, veniva confermato l'estensione del beneficio.
Tale unanime proposta pervenuta all'esame del plenum nel novembre del 2004 era poi stata ritirata e la pratica era tornata in Commissione, dove - all' esito di osservazioni formulate da controinteressati, che chiedevano il riesame della c.d. circolare Viazzi - si era pervenuti alla soluzione opposta (non riconoscimento dell'estensione).
Anche questa seconda proposta era stata licenziata all'unanimità (il Movimento non era lo scorso anno rappresentato in Terza Commissione) ed anche questa seconda proposta, approdata in plenum, era stata poi ritirata per un nuovo esame della Commissione.
La nuova Terza Commissione ha così esaminato ancora una volta la questione e questa volta le proposte sono state due (entrambe già diffuse in lista): una (contraria alla conferma dell'estensione del beneficio, attraverso una rilettura, anzi un'espressa modifica, con singolare efficacia retroattiva, della circolare del 1999) votata da Civinini (MD) e Mammone (MI); l'altra (favorevole alla conferma dell'estensione del beneficio, per come stabilito nella circolare del 1999 e per come confermato, in innumerevoli occasioni, dal precedente e dall' attuale Consiglio) votata da Primicerio (Upc) e Fici (Mov).
Abbiamo avuto così modo di prendere atto, con grande compiacimento, che anche il cons. Primicerio (e con lui l'intero gruppo di Unicost, per come abbiamo appreso da un comunicato in lista apparso a distanza di poche ore dal voto in Commissione) avessero cambiato idea (per la seconda volta e così tornando alla prima proposta del novembre 2004).
D'altra parte, riteniamo che non fosse possibile negare il beneficio ai c.d. equiparati se la circolare del 1999 afferma il contrario, se in precedenti risposte a quesito è stato affermato esattamente il contrario (con riferimento sia a coloro che già si trovavano nella sede poi dichiarata disagiata anteriormente all'entrata in vigore della legge 133/1998, sia anche a coloro che hanno preso possesso in epoca successiva all'entrata in vigore della predetta legge, come, d'atra parte, era stato affermato nella prima risposta al medesimo quesito pervenuta all'esame del plenum nel novembre del 2004) e se il Consiglio ha, con provvedimenti concreti, già riconosciuto negli ultimi due anni il beneficio anche ai c.d. equiparati.
Non si poteva pertanto a nostro avviso rispondere ad un quesito interpretativo sulla circolare vigente, con ….. una modifica della circolare.
Tutto ciò può certamente non essere gradito ai tantissimi controinteressati, ai quali, nel manifestare convinta solidarietà, abbiamo il dovere di spiegare come si sia trattato di una scelta giuridicamente obbligata, imposta da univoche prese di posizione del precedente Consiglio e fin adesso rispettate all'unanimità dall'attuale; in altri termini non è sembrato possibile e corretto disconoscere e mortificare l'aspettativa di coloro che su quelle precedenti prese di posizione del Consiglio hanno fatto affidamento nelle proprie scelte personali e professionali.
Detto ciò, con riferimento ad una risposta a quesito (de iure condito), ben diverse possono essere le valutazione in un esame della medesima questione in una prospettiva (de iure condendo) di modifica della circolare, con salvezza evidentemente dei c.d. diritti quesiti e del generale principio
dell'affidamento.
In altri termini, si è evitato che quel che giustamente si rimprovera al legislatore estivo, e cioè di aver tentato di introdurre una nuova disciplina delle sedi disagiate, espropriando i diritti di quanti sulla stessa hanno fatto affidamento, potesse essere a maggior ragione rimproverato al Consiglio, che, sin dalla circolare del 1999 e con reiterate risposte a precedenti quesiti, aveva ritenuto del tutto pacifica l' interpretazione oggi confermata.
Va, infine, spesa qualche considerazione per sopire sul nascere una deriva allarmistica, artatamente sviluppatasi anche nel dibattito di plenum, e più in generale correlata alla disamina della L. 133/98, intesa ad alimentare la prospettiva di negative ricadute sulla mobilità orizzontale dei magistrati,che rischia di confondere razionalità e responsabilità.
