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SOMMARIO
1.IL PARERE INCOMPIUTO DEL CSM SULLA “EX CIRIELLI”: VERSO UN CODICE DEONTOLOGICO DEI CONSIGLIERI
2.APPROVATA AL QUARTO TENTATIVO LA DELIBERA A TUTELA DEI MAGISTRATI DI VERONA
3.FUORI RUOLO
4.ANCORA PARERI SUGLI SCHEMI DI D. LG. ORDINAMENTALI (SCUOLA DELLA MAGISTRATURA E CONSIGLI GIUDIZIARI)
5.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
6.INCONTRO SULLA MAGISTRATURA NON PROFESSIONALE IN EUROPA
7.AMMISSIONI AD INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
8.SULLA UTILIZZAZIONE DEI MAGISTRATI DISTRETTUALI
9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
10.UNA SEZIONE DISTACCATA DI CORTE D’APPELLO A FROSINONE?
DALLE COMMISSIONI


1.IL PARERE INCOMPIUTO DEL CSM SULLA “EX CIRIELLI”: VERSO UN CODICE DEONTOLOGICO DEI CONSIGLIERI
Il plenum del CSM ha potuto solo discutere ma non votare il parere sulla "ex-Cirielli" (già trasmesso in lista), rimodulato dopo un intervento del Presidente della Repubblica che aveva rimarcato l'opportunità di tener conto delle modifiche apportate al precedente testo dalla Camera dei deputati. Ancora una volta la mancanza dei consiglieri laici della Casa delle Libertà (era presente il solo cons. Buccico), ha determinato l'interruzione del plenum per mancanza del numero legale. Nel corso del dibattito non si è mancato di evidenziare i perduranti profili di incostituzionalità della normativa in tema di prescrizione, le pesanti ricadute sui processi e, soprattutto, l'assoluta carenza di una approfondita valutazione di impatto delle nuove disposizioni, solo in minima parte sopperita spontaneamente (e con risultati allarmanti) da alcuni uffici giudiziari. Si è altresì evidenziata l'incongruità di un intervento sui tempi del processo penale che parta dalla prescrizione, invece di verificare in sede prioritaria il sistema processuale e gli strumenti organizzativi che lo supportano, determinando una paradossale inversione concettuale che prevedibilmente determinerà un (ulteriore) discredito per la magistratura, su cui inevitabilmente verranno fatte ricadere le colpe per i danni ed i guasti derivanti dalle inevitabili prescrizioni dei reati. Abbiamo rimarcato l'ambito virtuale di una discussione protrattasi nella certezza dell'impossibilità di pervenire ad una votazione sul parere, sottolineando con forza l'esistenza al CSM di un problema legato al regime del numero legale, soltanto in questo organo non garantito dalla maggioranza dei consiglieri, quanto piuttosto affidato all'utilizzazione che ne fa una componente minoritaria. L'interruzione dell'attività plenaria del Consiglio costituisce ormai un epilogo la cui frequenza si è andata progressivamente intensificando ed a cui non riusciamo ad abituarci, per quanto imposta da un inequivoco dato normativo. Riteniamo che la ratio cui presiede il concetto stesso di "numero legale" non possa in alcun modo confliggere con la funzionalità de Consiglio: se è legittimo ed anche utile dissentire dalle proposizioni tematiche affrontate in plenum e da un ordine del giorno approvato dal Capo dello Stato, non è ammissibile che ne si impedisca la discussione, atteso che ogni consigliere ha il dovere di garantire la funzionalità dell'organo di cui fa parte. In assenza di disposizioni dirette a contrastare quello che noi riteniamo un uso distorto del numero legale, crediamo che possa porsi quanto meno un problema di contenuto etico e deontologico della condotta di ciascun consigliere, strumentale ad una migliore funzionalità del Consiglio. Naturalmente il tema non può essere limitato soltanto alla presenza in plenum di ciascun consigliere, quanto esteso in generale anche all’ attività nelle commissioni, ai tempi di definizione delle pratiche a ciascuno affidate e quindi, più in generale, al modo di intendere il proprio ruolo all'interno del CSM. Di conseguenza, come componente consiliare del Movimento per la Giustizia, abbiamo predisposto una richiesta per la formulazione di un "codice deontologico" dei componenti del CSM, aperta a tutti i consiglieri interessati alla sua sottoscrizione, cui hanno sin qui aderito i colleghi di MD ed il cons. Berlinguer. Riteniamo che anche attraverso simili iniziative si possa contribuire ad una migliore funzionalità dell'organo di governo autonomo della magistratura, che va "meritato" nel quotidiano.
