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SOMMARIO
1.IL C.S.M. IN CALABRIA
2.APPROVATI I PRIMI PARERI SULLE BOZZE DEI D. LG. ORDINAMENTALI (CASSAZIONE E INCARICHI DIRETTIVI)
3.ANCORA SENZA TUTELA I MAGISTRATI DI VERONA
4.FUORI RUOLO
5.NOMINA DEL NUOVO DIRETTORE DELL'UFFICIO STUDI DEL C.S.M.
6.INCONTRO DI STUDI CON IL DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA'
7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
8.NOMINA ALL'UFFICIO STUDI DEL CSM
9.VERIFICA DELL'ESONERO DEI COMPONENTI DEI CONSIGLI GIUDIZIARI
10.ULTIME DESIGNAZIONI PER LE S.S.P.L.
11.AMMISSIONI A CORSI DI STUDIO INTERNAZIONALI
12. SULLE ATTRIBUZIONI DEI MEMBRI DI DIRITTO DEI CONSIGLI GIUDIZIARI
DALLE COMMISSIONI
Ernesto Aghina Paolo Arbasino Giuseppe Fici

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1.IL C.S.M. IN CALABRIA
Il 31 ottobre la settima commissione del C.S.M., guidata dal vicepresidente Rognoni si è recata presso gli uffici giudiziari di Regio Calabria e Locri per acquisire sul campo elementi di conoscenza utili alla verifica e all'approfondimento della situazione organizzativa dell'attività giudiziaria in relazione ai noti eventi criminosi ivi verificatisi di recenti.
Sono state disposte audizioni di magistrati e di rappresentanti del Foro.
Al di là delle comunicazioni ufficiali, si può dire che la visita ha consentito di rilevare la presenza in loco di "domande esigenti" di magistrati e di cittadini, rivolte anche all'organo di autogoverno, cui occorre offrire risposte celeri e concrete.
La rilevata presenza di "luci ed ombre" del servizio giustizia impegna il C.S.M. a definire il caso Calabria su direttrici di marcia compatibili con l'importanza del momento.
In una regione dove in alcune zone non si avverte un'efficace presenza dello Stato, si sono raccolte legittime e documentate segnalazioni di difficoltà operativa ed inadeguatezza di mezzi e strutture per l'azione di contrasto ad una criminalità organizzata violenta e pervasiva.
Non può non essere segnalata in particolare la difficile situazione degli uffici giudiziari di Locri, dove all'interno di strutture del tutto inadeguate (e non solo per amministrare giustizia), operano giovani magistrati (tutti i sette sostituti procuratori della Procura di Locri sono entrati in carriera nel 2002) con ingente carico di lavoro ed inadeguato supporto di personale di cancelleria afflitto da croniche carenze di organico.
In molti dovranno rispondere, sin da subito, alle legittime "domande" avanzate dai colleghi operanti nella difficile realtà calabrese: il C.S.M. (e non soltanto sotto il profilo organizzativo) ha la consapevolezza e la responsabilità, sulla base degli utili elementi acquisiti, di dover fare la sua parte.