Ed allora:
a) se la gestione dei trasferimenti è a fortissimo rischio di contenzioso e di paralisi ciò dipende dall'improvvida sortita del legislatore estivo (modifica del beneficio ex lege 133/98 e sua disciplina transitoria) e ciò a prescindere dalla soluzione al problema che il CSM si accinge a formulare, nel senso che qualunque sarà la soluzione adottata vi saranno controinteressati che potranno di tale soluzione lamentarsi.
Questo deve essere chiaro, anche se è ben intuibile come può essere utile a taluno confondere le cose e coinvolgere in questa responsabilità il Consiglio Superiore della Magistratura;
b) la soluzione del diverso problema della conferma dell'estensione del beneficio ai c.d. equiparati essendo, soluzione (a tutto concedere) controvertibile era ed è comunque a rischio contenzioso. La soluzione in concreto adottata (conferma dell'estensione agli equiparati) presenta, però, un rischio contenzioso all'evidenza minore e su questo chiunque dovrebbe convenire, sempre che si voglia ragionare da un punto di vista giuridico, senza la lente deformante dalla consistenza dei diversi bacini dei colleghi interessati;
c)dagli elenchi predisposti dalla struttura della Terza Commissione (e salvo evidentemente più attente ulteriori verifiche) risulta che sono 33 i beneficiari, puri ed equiparati, già interpellati che non hanno esercitato il diritto e che vanno, pertanto, nuovamente interpellati; 22 i nuovi beneficiari puri nell'anno 2005, 20 nell'anno 2006, 2 nel 2007, 38 nel 2008, 32 nel 2009 e 1 nel 2010, sempre che gli stessi non decidano di chiedere il trasferimento prima del compimento del quinquennio; quanto ai c.d. equiparati sono 16 quelli la cui sede è stata dichiarata disagiata negli anni 1998 e 1999 (diritto maturato nel 2003-2004 e, quindi, ricompresi fra i 33 già interpellati), 23 nel 2000 (diritto nel 2005), 20 nel 2001 (diritto nel 2006), 4 nel 2002 (diritto nel 2007), 3 nel 2003 (diritto nel 2008), 10 nel 2004 (diritto nel 2009).
Quindi 33 i beneficiari già interpellati, 22+23 i nuovi beneficiari del 2005, 20+20 nel 2006, 2+4 nel 2007, 38+3 nel 2008, 32+10 nel 2009.
Si tratta di numeri di gran lunga inferiori rispetto a quelli di coloro che hanno già goduto del beneficio in questi ultimi due anni e non poteva essere diversamente poiché per legge il numero delle sedi disagiate è andata a scalare, come imposto dal legislatore, dal 1998 in poi e nell'anno 2005 non è stata dichiarata, allo stato, neppure una sede disagiata.
d) del pari infondati appaiono calcoli e previsioni infauste (in specie del cons. Lo Voi) sui prossimi bandi di trasferimento: ad oggi sono vacanti circa 530 posti di I grado, ai quali dovranno aggiungersi nei prossimi due mesi altri 120-140 posti all'esito delle procedure concorsuali dei posti di I e II grado avviati nella primavera scorsa. Si tratta di circa 650 posti di primo grado, da cui dovranno essere scorporati, a fine anno, 380 per gli uditori, per potere contestualmente procedere alla pubblicazione degli altri per i trasferimenti ordinari. Sarà come sempre una scelta non facile per la individuazione delle sedi più ambite da mettere a disposizione per i trasferimenti.
La prelazione offerta ai beneficiari ex lege 133/1998 (33+22+23), salvo imprevisti (vedi a,b), non muterà il numero dei posti che saranno destinati a fine anno ai trasferimenti (250/300) e neppure
condizioneranno i tempi (salvo a,b). In ogni caso, ed è questo ciò che qui rileva, non saranno certamente 23 prelazioni in aumento a determinare uno sconvolgimento delle prospettive. Nel 2006 saranno poi 40 i futuri beneficiari (20+20); nel 2007 saranno 6 (2+4); nel 2008 41 (38+3), nel 2009 42 (32+10).
Per concludere riteniamo che, nella difficile gestione dei trasferimenti, il C.S.M. debba continuare a fare la sua parte, con costante attenzione, scrupolo, trasparenza e informazione, cercando di impedire che fattori esterni possano pregiudicare la speditezza delle procedure ed il raggiungimento degli obiettivi.