2.APPROVATA AL QUARTO TENTATIVO LA DELIBERA A TUTELA DEI MAGISTRATI DI VERONA
Al quarto tentativo il plenum del Consiglio ha finalmente potuto votare ed approvare (con il voto contrario del consigliere Spangher la delibera “a tutela” del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Verona e dei magistrati di questa città oggetto di scomposte denigrazioni e ingiurie da parte di alcuni esponenti politici. La presenza in aula di cinque consiglieri laici (Rognoni, Berlinguer, Schietroma, Spangher e Buccico) ha consentito la definizione della procedura. Resta naturalmente il rammarico del ritardo dell’intervento consiliare rispetto alla gravità degli eventi e delle difficoltà che hanno caratterizzato l’esame di una proposta che avrebbe dovuto tutto il Consiglio, senza alcuna esitazione, al fianco di chi si limita ad esercitare la giurisdizione senza subire alcun condizionamento.
3.FUORI RUOLO
Destinazione fuori ruolo per il dott. MARCELLO MARESCA (p.m. Alessandria) quale procuratore internazionale presso l’United Nations Interim Administration Mission in Kossovo, fino al 31.12.2005; Prosegue la sua attività di esperto presso la rappresentanza permanente d’Italia presso l’U.E. a Bruxelles per altri due anni il dott. STEFANO D’AMBRUOSO. Ritorna invece in ruolo alla Corte d’Appello di Messina il dott. ANGELO GIORGIANNI (Responsabile degli affari giuridici e legislativi della Camera dei deputati).
4.ANCORA PARERI SUGLI SCHEMI DI D. LG. ORDINAMENTALI (SCUOLA DELLA MAGISTRATURA E CONSIGLI GIUDIZIARI)
Continua la valutazione da parte del C.S.M. degli schemi di decreti attuativi della riforma ordinamentale. Sono stati approvati i pareri relativi ai provvedimenti varati dal Consiglio dei Ministri sull’istituzione della Scuola Superiore della Magistratura e sulla riforma dei Consigli Giudiziari (rinvenibili per esteso sul sito www.movimentoperlagiustizia.it, dove sono raccolti tutti gli atti relativi alla riforma dell’ordinamento giudiziario). Quanto al primo (con il voto contrario dei cons. Di Federico e Ventura Sarno) sia nel dibattito che nel parere sono stati evidenziate le numerose anomalie e frammentazioni organizzative, i difetti di impianto e le perduranti perplessità costituzionali di una "scuola" che non è certamente quella che la magistratura (e lo stesso CSM) attendevano ed anzi preconizzavano da tempo. La commistione tra formazione e valutazione, la frammentazione territoriale della struttura, l’insufficiente copertura economica, la separatezza rispetto all’organo di governo autonomo e, soprattutto, le evidenti difficoltà di gestione, collegate all’impossibilità di garantire una simultanea e necessaria par condicio ai magistrati costretti a frequentare corsi di formazione previsti quale precondizione per la progressione in carriera o l’acquisizione di incarichi direttivi, sono tutte questioni irrisolte nello schema di decreto, che è forse quello che maggiormente scardina l’attuale assetto della magistratura. Il parere sullo schema di decreto che riformula la composizione e le attribuzioni dei Consigli Giudiziari, istituendo anche il Consiglio direttivo della Cassazione (approvato con il solo voto contrario del cons. Di Federico e le astensioni dei cons. Buccico, Ventura Sarno, Spangher e del vicepresidente Rognoni), è invece privo di significativi elementi negativi. In sede di discussione è stato sottolineato il valore della composizione non monocolore togata dei nuovi Consigli Giudiziari, esprimendosi però dubbi, perplessità e critiche sulla struttura complessiva del decreto, comprensiva di anomalie "tecniche" (quali ad esempio un diverso rapporto proporzionale tra laici e togati in riferimento all'ampiezza del distretto), prive di risposte motivazionali.