2.APPROVATI I PRIMI PARERI SULLE BOZZE DEI D. LG. ORDINAMENTALI (CASSAZIONE E INCARICHI DIRETTIVI)
Il plenum del C.S.M., con le sole astensioni dei cons. Buccico e Spangher, ha approvato i pareri sui primi due schemi di decreti legislativi attuativi della delega ordinamentale in materia di accesso in Cassazione ed incarichi direttivi (già trasmessi in lista).
Nel parere sullo schema di decreto relativo all'accesso in Cassazione il Consiglio ha evidenziato due problemi rimasti irrisolti ovvero: l'individuazione del termine di decorrenza dell'efficacia delle norme e la sorte dei magistrati di appello applicati in cassazione, ufficio soppresso dalla riforma.
Riguardo al termine di decorrenza per il contrasto tra le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 1 della legge delega, in particolare si è rilevata la difficoltà di comprendere se la disciplina sull'accesso in Cassazione entrerà in vigore entro un anno dal 30 luglio 2005 (data di entrata in vigore della legge stessa) o dal novantesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. La disciplina transitoria deve comunque essere adottata entro i novanta giorni successivi al 30 luglio 2006.
Ulteriore questione segnalata dal Consiglio riguarda la disciplina transitoria per i magistrati in servizio che ricoprono i posti soppressi alla data di entrata in vigore della legge delega 25 luglio 2005 n. 150, e cioè al 30 luglio 2005. Secondo lo schema le funzioni di legittimità, nei limiti dei posti disponibili, e secondo l'ordine di anzianità, dovrebbero essere conferite in presenza di due requisiti: a) il conseguimento alla data del 30 luglio 2005 della qualifica di magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione e b) l'aver svolto nei sei mesi antecedenti al 30 luglio 2005 le funzioni di legittimità nei collegi delle sezioni della corte ovvero le funzioni di p.m. in udienza.
E' evidente l' eccesso di delega per la previsione del possesso delle condizioni di legittimazione in data anteriore all'entrata in vigore della legge delega.
Per i magistrati non legittimati al passaggio è previsto il "trattenimento" nell'ufficio soppresso senza la previsione di un termine massimo.
Quanto all'ampliamento di organico degli uffici della Cassazione un eccesso di delega è stato rilevato dal Consiglio riguardo alla procedura d'urgenza per la copertura dei posti fin dal giorno stesso di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale. Una siffatta procedura "speciale accelerata" non è infatti prevista dalla legge delega la quale, al contrario, dispone che si debba adottare una disciplina transitoria per rendere graduale l'inserimento. Il tenore della delega non consente comunque un'efficacia anticipata rispetto a quella dell'entrata in vigore del decreto.
Per quanto riguarda il parere sullo schema di decreto sul conferimento degli incarichi direttivi il Consiglio ed in particolare riguardo al punto cruciale della permanenza minima che deve essere garantita di due o quattro anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo a secondo che l'incarico direttivo sia relativo ad ufficio di legittimità o di merito.
Il consiglio ha rilevato che il principio non è più formulato in termini di divieto, come nella delega, bensì in termini positivi, ove il limite di età riguarda la conferibilità dell'incarico.
Il requisito dell'età massima riguardo al conferimento degli uffici direttivi è valutato positivamente dal Consiglio che peraltro per il conferimento degli incarichi direttivi aveva introdotto il requisito dell'età con circolare dell' 8 luglio 1999 P-13000.
Il requisito introdotto in sede di normazione secondaria era tratteggiato però come elemento di valutazione positiva per la scelta del candidato "ai fini del buon andamento dell'amministrazione e per garantire l'efficacia dell'azione direttiva", "salvo che ricorrano particolari circostanze ed esigenze che facciano ritenere necessario un periodo più lungo, o adeguato un periodo più breve", non già limite di ammissione al concorso come ridefinito nello schema.
Nella previsione dello schema di riforma manca di oggettività il momento in cui il limite di età acquista rilevanza.
Non è infatti la vacanza del posto il momento in cui l'età acquista rilievo, come nella circolare consiliare, bensì l'emanazione del bando così che con i tempi di pubblicazione potrebbe surrettiziamente ottenersi l'esclusione dei possibili aspiranti legittimati.
La disposizione relativa a coloro per i quali è stato ripristinato o prolungato il rapporto di impiego ex art. 3, comma 57, l. 350/2003 e ss. modd, sospetta di eccesso di delega, contrasta in maniera evidente con il principio per cui le funzioni direttive debbono essere affidate a persone che, in ragione del requisito di età, possano garantire non solo un congruo periodo di presenza nell'ufficio direttivo conferito, ma anche una efficace e dinamica azione direttiva.