4.CORSO DI FORMAZIONE PER I REFERENTI PER L'INFORMATICA
Varato, in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il primo corso di formazione per i tutti i referenti per l'informatica di ultima nomina.
L'iniziativa, organizzata di concerto con il Ministero, avrà luogo a Roma dall'undici al tredici ottobre, ed ha anche l'obiettivo di offrire un adeguato aggiornamento ai magistrati referenti distrettuali per l'informatica, anche a seguito della adozione di nuove procedure informatiche nell'amministrazione della giustizia.

5.INIZIATIVE DEL C.S.M. IN MATERIA DI TERRORISMO
Il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura, con una propria risoluzione del 27 luglio: considerato che il terrorismo internazionale colpisce, con sempre maggiore durezza, i cittadini e la convivenza civile per cui si impone che tutte le IstItuzioni, nell'ambito delle "rispettive attribuzioni" partecipino, in maniera efficace, ad opporre un adeguato contrasto e che il Consiglio Superiore della Magistratura può nell' ambito delle sue attività primarie offrire un ruolo importante:
- favorendo l'effettivo coordinamento degli uffici giudiziari maggiormente interessati e dando ad esso ogni possibile impulso anche attraverso monitoraggi e incontri con i magistrati che vi fanno parte;
- promuovendo il confronto sulle prassi comuni, le metodologie, le tecniche di indagine applicate, anche attraverso lo svolgimento di incontri di studio volti ad approfondire e promuovere l'efficace utilizzazione degli strumenti processuali finalizzati al coordinamento, disciplinato, tra l'altro, dall'art. 118 Disp. Att. C.p.p.;
- elaborando proposte in materia di riforme normative, rilevanti per il contrasto giudiziario del terrorismo;
aveva suggerito la costituzione di un gruppo di lavoro con il compito di promuovere incontri con i magistrati degli uffici giudiziari maggiormente interessati, revisioni di piante organiche, ricognizione e apprestamento di strumenti tecnici, predisposizione di programmi di aggiornamento professionale che prevedano eventualmente anche l'apporto conoscitivo e professionale delle forze di polizia.
Si è pertanto costituito un gruppo di lavoro composto dai consiglieri Aghina, Buccico, Lo Voi, Primicerio, Schietroma e Salvi, che a breve programmeranno le opportune iniziative sulla scorta del mandato ricevuto, dopo aver ricevuto una rappresentanza dell' UNODOC (Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine) con sede a Vienna.
Nel contempo la nona commissione deputata alla formazione professionale, nell'ambito del programma europeo AGIS, ha varato un importante incontro di studi su "Il coordinamento delle indagini in materia di terrorismo internazionale" (Roma, 24 - 26 ottobre 2005), aperto alla partecipazione di magistrati e funzionari degli organismi di polizia di otto paesi europei.
I risultati specifici che l'iniziativa intende raggiungere sono: 1) acquisire una conoscenza approfondita dei principali strumenti normativi comunitari ed internazionali in materia di coordinamento e cooperazione nelle indagini aventi ad oggetto reati di terrorismo internazionale; 2) tesaurizzare e diffondere il patrimonio conoscitivo rappresentato dalle relazioni, dai dibattiti, dalle conclusioni dei gruppi di lavoro e dagli esiti delle simulazioni processuali, traducendo il contenuto della relazione di sintesi ed inviandolo agli Stati partners ed agli altri Stati membri della Rete europea di formazione giudiziaria; 3) migliorare ed affinare le tecniche e le procedure del coordinamento e della cooperazione nelle indagini di terrorismo; 4) pervenire all'elaborazione di prassi comuni nelle modalità di coordinamento operativo delle indagini.
L'interpello per la partecipazione al corso, per cui si è prevista prelazione per i titolari di specifica esperienza professionale in materia di terrorismo (già trasmesso in lista) prevede la data del 5 ottobre quale scadenza di presentazione delle domande.

6.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvato il programma organizzativo per il 2004/2005 del Tribunale di Sciacca.

7.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Queste le ammissioni ad incontri di studio internazionali deliberate in settimana:
Per l'incontro "Costituzione europea ed autorità giudiziaria" (Barcellona, 26-28 settembre 2005) designati i colleghi CARLO COCO (segretario del C.S.M.) e CORRADO FASANELLI (p.m. Palermo);
per l'incontro "Cooperazione giudiziaria in materia civile, con particolare riferimento alla prova" (Barcellona, 3-5 ottobre 2005), designati i colleghe: COSIMO D'ARRIGO (Tribunale di Messina) e MASSIMILIANA BATTAGLIESE (Trib. Roma).

DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Nell'agenda delle priorità della commissione l'analisi della novella normativa in materia di prelazione ex L.133/98, che dovrebbe portare alla formulazione di una proposta, contenente anche l'elenco delle sedi a disposizione dei colleghi per i trasferimenti, prevista per la prossima settimana.

Ernesto AGHINA Paolo ARBASINO Giuseppe FICI

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