5.INCARICHI SEMIDIRETTIVI
Unanime designazione in settimana per il seguente incarico semidirettivo: MARCO BUZANO (Appello lavoro Torino) quale nuovo Presidente di sezione del Tribunale di Torino. Divisione nel plenum invece per la nomina a Presidente della sezione lavoro del Tribunale di Napoli, incarico assegnato al dott. ANTONIO SERGIO ROBUSTELLA con 14 voti a favore (Unicost, MD, MI, Berlinguer) e 8 contrari (Arbasino, Fici, Marvulli, Favara, Buccico, Spangher, Ventura Sarno, Di Federico), astenuti Rognoni e Aghina.
6.INCONTRO SULLA MAGISTRATURA NON PROFESSIONALE IN EUROPA
Presso la sede consiliare si è svolto in data 10 e 11 novembre un convegno sul ruolo della magistratura non professionale in Europa. Nel corso dei lavori, cui hanno partecipato ospiti provenienti dal Belgio, Francia, Spagna, Inghilterra e Polonia, è stato possibile operare una ricognizione delle attribuzioni e delle attività della magistratura di pace nei diversi paesi europei. La comparazione, pur nelle diversità – anche sensibili – dei vari ordinamenti, ha consentito di verificare la sostanziale peculiarità del modello italiano di magistratura di pace, che si fonda su di una normativa che può definirsi come la più avanzata nel contesto comunitario.
7.AMMISSIONI AD IN INCONTRI DI STUDIO INTERNAZIONALI
Ammesse al seminario di studio di Barcellona (21-23.11) su “Cooperazione internazionale in materia penale nel quadro europeo” i colleghi GIOVANNA ICHINO (Appello Milano) e ROBERTA SIMEONE (p.m. Napoli). Al corso di Parigi (21-25.11) su “Cooperazione internazionale in materia penale” i colleghi MICHELE INCANI (p.m. Sassari) e ANNA PAGOTTO (magistrato di collegamento con il Regno Unito). All’incontro di studio di Parigi (21-25.11) su “Bioetica e diritto” i dott. FRANCESCO PIRAS (p.m. Sassari) e LAURA LIGUORI (Trib. Isernia). Selezionati per la partecipazione al “Twining Project per la riforma della procedura penale in Bulgaria” gestito dal Consiglio Superiore della Magistratura spagnolo, i colleghi ANTONIO LAUDATI (D.N.A.), ANTONIO BALSAMO (Trib. Palermo), VINCENZO SGUBBI (Trib. Padova) e PAOLO GUIDI (p.m. Brescia).
8.SULLA UTILIZZAZIONE DEI MAGISTRATI DISTRETTUALI
Il Consiglio è intervenuto per la prima volta a sindacare l’ambito discrezionale di utilizzazione di un magistrato distrettuale da parte del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello. In particolare non è stato approvato il provvedimento che destinava il magistrato distrettuale (requirente) ad un ufficio di Procura piuttosto che ad un altro (che pure aveva avanzato richiesta) poiché il paragrafo 5 della circolare n. P-13726/2003 del 3 luglio 2003 prevede che l’applicazione debba essere motivata sulle specifiche esigenze di servizio che si intendono realizzare. Il provvedimento in sostanza deve dare conto delle concrete esigenze di servizio che giustificano la scelta, avendo particolare riguardo alla comparazione delle esigenze dei rispettivi Uffici del distretto (nel caso in esame disattesa), effettuata tenendo conto di ogni elemento utile, e quindi, in particolare, del contenuto di eventuali segnalazioni o richieste provenienti dai capi degli Uffici.
9.TABELLE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
Approvate con indicazioni cui ottemperare le tabelle del Tribunale di Bologna per i bienni 2002/2003 e 2004/2005. Si segnala con riferimento ad una delibera che offre finalmente un quadro organizzativo stabile ad uno dei più importanti uffici giudiziari, la novità costituita da una puntuale analisi del carico di lavoro e delle sopravvenienze delle sezioni civili (documentate da un articolato parere del Consiglio Giudiziario), che ha consentito al Consiglio di offrire indicazioni operative al Presidente del Tribunale sulla necessità di provvedere ad eliminare il dispari impegno lavorativo esistente all’interno dell’ufficio.