3.ANCORA SENZA TUTELA I MAGISTRATI DI VERONA
Per quanto possa sembrare di difficile comprensione all'esterno del Consiglio, anche in questa settimana, come del resto già avvenuto in quella precedente, due sedute del plenum del CSM sono state interrotte per mancanza del numero legale (erano presenti solo quattro dei cinque consiglieri laici richiesti come minimo dalla legge: di cui uno solo dei cinque espressi dalla Cdl) al momento del voto sulla proposta di delibera a tutela dei magistrati di Verona (già trasmessa in lista).
La gravità di quanto accade continua a commentarsi da sola e prospetta in tutta evidenza una situazione di grave incapacità di assolvere alle sue funzioni da parte dell'organo di autogoverno.
La proposta di delibera a tutela, i cui contenuti sono stati riassunti nel precedente notiziario, verrà riproposta secondo regolamento all'ordine del giorno della prossima seduta plenaria.

4.FUORI RUOLO
La dott.ssa MARIA PIA BIANCHI (Trib. Roma) è destinata all'Ufficio legislativo del Ministero delle Comunicazioni;
Confermati fuori ruolo il dott. GIUSEPPE STAGLIANO' nella destinazione presso il Garante per la protezione dei dati personali e la dott.ssa ROSSELLA ATZENI, quale esperto presso i Servizi della Commissione Europea (Ufficio per la cooperazione) sino al 31.3.2007
Destinato fuori ruolo il dott. MARIO ERMINIO MALAGNINO (Trib. Taranto) quale capo della segreteria del sottosegretario alla giustizia on.le Luigi Vitali.
Fuori ruolo all'Ispettorato Generale del Ministero della Giustiziala dott.ssa MARIA GIOVANNA ROMEO (sost. proc. gen. Palermo)
Ritorna in ruolo la dott.ssa MARZIA DE FALCO (sin qui fuori ruolo presso il Dipartimento per gli Affari regionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) con destinazione il Tribunale di Nola (posto precedentemente occupato).

5.NOMINA DEL NUOVO DIRETTORE DELL'UFFICIO STUDI DEL C.S.M.
In occasione dell'esame in plenum - in il 26 ottobre 2005 - della proposta del Comitato di Presidenza di nomina del consigliere Wladimiro De Nunzio a direttore dell'Ufficio Studi per il quarto anno di consiliatura, si è sviluppato - su nostra sollecitazione - un lungo dibattito sul metodo e sui criteri di scelta organizzativa da parte del Comitato di Presidenza.
Abbiamo, in particolare, lamentato, pur nulla rilevando in merito alla non contestata attitudine del collega a ricoprire l'incarico in questione, che con questa designazione venisse ulteriormente disattesa - in questo quarto ed ultimo anno di consiliatura - quella doverosa esigenza di rispetto proporzionale, nella distribuzione dei diversi incarichi di gestione delle articolazioni consiliari, delle diverse componenti ideali presenti in Consiglio.
Con un oggettivo aggravamento della situazione della nostra rappresentanza, già fortemente penalizzata nella composizione delle Commissioni e nella distribuzione delle presidenze.
All'esito del dibattito abbiamo, tuttavia, votato a favore della proposta, aderendo ad un formale invito del vicepresidente. Questi ha infatti assunto in proprio ogni responsabilità delle scelte effettuate e, riconoscendo la fondatezza delle nostre doglianze, ha invitato tutti i consiglieri a farsi carico delle esigenze di pluralismo che abbiamo rappresentato.

6.INCONTRO DI STUDI CON IL DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA'
Approvata dal plenum la proposta della nona commissione che ha organizzato, in partnership con il Dipartimento per le pari opportunità, un incontro di studio interdisciplinare su "Molestie e discriminazioni: tutela civile e penale", che si terrà a Roma presso la sede congressuale consiliare il prossimo 14 novembre (l'interpello, per la selezione di 50 magistrati partecipanti, è stato già trasmesso in lista).
Si tratta di una interessante iniziativa dedicata all'approfondimento del delicato tema delle molestie e discriminazioni sui luoghi di lavoro, anche con riferimento ai principi comunitari e ad un'analisi di diritto comparato, in cui sarà dedicato uno specifico spazio di riflessione alla tutela giurisdizionale civile e penale nei confronti del mobbing.