10.UNA SEZIONE DISTACCATA DI CORTE D’APPELLO A FROSINONE?
Restituita dal plenum alla sesta commissione la delibera (rel Tenaglia) relativa alla proposta da avanzare al Ministro della Giustizia di istituire in Frosinone una sezione distaccata della Corte d’Appello di Roma, con giurisdizione sui circondari di Frosinone, Cassino, Latina, Tivoli e Velletri. Nel corso del dibattito, pur partendo dalla premessa che il distretto giudiziario di Roma presenti il più alto bacino di utenza nel panorama nazionale con riferimento alla popolazione residente (7.425.000 abitanti rispetto ai 6.083.000 di Milano), è emerso come la proposta non fosse corredata dai necessari approfondimenti comparativi e statistici, assolutamente necessari per poter intervenire con ponderazione su un tema che ha innestato polemiche e contrapposizioni territoriali. Ulteriore e necessaria attività istruttoria potrà portare ad una più meditata valutazione in ordine ai modi più appropriati di affrontare un problema esistente.
DALLE COMMISSIONI

TERZA COMMISSIONE
Completati i parametri per sola anzianità degli aspiranti ai 29 posti a concorso presso la Cassazione banditi con l’ultimo bollettino. Particolarmente numerosa la platea degli aspiranti: per i 17 posti di Consigliere di Cassazione sono state presentate 250 domande, 185 domande per i 4 posti a concorso di magistrato d’appello destinato alla Cassazione, 165 domande per i 4 posti a concorso di magistrato di tribunale destinato alla Cassazione, e “solo” 98 domande per i 4 posti di magistrato d’appello destinato alla Procura Generale. In sede di concorso troverà per la prima volta attuazione la modifica della normativa che ha escluso la sussistenza di un punteggio aggiuntivo in favore di alcune categorie di magistrati fuori ruolo: verificheremo quindi se la declamata volontà diretta a garantire parità di valutazione dei candidati, incentrando l’esame delle domande principalmente sull’attività giudiziaria svolta, troverà compiuta applicazione.
QUARTA COMMISSIONE
Sono due le questioni sulle quali in commissione ci si sta confrontando ed in relazione alle quali è imminente la formulazione di proposte al plenum: una riguarda gli incarichi sportivi, l’altra il rientro in servizio dei magistrati ai sensi della legge 350 del 24 dicembre 2003. Relativamente agli incarichi sportivi si ricorderà che la materia è stata stralciata (con il nostro voto contrario) in sede di formulazione delle modifiche alla circolare sugli incarichi extragiudiziari e la disciplina vigente è quindi costituita dal testo dell’art. 16 introdotto con le delibere del Consiglio in data 28 luglio 1999 e 7 luglio 2004. Com’è noto, con la prima delibera, si è ribadita la non autorizzabilità di incarichi sportivi implicanti funzioni requirenti e, al fine di favorire la rotazione nell’espletamento degli incarichi di giudice sportivo, si è esclusa la possibilità di rinnovo d’autorizzazioni a magistrati che abbiano prestato tali funzioni per più di cinque anni nel decennio precedente e si è prevista una “moratoria” di cinque anni, decorrenti dall’entrata in vigore della delibera stessa (28 luglio 1999) e scadenti quindi il 28 luglio 2004. Con la delibera del 7 luglio 2004, rispondendo ad alcune sollecitazioni del CONI volte ad un’attenuazione del rigore, si è provveduto ad aumentare per gli incarichi di giustizia sportiva di natura “apicale” il limite d’esercizio delle funzioni nei dieci anni antecedenti, portandolo da cinque a settenni, e si è prorogato il periodo di “moratoria” di due anni per gli incarichi “apicali” e di un anno per gli altri incarichi, termini decorrenti entrambi dalla data d’approvazione della delibera stessa (7 luglio 2004). Questa disciplina ha posto alcuni problemi applicativi la cui soluzione è resa urgente dalla richiesta di rinnovo di molti incarichi di giustizia sportiva. Il problema principale è quello di dare attuazione alla disciplina transitoria e quindi stabilire se per gli “apicali” (ammesso che sia chiara la loro esatta individuazione) la verifica delle condizioni di non autorizzabilità debba avvenire