7.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvato il programma organizzativo per il 2004/2005 della Procura di Reggio Calabria.

8.NOMINA ALL'UFFICIO STUDI DEL CSM
Il dott. ANDREA MONTAGNI; sino ad oggi in servizio presso il Tribunale di Forlì, è stato designato dal plenum quale nuovo componente dell'ufficio studi del Consiglio.

9.VERIFICA DELL'ESONERO DEI COMPONENTI DEI CONSIGLI GIUDIZIARI
E' stata approvata una significativa delibera (già trasmessa in lista) diretta a verificare con un apposito monitoraggio presso tutti i distretti, l'effettività dell'esonero dall'attività giudiziaria già previsto per tutti i componenti dei Consigli Giudiziari (differenziato percentualmente in ragione dell'entità dell'aggravio di lavoro)
Nel momento in cui si richiede un crescente impegno all'organo decentrato di autogoverno, si è intesa garantire l'efficacia di intervento dei componenti del Consigli Giudiziari, analizzando anche le modalità di fruizione dell'esonero in riferimento alle specifiche funzioni giudiziarie svolte, atteso che solo un autentico sgravio dal lavoro ordinario può consentire quell'impegno e quella celerità di intervento che sono funzionali all'attività del CSM.
Esonerando il singolo componente del C.G. dal compito (a volte disagevole) di garantirsi l'effettività dell'esonero, interviene il CSM nel richiamare i Presidenti delle Corti di Appello ad un compito di controllo e di verifica, che responsabilizza ulteriormente i componenti degli organi periferici di governo autonomo della magistratura.

10.ULTIME DESIGNAZIONI PER LE S.S.P.L.
Completate le designazioni delle "rose" di quattro magistrati all'interno delle quali i Consigli delle facoltà di giurisprudenza dovranno individuare i due colleghi chiamati a comporre i Consigli direttivi delle Scuole di specializzazione per le professioni legali.
Per la S.S.P.L. di Macerata e per quella di Urbino sono stati indicati: PAOLO CIGLIOLA (Trib. Urbino), PATRIZIA FOIERA (p.m. Firenze), ALESSANDRO IACOBONI (Pres. Sez. Trib. Macerata) e CRISTINA TODESCHINI (p.m. Ancona).

11.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Queste le ammissioni ad incontri di studio internazionali deliberate in settimana:
Per l'incontro "Il terrorismo in Europa" (Parigi, 7-9 novembre 2005) designata la collega STEFANIA CASTALDI (p.m. Napoli);
per l'incontro "La lotta contro la criminalità organizzata transnazionale" (Parigi, 7-9 novembre 2005), designati i colleghi: GAETANO DE AMICIS (Trib. Avezzano) e ROBERTO TERZO (p.m. Venezia);
per l'incontro su "Crimini di sangue, crimini sessuali" (Parigi, 14-18 novembre 2005), i colleghi MARIA CHIARA MINERVA (p.m. Salerno) e GIOVANNA TOTERO (Trib. minori Perugia).

12.SULLE ATTRIBUZIONI DEI MEMBRI DI DIRITTO DEI CONSIGLI GIUDIZIARI
Rispondendo ad un quesito posto dai Capi della Corte d'Appello di Salerno, inteso a conoscere se i membri di diritto del Consiglio giudiziario possano essere o meno istituzionalmente relatori nelle pratiche trattate dall'organo periferico di governo autonomo della magistratura, il C.S.M. ha operato una disamina dei codici di autoregolamento progressivamente adottati dai Consigli Giudiziari.
Nella delibera, che si riporta di seguito, alla ricognizione dell'esistente si associa il riconoscimento dell'ampiezza del potere di autoregolamento dei Consigli Giudiziari, anche in virtù dell'assenza di fonti primarie di riferimento.le attribuzioni
- rilevato che con la delibera 20-10-'99 "Risoluzione sul decentramento dei Consigli giudiziari il C.S.M. ha invitato tutti i consigli giudiziari ad adottare un regolamento dei propri lavori, che disciplini in sede di autoregolamentazione le modalità di convocazione delle sedute, la formazione dell'ordine del giorno ed il suo regime di pubblicità, la distribuzione degli affari ai diversi componenti, anche supplenti, le modalità di verbalizzazione delle delibere assunte, il regime di pubblicità delle sedute e degli atti, oltre a tutti gli altri aspetti riconnessi al potere organizzatorio che l'organismo collegiale riterrà di disciplinare;
- considerato che detta delibera ha dedicato uno specifico paragrafo alla disamina dei criteri adottati per l'assegnazione degli affari ai componenti dei consigli giudiziari, esaminando le varie soluzioni emergenti dall'analisi delle regolamentazioni che alcuni consigli avevano già adottato ed evidenziando l'esistenza di tre modelli "…la casualità (che coincide con il massimo di discrezionalità del Presidente che procede all'assegnazione), una discrezionalità presidenziale destinata ad esercitarsi seguendo determinati binari, l'adozione di criteri certi e verificabili nella loro effettiva applicazione";
- ritenuto opportuno sottolineare qui l'importanza di tale aspetto organizzativo nell'ambito delle esigenze di buona amministrazione e di funzionalità del consiglio giudiziario, che richiedono necessariamente un'equa distribuzione degli affari tra tutti i componenti;
- considerato che tale importanza appare confermata dalle esigenze di pluralismo proprie dell'organo collegiale e che richiedono l'applicazione di criteri obiettivi e predeterminati che eliminino ogni possibilità di arbitrio o di uso puramente discrezionale nell'individuazione del relatore della pratica, senza dimenticare che questi, in virtù della complessità dell'affare da trattare, potrebbe essere chiamato anche a svolgere un'attività istruttoria appositamente delegatagli;
- rilevato che nei cinque anni trascorsi dalla citata delibera tutti i consigli giudiziari si sono dotati di un proprio regolamento che disciplina anche, sebbene in modo diversamente articolato, il tema dell'assegnazione degli affari e che un esame dei regolamenti evidenzia tre principali tipologie di soluzioni quanto ai criteri di assegnazione ai componenti di diritto:
- la soluzione più frequente prevede l'uso di una formula generica che non distingue tra componenti elettivi e di diritto (Ancona, Bari, Catania, Catanzaro, Genova, Lecce, Napoli, Palermo, Perugia, Roma);
- una seconda soluzione è data da quei consigli giudiziari che espressamente prevedono che l'assegnazione può riguardare esclusivamente i componenti elettivi (Cagliari, Caltanissetta, Firenze, L'Aquila, Potenza, Trieste);
- una terza soluzione è quella che prevede in modo esplicito l'affidamento di specifici pareri ai componenti di diritto (Bologna, Campobasso, Messina, Torino, Trento); più precisamente l'affidamento riguarda i pareri concernenti i membri stessi del Consiglio giudiziario (Bologna), i dirigenti degli uffici (Campobasso), i dirigenti degli uffici, l'Avvocato generale e i presidenti di sezione della Corte d'Appello (Torino e Trento, che vi include espressamente altresì l'assegnazione degli affari concernenti i componenti di diritto, per cui quelli del presidente della Corte sono assegnati al procuratore generale e viceversa);
- rilevato che il Consiglio giudiziario di Messina prevede, diversamente, soltanto una facoltà di coassegnazione del Presidente della Corte a sé o al Procuratore generale nel caso di argomenti di particolare rilevanza esterna, così ipotizzandosi un affiancamento al relatore individuato secondo i criteri stabiliti in generale dal regolamento;
- rilevato, infine, che il regolamento adottato dal Consiglio giudiziario di Milano per alcuni tipi di affari fa riferimento ad un'assegnazione ai soli componenti elettivi, lasciando una diversa soluzione per il numero più consistente delle pratiche;
- ritenuto che, in assenza di norma primarie, il potere di autoregolamentazione dei consigli giudiziari possa esercitarsi disciplinando i criteri di assegnazione degli affari nel senso di prevedere la loro destinazione anche ai componenti di diritto, così come dispone il Consiglio giudiziario di Salerno nella specifica norma del regolamento (art.6 comma 5°), che recita: "I componenti di diritto sono designati relatori in posizione di perfetta parità con gli altri membri, qualora non abbiano espressamente dichiarato di volere essere esclusi dall'assegnazione degli affari";
- ritenuto, in conclusione, opportuno che tutti i regolamenti dei consigli giudiziari adottino sul punto una specifica disciplina, tenendo adeguatamente conto delle caratteristiche dimensionali del distretto e di ogni altro elemento utile in ordine alla quantità e qualità delle attività da svolgere, ed avendo a mente che ai componenti di diritto non è applicabile alcuna forma di esonero dal lavoro giudiziario né di riduzione degli impegni propri dell'incarico direttivo ricoperto.
Tutto ciò premesso delibera di rispondere al quesito formulato dal Presidente della Corte di Appello e dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Salerno, con la nota sopra indicata, nei termini di cui in motivazione.".