dopo la scadenza del termine (autorizzando quindi, nel periodo di moratoria, qualunque incarico sia richiesto) ovvero se anche in questo periodo occorra verificare la sussistenza delle condizioni (autorizzando quindi l’incarico nei limiti temporali imposti dalla nuova normativa o comunque sino alla scadenza del 7 luglio 2006) onde evitare una sostanziale elusione del limite dopo la sua effettiva entrata in vigore. Il secondo tema riguarda la verifica delle posizioni dei molti magistrati che hanno chiesto il collocamento in quiescenza per la pendenza di procedimenti penali a loro carico, in seguito prosciolti e che, in virtù della legge 350/ 2003, hanno avanzato istanza di riammissione in servizio. Come abbiamo ricordato nel notiziario n. 93 del 25.10.2005 il plenum si è già espresso, a maggioranza, negando il rientro in servizio del dott. Corrado Carnevale (la delibera è stata anche trasmessa in lista). Ora si tratta di verificare le situazioni, non sempre omogenee, di tutti gli altri istanti ma, soprattutto, di stabilire se la reintegra consegua ex lege alla sussistenza delle condizioni ovvero permanga sempre un potere discrezionale del Consiglio nel valutare la convenienza della amministrazione alla riammissione.
QUINTA COMMISSIONE
Una non breve parentesi di difficoltà operative determinata anche dal passaggio in parlamento del presidente cons. Marotta, ha comportato un blocco dell’attività della commissione, che non è riuscita a definire da settembre ad oggi un apprezzabile numero di proposte. Ricomposta nel suo assetto, la commissione si trova ora a dover recuperare i ritardi: sono iscritte all’ordine del giorno, solo per quanto riguarda il conferimento di incarichi direttivi, ben 24 procedure concorsuali pronte per la decisione: 5 posti di Presidente di sezione della Cassazione, 3 posti di Presidente di Corte d’Appello (Ancona, Perugia, Cagliari), 1 posto di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello (Cagliari), 3 posti di Presidente di Tribunale (Civitavecchia, Casale Monferrato, Lucca,), 8 posti di Procuratore della Repubblica (Lagonegro, Nicosia, Pistoia, Vercelli, Piacenza, Lodi, Avezzano, Udine), 2 posti di Presidente del Tribunale per i minori (Messina e Venezia), 1 posto di Presidente del Tribunale di sorveglianza (Trieste), 1 posto di Procuratore presso il Tribunale per i minori (L’Aquila). A queste si aggiungono le pratiche relative a 10 posti semidirettivi per concorsi banditi nel 2004 e 19 relativi a concorsi del 2005.
SETTIMA COMMISSIONE
In dirittura d’arrivo l’esame della circolare sulle tabelle degli uffici giudiziari per il prossimo biennio. La commissione è stata impegnata per settimane nella verifica delle criticità della precedente normativa evidenziatesi sulla base dell’esperienza concreta nel corso dell’ultimo biennio, per apportare correttivi migliorativi ovvero per chiarificare nodi interpretativi che hanno generato contenzioso. Autentica novità della nuova circolare dovrebbe incentrarsi in una valorizzazione dei dati statistici dei flussi di procedimenti, opportunamente rilevati, idonei sia a confortare nelle sue scelte organizzative il dirigente dell’ufficio, sia ad offrire elementi di valutazione sulla congruità dell’assetto da parte dei singoli magistrati, del Consiglio Giudiziario e del C.S.M. Nel frattempo si va completando l’esame delle tabelle del biennio 2004/2005 che, nonostante la procedura semplificata recentemente introdotta, risente dei consueti ritardi per l’elevato numero di uffici da esaminare e i relativi problemi connessi. Allo stato risultano trasmesse al Consiglio 512 proposte su 529 da parte degli uffici (per una percentuale di adempimento del 96,79%), di cui 408 (oltre il 77%) oggetto di delibera consiliare. Tra i grandi uffici che attendono ancora una valutazione del programma organizzativo si segnalano il Tribunale e la Corte d’Appello di Napoli, il Tribunale di Bari, il Tribunale di Messina, la Procura e il Tribunale di Milano, il Tribunale di Roma, la Procura e il Tribunale di Torino).
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