DALLE COMMISSIONI

QUINTA COMMISSIONE
Proposta unanime in commissione per il dott. ANTONIO LO VECCHIO (Trib. Trani) per l'incarico semidirettivo di Presidente della sezione gip/gup del Tribunale di Bari, e con l'astensione del cons. Salvi per il dott. DOMENICO DE FACENDIS (Presidente di sezione del Tribunale di Matera) per l'incarico direttivo di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Melfi.
Non condividendo questa scelta abbiamo formalizzato in Commissione una proposta alternativa in favore del dottor PASQUALE DRAGO (procuratore aggiunto presso il Tribunale di Trani) ritenendo prevalente il suo profilo professionale rispetto a quella degli altri aspiranti: sia per la maggiore anzianità di ruolo, sia soprattutto perchè titolare di ruolo semidirettivo requirente da oltre un quinquennio; già sostituto procuratore della repubblica per ulteriori cinque anni (dal 1986 al 1992), con pluralità di esperienza anche nel settore giudicante.
Una tale indicazione in favore del dottor Drago, indipendentemente dall'elevata qualità professionale del magistrato proposto dalla commissione, è coerente con le convinzioni dei sottoscritti in merito ai criteri che devono sorreggere la nomina di incarichi direttivi ed, in particolare, ai percorsi professionali idonei a garantire una specializzazione adeguata all'incarico direttivo che si intende ricoprire.
La nostra assenza nella composizione della quinta commissione ci ha impedito di esprimere indicazioni di voto per cui ogni valutazione in merito alle indicazioni operate sarà riservato alla discussione di plenum, peraltro con ridotto margine di incidenza quanto alle nomine ad incarichi direttivi in virtù della particolare procedura che impone il "concerto" del Ministro della Giustizia sulle proposte della commissione.
La nostra assenza (in questo quarto anno) nella composizione della Quinta commissione (una Commissione c.d. di garanzia) nella quale avrebbe dovuto essere assicurata la presenza di tutte le rappresentanze ideali presenti in Consiglio comincia, dunque, a manifestare i suoi effetti distorsivi.
Allo stato non possiamo che rinnovare il nostro rammarico per una situazione che non ha alcuna giustificazione, sol che si pensi che per il secondo anno di questa consiliatura la Quinta Commissione viene presieduta da un laico del centro-destra e che la proporzione della stessa non rispecchia, all'evidenza, la composizione del plenum.
Abbiamo reiteratamente segnalato, sin qui senza alcun riscontro effettivo, quella che riteniamo una grave riduzione della nostra partecipazione all'iter procedimentale per la designazione dei dirigenti degli uffici giudiziari.

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